Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 05 Gennaio 2018

COSENZA «”Even fleas have a cough” è un vecchio detto che ho sentito proferire, durante le mie recenti visite in Canada, nei confronti di chi, volendosi dare delle arie, si avvicina ad argomenti non propriamente adatti al suo ruolo (che di frequente non ha) e, spesso, alla sua cultura. È quanto sta accadendo in tema di fusioni di Comuni, soprattutto quella tra Corigliano e Rossano, alla quale i rispettivi cittadini hanno assicurato un largo consenso referendario». È quanto ha dichiarato, in una nota, il consigliere regionale per Oliverio presidente, Orlandino Greco. «Ciò che meraviglia – spiega - è la proliferazione delle parti in un gioco, che sta diventando peraltro dialetticamente violento, cui hanno partecipato numerosi soggetti. Alcuni istituzionali, debitamente protagonisti dell'evento. Altri, eccessivamente tollerati nelle sedicenti loro etichette, che via via eccedono nei loro comportamenti, esercitando compiti che nessuno ha affidato e/o delegato loro. Altri ancora coinvolti in una logica concertativa tendente a realizzare il cosiddetto partenariato diffuso». «A fronte di tutto questo – aggiunge Greco -, si registrano prese di posizioni politiche, francamente non condivisibili per modi e spirito rappresentativo e atteggiamenti pubblici assunti solo per offendere gratuitamente altri. Questi ultimi - salendo su una impropria cattedra degli ex al quadrato - blaterano ricette, offrono sine titulo lezioni sui comportamenti da tenersi da chi, invece, per volontà popolare esercita funzioni istituzionali. Ci sono poi gli altri che arrivano nella competizione politica, anche da intrusi, a proferire bestemmie e parolacce. Non è così che si fa, specie allorquando si è a secco di delega ovvero se ne vanta qualcuna di troppo così come rappresentata dai diversi “consorzi” di associazioni che, invero, pochissimi conoscono». «La fusione tra Corigliano e Rossano è cosa seria e, come tale, andava trattata sin dall'inizio. Ecco perché oggi necessita delle dovute attenzioni delle istituzioni, di quella regionale in primis. Hanno ragione i sindaci – aggiunge ancora l'esponente politico -, forse con qualche errore e sottovalutazione nei loro rispettivi “zaini”, di chiedere al presidente Oliverio e alla Regione di assicurare il meglio, anche per riparare alle colpose sottovalutazioni e disattenzioni di ieri. I temi sul tappeto dei primi cittadini, ancorché diversi in termini di tempistica, sono gli stessi. Così come è uguale l'obiettivo: creare una Città che sappia essere tale e sappia conquistarsi il primato delle più importanti realtà urbane del Mezzogiorno. Per fare ciò occorrono due ingredienti: a) il tempo necessario per fare le cose per bene; b) redigere in modo condiviso gli strumenti comuni, partendo dallo studio di fattibilità, dal bilancio consolidato e dallo statuto». «Quanto ai tempi – conclude Greco - essi vanno scanditi in modo tale da: approvare la proposta di legge sulle fusioni presentata da me insieme al collega Franco Sergio; approvare la legge provvedimento istitutiva del nuovo Comune; predisporre le procedure funzionali a garantire strumenti di programmazione amministrativa e territoriale per il nuovo Comune».

 



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  • Occhiello Il consigliere regionale di Op critica una situazione che «sta diventando dialetticamente violenta». Per l'espnente politico, per creare una Città che sappia competere nel Mezzogiorno sono necessari due elementi: «il tempo per fare le cose per bene e strumenti comuni»
Venerdì, 05 Gennaio 2018 19:02

«L'ospedale di Praia? Mai riaperto»

