Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 03 Agosto 2012

REGGIO CALABRIA Questa volta Peppe Scopelliti ha deciso di giocare d’anticipo. E ai giornalisti arrivati in conferenza stampa dispensa sorrisi: «Abbiamo deciso di parlare ora che il “tavolo Massicci” ha confermato il nostro buon lavoro per il risanamento dei conti della sanità calabrese». Il verbale redatto al termine dell’ultima riunione romana fotografa un quadro in chiaroscuro per la sanità calabrese. Primo dato: il consuntivo 2011 presenta un disavanzo di 110 milioni. «Prima che arrivassimo noi – afferma il governatore – Massici (è il funzionario del ministero della Salute ndr) non faceva nemmeno entrare i rappresentanti della Regione Calabria. Noi eravamo quelli dei “bilanci orali”. Ora non solo veniamo ospitati, ma riceviamo pure complimenti».
Il miglioramento dei conti qualche risultato l’ha prodotto. «La conferma dei progressi conseguiti nell’attività di certificazione del debito pregresso – si legge nel verbale – fanno sì che la Regione possa accedere alle risorse Fas per l’importo di 578 milioni corrispondente all’esigenza minima di copertura del debito al 31 dicembre 2007». Scopelliti gonfia il petto e davanti ad assessori e consiglieri regionali di maggioranza traccia le direttive per il futuro: «A fine anno scade il Piano di rientro ma noi presenteremo un Piano operativo integrativo per far sì che l’opera di risanamento del settore possa essere portata a termine». Il presidente della giunta (che poi è il commissario ad acta per l’emergenza sanitaria) assicura pure che c’è «la massima armonia» tra lui e i due subcommissari Pezzi e D’Elia.
Fin qui le note positive. Non meno importanti, però, sono i richiami dei tecnici ministeriali. Tra tutti quelli relativi alla Fondazione Campanella per la quale c’è la necessità «di individuare una definitiva soluzione». E poi ancora: «Si apprezzano i progressi realizzati dalla Regione in materia di programmazione sanitaria e implementazione delle reti assistenziali ma ritengono necessario che la stessa adotti tutte le necessarie iniziative per non compromettere l’erogazione dei Lea, soprattutto a seguito della riconversione in Capt e Case della salute». Disco rosso, inoltre, al protocollo d’intesa con l’università Magna Graecia di Catanzaro poiché «lo stesso contiene elementi non condivisibili e criticità soprattutto sull’assegnazione dei posti letto all’interno delle varie strutture» e sulla «previsione di trasferimento dall’università alle aziende del personale tecnico-amministrativo, infermieristico, tecnico sanitario e di riabilitazione, e del relativo onore finanziario». Così come restano in attesa di risoluzione le problematiche relative all’accreditamento e ai provvedimenti in contrasto con il Piano di rientro. «Le criticità – taglia corto Scopelliti – saranno affrontate una per una. Usciremo da questa situazione a testa alta perché stiamo dando una rappresentazione nuova della Regione».

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  • Occhiello Scopelliti in conferenza stampa sventola il verbale ed esulta: «Sbloccati fondi Fas per 578 milioni». Ma restano criticità sulla Fondazione Campanella e sul protocollo con l`università Magna Graecia

Il consiglio regionale approva la nuova legge urbanistica. Nel corso della seduta odierna l’Aula ha infatti dato via libera all’unanimità alle modifiche delle “Norme per la tutela, governo e uso del territorio”. Il provvedimento era stato licenziato dalla IV commissione “Assetto e utilizzazione del territorio” nella seduta dello scorso 30 maggio. La legge è stata presentata dal consigliere Alfonso Dattolo (Udc) e prevede anche l’incremento della trasparenza degli atti urbanistici ed edilizi dei Comuni; il principio di risparmio del suolo; l’introduzione della possibilità di individuare paesaggi caratterizzanti e identitari da tutelare e valorizzare attraverso l’Osservatorio regionale sul paesaggio; l’attivazione di ambiti di tutela storica-architettonica per le quali tutti gli interventi edili sono sottoposti a un’attenta progettazione concepita per la conservazione dei caratteri culturali.
Questa legge – ha detto Dattolo - «interviene a 10 anni promulgazione della legge regionale 19 e introduce numerose modifiche che derivano da situazioni contingenti, ma anche dalla necessità di offrire uno strumento normativo idoneo alla messa in atto dei processi di pianificazione a tutti i livelli, che all’epoca, seppur prescritti, sono stati attuati con difficoltà».
Anche secondo Mario Franchino (Pd), «non potevano passare altri 10 anni nella totale indifferenza nei confronti di un aggiornamento delle regole alla base della programmazione e della pianificazione del territorio della nostra regione». Si tratta – ha detto ancora il consigliere democrat - «di una legge che sentiamo anche nostra in quanto abbiamo contribuito sensibilmente alle modifiche. La necessità di ridurre il consumo del territorio, del suolo e di messa in sicurezza dello stesso riconduce alla centralità del Piano strutturale come elemento di riferimento per l’intero territorio comunale, al quale vanno ricondotte le scelte di riqualificazione, rigenerazione e valorizzazione delle singole parti».

