Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Sabato, 06 Gennaio 2018
Sabato, 06 Gennaio 2018 23:07

Perché tanti big del Pd resteranno a casa

Venite avanti lor signori, puntate, carta che vince carta che perde!
Sembra la formula adatta per riassumere il sistema elettorale vigente che costringerà i calabresi a decidere il loro futuro il prossimo 4 marzo. Sono trenta i rappresentanti del popolo (20 deputati e 10 senatori) che usciranno dalle urne, sempre che la percentuale rendicontata a livello nazionale non sia superiore a quella traguardata in Calabria. Speriamo di cavarcela in tal senso, anche se è la qualità degli eletti che conta, indipendentemente dal numero.

Il dove e come si eleggono i parlamentari
I meccanismi imposti dal Rosatellum non sono proprio comprensibilissimi. Vediamo di orientarci nel suo labirinto e capire chi ne uscirà sano e salvo e chi invece soccomberà, a causa di sottovalutazioni, di bidoni in corso d'opera e dei tranelli degli amici.
Prioritariamente, ed è emblematico sottolinearlo, i collegi camerali appaiono i medesimi fissati per il Senato nel post «Mani Pulite»: sono 8 gli uninominali (Tirreno cosentino, Jonio cosentino con un pezzo del Crotonese, Cosenza e la sua tradizionale periferia estesa alla valle del Crati e alla Presila, Tirreno lametino e Vibonese-Jonio centrale, Tirreno reggino-Jonio meridionale, Catanzaro e Lamezia Terme, Crotone e Sila Grande e Greca, Reggio Calabria e suo hinterland) ove chi prende un voto più dell'altro è deputato; saranno invece 12 i deputati che usciranno nel proporzionale, attraverso una competizione elettorale che garantirà ovviamente i designati (nei grandi partiti: il primo nella lista certamente, il secondo forse!), spesso con le complicità romane. Quelle complicità atte a comprimere la rappresentatività democratica degli “indigeni” sottraendo loro seggi da destinare ai soliti “pezzi grossi” di partito, cui dover garantire il rimedio ai verosimili flop altrimenti conseguibili nei loro territori di provenienza.
Diversamente, i 10 seggi senatoriali saranno appannaggio: dei 4 vincitori delle contese uninominali (il primo composto dai collegi camerali di Corigliano e Crotone; il secondo da quelli di Cosenza e Castrovillari; il terzo da quelli di Catanzaro e Vibo Valentia; l'ultimo da quelli di Reggio Calabria e Palmi), vince chi prende un voto in più rispetto agli avversari; degli altri 6 vincenti nel collegio unico regionale proporzionale.  

I partiti?
Quindi, per alcuni les jeux sont faits con la complicità di Renzi nel Pd e con quella di Berlusconi per Forza Italia. Per quelli senza il giusto protettore la partita si giocherà a «braccio di ferro», che si annuncia pieno zeppo di colpi di scena. Per i M5S ancora nulla, saranno i soliti click a determinare i candidati che, si suppone, comprenderanno molti degli uscenti. Per Liberi e Uguali sembra che ci sia, e la collettività di sinistra se lo augura, la messa in campo di un «nuovo listino» e non già di quell'usato che le ha provate tutte.
A ben vedere una partita da tripla, specie dopo i recenti voltagabbana che, dicono, hanno cancellato sogni, ne hanno tradotti alcuni in incubi e ne hanno generato degli altri.

Il Pd e i suoi eterni limiti
Prescindendo, da quanto accaduto nella “politica-mercato”, sarà davvero dura per tutti. Saranno in tanti i “big” che torneranno a casa a leccarsi le ferite, specie nel Pd. La colpa certamente loro: a) per non aver dato ciò che dovevano; b) per non aver urlato e preteso che la Calabria divenisse il fulcro della politica nazionale; c) per aver nascosto sotto il tappeto i gap di funzionamento della Regione e per non aver fatto nulla per pretendere ciò che è dovuto ai calabresi; d) per non avere saputo tenere un sano e costante rapporto con il territorio, sino a diventarne estranei.