PRAIA A MARE «Le affermazioni del direttore sanitario dell'ospedale di Praia a Mare, Vincenzo Cesareo, se dovessero essere riscontrate, sono di una gravità inaudita». È quanto afferma il consigliere regionale Carlo Guccione in merito a un'intervista rilasciata oggi da Vincenzo Cesareo alla giornalista Francesca Lagatta.
«Nel momento in cui Cesareo afferma che all'ospedale di Praia a Mare non esiste alcun Pronto soccorso e che finanche il 118 non riconosce nell'organizzazione di tale servizio lo stesso nosocomio in quanto viene considerato un punto di primo intervento, e tra le altre cose afferma che addirittura lui viene pagato da direttore sanitario ospedaliero pur non potendo svolgere tale attività perché l'ospedale di Praia a Mare non è ancora operativo, tali dichiarazioni non possono passare inosservate. Vanno immediatamente verificate - afferma Carlo Guccione - e presi i necessari provvedimenti al fine di impedire che in questa situazione di caos possano venir meno le garanzie dei livelli essenziali di assistenza e  possa essere messa a rischio l'incolumità dei pazienti e dei cittadini. Siamo di fronte ad accuse gravi che non possono lasciare indifferenti le autorità competenti. È necessario che si faccia immediatamente chiarezza e che sia garantito quello che la  magistratura amministrativa in più occasioni ha sentenziato e cioè la riapertura dell'ospedale di Praia a Mare. Se c'è qualcuno che non ha fatto il proprio dovere e non ha adempiuto ai propri compiti deve essere rimosso dall'incarico per assicurare quel diritto alla salute garantito dalla Costituzione».

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  • Occhiello Il consigliere regionale Guccione commenta le dichiarazioni del direttore sanitario Cesareo: «Viene pagato ma non può svolgere alcuna attività perché la struttura non è operativa. La sua denuncia va verificata»

COSENZA Le adesioni sono iniziate nei Casali del Manco: otto nomi approdati all’Udc dopo l’arrivo di Luca Morrone, consigliere comunale di Cosenza e figlio di Ennio, consigliere regionale. Sembrava un piccolo smottamento. E invece, lo dice un comunicato diffuso dai centristi, «le fila dell’Udc si allargano nell’area urbana cosentina». E dopo l’ingresso di «diversi amministratori della Presila e dello Jonio», è il turno di «molti amministratori della cinta urbana bruzia hanno deciso di abbracciare il progetto dei moderati di Lorenzo Cesa». Seguono i nomi, che nel mare magnum della politica locale si traducono in voti. Partiamo da Cosenza, dove a portare i vessilli dell’Udc saranno il consigliere Francesco Spadafora (recordman di preferenze a Palazzo dei Bruzi) e l’ex assessore (in quota Morrone) Nicola Mayerà; a Rende, invece, hanno detto sì Gaetano Morrone e Barbara Blasi che in consiglio comunale rimarranno nelle rispettive liste civiche a sostegno dell’attuale sindaco. A Montalto Uffugo sarà della partita l’assessore Luigi Siciliano e a Figline Vigliaturo il consigliere Giovanni Porco.
Basta poco per unire i puntini e trarre le conclusioni: le adesioni vanno a comporre un mosaico che può trasformarsi in consensi utili a tentare la scalata al collegio di Cosenza della Camera. E Luca Morrone sembra avere tutte le intenzioni di tentare l’avventura (e, adesso, comincia a poggiare queste intenzioni sui numeri).  
Non è (forse) un caso che sia proprio lui a commentare le nuove adesioni: «Un risultato che gratifica il nostro impegno e radicamento sul territorio - dice il consigliere comunale al termine di uno dei numerosi incontri di queste ore, fra cui anche un rendez vous col sindaco di Rende Marcello Manna - e che al contempo coagula intorno all’Udc nuove, necessarie, sinergie politiche. Altri ancora sono i dirigenti che stanno decidendo di percorrere insieme a noi questo cammino e fra questi - ha proseguito il consigliere comunale e provinciale - molto ci inorgoglisce l’adesione di giovani e giovanissimi. Con queste premesse non vedo ostacoli affinché l’Udc ambisca ad essere in Calabria la “seconda” gamba della coalizione di centrodestra anziché, come sostengono esperti e bene informati, la “quarta” quasi fosse una ruota di scorta. D’altronde - conclude - una formazione dei moderati che indirizzi il proprio impegno politico sulle nodali questioni della famiglia, del lavoro e dei giovani, che guardi pertanto indistintamente verso professionisti, piccole e medie imprese, padri di famiglia, non può che essere un polo d’attrazione naturale per dirigenti politici ansiosi di battersi per il proprio territorio nonché di consenso e credibilità verso l’elettorato calabrese». Tutti sono avvertiti, anche gli alleati del centrodestra. Anche Roberto Occhiuto, che potrebbe trovarsi in casa (cioè nella coalizione di centrodestra) un avversario molto pericoloso. 

