Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Mercoledì, 01 Agosto 2012

CATANZARO L`Anas ha aperto oggi al traffico due nuovi tratti del tronco quarto della Trasversale delle Serre che collegano Torre di Ruggiero, in provincia di Catanzaro, a Simbario, in provincia di Vibo Valentia. «L`opera – ha affermato l`amministratore unico dell`Anas, Pietro Ciucci – costituisce un tassello nevralgico di una delle direttrici più importanti della Calabria, la Trasversale delle Serre, grazie alla quale si contribuirà a superare l`isolamento dei territori più interni, montani e pedemontani, delle province di Vibo Valentia e Catanzaro creando notevoli benefici anche ai collegamenti con le località turistiche della regione». «L`apertura di oggi – ha proseguito Pietro Ciucci – si è resa necessaria per alleviare i disagi all`utenza in considerazione delle interruzioni alla viabilità minore causate dagli eventi meteorici del febbraio 2012». Il tracciato lungo complessivamente circa 8 chilometri è suddiviso in due tratti: il primo inizia al km 1,100 del tronco IV (Svincolo di Monte Cucco - nel comune di Simbario) e termina al km 6,035 del tronco IV (localit… Umbro - nel comune di Simbario); il secondo tratto inizia al km 6,480 del tronco IV (località Monte Costantino – comune di Torre di Ruggiero) e termina al km 9,580 del tronco IV (Svincolo di Torre di Ruggiero). Il primo e il secondo tratto del tronco IV della Trasversale delle Serre hanno continuità funzionale con un tratto della strada provinciale 151 che sottende la galleria naturale Monte Costantino la cui apertura al traffico è prevista per il prossimo mese di settembre. L`apertura di oggi si aggiunge a quella del tronco IV bis (asta per Serra San Bruno, inaugurata dall`Anas nel febbraio 2011) consente un collegamento più rapido tra il comprensorio delle Serre catanzaresi e quello delle Serre vibonesi. La piattaforma stradale ha una larghezza di 10,50 metri, caratterizzata da una corsia per senso di marcia di larghezza 3,75 metri e da una banchina per ogni direzione di marcia di 1,50 metri. La pendenza longitudinale del tratto aperto varia tra 1,00% e il 6,00% con alternanza di tratti in rettilineo e curve ad ampio raggio. L`opera, che ha comportato un impegno economico per l`Anas di circa 70 milioni di euro, ha richiesto la realizzazione di opere d`arte maggiori molto impegnative: la galleria naturale Andriolo; le gallerie artificiali Lumbato 1, Lumbato 2, Lumbato 3 e Schiarazzo; i viadotti Rinace, Trainaro, Umbro 2, Ponte Lumbato; Bruca 1 e Bruca 2.

Mercoledì, 01 Agosto 2012 21:06

In Calabria si torna in classe il 17 settembre

ROMA Se nella provincia di Bolzano la prima campanella del nuovo anno scolastico suonerà piuttosto presto, prima che altrove, il 5 settembre, tanti studenti torneranno tra i banchi soltanto il 17 settembre. Compresi quelli calabresi. I calendari scolastici regionali sono pronti e, mentre parecchie famiglie ancora non sono partite per le vacanze estive, sono state fissate date di inizio e fine lezioni, pause natalizie, pasquali e ulteriori sospensioni (santi patroni, ecc...). In valle d`Aosta le scuole riapriranno il 10 settembre. L`11 in Molise. Il 12 si rimetteranno lo zaino in spalla i ragazzi della provincia di Trento, di Veneto, Umbria, Toscana, Piemonte, Marche, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. Il giorno dopo toccherà a Campania e Lazio. Il 14 ai siciliani. Più fortunati gli alunni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Liguria, Puglia e Sardegna che varcheranno i cancelli di scuola soltanto il 17 settembre. Il ministero dell`Istruzione ha poi stabilito (ordinanza n.68) le date per gli esami di Stato: la prova scritta, a carattere nazionale, in terza media si svolgerà il 17 giugno 2013 mentre la maturità comincerà, con la prima prova scritta di italiano, il 19 giugno 2013.

