Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Giovedì, 16 Agosto 2012
Giovedì, 16 Agosto 2012 20:25

Chiedeva soldi ai turisti, denunciato

Chiedeva somme di denaro ai turisti che volevano utilizzare i tavoli da pic-nic collocati nell`area demaniale del “Porto delle grazie”, a Roccella Jonica. È il motivo per il quale i carabinieri hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Locri un pregiudicato, G.A., di 64 anni. L`uomo rilasciava alle persone dalle quali otteneva il denaro regolari ricevute di pagamento utilizzando due blocchetti di cui é stato trovato in possesso.

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  • Occhiello Un pregiudicato pretendeva di essere pagato per l`utilizzo dei tavoli dell`area pic-nic del “Porto delle grazie” a Roccella Jonica

La graduatoria del bando dell’assessorato alla Cultura della Regione Calabria per la selezione e il finanziamento di nuovi Eventi culturali innovativi continua a far discutere, mentre si annunciano i primi ricorsi. Sono diversi, infatti, i soggetti interessati che annunciano azioni amministrative e, eventualmente, anche giudiziarie. E anche sul bando indirizzato ai cosiddetti Eventi “storicizzati” suscita tra gli addetti ai lavori più dei semplici malumori.
Il promoter Ruggero Pegna, amministratore e direttore tecnico-artistico della Show Net srl, dopo l’immediata contestazione delle graduatorie pubblicate sul sito della Regione lo scorso 6 agosto, ha chiesto ufficialmente accesso agli atti. Richiesta accolta dagli Uffici che, come necessario, hanno avvisato il Comune di Reggio Calabria, vincitore del bando per il tematismo “Musica”. La Show Net, infatti, tra i sette tematismi indicati dal bando, ha partecipato a quello sulla “Musica” con la storica rassegna del miglior live d’autore “Fatti di Musica”, giunta alla ventiseiesima edizione, riprogettata, come ha spiegato lo stesso promoter, in chiave innovativa con il potenziamento della sezione Festival da effettuarsi ad Altomonte per sei giorni consecutivi. Il progetto, com’è noto, ha superato la selezione di ammissione, ma ha avuto qualche punto in meno rispetto a quello vincitore del Comune di Reggio e al secondo classificato del Comune di Borgia.
Annunciando la richiesta di riesame dei progetti, Pegna non si limita a commentare l’esito del bando, ma parla più in generale della politica adottata dall’assessorato regionale alla Cultura:  «Era doveroso – dice il promoter lametino – non fermarsi alle critiche, ma accedere agli atti. Da una prima visione delle valutazioni dei membri della Commissione, tre funzionari regionali senza alcuna competenza in materia di musica, sono rimasto sconcertato. Sulle ben quarantadue voci di giudizio relative ai criteri di selezione, i tre membri votano sempre, cioè per ben quarantadue volte, in modo identico, finanche nei decimali, cioè 0,25 oppure 0,50, oppure 0,75. Un’identità di giudizio incredibile, visto che avrebbero votato anche segretamente! Addirittura votano identicamente anche laddove l’umana discrezionalità potrebbe naturalmente portare a giudizi diversi, attribuendo spesso voti non corrispondenti alla realtà degli indicatori di ciascuna voce, in modo inaccettabile da una commissione di non competenti. Come si fa, ad esempio, alla voce “attenzione e attrazione sui giovani e fasce a basso reddito”, a dare un punteggio minimo ai live di musica popolare proposti gratuitamente o con biglietti di 5 euro per tre spettacoli al giorno (comprese visite ai musei, ecc.), cioè gli spettacoli in assoluto più visti e richiesti secondo qualsiasi dato di afflusso regionale e nazionale? Una corretta e attenta politica dell’assessorato alla Cultura – continua Pegna – avrebbe dovuto usare quest`opportunità per salvare, comunque, eventi come Fatti di Musica, che ha dato ai calabresi i più grandi live della sua storia, o come quello del Comune di Borgia, secondo classificato, anch’esso conosciuto in tutta Italia! Stessa cosa va detta per il Peperoncino Jazz Festival che, nel tema Jazz, è arrivato secondo, pur essendo oramai tra i festival italiani più titolati del genere. Purtroppo, l’assessorato ha commesso più errori e stranezze in varie fasi, a cominciare dall’impostazione dei bandi, peraltro con criteri e meccanismi di attribuzione dei punteggi con bizzarri calcoli e l’applicazione di coefficienti, spesso riduttivi, al limite del comprensibile e della logica».
Si chiede ancora Pegna: «Perché doveva esserci un solo vincitore per tema? Perché Musica e Jazz sono stati considerati due tematismi distinti e, ad esempio, non sono stati inseriti il Rock o la Musica d’autore? Evidentemente, nell’obiettivo di fare le cose su misura per qualcuno, ci si è dimenticati di eventi importanti e di risonanza nazionale in modo imperdonabile, mettendoli a gareggiare ingiustamente l’uno contro l’altro, come se non fossero meritevoli d’identico sostegno».
Il promoter s`interroga poi sul perché sia «stato fatto un altro bando per gli Eventi storicizzati e non è stata consentita la partecipazione alle imprese, come per gli Eventi innovativi? Sarebbe stata un’altra chance per eventi come il Demofest, diventato in sette anni la principale vetrina italiana della musica giovane e che, invece, rischia di scomparire! È così – si chiede infine Pegna – che si premia il merito e si fa la politica culturale, indirizzando i soldi della Comunità europea a piacimento della solita politica e bocciando i migliori progetti che ha la regione, costruiti con sacrifici da chi ha dedicato tutto a questo lavoro e alla Calabria?».
A Pegna fa eco Sergio Gimigliano, organizzatore del Peperoncino Jazz Festival che già domani inoltrerà la richiesta di riesame in assessorato: «Il nostro Festival – dice l`ideatore del Pjf – nella classifiche dei Festival Jazz italiani risulta al primo posto, tra i più apprezzati e quotati del Paese. È incredibile che finiamo distanziati di ben diciotto punti. Ci sono troppi aspetti che non ci convincono e, proprio per questo, domani chiederemo il riesame dei progetti».
Anche Chiara Giordano, anima e direttrice artistica di “Armonie d’arte festival”, il cui progetto presentato dal Comune di Borgia è finito al secondo posto del tematismo “Musica” per pochi decimali, concorda sulla necessità di chiarimenti, ed esprime ulteriori perplessità: «Un progetto innovativo non significa marchi o titolarità nuove, ma, letteralmente dal bando, “rinnovato,” ovvero con aspetti innovativi nella governance come nella produzione, nella comunicazione e nel monitoraggio : tanto vero che il bando richiedeva affidabilità, credibilità, esperienza dei soggetti attuatori! Possibile, quindi – si chiede la Giordano, con chiaro riferimento al Festival che avrebbe dovuto proporre il Comune di Reggio – che un bando molto complesso e articolato per un Festival musicale da riferimento per la Calabria, e che addirittura richiedeva curriculum della direzione artistica, abbia potuto evidentemente non tenere conto di altisonanti esperienze e referenze internazionali del proponente che, per di più, proprio per l’obbligatorio aspetto della valorizzazione del Bene culturale,  ha  fatto un progetto che avrebbe ricostruito virtualmente a dimensioni reali il Bene/location e con artisti assoluti del panorama mondiale?».

