Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Sabato, 03 Febbraio 2018

LAMEZIA TERME Primo per distacco. Il senatore Nicola Morra è stato il calabrese più votato alle Parlamentarie del Movimento 5 Stelle. Al prof cosentino, che in virtù di questo risultato è stato ricandidato come capolista nel listone unico per Palazzo Madama, sono andate 564 preferenze. Una cifra che lo fa entrare nel novero degli esponenti 5 stelle più apprezzati a livello nazionale in termini di clic assoluti. Morra ha preso più voti di big come Danilo Toninelli (502), Laura Castelli (433) e Manlio Di Stefano (492).
Ottime le performance di altre due deputate uscenti (e ricandidate): Dalila Nesci e Federica Dieni, entrambe candidate nel collegio camerale 2 (Sud). La prima è stata votata da 272 iscritti, la seconda da 240. Terzo Paolo Parentela (232), che però si trova al secondo posto nel listino proporzionale ufficiale presentato in Corte d’Appello per via dell’alternanza di genere prevista dal Rosatellum. In questo collegio il numero totale è stato di 1.917 voti. In quello per il Senato le preferenze complessive sono state 3.246.

COLLEGIO NORD Nel collegio Nord (1.853 voti totali) ha fatto il pieno Francesco Forciniti (195 voti), seguito da Elisa Scutellà (130), Luigia Leone (125) e Alessandro Melicchio (99).
Giuseppe Auddino e Francesco Sapia (che è candidato nel maggioritario di Corigliano) hanno ottenuto rispettivamente 122 e 86 voti nella circoscrizione Senato.

GIALLO C’è anche spazio per un giallo. Nell’elenco pubblicato sul Blog delle Stelle non figura il nome di Giuseppe D’Ippolito, che pure è stato inserito come supplente nel listino proporzionale per il Senato. L’ex aspirante sindaco di Lamezia Terme, tra l’altro, è stato scelto dal leader politico Luigi Di Maio come candidato nel collegio maggioritario di Catanzaro.

I NUMERI In tutta Italia, per la Camera, hanno votato 39.991 iscritti certificati, che hanno espresso un totale di 92.870 voti; per il Senato sono stati 38.878, per un totale di 86.175 voti espressi.

Pietro Bellantoni
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  • Occhiello Pubblicati i risultati delle consultazioni online del M5S. Il senatore cosentino ottiene 564 preferenze. Tra i deputati primo e secondo posto per Nesci (272) e Dieni (240). Il candidato nel collegio uninominale di Catanzaro è stato inserito nel listino dei “sostituti” per Palazzo Madama. Ma il suo nome non compare nell’elenco diffuso dal blog

COSENZA «Subito dopo le elezioni – per evitare che si possa speculare sulla proposta – è necessario convocare gli Stati Generali del Tirreno cosentino al fine di porre rimedio alla crisi profonda certificata dagli impietosi dati Istat che relegano la Calabria all’ultimo posto in termini di occupazione e il Tirreno cosentino come l’area di crisi più preoccupante falcidiata dallo smantellamento di presidii industriali che avevano rappresentato negli anni un argine alla disoccupazione dilagante». È la proposta del consigliere regionale del Pd Giuseppe Aieta.
«Archiviata la fase industriale – continua – non si è stati in grado di sostituirla con un’alternativa credibile che desse opportunità ai giovani così come agli uomini e alle donne espulsi dal mondo del lavoro. Eppure il Tirreno cosentino offre attrattori turistici unici e irripetibili mai considerati nelle politiche di sviluppo, se non da isolate misure che, però, non hanno prodotto alcun beneficio perché sganciate da una visione che tenesse conto dei punti di forza e dei punti di debolezza di questo territorio. È una storia lunga quella del Tirreno testimoniata da ciò che la natura ci ha consegnato: Isola di Dino, Arcomagno, Isola di Cirella, Scogliera dei Rizzi, Acque termali. Per non parlare di ciò che gli uomini, in un passato ormai remoto, hanno costruito: Torre Talao, parchi archeologici, Centri Storici, Chiese. Su tutto spicca l’opera del più illustre dei calabresi, San Francesco di Paola, con il suo suggestivo Santuario.  Con il mare che accompagna e bagna ogni località in attesa di essere guarito da un progetto finalmente serio che tenga conto dell’entroterra e non solo dei depuratori».
«È il momento – conclude Aieta – di mettere insieme sindaci, imprenditori, organizzazioni sindacali, associazioni, parroci, uomini e donne giovani e meno giovani perché al centro della giusta rivendicazione vi siano le persone, ovvero la società insediata, di un territorio capace di gestire e difendere la propria bellezza».

