Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Giovedì, 08 Febbraio 2018
Giovedì, 08 Febbraio 2018 22:44

L’occasione mancata delle elezioni politiche

Tra poco meno di un mese i cittadini italiani saranno chiamati ad eleggere il nuovo Parlamento. Gli stessi dovranno esprimersi a “scatola chiusa” per due ordini di motivi: il primo, in molti territori gli elettori dovranno scegliere tra candidati che di quel territorio non sono rappresentativi in quanto rispondenti a ordini di partito; il secondo, che riguarda l’assenza di un normale confronto teso a comprendere i bisogni e le richieste delle varie regioni ovvero dell’intera nazione. Del resto i programmi elettorali dei diversi schieramenti (in alcuni casi simili tra loro) sono frutto del peggior marketing elettorale a cui ci hanno abituati (Berlusconi su tutti) ad abboccare: si propone la cura, spesso fantasiosa, e non si afferma quale medicina sarà utilizzata – in altre parole a ogni proposta ci si dimentica di dire dove si prenderanno le risorse ovvero le necessarie coperture finanziarie -. Pertanto man mano che ci si avvicina al fatidico giorno cresce il fronte dei populisti o, peggio ancora, dei delusi e del non voto. 

“Rosatellum” che e(o)rrore
La legge elettorale, nota come Rosatellum bis, che sarà utilizzata in questa tornata è un sistema misto, proporzionale e maggioritario, in cui un terzo di deputati e senatori è eletto in collegi uninominali (un solo candidato per coalizione, il più votato è eletto, logica anglosassone del first past the post)) e i restanti due terzi sono eletti con un sistema proporzionale di lista. L’impianto normativo descritto oltre a favorire le coalizioni – non è previsto il voto disgiunto - ha causato un vulnus di rappresentatività territoriale nella definizione degli schieramenti: candidati non legati al territorio ma selezionati in base al grado di fedeltà ai segretari (proprietari) di partito; infatti l’incertezza generata da questa legge elettorale ha spinto i leader a comporre liste di fedelissimi più che a tener conto delle diverse istanze provenienti dai diversi collegi. La speranza è che gli stessi si facciano realmente portatori delle richieste originate dalla collettività. Oltre a ciò, stante le intenzioni di voto pubblicate settimanalmente, la previsione peggiore (ahinoi!) dell’ingovernabilità, il giorno dopo le elezioni, per mancanza di numeri in parlamento, anche tra schieramenti contrapposti. Uno stato di cose che obbliga a tifare per la vittoria della coalizione attualmente in vantaggio secondo i sondaggi; ciò poiché l’Italia ha assoluto bisogno di stabilità e riforme, meno di un ritorno alle urne o, peggio ancora, di uno stallo prolungato. 

Programmi elettorali: quante bugie
Non solo l’instabilità generata dalla legge elettorale ma anche l’assenza di punti programmatici condivisi tra centro e periferia e, in molti casi, di difficile realizzazione (per questo spero di esser smentito dai fatti). Per dirla in altro modo una competizione a chi offre di più: dal Movimento 5 Stelle che propone il reddito di cittadinanza, a Berlusconi che parla di Flat Tax e rispolvera l’idea del Ponte sullo Stretto piuttosto che del condono edilizio, o ancora alla Lega di Salvini (quest’ultimo un vero recordman) che offre la cancellazione della riforma Fornero, l’espulsione degli immigrati, lavoro per gli italiani e meno vincoli da parte dell’Unione Europea. Renzi e il Pd al contrario promettono di fare solo cose realizzabili (per fortuna) dopo aver dilapidato i consensi e difeso ad oltranza la Boschi.  Ma in campagna elettorale, si sa, tutto è concesso e i politici di professione non attendono altro pur di accaparrarsi il giusto consenso funzionale all’elezione tra gli scranni del Parlamento. 

