Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Lunedì, 27 Agosto 2012
Lunedì, 27 Agosto 2012 22:49

Addio all`armatore Elio Matacena

REGGIO CALABRIA È morto a Napoli l`armatore Elio Matacena. Aveva 88 anni. Con il fratello Amedeo, scomparso nel 2003, Elio Matacena, che era laureato in giurisprudenza, aveva fondato la Caronte, società privata impegnata nel collegamento tra le sponde di Calabria e Sicilia. È stato presidente della Caronte & Tourist nata dalla fusione tra la stessa Caronte e la Tourist Ferry Boat. Oltre al servizio di traghettamento sullo Stretto di Messina, la società si occupa anche della linea Messina-Salerno via mare.

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  • Occhiello Era a capo della società privata impegnata nel collegamento tra le sponde di Calabria e Sicilia

CAMIGLIATELLO SILANO «La lotta alla `ndrangheta passa anche attraverso l`applicazione delle norme ma non possiamo non riflettere sul fatto che spesso le leggi, per quanto possano essere strumenti di contrasto efficaci, non sempre si rivelano sufficienti per arginare la tracotanza della malavita organizzata. Per questo la politica, nell`azione di contrapposizione alla criminalità, non può limitarsi ad assolvere alla funzione legislativa, ma deve mettersi in gioco, dare l`esempio, esprimere e farsi interprete di buone pratiche di governo, abbandonando la logica dei piccoli interessi di parte». Lo ha detto Salvatore Magarò, presidente della Commissione contro la `ndrangheta del consiglio regionale - riporta un comunicato - intervenendo lunedì sera a Camigliatello Silano alla presentazione del libro ``Calabria tra sottosviluppo e `ndrangheta``, di Antonio Coscarelli, nell`ambito della Settimana della Cultura Calabrese.
«Le mafie ci sono - ha aggiunto Magarò - e continuano ad uccidere ed a fare vittime. Ma una persona non si uccide soltanto con le armi ma anche negandole la speranza e il futuro. Penso alle vittime della devastazione economica, persone vive che hanno dovuto abbandonare il proprio lavoro, il proprio ambiente, la propria casa, le proprie attività. Sono le vittime dell`usura, delle estorsioni, della corruzione, del caporalato e del lavoro nero. Sono gli imprenditori rimasti fuori dal giro, persone che non si sono volute piegare all`arroganza delle cosche e che ne pagano a caro prezzo le conseguenze. La politica anche a queste persone deve stare vicino, con opportune misure di sostegno di tipo sociale e finanziario, con l`obiettivo di far prevalere l`imprenditoria sana, quella onesta e produttiva, sull`economia corrotta e contaminata dalle organizzazioni criminali».

Lunedì, 27 Agosto 2012 21:30

«Costa troppo il volo di un canadair»