FONDAZIONE CAMPANELLA
L’Aula ha anche preso posizione sulla Fondazione Campanella. Nel corso della seduta è stato approvato un ordine del giorno che impegna il governatore Scopelliti a presentare entro il 30 settembre 2012 un organico progetto di riordino dell’ente, «prevedendo il polo oncologico regionale d’eccellenza per il mantenimento dei livelli di assistenza e occupazionali esistenti». Fortemente critico il gruppo Idv, che con Giuseppe Giordano parla di «ordine del giorno inutile. Ci saremmo aspettati di conoscere subito nuove proposte per la Campanella e le prospettive dei dipendenti. Serve un dibattito serrato per non illudere i lavoratori e non cancellare le realtà positive presenti all’interno di questo organismo. Noi non ci sottrarremo al confronto».

IL VERBALE DEL TAVOLO MASSICCI
Peppe Scopelliti ha anche illustrato i risultati contenuti nell’ultimo verbale del Tavolo Massicci sull’applicazione del Piano di rientro dal debito della Regione. L’organismo di controllo – ha detto il governatore - «ha riconosciuto il nostro lavoro e quantifica in 110 milioni di euro il disavanzo per il 2011. Abbiamo ricevuto i complimenti, per via dei successi registrati in campo sanitario, dopo poco più di due anni dall’entrata in vigore del Piano. Siamo tra le pochissime regioni a ottenere l’ok per i 578 milioni di euro dei fondi Fas. Quel che accaduto al Tavolo è la soddisfazione di sentirsi dire che la Calabria è puntale, competente e fornisce finalmente dati precisi. Per me, da calabrese, è un grandissimo risultato». «Con le ulteriori premialità in arrivo – ha aggiunto - avremo coperto il debito contratto dalla Regione Calabria e potremo proiettarci in uno scenario completamente diverso». Poi sulla Fondazione Campanella: «Entro 90 giorni dobbiamo trovare una soluzione. Ho già fissato un appuntamento al ministero dove ci presenteremo con una serie di soluzioni. Vogliamo arrivare a ottobre con una risposta importante. Per noi la Campanella ha un ruolo strategico ma non può più essere un organismo di drenaggio delle risorse pubbliche».

L’ASSESTAMENTO DI BILANCIO
Via libera anche all’assestamento di bilancio 2012 del consiglio regionale. Con il nuovo provvedimento, secondo il vicepresidente Alessandro Nicolò, Palazzo Campanella «approva la sua spending review, una manovra che produce risparmio salvaguardando i servizi». In totale – ha detto ancora Nicolò – l’assestamento dovrebbe produrre un risparmio di circa 5 milioni di euro, relativi a spese di gestione. Approvati anche i rendiconti per gli anni 2008, 2010 e 2011.

TERMALISMO Disco verde anche per quanto riguarda la legge sul termalismo. Il testo normativo era stato licenziato dalla IV commissione con i voti favorevoli di tutti i suoi rappresentanti. Secondo Alfonso Dattolo, con il nuovo provvedimento legislativo e «attraverso il milione di euro risparmiato dal Consiglio, si fa un passo significativo in un comparto che ha potenzialità enormi ancora inespresse». Soddisfatto anche Carlo Guccione (Pd), per il quale la nuova norma mette ordine in un «settore importantissimo, che fra occupazione diretta e indiretta in Calabria conta circa 3mila addetti. La legge ha visto partecipe anche la minoranza perché su questi argomenti non possono esserci divisioni».