MILANO È un fenomeno in crescita quello delle intimidazioni di organizzazioni criminali ai danni di attività commerciali a Milano e nell`hinterland del capoluogo lombardo, con gli incendi che «stanno diventando una spia particolare della vivacità degli interessi criminali». Il dato emerge dalla relazione semestrale del Comitato antimafia del Comune di Milano, presentata oggi a Palazzo Marino. In particolare sono stati censiti – sulla base di articoli di giornale – 52 azioni intimidatorie dal gennaio del 2011 al luglio del 2012, dalle bombe artigianali agli spari contro le saracinesche di negozi, fino agli incendi di edifici, auto e attrezzature. Per la maggior parte si tratta proprio di episodi incendiari (39 su 52), riportati dal Comitato su una mappa che dalla periferia di Milano si estende fino a comuni dell`hinterland come Pero, Sesto San Giovanni o Paderno Dugnano. Con episodi anche nel pieno centro di Milano, come l`incendio doloso del ristorante Ciardi in via San Raffaele, a poche decine di metri da piazza Duomo. Una violenza che si rivolge anche verso edifici pubblici, come testimonia l`incendio del centro sportivo comunale in via Iseo a Milano, lo scorso ottobre, dopo che il Comune aveva revocato la gestione a una società sospettata di legami con la `ndrangheta. «I settori del commercio e del turismo-ristorazione sono divenuti ambiti di interesse crescente per la criminalità organizzata – è scritto nel rapporto – nel nord Italia, e in particolare in Lombardia, il fenomeno assume dimensioni ancora più significative». Secondo una ricerca dell`associazione Transcrime, riportata nella relazione, oltre il 50% delle aziende confiscate in Lombardia fa parte del settore del commercio, del turismo e della ristorazione. In controtendenza con il resto d`Italia, dove la maggior parte delle confische riguarda il settore dell`edilizia.

REGGIO CALABRIA I capigruppo di opposizione in seno al Consiglio Regionale della Calabria, Sandro Principe, Giuseppe Bova, Enzo Ciconte, Emilio De Masi ed Agazio Loiero, in una breve lettera hanno invitato formalmente il Presidente del Consiglio, Francesco Talarico, «prima di sottoporre all`esame dell`aula le Proposte di Legge riguardanti l`Afor e l`Arssa, a verificare la compatibilità« degli enti o agenzie da istituire con le sopra citate proposte di legge, con le norme previste dal decreto legge numero 95 del 6 luglio 2012, la cui legge di conversione è stata già approvata dal Senato della Repubblica (spending review)».
«La predetta verifica - si legge nella missiva - dovrebbe, a nostro modesto avviso, essere effettuata dall`Ufficio legislativo del consiglio regionale, da cui far scaturire un parere scritto, che le chiediamo di produrre in aula».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello I capigruppo dell`opposizione scrivono al presidente del consiglio regionale in vista della riunione di venerdì 3
Mercoledì, 01 Agosto 2012 20:16

Odissea per i treni diretti in Calabria

Odissea per i passeggeri dell`Intercity Roma-Reggio Calabria, costretti a proseguire il viaggio a bordo di pullmann per un`avaria tecnica al treno. L`Intercity 1551, partito da Roma alle 9.39, aveva l`impianto di aria condizionata malfunzionante. Quando il treno è giunto a Napoli Centrale è stato effettuato un tentativo di riparazione e, dopo una sosta, il treno è ripartito per Reggio Calabria. Ma alla stazione di Battipaglia, dove è giunto alle 13.45, il treno è stato fermato definitivamente. Trenitalia ha organizzato il trasbordo dei passeggeri diretti a Reggio Calabria, alcune centinaia, a bordo di 10 pullmann. Nell`attesa dei pullmann nella stazione di Battipaglia per assistere i passeggeri sono intervenuti la Protezione civile comunale e i carabinieri.
Situazione altrettanto difficile per i passeggeri del treno interregionali. Il treno interregionale 2429 Napoli-Cosenza è stato fermo per oltre un`ora nelle stazioni di Salerno e Battipaglia in seguito alle proteste dei passeggeri. Il treno, che parte da Napoli alle 12.56, raggiunge le località balneari del Cilento. Oggi era stracolmo di passeggeri, nonostante Trenitalia avesse aggiunto tre carrozze supplementari. A Salerno le proteste dei passeggeri per le condizioni in cui viaggiavano, hanno reso necessario l`intervento della Polfer per sedare gli animi. Il treno è ripartito dopo 50 minuti, ma all`arrivo a Battipaglia, dove sono saliti altri passeggeri, le proteste si sono riaccese e la Polfer ha dovuto nuovamente intervenire. Il treno, che dovrebbe arrivare a Cosenza alle 17.30, ha accumulato finora un ritardo di 75 minuti.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Intercity  da Roma si ferma a Battipaglia: passeggeri a Reggio con gli autobus. Mezzi stracolmi, interregionale 2429 Napoli-Cosenza fermo per oltre un`ora per le proteste dei viaggiatori