COSENZA «Qual è il costo giornaliero dei tanti canadair che operano d`estate in Calabria? Milioni di euro che forse potrebbero essere impiegati diversamente e con identici o forse migliori risultati. Perchè non assumere durante i mesi estivi giovani disoccupati, anche con la metà delle risorse, per il presidio e la sorveglianza del territorio? Perchè non fornire i volontari di mezzi e attrezzature adeguate? A mio parere la loro azione, con il supporto necessario dei mezzi aerei, sarebbe molto più efficace». A sostenerlo è il vice presidente della Provincia di Cosenza, Domenico Bevacqua, in una lettera inviata al presidente del Consiglio, Mario Monti, al ministro dell`Ambiente, Corrado Clini, al capo dipartimento della protezione civile Franco Gabrielli, all`assessore regionale all`Agricoltura Michele Trematerra, al segretario del Pd Pierluigi Bersani, al presidente dell`Ente Mario Oliverio, ai deputati Franco Laratta, Iole Santelli, Cesare Marini e Giovanni Dima, ai segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil e, per conoscenza, al commissario regionale del Pd Alfredo D`Attorre. «Un`ora di volo di un canadair, per la documentazione in mio possesso - ha scritto Bevacqua - viene a costare all`incirca 6/7mila euro. Mi chiedo e chiedo a tutti: quanto ci costa un incendio dal punto di vista economico? Dal punto di vista ambientale la riposta è certa: danni incalcolabili. Per vedere le nostre montagne rinverdite ci vorranno oltre 50 anni e più, purtroppo. Ovunque sento ripetere che il fuoco si spegne dal basso e non dall`alto. Una squadretta, formata da giovani ben motivati e adeguatamente preparati, potrebbe fare molto più di un canadair. Ad essa si potrebbe pensare di affiancare anche persone iscritte nelle liste di mobilità durante i mesi estivi. Con i fondi europei si potrebbe pensare a progetti a termine non solo per spegnere gli incendi, ma per rimboschire e manutenere il vasto patrimonio boschivo calabrese. E` la presenza dell`uomo che preserva il territorio, non i voli dall`alto. Solo con gli aerei non si vincono le guerre, figuriamoci gli incendi. Iniziando a lavorare da maggio di ogni anno fino a settembre, potrebbero essere realizzati tanti interventi a terra, a iniziare dai corridoi tagliafuoco, forse la prevenzione più efficace per ostacolare la propagazione degli incendi e che oggi, pur essendo prevista nella programmazione dell`Afor per il numero esiguo di operai forestali ancora all`opera viene fatta solo a tratti e parzialmente. Mi sembra questa una proposta sensata: da una parte aiuta, infatti, a superare la concezione del posto fisso ancora presente in larghi strati della societa` meridionale, dall`altra serve per preservare un patrimonio ambientale vasto e di enormi proporzioni come quello presente nella mia regione». «La storiella del forestale assistito e garantito - ha sostenuto Bevacqua - mettiamola da parte, quindi, ma non possiamo nemmeno più consentire scempi, alluvioni, dissesti idrogeologici per dare poi la responsabilità alla natura o a un "dio minore". Per questo credo che sia arrivato il momento di intervenire con azioni mirate e progetti funzionali ed a termine, con l`obiettivo prioritario di salvaguardare il territorio, ma anche per dare risposte al debole tessuto socio economico calabrese. Io non so se sia al caso di pensare pure ad una forma di uscita da parte degli operai forestali che hanno già raggiunto i 35 anni di contributo per favorire l`inserimento di giovani nelle forme e nei modi da me proposto. Una tale ipotesi richiederebbe, sicuramente, il coinvolgimento del ministro Fornero vista l`approvazione da poco della nuova legge sul sistema previdenziale e pensionistico. Una discussione di tal genere non potrebbe naturalmente non avvenire senza il coinvolgimento delle forze sindacali e della Regione Calabria».

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  • Occhiello E` la denuncia fatta dal vicepresidente della Provincia di Cosenza, Domenico Bevacqua, che ha scritto al premier Monti sollecitando un maggiore potenziamento delle squadre a terra per spegnere gli incendi
Lunedì, 27 Agosto 2012 20:05

Danneggiate 40 auto a Siderno

Più di quaranta autovetture parcheggiate in strada sotto le abitazioni dei proprietari sono state oggetto di una serie di raid vandalici notturni in alcune vie di Siderno, in provincia di Reggio Calabria.
Tutte le autovetture hanno subito la rottura del parabrezza o dei vetri laterali delle fiancate colpite da persone ignote. Le vie interessate dai raid sono state Via Paolo Piromalli, via Dromo e anche il frequentato Lungomare delle Palme. Negli ultimi mesi la città di Siderno ha subito una notevole escalation di episodi delinquenziali con l`incremento di furti in abitazioni private e con atti di microcriminalità.

Lunedì, 27 Agosto 2012 20:05

Crollo in galleria a Scilla, nessun ferito

SCILLA Un pezzo di intonaco si è staccato stamani dall`arcata della vecchia galleria Pacì 1, tra Scilla e Santa Trada, non interessata dai lavori di ammodernamento dell`autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria. Lo reso noto l`Anas specificando che non ci sono stati feriti. In seguito all`incidente, per circa un`ora (dalle 14.50 alle 15.45) si è reso necessario istituire un senso unico alternato. Adesso, conclude la nota, «a seguito della pulizia del piano viabile e della verifica della sicurezza della galleria Pacì 1, è stato ripristinato il doppio senso di circolazione nel tratto compreso tra gli svincoli di Scilla e Santa Trada».

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  • Occhiello Dall`arcata della Pacì 1 si è staccato un pezzo di intonaco. Ripristinato il doppio senso di circolazione