SICUREZZA A3
L’Aula ha affrontato anche la questione relativa agli interventi in corso di progettazione o già progettati ma non finanziati dell’A3. I chilometri di autostrada per i quali non c’è copertura finanziaria sono 59. A tal proposito, il parlamentino regionale ha dato via libera a un provvedimento, presentato dal consigliere Gianluca Gallo, in cui viene richiesto all’Anas di garantire la «massima sicurezza anche dei tratti oggetto di interventi in corso di progettazione ma non finanziati, mediante stesa di asfalto drenante, livellamento del piano stradale, miglioramento dell’illuminazione e posa di barriere protettive».

STRUTTURE TECNICHE DI VALUTAZIONE
Il consiglio regionale ha anche istituito le strutture tecniche di valutazione Vas, Via, Aia e Vi. Il nuovo assetto normativo in materia è stato illustrato dal capogruppo Udc Alfonso Dattolo.

FONDI REGIONALI
L’Aula ha inoltre approvato un ordine del giorno, presentato dal consigliere Mario Magno, che introduce la possibilità di intervenire sulle strutture speciali di Palazzo Campanella ai fini di una migliore programmazione dei fondi regionali.

UFFICI POSTALI
Il Consiglio, a fronte della notizia secondo cui il piano di Poste italiane prevede lo smantellamento di 110 uffici postali in regione, ha dato mandato alla giunta di «intraprendere tutte le iniziative utili e necessarie presso il governo affinché non si proceda con i tagli previsti, al fine di salvaguardare e garantire i servizi già esistenti».

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  • Occhiello Via libera in aula anche all`assestamento di bilancio e alle strutture tecniche di valutazione. La Regione si opporrà al taglio degli uffici postali

E siamo a quattro. Iniziano a diventare tanti gli impegni del governatore nei palazzi di giustizia di Reggio e Catanzaro.
Con l`annuncio di essere indagato nell`ambito del cosiddetto “Caso Sarlo”, sale il numero delle indagini che vedono coinvolto il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti.
Appena due settimane fa, infatti, l`ex sindaco della città dello Stretto è stato rinviato a giudizio nel processo che si sta celebrando davanti al Tribunale di Reggio sul “Caso Fallara”. Il 7 novembre prossimo dovrà comparire in aula per rispondere di abuso d`ufficio e falso in atto pubblico. Assieme ai revisori dei conti di Palazzo San Giorgio, è imputato per la voragine nelle casse del Comune.
Il processo poggia le sue basi sulla relazione dei periti della Procura che, dal 2008 al 2010 hanno registrato un disavanzo di 87 milioni di euro che sarebbero parte del “buco” accertato dagli 007 del ministero dell`Economia.
Sempre a Reggio, inoltre, il governatore Scopelliti e l`attuale assessore regionale alle Attività produttive, Antonio Caridi, sono in attesa del processo d`appello per la mancata bonifica della discarica di Longhi Bovetto. In primo grado i due politici sono stati condannati i a 6 mesi di carcere.
Tentato abuso d`ufficio è l`accusa, invece, che gli contesta il pm di Catanzaro Gerardo Dominijanni. Scopelliti è finito nel registro degli indagati in qualità di commissario ad acta per l`attuazione del piano di rientro della sanità. L`inchiesta riguarda alcuni provvedimenti che sarebbero stati assunti senza il preventivo parere del Tavolo Massicci.
Le vicende sulle quali la Procura cerca di fare chiarezza sono tre: il patto di legislatura con l`Aiop, la convenzione con l`università Magna Graecia di Catanzaro e il regolamento attuativo per l`accreditamento dei centri socio-riabilitativi.

