Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Lunedì, 08 Gennaio 2018

 

CATANZARO Lo scorso ottobre era stato lo sciopero della fame e della parola. Ora Grazioso Manno, annunciando una nuova protesta, parla di qualcosa di «assolutamente clamoroso». Al centro della sua battaglia, la “solita” questione della diga sul Melito e i suoi interlocutori sono i sempre ben noti Mario Oliverio e Graziano Delrio. Dopo innumerevoli rinvii e promesse non mantenute, il presidente del Consorzio di bonifica Ionio catanzarese sembra «essere arrivato al limite» e sembra anche deciso a «non fermarsi più alle solite promesse». Numeri e leggi alla mano, Manno, ha inviato nuovamente una missiva al governatore calabrese. «Ho riscritto ancora una volta al ministro Delrio per il finanziamento di 14 milioni euro – spiega - per realizzare il progetto definitivo e cantierabile della diga sul Melito e 4,5 milioni per le indagini». Fondi per i quali, secondo Manno, «non ci sarebbero più ostacoli, alla luce anche dell'articolo 49 della Legge di Stabilità». Una spiegazione alla quale fa seguire anche la sua personale “minaccia”. «Io aspetterà fino a venerdì – dice – poi la mia protesta sarà assolutamente clamorosa. È una minaccia? Sì, perché siamo stanchi delle promesse e stanchi di aspettare».

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  • Occhiello Il presidente del Consorzio di bonifica scrive al governatore e a Delrio. «Ho chiesto il finanziamento di 14 milioni perché con la Legge di Stabilità non ci sono più ostacoli». E lancia un ultimatum se non avrà risposte: «Aspetterò fino a venerdì, poi un'azione clamorosa»

In relazione all’articolo pubblicato dal Corriere della Calabria e intitolato “Il (vecchio) Por bocciato senza appello”, a firma di Pablo Petrasso, l’Ufficio stampa della giunta regionale precisa quanto segue:

Nella relazione annuale su “I rapporti finanziari con l’Unione Europea e l’utilizzazione dei fondi comunitari”, la Corte dei Conti richiama alcune criticità emerse nella programmazione 2007-2013 dei fondi strutturali in Italia, concernenti tra gli altri anche la Calabria, nel cui caso specifico l’amministrazione regionale si è debitamente attivata per affrontare e superare. Tale impegno è riconosciuto anche dallo stesso rapporto, laddove si sottolinea che l’autorità di gestione del Por Calabria ha proceduto, nelle fasi finali della programmazione, a realizzare «un pacchetto di misure correttive per far fronte al rischio di mancato raggiungimento dei target di spesa; ha rafforzato il settore dei controlli; e si è adoperata per migliorare la performance del Programma». 
Venendo al merito delle criticità indicate dalla Corte dei Conti, è doveroso premettere che fin dal suo insediamento l’amministrazione regionale ha dato pubblico conto, tramite regolari note stampa, delle misure intraprese per risolverle. Quest’azione ha permesso innanzitutto di sbloccare la sospensione dei pagamenti sul Por Fesr e di condurlo, al termine del ciclo di programmazione, al pieno assorbimento delle risorse. Il Por Fse ha invece registrato una spesa certificata inferiore al target, uno scarto dovuto a problemi che hanno interessato alcune procedure di selezione negli anni precedenti al 2014 su cui l’amministrazione regionale è intervenuta mettendo in atto un importante recupero di risorse che tuttavia non ha potuto evitare una rettifica finanziaria stabilita d’intesa con la Commissione. Per quel che riguarda la rimodulazione dei due programmi operativi cui fa riferimento la Corte dei Conti, si tratta di un'operazione decisa a livello nazionale che ha interessato un ampio spettro di programmi regionali e nazionali. Le risorse, tra l'altro provenienti solo dal co-finanziamento nazionale, sono state trasferite dal Por Calabria verso un altro contenitore programmatico, il Piano di Azione e Coesione, che ne ha quindi mantenuto in larga parte la medesima destinazione territoriale e obiettivi di sviluppo territoriale. Il ricorso a progetti retrospettivi è stato deciso, in un’ottica di accelerazione di spesa, per sanare i ritardi nell’assorbimento e le criticità anche progettuali ereditati dalla precedente gestione, e ha tenuto fortemente in conto il rispetto dei criteri di addizionalità e coerenza con gli obiettivi del programma. Sono state seguite tutte le indicazioni fornite dagli Organismi nazionali e comunitari per la selezione, la verifica di ammissibilità e di regolarità procedurale dei progetti retrospettivi imputati al Programma Operativo. La Regione ha trasmesso in ottobre una informativa alla sezione regionale della Corte dei Conti, nella quale è stato precisato che non appena la Commissione avrà verificato la chiusura del programma, si procederà a quantificare l’importo delle risorse “liberate” da tali progetti per un coerente reimpiego, di cui la Corte sarà dettagliatamente informata. Da ultimo, la relazione della Corte dei Conti cita i dati di avanzamento dei programmi 2014-2020 riferiti a giugno 2016, i quali non tengono conto dei rilevanti progressi attuativi registrati dal programma dell’ultimo anno e mezzo. Al momento, lo stato di attuazione del Por Calabria registra livelli coerenti al dato medio nazionale, nonostante figuri tra i programmi adottati nel 2014. Ad oggi, sono state attivate procedure per un totale di 1.524.849.681 euro pari al 64% del totale delle risorse del programma. La spesa certificata al 31 dicembre è di 125.248.829 pari al 5,3%, una percentuale in linea con il dato nazionale. 