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  • Occhiello È la proposta del consigliere regionale del Pd Giuseppe Aieta: «È il momento di trovare una soluzione alla crisi profonda dell’area»

REGGIO CALABRIA Niente testimonianza in aula fino al 4 marzo. Nonostante sia incandidabile e ineleggibile, l’ex premier Silvio Berlusconi ha fatto sapere che fino alla fine della campagna elettorale non potrà presentarsi a Reggio Calabria per testimoniare a difesa – almeno sulla carta – del suo ex ministro, Claudio Scajola. A comunicarlo ai difensori incaricati della sua convocazione in aula, il legale storico di Berlusconi, Niccolò Ghedini. Secondo quanto riferito, l’ex premier – che negli ultimi giorni ha sospeso per un malore gli impegni in agenda – per il prossimo mese sarà troppo occupato con la campagna elettorale, dunque ha chiesto che la sua testimonianza venga rimandata a dopo il 4 marzo.

a.c.

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  • Occhiello L'ex premier ha comunicato che non potrà presentarsi a Reggio prima del 4 marzo, giorno del voto per le politiche. Negli ultimi giorni aveva sospeso la campagna elettorale a causa di un malore

REGGIO CALABRIA «La differenza tra noi e loro è questa: noi puntiamo su candidati del territorio, loro su paracadutati e trasformisti». Non servono nomi per capire a chi si riferisca la deputata del M5S Federica Dieni. Nello stesso collegio in cui ripresenta la sua candidatura, quello di Reggio, ci sono il lametino Franco Talarico, che guida la coalizione di centrodestra, e l’ex berlusconiano Nico D’Ascola ora in campo con il Pd. L’occasione per ribadire la “diversità” grillina è data dall’inaugurazione del “Punto d’incontro” del Movimento, creato in un immobile sul centralissimo corso Garibaldi. «Una sede temporanea messa a nostra disposizione a titolo gratuito», precisa Dieni. Che riannoda i fili della sua prima esperienza a Montecitorio: «Negli ultimi cinque anni abbiamo portato all’attenzione del Parlamento tante problematiche che affliggono il territorio, dai trasporti ferroviari sulla jonica all’aeroporto di Reggio passando per le difficoltà dei dializzati reggini. È nostra intenzione continuare le battaglie di questi anni nei quali abbiamo cercato di rappresentare al meglio la Calabria».
Il volto nuovo dei cinque stelle è il docente di Ingegneria elettrotecnica dell’Università di Messina, Bruno Azzerboni, schierato nell’uninominale per il Senato. «Ho deciso di mettermi in gioco e la cosa che più mi eccita è l’entusiasmo dei giovani. Per quanto mi riguarda, se continuo con questi ritmi – scherza – non credo nemmeno di arrivare al giorno in cui dovrò votarmi».
Il programma del prof prestato al Movimento, invece, è molto serio: «Mi impegnerò per le energie alternative e per l’approfondimento dei problemi sismici. Ma il mio compito principale è quello di portare avanti i giovani e la ricerca. Basta tagli a scuola e università e più meritocrazia».
Giuseppe Antonio Germanò affronterà la sfida nel collegio camerale di Gioia Tauro: «Abbiamo un progetto comune: cambiare questa Italia e riprenderci quello che ci è stato tolto».
§Per Giuseppe Auddino, candidato nel listino proporzionale per il Senato, è arrivato il momento di ribadire le capacità degli attivisti che il 4 marzo chiederanno il voto ai calabresi: «Berlusconi dice che non siamo laureati? I nostri parlamentati hanno dimostrato quello che possiamo fare con i fatti. Abbiamo un obbligo: parlare ai nostri elettori e spiegare loro quello che vogliamo fare. I nostri avversari invece dovranno giustificarsi davanti ai calabresi e agli italiani per quello che hanno fatto male e per quello che non hanno fatto per niente».

