Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Domenica, 26 Agosto 2012

LAMEZIA TERME Finita l`orda di dichiarazioni politiche, Legambiente sceglie di rompere il silenzio che si era imposta in queste ultime settimane ed esce allo scoperto. A parlare per tutti è il presidente dell`associazione Francesco Falcone che prende spunto dall`ultima uscita pubblica del governatore Peppe Scopelliti sullo stato del mare calabrese. «L`imparzialità di Legambiente e Goletta Verde – spiega Falcone – non si discute e non lo consentiamo a nessuno, a testimoniarlo è la sua storia trentennale in cui non si è fatto sconto a nessuno, basta ripercorrere i dati di Goletta Verde anche negli anni 2006-2009 in cui la Regione Calabria ci ha chiesto di collaborare attraverso 4 campagne regionali di informazione e sensibilizzazione per la tutela del mare. Nel 2007 consegnammo ieri come oggi (ed anche l’anno scorso all’assessore all’ambiente Pugliano) la bandiera nera all’allora consigliere regionale Domenico Tallini (Udeur) in quanto si era distinto per lo stralcio dell`art. 58 bis della modifica della legge urbanistica regionale che prevedeva il vincolo di inedificabilità sulla costa».
Falcone difende con forza i risultati (impietosi) delle analisi sullo stato del mare calabrese condotte da Goletta Verde e che tanto hanno fatto discutere in queste ultime settimane. I dati sono incontrovertibili: il sistema depurativo e fognario di questa regione «continua mantenere forti criticità». Un quadro non felice, insomma, che si protrae da diverso tempo. «Legambiente – prosegue il presidente – è un’associazione apartitica che non fa sconti né a governi di centrodestra né a governi di centrosinistra, per cui non accettiamo etichette partitiche o di coalizione: la nostra imparzialità non è in vendita e la nostra autonomia non è contrattabile, questo è un assioma, un principio ed un valore che ci dà la credibilità e l’attendibilità delle nostre battaglie trentennali.
La collaborazione con la Regione è iniziata nel 2006 con la sottoscrizione di un accordo triennale (2006/2008) e prorogato anche per il 2009 per la realizzazione della campagna “Occhio alle Coste- iniziative di informazione e sensibilizzazione per la tutela del mare di Calabria”.
Sono state svolte attività di educazione ambientale e promozione del mare attraverso una serie di tappe che hanno interessato tutta la Regione. Protagonisti delle varie tappe centinaia di ragazzi saliti a bordo di goletta accolti da esperti ed educatori di Legambiente, che hanno raccontato le valenze del mare, le eccellenze calabresi attraverso percorsi ludico-didattici, mostre, proiezioni di materiale scientifico-divulgativo ed altro materiale informativo per far toccare con mano l’importanza del mare e della sua tutela. Il periplo delle coste calabrese è durato un mese e più. Nel 2006, la prima tappa avvenne il 28 maggio a Cetraro alla presenza dell`allora ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio ed ha coinciso con la campagna nazionale di spiagge e fondali puliti. Nel corso delle campagne sono state toccate quasi tutte le località costiere calabresi: da Cetraro a Corigliano, da Gizzeria – Falerna a Scilla, da Sant’Andrea Apostolo - Stalettì a Saline Joniche, da Cirò-Crotone a Tropea a Gioia Tauro». Il lungo incipit serve a Falcone per rispondere alle accuse di Scopelliti («hanno preso soldi dalla giunta Loiero, per questo all`epoca sostenevano che il mare era pulito»): «Su sollecitazione dell’assessorato regionale all’ambiente della giunta Loiero – spiega ancora Falcone – ci è stato proposto di “utilizzare” il marchio di Legambiente e di Goletta Verde come valore aggiunto per la promozione, attraverso una campagna di informazione e di partecipazione popolare, delle iniziative della Regione Calabria per la tutela e la protezione delle zone costiere e marine che – opportunamente recuperate – potevano e possono ancora rappresentare un elemento strategico per la crescita e lo sviluppo del territorio. È bene ricordare che la legislatura Loiero era iniziata con le pubbliche scuse fatte dal Presidente della Regione ai turisti sullo stato del mare, e contestualmente è stato chiesto un aiuto per far uscire la Calabria da questa situazione. La nostra disponibilità ad accettare la sfida e a collaborare è stata immediata. Questo a riprova della generosità dimostrata da Legambiente verso una Regione di cui conoscevamo le difficoltà, anche di credibilità politica e comunque abbiamo inteso fornire il nostro contributo convinti che questo avrebbe favorito azioni mirate di intervento da parte degli enti locali, attraverso le quali le coste calabresi avrebbero potuto essere sottratte alla speculazione e all’abbandono, per essere inserite in un contesto di sviluppo che guardasse alla sostenibilità e alla fruibilità». L`appello finale è a «evitare di rincorrerci» ed ad «affrontare il problema vero che è la scarsa efficienza del sistema fognario e della depurazione calabrese, che per noi rappresenta il cuore del problema».