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  • Occhiello Adesioni nei Casali del Manco e nell’area urbana bruzia. Così il consigliere comunale costruisce consensi in funzione di una possibile candidatura. Che preoccupa (soprattutto) gli alleati

 

LAMEZIA TERME Con una ordinanza dirigenziale del 20 dicembre scorso, il Comune di Lamezia Terme ha disposto il divieto di prosecuzione di attività della casa funeraria alla società “Croce rosa Putrino srl”, società che si occupava, tra le altre cose, di fornire servizio di ambulanze per l’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia e che a ottobre scorso è stata interessata da una interdittiva antimafia da parte della Prefettura di Catanzaro. L’ordinanza comunale è stata, inoltre, comunicata alla Prefettura di Catanzaro, all’Asp provinciale, alla Camera di commercio, alla Motorizzazione civile, alla Sacal (società che gestisce l’aeroporto di Lamezia Terme), e alla Multiservizi spa. L’ordinanza è stata adottata come conseguenza dell’informativa antimafia che, si legge in premessa, “ha carattere interdittivo, ai sensi dell’articolo 91 del D.Lgs 159/2011 determinando il divieto di prosecuzione delle attività commerciali” che la società conduceva. Quindi con una prima ordinanza, il 30 novembre, venivano revocate numerose autorizzazioni per il servizio di noleggio con conducente ad uso ambulanza e la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) ed esercizio di vicinato, settore non alimentare, che la società ha in via Gorizia.
In seguito, è scritto nell’ordinanza del 20 dicembre, ad una più attenta analisi è emerso che la “Croce rosa Putrino” aveva una attività di casa funeraria in via Sant’Umile, attività avviata dal 2012 e alla quale è stata revocata l’autorizzazione

 

L’INTERDITTIVA L’informazione antimafia che ha fatto adottare queste decisioni al Comune di Lamezia Terme risale alla fine di ottobre 2017. Gli esiti degli accertamenti antimafia richiesti dal prefetto Maria Luisa Latella, confermerebbero l’esistenza di «elementi oggettivi» che «suffragano il quadro indiziario della presenza di possibili situazioni di infiltrazioni mafiose […] tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi della società “Croce rosa Putrino srl».
Secondo le verifiche effettuate su istanza dell’ufficio di Prefettura la ditta sarebbe vicina, per una serie di cause che si concatenano, alla cosca Iannazzo. Per la stessa Prefettura, «gli elementi informativi acquisiti nel corso dell’istruttoria» e in particolare quelli legati all’indagine Andromeda, condotta dalla Dda di Catanaro contro la cosca Iannazzo, «dimostrano l’esistenza di un quadro indiziario che denota la sussistenza di rapporti di conoscenza, societari e affaristici, tra Pietro Putrino, padre dell’amministratore unico dell’odierna società (la Croce rosa Putrino, nda) e il clan Iannazzo». In particolare, un collaboratore di giustizia riferisce che tra le imprese orbitanti intorno alla cosca Iannazzo «per le situazioni in campo ospedaliero… figura Pietro Putrino».

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  • Occhiello In seguito all’istruttoria emanata dalla Prefettura di Catanzaro, il Comune di Lamezia Terme ha disposto il divieto di diverse attività per la società “Croce rosa” considerata vicina alla cosca Iannazzo

È morta, all'età di 76 anni, Marina Ripa di Meana. Da oltre 16 anni combatteva contro il cancro, come lei stessa aveva raccontato in una confessione shock a Barbara D'Urso a Pomeriggio 5 a maggio e la scorsa estate, nelle ultimissime apparizioni televisive, si era presentata con il corpo coperto da una veletta a causa dei segni sul viso lasciati da una terapia contro il male. Nata a Reggio Calabria il 21 ottobre 1941 con il nome di Marina Elide Punturieri, coniugata Ripa di Meana e precedentemente nota come Marina Lante della Rovere, è stata un personaggio eccentrico della cultura e dello spettacolo italiano conosciuta anche per i matrimoni con Alessandro Lante della Rovere, prima, e con Carlo Ripa di Meana. Ai suoi amici - scrive Dagospia - aveva detto: «Sarà il mio ultimo Natale». Ha scritto una decina di libri (“I miei primi quarant'anni” nel 1984, “Vizi, veleni e velette” nel 1990, “Lettere a Marina” nel 2006 e “Roma al Rogo nel 2008” e ha diretto un film, il thriller “Cattive ragazze” (1992) con protagonista Eva Grimaldi. Ha partecipato a svariate campagne a sfondo animalista contro l'uso delle pelli e delle pellicce, e di recente era attivista per la diagnosi precoce dei tumori.

