Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Martedì, 23 Gennaio 2018

ROMA Tallini, Aiello e Cannizzaro ce la fanno, gli altri non si sa. Primi verdetti nel centrodestra a poco meno di una settimana dalla presentazione delle liste per le politiche. Le trattative in corso da ieri nella sede romana di Forza Italia hanno portato ai primi nomi sicuri per alcuni dei 12 collegi uninominali della regione. Oggi la giornata più drammatica, con i coordinatori regionali Jole Santelli e Roberto Occhiuto nel difficile ruolo di mediatori rispetto alle istanze dei probabili candidati e degli alleati. A Roma, nella sede di San Lorenzo in Lucina (dove sono stati allestiti i singoli tavoli regionali per tutte le candidature nazionali), è stato un pomeriggio al cardiopalma, al termine del quale sono arrivate le prime conferme. Definiti gli assetti a Catanzaro: la spuntano Mimmo Tallini per la Camera e l'ex alfaniano Piero Aiello per il Senato. Il coordinatore regionale dell'Udc Franco Talarico, del tutto a sorpresa, sarà schierato a Reggio. Al quarto polo, infatti, andrà proprio quel collegio maggioritario, mentre per quello di Gioia Tauro è stato trovato l'accordo sul consigliere regionale azzurro Francesco Cannizzaro. Sarà invece staffetta tra Alessandro Nicolò e Giovanni Bilardi per il collegio senatoriale. Il nodo potrebbe essere sciolto già domani, con l'arrivo a Roma di altri big della coalizione, tra cui Wanda Ferro. Il posizionamento di quest’ultima ha occupato gran parte della trattativa di oggi. L'ex aspirante governatrice avrebbe  chiesto per sé un collegio a Catanzaro o Vibo per la Camera.
L'affermazione di Tallini, di conseguenza, sembra aver complicato i piani di Giuseppe Mangialavori, la cui candidatura nell'uninominale di Vibo sembrava cosa fatta. Anche questa questione potrebbe essere risolta nelle prossime ore, con Ferro che potrebbe optare solo per un piazzamento nel proporzionale di Fratelli d'Italia. Il vero buco nero, finora, sono i collegi cosentini, le cui candidature non sono state ancora affrontate. Le certezze sono solo due: Santelli e Occhiuto troveranno comunque posto nei listini proporzionali nord e sud.

Pietro Bellantoni
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  • Occhiello Primi verdetti sulle candidature dai tavoli romani. Giochi fatti a Catanzaro, mentre il coordinatore Udc scenderà in campo a sorpresa a Reggio Calabria. Wanda Ferro aspira a Vibo (e complica i piani di Mangialavori). Il buco nero dei collegi cosentini
Martedì, 23 Gennaio 2018 21:18

Paola, sessantenne investito e ucciso


PAOLA Un uomo, sessantenne, originario di Fuscaldo, è stato investito e ucciso da un furgoncino. Il fatto è avvenuto nel tardo pomeriggio a Paola, sul litorale tirrenico cosentino, in contrada Sant'Agata. L'automobilista investitore si è subito fermato. Inutili i soccorsi dei sanitari del 118. L'uomo è deceduto quasi subito. Sul posto, per accertare le cause dell'incidente, si sono recati i carabinieri.

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  • Occhiello L’incidente mortale è avvenuto nel tardo pomeriggio. L’automobilista si è fermato a prestare soccorsi ma è stato tutto inutile

