Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 02 Febbraio 2018

CORIGLIANO CALABRO Due persone sono state arrestate per detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio nel corso di un mirato servizio antidroga scattato nella giornata di ieri nelle case popolari di Corigliano. Nelle palazzine popolari di Via Antonio Gramsci, all’interno di un appartamento è stato trovato un vero e proprio “mercato” per la vendita ed il confezionamento della marijuana. All’interno di un comò della camera da letto, fra vestiti e pantaloni, sono state scoperte e sequestrate cinquantanove dosi già confezionate e termosaldate pronte per la vendita, due bilancini di precisione per la pesatura della sostanza, diversi taglierini intrisi di stupefacente e materiale tecnico per il confezionamento. In manette è finito un 28enne di Corigliano, P.D. incensurato, mentre nel corso di una seconda perquisizione è stato arrestato un altro 28enne, F.F. già pregiudicato.Nell’appartamento di quest’ultimo sono state trovate dosi di marijuana e di hashish già confezionate, questa volta celate nella camera da pranzo. Sebbene il ragazzo abbia sostenuto che le dosi fossero per uso personale, alla luce di precedenti specifici è stato tratto in arresto. Altre perquisizioni, seppur negative, hanno permesso ai militari di accertare come i proprietari di talune delle case popolari perlustrate avessero installato un vero e proprio apparato di video camere abusivo con il verosimile intento di eludere i controlli delle Forze dell’Ordine e di coprire attività illecite. Tale situazione è ora al vaglio dei militari della Compagnia Carabinieri di Corigliano Calabro per accertare eventuali violazioni anche in materia di privacy.

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  • Occhiello Due ventottenni, P.d., incensurato, e F.F., pregiudicato, sono finiti in manette per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Individuato anche un sistema di videosorveglianza abusivo

CATANZARO «Il problema del lavoro è la questione centrale della nostra terra. Una questione che ci vede impegnati incessantemente per individuare strumenti, percorsi e soluzioni finalizzate ad alleviare lo stato di sofferenza in cui vivono migliaia di calabresi e le loro famiglie». È quanto afferma il presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio, all’indomani dei lavori dell’ultima riunione del Consiglio regionale nel corso della quale è stato approvato un importante ordine del giorno sottoscritto da diversi consiglieri regionali ed apprezzato dallo stesso Presidente della Regione, sulla situazione dei lavoratori ex percettori di indennità di mobilità in deroga.
«Nel corso dell’ultimo Tavolo operativo che ho presieduto nei giorni scorsi presso la Cittadella regionale - prosegue Oliverio - abbiamo definito, di concerto con le parti sociali e facendo seguito ad un precedente accordo dello scorso 7 dicembre 2016, l'individuazione di un nuovo bando di 12 mesi rivolto agli enti pubblici e ai privati per i tirocinanti calabresi (per quei lavoratori inquadrati nell'accordo del 7 dicembre 2016) da emanare nei prossimi giorni. A questa misura abbiamo deciso di affiancare un altro bando che prevede un “bonus” annuo di cinque-seimila euro (la cifra precisa la definiremo in base alle risorse a nostra disposizione), come incentivo alle imprese che assumono per tre anni e che, alla fine dei tre anni, si impegnano a stabilizzare i lavoratori. In queste ore si sta lavorando alla stesura del bando che, entro pochissimi giorni, sarà pubblicato». In più, ha aggiunto il governatore, «anche per quanto riguarda la definizione della Banca Dati regionale abbiamo lavorato in questi mesi per ricostruire tutte le situazioni di intervento che riguardano i percettori di mobilità dal 2009 ad oggi. Abbiamo affrontato il problema dei 4600 lavoratori che fanno parte del bacino degli Lsu-Lpu per i quali abbiamo avviato la contrattazione il 1° gennaio 2015, fuoriuscendo da una impostazione che era quella del bacino, attraverso una integrazione dell’intervento dello Stato che ammonta a 50 milioni di euro con 39 milioni di euro del bilancio regionale per consentire la contrattazione a 26 ore settimanali e ciò ha consentito a questi lavoratori di maturare il diritto alla stabilizzazione. il 31 dicembre 2017, infatti, gran parte di essi hanno maturato 36 mesi di lavoro dipendente che consente loro di acquisire il diritto alla stabilizzazione ed altri la stanno maturando in queste settimane». Al riguardo, ha fatto sapere Oliverio «ieri l’altro abbiamo avuto l’ok anche da parte della Direzione Generale del Ministero dell’Interno relativamente ai comuni che sono in dissesto finanziario a contrattualizzare. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Stabilità, la Presidenza del Consiglio dei Ministri dovrà assumere un DPCM per regolare ulteriormente le procedure di stabilizzazione. Non appena il DPCM sarà emanato proporremo al Consiglio regionale di approvare una legge per incentivare la stabilizzazione e, nello stesso tempo, per consentire la mobilità nelle procedure di stabilizzazione. Predisporremo, quindi, uno strumento che dovrà aiutarci ad accompagnare un percorso che è iniziato nel gennaio del 2015 e che noi intendiamo portare a conclusione».
Per Oliverio «il nostro unico obiettivo - conclude Oliverio - è quello di creare lavoro vero e di individuare, nella realizzazione di tale obiettivo, un percorso che consenta alle istituzioni, così come è doveroso, di farsi carico delle gravi situazioni di sofferenza sociale e di completa assenza di reddito da parte di cittadini e delle loro famiglie.  Abbiamo la chiara consapevolezza che tutto questo non basta e che occorrerà fare molto di più ma, nelle condizioni date, stiamo profondendo ogni sforzo e tutte le nostre energie, con grande determinazione e profonda convinzione, per affrontare e alleviare, per quanto è nelle nostre possibilità, le condizioni di grave sofferenza in cui vivono migliaia di nostri corregionali. In questa direzione proseguiremo il nostro impegno senta tentennamenti e incertezze».