CATANZARO Mentre l’Italia discuteva di tagli (anche se i tempi della spending review di Mario Monti erano lontani), la giunta regionale della Calabria si riuniva per aumentare i costi della burocrazia. Come? Inventando, il 12 luglio 2011, un nuovo dipartimento. L`idea era quella di riorganizzare i servizi di controllo interno (infatti la nuova struttura si chiama “Controlli”). Si poteva fare diversamente? Forse sì. Sarebbe bastato creare un’unità organizzativa autonoma per svolgere la stessa attività. Ma, ovviamente, le strategie organizzative e l’obiettivo di stimolare l’efficienza giustificano i maggiori oneri, anche se i tempi sono difficili. È lo stesso dipartimento “Personale” a scrivere una circolare nella quale rappresenta la necessità di ridurre il costo del lavoro per non sforare i limiti di spesa. Poi, però, propone di creare un altro dipartimento. Quando si dice la ragion di Stato.
Creata la nuova struttura, tocca scegliere il suo direttore generale. A quel punto, i dirigenti nell’organico della giunta regionale possono presentare le proprie candidature. Ne arrivano nove: tutte scartate. Viene scartato anche un burocrate che ha un’esperienza specifica e pluriennale in materia di controlli. Evidentemente serve una maggiore esperienza: la Regione vuole un superman dei controlli. Così, per coprire il buco in organico, il 16 agosto pubblica un avviso (ma solo sul Bollettino ufficiale, né sui giornali né sulla Gazzetta ufficiale) che scade dieci giorni dopo.
A distanza di cinque giorni (l’istruttoria è velocissima, perché in mezzo ci sono anche un sabato e una domenica), la giunta nomina il direttore generale esterno, Alessandra Sarlo. Una che non ha mai avuto esperienza in materia di controlli (lo certifica proprio la scheda che motiva la sua scelta), non ha mai fatto il dirigente generale, ma è stata solo per un breve periodo commissario dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia (azienda, tra l`altro, sciolta per infiltrazioni mafiose), nominata, per quei compiti, con metodi illustrati nelle indagini che hanno portato all’arresto di Franco Morelli e di suo marito, il giudice Vincenzo Giglio, impegnato a rivelare segreti investigativi al consigliere regionale in cambio della promozione della consorte.
La Sarlo, infatti, è il fulcro (pur non essendo indagata) di un`inchiesta della Dda di Milano che ha scosso le fondamenta della politica regionale. Proprio attorno alla sua nomina, infatti, si muovevano interessi borderline, tra politica, magistratura deviata e (addirittura) ingerenze mafiose, visto che l`intreccio portava alla famiglia Lampada, terminale lombardo delle potenti cosche reggine. Un vero e proprio romanzo criminale i cui effetti traboccano nella burocrazia.
Finisce, infatti, nel mirino degli investigatori di Catanzaro (che indagano su tutte le nomine esterne firmate dalla giunta regionale) anche la procedura che porta all`assunzione di Alessandra Sarlo alla Regione Calabria. Gli esposti recapitati alla Procura del capoluogo sono addirittura due. E gli indagati sono eccellenti ancora prima che tra di loro compaia addirittura il governatore Scopelliti. In prima battuta, finiscono sul registro delle notizie di reato un assessore, Domenico Tallini, che si occupa del personale regionale, e la dirigente Rosalia Marasco.
Il secondo esposto, firmato dal Direr (il sindacato dei dirigenti della pubblica amministrazione), denuncia che il dipartimento Controlli è stato creato «ad hoc». E, per giungere alla nomina, «l`amministrazione regionale ha illegittimamente dichiarato privi di requisiti ben tre dirigenti interni (dei nove partecipanti alla selezione avviata prima che la Regione si rivolgesse all`esterno, ndr) che avevano già espletato funzioni dirigenziali di livello generale e i cui curricula, da un esame comparativo, risultano di gran lunga più adeguati rispetto a quello della persona in concreto nominata».
Una conclusione molto diversa da quella a cui erano giunti assessore e dirigente. Il fatto, che si traduce in un`accusa di concorso in abuso d`ufficio, viene riepilogato nelle due pagine dell`avviso di garanzia firmato dal pm Gerardo Dominijanni. Per il magistrato, i due indagati della prima ora avrebbero attestato che la Sarlo da curriculum «possedeva l`esperienza sufficiente in proporzione alla complessità dell`incarico». Così facendo avrebbero indotto in errore la giunta regionale.
Fin qui le (prime) accuse. Il seguito è rappresentato dall`interrogatorio dell`assessore Tallini. Che, uscendo dalla Procura ricostruisce l`interrogatorio e ribadisce la sua linea: «Al magistrato ho portato al documentazione relativa alla nomina e l`abbiamo guardata insieme affrontando le varie fasi che hanno portato alla nomina che è stata decisa collegialmente dalla giunta regionale. Ho anche sollecitato il pm a sentire le persone che erano presenti alla riunione». E poi ripete le ragioni che avevano portato l`esecutivo a scegliere un`esterna per quel delicato compito: «È stata una scelta di buon senso. Dovendo nominare un dirigente che si occupasse di controllare altri dirigenti, ci è sembrato più opportuno rivolgerci all`esterno».
Così è maturata la nomina di Alessandra Sarlo, moglie del giudice indagato per mafia. Un “semplice” atto che si è rischia di trasformarsi per la giunta regionale in una grana pazzesca.