LAMEZIA TERME Il tempo dei tatticismi è scaduto. E ora ci sono anche le date: 4 e 5 settembre. In quei due giorni il consiglio regionale procederà al rinnovo dell`Ufficio di presidenza. Prima della fine di questo mese verranno formalizzate le dimissioni dall`organismo dagli esponenti della maggioranza (successe la stessa cosa anche la scorsa legislatura con il centrosinistra di Bova e Loiero), condizione indispensabile per procedere a un rinnovo anticipato dell`Ufficio. Non ci saranno scossoni e grosse novità dal momento che durante il vertice di coalizione tenutosi lunedì a Lamezia è stata trovata la quadra: Franco Talarico (Udc) sarà riconfermato nelle funzioni di presidente del Consiglio, Alessandro Nicolò (Pdl) in quelle di vicepresidente e Giovanni Nucera (Pdl) in quelle di segretario-questore dell`assemblea. La loro elezione arriverà alla prima seduta utile convocata appunto per martedì 4 settembre. C`è la possibilità che tutto venga rinviato al giorno successivo perché secondo lo Statuto regionale (articolo 20), per l`elezione del presidente, nelle prime due votazioni, è prevista la maggioranza dei due terzi. Solo dal terzo scrutinio in poi (dunque, da mercoledì 5) è possibile l`elezione a maggioranza semplice.
Peppe Scopelliti vorrebbe che Talarico fosse riconfermato con i soli voti del centrodestra. «Sarebbe un modo – avrebbe spiegato durante la riunione del centrodestra – per ribadire ancora una volta che la nostra alleanza è solida e gode di buona salute». Le intenzioni del governatore sarebbero realizzabili se nessuno, tra gli esponenti delle forze di opposizione, decidesse di convergere sul nome di Talarico. Ma nulla vieta a Pd, Idv, Progetto Democratico e gruppo Misto di accordare la loro preferenza al nome indicato dalla maggioranza.
Durante il conclave negli uffici direzionali della Sacal, e al quale hanno preso parte anche i segretari regionali di Udc e Pri (rispettivamente Gino Trematerra e Oscar Ielacqua), è stata ribadita la necessità di continuare con questa esperienza di governo «al di là – per usare le parole di Scopelliti – di quelle che potranno essere le dinamiche nazionali». Dal governatore è arrivato l`ormai consueto invito «a serrare le fila e restare uniti». Il presidente avrebbe rimarcato pure la necessità di «comunicare meglio all`esterno» le attività di governo. Trematerra e Ielacqua, dal canto loro, hanno ribadito la loro fedeltà al patto stipulato nel 2010 a patto che ci sia «un`accelerazione con le riforme». L`obiettivo, a questo proposito, è quello di arrivare a completare la riforma di Afor e Arssa già durante la seduta del 24 settembre. Già a partire da domani, l`assessore regionale all`Agricoltura Michele Trematerra fisserà una serie di incontri con le organizzazioni sindacali e con le forze del centrosinistra (vedi il Pd) che hanno dimostrato interesse a votare un testo che recepisca alcune delle loro indicazioni.
Durante la riunione è stato toccato solo marginalmente il tema del rinnovo delle commissioni consiliari, che a novembre passeranno da dieci a sei. Saranno messi out Comitato per la fattibilità delle leggi (Pacenza-Pdl); Comitato regionale controllo contabile (Gallo-Udc); Affari Unione europea (Parente-Scopelliti Presidente); Riforme e decentramento (Magno-Pdl). Nei centristi la soluzione pare a portata di mano: il capogruppo Alfonso Dattolo lascerebbe la presidenza della commissione Ambiente a vantaggio di Gallo. Nel Pdl la soluzione potrebbe essere più o meno questa: a Pacenza verrebbe affidato il coordinamento provinciale di Crotone del partito mentre a Magno potrebbe essere affidata una delega ad personam come quelle già affidate a Ennio Morrone e Alfonso Grillo.

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  • Occhiello Via libera al rinnovo anticipato dell`Ufficio di presidenza del consiglio regionale. Il 4 e 5 settembre si torna in Aula per eleggere presidente, i due vicepresidenti e altrettanti segretari-questori. Dal conclave di Lamezia l`invito ad accelerare sulla riforma di Afor e Arssa

VIBO VALENTIA «Insediare subito il Consiglio delle autonomie locali (Cal) e affidarne la presidenza alla Provincia di Crotone o a quella di Vibo Valentia». È quanto chiede il presidente dell`amministrazione provinciale di Vibo, Francesco De Nisi, che invita il presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, a dare piena attuazione alla legge regionale n.1 del 5 gennaio 2007, che disciplina, appunto, l`istituzione del Cal, che però, non è mai stato convocato. «Se fino a oggi è stato possibile eludere l`effettiva operatività di questo organismo - prosegue De Nisi - ora non è piu` possibile tergiversare. Il Consiglio delle autonomie locali, infatti, è chiamato dalla legge a formulare una proposta di riordino territoriale, in vista dell`abolizione delle Province che non rispettino i parametri numerici e di estensione previsti dal decreto sulla spending review. Qualora dalla Regione non dovesse arrivare nessuna proposta entro la prima metà di ottobre, proprio a causa della mancata convocazione del Cal, sarà il governo stesso a ridisegnare l`organizzazione territoriale calabrese». Un`ipotesi che, secondo De Nisi, va scongiurata attivando subito le procedure per rendere pienamente operativo questo importante organismo consultivo. «Ma non basta. Se davvero la Calabria - sostiene ancora De Nisi - intesa come sistema maturo e solidale di enti locali, intende dare un forte segnale di coesione, deve affidare la presidenza del Cal a uno dei due territori che subirebbero il maggior danno in termini di rappresentatività e sviluppo in caso di soppressione dei confini provinciali, cioè Crotone e Vibo. A sostegno di questo approccio, poi, l`assemblea del Cal potrebbe essere convocata proprio a Vibo, che per la sua centralità geografica assicurerebbe maggiore partecipazione, consolidando così un messaggio di vicinanza alle popolazioni che rischiano di sopportare il peso maggiore della spending review».

