Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Giovedì, 02 Agosto 2012
Giovedì, 02 Agosto 2012 22:47

Crotone, Vallone a sorpresa: «Mi dimetto»

«In apertura della seduta odierna del consiglio comunale il sindaco Peppino Vallone ha formalmente presentato le proprie dimissioni». La nota del portavoce è arrivata dopo che Vallone ha abbandonato la sala del Consiglio di Crotone, in una giornata di tensione che però non lasciava prevedere una decisione così netta.
«Il sindaco - spiega la nota - nel rilevare il particolare momento che sta vivendo il Paese nel quale le aree deboli hanno maggiori sofferenze, ha evidenziato che non c’è sufficiente presa di coscienza della situazione di crisi nella quale versa il territorio da parte di tutte le forze presenti in Consiglio. Erano presenti alla seduta - prosegue la nota - numerosi cittadini e lavoratori che attraversano in questo momento un particolare stato di disagio, al quali il sindaco ha fatto più volte riferimento nel corso del suo intervento manifestando agli stessi ed alle famiglie la propria solidarietà».
All’ordine del giorno c’era la situazione delle società partecipate dall`ente, argomento difficile per tutte le città calabresi, ma Vallone ha avvertito uno scollamento fra la sua maggioranza e le esigenze della città; una distanza fra il suo desiderio di “fare” e i mille vincoli che pezzi della maggioranza in conflitto fra loro gli andavano tessendo intorno portandolo verso la paralisi amministrativa.
«Se non mi lasciano governare Crotone - ha detto ai suoi fedelissimi - tanto vale dimettermi».
Una provocazione? Un segnale di resa? Difficile capirlo “a caldo”, ma il sindaco di Crotone ha tutto il tempo per meditare bene le sue decisioni.

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  • Occhiello L`annuncio del sindaco della città pitagorica durante il consiglio comunale sulle società partecipate

ROMA L`integrazione che il governo voleva fare al Codice Antimafia del 2011 convince poco la Commissione Giustizia della Camera che dà parere favorevole allo schema di decreto legislativo approvato dal Cdm del 25 maggio, ma a patto che cambi quasi tutto. Tra le cose che non vanno, secondo il parere approvato oggi con molte assenze del Pdl, c`è il fatto che restano fuori dal corpus del Codice molte norme relative soprattutto alla prevenzione e che non si prevedono misure per la "messa a reddito" dei beni confiscati.

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  • Occhiello L`integrazione del governo non convince: bisognerà cambiare quasi tutto il testo, soprattutto su prevenzione e beni confiscati

VIBO VALENTIA Si è tenuta nella Prefettura di Vibo Valentia una riunione tecnica di coordinamento delle forze di polizia, convocata in via di urgenza, dal prefetto, Michele di Bari, a seguito dei reiterati episodi criminali registrati negli ultimi giorni. Alla seduta, oltre ai vertici delle forze dell`ordine, ha partecipato, per la Procura della Repubblica di Vibo, il sostituto procuratore, Santi Cutroneo. Nel corso dell`incontro è stata esaminata la situazione della criminalità in provincia, con particolare riferimento alle tre rapine perpetrate nel giro di poco tempo ai danni di due filiali della banca Monte dei Paschi di Siena e della gioielleria di proprietà dei coniugi Prestia di Triparni. «I recenti fatti accaduti suscitano viva preoccupazione soprattutto in considerazione - è scritto in una nota della Prefettura - del contesto già difficile per l`ordine e la sicurezza pubblica in cui si collocano. A fronte di tale situazione, la risposta dello Stato è forte e determinata al fine di garantire prioritariamente una adeguata tutela alle comunità, scongiurando possibili rischi per la pubblica incolumità e la pacifica convivenza. In tal senso, attentissima ed efficace è l`azione svolta dalla Procura della Repubblica e dalle forze di polizia che, in perfetta sintonia tra di loro e assicurando il totale scambio di informazioni tra tutti gli organi investigativi, si stanno adoperando con determinazione per assicurare alla giustizia gli autori dei deprecabili atti criminali, percorrendo ogni possibile ipotesi». È stato infine reso noto che ai fini dell`attività di prevenzione, è stata, inoltre, disposta l`intensificazione dei servizi di controllo del territorio. «La temporanea assegnazione di 34 unità aggiuntive (16 poliziotti del reparto Anticrimine, 13 carabinieri e 5 agenti della guardia di finanza) - conclude la nota - oltre a consentire concretamente il rafforzamento delle attività già in atto, rappresenta un chiaro messaggio dell`attenzione verso questa provincia e della vicinanza dello Stato».