Partiamo da un presupposto: continuare a parlare di default puntando il dito contro chi ha più o meno colpe è (ahimè!) sbagliato oltreché indicativo della grave crisi che attraversa la classe politica cittadina. Tra l’altro, la capacità di un amministratore dovrebbe trovare terreno fertile proprio nell’abilità dello stesso di far fronte a situazioni di difficoltà gestionali più che di ordinaria amministrazione; ciò poiché l’ottenimento del consenso popolare è direttamente proporzionale all’aumento del benessere richiesto dalla collettività.
Cerchiamo di essere più chiari. Con la delibera consiliare n. 33 del 29 ottobre 2012, gli ex amministratori, stabilirono l’attivazione della procedura di dissesto economico-finanziario dell’ente (art. 244 Tuel). Infatti, a detta degli stessi, l’Ente non era più in grado di far fronte all’erogazione dei servizi essenziali. Apparentemente nulla di sbagliato se non fosse altro che alle motivazioni addotte non seguì ciò che ogni bravo amministratore avrebbe dovuto compiere: analisi e correzione della spesa improduttiva e attivazione dei processi di buon governo.
Niente di tutto ciò se non quello di screditare esclusivamente gli amministratori del passato (il dissesto era necessario?) e, contemporaneamente, dimostrare di possedere le peggiori capacità gestionali del caso (ahinoi!). Infatti, nonostante la legge assegni all’OSL il compito di eliminare la massa debitoria, è dovere degli amministratori addivenire alle cause scatenanti gli squilibri di bilancio al fine di evitare una loro riproposizione futura. Ma al peggio non c’è mai fine e gli ex inquilini del palazzo di Città sono riusciti nell’impresa di fare tutto e il contrario di tutto (riahinoi!): incapacità di trasformare i bisogni della collettività in progetti o programmi da realizzare, attraverso il monitoraggio degli obiettivi definiti e dei risultati realizzati (controllo di gestione docet), bassa capacità di riscossione delle entrate, aggravata dal mancato invio dei ruoli 2016 per esigenze elettorali, formazione di nuovi debiti fuori bilancio per opere o interventi privi di copertura finanziaria, aumento sproporzionato dei tributi per la copertura di servizi deficitari o del tutto assenti, lotta all’evasione e all’elusione fiscale inesistente etc. In altre parole una gestione non proprio consona per un ente in default per cui diventa automatico dare alcuni suggerimenti a passati e attuali amministratori: all’ex Sindaco, occuparsi della cosa pubblica è qualcosa di serio e impegnativo, che richiede un giusto mix di competenze e conoscenze oltreché di ascolto delle istanze provenienti della collettività; faticosa a tal punto da mettere a repentaglio la sua perpetua presenza sui social media in cui dilettarsi nel coniare i peggiori slogan del marketing digitale; a una parte della minoranza che urla di voler essere “opposizione costruttiva”: ben vengano proposte e progetti concreti e non solo le prediche di chi poi razzola il contrario; all’attuale Sindaco, bene la ricognizione economico-finanziaria dell’ente a cui si è chiamati tra l’altro nei primi mesi di insediamento, ancora meglio sarebbe la definizione di un bilancio di previsione ambizioso ma economicamente sostenibile (il primo di questa consiliatura da approvare entro il 28 febbraio come da DM 29 novembre 2017) che sia capace di dare vigore a quell’azione di governo per troppo tempo inesistente negli anni scorsi.

*specializzando PA

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  • Occhiello di Fabio Sarpa*
Martedì, 23 Gennaio 2018 18:56

Cosenza, al via i laboratori per innovatori

COSENZA Partono il 2 febbraio i laboratori di Tilt, un progetto ideato e promosso da Goodwill, cofinanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale.
Otto incontri gratuiti, in cui 50 giovani under 30 conosceranno ed impareranno ad utilizzare gli strumenti del mondo delle start up e delle imprese digitali. Potranno sperimentare e orientarsi verso le nuove professioni e il nuovo mercato del lavoro, mettere in gioco i loro sogni e la loro visione di comunità per riqualificare quartieri, piazze e beni comuni, partendo dalla rigenerazione urbana del Quartiere San Gennaro dell’Università della Calabria. 
I partecipanti entreranno in contatto con speaker di fama nazionale e internazionale e si confronteranno con startupper, freelancer e agenzie di comunicazione che abitano Talent Garden Cosenza, lo spazio di coworking dove si svolgeranno le lezioni.
Si parte con Beppe Carrella, manager cresciuto nel mondo Ict, fondatore di Bclab e docente in diverse università italiane e straniere. 
Le candidature dovranno essere inviate entro il 29 gennaio 2018 compilando il form presente sul nostro sito http://www.goodwillteam.it/tilt/

 

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  • Occhiello Parte TIlt, un progetto di Goodwill. Otto incontri gratuiti per giovani under 30: entreranno in contatto con il mondo delle start up

PIACENZA I carabinieri di Piacenza hanno arrestato un 28enne, nipote del pentito di 'ndrangheta Angelo Salvatore Cortese. Si tratta di Riccardo Antonio Cortese, nella cui abitazione in provincia di Cremona si sono presentati questa mattina all'alba i militari del Nucleo investigativo di Piacenza. In casa sua, nascoste in un sottotetto, hanno trovato armi e munizioni. 
A darne notizia è il comando provinciale di Piacenza: nello specifico sono state sequestrate una pistola calibro 7,65 della Seconda Guerra Mondiale, perfettamente funzionante, una canna calibro 9 e una penna pistola calibro 22, oltre a diverse munizioni. Il giovane è finito in carcere a Cremona per detenzione illegale di armi. 