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  • Occhiello Il suo nome di battesimo era Marina Elide Punturieri. Da oltre 16 anni combatteva contro il cancro
Venerdì, 05 Gennaio 2018 17:46

Calabria crocevia per tre ministri

LAMEZIA TERME Gli incontri di Matteo Renzi con i territori cominceranno lunedì: in tre giorni, al quartier generale del Pd di Largo del Nazareno, sfileranno i coordinatori regionali con le loro proposte di candidature. Gli (altri) incontri – quelli per affinare le strategie (i maligni dicono: quelli che segneranno per davvero le scelte) – però sono già all’ordine del giorno. Il segretario imposta la volata finale sui nomi a cui affidare collegi uninominali e listini del proporzionale: riconferme, new entry, nomi che arrivano dalla società civile. Tutto è in divenire e la Calabria può rappresentare il crocevia per tre figure di primo piano, tre storie diverse che portano tutte al 4 marzo. Tre ministri: Maria Elena Boschi, Marco Minniti e Andrea Orlando. 


IL CASO BOSCHI Quello della prima, dopo le polemiche sorte nella Commissione d’inchiesta sulle banche (leggasi crac di Banca Etruria), è diventato “il” caso nel panorama nazionale dem. L’ex ministra delle Riforme oscilla tra una candidatura secca all’uninominale e l’inserimento in uno dei listini proporzionali. Magari proprio in Calabria: indiscrezione inizialmente accreditata dai vertici del Pd, poi scemata e infine ripresa nelle ultime ore. L’ipotesi non è peregrina: a queste latitudini Boschi si è fatta vedere spesso e può contare su un gruppo pronto a spendersi per spingerne la volata. Non si può escludere alcuno sbocco, anche se al momento il più probabile è una candidatura in Toscana (ma più a Lucca che ad Arezzo).


COSA FARÀ MINNITI? Filtrano, invece, dai Palazzi del potere democratico, voci che vedrebbero Marco Minniti più lontano che mai da una candidatura nella sua Reggio Calabria. Qui conviene approfondire il ragionamento. Perché Renzi vorrebbe tutti schierati come kamikaze (nel senso dell’impegno a testa bassa, non del finale tragico) nei collegi uninominali. Un conto è la volontà dal capo, un altro la realtà territoriale che è estremamente frastagliata. E potrebbe spingere alcuni big a virare su lidi diversi da quelli di provenienza. È quello che si ipotizza (anche) per il ministro dell’Interno. E qui le opzioni sono due. La prima: la figura di Minniti è spendibile sull’intero panorama nazionale, sia all’uninominale che al proporzionale, dunque Reggio potrebbe non essere l’unico sbocco. Il secondo ragionamento si gioca, invece, sul filo politico-giudiziario, nel senso che lega opportunità politica (di battere la provincia palmo a palmo assieme ai quadri del Pd e della Regione) a sviluppi giudiziari che molti danno per probabili nell’intorno della scadenza politica di marzo. Che il filo dei pensieri di Minniti segue l’una o l’altra strada, il risultat potrebbe portarlo verso candidature più “lontane”. 


ORLANDO IL “CALABRESE” Chi, invece, viene associato con sempre maggiore insistenza alla Calabria per un posto nel listino è l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando: per lui si aprirebbe – come per quasi tutti i big – una doppia strada. E cioè quella dell’uninominale “a casa” (collegio di La Spezia) e del proporzionale calabro. «Non c’è nulla di sicuro – fanno sapere dagli avamposti locali del ministro –, ci sono anche altre possibilità». E, in effetti, Orlando potrebbe finire in Campania (a Napoli ha guidato il Pd da commissario), dove però il candidato di punta si chiama Matteo Renzi. Gli incroci non mancano, dunque, e nei prossimi giorni le candidature imboccheranno vie più o meno sicure.