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  • Occhiello Riunione in Prefettura a Vibo in seguito alle tre rapine perpetrate in poco tempo. Alla seduta ha partecipato anche il sostituto procuratore Santi Cutroneo
Giovedì, 02 Agosto 2012 20:21

Cavalcanti spinge sull`Unione dei Comuni

RENDE «Costruire l’obiettivo di una grande città attraverso un percorso politico-culturale che individui sin da subito sinergie di azioni amministrative per dare servizi di qualità in un territorio che per collocazione, per quel che si è fatto nel passato, per l’esistenza di una importante Università, può divenire una delle più interessanti aree strategiche dell’intero meridione: un’occasione da non perdere ed un sogno da realizzare sol che lo si voglia per davvero» senza relegarlo «nel catalogo delle suggestioni elettorali». Di certo non è la prima volta che si parla di grande area urbana e di Unione dei Comuni, né sarà l`ultima. Ma le parole del sindaco di Rende Vittorio Cavalcanti sono inequivocabili. Nella lettera che Cavalcanti ha inviato ai colleghi Mario Occhiuto, Orlandino Greco e Ugo Gravina c`è anche un ultimatum: entro il prossimo ottobre i consigli comunali di Cosenza, Rende, Castrolibero e Montalto approvino lo statuto dell`Unione.
«Oggi – scrive Cavalcanti ai primi cittadini di Cosenza, Castrolibero e Montalto Uffugo –, la ricerca di soluzioni condivise e di area vasta viene ad essere imposta dalla cosiddetta “revisione della spesa”, vale a dire dell’esigenza di contribuire alla riduzione del disavanzo della Nazione e ad una ripresa di cui - ahimè - non si intravedono ancora né i percorsi né gli approdi. Il governo Monti, in realtà, non ha segnato quel “cambio di passo” che pur era lecito attendersi, valorizzando il ruolo degli enti locali: tagli lineari prima; tagli lineari poi, mentre i recenti provvedimenti legislativi prescrivono che la revisione della spesa avvenga “ad invarianza del livello dei servizi”; i sindaci protestano non perché vogliono più risorse, ma perché da anni subiscono un processo di riduzione dei trasferimenti che li ha condotti al limite della governabilità dei territori. Dunque, essere pronti a queste nuove sfide significa comprendere fino in fondo che il compito che ci attende è dare risposte adeguate con meno risorse, sapendo che in tempi di crisi si abbassa l’asticella delle entrate ed aumentano le richieste di aiuto, in un contesto in cui il territorio del welfare è di fatto affidato totalmente agli enti locali».
Ecco che per Cavalcanti «l’Unione dei Comuni rappresenta un modello di governance idoneo per ottimizzare le risorse ed equilibrare il livello dei servizi principali, per avanzare il grado di pianificazione comune, per proseguire un processo di revisione della spesa, verso la formazione di una città unica ma, soprattutto, per un salto culturale e politico che metta da parte campanilismi, egoismi e furberie. Tutto è chiaro, quasi banalmente ripetitivo di riflessioni e di idee espresse ed illustrate in innumerevoli occasioni. Oggi si tratta di metterle in atto e di passare all’attuazione concreta: il tempo è maturo e non si vedono ostacoli sul percorso. Nulla vieta, dunque, di ritenere ed auspicare che entro il prossimo mese di ottobre i consigli comunale di Cosenza, Rende, Castrolibero e Montalto Uffugo possano riunirsi per approvare lo statuto dell’Unione – conclude il sindaco di Rende –, utilizzando il tempo intermedio per condividerne i contenuti, soprattutto per quanto attiene alle funzioni amministrative ed ai servizi da attribuire, e per dare una denominazione all’Unione medesima».