Come abbiamo già segnalato nel servizio, la Corte dei conti ha tenuto presenti gli sforzi della Regione per «migliorare la performance del Programma». Visto il giudizio complessivamente negativo sulla programmazione, però, quegli sforzi non sono stati sufficienti. Così come è parso eccessivo il ricorso ai cosiddetti progetti retrospettivi. Riguardo ai dati di avanzamento dei programmi 2014-2020, non abbiamo ritenuto opportuno menzionarli nel nostro articolo perché ci sembravano troppo datati. Questa parte della precisazione, dunque, andrebbe rivolta esclusivamente alla magistratura contabile. (ppp)

CATANZARO Per conoscere la verità di Federica Roccisano bisognerà attendere mercoledì prossimo, giorno in cui l’ormai ex assessore regionale al Lavoro terrà una conferenza stampa (in un noto hotel di Lamezia Terme) per spiegare le sue ragioni e dare la sua interpretazione dei fatti. Certo è che Roccisano non ha preso per niente bene né la decisione di Oliverio di “licenziarla”, né il modo scelto per darle il benservito. Nella testa della giovane docente universitaria frullano le parole usate dallo staff del governatore per scaricarla: «Nei mesi scorsi su alcune problematiche di particolare rilevanza sociale sono emersi limiti ed insufficienze nella conduzione dell’assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali che hanno contribuito ad alimentare, in diverse circostanze, un clima di tensione sociale». Davvero troppo per un assessore che, fin dall’inizio della sua esperienza alla Cittadella, iniziata nell’estate del 2015, si è sempre mostrata sollecita rispetto a ogni desiderata del capo della giunta. Ma, solo per ora, Roccisano non ha intenzione di rispondere ad affermazioni che reputa degradanti per la sua professionalità e alla luce dei due anni e mezzo di lavoro gomito a gomito con il presidente. «La mia risposta è lasciarlo cuocere nel suo brodo per qualche altro giorno ancora, dopo le “belle” parole che mi ha riservato», avrebbe detto l’ex assessore ai suoi più stretti collaboratori. Un’affermazione che lascia presagire dichiarazioni al veleno in occasione della conferenza stampa di mercoledì.

LE REAZIONI La revoca dell’incarico a Roccisano ha colto di sorpresa buona parte del mondo Pd. Perché è vero che sulla testa della “prof” di Caulonia pendeva da tempo la fatwa del capogruppo Pd Sebi Romeo e della sua cerchia, ma nessuno si aspettava un cambio di passo così repentino da parte del governatore, che nelle sue esternazioni pubbliche ha più volte ribadito la volontà di proseguire il lavoro alla Cittadella con la giunta dei tecnici. Ora le cose sembrano destinate a cambiare. Oliverio sarebbe pronto a rivedere le carte in tavola e a preparare un “rimpastino” buono per piazzare alcuni nomi di fiducia a scapito di elementi più sgraditi. La prima revoca ha riguardato Roccisano, la seconda potrebbe interessare da vicino l’attuale vicepresidente, Antonio Viscomi, ormai da tempo ritenuto troppo autonomo e indipendente dal governatore e per questo non controllabile. Ma il repulisti, oltre a consegnare a Oliverio una squadra in cui la primadonna sarebbe solo e soltanto lui, comporterebbe altri vantaggi: tipo salvaguardare politici amici che rischiano di essere travolti alle prossime elezioni. Il riferimento è a Enza Bruno Bossio, in queste ore accreditata come possibile neo assessore in un esecutivo ibrido in cui troverebbero posto i tecnici e i politici.

