Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Sabato, 25 Agosto 2012
Sabato, 25 Agosto 2012 21:44

Escalation dell`inflazione in Calabria

È la Calabria a registrare l`impennata dei prezzi più alta in Italia dopo l`introduzione dell`euro. Nella nostra regione tra il 2002 e quest`anno l`inflazione è cresciuta del 31,4%. I dati arrivano dall`ufficio studi della Cgia di Mestre che ha fotografato l`evoluzione dei prezzi negli ultimi dieci anni. Secondo gli analisti a lievitare soprattutto le bevande alcoliche e i tabacchi, le ristrutturazioni e manutenzioni edilizie, gli affitti delle abitazioni e i combustibili/bollette domestiche, nonché i trasporti. L`inflazione media italiana è cresciuta del 24,9% mentre in Calabria si è registrato, appunto, l`incremento regionale più elevato: +31,6%. Seguono la Campania, con il +28,9%, la Sicilia, con il +27,6%, e la Basilicata, con il +26,9%. Le meno interessate dal “caro prezzi”, invece, sono state la Lombardia, con un`inflazione regionale del +23%, la Toscana, con il +22,4%, il Veneto, con il +22,3% e, ultimo della graduatoria, il Molise, dove l`inflazione è lievitata “solo” del 21,7%.

I PRODOTTI PIU` CARI
Per quanto concerne le principali tipologie di prodotto, l`euro ha fatto esplodere i prezzi delle bevande alcoliche e dei tabacchi (+63,7%), quello delle manutenzioni/ristrutturazioni edilizie, gli affitti, i combustibili e le bollette di luce, acqua e gas e asporto  rifiuti (+45,8%), nonché dei trasporti (treni, bus, metro +40,9%). Pressoché in linea, se non addirittura al di sotto del dato medio nazionale, gli incrementi dei servizi alberghieri e della ristorazione (+27,4%), dei prodotti alimentari (+24,1%), del mobilio e degli articoli per la casa (+21,5%), dell`abbigliamento/calzature (+19,2%).

LE VALUTAZIONI
«La maggior crescita dell`inflazione avvenuta nel Sud - dice Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - si spiega con il fatto che la base di partenza dei prezzi nel 2002 era molto più bassa rispetto a quella registrata nel resto d`Italia. Inoltre, a far schizzare i prezzi in questa parte del Paese hanno concorso anche il drammatico deficit infrastrutturale, la presenza delle organizzazioni criminali che condizionano molti settori economici, la poca concorrenza nel campo dei servizi e soprattutto un sistema distributivo delle merci molto arretrato e poco efficiente».E a proposito dei problemi infrastrutturali del Paese Bortolussi sostiene: «Nonostante negli ultimi decenni la spesa italiana per gli investimenti sia stata in linea con la media dei Paesi dell`area dell`euro, la scarsa dotazione di strade ed autostrade, il  grave ritardo del nostro settore ferroviario e l`insufficiente dotazione presente nel nostro Paese di reti elettriche e di trasporto/stoccaggio del gas naturale comportano, secondo le stime redatte due anni fa dal Governo allora guidato da Berlusconi, un costo aggiuntivo a carico del sistema imprenditoriale italiano di ben 40 miliardi di euro all`anno».Il segretario della Cgia di Mestre poi spezza una lancia a favore dei commercianti. «A differenza di quanto è stato denunciato sino ad ora – conclude – con l`avvento dell`euro non sono stati i commercianti a far esplodere i prezzi, bensì i proprietari di abitazioni, le attività legate alla manutenzione della casa, le aziende pubbliche dei trasporti, i gestori delle utenze domestiche ed, infine, lo Stato con gli aumenti apportati agli alcolici e alle sigarette. Ricordo che sul totale della spesa media famigliare, che nel 2011 e` stata pari a quasi 30.000 euro, i trasporti, le bollette e le spese legate alla casa hanno inciso per quasi il 50% del totale, mentre la spesa alimentare solo per il 19%».il 19%».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Secondo la Cgia di Mestre nella nostra regione i prezzi solo lievitati negli ultimi dieci anni del 31,4%. Nel resto del Paese la media è stata del 24,5%

COSENZA È tornata regolare la circolazione sull`autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria nei pressi di Cosenza. Il traffico era stato bloccato verso sud a causa del fumo provocato da un incendio boschivo.Da sabato mattina sono numerosi gli incendi boschivi che si sono verificati ai margini della carreggiata ed hanno costretto l`interruzione temporanea del traffico.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il traffico era stato bloccato dall`Anas a causa delle fiamme vicino alla carreggiata
Sabato, 25 Agosto 2012 20:42