Pablo Petrasso
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  • Occhiello I nomi di Boschi, Minniti e Orlando associati alle candidature nei collegi della regione. Anche se il titolare dell’Interno si allontana (e non solo per ragioni politiche) dalla sua Reggio
Venerdì, 05 Gennaio 2018 17:08

"Scolacium in Christmas" chiude il 7 gennaio

CATANZARO Si chiude in bellezza la programmazione natalizia al Parco archeologico Scolacium di Roccelletta di Borgia, che con Scolacium in Christmas conferma di non essere solo Armonie d’Arte Festival d'estate, ma sempre più, con la Fondazione Armonie d'Arte in qualità di gestore dei servizi aggiuntivi e dell'animazione del Parco, luogo di incontro e intrattenimento culturale e conviviale tutto l'anno,  con approfondimenti su temi storici, letterari e sociali, laboratori per i giovani, le famiglie e le scuole, spazio di arte a trecentosessanta gradi, presentazione di libri, degustazioni e cene a tema, mostre e molto altro.
In una stagione invernale che continua a regalare scorci e atmosfere piene di fascino e incanto a chi voglia visitare l'antica città romana racchiusa nel Parco, le rovine normanne e bizantine, il Museo e lo straordinario uliveto secolare in cui tutto ciò è mirabilmente immerso (si ricorda che il Parco è aperto e visitabile tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 9 ad un’ora prima del tramonto da aeronautica militare, che nel mese di gennaio equivale a dire alle 15), la Fondazione propone attività a tema delle festività in corso.
Il calendario si concluderà quindi con questo fine settimana: sabato 6 gennaio con “Arriva la Befana”, un laboratorio-merenda per i più piccoli tra fiabe e biscotti, in compagnia della vecchietta più buona e conosciuta dall'immaginario collettivo (costo 3 euro a bambino, dalle 11 alle 13, per info e prenotazione obbligatoria 349/0879980).
Mentre per domenica 7 gennaio, sempre dalle 11 alle 13, è prevista la “Passeggiata al Parco” insieme alla guida attoriale Emi Bianchi, che racconterà in modo assai fascinoso e suggestivo storia, miti e leggende delle festività di fine e inizio anno nell’antica Roma e nel Medioevo. Al termine sarà possibile degustare un “Aperitivo in Red”, con prodotti "rossi" dop del territorio calabrese e magno greco (7 euro a persona, gratuito under 12, dalle h. 11.00 alle h. 13.00, per info e prenotazione obbligatoria 349/0879980). 
Si conclude così il calendario speciale di attività a tema natalizio e non solo, fra passato e presente, che la Fondazione Armonie d'Arte ha dedicato al Parco Scolacium, consultabile sul sito e pagina facebook “Terre di Scolacium”, pensato per coniugare la cultura con l'identità territoriale, nel clima lieve e giocoso delle festività più "armoniose dell'anno". E proprio in questa ottica, grazie al partenariato fra Fondazione Armonie d'Arte e Magna Grecia Lifestyle, il bookshop del Parco è diventato anche "Bottega delle Identità": un luogo unico nel suo genere che ha iniziato a raccogliere, custodire e proporre autentiche filiere identitarie di Calabria e del Sud Italia e iniziative speciali, prodotti editoriali, artigianali e agroalimentari dei singoli territori da conoscere, apprezzare, donare. 
Scolacium così, da straordinario luogo della storia da visitare, della natura e del paesaggio da godere, diventa sempre più “luogo dello stare insieme, dell'incontrare, del fare", un presidio culturale a tutto campo, di performance ma anche di informazione, educazione e divertimento, che coniuga la Calabria di ieri con quella di oggi: è "Scolacium experience", fortemente voluto dal presidente Chiara Giordano e che la Fondazione tutta sostiene oggi anche in termini di comunicazione e immagine complessiva, nelle occasioni di promozione e visibilità in Italia e nel mondo, come strumento strategico per il turismo e come opportunità di complessivo sviluppo per tutta la regione.

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  • Occhiello Ultimi due appuntamenti ("Arriva la Befana" e "Passeggiata nel Parco") per la rassegna invernale organizzata da Armonie d'Arte

CATANZARO La Polizia stradale ha arrestato e posto ai domiciliari, a Lamezia Terme, G.F., di 34 anni, con l'accusa di omicidio stradale e guida sotto l'influenza di alcol. L'arresto è stato fatto da personale della sezione Polstrada di Catanzaro e dalla squadra di Pg del Compartimento Polstrada della Calabria in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Lamezia Terme, Valentina Gallo, su richiesta del sostituto procuratore Emanuele Costa. Il provvedimento è scaturito dalle indagini avviate a seguito di un incidente stradale mortale, avvenuto lo scorso 17 ottobre, sulla strada statale 280, nel territorio di Lamezia Terme, in cui vennero coinvolti tre veicoli. In quella circostanza, secondo quanto riferito dalla Polstrada, l'auto condotta da G.F. impattò contro un motociclo condotto da Giuseppe Paolo Serrato, appuntato scelto della Guardia di finanza, che rimase ferito gravemente. Serrato venne ricoverato dapprima nell'ospedale di Lamezia Terme e poi in quello di Catanzaro, dove morì il 5 novembre successivo.