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  • Occhiello Come nasce il caso per il quale sono indagati il governatore, l`assessore al Personale Tallini e la dirigente Rosalia Marasco. Al centro dell`inchiesta la creazione di un nuovo dipartimento e una selezione non proprio cristallina

ROMA Rosalba Forciniti, la judoka calabrese che domenica scorsa alle Olimpiadi di Londra ha vinto la medaglia di bronzo nella categoria 52 kg, vorrebbe partecipare ad un Reality Show. «Mi è stato chiesto se mi piacerebbe partecipare ad un reality e ho risposto di sì, anche se lo farei solo per dare visibilità al mio sport, il judo», ha detto ai conduttori di CaterpillarAM la 26enne atleta nata a Longobucco, tornata in Italia dopo i successi olimpici. «Se potessi scegliere mi piacerebbe partecipare alla prossima edizione dell`Isola dei Famosi, dopo essermi goduta un po` di meritato riposo», ha aggiunto nel corso della trasmissione cult di Radio2.
Al di là del suo sport, la judoka calabrese ama il football e i colori giallorossi: «Tifo Roma ma non parliamo di calcio», ha premesso, per poi confessare: «I campioni giallorossi non li ho sentiti, non mi hanno ancora chiamato. Zeman è come se fosse il mio allenatore. Se dovessi scegliere - ha proseguito - vorrei la maglietta del più bello, Osvaldo, del più bravo, Totti, e anche di De Rossi. Se ne dovessi sceglierne una sola, prenderei quella di Osvaldo».

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  • Occhiello «Nella mia Roma è lui il più bello». La campionessa olimpica di judo intervistata dalla trasmissione cult di Radiodue “Caterpillar”. «Mi piacerebbe partecipare alla prossima edizione dell`Isola dei Famosi, ma solo per dare visibilità al mio sport»

REGGIO CALABRIA L’annuncio è arrivato dal diretto interessato: «Sono stato convocato in Procura dal dottore Dominijanni perché indagato per la vicenda che riguarda la nomina della dirigente Sarlo. L’assessore Tallini ha già detto che si è trattato di una scelta collegiale e io da presidente fornirò con serenità ogni chiarimento necessario». Peppe Scopelliti prova a giocare d’anticipo e annuncia in conferenza stampa, durante una pausa dei lavori del consiglio regionale, la sua iscrizione nel registro degli indagati per la vicenda della nomina a dirigente generale della Regione di Alessandra Sarlo. Il governatore trova anche modo di essere ironico: «So già che questa notizia riempirà le prime pagine di tutti i giornali ma ormai siamo abituati a tutto».

IL DIPARTIMENTO CONTROLLI
La vicenda che vede coinvolto pure il governatore calabrese prende il via con la delibera 308 del 12 luglio 2011. Su proposta dell`assessore pidiellino Tallini, si decide di istituire il dipartimento Controlli. Un`area in più, con un dirigente in più. Il fatto genera non pochi mugugni nei corridoi della Regione. Ma tant`è. Il 26 luglio viene pubblicato sul sito della Regione l`avviso interno per il conferimento dei relativi incarichi dirigenziali (per le altre nomine degli esterni non lo aveva fatto, ndr), prevedendo la scadenza dopo soli sette giorni. L`11 agosto del 2011 la giunta regionale sancisce che nessuna delle nove candidature interne risultava idonea all`incarico del nuovo dipartimento. Per coprire il buco in organico, il 16 agosto la Regione pubblica un avviso (ma solo sul sito della Regione, né sui giornali né sul Bollettino ufficiale) che scade dieci giorni dopo. A distanza di cinque giorni, la giunta nomina il direttore generale esterno, Alessandra Sarlo, per un breve periodo commissario dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia. Proprio quest`ultima nomina è valsa l`accusa di corruzione contestata al consigliere regionale della Calabria Franco Morelli nell`ambito dell`indagine della Dda di Milano “Infinito”. La Sarlo è, infatti, moglie del magistrato Vincenzo Giglio, il giudice che avrebbe fornito notizie riservate al consigliere Morelli.