Una doverosa sollecitazione
Ma la colpa più grande sarà di questo Pd che, pare, non abbia ancora capito l'indispensabilità di lasciare a casa tanti di quelli che ci sono. Non solo. Di selezionare ed esporre al giudizio popolare  nei collegi uninominali candidati credibili - sul piano tecnico e culturale - a tal punto da attrarre la fiducia di un cittadino in più rispetto agli avversari diretti. Candidati, espressione reale dei territori e dei bisogni, ai quali il cittadino comune sarebbe stato, in ogni modo e tempo, disposto anche a consegnare i propri risparmi per amministrarli così come ad affidare il futuro dei loro figli e il presente dei loro genitori. Un handicap segnatamente pregiudizievole cui il ceto dirigente del Pd è ancora in tempo a rimediare.
Altrimenti la debacle, che sarà così pesante da rendicontare a fatica il 15% del consenso con conseguente e ulteriore consistente riduzione del numero degli attuali deputati e senatori.
Si presumono, infatti, tante fughe inaspettate ma prevedibili dell'elettore comune che non sottoscriverà la riconferma a tanti. Il gioco dell'uninominale si renderà ovviamente complice di una tale disfatta che peserà anche nei collegi proporzionali ove non ci sarà, con il veto del voto unico, il riferimento trainante a dare una mano a chi è messo lì d'ufficio.
Insomma, occorrono campioni d'incasso per fare vincere anche i «gregari»!

*docente Unical

 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello di Ettore Jorio*

LAMEZIA TERME Una donna di 62 anni è morta nell'ospedale di Lamezia Terme a causa dell'influenza H1n1. Un'altra persona di sesso maschile affetta da influenza è ricoverata nello stesso nosocomio e viene tenuta sotto stretta osservazione. La persona deceduta, secondo quanto si è appreso, aveva una serie di patologie ed era caratterizzata da un quadro clinico difficile che il virus dell'H1n1 ha contribuito a complicare ulteriormente. La Calabria, tra l'altro, e' tra le cinque regioni italiane più colpite dall'influenza. «Ci sono stati già diversi casi anche negli passati» a tranquillizzare i cittadini ci pensa il dott. Gallucci - direttore medico del presidio ospedaliero unico dell’Asp di Catanzaro-. «Nell'ospedale si lavora per dare massima assistenza ai pazienti che in questo momento sono ricoverati». Il quadro clinico della donna deceduta è stato alterato dal virus, ma la paziente generalmente non aveva delle condizioni di salute ottimali.« Il virus porta complicanze, anche letali – aggiunge Gallucci - su persone che hanno già debilitazioni. Consiglio di fare il vaccino antinfluenzale  per dare ai medici la possibilità di fare una diagnosi differenziale immediata».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Era ricoverata da giorni e il virus H1n1 ne ha alterato in modo fatale il quadro clinico. Un altro uomo è ricoverato e tenuto sotto osservazione

COSENZA Chiusa in direzione Taranto la strada statale  106 "Jonica" al km 377,000, in località Villapiana di Cosenza. A causare l'interruzione del traffico automobilistico un incidente tra un autoveicolo e un mezzo pesante. Una persona è deceduta, si tratta del conducente dell'auto Vincenzo Gatto di 46 anni. La circolazione, informa l'Anas, sarà ripristinata il più presto possibile, al termine dei rilievi delle autorità competenti. Sono in corso i rilievi da parte della polizia stradale.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Fermo forzato per i viaggiatori in direzione Taranto, una persona è deceduta in uno scontro tra un'autovettura e un mezzo pesante