CATANZARO «Il parere votato oggi a larghissima maggioranza dalla commissione Giustizia della Camera conferma la scelta fatta dai deputati calabresi del Pd e da tutto il partito calabrese di difendere l`intero sistema dei tribunali calabresi». È quanto scrivono in una nota congiunta i deputati del Pd Marco Minniti, Maria Grazia Laganà, Franco Laratta, Doris Lo Moro, Cesare Marini, Nicodemo Oliverio, Rosa Villecco. «Le nostre ragioni - che sono state fatte proprie dalla Commissione - erano motivate – aggiungono – dal fatto che in Calabria i Tribunali sono un insostituibile presidio di legalità e tutti sanno che in Calabria è radicata l`organizzazione criminale più potente, sanguinaria e agguerrita d`Europa, la `ndrangheta. Siamo particolarmente soddisfatti perché la commissione Giustizia della Camera con un`analisi dettagliata e di merito consente al governo di affrontare la questione calabrese con efficacia ed equilibrio. La determinazione di oggi alla Camera, alla quale pensiamo di aver contribuito con un`intensa attività parlamentare (basti pensare alla lettera scritta al Ministro e alla mozione presentata nei giorni scorsi) consente anche di superare la divaricazione che vi era stata ieri al Senato e che in ogni caso non riguardava specificatamente i tribunali calabresi».
«Siamo sicuri – proseguono i deputati del Pd – che il ministro Severino terrà nel debito conto il parere e lavorerà nel contempo al potenziamento del sistema giudiziario calabrese».

Mercoledì, 01 Agosto 2012 18:56

Talenti calabresi a lezione dal Maestro

REGGIO CALABRIA Non è stato per Riccardo Muti un concerto come tanti quello che ieri sera il maestro ha diretto a Reggio Calabria nella Piazza d`Armi della Scuola allievi carabinieri. Muti è stato protagonista di un «un evento enorme», come egli stesso l`ha definito, dirigendo 270 ragazzi appartenenti alle bande musicali di 28 centri della Calabria che hanno dato vita a un`esecuzione di particolare significato emotivo e culturale. «Quello che è avvenuto qui stasera (ieri, ndr) – ha detto Muti al termine del concerto – rappresenta un esempio per tutta l`Italia. La Calabria deve essere fiera di questo avvenimento e di questi ragazzi, che hanno dimostrato una grande passione». Nella prima parte del concerto i ragazzi hanno eseguito sei brani, tra cui in apertura ``La fedelissima``, marcia d`ordinanza dell`Arma dei carabinieri, ascoltata in piedi dal pubblico, diretti da sei maestri (Pasquale Lucà, Maurizio Managò, Vincenzo Panuccio, Roberto Caridi, Gaetano Pisano e Cettina Nicolosi). Quindi, nella seconda parte, c`è stata l`entrata in scena del maestro Muti, che ha diretto l`esecuzione da parte dei ragazzi delle bande di due brani di Giuseppe Verdi (la Ouverture da la Forza del destino e la Sinfonia da Nabucco) e uno di Vincenzo Bellini (la Sinfonia da Norma). Un`esecuzione che il Maestro ha dimostrato di apprezzare. «Questi ragazzi – ha detto Muti – si sono dimostrati valorosi. Devo esprimere un apprezzamento anche nei confronti dei loro insegnanti per la bravura e la passione con la quale educano questi ragazzi nel loro impegno artistico, e alle loro famiglie, che credono nelle potenzialità dei loro ragazzi, comprendendo che la musica è un elemento basilare di crescita e di civiltà. Stasera la Calabria ha avuto la possibilità di dare un`immagine di sè completamente opposta». «Sono un uomo del Sud che con la musica ha fatto fortuna e l`augurio che rivolgo a voi tutti – ha concluso Muti rivolto ai ragazzi che hanno eseguito il concerto – è che proprio attraverso la musica possiate avere conforto e benessere». L`esecuzione finale dell`Inno nazionale ha dato lo spunto a Muti di difendere ancora una volta il brano di Goffredo Mameli. «Il Nabucco – ha detto Muti – non è un inno. È un canto di sofferenza e di desolazione di un popolo in esilio, e non mi risulta che gli italiani lo siano. Bastano per capire tutto le prime due parole dell`Inno di Mameli: Fratelli d`Italia».
I saluti istituzionali sono stati porti dal prefetto di Reggio Calabria, Vittorio Piscitelli, che ha rivolto un «sentito ringraziamento al maestro Muti che con la sua presenza – ha detto – ha voluto testimoniare ancora una volta il grande affetto e la grande vicinanza che lo legano ai giovani della Calabria». Il comandante della Legione Calabria dei carabinieri, generale Adelmo Lusi, si è fatto portavoce dei saluti del comandante generale dell`Arma, generale Leonardo Gallitelli. «La musica – ha detto Lusi – è l`elemento che più di ogni altro spinge l`uomo verso i valori positivi».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Muti è stato protagonista di un «un evento enorme», come egli stesso l`ha definito: ha diretto 270 ragazzi appartenenti alle bande musicali di 28 centri della nostra regione che hanno dato vita, a Reggio, a un`esecuzione di particolare significato emotivo e culturale