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  • Occhiello Il promoter Ruggero Pegna (Fatti di musica), Chiara Giordano (“Armonie d’arte”) e Sergio Gimigliano (Peperoncino jazz festival) chiedono chiarezza sui criteri di selezione. Lo strano caso dei tre commissari che votano nello stesso modo per 42 volte
Giovedì, 16 Agosto 2012 18:35

Giuristi e giornalisti a confronto

Libertà di informazione, diritto alla privacy e necessità di garantire la riservatezza delle indagini giudiziarie, saranno alcuni dei temi dibattuti nell`incontro “Avvocati, magistrati e giornalisti: quali modelli di disciplina, quali modelli di responsabilità”. Organizzato dalla Camera penale di Locri e dalla locale sezione dei Lions, il dibattito si terrà lunedì 20 agosto alle 17.30 nella chiesa di San Francesco a Gerace. Ad aprire i lavori sarà l`avvocato Antonino Lacopo. Moderatore dell`incontro sarà, invece, il direttore del Corriere della Calabria, Paolo Pollichieni.
A relazionare sull`importante tema saranno due ospiti d`eccezione: il docente di Diritto internazionale all`Università “La Sapienza” di Roma, Enzo Cannizzaro e l`avvocato capitolino, Luigi Panella. Giurista di fama e autore di numerose pubblicazioni, Cannizzaro è anche consulente delle più importanti istituzioni italiane ed europee. Panella è stato difensore in numerosi procedimenti penali di rilievo nazionale e non solo, tra i quali: il processo per la bancarotta fraudolenta relativa alla Cirio, l`inchiesta per il sequestro di Abu Omar; le indagini per i cosiddetti “dossier illegali” di Telecom.  
Proprio per l`alto valore degli interventi, il consiglio dell`ordine degli avvocati di Locri ha deciso di inserire l`appuntamento di lunedì nel percorso formativo, la partecipazione all`incontro dibattito consentirà di ottenere ai partecipanti quattro crediti formativi per la deontologia.