COSENZA Sarà il grande argomento del 2018 nella città bruzia: la costruzione del nuovo ospedale. Il governatore della Calabria ha più volte annunciato, sul finire del 2017, la volontà di voler iniziare la gara d’appalto per la costruzione a inizio gennaio ma le riserve sulla posizione della struttura dal municipio cosentino non sono state mai sciolte. È con questa premessa che si arriva al prossimo assise che sarà celebrato entro la fine di gennaio. Ad annunciarlo è lo stesso Mario Occhiuto, che coglie la palla al balzo e soddisfa anche la richiesta del consigliere Carlo Guccione che avrebbe avanzato questa istanza proprio in una conferenza stampa prevista per lunedì. Il presidente del consiglio Pierluigi Caputo sta predisponendo gli adempimenti burocratici, perché nella sala del consiglio quando si discuterà di ospedale e in generale di sanità, dovrà esserci anche Mario Oliverio. L’appuntamento potrebbe rappresentare una giornata storica per la città o semplicemente un altro momento in cui si convenga su quanto drammatica sia la situazione sanitaria locale e regionale per poi lasciarsi con una pacca sulla spalle e con l’argomento in sospeso che continua ad oscillare come un pendolo. Occhiuto non si è mai nascosto sulle carenze dello studio di fattibilità e da un punto di vista urbanistico solleva due eccezioni: cosa ne sarà delle strutture esistenti (Annunziata e Matiano Santo) e cosa succederà nella zona a sud della città che ha già il problema del degrado del centro storico. Lo ha ribadito in conferenza stampa di fine anno, proprio rispondendo ad una nostra domanda, e lo ha scritto anche in privato al governatore disponibilità «Sono disposto a sottoscrivere un protocollo di intesa con la Regione Calabria finalizzato alla realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza previa discussione su tutti questi argomenti, e acquisizione di assenso del consiglio comunale».  

SALUTE DEI CITTADINI «Occorre mettere in cima all’agenda politica l’esigenza di soddisfare il diritto primario della salute dei cittadini – afferma il sindaco Mario Occhiuto che più volte ha rimarcato questo principio – Dobbiamo finalmente scuotere una situazione che nel settore della sanità da troppo tempo permane nella condizione dell’emergenza che significa arretratezza, e dobbiamo farlo a cominciare dai contenuti e dalla riorganizzazione funzionale degli attuali servizi. E anche, inoltre, in relazione alla necessità di nuovi edifici e reparti che siano attrezzati adeguatamente». E proprio mentre il commissario scura firma il decreto per le assunzioni in campo medico sanitario, il primo cittadino bruzio, ha deciso di portare in assise anche l’argomento relativo all’assistenza sanitaria. Lo aveva del resto detto anche nella riunione congiunta delle commissioni sanità-urbanistica dove partecipò anche Oliverio. «Va bene la struttura, ma dobbiamo anche capire se abbiamo il capitale umano e professionale per poter fronteggiare la richiesta di soccorso che potrebbe arrivare da un ospedale con un numero di posti letto di molto superiore a quello che abbiamo adesso». Servizi e strutture, dunque, ma anche come organizzarne la gestione. Tutto in consiglio comunale, si aspetta solo la data.

 

mi.pr.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Struttura ospedaliera cittadina e sanità. Saranno questi i grandi temi delle prime assise del nuovo anno. Dibattito con il governatore Mario Oliverio
Sabato, 06 Gennaio 2018 17:23

Bonucci sciacqua la bocca contro il Crotone

MILANO La Befana porta in dono al Milan il primo gol di capitan Bonucci. A San Siro i ragazzi di Gennaro Gattuso iniziano il 2018 con il piede buono e battono il Crotone 1-0 con un gol rocambelesco di Leo al 54'.