Giovani e famiglie due parole spesso abusate 
Si parla spesso di lavoro ai giovani, nuova classe dirigente, aiuto alle famiglie in difficoltà economica o peggio in povertà assoluta ma, ai fatti, la politica si dimentica di queste due categorie. Le nuove generazioni (riahinoi!) non vengono ascoltate né coinvolte in quello che dovrebbe essere un normale processo di ricambio generazionale ma, al contrario, vengono abbandonate, costrette a lasciare la propria terra in cerca di fortune e lavoro; per non parlare delle famiglie in difficoltà economica, continuamente soffocate da burocrazia lenta e pressione fiscale elevata, a tutto discapito di quell’equità sociale garantita e difesa dalla Carta costituzionale. Pertanto, l’auspicio è che, in questi ultimi giorni di campagna elettorale, si dimostri la capacità di mettere da parte le bugie elettorali a cui per troppo tempo siamo stati abituati a tutto vantaggio di un dibattito serio – non sterile e abusato com’è spesso accaduto – capace di trovare soluzioni immediate e risorse effettive da investire nelle giovani generazioni, da attuare sin dal primo giorno di insediamento del futuro governo.

*specializzando PA

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  • Occhiello di Fabio Sarpa*
Giovedì, 08 Febbraio 2018 20:49

Il Crotone scommette su Diaby

CROTONE «Buonasera e Forza Crotone». Si presenta così in sala stampa, con un italiano stentato col forte accento francese, Moussa Diaby, il 19enne attaccante che il Crotone ha prelevato dal Paris Saint Germain. «Sono qui - dice Diaby - per fare bene e vincere con il Crotone ed imparare. Non conoscevo Crotone come città. Ho sentito e visto la squadra in tv negli ultimi anni. Posso giocare esterno sia a destra che a sinistra e penso che la serie A sia un gran campionato. Mi auguro di adattarmi presto perché sarà un bene per me e per il mio futuro». «Diaby potrebbe essere un calciatore da sfruttare nel futuro, un'opportunità in più», dice il ds del Crotone, Peppe Ursino, che ricorda che il calciatore è stato ingaggiato all'ultimo secondo del calciomercato «come il Crotone ha fatto con Sansone, Budimir, Bernardeschi. Lo seguivamo da mesi e lo abbiamo individuato grazie al nostro scout Graziano Ursino che ha visto un calciatore tecnico e veloce, bravo nell'uno contro uno: un calciatore che può sorprendere. Dipende dall'ambientamento: deve imparare la lingua».
Il direttore generale Raffaele Vrenna ha spiegato che «Diaby è arrivato in prestito secco. Ci guadagniamo l'amicizia con un club importante per iniziare una collaborazione. Se farà bene avremo diritto di prelazione sul prestito. C'è da dire che il Crotone ora è una realtà del calcio italiano. L'anno scorso si rifiutavano tutti di venire a giocare da noi, ma era spiegabile vista la classifica. Adesso non più. Adesso ci chiamano le grandi ma siamo sempre noi a scegliere i nostri calciatori». Vrenna ed Ursino, nel corso dell'incontro, hanno annunciato che Romero e Suljic andranno a giocare in prestito nel campionato sloveno e poi torneranno a Crotone.

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  • Occhiello Presentato il 19enne arrivato con un prestito last minute dal Psg. Vrenna: «L'anno scorso qui non voleva venire nessuno, ora siamo una realtà»

SAN MARCO ARGENTANO L’avvocato Andrea Gentile, candidato per il collegio uninominale di Castrovillari-Paola, parlando a una affollata assemblea convenuta presso l’Agriturismo "Il Feudo" di San Marco Argentano, ha affermato: «La Calabria prima di tutto ha bisogno di utilizzare tutte le somme messe a disposizione dai vari governi con una particolare attenzione verso i giovani disoccupati calabresi che rappresentano purtroppo la percentuale più alta d’Europa. Occorre un piano straordinario in grado di coinvolgere tutte le istituzioni e da proporre nei primi mesi della nuova legislatura all’esame del governo e dell’Europa. Un piano straordinario - ha proseguito il candidato del centrodestra Gentile - che prevede l’assunzione di diecimila giovani calabresi in modo da frenare l’emorragia che costringe a volte le migliori intelligente composte da giovani diplomati e laureati ad andare fuori dai nostri confini».
Ha proseguito Gentile: «Proprio per incentivare l'occupazione e rilanciare la nostra economia, il presidente Berlusconi ha proposto che nella nuova attività di governo alle imprese che assumono giovani a tempo indeterminato vengano detratte le tasse per i primi 6 anni».
Nei prossimi giorni Andrea Gentile proseguirà il suo impegno elettorale incontrando i cittadini e visitando i territori.