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  • Occhiello Lunedì 20 un incontro a Gerace con l`avvocato Luigi Panella e il professore Enzo Cannizzaro

ROSSANO «L`amarezza è grande. La decisione del governo non si può giustificare. Il Tribunale di Rossano era tra quelli che la Camera indicava in perfetta sintonia con i criteri contenuti nella legge-delega per farlo rimanere in attività». Lo afferma in una nota il deputato del Pd Franco Laratta circa la vicenda dell`accorpamento del tribunale di Rossano.
«Noi del Pd – aggiunge – quella legge non l`abbiamo votata in Parlamento. Ma è una legge e come tale deve essere rispettata. Immagino anche dal ministro. L`area urbana Rossano-Corigliano conta oltre 80mila residenti e l`intera zona del Rossanese decine di migliaia di abitanti. Tutti saranno privati di un`istituzione fondamentale. L`intera zona è priva di collegamenti e strade efficienti. Il Tribunale vanta un`attività di grande importanza. Ebbene, questi criteri, come quelli della criminalità organizzata ben radicata in questa fascia, non sono serviti a niente. Il ministro Severino venga di persona a verificare quanto sostenuto e quanto contenuto nei corposi dossier che abbiamo inoltrato a suo tempo al ministero di Giustizia».
Il parlamentare pd invita il ministro a «incontrare i sindaci e le istituzioni locali» per «spiegare le ragioni della sua scelta, alla quale noi ci siamo opposti e ci opponiamo fermamente».

Lamezia Terme Tra i Matusalemme della politica italiana c`è anche lui: Mario Tassone, deputato Udc calabrese con alle spalle ben 34 anni e 14 giorni di permanenza tra gli scranni di Montecitorio. Il parlamentare centrista è risultato secondo nella speciale classifica pubblicata dal Corriere.it, che riporta l`elenco dei politici italiani più attaccati alla “poltrona”, stilato dal senatore Idv Stefano Pedica. Meglio di Tassone ha fatto solo Giorgio La Malfa, ministro negli anni 80 e figlio di Ugo, storico dirigente del Partito repubblicano. La sua prima comparsa in Parlamento risale al lontano 1972. Al terzo posto si piazza invece Francesco Colucci (Pdl), sulla breccia da 33 anni e 34 giorni. Dopo di lui, a pari merito, due giganti della scena politica nazionale come l`attuale presidente della Camera Gianfranco Fini (Fli) e il leader Udc Pier Ferdinando Casini, entrambi con 29 anni e 32 giorni.
Al Senato è Beppe Pisanu, presidente della Commissione antimafia, a essere saldamente al primo posto, avendo “indossato” il laticlavio per 38 anni e 128 giorni. Per Altero Matteoli, invece, sono 29 gli anni da senatore. Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, si piazza all`ottavo posto con 25 anni e 42 giorni, riuscendo a staccare due veterani come Emma Bonino (21 anni e 90 giorni) e Franco Marini (20 anni e 111 giorni).
Di certo hanno maturato una certa anzianità di servizio anche Maurizio Gasparri e i leghisti Roberto Calderoli e Roberto Castelli, tutti parlamentari da 20 anni, a partire cioè dal 1992, anno della discesa in campo di Silvio Berlusconi. ?
E Pedica? «Lui non lo scrive – sottolinea Corriere.it - ma, eletto la prima volta alla Camera il 6 giugno 2006, finora ha trascorso da onorevole 6 anni e 71 giorni». Poca cosa in fondo, se si fa un paragone con l`esperienza ultratrentennale di Mario Tassone.