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  • Occhiello Il 28enne deteneva in casa armi illegali. È stato sorpreso dai carabinieri con una pistola calibro 7,65, una canna calibro 9 e una penna pistola calibro 22

CATANZARO L’adozione del Piano triennale dei lavori pubblici 2018-2020 è stata al centro della seduta odierna della giunta comunale, presieduta dal sindaco Sergio Abramo. Lo riferisce Palazzo de’ Nobili. A illustrare la delibera l’assessore alla gestione del territorio, Franco Longo. Il Piano, corredato da un elenco annuale dei lavori, prevede uno stanziamento complessivo pari a 45 milioni 949mila euro circa. Gli interventi per il 2018 comprendono quelli relativi alle manutenzioni, ordinarie o straordinarie, con finanziamento nelle spese correnti per un totale di 5milioni 784mila euro circa; le opere finanziate con oneri e differenza alienazioni e concessioni cimiteriali per una cifra di 4milioni e 146mila euro; l’ampio programma dedicato alle aree degradate sostenuto con fondi ministeriali per 17milioni di euro. Le opere più rilevanti finanziate con fondi statali sono quelle concernenti il potenziamento della rete idrica (3milioni) e della rete fognante (2 milioni), la riqualificazione della pista di atletica del Campo scuola Mennea (240mila euro), l’adeguamento sismico, strutturale ed efficientamento energetico delle scuole Aranceto, via Murano e via Molise per un totale di 2 milioni e 400mila euro, il Centro addestramento vela solidale (820mila euro stanziati dal Coni). Previsti, inoltre, gli interventi sostenuti con fondi regionali tra cui i lavori di ultimazione Gelso e Scala di Janò (500mila euro), gli alloggi da destinare alle forze dell’ordine (1 milione 900mila euro) e la misura relativa al porto per lo sviluppo sostenibile della pesca (609mila euro).
Sempre su proposta del settore gestione del territorio, è stato dato l’ok al programma biennale degli acquisti di beni e servizi per il 2018 e il 2019.
Relazionata dall’assessore Longo, l’esecutivo ha approvato anche la proposta, predisposta dal settore grandi opere, relativa all’integrazione – con nuovo quadro economico – della precedente delibera del 30 maggio 2017 con cui era stato varato il progetto esecutivo dei lavori complementari per la riqualificazione e arredamento del lungomare. Parere positivo della giunta anche alla delibera del settore personale, illustrata dall’assessore Danilo Russo, riguardante la modifica organizzativa dell’assetto dell’area delle posizioni organizzative e alte professionalità del Comune. 
Su proposta del settore servizi demografici, relazionata dall’assessore Alessandra Lobello, è stato dato il via libera all’utilizzo della sala concerti di Palazzo de Nobili e della Biblioteca comunale per i partiti e movimenti presenti nella competizione elettorale per la Camera e il Senato. Infine, approvata una pratica predisposta dall’area legale – amministrativa – avvocatura concernente contenzioso.

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  • Occhiello La giunta comunale ha adottato il programma 2018-2020. Previsti interventi per manutenzioni (6 milioni), recupero di aree degradate (17) e potenziamento della rete idrica (3)

CATANZARO Una pineta estirpata per fare posto a un mega lido. Senza che nessuno fiatasse, senza revoche o problemi, «con la compiacenza dell’amministrazione comunale». A raccontarlo è Francesco Farao, fresco collaboratore di giustizia (figlio del boss Giuseppe Farao) arrestato nel corso dell’operazione Stige, contro la cosca Farao Marincola di cirò Marina. 
I rapporti di Salvatore Papaianni, anch’egli arrestato ne corso della stessa operazione, con la cosca Farao-Marincola sono particolarmente stretti, racconta al procuratore capo Nicola Gratteri e al sostituto Domenico Guarascio, il collaboratore. «Al fine di farvi comprendere il legame tra Papaianni e gli altri membri della cosca – dice – posso dirvi che Papaianni nell’ultima o penultima stagione estiva ha gestito il lido dei Siena che si trova in località “pineta”». Un lido, spiega Farao, «costruito con la compiacenza dell’amministrazione comunale, mediante la commissione di diversi abusi, quali fra tutti la completa estirpazione della pineta antistante il lido per la realizzazione dello stesso con annesso parcheggio». L’amministrazione comunale cui fa riferimento il collaboratore è quella guidata dal sindaco Giuseppe Siciliani – indagato nel procedimento “Stige” contro la cosca Farao-Marincola – che secondo gli investigatori avrebbe «goduto del proselitismo ‘ndranghetistico della cosca onde essere eletto sindaco di Cirò Marina nella tornata elettorale del 2011, così piegando l’operato della giunta al perseguimento degli interessi della cosca». 
Il lido, emerge dal racconto del collaboratore, apparteneva a Carmine e Palmiro Siena, considerati fiduciari del boss Cataldo Marincola, i quali avevano un rapporto stretto con l’amministrazione comunale. Sette anni fa, racconta Francesco Farao, i Siena non si sono fatti scrupolo di estirpare un’intera pineta «e non lo potevano fare». Inoltre, senza incorrere in alcun controllo o revoca «hanno costruito un mega lido, maggiore di quanto assentito. Eppure il Comune non ha mai revocato la licenza».