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  • Occhiello Il candidato del centrodestra ha incontrato gli elettori a San Marco Argentano. «L’occupazione sarà la nostra priorità. Per questo Berlusconi ha previsto detrazioni fiscali per gli imprenditori»
Giovedì, 08 Febbraio 2018 20:11

(Altri) 250 milioni per la depurazione

CATANZARO «La giunta regionale, riunita nel pomeriggio sotto la presidenza del presidente Oliverio, ha preso atto delle dimissioni del dottor Paolo Praticò, al quale ha rivolto un sentito ringraziamento per il lavoro svolto, e ha proceduto a deliberare una modifica dell'organizzazione del dipartimento Programmazione nazionale e comunitaria, istituendo una Unità organizzativa autonoma con competenza sulla programmazione nazionale (Fsc, Pac, Pon, Zes)». Lo riferisce un comunicato dell'ufficio stampa della giunta. «Tale modifica organizzativa - si aggiunge nella nota - è motivata dall'esigenza di dare ulteriore impulso all'attuazione della Programmazione nazionale e comunitaria e di raggiungere i livelli di spesa previsti per l'anno 2018. La giunta ha altresì deciso di affidare la reggenza del dipartimento e l'incarico di Autorità di gestione alla dottoressa Paola Rizzo e la responsabilità dell'Uoa competente sulla Programmazione nazionale al dottor Tommaso Calabrò, nell'ottica della valorizzazione delle professionalità all'interno della Regione». «Nella stessa seduta, che ha contato l'assistenza del Segretario generale Ennio Apicella - è detto ancora nel comunicato - è stata approvata una serie di importanti provvedimenti. Su proposta congiunta del presidente Oliverio e dell'assessore alle Infrastrutture Musmanno sono state approvate due deliberazioni per il sistema della depurazione. La prima prevede un programma di 138 interventi per un costo complessivo di 194,5 milioni di euro. Gli interventi previsti risolvono le problematiche relative agli agglomerati/comuni in procedura o potenziale procedura di infrazione. Con il secondo provvedimento si prende atto delle ulteriori criticità riguardanti il comparto fognario e depurativo e del relativo programma di interventi che ricomprende 128 agglomerati/comuni per un costo complessivo di 64,8 milioni di euro. La deliberazione demanda a successivo atto l'individuazione delle quote restanti per assicurare la complessiva copertura finanziaria. Su queste importanti deliberazioni assunte ulteriori dettagli saranno forniti nel corso di una conferenza stampa del presidente Oliverio e dell'assessore Musmanno fissata per le 12 di domani, venerdì 9 febbraio, nella Sala Oro della Cittadella regionale. E ancora, nel corso della riunione odierna di giunta, su proposta dell'assessore all'Ambiente Antonella Rizzo, e' stato approvato il regolamento di organizzazione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (Arpacal)». «Sono state approvate infine - conclude il comunicato - la modifica della deliberazione numero 324 del 25.07.2017 recante individuazione posizioni organizzative-Por Calabria Fesr 2014-2020, alcune variazioni di bilancio e l'autorizzazione alla stipula di un contratto aggiuntivo a un contratto di prestito con la cassa Depositi e prestiti».

OLIVERIO: INTERVENTI PIETRA MILIARE PER LA DEPURAZIONE «Il Programma di interventi per il settore della depurazione che abbiamo approvato oggi in giunta rappresenta una pietra miliare per la gestione del ciclo passivo delle acque in Calabria». Lo afferma, in una dichiarazione, il presidente della giunta regionale, Mario Oliverio. «Quanto sia delicato e urgente intervenire - aggiunge Oliverio - è chiaro a tutti e per questo motivo la Regione ha impegnato energie e risorse importanti per risolvere il problema. Si tratta di una materia estremamente complessa che ha richiesto un'attenta pianificazione per evitare di sprecare risorse in interventi insufficienti. Con i provvedimenti di oggi otteniamo due importanti risultati: con il primo passiamo dalla fase della pianificazione a quella di cantiere per gli interventi più urgenti, quelli in procedura di infrazione o in potenziale procedura di infrazione; con il secondo ci dotiamo di uno strumento fondamentale per la gestione delle rimanenti problematiche. Per la prima volta in questo comparto le criticità non verranno gestite in emergenza, cercando di tamponare alla meno peggio le situazioni più critiche, ma si procederà in modo razionale intervenendo in modo risolutivo».