Intimidazione a impresa edile di Mileto

JONADI Tre colpi di pistola sono stati sparati contro un autocarro di una impresa edile a Mileto. L`intimidazione è stata compiuta in un cantiere in località Baracconi nel comune di Jonadi. Ad accorgersi dell`accaduto sono stati stamane alcuni operai. Il proprietario dell`impresa ha denunciato l`accaduto ai carabinieri. In passato l`imprenditore aveva subito il furto dei mezzi successivamente ritrovati dalle forze dell`ordine.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Un mezzo della ditta, in sosta dentro un caniere a Jonadi, è stato preso di mira con tre colpi di arma da fuoco. Indagano i carabinieri

LAMEZIA TERME «Apprendo, con molta preoccupazione, dalle pagine del Corriere della Calabria (edizioni del 5 luglio e del 16 agosto 2012) della presenza altamente pericolosa di una palazzina abusiva di tre piani allineata con la pista 28 lato Catanzaro dell’aeroporto di Lamezia Terme. L’Enav segnala dal 2008 l’esistenza di questo edificio dall’altezza di 28 metri che fora la superficie di avvicinamento alla pista 28». Riprende così la vicenda denunciata dal nostro settimanale Guido Ferrari, componente della commissione Politiche Giovanili di Fli Calabria. Il giovane esponente politico ricorda che «la palazzina è situata a circa 400 metri dal reticolato che delimita lo scalo di Lamezia e a meno di 1400 metri dalla strip, l’area di rispetto immediatamente posta a fine pista. Secondo il codice della navigazione, per l’aeroporto di Lamezia Terme di classe 4 il fabbricato di tre piani si troverebbe nella “zona B”, in cui l’indice di edificabilità dovrebbe essere più basso». Una vicenda già nota fin dal 1986 al comando della polizia municipale di Lamezia Terme che aveva accertato la presenza della palazzina abusiva come allo stesso anno risale la presentazione dell`istanza di condono rimasta ancora inevasa. «Si tratta – denuncia Ferrari – di un evidente e attuale pericolo che può ostacolare le operazioni di volo, con conseguente possibilità reale di incidenti disastrosi che causerebbero danni dall’incalcolabile valore umano ed economico». Soprattutto alla luce del piano piano di sviluppo dell’aeroporto di Lamezia Terme che prevede «l’allungamento della pista 28 di 600 metri, portandola proprio a ridosso della palazzina». «Tuttavia, l’Enav, nel suo studio di fattibilità sul prolungamento della pista – rilancia l`esponente politico –, ha stabilito nel 2010 che quest’ultima deve essere ridotta di 306 metri. Viene meno la finalità dell’intera opera, finanziata, stando agli ultimi dati forniti dalla Sacal, con ben 21 milioni 430 mila euro, perché in virtù della restrizione imposta dall’Enav i velivoli di grandi dimensioni non potranno utilizzare la pista». Da qui l`appello lanciato da Ferrari: «mi chiedo se non debbano considerare la possibilità di espropriare, ai fini della sicurezza, l’area su cui sorge la palazzina abusiva, come previsto dal regolamento dell’Enac. Intendo rivolgermi anche alle forze della giustizia, sollecitandole, ove lo ritengano opportuno, ad accertare le eventuali responsabilità di una vicenda potenzialmente pericolosissima e lasciata nell’incredibile silenzio generale».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il componente della commissione Politiche giovanili di Fli Calabria rilancia la vicenda denunciata dal Corriere della Calabria che ha scoperto un edificio abusivo a pochi metri dalla pista dell`aeroporto di Lamezia