Alessia Truzzolillo
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  • Occhiello Il neopentito Farao racconta ai magistrati Gratteri e Guarascio i legami tra la cosca e l’amministrazione comunale di Cirò Marina
Martedì, 23 Gennaio 2018 18:10

Il Tg web

Cinque Comuni decapitati, sindaci, vicesindaci e altri politici arrestati. L’inchiesta “Stige” della Dda di Catanzaro ha provocato un terremoto nel Crotonese. E ha fatto emergere un pantano di “relazioni pericolose” in cui adesso rischia di affondare anche il governatore della Calabria, Mario Oliverio.

AMICIZIE INGOMBRANTI Già finito nell’occhio del ciclone per i 2mila euro con cui un’azienda considerata in odor di ‘ndrangheta ha finanziato la sua campagna elettorale, circostanza che non ha mai inteso spiegare, Oliverio ha un problema – serio – con alcuni dei suoi fedelissimi. Per i magistrati, alcuni sarebbero uomini dei clan. È il caso di Giovanni Agazio, plenipotenziario del Pd a Cariati e nelle zone limitrofe e amico personale del governatore, oggi indagato con l’accusa di essere uno dei principali punti di riferimento dei clan di ‘ndrangheta che si dividono il Crotonese.

LO ZIO GIOVANNI A Cariati, fra i più grandi e attivi centri della zona, lo “zio Giovanni” – così è conosciuto Agazio – è un’autorità. Non è più il vicesindaco del paese, né l’assessore ai Lavori pubblici, ma al suo posto ha piazzato il “figlioccio”, Cataldo Rizzo, tramite il quale – dicono gli investigatori – controllava l’amministrazione. Lui si è ritirato dietro le quinte, ma da storico colonnello del Pd e membro di peso del direttivo locale continua a orientare il partito.

CAPITALE SOCIALE Il suo potere – emerge dalle indagini – risiede altrove, nella fitta rete di contatti fra medici, imprenditori, architetti, professionisti, politici di cui dispone a piacimento. Agazio è l’uomo a cui rivolgersi per una visita all’Asl, dei cui reparti dispone come se fossero cosa propria, o per un pagamento che il Comune tarda a fare, per trovare un lavoro.

L’OSPEDALE A DISPOSIZIONE DEI CLAN “Servizi” che lo “zio Giovanni” non offre ai comuni cittadini, ma soprattutto ai clan. E ai loro capi come Vito Castellano, Giuseppe Romano e Vittorio Farao, che regolarmente frequenta. Per mesi, gli investigatori che hanno intercettato Agazio, lo hanno ascoltato fissare incontri e appuntamenti con i maggiori boss della zona, intervenire per permettere a capi e luogotenenti dei clan di saltare liste d’attesa in ospedale e persino accettare di far loro da chaperon durante le visite mediche. Una radiografia per il nipote, un esame alla tiroide, una visita specialistica in gastroenterologia. Lo “zio Giovanni” organizza tutto per tutti gli uomini dei clan che lo richiedano.

RICHIESTE E MINACCE Certo, con nonchalance si muove anche per i suoi. Quando la compagna rischia di essere messa in mobilità, gli bastano un paio di telefonate, inclusa una poco garbata al direttore sanitario Michele Caligiuri, per scongiurare l’ipotesi. Con il figlioccio assessore va ancor più per le spicce: «Vedete di trovare una soluzione per Fuoco se no diventa serio il fatto, diventa a livello fisico il fatto e non voglio... non vogliamo arrivare a queste cose...cioè...hai capito?», gli dice quando il Comune tarda a pagare dei lavori al genero, l’imprenditore Salvatore Fuoco. La sua è una minaccia esplicita e alla luce delle amicizie che ostenta – sottolineano gli investigatori – credibile.