LE BARRICATE Tutto torna: finora Roccisano era rimasta in giunta proprio per via della "protezione" che la deputata del Pd e suo marito Nicola Adamo, sempre più “consigliere” privilegiato del presidente, le avevano concesso; l’impegno diretto della parlamentare dem stravolge ora gli assetti e le prospettive. Ogni cosa, però, ha un prezzo. Quella parte di Pd che non si aspettava la defenestrazione di Roccisano si dice ora pronta alle barricate se il governatore non procederà a un rimpasto totale, con la sostituzione integrale degli assessori tecnici con politici eletti a Palazzo Campanella. «Oliverio – mormora un consigliere regionale di primo piano – deve stare molto attento: non accetteremo soluzioni sconclusionate. Va bene la giunta dei tecnici, ma se si aprono le porte ai politici bisogna tenere conto del voto che gli elettori ci hanno tributato nel 2014».
Per Oliverio, già in difficoltà dopo essere stato tagliato completamente fuori dalle trattative romane per le candidature al Parlamento, si apre un inverno caldissimo.

Pietro Bellantoni
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  • Occhiello La reazione di Roccisano al “licenziamento” arriverà mercoledì in conferenza stampa: «Per ora lascio il governatore nel suo brodo…». Intanto il presidente prepara l’arrivo in giunta di Bruno Bossio, ex “protettrice” dell’assessore defenestrato. Ma il Pd regionale è in fibrillazione: «Se entra lei spazio ai consiglieri regionali»
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SOVERATO Giuseppe Ranieri, titolare della società "Rancraft Engineering", un capannone della quale ha subito gravi danni ieri a causa di un incendio, ha diffuso una nota in cui sostiene che l'episodio è stato di natura dolosa. «Sono molto addolorato - afferma Ranieri nel comunicato - per quanto è successo, non solo per me e per la mia famiglia, ma, soprattutto per tutti i miei collaboratori. L'azienda Rancraft avrebbe dovuto aprire questa mattina e iniziare le consegne delle proprie imbarcazioni. Ringrazio sentitamente le forze dell'ordine per il lavoro che tuttora stanno svolgendo e i vigili del fuoco per il loro tempestivo intervento». «Vorrei precisare - dice ancora Giuseppe Ranieri - che tutte le ipotesi sono al vaglio della magistratura. Dal sopralluogo effettuato ieri dai vigili del fuoco, alla mia presenza e a quella dei carabinieri, contrariamente a quanto riportato da alcune testate, a scatenare l'incendio non è stato un “corto circuito” ma un'azione di probabile natura dolosa. Sottolineo che gli interruttori del quadro elettrico presente nel capannone interessato dall'incendio erano in posizione off, quindi spenti. Mi auguro che presto gli inquirenti, attraverso i loro sistemi investigativi, possano fare luce su questa triste vicenda, assicurando alla giustizia gli esecutori e/o i mandanti di questo vile gesto, tutelando al contempo tutti quegli imprenditori che, come me, ogni giorno si adoperano con enormi sacrifici per garantire lavoro onesto a tante famiglie». «Quanto accaduto, nonostante ci rattristi profondamente - conclude Ranieri - non ci piegherà a nessun tipo di compromesso. Presto saremo nuovamente operativi».