VIBO VALENTIA Hanno lasciato la loro bimba di 6 mesi nella camera del villaggio turistico di Capo Vaticano e sono andati in spiaggia a fare il bagno. Una coppia di turisti è stata denunciata dagli agenti della polizia di Stato a Tropea per abbandono di minore. Ad accorgersi che la bimba era da sola è stato un poliziotto che era in vacanza nello stesso villaggio e l`ha sentita piangere. Sul posto sono intervenuti i poliziotti che hanno rintracciato i genitori e li hanno denunciati.

ROMA L`agente della polizia stradale Luigi Spaccarotella aveva la «ferma determinazione di arrestare ad ogni costo l`allontanamento dell`automobile dei giovani» tifosi laziali quando sparò, l`11 novembre del 2007, uccidendo Gabriele Sandri che viaggiava sul veicolo. Lo scrive la Cassazione nelle motivazioni depositate oggi e relative all`udienza con la quale lo scorso 14 febbraio ha confermato la condanna a 9 anni e 4 mesi per l`ex poliziotto colpevole di omicidio volontario con dolo eventuale. Nelle 22 pagine della sentenza 31449, scritta dal consigliere Antonella Mazzei, la Suprema Corte difende il verdetto di secondo grado, della Corte di Assise di Appello di Firenze del primo dicembre 2010, che aveva aumentato gli anni di carcere per Spaccarotella inizialmente giudicato responsabile di omicidio colposo aggravato dalla previsione dell`evento e punito con solo sei anni di carcere, con pronuncia emessa - tra le proteste - dalla Corte di Assise di Arezzo il 14 luglio del 2009. In base alle massime di esperienza, scrive la Cassazione, «l`esplosione di un colpo di pistola a quella distanza dall`obiettivo, pur costituito dalla parte inferiore del veicolo in movimento, non poteva oggettivamente garantire anche al più esperto tiratore la precisione del bersaglio in relazione al tipo di arma corta (pistola) utilizzata e alle altre peculiarità del caso (presenza della rete metallica e movimento del veicolo)».
«Con la ragionevole conclusione - prosegue l`Alta Corte - che l`autore dello sparo si rappresentò la possibilità di cagionare un evento dannoso (si pensi solo all`ipotesi in cui fossero improvvisamente transitati, in quel frangente, sulle corsie autostradali, altri veicoli che avrebbero potuto essere attinti dal proiettile in corsa)».
«E ciononostante - concludono i supremi giudici - Spaccarotella effettuò lo sparo e, perciò, ne accettò tutte le possibili conseguenze». La circostanza che l`imputato - ora in carcere - si rendesse conto dei rischi di quanto stava per fare, è, per la Cassazione, «rafforzata dalla sua specifica competenza in materia di armi e dal servizio di garanzia dell`ordine pubblico da lui prestato, come assistente della polizia stradale, in quello specifico frangente e contesto territoriale».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Pubblicate le motivazioni con cui la Cassazione ha condannato il poliziotto calabrese per la morte del tifoso laziale