LA CRONACA Fra i rossoneri, tornano titolari dopo oltre due mesi Biglia e Calhanoglu. La difesa è a quattro con Calabria, Bonucci, Romagnoli e Rodriguez. A centrocampo ci sono anche Kessie e Bonaventura. Nel tridente spazio anche a Suso e al bomber del derby Cutrone. Il Crotone di Walter Zenga, beccato dallo stadio a più riprese per il suo passato interista, risponde con un 4-3-3 in cui ritornano dall'inizio Sampirisi e Ajeti in difesa. Là davanti c'è Budimir, assistito da Trotta e Stoian. Pronti, via e il Milan si rende pericolso: lancio di Bonucci dalla trequarti, sponda di Cutrone e sinistro piatto di Suso parato. I rossoneri hanno il controllo della partita fin da subito, Bonucci e Biglia hanno ampio spazio per impostare, Rodriguez torna a farsi vedere con cross insidiosi e Cutrone dà profondità. Il Crotone si arrocca con un prudente 4-5-1 in cui i centrocampisti corrono a perdifiato per cercare di sedare la forza dei ragazzi di Gattuso. Ancora, al 22', angolo di Suso da destra, Bonucci fa partire un tiro pericoloso e Cordaz con i pugni all'altezza dell'incrocio dei pali. Tre minuti dopo ci pensa Calhanoglu a creare pericoli alla difesa calabrese: serpentina tra due uomini, ingresso in area e diagonale respinto dal portiere. Più tardi ci prova pure Kessie con un destro potente che sorvola la traversa. L'occasione d'oro capita fra i piedi di Bonaventura, su assist al bacio di Calhanoglu, ma l'ex Atalanta cicca e si dispera nel vedere la palla rotolare sul fondo. E un attimo dopo Cutrone mette a lato un cross tagliato di Calabria. Biglia, allora, chiama Cordaz alla parata plastica con un sinistro da fuori. Al 42' Suso tira a giro con il sinistro, Calhanoglu la prolunga di testa e il portiere con la manona fa sbattere la palla sul palo. Al Milan, con Donnarumma spettatore non pagante, manca solo il gol.Il copione in un gelido San Siro non subisce stravolgimenti dopo l'intervallo. Anzi, la gara riprende come era iniziata, cioè con un tiro di Suso respinto da Cordaz. Al 9' Calhanoglu batte l'undicesimo corner (a zero) della partita da sinistra: il numero 1 calabrese sbaglia l'uscita e Bonucci di testa deposita in rete. Ancora, gran destro di Bonaventura che esalta i riflessi del portiere. Al 14', la Var annulla un gol con un diagonale di Kessie, assistito dal capitano rossonero, per un presunto fallo dell'ex Atalanta al momento del tiro. Non ci sono più pause. Dall'altra parte, dopo l'ingresso in campo dell'ex Crociata per Rohden, Trotta chiama Donnarumma al miracolo e poi la difesa rossonera si salva. E poi Sampirisi di testa manda fuori un buon pallone. Mentre Calhanoglu si incarta e sciupa in un colpo solo un rigore in movimento e un assist al bacio di Calabria. E, poco dopo la mezzora, Kalinic prende il posto di un applauditissimo Cutrone e Simy entra per Budimir. Allora, Donnarumma sparacchia con i piedi ed è graziato da Trotta, che prova a sorprenderlo con un sinistro, in realtà, debole. Il Milan cincischia un po', sembra abbia paura di vincere e il 99 rossonero resta a terra dopo un intervento disperato su Simy. A un minuto dal 90', ecco un altro tuffo per i fotografi di Cordaz su un destro angolato di Bonaventura: palla in angolo. Si gioca fino al 97'. Nel recupero, raddoppio annullato al Milan e a Bonucci (fallo del difensore) e pari fallito da due passi da Ceccherini. La partita si chiude con un gol sfiorato da Jack: sinistro dalla trequarti di poco sopra la traversa. Ritrova il sorriso anche in campionato il Milan di Gattuso: un regalo anticipato per il compleanno di martedì. Sconfitta che brucia per l'ex interista Zenga.