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  • Occhiello La giunta regionale approva un piano di interventi per superare le procedure di infrazione europea. Ufficiale l’addio di Praticò (sostituito da Rizzo) ai vertici del dipartimento Programmazione. Nasce una nuova struttura per recuperare sui livelli di spesa: la guiderà il manager Calabrò

 

BOLOGNA Nella serata di mercoledì 7 febbraio i militari della Stazione carabinieri di Calderara di Reno in provincia di Bologna hanno dato esecuzione all’Ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari emessa dal gip del tribunale di Vibo Valentia, a carico di Primo Di Nicola, 60enne lì residente pregiudicato per reati specifici. Il provvedimento scaturisce dall’attività investigativa posta in essere dalla Stazione di Vibo Valentia all’indomani dei furti ai distributori Esso di viale Affaccio e di via Pizzo a Vibo Marina avvenuti il 30 luglio e di località San Pietro a San Calogero del 3 settembre. I militari sono riusciti ad appurare, attraverso la visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, che i furti erano stati perpetrati con una Fiat multipla risultata poi in uso al suddetto. Le indagini hanno permesso anche di appurare che i tre furti erano stati commessi tutti con le stesse modalità e cioè aprendo con la relativa chiave le casseforti degli accettatori self-service senza danneggiarli. La successiva perquisizione presso l’abitazione del summenzionato permetteva di rinvenire numerose chiavi di cui una ritenuta compatibile con quelle utilizzate per i furti. In ultimo ad inchiodare il malfattore ci hanno pensato le attività tecniche eseguite dai militari della Stazione cittadina che hanno dimostrato la presenza dello stesso in quei luoghi nelle ore e nei giorni dei furti.

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  • Occhiello L'uomo è stato raggiunto dal provvedimento a Bologna, dov'è residente. Tra luglio e settembre si è reso protagonista di alcuni furti. I carabinieri lo hanno individuato grazie alle telecamere di videosorveglianza
Giovedì, 08 Febbraio 2018 18:24

Premio “Jo Cox” a Francesco Foglia

ROMA «Come cittadini siamo di fronte a due possibilità: restare indifferenti e subire le scelte altrui, oppure far sentire la nostra voce. Io ho scelto la seconda» Con queste parole Francesco Foglia ha concluso il suo intervento alla Camera dei Deputati in occasione Premio per studi sull'Europa "Jo Cox" di cui ha ricevuto la menzione per temi economici.
All'evento, organizzato dalla fondazione iMille hanno partecipato, tra gli altri, l'ambasciatore britannico in Italia, Jill Morris, Raoul Minetti, ordinario alla Michigan State University, la parlamentare Irene Tinaglia e numerosi rappresentanti delle istituzioni. Brendan Cox, marito della giovane deputata uccisa per Brexit a cui è intitolato il premio, ha inviato un commovente messaggio di auguri alle giovani eccellenze che come Jo si impegnano per un'Europa migliore.
La relazione tecnica sulla tesi del giovane calabrese è stata affidata a Giuseppe Provenzano, vicedirettore dello Svimez che ha dichiarato: «mi fa piacere premiare la tesi di Francesco Foglia non solo perché incrocia gli interessi dello Svimez, ma soprattutto perché è stata scritta al sud, all'Università della Calabria, in un momento in cui dalle università del sud si fugge e ha rotto, quindi, il monopolio che vedeva premiate soprattutto le grandi università. Sono convinto - ha concluso Provenzano -  che Francesco in qualsiasi luogo andrà e qualsiasi esperienza professionale intraprenderà, non sarà indifferente alla grande sfida dello sviluppo del mezzogiorno per cui vale la pena impegnarsi sia professionalmente che civilmente».
La tesi di Foglia, il cui relatore è stato Francesco Aiello, ordinario di Politica Economica all'Unical, propone una valutazione ex-ante delle politiche per l’innovazione che le regioni europee hanno programmato di attivare nel ciclo di programmazione 2014-2020. L’analisi considera i risultati ottenuti utilizzando l’approccio controfattuale e un modello economico che consente di stimare l’effetto delle politiche sull'innovazione sull'equilibrio macroeconomico di ciascuna regione.
«La mia ricerca - ha spiegato Foglia - dimostra che per regioni in ritardo di sviluppo, come la Calabria e le altre del Mezzogiorno, gli investimenti in attività innovative devono essere prioritari e posti in cima all'agenda politica regionale in quanto sono lo strumento più efficace per attenuare il divario di competitività con il resto d’Italia e d’Europa».
Durante il suo intervento in Aula, Foglia ha sottolineato che grazie all'Europa abbiamo maggiori opportunità, diritti e strumenti di partecipazione civica attiva, indispensabili per iniziare a pensare ed agire come cittadini europei.