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  • Occhiello Il Movimento inaugura il punto d’incontro a Reggio. E presenta i suoi candidati al Parlamento. Dieni: «Continueremo le battaglie di questi anni». Azzerboni: «Stop ai tagli per scuola e università». Germanò: «Un voto per cambiare l’Italia». Auddino: «I nostri avversari si giustifichino davanti agli elettori». Tutti i candidati calabresi contro gli «impresentabili»

CATANZARO Si è riunito venerdì al Dipartimento regionale “Lavoro, Formazione e Politiche Sociali” il Tavolo tecnico sulle Politiche attive per il Lavoro coordinato dal dirigente del Settore Roberto Cosentino con la partecipazione, per le organizzazioni sindacali, di Daniele Carchidi (Cgil), Enzo Musolino (Cisl), Gianvincenzo Petrassi (Uil Temp) e Antonio Giglio (Ugl Autonomie).
Nel corso dell’incontro tecnico – si legge in una nota della Regione – sono state discusse e condivise la “Manifestazione di interesse per la presentazione di percorsi di politiche attive, nelle modalità dei tirocini, rivolta agli Enti Pubblici a favore di soggetti precedentemente inseriti nel bacino dei percettori di mobilità in deroga della Regione Calabria” e la “Manifestazione di interesse finalizzata alla presentazione di candidature da parte delle imprese private interessate all’utilizzazione - in progetti di tirocinio - di soggetti precedentemente inseriti nel bacino dei percettori di mobilità in deroga della Regione Calabria”.
«L’obiettivo dell’iniziativa – si legge ancora nella nota – è quello di favorire l'occupabilità di soggetti, precedentemente inseriti nel bacino dei percettori di mobilità in deroga, nel mercato del lavoro contrastandone la disoccupazione di lunga durata attraverso l'attuazione di iniziative finalizzate all'utilizzo temporaneo e straordinario in percorsi di politiche attive, assicurando nel contempo un sostegno al reddito per i lavoratori ex percettori di mobilità in deroga, riducendo, al contempo, i tempi di inattività durante la permanenza nello stato di disoccupazione». I destinatari degli interventi sono i soggetti precedentemente inseriti nel bacino dei percettori di mobilità in deroga, con decreto della Regione Calabria o provvedimento equipollente, ed esclusi dal beneficio diretto dell’indennità di mobilità per l’anno 2016 dall’Accordo quadro del 7 dicembre 2016 per effetto della vigente normativa.
I due avvisi, messi a punto dal competente Settore dipartimentale con la collaborazione di Anpal Servizi S.p.A., prevedono la realizzazione di percorsi di politica attiva-tirocinio formativo della durata di 12 mesi ed un’indennità mensile pari a 500 euro. Gli avvisi pubblici saranno pubblicati a far data da martedì prossimo.

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  • Occhiello Dopo un incontro tecnico tra il dirigente di settore e i rappresentanti dei sindacati è arrivato il via libera a due avvisi pubblici che saranno pubblicati nei prossimi giorni

SAN GREGORIO D'IPPONA Alcuni colpi di pistola sono stati sparati contro l'auto e la casa di Saverio Curello, vicesindaco di San Gregorio d'Ippona, nel Vibonese. Uno dei proiettili è entrato dentro casa, proprio mentre l'amministratore, che svolge la professione di vigile del fuoco, stava cenando insieme alla famiglia. Sull'accaduto hanno avviato indagini i carabinieri. Curello ricopre la carica di assessore e vicesindaco di San Gregorio d'Ippona dal 12 giugno 2014 quando venne eletto consigliere comunale con una lista civica con candidato a sindaco Michele Pannia. In precedenza, dal 2009 al maggio del 2014, ha ricoperto sempre la carica di assessore comunale nella prima giunta guidata da Pannia. Nel Comune di San Gregorio, dalla scorsa estate, sta operando la Commissione di accesso agli atti inviata dal prefetto di Vibo Valentia Guido Longo per verificare l'eventuale presenza di condizionamenti di tipo mafioso dell'attività amministrativa. Gli organi elettivi sono già stati sciolti nel 2007.