LE PAGELLE Donnarumma 6. Risponde alla grande su Trotta ed è attento su Simy. Con i piedi lascia ancora a desiderare e colleziona una serie di errori.Calabria 6.5. Giudizioso e tosto nei contrasti. Si butta in avanti quando può.Bonucci 7. Imposta con una certa precisione, difende con personalità e arriva il suo primo centro a San Siro di testa. Decisiva la complicità di Cordaz. Leo torna a 'sciacquarsi la bocca' come faceva in bianconero. Nel finale, gol annullato per un suo fallo. Anno nuovo, vita nuova? Romagnoli 6. Sgomita con Budimir e ha quasi sempre la meglio.Rodriguez 6. Martella con una certa continuità e ritrova, a tratti, la buona mira al cross.Kessie 6. Macina chilometri e trascina i suoi. Sembra ritrovato, anche se non è sempre precisissimo. Anche un gol annullato dalla Var nella sua gara. (Dal 39' st Locatelli sv).Biglia 6. Alterna una buona regia a errori da scuola calcio. Non è ancora il Lucas della Lazio.Bonaventura 6.5 Ciabatta un tiro e sembra avulso dal gioco nei primi 45'. Ma nella ripresa ha tutt'altro piglio e sfiora il gol almeno tre volte.Suso 6.5 Una grande punizione toccata da Calhanoglu spedita sul legno e tanto lavoro al servizio della squadra. Indispensabile. Quando il Milan si rende pericoloso, c'è spesso il suo zampino.Cutrone 6. È tarantolato, si sbatte e pressa su ogni pallone. Gli manca il gol. Esce tra gli applausi. (31' st Kalinic 5.5 Accolto dai fischi, combina poco e si fa anche ammonire).Calhanoglu 6.5 Un diagonale respinto da Cordaz e un palo nel finale di un primo tempo giocato con personalità. Nella ripresa è più rinunciatario, ma non dimentica di avere piedi di un certo livello.All. Gattuso 6.5 Il 2018 inizia con il piede giusto. Il suo Milan guadagna i tre punti con una carambola di Bonucci. Lui che di partite ne ha giocate a centinaia sa bene che serve anche la fortuna nel calcio.CROTONECordaz 5.5 Un'amnesia che costa caro sul gol di Bonucci, nonostante metta a segno diverse parate degne di nota, compreso un tuffo che spedisce la sfera sul palo.Sampirisi 5.5 Calha è un brutto cliente e soffre un po', ma poi salva praticamente un gol nella ripresa. Ha passo e si vede, seppur non sempre con continuità.Ajeti 6. Onesto mestierante. Si fa sentire senza mai fare complimenti.Ceccherini 6.5 Primo tempo con chiusure perfette, sfiora anche un gol nel finale. Ha i piedi da difensore e si vede.Martella 5. Va a singhiozzo e soffre da matti la catena di destra del Milan.Barberis 5.5. Si vede poco. Non riesce mai a entrare in partita. (Dal 40' st Kragl sv).Mandragora 5.5 La sua regia è da film in bianco e nero, anche perché ha poco spazio per esprimersi.Rohden 6. Corre a più non posso per cercare di arginare le iniziative degli avversari. Esce spompato. (Dal 18' st Crociata 5.5 Il prodotto della Primavera del Milan ha parecchio timore reverenziale).Trotta 6. Primo tempo da comparsa, poi un gran sinistro che esalta i riflessi di Donnarumma dopo il vantaggio rossonero.Budimir 5.5 Quando può, fa salire e rifiatare i suoi. Incastrato fra Romagnoli e Bonucci, ha pochissimo spazio a disposizione (Dal 31' st Simy sv).Stoian 5. Poca roba. Una miseria di palloni giocabili, nonostante un discreto impegno.All. Zenga 5.5 Beccato da San Siro per il suo passato da portiere interista, resiste nel primo tempo facendo le barricate e poi si inchina al Milan.Arbitro Maresca 6.5 Arbitra all'inglese e la Var gli dà una grossa mano di aiuto.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Una uscita rocambolesca del portiere crotonese regala al capitano rossonero la prima gioia del goal in rossonero e la sconfitta al Crotone