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  • Occhiello Il sindaco di Rende scrive ai colleghi di Cosenza, Castrolibero e Montalto Uffugo: così garantiamo i servizi in tempi di spending review, entro ottobre approvazione dello statuto e nome

VIBO VALENTIA Le vigilie sono sempre animate da un po` di incertezze. Per questo la maggioranza regionale di centrodestra ha deciso di riunirsi in vista dell`importante appuntamento previsto per domani, quando il consiglio regionale sarà chiamato a votare la riforma di Arssa e Afor.
Un incontro informale quello avvenuto oggi tra i consiglieri Pdl-Udc, celebrato al ristorante “L`approdo” di Vibo Valentia, diventato ormai un ritrovo abituale degli esponenti della maggioranza durante questa legislatura. E così, tra una impepata di cozze e una frittura mista, i maggiorenti del centrodestra hanno avuto modo di serrare le fila in vista dell`importante appuntamento a Palazzo Campanella.
Sarebbe stato il governatore Peppe Scopelliti a dettare la linea: tutti compatti a favore della riforma dei due enti strumentali della Regione. Anche per questo il presidente della giunta avrebbe “intimato” ai consiglieri di assicurare la loro presenza in aula. Il centrodestra vuole insomma sfruttare al massimo il maggiore peso numerico in Consiglio, forte dei suoi 30 rappresentanti.
Lo statuto regionale prevede però la maggioranza dei 2/3 dell`assemblea per il varo della riforma dei due enti sub-regionali. Ecco perché il voto Pdl e Udc da solo potrebbe non bastare comunque. In attesa di conoscere il voto di domani da parte dell`opposizione (è molta l`incertezza soprattutto riguardo le decisioni del gruppo Misto), l`assessore Trematerra avrebbe illustrato ancora una volta ai consiglieri/commensali il testo della riforma dei due enti, presentandolo come lo strumento migliore per mettere ordine nei comparti di forestazione e agricoltura.
Il pranzo sarebbe durato in tutto tre ore, in un clima di grande convivialità. La fiducia nel buon esito del voto è insomma molto alta. Adesso il centrodestra spera che anche l`opposizione faccia la sua parte. In fondo, è una questione di punti di vista.

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  • Occhiello La maggioranza in consiglio regionale ha fissato la linea da seguire durante un pranzo informale a Vibo Valentia

GIOIA TAURO «Confindustria Reggio Calabria guarda con attenzione all’ipotesi di una Zona economica speciale (Zes) nell’area del porto di Gioia Tauro». Questa la posizione espressa dall`associazione degli imprenditori reggini che ritengono «indispensabile ripensare il sistema degli incentivi per stimolare la creazione, nell’area retro-portuale, di un reale e organico tessuto produttivo».
«La possibilità di ottenere la completa esenzione fiscale, che si profila attraverso la Zes – motiva Confindustria reggina –, può rappresentare uno strumento in grado di attrarre investimenti in questa parte del territorio calabrese, che ancora oggi, nonostante la gravissima crisi in atto, costituisce la principale speranza per il futuro della nostra regione. Gioia Tauro, pur a fronte di evidenti difficoltà, resta uno dei principali hub del transhipment nel Mediterraneo».
Secondo i rappresentati datoriali dello Stretto «la Zes potrebbe essere uno strumento utile a colmare il gap competitivo dell’area, complessivamente considerata, rispetto alle omologhe realtà del Nord Africa». «In Egitto e in Tunisia, infatti – spiegano –, il costo del lavoro risulta essere sensibilmente più basso che in Italia, per le profonde differenze che esistono tra il sistema normativo di questi Stati e il nostro Paese». Anche se gli imprenditori aderenti a Confindustria ritengono che «tale misura, da sola, sia insufficiente a far fronte alle esigenze complessive di rilancio del porto di Gioia Tauro».
Per gli industriali, se l`istituzione da parte della Regione della Zes «potrebbe produrre degli effetti positivi sull’area retro-portuale e sullo sviluppo della logistica», lo sforzo sarebbe reso vano dalla mancanza della movimentazione dei container. Proprio per questo Confindustria sottolinea come sia «prioritario puntare sul rilancio dell’attività di transhipment, propedeutica a ogni altro ragionamento che riguardi l’area di Gioia Tauro».
«Per questo – affermano –, è necessario continuare a usufruire della riduzione delle tasse di ancoraggio, su cui ogni anno si registrano ritardi e intoppi burocratici inaccettabili; ottenere l’abbattimento delle accise sul carburante in ambito portuale e la fiscalizzazione del 45% degli oneri sociali. L’associazione degli imprenditori della provincia di Reggio Calabria ritiene infine che la strada maestra da percorrere, per rilanciare la competitività del sistema Gioia Tauro, sia quella di un’innovativa gestione dei processi produttivi e dell’organizzazione di lavoro e personale».
E, in quest`ultimo caso, citano ad esempio il recente accordo raggiunto tra Mct e alcune sigle sindacali «che, con senso di responsabilità e grazie a una efficace mediazione istituzionale, hanno accettato la Cigs di diverse centinaia di lavoratori».