 

 

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  • Occhiello L'episodio riguarda Saverio Curello, amministratore di San Gregorio d'Ippona. Un proiettile è entrato nell'abitazione mentre la famiglia stava cenando

CATANZARO Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha accolto le argomentazioni dei difensori di Domenico Alessio, imprenditore italo-americano e residente negli Stati Uniti arrestato lo scorso 9 gennaio poiché coinvolto nell'operazione Stige, annullando l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. «Il signor Alessio – scrivono gli avvocati della difesa Pasquale Nicoletta e Giuseppe Trocino - è un cittadino italo-americano che vive e lavora da decenni negli Stati Uniti d'America e si reca quando può nella natia Casabona solo perché legato da vincoli affettivi e parentali; nessun coinvolgimento con 'ndrine locali, ambienti malavitosi etc. per come sostenuto dalla Dda di Catanzaro». «Il signor Alessio ha avuto l'infelice idea - considerato quanto accaduto - di intraprendere un'attività imprenditoriale in Italia costituendo una società, ma per motivi del tutto personali legati anche alla distanza tra gli Stati Uniti e l'Italia questa non era stata ancora attivata». L'imputazione, «estremamente generica», e le specificazioni secondo gli avvocati «risultano essere prive di riscontri oggettivi».
Per la difesa, la società di Alessio «non ha mai partecipato a gare di appalto, acquisito sub-appalti né pubblici né privati, acceso conti correnti, non ha mai operato assunzioni di alcun lavoratore dipendente sia esso 'ndranghetista o persona perbene, al contrario di quanto sostenuto dalla Dda di Catanzaro. In altre parole, la società non ha mai operato né in Italia né all’Estero». «Non risulta da alcun documento – concludono -, ovvero accertamento di polizia giudiziaria, che Domenico Alessio abbia assunto delle persone attraverso la società men che meno che l’imprenditore paghi un monte stipendiale elevato per gli accoscati,per come riportato nell’ordinanza custodiale e posto a fondamento della stessa».

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  • Occhiello Il Riesame ha accolto le argomentazioni della difesa. «La società non era stata ancora attivata e non ha mai partecipato a gare d'appalto». E per gli avvocati non ci sono mai stati «coinvolgimenti con le 'ndrine di Casabona»

LAMEZIA TERME È evidente che la campagna elettorale non aiuta a fare chiarezza, anzi. Il fatto, però, è che in ballo c'è il futuro di padri e madri di famiglia per cui il precariato ormai rappresenta, paradossalmente, una costante. Sono ormai vent'anni che migliaia di lsu-lpu calabresi vivono nel limbo del lavoro nero di Stato e la loro storia lavorativa, invece che districarsi, sembra destinata a complicarsi ulteriormente. Qualche giorno fa dai piani alti della Cittadella è partito l'ennesimo annuncio – «Tutti gli lsu-lpu saranno stabilizzati entro il 2020» – corredato dal commento del governatore Mario Oliverio: «Porteremo a termine questo percorso con sempre maggiore impegno per garantire ai nostri ragazzi e ragazze una concreta prospettiva di futuro e per ridare fiducia a tutti i calabresi». I toni entusiastici cozzano però con i dubbi che continuano ad addensarsi sulle amministrazioni comunali che ancora non hanno deliberato la proroga dei contratti. Nelle ultime ore, infatti, a tenere banco è una circolare inviata in Calabria dal ministero della Funzione pubblica. Si tratta di una risposta ai quesiti messi nero su bianco dal presidente del consiglio regionale delle Autonomie locali, Salvatore Lamirata (qui i dettagli), che ha raccolto le perplessità dei sindaci che, evidentemente, non vogliono trovarsi in grane legali se alla fine del 2018 non riusciranno a garantire la stabilizzazione. Si tratta di una circolare di cui nessuno sembra conoscere il contenuto e che la Regione, che l'avrebbe ricevuta venerdì, non ha finora diffuso per dare risposte chiare agli amministratori locali. I cui dubbi, vista tanta riservatezza sul contenuto dell'atto arrivato da Roma, prendono sempre più consistenza.
La questione è molto tecnica, ma proviamo qui a riassumerla uscendo dal burocratese. La cosiddetta legge Madia prevede una soluzione per i precari, una disposizione che facendo i conti con la realtà però risolve ben poco. La norma che porta il nome della ministra per la Funzione pubblica dice, in sostanza: i Comuni possono deliberare la proroga agli lsu-lpu per il 2018 solo se, a fine anno, riusciranno a stabilizzarli. Visti i numeri dei precari in forza ai Comuni, però, per molti di questi enti – le cui finanze non sono quasi mai floride – la stabilizzazione con questi presupposti è pura fantascienza. Gli stessi amministratori sono stati sollecitati più volte dalla Regione a procedere alle proroghe ma alcuni di loro, intravedendo il rischio – concreto – di grane giudizarie non ha ancora deliberato il rinnovo dei contratti. Si tratta di 14 Comuni in tutta la regione (tre nel Cosentino, quattro nel Catanzarese e sette nel Vibonese), per un totale di un centinaio di lavoratori. Ma è chiaro che il problema riguarda anche chi si è fidato dei solleciti della Regione e ha già prorogato i contratti. Nella circolare ministeriale arrivata venerdì alla Cittadella potrebbero esserci delle risposte chiarificatorie ma, finora, la Regione non ha inteso farne conoscere i contenuti ai Comuni. Così l'incertezza sul futuro dei lavoratori precari aumenta sempre di più, e la sensazione per molti amministratori locali è che sia in atto un “gioco” elettorale le cui conseguenze, ancora una volta, potrebbero ricadere sulle spalle degli anelli deboli della catena: i sindaci e i precari.