Ha incassato molti consensi la presa di posizione di Confindustria Reggio Calabria sull’aeroporto dello Stretto. L’associazione degli industriali, intervenendo nel dibattito che si è aperto in seguito al possibile declassamento dello scalo, ha preso le distanze dal coro unanime della politica, che si è limitata a chiedere di salvare l’infrastruttura. In particolare, il neopresidente Andrea Cuzzocrea, in una nota, ha sottolineato come di fatto l’aeroporto abbia già un interesse locale, evidenziando come il cuore del problema sia rappresentato dalla società di gestione Sogas, storicamente ostaggio della politica. «L’analisi più lucida della situazione è stata proposta dalla Presidenza di Confindustria Reggio Calabria», sostiene il presidente della sezione Turismo della stessa associazione degli industriali. Secondo Giuseppe Nucera, «i tre aeroporti calabresi svolgono funzioni completamente diverse. Nella nostra regione c’è un solo scalo internazionale, quello di Lamezia Terme. Ciò significa che Reggio e Crotone devono assolvere a ruoli differenti. Il “Sant’Anna” di Crotone, ad esempio, dispone di una grande vocazione alla charteristica per tutta l’area che va dall’Alto Jonio cosentino a Catanzaro Lido». Per Nucera, che sollecita la creazione di una sola società di gestione degli aeroporti regionali, «Confindustria e il presidente Cuzzocrea fanno bene a ricordare che da sempre, e con tutti i partiti, la Sogas ha rappresentato solo uno dei tanti strumenti a disposizione della politica per soddisfare appetiti clientelari. Alla guida delle società di gestione serve un management di alto livello e di comprovata esperienza, che adotti come principio ispiratore delle sue azioni la logica di mercato e non il manuale Cencelli».
Sulla stessa lunghezza d’onda la deputata del Pd Maria Grazia Laganà Fortugno. «Apprezzo il pragmatismo e la capacità di sfidare i luoghi comuni che Confindustria Reggio Calabria ha dimostrato. Credo che si debba partire dall’impostazione degli industriali reggini per rilanciare non solo lo scalo di Ravagnese, ma più in generale le sorti di una città e di una provincia in declino». La parlamentare, che rilancia la proposta di un tavolo tematico tra istituzioni, imprese e parti sociali, afferma: «Sul “Tito Minniti” bisogna riconoscere con onestà che la classe politica ha fallito il suo compito. Alla guida della Sogas si sono susseguite gestioni fallimentari. Adesso non si può più sbagliare, perché il Piano aeroporti rischia di far tramontare definitivamente ogni possibilità di sviluppo per questo territorio che soffre un atavico isolamento». A cominciare dall’area della Locride.
E sulla vicenda, cui la città di Reggio è molto sensibile, interviene anche l’associazione Ethos: «All`interno del solito, falso dibattito, si è notata una novità e ci riferiamo alla nota della Confindustria, diciamo della “nuova Confindustria”, visto che la precedente gestione, si passi il termine, ben di rado si è distinta per interventi sulle scelte politiche-economiche che via via venivano propinate al territorio». Ethos, sul tema della privatizzazione della Sogas, chiede che il risanamento non sia propedeutico alla cessione a privati che, così, si ritroverebbero a usufruire solo di benefici. «Il primo passo – sostiene Giovanni Sergi – potrebbe essere quello che Confindustria elabori non una generica proposta di un eventuale acquisizione a “costo zero”, ma un vero e proprio piano industriale. Proponiamo che questo piano venga illustrato alla Città intera e non ai soliti potentati politici e, come giustamente sottolineato nel comunicato, alle parti sociali. Una proposta economica, certo, ma che coinvolga finalmente tutta la Città. Poi toccherà alla politica rispondere. Politica a cui non è più consentito trincerarsi dietro le solite frasi fatte, qualcosa dovrà pur dire».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Gli imprendtori del Turismo: «Analisi lucida». L`associazione Ethos: «Sì a un un piano industriale». La parlamentare Laganà: «Bene il pragmatismo di Cuzzocrea, la politica ha fallito»
Sabato, 25 Agosto 2012 18:42