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  • Occhiello Il presidente Falcone: «Da sempre super partes, non facciamo sconti né a destra né a sinistra». Poi l`appello al governatore Scopelliti: «Adesso si proceda a convocare il tavolo di confronto»

CASTROVILLARI L`area del Pollino torna a tremare. Alle 17.44 di domenica una nuova scossa ha fatto vibrare Castrovillari e tutti gli altri centri del Pollino cosentino ai confini con quelli della Basilicata. La magnitudo registrata è di 3.0. Molta paura nei centri più prossimi all`epicentro, soprattutto a Castrovillari dove la scossa si è avvertita con maggiore intensità. È da due anni che lo sciame sismico non smette nella zona e negli ultimi dodici mesi le scosse sono state avvertite con maggiore frequenza. Solo la scorsa settimana se ne sono registrate una decina.
In tarda mattinata si era già registrata un`altra scossa (magnitudo 2.4) sempre nella stessa area.

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  • Occhiello Domenica pomeriggio i sismografi hanno registrato un terremoto di magnitudo 3. In tarda mattinata era stato registrato un altro sisma, ma di minore intensità

CATANZARO Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, interviene sulla polemica per l`attivazione a Cosenza di alcuni corsi di laurea di professioni sanitarie, «per andare ben al di là - afferma in una nota - di questi corsi per riprendere e finalmente realizzare il vecchio progetto dell`istituzione di una vera e propria facoltà di Medicina all`Università della Calabria».
«Un fatto questo - aggiunge - di straordinaria importanza, che può rappresentare una svolta epocale non solo per l`Unical ma per l`intera provincia e la stessa regione. appena eletto consigliere provinciale di Cosenza, nel 2004, presentai uno dei suoi primi ordini del giorno per chiedere la realizzazione della facoltà di Medicina all`Unical, progetto sempre sostenuto dal presidente della Provincia Mario Oliverio».
«Il mio auspicio - dice ancora Corbelli - è che si superino logiche e guerre elettorali e di campanile, tra Catanzaro e Cosenza e che si comprenda appieno, e con onestà intellettuale, il grande valore che rappresenterebbe la facoltà di Medicina all`Unical per l`intera Calabria, per l`offerta formativa di questa regione. Sarebbe non un ridimensionamento o un danno per l`università di Catanzaro, ma il completamento di un`offerta formativa universitaria ad altissimo livello che farebbe della Calabria una regione con un polo di eccellenza anche nel campo della Medicina. Serve per questo mettere da parte le polemiche e guardare al futuro di questa regione, pensare alle migliaia di giovani che non riescono a trovare posto all`università di Catanzaro e che sono per questo costretti ad emigrare in altre regioni».
«Auspico anche - conclude - che le istituzioni tutte, ai vari livelli, ad iniziare dal presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, si schierino subito a favore dell`iniziativa della facoltà di Medicina all`Università della Calabria, al di là dei diversi schieramenti e colori politici».

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  • Occhiello Il leader del Movimento Diritti Civili preme sull`acceleratore dopo l`ok all`attivazione in città dei corsi per professioni sanitarie
Domenica, 26 Agosto 2012 19:46

I Bronzi res nullius?