 

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  • Occhiello Il presidente della giunta regionale annuncia nuovo bando rivolto agli enti pubblici per la contrattualizzazione di tirocinanti calabresi e incentivi alle imprese che assumano giovani. «Proseguiamo nel nostro obiettivo senza tentennamenti»

CATANZARO La Corte d'Appello di Catanzaro ha rigettato il ricorso presentato dal difensore di Pasquale Gullo, esponente di spicco del sodalizio Cerra-Torcasio-Gualtieri di Lamezia, relativo alla confisca di beni per un valore di 250mila euro avvenuto nel febbraio del 2017. Il provvedimento, emesso dal procuratore della Dda di Catanzaro, Nicola Gratteri e dal sostituto, Elio Romano, era scaturito dalle indagini della Guardia di finanza che avevano messo in luce la pericolosità di Gullo dovuta all'appartenenza al sodalizio criminale e anche ai gravi reati i cui proventi gli hanno permesso di poter vivere in modo agiato. Infatti il decreto di confisca ha riguardato: un immobile, vari terreni individuati nel territorio di Lamezia, una Hyundai Ix20, diversi rapporti bancari, titoli, libretti di risparmio, buoni fruttiferi, Bot, Cct e altre disponibilità finanziarie. La legittimità della confisca viene confermata dalla pericolosità dello Gullo nel corso degli anni, così come viene ripercorso all'interno della sentenza. Nel 2003 era stata disposta nei suoi confronti la misura della sorveglianza speciale, poi aggravata nel 2007. Anche se, da quanto emerge dalla ricostruzione della sentenza, una precedente misura di preevenzione era stata già emessa nel 1997. Inoltre, ha subito diversi periodi di detenzione fino alla definitiva scarcerazione avvenuta nel 2014. «Nonostante il periodo di detenzione – si legge – il proposto non ha mostrato alcun segno di distacco rispetto al proprio passato delinquenziale poiché inserito nella consorteria criminale Cerra-Torcasio-Gualtieri». Proprio in tale periodo quando il «soggetto era dotato di pericolosità qualificata», secondo la ricostruzione delle indagini, sono avvenute le acquisizione dei beni oggetto della confisca che sarebbero risultati essere «sproporzionati e ingiustificati, rispetto ai redditi leciti dichiarati e al tenore di vita mantenuto dall'indiziato». La Corte d'Appello, così come il Tribunale di primo grado, ha ritenuto inconsistenti le perizie proposte dalla difesa, rigettando il ricorso.