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  • Occhiello L'arrestato è accusato di omicidio stradale e guida sotto l'influenza di alcool. L'episodio avvenne lo scorso 17 ottobre e Giuseppe Paolo Serrato, rimase gravemente ferito e poi morì il 5 novembre successivo

Riceviamo e pubblichiamo:

In riferimento all’articolo dal titolo “La Presidenza si regala un’Agenda digitale da un milione” si precisa, anche al fine di evitare alterazioni della realtà, che la Struttura tecnica cui si fa riferimento nasce con la finalità di supportare in maniera adeguata il responsabile della Transizione al Digitale nello svolgimento dei numerosi e complessi compiti previsti dall’ art 17 del codice dell’ Amministrazione Digitale (Cad).
Tali compiti trascendono le ordinarie attività degli uffici regionali e necessitano di specifiche professionalità, allo stato non disponibili nel settore “Agenda Digitale”, che di conseguenza sono state individuate tra i dipendenti in forza nei diversi dipartimenti della Regione. 
Le risorse indicate coprono il triennio di attività 2018-2020 al fine di consentire una razionale utilizzazione delle ingenti risorse (comunitarie e nazionali) destinate al settore evitando duplicazioni di interventi e assicurando la realizzazione della strategia di crescita digitale nei tempi concordati con la Commissione europea.
Compito della struttura è quello di garantire e accompagnare il necessario processo di innovazione digitale della Regione sulla base di un preciso programma strategico che consenta di allineare la Calabria agli standard europei.
Tali compiti contemplano lo svolgimento delle attività istruttorie e provvedimentali a eccezione delle procedure di gara che restano, invece, di competenza, come per legge, della Stazione Unica Appaltante (Sua) della Regione Calabria. 

La precisazione della Regione conferma il contenuto del nostro servizio. L’alterazione della realtà, invece, è una prerogativa della politica. Tanto per precisare. Detto questo, resta aperta una questione che ci pare centrale: visto che è tutto in ordine, come mai si procede alla selezione dei componenti a entrare nella task force attraverso un reclutamento ad personam e non, come vorrebbe la trasparenza, con una manifestazione di interesse aperta a tutti i dipendenti? Servirebbe, quantomeno, a selezionare i profili più utili ai compiti strategici della segreteria (giusto per non alimentare il dubbio che i “prescelti” non siano meritevoli ma solo vicini politicamente al governatore). È forse questo che sfugge ai vertici della Cittadella: creare l’ennesima struttura ausiliaria offrendo ricchi extra a un gruppo di “eletti” fa sorgere il dubbio, tra gli altri dipendenti, che il lavoro ordinario sia inutile, un’attività di serie B. E questa, per la macchina amministrativa, dovrebbe essere una preoccupazione di centrale importanza. (ppp)

La società Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia comunica la risoluzione consensuale del contratto con il tecnico Lorenzo Tubertini. Si interrompe, dunque, il rapporto di collaborazione tra l’allenatore modenese e il club giallorosso del presidente Pippo Callipo. La decisione è stata presa di comune accordo dopo la partita persa contro la Wixo Lpr Piacenza. La società comunica, inoltre, che la squadra è affidata al secondo allenatore Antonio Valentini. La società si riserva di valutare ogni altra possibile soluzione.
«Abbiamo deciso, di comune accordo con mister Tubertini, di interrompere il nostro rapporto. Non addebitiamo particolari errori a Lorenzo per le sconfitte accumulate – ha detto Callipo – ma i risultati negativi ci impongono di dare una scossa all’ambiente”.
«Ringrazio il presidente Pippo Callipo e la società – ha chiosato Tubertini – per avermi dato questa opportunità. I risultati negativi ci hanno portato, di comune accordo, a prendere questa decisione».

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  • Occhiello L'addio del tecnico è stato deciso «di comune accordo» con la società del presidente Pippo Callipo. Fatale la sconfitta contro Piacenza
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