Attorno ad una bella ragazza gironzolavano, ai miei tempi, più pretendenti. Ma solo se libera e non fidanzata. Cessava la manovra di  aggiramento nel momento in cui la si vedeva... accompagnata. Una forma di rispetto, arcaica, se volete, ma che rispondeva all`etica del momento o, per chi è cattolico, al decimo comandamento.
Trasferiamoci ai giorni d`oggi ed estendiamo il concetto.
Ma possibile che non vi sia alcun rispetto per i naturali detentori dei Bronzi di Riace?
Possibile che chiunque possa arrogarsi il diritto, presunto, di parlare, come se nulla fosse, di trasferimenti, collocazioni, viaggi e mostre, in qualsiasi parte del mondo?
Quasi che le opere di Riace fossero delle donne o degli uomini di facili costumi?
Quasi che tutto ció che attorno ai Bronzi vi è, in termini di cittá, popolo, uomini di cultura, non conti nulla. Bronzi,  patrimonio dell`umanità o res nullius?
Qualcuno si è mai sognato, forse, di rivendicare il diritto di trasferire la Gioconda o il Davide di Donatello?
Messe così le cose, diciamocelo chiaro, c`è odore di qualunquismo e di pressappochismo. È chiaro che la domanda è pleonastica.
L`argomento è da trattare in altro modo.
Se tanti, anche sindaci, assessori, sottosegretari ed addirittura ministri, avanzano pretese, lo fanno perché evidentemente noi glielo consentiamo. Come? Esportando in tutti i modi possibili una immagine negativa della nostra Terra, quale non è.
La dipingiamo, anche nei nostri discorsi, come terra di mafia, dove lo sviluppo è impossibile, dove la vita è grama, dove la politica è corrotta e poco ci manca, che se vai in giro, devi avere la colt alla cintola. Poi, ci aggiungiamo che la cultura non esiste e che sono poche le cose, di prestigio, di cui disponiamo. Facciamo a gara a denigrare. Per vendere di più apriamo i nostri telegiornali e le nostre prime pagine con le notizie più nere possibili. Anche la stampa on line non si discosta. È come se fossimo impegnati ad autodistruggerci.
Certo, nessuno mente. I delitti non mancano, la mafia imperversa e la politica si sporca. Ma chi metterebbe in mostra quanto di peggio possiede senza cercare di  eliminarlo, sostituendolo con i gioielli di famiglia? E non solo in senso materiale.
Ora, se noi continuiamo a presentarci così male, come possiamo pretendere che chi non è mai venuto dalle nostre parti a toccare con mano, non cerchi  di portare  via ció che ritiene essere posto in cattive mani?
Io non grido allo scippo.
Il sindaco di Firenze o lo storico Cardini (e non sono i soli), che non conoscono Reggio, pensano di "salvare" i Bronzi da un branco di incapaci (così ci autodescriviamo) che hanno abbandonato le statue del quinto secolo a.c. in un cantinato, in una terra dove si pensa ad altro che non alla cultura.
Forse Renzi non solo non conosce la nostra città ed i suoi uomini migliori, ma, probabilmente non conosce neppure la storia e le origini della nostra cultura. Della qual cosa non abbiamo merito ma, pur sempre, ne abbiamo ereditato attraverso il Dna, i lati positivi.
Allora, senza erigere barricate, produciamoci in uno sforzo collettivo. Istituzioni, associazioni, cittadini.
Cominciamo, ed io lo faccio nella qualità di assessore alla Cultura della provincia, ad invitare ufficialmente Renzi a visitare Reggio, subito. Lo accompagnerò, certamente con il presidente della Provincia ed la sovrintendente, a vedere il nuovo Museo della Magna Graecia, sia pur in allestimento. Poi lo condurrò a Taureana al parco archeologico, a Bagnara al museo della Chiesa del Carmine, poi in quello di Gioia Tauro e Medma a Rosarno passando per la zona di San Giorgio Morgeto e Cinquefrondi. Attraverso la mulattiera dei due mari, lo condurrò a Gioiosa per fargli vedere cose che nemmeno si sogna nella sua , pur ricca, Firenze. Gli descriveranno, i nostri giovani Jonici, il Parco del Naniglio coi suoi mosaici della villa romana e l`annessa cisterna, databile a secoli prima di Cristo. E poi Casignana, Porticello, Locri, Monasterace col suo Drago. E se non bastasse, avremo tanto altro da fargli vedere, per lasciarlo a bocca aperta, come sono rimaste le migliaia di persone che, venute da tutte le parti del mondo, hanno superato le insidie della autostrada A3, della statale Jonica 106, dei costi esorbitanti dei voli da e per Reggio, dei pidocchi sui treni del sud... e di ogni altri ostacolo messo su, da chi considera la Calabria una fastidiosa appendice di un`Italia che, per distogliere l`attenzione dai veri problemi, affida a questioncine da strapazzzo, il compito di creare ammuina. Ispirandosi al grido della marineraia borbonica che invitava gli equipaggi a creare baraonda sulla nave per confondere la soverchiante forza nemica.
Se tutti noi ci muovessimo per abbattere le difficoltà logistiche per raggiungere la nostra città e la nostra Provincia, se smettessimo di difendere campanilisticamente i nostri tesori, solo quando qualcuno avanza l`idea di appropriarsene, se valorizzassimo i Bronzi, come tutto quant`altro possediamo, nessuno mai si sognerebbe di... tentare un furto impossibile.
Creiamo un caveau culturale con tanto di chiavistelli civili ed impianti di allarme sociale. Saranno appettibili ma inamovibili per destinazione!
Se il primo desiderio del maestro Muti, appena giunto a Reggio, è stato quello di vedere le nostre Statue... e se dunque è venuto lui, attratto dalla cultura giovanile calabra... lo può fare il resto del mondo!
Magari, accompagnamdosi a Renzi,  Cardini, Settis  e tutta la cultura italiana!