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  • Occhiello Il Corriere.it riporta l`elenco dei parlamentari italiani più longevi, stilato dal senatore Pedica. Tra questi, il deputato Udc si piazza al secondo posto

SOVERIA SIMERI I carabinieri della Compagnia di Sellia Marina stanno analizzando i computer di Giuseppe Alaimo, il ragazzo di 18 anni di Soveria Simeri scomparso dal 14 agosto scorso. Gli investigatori stanno verificando tutti i contatti che il ragazzo ha stretto attraverso i social network per cercare di trovare elementi utili alle indagini. I carabinieri sospettano che il ragazzo si sia allontanato dalla sua abitazione dopo aver stretto un contatto attraverso la chat. La fotografia del ragazzo, intanto, è stata diramata anche alle altre Compagnie dei carabinieri in modo da ampliare il raggio d`azione delle ricerche. Alaimo si è allontanato lasciando a casa tutto il suo denaro ed il telefono cellulare. Questo particolare fa ipotizzare che il ragazzo abbia un qualche “appoggio” che gli sta garantendo la permanenza lontano dalla sua famiglia. I carabinieri hanno sentito anche numerose persone per cercare di ricostruire gli ultimi spostamenti di Alaimo. Alcune persone sostengono di avere visto nelle scorse ore il ragazzo nei pressi di Soveria Simeri, ma al momento questa ipotesi non trova conferme dalle risultanze investigative. Al momento l`unica certezza che emerge dalle indagini è che il diciottenne si sia allontanato volontariamente dalla sua abitazione con l`intento di far perdere le sue tracce.

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  • Occhiello I carabinieri della Compagnia di Sellia Marina stanno verificando i contatti che il giovane ha avuto in chat prima di allontanarsi da casa

GIOIA TAURO Non c’è solo una disputa su aspetti ragionieristici all’origine dell’insanato scontro istituzionale tra la Regione e il consorzio Asi di Reggio Calabria. Nel dettagliatissimo report che nei giorni scorsi il presidente dell’ente per lo sviluppo industriale, Pino Gentile, ha fatto avere al prefetto reggino Vittorio Piscitelli, infatti, c’è anche un preoccupante concentrato di amari risvolti immediatamente concreti circa la denunciata “ostilità” che la giunta Scopelliti riserverebbe al suo braccio operativo in materia di sviluppo. Dalle pieghe nemmeno tanto nascoste di un contenzioso amministrativo che si trascina dall’insediamento dell’esecutivo regionale, con il tentativo due volte fallito di commissariare i vertici degli uffici di via Veneto, emergono infatti alcune delle ragioni più profonde dello stato di abbandono in cui sembra versare oggi l’area industriale di Gioia Tauro. Nelle 24 pagine del rapporto che ora è sul tavolo del prefetto, il quale oggi può diventare un mediatore determinante per ricondurre sui binari istituzionali uno scontro platealmente spostatosi nelle aule giudiziarie, il presidente Gentile ribadisce e spiega con più efficacia descrittiva l’origine dello stato di prostrazione di un agglomerato industriale che, mentre si assiste in Italia ad una lenta ripresa di siti gemelli – grazie allo sfruttamento di risorse anticrisi disposte dal governo – declina sempre più, mancando di diventare quell’area di servizio per la logistica che potrebbe esplodere sfruttando i nuovi standard virtuosi raggiunti dal vicino porto.

Sviluppo senza Piano
«Peraltro – scrive Gentile – occorre segnalare che i Piani regolatori territoriali relativi agli agglomerati industriali di competenza Asi sono oggi scaduti e il consorzio, già da tempo, ha provveduto alla nuova elaborazione che, a tutt’oggi, non risulta approvata a causa del mancato rilascio della Valutazione ambientale strategica (Vas) da parte della Regione Calabria». Una denuncia forte dal sapore amaro che, messa nero su bianco nei giorni in cui l’area di Gioia Tauro torna a diventare un caso nazionale – per la bocciatura dell’accordo finalizzato al terzo anno di cassa integrazione di oltre mille portuali – è destinata a fotografare in maniera nuovamente impietosa la divaricazione politica di un ente, la Regione, che, mentre fallisce la sua mediazione tra le parti sociali (l’intesa che i lavoratori hanno bocciato con un referendum era stata infatti sottoscritta dall’azienda, dai sindacati, dall’Autorità portuale e dal governatore Scopelliti in persona), sarebbe responsabile del mancato decollo di una più aggiornata pianificazione dello sviluppo industriale. Il ritardo nella convocazione di una commissione, se può essere tollerato nei casi amministrativi oggettivamente meno delicati, non può esserlo affatto quando di mezzo c’è il rilancio di un’area che produce, o produceva, il 50% del Pil regionale: è questa, in sintesi, la critica forte che trasuda dal report.