IL PASSAPORTO PER LA CARIATI BENE Uno dei “compiti” dello zio Giovanni è infatti sdoganare boss del calibro di Vito Castellano e Vittorio Farao, introdotti nei giri della “Cariati bene”. «È proprio Agazio Giovanni – annotano gli investigatori – che consente a Castellano Vito e Farao Vittorio di Silvio di penetrare in quello che loro definiscono "tessuto sociale", ovvero di avere rapporti anche con gente di una certa classe sociale». E i boss finiscono a cena con «professionisti (medici, commercianti, imprenditori, architetti etc.) del luogo, tra cui si citano il Dr. Cappa Enrico, medico-chirurgo, il Dr. Cretella Gianpiero, medico-ginecologo, l'imprenditore Fuoco Gabriele, l'architetto Latanza Cataldo ed altri».

«OLIVERIO È AMICO DI FAMIGLIA» Ma a preoccupare inquirenti e investigatori sono soprattutto i rapporti politici che Agazio può mettere sul piatto. «Sono intimo proprio, anche di famiglia con il presidente della Provincia di Cosenza, che è Mario Oliverio, uno di San Giovanni in Fiore! – lo hanno ascoltato dire qualche tempo fa ai boss Farao e Castellano –. Questo mira a fare il Presidente della Regione! Se gli va così, se riesce sto colpo...compare mio...ci sistemiamo anche pure a livello di ragazzi, che noi abbiamo figli ancora». L’obiettivo è uno e Agazio lo dice chiaramente: «Non è che vogliamo qualcosa, pure (basta, ndr) un posto di lavoro! non è che si pretende chissà che cosa...però entrare nella struttura della Regione Calabria...insomma...lavorando onestamente. Non è che... cerchiamo chissà che cazzo cerchiamo!... non cerchiamo niente!». Basta una comoda, ben retribuita poltrona.

Alessia Candito
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  • Occhiello Dalle carte dell'inchiesta contro le cosche del Crotonese emerge il ruolo del plenipotenziario del Pd di Cariati. Che vantava di essere vicino al governatore: «Questo mira a fare il Presidente della Regione! Se gli va così, se riesce sto colpo...compare mio...ci sistemiamo»

COSENZA Tra le liste elettorali da compilare e i preparativi per l’inaugurazione del ponte disegnato e progettato dall’architetto Santiago Calatrava è ormai certo che il consiglio comunale, annunciato dal sindaco, con l’ordine del giorno: nuovo ospedale, slitterà a febbraio. La riunione d’assise dell’ultima settimana di gennaio però serve ai consiglieri di maggioranza e minoranza a rimettere nelle mani della giunta il condono di tutte le rilevazioni fatte nei mesi scorsi ai varchi dove sono state sistemate le telecamere e dove il traffico è interdetto. 
«Rilevazioni non multe», ci tiene a specificare il presidente della commissione Trasporti Gisberto Spadafora, che nei giorni scorsi ha preso atto della volontà di tutti i consiglieri di rimandare all’attivazione dei varchi di Ztl al 1 marzo e di iniziare una campagna di informazione ancora più marcata. Dalle idi di marzo insomma nessuna lamentela se arriverà la multa bisognerà pagare. 
Tra gli scranni di Palazzo dei Bruzi c’è chi esulta per il quasi certo ripensamento come il consigliere dem Damiano Covelli ma c’è anche chi questo ritorno alle origini proprio non lo gradisce.  «La legge non ammette ignoranza – bacchetta il consigliere Enrico Morcavallo – e da consiglieri non possiamo metterci dalla parte del non rispetto delle regole. Chiedo ai consiglieri di riflettere bene e di fare un passo indietro rispetto ad una posizione che è avulsa dal contesto giuridico». Il capogruppo de “La Grande Cosenza” difende la scelta iniziale di attivare i varchi anche perché i cittadini «Sono stati ampiamente informati con tempo. Mettere da parte una sanzione per una manciata di voti in più non mi interessa, ci sono delle regole e vanno rispettate». 
L’assessore alla Mobilità Michelangelo Spataro offre la spalla alla sua maggioranza ma non disdegna le parole del consigliere Morcavallo. «Abbiamo avuto le infrazioni, uno addirittura in un giorno è passato 283 volte. La cosa che mi preoccupa è che molte rilevazioni sono state fatte in varchi attivi da decenni». 
Formalizzate le dimissioni di Enzo Paolini, ex candidato a sindaco, con l’inizio del 2018 inizia ufficialmente il mandato consiliare di Massimo Lo Gullo.

mi.pr.

 

 

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  • Occhiello Il consiglio rimette nella mani dell’esecutivo Occhiuto la decisione di azzerare le infrazioni  nell’area Ztl. Spadafora: «Sono solo rilevazioni, non contravvenzioni»
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