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  • Occhiello Il titolare della società "Rancraft Engineering" smentisce che il rogo sviluppatosi in un capannone a Soverato sia dovuto a un corto circuito: «Quanto accaduto ci rattrista profondamente, ma non ci piegheremo. Presto saremo nuovamente operativi»

ROMA «Ignoti hanno distrutto la statua dedicata ad Angelo, il cane ucciso barbaramente a Sangineto, in provincia di Cosenza. Il monumento era stato inaugurato nel Parco Ravizza del quartiere Monteverde il 21 gennaio 2017». È quanto denuncia Rinaldo Sidoli, responsabile centro studi Movimento Animalista. «Avete distrutto un simbolo di pace e amore - spiega - Avete ucciso un'altra volta Angelo. Quella statua rappresenta il rispetto della vita affinché non vinca sempre la cultura della violenza e della morte». Il leader animalista ha reso noto che è stata già presentata una denuncia presso le autorità competenti.

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  • Occhiello La denuncia di Rinaldo Sidoli, responsabile centro studi del Movimento Animalista: «Era un simbolo di pace e amore. Lo avete ucciso un'altra volta»

CROTONE Il silenzio di Flora Sculco. Non possono sfuggire il silenzio e l’assenza della consigliera regionale di “Calabria in rete” ai tavoli convocati per individuare le strategie di difesa dell’aeroporto di Crotone. Dopo mesi di battaglie e interventi pubblici, la consigliera regionale sembra essersi defilata. Non era presente nemmeno lunedì mattina, nella sala giunta del Comune di Crotone, dove si è tenuto l’incontro convocato dal sindaco della città pitagorica, Ugo Pugliese. Né Pugliese, come è successo in altre occasioni, ha giustificato l’assenza della consigliera regionale. Magari gli sarà sfuggito, ma lascia da pensare il fatto che il sindaco eletto da una coalizione organizzata dalla famiglia Sculco, nemmeno davanti alla domanda posta dal segretario provinciale della Cgil, Raffaele Falbo, di informare i presenti sulle future adesioni di partiti e movimenti all’iniziativa, abbia valutato l’opportunità di spiegare l’assenza della consigliera regionale. Pugliese, secondo quanto riferito, si è limitato a condividere la preoccupazione di Falbo, di rendere pubbliche le adesioni di partiti e movimenti. È ovvio che Falbo, nella formulazione della richiesta, stava pensando di capire che cosa faranno i DemoKratici di Sculco e il Partito democratico. A Crotone la campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento è iniziata, con largo anticipo rispetto ad altri territori della Calabria, e al centro del scontro, per il momento, è stato messo il mancato decollo dell’aeroporto Sant’Anna. 

Gaetano Megna
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  • Occhiello La consigliera regionale di “Calabria in rete” ha mancato l’appuntamento con l’assemblea che ha programmato la mobilitazione. Nei mesi scorsi era stata tra i più attivi nella battaglia

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vibo Valentia ha archiviato il procedimento penale a carico di Andrea Niglia, presidente della Provincia di Vibo e sindaco di Briatico, inerente la lottizzazione “Brace-Anticaglia”, avviata ben 33 anni fa (nel 1984) dal Comune del Vibonese.
L’archiviazione, depositata dal Gip mercoledì 20 dicembre scorso, era stata richiesta dal pubblico ministero nel 2013. A distanza di oltre quattro anni è stata, dunque, archiviata la posizione di Niglia (difeso dall’avvocato Antonio Fuscà), al quale era stato imputato il reato di abuso in atti d’ufficio in concorso con altre 19 persone.
Entrando nello specifico – si legge in una nota – l’ipotesi accusatoria riguardante il rilascio di alcuni permessi a costruire in un comparto della lottizzazione non ancora urbanizzato, emessi nel 2008 dal responsabile dell’ufficio tecnico della sezione Urbanistica del Comune di Briatico - per i quali Niglia, in qualità di sindaco, sarebbe stato concorrente di reato - è venuta meno in quanto è stato accertato che il lottizzante aveva ancora un anno di tempo per completare gli edifici e le opere di urbanizzazione primaria e secondaria.
Per quel che concerne invece la delibera di proroga della lottizzazione, emanata dal consiglio comunale di Briatico nel 2011, è risultato «in maniera inconfutabile dall’esame degli atti amministrativi che l’allora consigliere di minoranza, Andrea Niglia, era assente in quella pubblica assise, insieme tra l’altro a tutti i componenti del gruppo consiliare di opposizione».
«Sono contento che anche in questa circostanza sia emersa chiaramente la mia correttezza amministrativa e istituzionale - ha dichiarato Niglia - e si è posto così fine ad utilizzazioni strumentali e pregiudizievoli di una vicenda che mi ha portato a essere iscritto nel registro degli indagati per un’accusa rivelatasi ab origine del tutto insussistente».