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  • Occhiello Il presidente dell`amministrazione proviciale di Vibo invita il consiglio regionale ad attivare l`organismo che dovrà decidere sul futuro delle province soppresse

LAMEZIA TERME Tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose. Questa l`accusa contestata nell`ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip e notificata in carcere dalla squadra mobile di Catanzaro ai fratelli Giuseppe e Pasquale Catroppa, arrestati nelle scorse settimane nell`ambito dell`operazione "Medusa", e a Luca Piaraina, anche lui in carcere perché coinvolto nell`ambito dell`operazione "Doppio colpo". I tre, secondo l`accusa, si sarebbero resi responsabili di una tentata estorsione ai danni di un imprenditore titolare di tre impianti di distribuzione di carburante con autolavaggi a Lamezia Terme, Platania e Decollatura. I fratelli Catroppa e Piraina, portando «i saluti di Giampà», avrebbero chiesto al titolare dell`attività 700 euro mensili per il rifornimento di benzina e 300 euro per l`autolavaggio.

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  • Occhiello La misura colpisce i fratelli Catroppa e Luca Piaraina. Si erano presentati dal titolare di una rete di distributori e autolavaggi per chiedere la mazzetta
Lunedì, 27 Agosto 2012 17:57

Reggio, rom arrestato per furto

Faceva da palo ad un complice entrato in una casa per rubare, ma è stato arrestato
dai carabinieri per furto a Reggio Calabria.
Il complice, invece, è riuscito a fuggire con vari oggetti in oro e contanti per una valore complessivo di circa 50 mila euro. Damiano Amato, di 27 anni, è stato bloccato in strada, su uno scooter. È stata una telefonata al 112 a segnalare la presenza di due giovani uno dei quali, dopo avere spostato le telecamere di sorveglianza, era entrato in una casa.

REGGIO CALABRIA «Trenitalia continua a fare orecchie da mercante nonostante in tutta la Locride istituzioni locali, associazioni e privati cittadini abbiano avviato una "class action", depositata dall`avvocato Maria Cecilia Gerace, finalizzata al ripristino dei servizi su rotaia in quel territorio e per una più marcata efficacia dello stesso in favore di quelle comunità». Lo afferma il segretario-questore del Consiglio regionale, Giovanni Nucera (Pdl). «I Comuni di Gerace e Brancaleone - prosegue Nucera - hanno già aderito ufficialmente con propri atti deliberativi all`iniziativa, così come il Corsecom. Tagliando i treni per il Centro e per il Nord Italia Trenitalia ha recitato il "de profundis" contro tutta la fascia ionica, ormai praticamente irraggiungibile su gommato e ferrovia, stante anche le condizioni della statale 106. Il governo Monti non può chiudere la porta alle legittime richieste della Locride intervenendo su Trenitalia, che è pur sempre un`azienda tenuta in vita con i soldi pubblici, la cui funzione è fondamentale non solo per il trasporto locale, ma per il ventaglio di sistemi di mobilità che vengono offerte ai turisti per raggiungere i nostri siti. Disservizi e, quindi, danni economici ingenti, quelli provocati da Trenitalia, che appesantiscono ulteriormente l`offerta dei nostri operatori economici nonostante gli sforzi del presidente Scopelliti di puntare strategicamente al turismo come input fondamentale per togliere la nostra terra dall`isolamento in cui costretta da politiche miopi che ne ritardano colpevolmente lo sviluppo. Infine, voglio esprimere la mia incondizionata solidarietà alla comunità locridea in questa difficile lotta e sarò disponibile ad ogni utile inizitiva, istituzionale e sociale, per obbligare Trenitalia a ridefinire i propri obiettivi che accrescono ulteriormente i disagi di migliaia di cittadini e di un sistema economico in perenne pericolo didefault».

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  • Occhiello Il segretario questore del Consiglio regionale attacca la società ferroviaria per i tagli ai collegamenti su rotaia perpetuati a danno del territorio reggino
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