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  • Occhiello Il giovane ricercatore dell’Università della Calabria ha ottenuto l’ambito riconoscimento per temi economici. La consegna è avvenuta nel corso di un appuntamento alla Camera dei Deputati: «Gli investimenti in innovazione devono essere prioritari»

REGGIO CALABRIA Contro le ingerenze della ‘ndrangheta in politica la magistratura può fare e fa. Ma tocca ai partiti prima e agli elettori poi, compiere una precisa scelta di campo. Più che un appello, è un monito quello lanciato oggi dal procuratore capo della Dna, Federico Cafiero de Raho, in vista delle prossime elezioni.

LE RESPONSABILITA’ DELLA POLITICA «Spetta alla politica effettuare la selezione – dice il procuratore nazionale, oggi nella città calabrese dello Stretto per la firma di un protocollo d'intesa in materia di indagini finalizzate all'applicazione di misure di prevenzione personali e patrimoniali –. Laddove nelle liste ci sono soggetti contigui o sospettati di contiguità o di collusione, è evidente che ci proiettiamo in un futuro che già di per sé ha evidenziato come uomini della politica siano stati al servizio delle mafie. La politica deve fare un controllo preventivo dei soggetti eleggibili».

E QUELLE DEGLI ELETTORI Un filtro che già in passato si è dimostrato poco efficace. «Laddove non c’è – ha sottolineato il procuratore – spetta all’elettorato fare una valutazione. Se l’elettorato si esprime in senso sanzionatorio andiamo verso un futuro migliore, se invece si esprime in senso diverso, è evidente che andiamo verso un futuro non roseo».

LO SCIOGLIMENTO SERVE MA NON BASTA Difficile fare previsioni. Di certo, lo scenario sul territorio appare tutt’altro che roseo, come confermano i dati relativi al numero delle amministrazioni sciolte per mafia. Uno strumento necessario, spiega il procuratore capo della Dna, ma dalla portata limitata. «Lo scioglimento di un consiglio comunale per condizionamento o infiltrazioni mafiose – dice Cafiero de Raho – non è altro che una conseguenza dell'inquinamento del territorio, ma non basta per modificare il territorio, che resta inquinato dalla presenza radicalizzata di gruppi mafiosi. E allora le successive elezioni, dopo il periodo di commissariamento, saranno elezioni nelle quali ancora quelle mafie continueranno a operare».

SOSTEGNO AI COMUNI REDUCI DA COMMISSARIAMENTI Per questo, propone il procuratore, una soluzione potrebbe essere trovata attraverso una struttura «prefettizia o di qualche altro tipo» che sostenga e aiuti le giunte, i sindaci e gli uffici. «Pensiamo ad esempio – chiarisce Cafiero – ad un controllo preventivo di legittimità degli atti, attraverso un monitoraggio delle attività», ma soprattutto, a «sostenere il Comune in un'azione che sia di piena legalità e, dove ci sono dei condizionamenti, continuare a portare delle azioni secondo legge, per evitare che la ‘ndrangheta possa deviare a proprio piacimento amministrativa».