*Assessore alla Cultura Provincia di Reggio Calabria

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  • Occhiello di Eduardo Lamberti Castronuovo*

ROSSANO CALABRO «A questo punto non ci rimane altro che recarci alla Procura della Repubblica per denunciare quanto abbiamo visto stamane al pronto soccorso di Rossano e a quello di Corigliano». Lo affermano con una punta di amarezza il deputato Franco Laratta e il consigliere regionale Carlo Guccione al termine della visita agli ospedali di Rossano e Corigliano. Una visita iniziata molto presto, nonostante la giornata festiva, per meglio capire se a distanza di due mesi dalla precedente visita, fosse cambiata qualcosa. I due esponenti del Pd calabrese hanno deciso di visitare i due ospedali “spoke” della Sibaritide, quindi delle eccellenze per la sanità della nostra provincia. Strutture sanitarie cui si riversano i pazienti di una vastissima zona che va dall`Alto al Basso jonio cosentino, compresi coloro che prima si rivolgevano agli ospedali ci Cariati e Trebisacce.
«Con amarezza diciamo che la situazione non solo non è cambiata – spiega Laratta davanti ai cronisti presenti tra le corsie dell`ospedale –, quantosia decisamente peggiorata». Con Guccione pronto a rincarare la dose: «A Corigliano non hanno nemmeno avvertito il bisogno di sostituire quella poltrona del pronto soccorso, vecchia di almeno 40 anni, rattoppata alla meno peggio, che già la volta scorsa avevamo segnalato tra le cose assurde che avevamo visto nel pronto soccorso».
L`elenco dello scandalo, anzi le «voci della disperazione», vengono raccontante con dovizia di particolari dai due esponenti del Pd: «Personale allo stremo: ferie ridotte a 5 giorni in estate. Un medico e un infermiere per turno al pronto soccorso. A Rossano c`è chi nei giorni scorsi ha atteso fino a tre giorni in una barella del Pronto soccorso prima di essere ricoverato. I pazienti vengono trasferiti, come merce in scatola, fino a San Giovanni in Fiore (dove però trovano solo un "parcheggio", essendo l`ospedale in fortissimo ridimensionamento, senza più chirurgia né primari nei reparti rimasti in vita) e addirittura in Puglia. Tutti alla disperata ricerca di un posto, di un medico, di una visita, trasferiti in ambulanze (vecchie, con 400mila-500 mila km) senza un medico a bordo».
L`assurdo sarebbe accaduto al pronto soccorso di Rossano: «Nei giorni scorsi hanno dovuto far accomodare un anziano paziente nel bagno! Il water si è adattato a poltrona, visto che nelle stanze del reparto non c`erano più nemmeno posti in piedi», attacca Laratta dicendosi anche `«profondamente disgustato di quanto visto».
E se Guccione descrive gli ospedali spoke di Rossano e Corigliano, come «ospedali virtuali, perché quello che è previsto nei decreti dell`Asp esiste solo sulla carta. Non c`è niente nella realtà quotidiana, né i posti letto previsti, nè il personale e tantomeno le attrezzature», Laratta racconta di un infermiere costretto a fare tre turni di notte consecutivi: «Mentre i medici lavorano senza sosta, al di là di ogni norma e contratto. E ad agosto l`assalto ai pronto soccorso è stato continuo, giorno e notte, e in molti casi si è sfiorata la rissa»