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  • Occhiello La sentenza è stata pronunciata dalla Corte d'Appello di Catanzaro. Stabilità di nuovo la «pericolosità qualificata» dell'esponente di spicco della cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri di Lamezia

COSENZA Il 14 Febbraio, le associazioni MammacheMamme e il Centro contro la violenza alle donne “Roberta Lanzino” organizzano, per il secondo anno consecutivo, il One Billion Rising, il flash mob che dal 2013, in tutto il mondo, invita a insorgere contro la violenza a ritmo di musica, attraverso l’atto liberatorio della danza.
La violenza alle donne e alle bambine tocca indistintamente ogni angolo del globo e, se è vero che le distanze e le diverse lingue possono far sentire le donne lontane tra loro, è altrettanto vero che la danza e la musica possono, invece, unire e avvicinare nella battaglia contro la violenza, che da secoli combattiamo. La parola d’ordine del One Billion Rising 2018 è: rivoluzione.
Rivoluzione culturale, giacché le donne sono da sempre imprigionate nelle logiche sessiste dei contesti in cui vivono.
Rivoluzione sociale, affinché si scuotano le coscienze dal torpore dell’indifferenza che talvolta fa sentire le donne ancora più sole, doppiamente violate.
Rivoluzione istituzionale, perché le Istituzioni, giuridicamente investite nel prevenire e contrastare la violenza alle donne, siano un punto di riferimento sicuro e non un ennesimo aguzzino.
Rompiamo il silenzio! Il 14 febbraio, rivoluzioniamo le piazze del mondo, ballando a Piazza XI Settembre a Cosenza dalle 17.30.
One Billion Rising 2018 è patrocinato dal Comune di Cosenza, la Provincia di Cosenza e l’Ordine Psicologi Calabria.
Le associazioni e le cooperative aderenti sono: Casa della Gioia, Insieme per crescere, Kirone, Le mani nel domani, Fidapa sezione di Cosenza, Mamo Associazione Montessori di Cosenza, Soroptimist International Club di Cosenza, La cooperativa delle donne, What Women Want, Le Officine dei Colori.
Sostengono finora l’iniziativa Crescimondo, Aretè, Francy G, Renata Tropea, the Apartment, Giglio Boutique e Monaco e Scervino.

 

 

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  • Occhiello Le associazioni MammacheMamme e il centro “Roberta Lanzino” organizzano il One Billion Rising nel centro di Cosenza. Un flash mob per unire nella battaglia contro ogni violenza
Venerdì, 02 Febbraio 2018 17:41

POLITICHE 2018 | Il "caso Vibo" a Lo Sfascio

LAMEZIA TERME Seconda puntata de Lo Sfascio - speciale elezioni dedicata al collegio di Vibo Valentia. Ospiti della trasmissione – in onda questa sera alle 21 su L'Altro Corriere Tv e in diretta streaming sul sito laltrocorriere.it – saranno i candidati del collegio maggioritario Wanda Ferro (centrodestra) e Silvio Primerano (Liberi e Uguali), quello del proporzionale Sud Paolo Parentela (M5S) e il segretario provinciale del Pd di Vibo Enzo Insardà. Diversi gli argomenti trattati, dalle ricette contro la disoccupazione in una delle province più povere d'Italia al turismo, dalla lotta alla 'ndrangheta alle alleanze politiche post-voto. Nel corso della trasmissione condotta da Pietro Bellantoni gli ospiti hanno anche esposto il programma politico dei rispettivi partiti. 