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  • Occhiello Gli imprenditori reggini salutano positivamente l`ipotesi di inserire l`area portuale tra le Zone economiche speciali (Zes) della Regione ma contestualmente chiedono attenzione sulla movimentazione delle merci

SCALEA Smaltimento illecito di rifiuti, inquinamento, abusivismo e inosservanza delle disposizioni imposte dall`autorità. Oltre ad altri reati di carattere ambientale. Queste sono le principali accuse a cui dovrà rispondere Francesco Rovito, 37 anni, residente a Rende ed ex amministratore unico della società mista "Alto Tirreno Cosentino" che gestisce l`intero ciclo dei rifiuti solidi urbani, appunto, lungo la fascia dell`alto Tirreno cosentino. La procura della Repubblica di Paola ha chiesto, infatti, il rinvio a giudizio dell`ex manager finito in carcere lo scorso dicembre per questa vicenda.
Nel corso delle indagini, coordinate dal procuratore capo, Bruno Giordano, si sarebbe appurato che Rovito, nella sua qualità di manager della società mista di gestione dei rifiuti, avrebbe acconsentito allo smaltimento illecito degli rsu delle città servite da “Alto Tirreno” soprattutto depositando rifiuti di varia natura in siti nella disponibilità della società mista. Realizzando così vere e proprie discariche abusive. Un modus operandi, secondo l`accusa, portato avanti dall`ex manager – che è stato anche consigliere comunale del gruppo dei Verdi a Cosenza nonché ex presidente del Rende Calcio – per diverso tempo. Gli inquirenti stavano infatti controllando dal 2010 l`attività della società riscontrando anomalie nella gestione dei rifiuti.
Nel corso delle indagini, che hanno comportato anche il pedinamento dei mezzi della “Alto Tirreno”, si sarebbe accertato che i rifiuti solidi urbani dei comuni serviti dalla mista finivano indiscriminatamente in terreni della zona. Quattro i siti interessati da quest`attività abusiva: Fiumefreddo di Tortora, località Pantano e Piano dell`acqua di Scalea oltre che località Piano delle Rose di Santa Domenica Talao. In particolare in località Pantano i mezzi della società mista avrebbero sversato 1.200 metri cubi di rifiuti anche pericolosi determinando la contaminazione dell`area. Inoltre l`ex consigliere comunale di Cosenza è ritenuto responsabile di non aver provveduto al ripristino dello stato dei luoghi ordinatogli dalla Procura di Paola e dal Commissario straordinario per l`emergenza rifiuti.
I terreni utilizzati per queste discariche sono state analizzate dagli inquirenti ed è stato rinvenuto anche la presenza di materiale inquinante tra cui idrocarburi, percolato e fibre di amianto. Da qui la decisione di procedere alla richiesta di rinvio a giudizio per Rovito da parte della Procura della Repubblica di Paola.

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  • Occhiello Secondo la Procura della Repubblica di Paola l`amministratore della società mista “Alto Tirreno Cosentino” avrebbe gettato anche rifiuti pericolosi in quattro siti