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  • Occhiello Il gip archivia il procedimento penale a carico del presidente della Provincia di Vibo, che era accusato di abuso in atti d’ufficio in concorso con altre 19 persone

SERRA SAN BRUNO «Mentre i vertici dei partiti decidono ogni strategia a tavolino imponendo i candidati dall’alto, il movimento “Potere al popolo” continua a strutturarsi attraverso assemblee popolari che partono e si realizzano sempre e solo dal basso, sui territori». È quanto si legge in una nota che annuncia il prossimo incontro di “Potere al Popolo” dell’area Soveratese-Preserre-Vibonese, che si terrà venerdì 12 gennaio, alle ore 17, a Serra San Bruno, presso la “saletta” dell’associazione Il Brigante (via Chiesa Addolorata 9). «Si tratta di momenti di confronto e condivisione – si legge ancora nella nota – in cui ci si sta incontrando e in cui si stanno definendo obiettivi comuni convergenti in un programma condiviso». All’ordine del giorno dell’assemblea di Serra San Bruno, che segue quella tenutasi a Soverato lo scorso 29 dicemrbe, oltre alle prossime iniziative che sanciranno l’avvio della campagna elettorale e l’organizzazione per la raccolta firme, è prevista la scelta delle candidature sulla base delle proposte formulate dai gruppi di lavoro presenti nel collegio.

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  • Occhiello L'incontro promosso dall'area Soveratese-Preserre-Vibonese si terrà il 12 gennaio nella sede dell'associazione “Il Brigante”. All'ordine del giorno anche la scelta dei candidati
Lunedì, 08 Gennaio 2018 16:57

Oliverio rimuove l'assessore Roccisano

CATANZARO Il presidente della giunta regionale, Mario Oliverio, ha proceduto oggi alla revoca dell’incarico di assessore di Federica Roccisano. La decisione è motivata, è scritto in una nota diffusa dalla Cittadella, «dall’esigenza di rilanciare l’azione di governo in un settore particolarmente delicato della vita della regione».
«Nei mesi scorsi su alcune problematiche di particolare rilevanza sociale – si legge ancora – sono emersi limiti e insufficienze nella conduzione dell’assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali che hanno contribuito ad alimentare, in diverse circostanze, un clima di tensione sociale. Diverse, infatti, sono state le vicende che hanno reso necessaria l’assunzione delle problematiche in prima persona da parte del presidente della giunta».
Nei giorni scorsi, Oliverio, in un colloquio con Federica Roccisano «ha avuto modo di chiarire le ragioni di tale decisione e di ringraziarla per il lavoro svolto in questi trenta mesi nei quali gli è stata riposta la sua fiducia».

 

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  • Occhiello Il governatore ha revocato l'incarico alla responsabile di Lavoro e Welfare: «Emersi limiti e insufficienze nella gestione del settore»

Quasi 500mila visitatori, con incassi che sfiorano i 922mila euro. Sono i dati a consuntivo delle visite registrate nei musei calabresi nel 2017 resi noti dal Mibact. In particolare nelle strutture espositive calabresi che fanno capo al Ministero sono state registrate 487.264 presenze, con un incremento dell'11,4% degli incassi, pari a 921.963 euro rispetto agli 826.893 euro del 2016. Oltre al Museo archeologico nazionale di Reggio, la superstar, che ha incrementato le presenze del 2% rispetto all'anno precedente con 215.846 visitatori, buone performance sono state registrate dai Musei archeologici di Locri (+10), Antica Caulonia (+15) e Crotone (+6,4). In calo, invece, Vibo (-17,1), Sibaritide (-9,2) e Scolacium (-40). Tra i luoghi della cultura a ingresso gratuito il maniero di le Castella di Isola Capo Rizzuto è stato visitato da oltre 83mila persone. Seguono la Cattolica di Stilo, con 31mila visitatori, ed il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna, con 20.500 ingressi.

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  • Occhiello Resi noti i dati del Mibact: incassati 922mila euro, con un incremento di ingressi dell'11,4% rispetto all'anno precedente. Il più visitato è il Museo archeologico nazionale di Reggio
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