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  • Occhiello Stasera la seconda puntata della trasmissione politica de L'Altro Corriere tv. Ospiti in studio Wanda Ferro, Silvio Primerano, Paolo Parentela ed Enzo Insardà
Venerdì, 02 Febbraio 2018 17:21

Stadio di Crotone a rischio ridimensionamento

CROTONE Ancora problemi per lo stadio “Ezio Scida” di Crotone. Il ministero dei Beni e delle attività culturali, con una lettera del 16 gennaio scorso, ha chiesto alla Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio delle province di Catanzaro, Cosenza e Crotone «di trasmettere una esaustiva relazione» sulla situazione della struttura sportiva di Crotone, in vista della scadenza dell’autorizzazione biennale, concessa il 19 luglio 2016 per la realizzazione di interventi finalizzati all’aumento degli spettatori. 
Il Mibact ricorda alla Soprintendenza che l’autorizzazione, rilasciata nel 2016 per la durata di due anni, «prevede esplicitamente l’impossibilità di prorogare l’occupazione temporanea delle aree», che custodiscono reperti archeologici. Se non dovessero esserci fatti nuovi, il 20 luglio prossimo, il Comune di Crotone dovrà procedere allo smantellamento dell’ampliamento effettuato dall’ente nella Curva sud e la società del Crotone calcio dovrà smantellare la nuova tribuna realizzata con tubolari in ferro amovibili. 
Lo stadio subirebbe un ridimensionamento significativo passando dall’attuale capienza di circa 16mila posti a circa 9mila. Come si legge nella lettera del Mibact il ministero ha deciso di sollecitare l’intervento della Soprintendenza in seguito ad una richiesta, avanzata con una mail, lo scorso 7 gennaio, dall’archeologa crotonese Margherita Corrado, candidata di 5 Stelle nel collegio uninominale del Senato di Crotone. 
Sulla vicenda l’assessore allo Sport del Comune di Crotone, Giuseppe Frisenda, ha detto di «avere già dato mandato agli uffici per preparare il carteggio per richiedere una proroga». Il Mibact, dal canto suo, nella nota trasmessa alla Soprintendenza, evidenzia che alla scadenza dell’autorizzazione non potranno esserci proroghe. Frisenda, poi, ricorda che «non ci sono soldi per costruire un nuovo stadio e non ci sarebbero nemmeno i tempi tecnici per realizzare una nuova struttura».
Occorrono dieci milioni di euro, che non sono nelle disponibilità del Comune di Crotone. L’unica cosa che l’ente può fare, a parere di Frisenda, è quella di prevedere, nella stesura del Piano strategico comunale, un terreno dove allocare il nuovo stadio. «La stesura del Psc – ha detto Frisenda – è in atto e abbiamo già individuato nella periferia cittadina un’area idonea per costruire lo stadio, ma i tempi sono molto lunghi». 
Sull’ampliamento dello “Scida” il Comune di Crotone nel 2016 ha investito circa tre milioni di euro, in parte finanziati dalla Regione Calabria, che non ha ancora trasmesso quanto dovuto. Di questi tre milioni di euro circa 700mila sono stati spesi per allargare la Curva sud. Anche la società del Crotone Calcio ha fatto un investimento considerevole per la realizzazione della tribuna amovibile. 
Una vicenda che per il capoluogo potrebbe trasformarsi in una beffa: lo stadio esistente rischia di essere smantellato, risorse per un nuovo impianto non ci sono e neppure fondi per portare alla luce i reperti archeologici presenti nell’area.

Gaetano Megna
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  • Occhiello Il Mibact chiede l’intervento della Soprintendenza. L'autorizzazione scade a luglio. E non sono consentite proroghe. La struttura amovibile della Curva sud potrebbe essere smantellata