COSENZA Mentre le chiacchiere estive la danno già come tra i papabili “coordinatori” delle strutture teatrali cittadine (più che un incarico, una nomina informale per una figura di riferimento individuata dal sindaco Mario Occhiuto), Isabel Russinova non conferma e non smentisce le voci. La responsabile della prosa del teatro di tradizione cosentino però risponde con un cartellone inedito nell`offerta culturale cittadina: dal 5 al 9 settembre prossimi, davanti al “Rendano”, nel cuore di piazza XV Marzo con le tre arcate d`ingresso a fare da proscenio, andrà in scena “Rendano off”.
La notizia è destinata a suscitare il dibattito nell`ambiente dei teatranti bruzi, i quali alla gestione degli spazi e all`offerta culturale hanno dedicato, in ultimo, anche un manifesto-lettera aperta con tanto di gruppo facebook (Questione Aperta) che nelle settimane scorse ha prodotto due incontri, distinti, prima con il direttore artistico Albino Taggeo e poi, alla presenza del sindaco, con la stessa Russinova.
«Rendano off – dice Isabel Russinova – è una rassegna teatrale tematica ricorrente inserita all’interno di “Cosenza d’autore”, che raccoglie una serie di appuntamenti finalizzati alla valorizzazione dei bellissimi scorci di Cosenza vecchia: “Rendano off”, “Sulla scalinata del Duomo”, in Piazzetta Toscano, e altri appuntamenti che raccontano ed esaltano la città antica, attraverso il teatro, la cultura e la musica, stimolando il turismo. In scena – spiega ancora l`attrice – oltre a primi attori del teatro italiano, molti artisti cosentini, per un continuo scambio di energie intellettuali e proposte condivise all’insegna di un rinnovamento culturale che possa coinvolgere il pubblico, la città, gli artisti e il mondo della cultura e dell’arte, che non conosce barriere né confini».
“Rendano off” avrà, dunque, la splendida facciata del Rendano per scenografia. La scelta potrà apparire ai più come una beffa: quello stesso teatro, infatti, non gode certo di ottima salute, tanto da rientrare tra le strutture che usufruiranno, già dopo l`estate, dei lavori di rifacimento finanziati dalla Regione Calabria: lavori che interesserebbero anche il palcoscenico e che, vista la portata, si protrarrebbero ben oltre la fine dell`anno se non fino alla prossima primavera. Il che potrebbe compromettere le stagioni di lirica e prosa 2012-2013.
Da ricordare che la “rinascita” del teatro di tradizione cosentino è stata travagliata, anche dopo il più recente restauro: si pensi non tanto alle celebrazioni del centenario (20 novembre 2009) quanto a un malaugurante pezzo di intonaco che si staccò dal soffitto pochi giorni dopo la consegna dei lavori. Allora la direzione era di Antonello Antonante, la giunta quella Perugini.

IL PROGRAMMA DI “RENDANO OFF”
Mercoledì 5 settembre
“Linee di città. Profili di donna”. Liberamente tratto da “Le città invisibili” di Italo Calvino, scritto e diretto da Monica Rovito, con Marisa Casciaro, Giada Grandinetti, Monica Rovito
(“Associazione Gioco di Dame”): una fresca riscrittura di uno dei più intensi capolavori della nostra letteratura, affidato al talento di una giovane ma già interessante compagnia della realtà cosentina.
Giovedì 6 settembre
“Lasciateci almeno la notte” di e con Piero Zucaro: un lavoro di scrittura e interpretazione che mette a fuoco alcune realtà scaturite all’indomani della legge Basaglia.
Venerdì 7 settembre
“Leonora – frammenti di vita di Leonora D’Arborea”. Isabel Russinova con le musiche originali di Paolo Fresu, nei panni della aiudicessa e guerriera medievale cui si deve la “carta de logu”, le tavole di leggi sulle quali nasce la nostra costituzione: tra le sue grandi battaglie, il rispetto della donna, dei bambini e della cultura.
Sabato 8 settembre
“Pierpaolo il poeta delle ceneri”, un testo cult su e di Pasolini per la drammaturgia di Gianni Borgna e la regia di Irma Immacolata Palazzo, che sta raccogliendo grande consenso nei maggiori teatri italiani. Sul palco Cosimo Cinieri con musica dal vivo eseguita al pianoforte da Domenico Virgilio.
Domenica 9 settembre
“A legge” testo e regia di Andrea Solano. Una commedia per parlare di legalità, capace di farci sorridere e pensare, affidato all’interpretazione di uno dei più richiesti “primi attori” del teatro italiano: Edoardo Siravo.

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  • Occhiello Ecco il mini-cartellone (5-9 settembre) firmato Isabel Russinova: in scena il suo “Leonora” con musiche di Paolo Fresu e il Pasolini di Borgna, finale con Edoardo Siravo. La struttura cosentina intanto va (di nuovo) sotto i ferri, a meno di 3 anni dall`inaugurazione che ne doveva sancire la “rinascita”. Stagioni di lirica e prosa a rischio?
Giovedì, 02 Agosto 2012 18:06