La deriva delle istituzioni
Un saldo politico che Gentile, nel seguito del documento con cui denuncia anche il mancato pagamento da parte della Regione di «ulteriori crediti» di oltre 3.500.000 euro per progetti eseguiti dall’Asi, collega non solo all’impossibilità di onorare gli stipendi dei 46 dipendenti del Consorzio ma anche e soprattutto ai ritardi con cui si procede nell’area industriale. Presunte lacune amministrative che hanno effetti “politici” anche rispetto alla madre di tutte le programmazioni oggi in atto nel distretto gioiese, ovvero quella per la costruzione del mega terminal del gas che è un’opera dei privati, considerata strategica e di rilievo nazionale dagli ultimi tre governi. «Con l’approvazione del progetto del rigassificatore da parte dei ministeri competenti – scrive Gentile a Piscitelli – si prevede entro la fine di quest’anno di poter avviare le procedure espropriative di circa 45 ettari ricadenti nell’agglomerato industriale di Gioia Tauro, Rosarno, San Ferdinando, per la realizzazione dell’impianto, con un ricavo per l’ente di circa il 15% sulle somme destinate agli espropri. L’avviamento della suddetta iniziativa dovrebbe sbloccare anche il finanziamento da parte del Cipe della cosiddetta Piastra del freddo, il cui progetto è già in corso di redazione da parte degli uffici consortili».

Il gas nelle nebbie
Un iter lungamente atteso che il governo Monti di recente ha rimesso in carreggiata e che, però, secondo la denuncia di Gentile, la Regione non starebbe affatto sollecitando visto il modo come avrebbe ritardato l’indispensabile stesura del nuovo Piano regolatore territoriale che, appunto, dovrà prevedere la nuova imponente costruzione e regolamentarne la localizzazione. Senza commissione, non c’è piano regolatore e, senza piano regolatore, non c’è rigassificatore a norma. Sul punto relativo alla ritardata pianificazione regionale del rigassificatore il presidente dell’Asi conclude tranciante: «La Regione fino a pochi giorni addietro non aveva provveduto a costituire il relativo Nucleo di valutazione, data la scadenza del precedente, per cui oggi il nuovo organismo si ritrova a dover valutare il lavoro accumulato in oltre due anni di inattività».

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  • Occhiello Nella denuncia che l’Asi ha presentato al prefetto messe nero su bianco nuove presunte inefficienze
Giovedì, 16 Agosto 2012 14:42

Barca con 42 migranti alla deriva

Una quarantina di immigrati, tra cui donne e bambini, sono stati rintracciati a bordo di una imbarcazione alla deriva a circa 50 metri dalla spiaggia di Stilo. L`imbarcazione con gli stranieri è stata individuata dalla Capitaneria di porto di Roccella Jonica. Sono intervenuti anche i carabinieri, agenti della polizia e militari della Guardia di finanza. Le forze dell`ordine stanno cercando di trasbordare gli immigrati per portarli a riva. Sono per l`esattezza 42, e sono tutti siriani, gli immigrati rintracciati stamattina. Del gruppo fanno parte 16 uomini e 13 donne, che hanno con loro 12 bambini ed un neonato. Gli immigrati sono stati portati in spiaggia in attesa di essere trasferiti in un centro d`accoglienza. In questo senso sono in corso contatti tra i sindaci di Stilo, Giancarlo Miriello, e di Monasterace, Maria Carmela Lanzetta. Il natante sul quale gli immigrati si trovavano alla deriva é una barca a vela, di circa 15 metri di lunghezza, che è stata sequestrata e condotta nel porto di Roccella Jonica. L`ipotesi che viene fatta dagli investigatori è che gli scafisti dello sbarco si siano allontanati, dopo avere abbandonato gli immigrati a circa 50 metri dalla riva, a bordo di un`altra imbarcazione. Con quello di stamattina salgono a tre gli sbarchi di siriani avvenuti in Calabria dal 4 agosto ad oggi, per un totale di 176 persone. Si tratta, inoltre, del quinto sbarco di immigrati avvenuto nella Locride negli ultimi 50 giorni.

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  • Occhiello Il mezzo è stato avvistato a largo di Stilo. Tutti in salvo gli occupanti.
Giovedì, 16 Agosto 2012 14:28

Tenta il suicidio dopo aver perso il lavoro

REGGIO CALABRIA Un uomo ha tentato il suicidio a causa dei problemi economici derivanti dalla recente perdita del lavoro. L`episodio è avvenuto a Reggio Calabria dove i carabinieri sono riusciti a salvare il disoccupato. I militari hanno notato l`uomo mentre era su un muro perimentrale della linea ferroviaria e minacciava di lanciarsi sui cavi elettrici ad alta tensione. I carabinieri sono intervenuti e lo hanno afferrato per gli indumenti tirandolo giù dal muro.