COSENZA «Abito a circa 450 metri dall’impianto e sono esasperato dai cattivi odori che provengono dall’impianto di depurazione». Il tono delle dichiarazioni è sempre lo stesso. Non importa l’estrazione sociale o il grado d’istruzione. L’odore nauseabondo che si genera in prossimità dell’impianto di depurazione “Valle Crati” sequestrato nell’ambito dell’operazione “Cloaca Maxima” è sempre lo stesso. Lo hanno sottolineato il procuratore Spagnuolo e i due sostituti Cozzolino e Manzini, come tutta l’operazione sia partita dalle continue lamentale e denunce che sono state presentate dai cittadini. Gli abitanti della contrada rendese Coda di Volpe si sono anche costituiti nel comitato “Crocevia” per denunciare collettivamente il disastro che si stava consumando sotto i loro occhi. Ammassi di schiuma, acqua torbida, aria irrespirabile. Le sensazioni che descrivono ai militari dell’arma. Qualcuno di loro porta anche delle foto a confermare che quello che stava denunciando non fosse frutto di invenzione. «Da anni l’aria è irrespirabile a causa degli odori provenienti dal depuratore, sono perfettamente in grado di riconoscere la provenienza degli odori che sono caratteristici di reflui fognari. Posso riferire che gli odori si avvertono ciclicamente in determinati periodi della giornata che si ripetono nel corso dei giorni». I carabinieri annotano e ottenute le autorizzazioni dei magistrati iniziano ad osservare. Ora dopo ora, appuntano quello che succede in prossimità del depuratore e infine consegnano i campioni all’Arpacal.

 

NELL’ACQUA Dalle analisi è emerso come proprio nei pressi dell’impianto di depurazione fossero presenti delle sostanze “dannose”. In modo particolare viene rilevata la presenza elevata di Bod5 e Cod che – scrivono nella relazione - «fanno sì che i reflui scartati dal depuratore consortile abbiano una bassa biodegradabilità con la conseguenza che le relative componenti inquinati permangono nell’ambiente per un tempo superiore a quello necessario per la loro biodegradazione, abbassando le capacità di resilienza dell’ambiente che contaminano». In buona sostanza a finire nel fiume Crati sono sostanze da inquinamento fecale, scarichi fognari, scarichi da allevamento zootecnico e altri scarichi che sono detti “civili” come i detersivi.

 

TUTELA DELLE ACQUE ALL’ANNO ZERO E tra le carte prodotte nel periodo di indagine emerge come per le acque calabresi non esistano specifiche tabelle per valutare la qualità delle acque. Mancanza della Regione Calabria che come scrivono gli inquirenti «non ha proceduto alla classificazione dei corsi d’acqua secondo quanto previsto dal D.lgs 152 del 2006». Gli esperti che hanno dovuto valutare l’effetto inquinante prodotto dalla gestione dell’impianto di depurazione hanno dovuta fare una valutazione che tenesse conto dei parametri generali delle acque, acquisiti nel corso della loro esperienza professionale. Certo è che al di là di ogni possibile valore tabellario la presenza delle sostanze inquinanti è superiore rispetto alla media.

Michele Presta
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  • Occhiello L'operazione “Cloaca Maxima”, che ha portato al sequestro dell'impianto di Coda di Volpe a Rende, è partita dalle denunce e dalle lamentele dei cittadini. E dalle carte emergono le inadempienze della Regione nella valutazione delle qualità delle acque - VIDEO