Ed ecco perché, al termine della visita di stamane agli ospedali di Rossano e Corigliano (la seconda in due mesi), i due rappresentanti politici hanno deciso di rivolgersi alla Procura per una formale denuncia: «Finora abbiamo utilizzato la strada politica e istituzionale. È da circa due anni che presentiamo interrogazioni, scriviamo a Scopelliti e ai ministri competenti, denunciamo il degrado della sanità calabrese con pubbliche conferenze stampa. Ma tutto questo non è servito a niente. Il presidente-commissario Scopelliti va avanti come un treno impazzito. Distruggendo le rete ospedaliera operante da oltre 30-40 anni, per lasciare un deserto. Ora che temiamo chiaramente che sia rischio la salute, e in alcuni casi anche la vita di chi si rivolge ad un ospedale calabrese, non ci rimane che chiamare la magistratura affinché verifichi le responsabilità di tanto drammatico degrado». I due esponenti del Pd incontreranno anche il prefetto di Cosenza. «Ormai - concludono - è allarme rosso. Non possiamo più limitarci alla denuncia politica e agli atti di sindacato ispettivo. Non ce lo sentiamo in coscienza, perché qui si rischia davvero la vita».

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  • Occhiello Laratta e Guccione denunciano: «È successo all`ospedale di Rossano». Nuovo blitz dei due esponenti del Pd negli spoke del Giannattasio e Corigliano: «Un anziano è stato fatto accomodare sul water per assenza di sedie e lettini»

REGGIO CALABRIA «Sono partito alle 04.00 del 31 luglio 2012 da Reggio Calabria. La scelta dell’orario non è stata casuale, l’ho fatto per evitare il traffico sulla A3 per via dei lavori. Vista l’ora, alla partenza c’erano solo tre amici, i più cari, a darmi l`in bocca al lupo. Francesco, Marco e Davide, tre appassionati di moto e di viaggi. La mia alimentazione durante le 56 ore è stata di frutta secca, noccioline e arachidi, barrette di cereali, integratori salini, energy drink e acqua. Questo tipo di alimentazione non appesantisce e dà tanta energia, si può fare per 60 ore. Le pause tecniche per la benzina dovevano corrispondere alle pause per mangiare o per i bisogni fisiologici, per ottimizzare i tempi di percorrenza. Le pause avvenivano più o meno ogni 320 km percorsi…».
È il diario in presa diretta di Gianclaudio Aiossa, il centauro 31enne che ha voluto realizzare il sogno di tanti motociclisti: arrivare a Capo Nord. Un viaggio estremo – 5.000 chilometri in tutto – che Gianclaudio ha percorso quasi d`un fiato (le soste sono state davvero minime) a bordo della sua Super Tenerè in 56 ore. E attraverso Facebook e su blog specializzati, come motoblog.it, ha voluto raccontare attraverso le parole e le immagini un tour impegnativo ma straordinario.
«Arrivo sotto l’effige di Capo Nord – racconta il centauro partito dallo Stretto – verso le 12 del 2 agosto 2012, dopo sole 56 ore, insomma missione compiuta direi… Il tutto con un vantaggio di circa 4 ore sulle 60 ore che avevamo preventivato alla partenza». Gianclaudio giura di aver rispettato tutti i limiti di velocità e di aver riposato circa tre ore in tutto per riuscire a portare a termine una piccola grande impresa.