CATANZARO È andata completamente distrutta una struttura balneare che si trovava a Giovino nel catanzarese. Nonostante il pronto intervento dei vigili del fuoco nel primo pomeriggio dell’epifania della struttura rimane soltanto il carbone e i residui tutti fumosi dopo l’incendio. Non si tratta della prima volta, quindi non è da escludere la matrice dolosa. Già lo scorso 19 luglio nel pieno della stagione estiva il lido aveva già conosciuto i danni che possono causare le fiamme. Al lavoro adesso ci sono gli agenti del commissariato di Catanzaro che supportati dagli uomini del comando dei vigili del fuoco stanno ricostruendo la dinamica dell’incendio e cercando indizi utili per capire la natura dell’incendio. 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello La struttura, che si trova a Giovino, già nello scorso luglio era stata devastata da un incendio doloso
Sabato, 06 Gennaio 2018 16:45

Il Tg web

COSENZA Questa è la storia di una bufala. Spiega pure bene come si faccia a confezionarne una e come questo, soprattutto in Calabria, accada spesso. Così spesso da far sorgere il dubbio che non sia un caso ma la regola. La fake news è la seguente: “Gratteri ha partecipato alla festa di compleanno di Mario Occhiuto in un ristorante di Cosenza”. Un procuratore attovagliato con il sindaco di Cosenza (e papabile candidato governatore): scandalo. Tanto per ristabilire la verità ve lo diciamo subito, ché il racconto esige tempi più lunghi: non è vero. A meno che non si voglia lasciare intendere che qualcuno – beato lui – sia dotato del dono dell’ubiquità (con le bufale non si sa mai).
Detto questo, veniamo ai meccanismi del confezionamento. Bastano tre passaggi. 1. Mettiamo insieme due fatti: Gratteri era Cosenza, in un ristorante ed era il compleanno di Occhiuto. 2. Aggiungiamo un particolare suggestivo: il sindaco della città dei Bruzi frequenta quel ristorante. 3. Tiriamo le conclusioni senza verificare i fatti (una vecchia scocciatura che pare si possa evitare alla bisogna): ecco il party dello scandalo. Interessante, come tutte le teorie del complotto. Ma falsissimo, purtroppo per chi ha accreditato questa versione.
È andata in maniera un (bel) po’ diversa. Ieri sera, infatti, il procuratore della Repubblica di Catanzaro si trovava a Cosenza per ritirare il premio Alarico al teatro Rendano. Non era, ovviamente, lì da solo. C’erano gli uomini della sua scorta, che non lo mollano mai; c’era sua moglie e c’era anche il vicepresidente della giunta regionale Antonio Viscomi. Iniziata alle 17,30, la cerimonia è terminata un paio d’ore più tardi. A quel punto Walter Pellegrini, il primo a pubblicare i libri del magistrato quando per le grandi case editrici nazionali la ’ndrangheta era materia di serie B, insiste perché il procuratore resti a cena. Non è facile, ma – dopo una mediazione con la scorta – Gratteri decide di rimanere. La giornata rende complicate le prenotazioni: si opta per “Le Cucine di Palazzo Salfi”. Il locale è praticamente pieno ma un posto si trova. È un tavolo appartato, d’altra parte Gratteri e i suoi uomini non potranno fermarsi a lungo. La cena, infatti, termina prima delle 21,15. È a quel punto che scatta il rito dei selfie: uno, poi due, poi il terzo (scattato mentre Gratteri si schermisce: «Non sono un attore») che viene pubblicato sul profilo Facebook del ristorante e dà il via alla produzione della bufala. Dopo le foto tutti tornano a casa. Fine della storia (vera). Nella quale, lo avrete notato, il sindaco di Cosenza non appare. Semplicemente perché si trovava altrove. Non sappiamo quali ristoranti frequenti e quanto spesso ceni a Palazzo Salfi: ieri, però, non c’era.