CATANZARO L’avvio ufficiale della campagna elettorale porta con sé le immancabili presentazioni dei candidati al proprio territorio di riferimento. Nella giornata di venerdì è toccato al Movimento 5 Stelle di Catanzaro fissare un incontro con la stampa per presentare le candidature nel collegio catanzarese di Bianca Laura Granato (Senato proporzionale), Silvia Vono (Senato uninominale), Paolo Parentela (Camera proporzionale) e Giuseppe D’Ippolito (Camera uninominale).
Per Granato e D’Ippolito si tratta della seconda campagna elettorale sotto il simbolo del Movimento, dopo le sconfitte subite nelle rispettive competizioni amministrative ai Comuni di Catanzaro e Lamezia Terme. Parentela, invece, è il deputato uscente del Movimento, mentre Vono, già amministratrice locale in qualità di assessore al Comune di Soverato assieme all’attuale sindaco e candidato alla Camera con il Pd Ernesto Alecci.
A dettare le regole d’ingaggio della campagna elettorale è stato D’Ippolito che sin da subito ha messo in chiaro di voler incrociare i guantoni politici con uno dei suoi avversari, il consigliere regionale Mimmo Tallini (Forza Italia): «Il collegio è in bilico - ha detto, sulla base dei sondaggi diffusi in queste ore da molte agenzie di rilevamento -. Il vero confronto sarà tra me e il consigliere regionale Mimmo Tallini. Il mio curriculum è pubblico, vi invito a cercare quello di Tallini e metterlo a confronto. Non aggiungo altro».
Un affondo in punta di fioretto, a cui segue una stoccata di spada: «Forza Italia aveva annunciato di aver rinnovato le proprie liste per l’80%: bene, gli elettori calabresi sappiano che a loro è toccato il 20% peggiore delle possibilità di candidatura, ma hanno comunque un’alternativa, cioè noi».
D’Ippolito non ha risparmiato neanche il Pd che per lui è «riuscito a fare una cosa storica: è riuscito a captare una persona in comproprietà con il centrodestra. Mi riferisco a Giacomo Mancini jr, che è in attesa di entrare in Consiglio regionale in quota Forza Italia».
Quanto al programma elettorale, D’Ippolito ha evidenziato tre punti cardine: «Mi limito a tre punti, alle emergenze che incidono sulla qualità della vita e sulla sussistenza in vita: lavoro, sanità e criminalità».
E nell’approfondire il tema della criminalità, torna ad attaccare Tallini: «Vengo da Lamezia Terme, Comune sciolto per infiltrazioni mafiose, la cui maggioranza di centrodestra era sostenuta anche da Mimmo Tallini. I compagni di partito del consigliere Tallini sono quelli che sono finiti nelle intercettazioni. Per noi occorrono più magistrati, più risorse alle Forze dell’Ordine, bonificare la politica. Solo il M5S può garantire una politica bonificata da qualunque tipo di infiltrazione criminale».
Ha provato a dribblare le critiche che le sono piovute addosso, invece, Vono che si è detta «tranquillissima sulle contestazioni: il mio curriculum e il mio modo di fare è sempre stato chiaro. Io non appartenevo al M5S, non ho partecipato alle parlamentarie, ma sono stata chiamata come persona radicata sul territorio che può dare una svolta all’Italia portando le istanze calabresi in Senato. Non era nei miei pensieri scegliere il Movimento: ho conosciuto e apprezzato i parlamentari grazie alla mia attività con il comitato Trasversale delle Serre. Ho preso con entusiasmo la telefonata che mi è arrivata dalla segreteria di Di Maio ed ecco perché sono candidata con il Movimento».
Soddisfatta per la candidatura, Bianca Laura Granato, che nonostante alle amministrative di Catanzaro dello scorso giugno abbia convinto solamente il 6% degli elettori del capoluogo, oggi è un gradino dietro l’uscente Nicola Morra per uno scranno a Palazzo Madama: «Sono stata selezionata per far parte del collegio al Senato e ne sono orgogliosa perché è il riconoscimento del mio impegno con il Movimento da qualche anno a questa parte. Mi auguro una forte affermazione del M5S per risollevare un Paese gestito da centrodestra e centrosinistra dediti solo agli interessi di pochi».
A chiudere, Paolo Parentela, che è entrato a gamba tesa sul panorama politico locale e nazionale: «I nostri candidati nei collegi uninominali sono forse le migliori risorse del nostro Paese, si sono messe a disposizione del Movimento, senza paracadute. A differenza dei partiti che non sanno come fare per eleggere i loro prescelti. È arrivato il momento di aprire gli occhi e forse così potremo non vedere più questa gente nelle istituzioni. Parliamo della stessa gente che vediamo lì da vent’anni: Tallini, Wanda Ferro… Proprio la Ferro che ha fatto una battaglia per entrare in Consiglio regionale, oggi si ripropone per la Camera: troviamo vergognoso questo modo di fare politica e anche come un tradimento nei confronti dei cittadini. Non è serio candidarsi ad una istituzione e promettere il proprio impegno e poi usare quell’istituzione come trampolino di lancio per farsi eleggere altrove. Il Movimento non ha mai fatto una cosa del genere. Per quanto mi riguarda, poi, se verrò eletto, sapete già che sarò il mio ultimo mandato e va bene così perché io voglio tornare ad essere un cittadino normale. Se i politici facessero tutti così, magari vivremmo in una società migliore. Purtroppo però parliamo di politici che conoscono solo le poltrone a cui sono legati.
Siamo schifati da questo modo di fare politica, siamo slegati dal mondo dei lobbisti, solo noi abbiamo le mani libere per realizzare il programma che proponiamo e che abbiamo scritto assieme ai cittadini». 