Sergio Pelaia
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  • Occhiello Crescono le incertezze per gli amministratori locali che ancora non hanno prorogato i contratti. Un atto inviato dal ministero della Funzione pubblica potrebbe dare risposte ai dubbi dei sindaci, ma la Regione non ne ha ancora reso noti i contenuti. E il futuro dei lavoratori è sempre più precario

CATANZARO S'insedierà martedì prossimo, 6 febbraio, il nuovo prefetto di Catanzaro, Francesca Ferrandino, che subentra a Luisa Latella, nominata Commissario straordinario per le Universiadi del 2019. Ferrandino, 56 anni, napoletana, proviene dalla Prefettura di Messina. È entrata nella carriera prefettizia nell'aprile del 1989 ed il suo primo incarico è stato alla Prefettura di Milano. Successivamente ha lavorato nelle Prefetture di Savona e Genova. Dopo un altro periodo in cui ha lavorato a Milano, è stata nominata viceprefetto nel 2002. Dal 2004 al 2008 è stata Capo di gabinetto nella Prefettura di Livorno. Dal 21 gennaio del 2008 ha svolto le funzioni di viceprefetto vicario nella Prefettura di Palermo, occupandosi, tra l'altro, in qualità di soggetto attuatore, delle attività connesse alla gestione dello stato di emergenza per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel territorio della provincia del capoluogo siciliano. Il 22 luglio del 2010 è stata nominata Prefetto, svolgendo tale funzione prima ad Agrigento, poi dal 2013 al 2016 a Bergamo e quindi dal settembre del 2016 a Messina. Il 19 gennaio scorso è stata nominata prefetto di Catanzaro nell'ambito di un movimento di prefetti disposto dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell'Interno, Marco Minniti.

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  • Occhiello Francesca Ferrandino, che proviene dalla Prefettura di Messina, subentra a Luisa Latella, nominata Commissario straordinario per le Universiadi del 2019

 

REGGIO CALABRIA La Polizia di Stato ha eseguito a Reggio Calabria un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 33 anni, Francesco Trombetta, che era già agli arresti domiciliari, accusato di una serie di reati - furto, rapina aggravata, percosse, danneggiamento ed estorsione - commessi ai danni dei genitori e della sorella. Secondo quanto riferisce la Questura reggina in una nota, Trombetta, "con condotte reiterate e pericolose, assumeva nei confronti dei propri genitori e della sorella continui e ripetuti comportamenti aggressivi, lesivi della loro integrità fisica e morale, sottoponendoli ad un regime di vita vessatorio, tale da rendere abitualmente dolorose e mortificanti le relazioni familiari". Trombetta, nel periodo in cui è stato agli arresti domiciliari, ha continuato a tormentare i genitori e la sorella con i suoi comportamenti improntati a violenza e sopraffazione che già avevano determinato l'emissione a suo carico della prima misura cautelare. Un'ulteriore denuncia nei suoi confronti da parte dei familiari ha fatto scattare un nuovo intervento della polizia e l'allontanamento da casa dell'uomo, che è stato condotto in carcere.

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  • Occhiello Francesco Trombetta, che si trovava già domiciliari, è accusato di “condotte reiterate e violente nei confronti dei genitori e della sorella”. La denuncia dei familiari ha fatto scattare l'intervento della polizia
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