PULIZIA IN TUTTE LE ISTITUZIONI Ma la bonifica, aggiunge il procuratore, non serve solo nelle stanze delle amministrazioni, ma all’interno di tutte le istituzioni. Negli anni le mafie sono state in grado di infiltrare tutte le istituzioni, hanno contaminato anche forze dell’ordine e magistratura. «In passato le indagini lo hanno dimostrato e oggi ne abbiamo conferma anche sotto il profilo della corruzione, che è il primo strumento che consente alle mafie di entrare nelle pubbliche amministrazioni», dice in riferimento all’indagine che ieri ha coinvolto magistrati e avvocati del Consiglio di Stato. «Quando ci sono fatti come questi, il cittadino non può avere fiducia. Allora è importante che si operi attraverso un'azione di bonifica all'interno di qualunque istituzione pubblica».

IL PROTOCOLLO Operazioni che possono essere tanto più efficaci, quanto più sono coordinate. Ed è questo il proposito del protocollo firmato oggi dal procuratore generale Bernardo Petralia, che ne è  stato il promotore, dal procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero de Raho, dal procuratore distrettuale facente funzioni, Gaetano Paci, dal procuratore di Locri, Luigi D'Alessio e da quello di Palmi, Ottavio Sferlazza. Si tratta della formalizzazione di un “metodo di lavoro” teso ad evitare eventuali sovrapposizioni o duplicazioni fra procure nell’applicazione delle misure di prevenzione. «La riforma del codice antimafia e la rivisitazione del sistema di misure di prevenzione e soprattutto di chi deve proporle e gestisce – spiega il procuratore generale Bernardo Petralia – chiama a raccolta i procuratori circondariali e quelli del distretto. Questa è la ragione per cui abbiamo concepito e sottoscritto un protocollo che stabilisce i rapporti tra i procuratori che hanno il potere di proposta, che chiarisce come esercitare il potere di proposta, disciplinando rapporti e comunicazioni, sotto la supervisione del procuratore generale, cioè da parte mia, che in questo distretto rappresento tutti gli uffici requirenti, che rappresentano un tutt’uno in questo distretto e rappresentano un’unicità contro la ‘ndrangheta».

Alessia Candito
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  • Occhiello Il procuratore nazionale antimafia a Reggio per la firma di un protocollo tra uffici giudiziari sulle misure di prevenzione. «Serve un controllo preventivo sui soggetti eleggibili». E per i centri reduci da uno scioglimento dei consigli comunali propone un sostegno per la verifica degli atti
Giovedì, 08 Febbraio 2018 17:43

Si lancia dal treno in corsa, non è grave

CATANZARO Un uomo si è gettato da un treno in corsa, nel primo pomeriggio, a Catanzaro restando ferito in maniera non grave. Il fatto è accaduto lungo la linea delle Ferrovie della Calabria Soveria Mannelli-Catanzaro, tra le stazioni di Madonna del Pozzo e Cavorà. Per cause in corso di accertamento l'uomo si è lanciato dal finestrino. Scattato l'allarme sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del Comando provinciale di Catanzaro che hanno individuato l'uomo in una zona adiacente la linea ferrata e l'hanno recuperato in collaborazione con personale del 118. Ricevute le prime cure sul posto, l'uomo è stato poi trasportato in ospedale. Le sue condizioni non sono gravi. Sul posto sono intervenuti gli agenti delle volanti della Questura per ricostruire l'accaduto.

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  • Occhiello L'episodio nella tratta ferroviaria tra Soveria Mannelli e Catanzaro. L'uomo, recuperato dal personale del 118, è stato trasportato in ospedale. Giunti sul posto gli agenti della Volante per ricostruire l'accaduto