 

A raccontare la sua versione interviene anche il titolare del ristorante. Vuole smentire l’«artificiosa ricostruzione» che circola sul web e sui social. «Nella serata del 5 gennaio nel ristorante non si è festeggiato nessun compleanno – scrive –. Il ristorante ha, invece, proposto alla clientela una serata gastronomica per l’Epifania. Il sindaco Occhiuto non è stato assolutamente presente durante la serata. Tra i tavoli prenotati – prosegue la nota – c'era quello dell'editore Walter Pellegrini, che, tra i suoi commensali ospiti, aveva anche il procuratore Gratteri, reduce dal ritiro del Premio Alarico, presso il Teatro Rendano, occorso poco prima.   Essendo le persone citate arrivate molto  presto, già alle 21.15 circa lasciavano il locale. Il procuratore Gratteri, mentre guadagnava l'uscita, raccoglieva lo stupore degli altri avventori del locale – che avevano prenotato per conto loro, a riprova della inesistenza di una serata privata di compleanno – i quali, trovandosi improvvisamente di fronte a una personalità di cotanto prestigio, lo salutavano o chiedevano una foto».
Oltre a spiegarci come si costruiscono le fake news, la storiella evidenzia un altro dato ricorrente: in Calabria tutti possono scorrazzare più o meno liberamente tra cene, feste e appuntamenti in luoghi più o meno appartati. Tutti tranne Gratteri. Che, di recente, è stato accusato di aver condannato imputati pur non essendo giudice, di voler impiantare una dittatura giudiziaria nel Paese dopo le prossime elezioni e, adesso, forse, di essersi dotato – chissà a quale prezzo – del dono dell’ubiquità. Quanta fatica solo per festeggiare un compleanno. 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Com’è andata la serata del procuratore a Cosenza. Era al Rendano per ritirare un premio e ha cenato assieme al suo primo editore in un ristorante nel quale il sindaco non era presente. Ma per costruire una fake news basta poco (ignorare i fatti, per esempio)

CROTONE Alla sede del Partito Ddemocratico di Crotone la befana porta cenere e carbone. Ma non è l’anziana signora dell’immaginario collettivo. A consegnare la calza sono un gruppo di attivisti di Forza Nuova della città ionica che portano simbolicamente il carbone per le malefatte dei democratici nell’anno appena passato. Una su tutte le politiche a favore dei migranti, da sempre argomento politico dei nuovi neri, senza dimenticare le tribolazioni per la legge sullo Ius Soli scampata solo – e qui Forza Nuova esulta – sul finire della legislatura. Il gesto è anche l’occasione per ricordare ai vertici del partito, in particolare al ministro dell’interno Marco Minniti, tutti i tentativi che sono stati fatti per cancellare Forza Nuova dal panorama politico nazionale, soprattutto dopo l’attacco in stile anni di piombo sotto la redazione del settimanale L’Espresso. Continuano in una nota gli attivisti del movimento. «Portiamo il carbone ad un partito che si occupa solo di creare mostri "fascisti", di combattere lidi balneari nostalgici ed accendini del Duce, mentre ad Amatrice si sta all'addiaccio nelle tende e gli italiani muoiono di fame»

BEFANA FASCISTA? «Ogni scusa è buona ma sempre di nascosto, di notte o col volto coperto, per attaccare l'unico vero partito antifascista, l'ultimo baluardo contro la prepotenza e l'arroganza di questo manipolo di fascistelli, ignobili e violenti». Con queste parole commenta il gesto Nicodemo Oliverio capogruppo del Pd in Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati. «Stiano pur tranquilli questi signori (si fa per dire): il pd avrà mille difetti, avrà commesso tanti errori –continua- ma non mollerà di un millimetro nel difendere i valori di libertà e di giustizia che ci hanno consegnato la resistenza e la nostra Costituzione».

COPERTI DALLA LORO IGNAVIA È questo l’aggettivo utilizzato dal segretario regionale del Partito Democratico calabrese. «Sarebbe da catalogare come una buffonata - il cesto carico di carbone depositato davanti alla sede del PD di Crotone - purtroppo però non è così, perché l'iniziativa parte da Forza Nuova e dai suoi sostenitori, che incappucciati e coperti dalla loro ignavia, perdono l'ennesima occasione per restare in quell'angolo buio in cui la storia li ha relegati. Alle democratiche e ai democratici di Crotone va la vicinanza e la solidarietà del Pd Calabria». 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Gli attivisti di Forza Nuova portano la calza al Pd. Nicodemo Oliverio: «Avremo mille difetti ma non molleremo di un millimetro nel difendere i valori di libertà e di giustizia». Magorno: «Perdono l'ennesima occasione per restare nell'angolo buio in cui la storia li ha relegati»