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  • Occhiello È l`impresa compiuta dal centauro Gianclaudio Aiossa. Un viaggio di cinquemila chilometri raccontato in diretta su Facebook

REGGIO CALABRIA Parte dalla Calabria un nuovo messaggio di legalita` ``estivo``. Si trova a Lazzaro, nel Comune di Motta San Giovanni, la prima spiaggia di Libera, l`associazione contro le mafie di don Luigi Ciotti. A realizzarla è stato Filippo Cogliandro, proprietario del ristorante L`Accademia che nel 2008 denunciò i suoi estorsori. Da allora ha iniziato il suo percorso di legalità che lo ha portato all`inedita esperienza di quest`anno. Tutto ha avuto origine dalle forti mareggiate di aprile che hanno seguito i lavori di ripascimento della costa grecanica reggina.
«Quando don Ciotti è venuto qui a cena, una sera, mi ha chiesto se la sabbia l`avevano portata con i camion. Io risposi - racconta all`Adnkronos Filippo Cogliandro - che l`aveva mandata il Padreterno e il suo viso si e` illuminato. Mi disse "allora è la spiaggia di Libera". Perché no?».
Così è iniziata la nuova avventura calabrese. La particolarità della spiaggia dell`Accademia a Lazzaro è che non si tratta di un lido privato ma è aperta a tutti. Il Comune di Motta San Giovanni (lo stesso paese d`origine di Francesco Azzarà, il cooperante di Emergency rapito in Sudan e liberato dopo qualche mese) guidato dal sindaco Paolo Laganà ha concesso all`imprenditore quello spazio gratuitamente, grazie alla legge sul sostegno agli imprenditori che denunciano il racket. Il Comune e` stato uno dei primi a costituirsi parte civile al processo di Filippo Cogliandro contro i suoi estorsori e il primo in Calabria a dichiararsi ``pizzo free``. Il sostegno offerto al ristoratore è stato premiato. Da anni l`area di Lazzaro soffriva per la poca presenza di turisti e invece «quest`anno - racconta orgoglioso Cogliandro - non si trova posto negli alberghi e nei bed and breakfast». È diventata così un`opportunità di rilancio per tutto il territorio.
«A Reggio Calabria c`è voglia di legalità», afferma Filippo Cogliandro che è entusiasta dai risultati ottenuti dal progetto ReggioLiberaReggio promosso insieme ad altri imprenditori che hanno denunciato il racket come Tiberio Bentivoglio, Salvatore D`Amico e il responsabile di Libera Mimmo Nasone. Tutti in prima linea, uniti in una rete a trame fitte che consente a tutti di sostenersi gli uni con gli altri. ``I cittadini -spiega ancora Cogliandro- si stanno avvicinando sempre di piu` al consumo critico. Ad esempio vengono al mio ristorante perche` si mangia bene ma anche perche` riconoscono che siamo un locale da premiare per esserci ribellati alla `ndrangheta``. Tra gli ospiti dell`Accademia, oltre a don Ciotti, spesso ci sono anche il procuratore facente funzioni di Reggio Calabria Ottavio Sferlazza, altri magistrati e ufficiali delle Forze dell`Ordine. ``E` sempre piacevole ascoltarli -dice il ristoratore- e quando leggo sui giornali delle operazioni che fanno mi sento più incoraggiato». La vita di Filippo Cogliandro, imprenditore coraggioso che non si e` piegato al racket, non è però semplice. A spingerlo a denunciare e` stato il ricordo del padre che mandava via in malo modo gli emissari quando si presentavano a chiedere soldi. Per questo, tanti anni fa, il genitore e` stato gambizzato. C`e` stato poi il sostegno della sua famiglia, importantissimo. E quello dei suoi collaboratori, che lo hanno aiutato anche economicamente nei momenti di difficoltà. «Quando ho denunciato il pizzo, al mio ristorante non veniva più nessuno perché la gente aveva paura di trovarsi in mezzo a un attentato. Ho pensato anche di chiudere. Ma i miei collaboratori mi hanno detto di pagare prima i fornitori e saldare i debiti con le banche, che certo non aiutano, e poi pensare a loro. Io sto pagando adesso i loro arretrati».
Salvo poi la nuova tegola Etr. «Entro la fine di questo mese devo rateizzare il debito altrimenti ipotecano la mia casa. Non ho molto, solo quella», spiega Cogliandro. Qui passa all`amarezza perché «lo Stato non capisce che è questa la vera difficoltà di chi denuncia, la ripresa economica. E poi -conclude- ancora non esiste una legge che riconosca come categoria chi denuncia il pizzo».