COSENZA Il direttore generale dell'Annunziata, Achille Gentile, porge un foglio con dei dati ai membri della commissione sanità di palazzo dei Bruzi. Una tabella riporta come nel fine settimana tra il 3 e 4 febbraio al Pronto soccorso di Cosenza ci siano stati 418 ingressi. Di questi solo 6 avevano il codice rosso d'urgenza e sono stati ricoverati. «Il Pronto soccorso riceve 78mila persone all'anno, molte più delle 50mila del Pugliese-Ciaccio (l'ospedale di Catanzaro, anch'esso in una situazione di emergenza, ndr)». Le condizioni generale critiche del Dea bruzio non riguardano il personale a fronte delle numerose richieste di intervento ma soprattutto la struttura. «Per ampliare gli spazi del pronto soccorso - spiega il dg - dobbiamo aspettare che si completino le sale operatorie. Con molta probabilità saranno inaugurate nella prima settimana di marzo, subito dopo inizieranno i lavori di ampliamento del Pronto soccorso di 300-400 metri quadri che ci consentiranno  di poter creare altri 20 posti letto per le osservazioni brevi». 
I lavori sono stati fatti in modo alternato perché la stessa ditta si è aggiudicata entrambi gli appalti. L'incontro, organizzato al terzo piano del municipio cittadino su proposta congiunta dei consiglieri di maggioranza e di opposizione, nelle intenzioni ha quello di realizzare un tavolo tecnico al quale dovrebbero partecipare oltre alle parti politiche anche il commissario e i dirigenti sanitari. Insomma, il progetto è ambizioso e di non facile e veloce realizzazione. «Sull'Annunziata per gli adeguamenti strutturali in due anni abbiamo investito 40 milioni di euro. Abbiamo 705 posti letto ma necessariamente dovranno essere aumentati – conclude Gentile –. La settimana scorsa abbiamo inaugurato la nuova ortopedia con 30 nuovi posti». 
Entro dicembre dovrebbe essere ingrandito non solo il Pronto soccorso ma completati anche i lavori che interessano il Mariano Santo. Insomma la struttura c'è (o meglio ci sarà), però da invertire ci sarebbe la tendenza a ricorso “allegro” al reparto d’emergenza, perché il filtro fatto dai medici di base, dagli ospedali spoke e dalle guardie mediche pare non funzionare al meglio. 
La percezione è che i cittadini abbiano poca fiducia nelle strutture periferiche preferendo fare file interminabili in pronto soccorso: altri otto mesi di pazienza dunque. Nel frattempo, se l'Annunziata cresce il dibattito sul nuovo ospedale rimane congelato. All'incontro ha partecipato anche Mario Veltri nella sua funzione di direttore sanitario che ha ribadito come spesso la professione medica da mettere al servizio dei cittadini debba necessatiamente fare i conti con l'esperienza. E il lavoro da Pronto soccorso ne richiede, e parecchia. Dalla commissione infatti trapela come nel corso dei week end di "fuoco" del Pronto soccorso, spesso a fine turno a richiedere assistenza siano i medici stessi o le guardie giurate.

 

Michele Presta
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  • Occhiello Il dg Gentile illustra i numeri ai componenti della commissione sanità di Palazzo dei Bruzi: «Abbiamo 78mila accessi l'anno, molti più dei 50mila del Pugliese-Ciaccio». I tempi per i lavori di ampliamento e la necessità di aumentare i posti letto dell’Annunziata. Congelato il dibattito sul nuovo ospedale
Giovedì, 08 Febbraio 2018 17:11

Facciolla: «Procura a rischio paralisi»

CORIGLIANO CALABRO «I risultati parlano chiaro, ma stiamo lavorando in grande difficoltà, in grande disagio. Però continuiamo a fare il nostro lavoro fino in fondo. A maggio alla Procura di Castrovillari prenderanno servizio altri due magistrati e purtroppo non ho la stanza dove sistemarli. Il personale amministrativo è drammaticamente mancante in tutti gli uffici ma nel mio è una situazione particolarmente avvertita». Lo ha detto, in merito alle carenze strutturali e di personale, il procuratore della Repubblica di Castrovillari Eugenio Facciolla, a margine della conferenza stampa tenutasi nella Capitaneria di Porto di Corigliano dove sono stati illustrati i risultati del Protocollo di collaborazione in materia ambientale tra la Procura, il dipartimento Infrastrutture, Lavori Pubblici e Mobilità della Regione, la Capitaneria e il Reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza di Vibo Valentia. 
«La pianta organica - ha sostenuto Facciolla - non è adeguata né al territorio né al carico di lavoro che la Procura di Castrovillari ha e quindi va rivista. Vanno, soprattutto, ripristinati con urgenza alcuni ruoli fra cui quello di assistente giudiziario che sono quelli che garantiscono assistenza al magistrato. Abbiamo continui pensionamenti e purtroppo la situazione già è critica ed è destinata a peggiorare di mese in mese. Purtroppo è una richiesta che sto facendo da più tempo. L'ho formalizzato in tutte le sedi competenti, mi aspetto qualche risposta nell'immediato perché altrimenti è chiaro che se arrivano i magistrati e non ho la possibilità di sistemarli sono costretto a metterne due nella stessa stanza e non sono stanze assolutamente grandi».