PRAIA A MARE Le parole di Vincenzo Cesareo, direttore sanitario della struttura sanitaria di Praia a Mare, ha sollevato il caso della mancata riapertura (stando al manager) dell’ospedale. Il primo a riprenderle è stato il consigliere regionale Carlo Guccione. Che ha chiesto di verificare il contenuto dell’intervento del medico: per Cesareo «all’ospedale di Praia a Mare non esiste alcun Pronto soccorso e finanche il 118 non riconosce nell'organizzazione di tale servizio lo stesso nosocomio in quanto viene considerato un punto di primo intervento». Come dire: nulla è stato riaperto. In effetti, i documenti ufficiali sembrano confermare questa versione. Basta dare un’occhiata dall’Atto aziendale approvato dall’Asp di Cosenza e sottoscritto anche dalla struttura commissariale guidata da Massimo Scura. In quel documento (vergato dal direttore generale Raffaele Mauro il 17 agosto, prima della “riapertura” ufficiale) non la parola «ospedale» non viene mai associata alla struttura di Praia. In un quadro riassuntivo si utilizza, al massimo, la generica definizione di «presidio». Anche le questioni sollevate sul Pronto soccorso trovano un fondamento formale. Quello di Praia è un «Punto di primo intervento» aperto per 24 ore al giorno. Ma il passaggio decisivo è quello che descrive la rete ospedaliera della provincia, formata «da tre ospedali spoke» (Castrovillari, Cetraro-Paola e Corigliano-Rossano) e «tre ospedali di zona disagiata» (Acri, San Giovanni in Fiore e Trebisacce). E Praia a Mare? È, appunto, un «presidio». Tutto porta a concludere che l’ospedale che la politica si è affrettata a inaugurare il 3 novembre non esista neppure sulla carta. Almeno fino allo scorso 11 dicembre, quando il dg dell’Azienda avvia la stagione di restyling della rete ospedaliera, definendo le strutture complesse. È in quel momento che Praia a Mare diventa «ospedale generale» (fa categoria a sé: né spoke, né di zona disagiata) e acquisisce, contemporaneamente, il diritto ad avere una struttura complessa di Medicina generale «di nuova istituzione». Se le parole hanno un senso, significa che nel “presunto” ospedale, attualmente, quel reparto non c’è. Ed è uno dei tanti, stando non soltanto alle parole di Cesareo ma anche ai racconti dei pazienti. Ce n’è uno che circola in rete e sui social da qualche giorno: parla della pessima esperienza di una donna costretta, per una frattura alla gamba, a rivolgersi all’ospedale di Praia. Peccato che il radiologo –così le sarebbe stato detto – non fosse presente ma reperibile solo per casi urgenti. Alla fine la paziente risolverà il problema, ma a 700 chilometri di distanza dal Tirreno cosentino. Altri, più fortunati, vengono dirottati agli ospedali di Paola e Cetraro oppure in una clinica di Belvedere. 
Come sembrano lontani i giorni in cui la politica festeggiava per la nuova inaugurazione. Sembrava una messa evangelica con il governatore Oliverio nella parte del reverendo. Il gospel cantava successi ed evocava nuovi orizzonti. Rivista adesso, la cerimonia sembra più un film surreale: i colonnelli del Pd uniti, gli applausi, i propositi bellicosi del presidente della giunta (a Praia scattò il celeberrimo «mi incateno»). Di quel tripudio non è rimasto nulla. Forse hanno pure dimenticato di riaprire l’ospedale. 

 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Nei documenti ufficiali la struttura sanitaria viene definita al massimo un «presidio». E non esiste un Pronto soccorso ma un «Punto di primo intervento». Solo di recente appare la formula «ospedale generale». Quanto sembra lontana la messa laica dell’inaugurazione
Pagina 1 di 2