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  • Occhiello Un imprenditore vessato dal racket, Filippo Cogliandro, avvia questa nuova iniziativa su impulso di Don Ciotti

CATANZARO La segreteria nazionale del Coisp, con una comunicazione inviata al ministero dell`Interno, solleva il problema del servizio di manutenzione delle auto blindate dell`ufficio scorte della Questura di Catanzaro, contestando il fatto che le vetture debbano essere portate fino a Napoli, con i disagi che ne conseguono. «L`Ufficio scorte della Questura di Catanzaro - afferma il Coisp - ha in dotazione due autovetture blindate "Hyundai Sonica" la cui manutenzione, per contratto, deve essere svolta a Napoli, città distante 400 chilometri dal capoluogo calabrese. Questo assurdo meccanismo burocratico costringe quindi i poliziotti catanzaresi a sobbarcarsi 800 chilometri di viaggio per operazioni di verifica e mantenimento dell`efficienza delle autovetture, con costi ed aggravi economici facilmente intuibili che appaiono, francamente, illogici. Ciò che appare invece incredibile, oltre che pericoloso, è che tra le operazioni di manutenzione sia compreso anche il cambio dei pneumatici. L`attuale procedura prevede che, per ottenere l`autorizzazione alla sostituzione, si debbano fotografare i copertoni ed attendere il benestare della casa madre, che dà il proprio via libera solo quando il battistrada è ormai praticamente inesistente. Nel frattempo i poliziotti devono utilizzare l`autovettura con le gomme usurate, mettendo a repentaglio la propria ed altrui incolumità».
«È necessario, pertanto - conclude il Coisp - che vengano attivate le competenti articolazioni ministeriali affinché il contratto di manutenzione per le autovetture della Questura di Catanzaro venga svolto nella medesima città o nelle immediate vicinanze e si risolva, fin da subito, la problematica di sostituzione della gomme, evitando di porre ad inutile repentaglio l`incolumità fisica degli operatori di polizia che devono utilizzare le autovetture blindate».

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  • Occhiello La denuncia del sindacato: «Per la manuntezione dei mezzi bisogna andare a Napoli»

CATANZARO L`incendio scoppiato a San Pietro a Magisano, nel catanzarese,ha danneggiato il campanile del santuario della Madonna della Luce, ubicato nel centro del paese. Il parroco, don Simone Marchese, nel timore che le fiamme invadessero la chiesa, ha portato fuori dal santuario, insiemead un gruppo di cittadini ed ai vigili del fuoco, le statue della Madonna e dei santi. Le statue sono state trasferite in unlocale adiacente la chiesa messo a disposizione da un privato. L`incendio continua a divampare, anche se la fase dell`emergenza è stata superata. Le fiamme si sono estese alla frazione Vincolise, che sitrova a monte di San Pietro a Magisano, minacciando anche il cimitero.   Nel 2000 a San Pietro a Magistano un altro incendio avevadanneggiato alcune case.

STEFANACONI I carabinieri hanno arrestato a Stefanaconi, nel Vibonese, Giuseppe Mantella, di 48 anni, sorpreso mentre appiccava un incendio ad alcuni arbusti di macchia mediterranea e sterpaglie. La Protezione civile regionale ha riferito che sono 90 i roghi divampati in tutta la Calabria.