DEPURAZIONE SOTTO CONTROLLO Il procuratore capo di Castrovillari Eugenio Facciolla ha presentato, in  una specifica conferenza stampa, un report sulle attività svolte in materia di contrasto ai reati ambientali sull’intero territorio. All’incontro hanno partecipato anche il comandate della capitaneria di Porto, capitano di fregata Canio Maddalena, il comandante del reparto aeronavale della Guardia di Finanza, tenente colonnello Domenico Tavone e, per il dirigente generale della Regione Domenico Pallaria, i tecnici Francesco Petrone e Giovanni Stenta.
«Nel periodo tra luglio 2017 e gennaio 2018 – si legge in una nota della Procura - l’attività è stata condotta impiegando uomini e mezzi della Guardia Costiera di Corigliano Calabro e della sezione operativa navale della Guardia di Finanza. Prezioso supporto tecnico è stato prestato dalla struttura speciale con funzioni tecniche sui sistemi fognari e depurativi del Dipartimento Lavori Pubblici – Infrastrutture-Mobilità della Regione Calabria». 
«L’attività è stata eseguita sulla base del Protocollo di Collaborazione in materia ambientale fortemente voluto dal procuratore della Repubblica e sottoscritto dal dirigente generale del dipartimento Infrastrutture-Lavori Pubblici-Mobilità della Regione Calabria, dalla Guardia Costiera di Corigliano Calabro e dal Roan della Guardia di Finanza di Vibo Valentia». 

 

 

I DATI DELL’OPERAZIONE «Ventitré sono stati gli impianti di depurazione controllati dalla polizia giudiziaria, dei quali diversi ispezionati anche dai tecnici della Regione Calabria, che hanno imposto delle prescrizioni atte ad eliminare le deficienze di gestione o strutturali riscontrate che causavano il mal funzionamento dell’impianto».  È detto nella nota della Procura della Repubblica di Castrovillari.
«Numerosi i corsi d’acqua ispezionati e monitorati – aggiunge - mediante campionamento delle acque per le successive analisi presso i laboratori Arpacal di Cosenza; di questi  3.200 metri lineari di corsi d’acqua soggetti a vincolo paesaggistico ambientale sono stati posti sotto sequestro perché deturpati dallo scarico di reflui mal depurati di depuratori comunali ed affidati in giudiziale custodia ai sindaci competenti per territorio per le necessarie operazioni di bonifica. È inoltre in corso un’attività di polizia economico finanziaria per il recupero a tassazioni degli eventuali proventi da attività illecite».
«Otto i depuratori che – precisa la nota - , a seguito delle prescrizioni impartite atte a migliorare la qualità del refluo in uscita, sono stati interessati da interventi di ammodernamento/efficientamento da parte dei Comuni competenti, che hanno garantito un sensibile miglioramento della qualità del refluo riversato nei corpi idrici superficiali ricettori e quindi nel Mare Ionio». 
«L’attività di prevenzione e repressione in materia ambientale posta in essere – conclude la nota - ha infatti sensibilmente influito sulla qualità delle acque marine costiere del Compartimento Marittimo di Corigliano Calabro: le segnalazioni di presunte forme di inquinamento in mare pervenute alla sala operativa della Guardia Costiera sono state 90 nell’anno 2016 e solo 54 nell’anno 2017».

 

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  • Occhiello Il procuratore capo di Castrovillari denuncia la carenza di personale amministrativo e di strutture: «Arriveranno due nuovi magistrati ma non abbiamo stanze per sistemarli». Presentati i dati sul contrasto ai reati ambientali nella zona
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