Medicina a Cosenza le paure di Catanzaro

COSENZA Da un lato c`è il paventato (nel capoluogo) depotenziamento dell`università Magna Graecia. Dall`altro la possibilità di offrire una nuova opportunità agli studenti cosentini. Aggiungete un pizzico di campanilismo e otterrete una miscela difficile da maneggiare. Il fatto è che, dopo il via libera del Tar, l`avvio dei corsi delle professioni sanitarie a Cosenza è sempre più vicino. Se ne occuperà l`Università "La Sapienza" di Roma. E a Catanzaro sono tutti molto preoccupati. Anche il leader dell`opposizione in consiglio comunale, Salvatore Scalzo:  «Credo che con la sentenza del Tar di ieri si compia un salto in avanti nel processo ormai difficilmente evitabile del depotenziamento del ruolo di Catanzaro nella formazione sanitaria. Una brutta pagina e l`inizio di un ennesimo brutto libro», dice il candidato del Pd. Per Scalzo si tratta di «un vulnus terribile alla specializzazione sanitaria del nostro capoluogo». E, in ogni caso, alla decisione si sarebbe dovuto arrivare dopo «un tavolo di confronto tra la Regione, l`Università Magna Grecia e le istituzioni del capoluogo. Invece tutto sembra seguire canali diversi, i canali degli accomodamenti localistici e dei rapporti regionali di forza in casa Pdl». «Mi sconvolge - dice ancora Scalzo - una cosa su tutte: il fatto che il direttore dell`Asp di Cosenza, nelle sue dichiarazioni, ringrazi con veemenza l`assessore Gentile, quasi a offrire il segnale chiaro di quali sono i rapporti interni al Pdl e il prezzo che la città di Catanzaro paga all`irrilevanza o sudditanza del Pdl catanzarese dinanzi all`azione del governatore regionale».
E l`altro Gentile, il senatore Antonio, fratello dell`assessore chiamato in causa ieri da Scarpelli (in modo davvero irrituale), ha fatto sentire la sua voce. Per tranquillizzare Catanzaro: «Giudico incomprensibili le reazioni allarmate che arrivano da Catanzaro, che non subirà alcun danno, avendo una prestigiosa facoltà di Medicina che rimarrà nella sua unitarietà e che sarà oggetto di potenziamento. Chi scrive è immune da ogni campanilismo becero e sterile che appartiene a stagioni dimenticate e che ha il solo effetto di dividere una Regione che ha bisogno di una forte condivisione. Al rettore Quattrone ricordo che il compianto Rettore Venuta aderì con entusiasmo alla mia proposta, il 2001, di trasferire la facoltà di Legge a Cosenza. Ora è necessario che questo polo sanitario nasca nel centro storico cosentino e che il sindaco Mario Occhiuto si attivi per trovare un palazzo che possa ospitare la sede, comprendendo che questo primo passo potrà essere lievito per il futuro e determinare l`ingresso di giovani della provincia e di altre realtà nel nostro bellissimo borgo».
E poi via ai ringraziamenti per la sigla dell`accordo con la Sapienza: «Questa convenzione si è conclusa grazie all`interessamento del professor Gaudio, preside della facoltà di medicina a Roma e cosentino, del professor Andò, preside della facoltà di farmacia all`Unical, dei direttori Scarpelli e Gangemi e, soprattutto, del presidente Scopelliti, che ha una visione longitudinale delle espansioni della Calabria e che, essendo giovane, abiura la difesa del campanile»

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Scalzo: «La Magna Graecia paga i rapporti di forza nel Pdl calabrese». Gentile: «Il capoluogo non perderà alcuna prerogativa, no al campanilismo. Ora Occhiuto trovi una sede per i corsi»

Lamezia Terme «I Bronzi di Riace a Firenze? Perché no? Ma allora mandate in Calabria il David di Michelangelo. Perché l`arte è di tutti, e tutti devono poter ammirare i capolavori del nostro patrimonio».
L`idea-provocazione dello storico Franco Cardini proprio non va giù al parlamentare Pd Franco Laratta. «Trasferire a Firenze i nostri Bronzi - spiega - vale qualcosa di più di una semplice provocazione. Sebbene sia, prima di tutto per noi calabresi, un sonoro cazzotto, un pugno in faccia alle nostre incapacità di valorizzare i capolavori che qui abitano». Laratta chiarisce subito il suo pensiero quando afferma che vedere i Bronzi «distesi da 3 anni, come feriti, in un anonimo e glaciale stanzone, fa davvero male. Vedere i visitatori al Museo Nazionale di Reggio ridotti al lumicino, è una cosa che si commenta da sé». Poi la proposta, con tanto di sarcastica contropartita: I Guerrieri a Firenze? Si può fare, «ma a patto che il Ministero promuova un ben più ampio e articolato piano per la valorizzazione dei Beni artistici italiani. Si potrebbe, ad esempio, portare al Museo nazionale di Reggio Calabria il David di Michelangelo, considerata da molti studiosi come l`opera d`arte più bella creata dall`umanità. I Bronzi non sono da meno». «Portiamo l`arte tra la gente - continua Laratta -, rendiamola fruibile a tutti. Anche questa sarà una provocazione, certamente. Perché se noi siamo stati del tutto incapaci (lode a tutte le giunte regionali degli ultimi 20 anni) di dare lustro ai magnifici Bronzi (salvo renderli ridicoli e animarli in un discusso spot voluto da Scopelliti lo scorso anno), immaginiamo cosa saremmo capaci di fare nell`ospitare il David o la Pietà».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il parlamentare Pd risponde alla provocazione dello storico Franco Cardini