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  • Occhiello Il parroco del centro catanzarese è stato costretto a portare fuori dalla chiesa le statue della Madonna e dei santi. A Stefanaconi, nel Vibonese, arrestato un piromane

COSENZA Integrazione? Solo se parliamo di Intercultura. È quanto sostiene la Provincia di Cosenza che per l`1, 2 e 3 settembre, tra Cassano all`Jonio e Spezzano Albanese organizza e realizza il secondo Festival delle Etnie LungimiMigranze. Tre giorni densi di significato, per trattare in maniera approfondita il tema dell`accoglienza, della tolleranza, dell`integrazione in un`ottica interculturale che non può non individuare, oggi, il sostrato sano e produttivo rappresentato dalle minoranze etniche presenti ed operanti sul territorio provinciale.
Una visione, quella della Provincia di Cosenza guidata dal presidente Mario Oliverio e dell`assessorato alle Politiche sociali, che è ormai riduttivo definire "lungimirante" ma, meglio, appunto, LungiMigrante: una visione cioè che supera gli stereotipi dettati dalla poca conoscenza del mondo che ci circonda e soprattutto delle persone, tutte, che lo popolano per aprirsi al variegato universo di differenze, generatore di opportunità.
«Nelle scienze sociali il termine integrazione indica l`insieme di processi sociali e culturali che rendono l`individuo membro di una società, mentre intercultura dovrebbe intendere il rapporto tra due o più culture che comporta l`arricchimento reciproco fatto di valori, usi, costumi, tradizioni che, se svolto nel rispetto etico della persona, implica la possibilità e, anzi, la necessità di una reciproca modificazione; la creazione cioè di una società altra, più ricca di esperienze, più preparata al futuro» sostiene l`assessore alle Politiche sociali e vicepresidente della Provincia di Cosenza Mimmo Bevacqua, ideatore e promotore dell`iniziativa.
«Ciò è quello che siamo chiamati a realizzare come amministrazione provinciale e come comunità accogliente; non ci accontenteremo di nulla di meno - riprende il presidente Oliverio - e quest`anno abbiamo scelto una modalità itinerante, coinvolgendo un comune come quello di Cassano che registra una alta presenza di migranti per dibattere anche dello sfruttamento presente nella Sibaritide nei confronti di questi».
Il Festival  come detto, si terrà  dal 1 al 3 settembre, in collaborazione con i Comuni di Spezzano Albanese e Cassano allo Jonio ed  in sinergia con le associazioni di volontariato locali che operano in prima linea nel campo dell`immigrazione e dell`accoglienza.
Una seconda edizione, questa, del Festival delle Etnie Lungimigranze che a seguito del successo della prima si ripropone come un terreno di incontro e confronto tra persone appartenenti a paesi e culture diverse. L`obiettivo rimane quello di promuovere la conoscenza reciproca nell`impegno quotidiano verso il bene comune, la convivenza civile e rispettosa delle leggi per la crescita socio-economica e culturale della società.
Numerose saranno le iniziative e gli spunti di riflessione tra cui, importantissimi: immigrazione in Calabria e stato dell`accoglienza, focus sulla realtà presente nell`area della Sibaritide, lo status ed il futuro dei rifugiati e dei richiedenti asilo.
Ancora, esposizioni, tavole rotonde, convegni con la presenza di sindaci,  esperti del settore, rappresentanti della chiesa e testimonianze varie;  tante  le attività culturali, tra cui la presenza di Annarosa Macrì, giornalista Rai, che presenterà il suo libro "Alì voleva volare". Non mancherà la musica come veicolo di comunicazione universale con il concerto live gratuito, il 2 Settembre, a Spezzano Albanese dei Sud Sound System ed uno spettacolo di gruppi etnici e sfilata dei loro costumi prevista a Cassano per il 1° settembre.

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  • Occhiello Dal 1° al 3 settembre a Cassano allo Jonio e Spezzano Albanese torna la kermesse organizzata dalla Provincia di Cosenza
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