Salvati due escursionisti sul Pollino

LAMEZIA TERME Tratti in salvo due escursionisti padovani nel corso di un complicato e lungo intervento di soccorso della squadra del Soccorso alpino del Pollino. Ieri sera attorno alle diciannove due appassionati di trekking, marito e moglie, hanno dato l’allarme perché si erano persi. I due avevano tentato un percorso parecchio impegnativo, volendo scendere dai Piani di Novacco fino nel corso del fiume Argentino. Ma il sopraggiungere del buio e la particolare difficoltà del terreno li aveva messi in crisi. Subito sono partite le squadre del Soccorso alpino e speleologico della Calabria, assieme agli uomini del Corpo forestale dello Stato, cui più tardi si sarebbero aggiunti i vigili del fuoco. Con grande fatica i soccorritori sono riusciti a individuare il punto in cui i due escursionisti si erano persi, raggiungendoli nel cuore della notte e trovandoli sfiniti. Un lungo percorso su un terreno tremendamente impervio tuttavia ancora li attendeva, visto che occorreva portarli fuori dalla valle e finalmente in salvo. Era necessario affrontare in discesa un dislivello di circa 500 metri, mentre le due persone soccorse manifestavano grande stanchezza e procedevano con molta lentezza. Ad attenderli a mezza via erano anche gli uomini dei vigili del fuoco e due carabinieri. E qui, durante la fase di ritorno, è accaduto l’imprevisto. Uno dei due carabinieri è stato colto da un malore. A questo punto l’intervento che era già quasi a compimento si è nuovamente trasformato in un vero e proprio soccorso. Gli uomini del Sasc (Soccorso alpino e speleologico della Calabria) insieme a quelli dei vigili del fuoco hanno tratto in salvo anche il carabiniere, portandolo a valle, dove sono giunti alle dieci del mattino e dove era ad attenderlo un ufficiale dell’Arma giunto sul luogo per sincerarsi delle condizioni del militare, che è stato poi condotto in ospedale.

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  • Occhiello I due appassionati di trekking si erano persi. Durante le operazioni di soccorso un carabiniere è stato colto da un malore e condotto in ospedale
Giovedì, 02 Agosto 2012 17:27

Coldiretti: Arssa e Afor da riformare

CATANZARO «Da diversi anni, e anche ultimamente, la Coldiretti ha chiesto che la riforma dell`Afor edell`Arssa, divenga una realtà. La constatazione più percepibile è che così come sono, questi enti strumentali, non servono a nessuno e meno che mai, l`Arssa, all`agricoltura calabrese». È quanto si afferma in una lettera che Coldiretti Calabria ha inviato ai capigruppo della commissione Bilancio del Consiglio regionale e all`assessore regionale Michele Trematerra in vista della riunione del Consiglio regionale di domani. «Aggiungiamo - prosegue Coldiretti - che lo spreco, perché anche di questo si tratta delle risorse finalizzate e purtroppo consolidate nel bilancio regionale, non è più sostenibile. Oggi, come non mai, occorre governare e risolvere i problemi in un quadro istituzionale che sta mutando velocemente, che deve vederci pronti alle nuove sfide. I costi di una ulteriore e prolungata attesa possono diventare davvero troppo alti per essere sopportati passivamente; comprendiamo, che pur con ogni cautela del caso, con i se e i ma non si fa certamente la storia e non si mettono in moto meccanismi virtuosi per contenere l`espansione della spesa ed anzi ridurla. Non parliamo di salvataggio ma quasi, e quindi gli sforzi devono moltiplicarsi, perché i vantaggi di una riforma ragionevolmente sono enormemente superiori agli svantaggi». «La posizione di Coldiretti, in particolare per quantoriguarda l`Arssa - si legge ancora - è nota da tempo ed è stata ampiamente documentata e illustrata anche nel corso dell`ultima audizione in commissione. Non serve evidentementesolo cambiare l`acronimo, bensì, ne siamo fortemente convinti, essa serve allo sviluppo dell`agricoltura, alla sua crescita, alla necessità di una continua innovazione, per consolidare le perfomance di un settore che nonostante tutto cresce. Riformare l`Arssa, significa offrire servizi avanzati alle imprese agricole ed agroalimentari ma anche liberare immediatamente  risorse da destinare alla competitività dellanostra agricoltura». «Vi chiediamo - conclude la lettera - di voler valutare, la necessità di diventare "padri costituenti" di una riforma non più rinviabile e che possa avere i presupposti sopraillustrati. È troppo facile immaginare che nel bilancio regionale prossimo nella "Rubrica Agricoltura", non ci sia la fatidica cifra di quasi 45 milioni di euro, impegnata nell`anno in corso per l`Arssa, ma essa  sulla stregua della riforma diminuirà in modo significativo».

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  • Occhiello Lo chiede l`associazione di categoria in una lettera inviata ai capigruppo della commissione Bilancio del Consiglio regionale e all`assessore regionale Michele Trematerra in vista della seduta in aula di domani
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