La politica, quella esercitata a favore dei cittadini, è cosa ben diversa da quella a cui stiamo assistendo da troppi anni in Calabria.
Oltre alle questioni fondamentali del lavoro e della libertà, vi è oggi la necessità di garantire ai cittadini una buona sanità che dia sollievo ai malati, allunghi le prospettive di vita e sopratutto che sia facilmente accessibile. Condizioni minime, queste, per poter affermare che viviamo in una società civile. Come ben sappiamo, per via di scellerate decisioni clientelari/politiche, la sanità in Calabria è giustamente commissariata e necessitano con urgenza riduzioni di spesa per evitare ulteriori aumenti delle tasse e tagli lineari che penalizzerebbero tutti, ospedali indispensabili così come le strutture ancora esistenti solo per garantire qualche primariato.
Nella regione con il reddito procapite più basso del Paese è ingiusto che per insipienza dei propri amministratori si debbano pagare le tasse più alte rispetto a tutte le altre regioni, solo per garantire un collaudato sistema clientelare di sanità pubblica che anziché puntare a realizzare un sistema sanitario efficiente ed adeguato, sforna primari ad ogni tornata elettorale, mentre nei pronto soccorso e nelle sale diagnostiche manca personale e pullulano di materiale obsoleto che con molta faccia tosta vengono inaugurati dagli ignavi politicanti di turno incuranti che in tutta la regione non vi sia una Pet funzionante.
Al di là delle chiacchiere di chi ogni giorno torna "soddisfatto e vittorioso" dal "tavolo Massicci", la verità è che il sistema sanitario in Calabria dovrà entro breve tempo essere drasticamente ridimensionato e non vorremmo che tale scure si abbattesse esclusivamente su noi cittadini attraverso la riduzione dei servizi e la soppressione dei presidi più periferici. Il nostro governatore, prima di avviarsi sulla comoda strada di Roma, ha il dovere morale di dare risposte in tema di sanità a tutti i calabresi, pur consapevoli che molte delle disgrazie che stiamo vivendo non dipendono dalla sua responsabilità. È però non più rinviabile una rivisitazione generale della sanità in Calabria che passi in primis dall`accorpamento delle varie specializzazioni, dal rientro in servizio ospedaliero dei tantissimi dirigenti medici che pur assorbendo importanti risorse alla sanità svolgono di fatto incarichi di natura amministrativa, alla razionalizzazione delle specialistiche ridondanti sino al sostegno incondizionato delle poche eccellenze che in Calabria ancora esistono (e resistono).
Coraggio presidente Scopelliti, su una questione importante come la salute dei suoi conterranei faccia la cosa giusta, non quella elettoralmente più conveniente.

*Segretario organizzativo regionale Psi

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello di Fabio Guerriero*
Sabato, 25 Agosto 2012 15:43

Pollino, due nuove lievi scosse sismiche

COSENZA Prosegue lo sciame sismico sul Pollino, al confine tra la Calabria e la Basilicata. Stamattina si sono verificate altre due scosse, rilevate dalle apparecchiature dell`Istituto nazionale di geofisica. La prima, alle 10.30, è stata di magnitudo 2.4 e la seconda, alle 10.36, 2.3. Le due scosse si sono verificate, rispettivamente, ad una profondità di 9,1 e 6,1 chilometri. Nessun danno è stato rilevato a persone o cose.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Sono state registrate intorno alle 10.30. Nessun danno a persone e cose

Reggio Calabria Un giovane indiano trova un portafogli pieno zeppo di soldi e lo consegna alla cassiera di un supermercato. È ancora incredulo, un giovane commerciante rumeno, M.R., che questa mattina è stato testimone di un grande gesto di onestà. L`uomo aveva fatto la spesa per il proprio esercizio di ristorazione al supermercato di Gallico, ed era in coda alla cassa quando la cassiera accanto ha chiesto alla collega di informarla se qualcuno reclamava un portafogli. Ancora all`oscuro di aver perso il proprio, l`uomo si accingeva a pagare la spesa, quando si è reso conto di non avere più in tasca il portafogli. Si è rivolto quindi alla cassiera accanto, chiedendo se per caso il portafogli fosse il suo.
Da una immediata verifica del documento d`identità che vi era contenuto, la cassiera ha subito consegnato l`oggetto al proprietario. Con vivo stupore, il giovane rumeno ha potuto così constatare che non mancava nulla, diverse centinaia di euro e carte di credito erano tutte al loro posto. Il commerciante ha chiesto alla cassiera chi fosse stato a riconsegnarlo, per poterlo ringraziare di persona. Un uomo di colore basso di statura, è l`identikit dell`ignoto cittadino, dall`accento indicato come immigrato, che dopo avere consegnato il portafogli si è allontanato dal supermercato.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello L`uomo, un giovane indiano, ha consegnato l`oggetto smarrito a una cassiera di un supermercato di Reggio
Pagina 1 di 2