Alessandro Tarantino
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  • Occhiello Presentazione ufficiale dei candidati del Movimento per il collegio del capoluogo. Correranno Bianca Laura Granato e Silvia Vono al Senato rispettivamente in quota proporzionale e uninominale. Mentre l’uscente Paolo Parentela e Giuseppe D’Ippolito concorreranno per un posto alla Camera

CATANZARO Il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, esprime soddisfazione e ringrazia il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, appena ha avuto notizia dell’avvenuta sottoscrizione, da parte dello stesso, del Decreto di ripartizione dei fondi per la messa in sicurezza delle ferrovie regionali non interconnesse con la rete nazionale.
Il professore Catalano, capo dell’Unità tecnica di missione del Mit, nell’informare tempestivamente della circostanza il presidente Oliverio, si è complimentato per la rapidità e la coerenza delle scelte di programmazione regionale, orientate alla riqualificazione ed al rilancio del trasporto ferroviario e per una programmazione delle risorse per investimenti opportunamente concentrati su progetti di rilevanza strategica.
Il decreto firmato ieri attribuisce alla Regione Calabria, per Ferrovie della Calabria srl, 74,86 milioni di euro finalizzati a dotare anche la linea regionale isolata calabrese di sistemi tecnologici e di protezione di marcia del treno per migliorare i livelli di sicurezza secondo gli standards indicati dall’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria.
Nel caso di Ferrovie della Calabria srl sono state accolte integralmente tutte le richieste proposte al Mit dalla Regione Calabria ed in particolare la realizzazione dei seguenti interventi: sistema di controllo della marcia dei treni (Train stop/Scmt); ammodernamento sistema Ctc e realizzazione nuovi Acei di Stazione; efficientamento dei Sistemi di Protezione PL.
Lo stesso presidente Oliverio nel ringraziare Catalano per la disponibilità dimostrata in occasione dei numerosi incontri tecnici, evidenzia che quest’ultimo importantissimo provvedimento si aggiunge agli altri importanti interventi di riqualificazione della linea ferroviaria Cosenza-Catanzaro, mirati alla velocizzazione della stessa, alla riparazione delle frane per il ripristino del collegamento ferroviario nella tratta interrotta tra Marzi e Carpanzano, all’acquisto di nuovo materiale rotabile ferroviario, nonché al ripristino della tratta turistica silana finalizzata con la riapertura della stessa fino a S. Giovanni in Fiore. Il tutto per un impegno complessivo di risorse di oltre 115 milioni di euro, cui si aggiungono euro 3,9 milioni per l’acquisto di nuovi autobus, con la previsione di ulteriori interventi sulla medesima linea ferroviaria per 57 milioni euro circa.
L’obiettivo è quello di una velocizzazione e di una qualificazione della linea Cosenza-Catanzaro che vada a collegare, in tempi rapidi e competitivi, le due città capoluogo, mettendo a sistema anche le due importanti infrastrutture in corso di realizzazione e consistenti nella metrotranvia Cosenza-Rende-Unical sul versante cosentino e nel collegamento ferroviario con il polo di Germaneto e Catanzaro Lido sul versante catanzarese.
Gli investimenti infrastrutturali programmati ed avviati nella Regione Calabria, afferma il presidente Oliverio, consentiranno, una volta realizzati ed ultimati, a riposizionare la Regione Calabria ai più avanzati livelli europei in quanto sarà dotata di un sistema di mobilità collettiva ecosostenibile, ad elevata capacità e velocità commerciale, che ovunque ha rappresentato e rappresenta elemento propulsivo di sviluppo sia dal punto di vista socioeconomico che culturale.

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  • Occhiello Il decreto è stato firmato dal ministero dei Trasporti che attribuirà i fondi alla Regione e a Ferrovie della Calabria srl. Il ringraziamento di Oliverio a Delrio: «Presto saremo adeguati ai livelli europei»
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