ROMA «Anche la commissione Giustizia della Camera dei deputati ha approvato il parere al decreto legislativo di riorganizzazione degli uffici giudiziari del Paese, dopo l`analogo provvedimento preso dal Senato il 31 luglio scorso». Lo afferma in una nota il parlamentare del Pdl, Giovanni Dima. «Con motivazioni sostanzialmente coincidenti – aggiunge – il Parlamento ha chiesto al governo nazionale di rivedere la propria posizione sui quattro tribunali calabresi che sono a rischio soppressione». È la giornata della "riscossa" per i parlamentare calabresi, dopo la batosta della cancellazione dei tribunali contenuta nella spending review. Il plauso di Dima è solo il primo di una lunga serie. C`è anche quella di Ida D`Ippolito tra le voci di giubilo. Ognuno felice per la Calabria, ma un po` di più per il "proprio" tribunale. E infatti la deputata dell`Udc esordisce dicendo che «Lamezia non può essere privata di un fondamentale presidio di legalità come il tribunale. Il fatto che ora anche la Camera, dopo il Senato, lo abbia riconosciuto ad ampia maggioranza è motivo di particolare soddisfazione. Assieme al nostro capogruppo Udc in commissione Giustizia, Roberto Rao, a Montecitorio abbiamo compiuto un grande lavoro di mediazione mettendo da parte campanilismi e privilegi nel pieno rispetto dei criteri della delega. Al Senato ciò non è stato possibile a causa del numero spropositato di richieste, frutto di eccessivi personalismi tali da risultare poco credibili e quindi difficilmente accoglibili dal ministro: proporre il recupero di 32 sezioni distaccate e di 18 tribunali tra quelli già soppressi rischia di vanificare l`obiettivo. E` proprio per questo motivo che a Palazzo Madama l`Udc si è astenuta».
Plauso anche dal centrosinistra, in una nota di dei deputato del Pd, Franco Laratta e Nicodemo Oliverio: «Il voto favorevole della commissione giustizia della Camera per il mantenimento in vita dei tribunali di Castrovillari, Lamezia, Paola, Rossano, ha una forte valenza politica. È una vittoria per la Calabria - aggiungono - e per la buona politica. Ora il ministro dovrà decidere tenendo conto del parere della commissione giustizia».
Ed esulta anche il presidente del consiglio regionale, Franco Talarico: «Siamo sulla strada giusta. Sono stati fatti passi in avanti significativi ed è prevalso il principio che la Calabria non può essere privata di sedi e funzioni determinanti per un buon funzionamento della macchina della Giustizia, soprattutto in territori particolarmente esposti al rischio derivante dalla pervasività della criminalità organizzata». Specifica, poi, che la Calabria ha bisogno di una presenza dello Stato che sia «garantista», tanto per non smentire la solidarietà offerta al governatore Scopelliti dopo il rinvio a giudizio disposto dai giudici di Reggio Calabria.  Soddisfazione "in quota Udc" anche per il deputato Mario Tassone: «Una soddisfazione ancor più grande visto il mio ordine del giorno al decreto Sviluppo approvato pochi giorni fa che aveva impegnato il governo esattamente in questa direzione». E non manca l`intervento di Jole Santelli: «La richiesta di preservare i nostri uffici giudiziari nasce da motivazioni forti e ben fondate in quanto, questi tribunali non possono essere considerati in alcun modo minori né per carico di lavoro né per bacino di utenza. In particolare, i tre tribunali presenti in provincia di Cosenza sono indispensabili per garantire un adeguato servizio giustizia. D`altro canto anche la chiusura del tribunale di Lamezia sarebbe devastante, trattandosi di un`area ad altissima densità criminale».

LA NOTA STONATA
A rovinare parzialmente la festa ci pensa Luigi Vitali, componente del Pdl in commissione Giustizia alla Camera: «Il parere elaborato dai relatori in Commissione Giustizia sulla geografia giudiziaria, se non modificato, sarà mortale per le finanze, già in sofferenza, dei Comuni. Si prevede infatti la possibilità di utilizzare per 5 anni le sedi degli uffici da sopprimere con costi a totale carico dei Comuni ospitanti, quasi che la giustizia non fosse un servizio essenziale e a carico dello Stato. Ho sollevato il problema e mi auguro che relatori e commissari ne tengano conto. Diversamente sin da ora i sindaci interessati sappiano chi dovranno ringraziare per questo dono». Per saperne di più bisognerà attendere il testo definitivo.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Anche la Camera chiede al governo di rivedere la propria posizione sulla chiusura degli uffici giudiziari. Ma Vitali (Pdl) segnala: «Attenti, i costi saranno a carico dei Comuni»
Pagina 1 di 3