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  • Occhiello L`episodio è avvenuto a Reggio. L`uomo è stato salvato dall`intervento dei carabinieri

REGGIO CALABRIA Sono trascorsi esattamente 40 anni da quando, il 16 agosto del 1972, vennero trovati, nel mare al largo di Riace, due statue di bronzo raffiguranti due antichi guerrieri. E con il passare degli anni i due guerrieri hanno conquistato il fascino e l`attenzione del mondo intero. Da tre anni le due statue si trovano nella sede del consiglio regionale, a Reggio Calabria, dove sono stati trasferiti per consentire i lavori di ristrutturazione del museo. Per l`occasione anche le due statue sono state sottoposte a una sofisticata opera di restauro.
E se negli ultimi mesi il dibattito si è concentrato sui ritardi nel trasferimento a Palazzo Piacentini, sugli annunci della politica e su una più volte promessa cerimonia di inaugurazione con il presidente della Repubblica in occasione del 150esimo anniversario dell`Unità d`Italia (con almeno un anno di ritardo...), si torna a parlare del "terzo bronzo". E del mistero che lo avvolge. In un dettagliato servizio della giornalista calabrese Tamara Ferrari pubblicato sul numero di Vanity Fair in edicola da oggi, si parla di una catena di furti che dalla Locride porta in America, passando anche per un sequestro. Un testimone sentito dalla cronista del settimanale parla di «ruberie» iniziate a Riace già dal mese di febbraio di quel 1972. Tra mareggiate e pesca a strascico, iniziarono a riemergere reperti tra cui un elmo e uno scudo, fatto pescare da un medico locrese con l`aiuto di due sub comaschi. «Per far tacere i marinai - si legge nell`articolo - gli diedero un contentino di sei milioni di lire».
Viene inoltre riportata la testimonianza in base alla quale una statua aveva uno scudo. Oggi, almeno ufficialmente, non ve n`è rimasta traccia - così come di un elmo e di una lancia. Un ricettatore calabrese, nella primavera di quel `72, avrebbe contattato il curatore del Getty Museum di Malibu per vendergli uno scudo: si sarebbero accordati per 20mila dollari (ma solo 6mila ne sarebbero stati corrisposti). «Si dice che molti altri pezzi sono stai venduti», spiega il testimone contattato dalla Ferrari. La storia all`apparenza comune a molte altre "normali" storie di ricettazione s`intreccia però con il sequestro a Roma, il 10 luglio dell`anno seguente, di John Paul Getty, nipote del quasi omonimo proprietario del museo di cui sopra (Jean Paul), uno degli uomini più ricchi d`America. Il nonno rifiutava di pagare il riscatto, gli tagliarono un orecchio e «cinque mesi dopo lo liberarono sull`A3, dopo aver ricevuto un miliardo e 700 milioni. E così anche la `ndrangheta avrebbe fatto il suo affare coi bronzi».

DUE DATE PER LA RIAPERTURA    
Secondo la soprintendente per i beni archeologici e culturali della Calabria, Simonetta Bonomi, per Natale i due guerrieri «torneranno nuovamente a casa». «Il restauro delle statue – ha affermato – è terminato alla fine dell`anno scorso e sono poi rimasti nell`ambiente climatizzato del consiglio regionale in attesa dell`ultimazione dei lavori al museo. Ora che sono stati sbloccati dal Cipe i sei milioni di euro si è provveduto già a cantierizzare i lavori che saranno ultimati, se tutto va bene, entro dicembre. Quindi entro Natale i Bronzi potranno tornare nel museo». La stessa Bonomi, alla inviata di Vanity aveva parlato di una tempistica un po` più dilatata nel tempo: «Fino a marzo le statue resteranno nella sede del consiglio regionale».
A ritrovare le due statue, a 300 metri dalla spiaggia di Riace, fu il sub dilettante Stefano Mariottini. I carabinieri, utilizzando un sistema di palloni gonfiati a gas, estrassero dalla sabbia la prima statua il 21 agosto e l`altra il giorno successivo.

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  • Occhiello Un reportage di Vanity Fair racconta una storia di furti che dalla Locride porta in America, passando anche per un sequestro. Nel frattempo, la soprintendente per i beni archeologici e culturali della Calabria, Simonetta Bonomi, annuncia che tra Natale e marzo i due guerrieri torneranno nuovamente a casa
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