AL VERTICE DELL’ASP DI VIBO
Se la nomina di Alessandra Sarlo al dipartimento Controlli è finita nel mirino della Procura di Catanzaro, il suo precedente incarico (commissario straordinario dell`Asp di Vibo) era addirittura entrato nei brogliacci di un`operazione antimafia. Si tratta di Infinito, l`inchiesta che ha portato al clamoroso arresto di Franco Morelli. Al centro dell`indagine, (anche) i rapporti del consigliere regionale con Giglio. Il 10 aprile 2010, poco dopo l`elezione in consiglio regionale di Morelli, un sms mette i magistrati sulle piste delle nomine regionali: «Ti confesso un piccolo segreto: mia moglie fa parte della piccola cerchia di persone a cui piace lavorare molto. Perciò, quale che sia la destinazione, per favore, che sia un posto fortemente operativo e non di mera rappresentanza. Questo per la sua serenità e per il mio equilibrio interiore per cui invoco la solidarietà maschile. Grazie». Detto, fatto. La moglie del magistrato viene nominata dalla giunta regionale, su proposta del governatore Scopelliti, commissario straordinario dell`Asl di Vibo Valentia.

L’ASSESSORE TALLINI INDAGATO
«Nel corso dell’interrogatorio, che si è svolto in un clima sereno e corretto, ho ricostruito, anche con l’ausilio dei documenti, l’iter che ha portato alla nomina della dottoressa Sarlo. Un iter che continuo a ritenere, fino a prova contraria, corretto e legittimo, culminato con una decisione collegiale della giunta sulla necessità che a controllare l’attività dei dirigenti regionale fosse una personalità esterna, allo scopo di evitare prevedibili condizionamenti». Queste sono state le parole usate nelle scorse settimane dall’assessore regionale al Personale, Mimmo Tallini, dopo l’interrogatorio in Procura a Catanzaro. Tallini, indagato per abuso d`ufficio insieme alla dirigente dell`assessorato Rosalia Marasco, durante il colloquio con il magistrato Gerardo Dominijanni sostenne che si trattò di una decisione presa collegialmente dalla giunta guidata dal presidente Scopelliti. Lo stesso assessore invitò il pubblico ministero ad ascoltare gli altri membri dell`esecutivo. Cosa che è realmente avvenuta.

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  • Occhiello Scopelliti convocato in Procura a Catanzaro per chiarire le circostanze della nomina a dirigente generale della moglie del magistrato Vincenzo Giglio. Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente della Regione

REGGIO CALABRIA Un bimbo di un anno si è ferito su un tratto di spiaggia libera a Reggio Calabria pungendosi accidentalmente con una siringa abbandonata che si trovava poco sotto la sabbia. Il piccolo è stato soccorso da un medico che era in spiaggia ed è stato poi portato in ospedale, dove adesso viene sottoposto agli accertamenti del caso. I genitori hanno sporto una denuncia ai carabinieri chiedendo di fare luce su eventuali responsabilità.

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  • Occhiello È accaduto su un tratto libero di arenile. Soccorso da un medico e trasportato in ospedale. Denuncia ai carabinieri dei genitori
Venerdì, 03 Agosto 2012 20:49

ARSSA/AFOR | I paletti della minoranza

Rischia di diventare un clamoroso autogol l’affermazione fatta in Aula («la natura giuridica dei due enti non è negoziabile») dal governatore Peppe Scopelliti. L’hanno digerita male i rappresentanti del Pd ma l’hanno digerita male soprattutto i componenti del gruppo Misto. Spiega Pasquale Tripodi: «Se Scopelliti pensa di potere fare diversamente dall’ordine del giorno votato si sbaglia clamorosamente». Messa in questo modo, si capisce bene come la strada verso una rivisitazione dei due maggiori enti sub-regionali sia tutt’altro che in discesa. Per ottenere il via libera c’è bisogno del “sì” di 33 consiglieri e considerato che la maggioranza può contarne 30, non sarà semplice conquistare tre voti dall’altra parte della barricata.
Toccherà all’assessore regionale Michele Trematerra portare avanti un lavoro di mediazione e ricucitura tra maggioranza e opposizione. «Abbiamo evitato il muro contro muro e questo è un risultato importante», ripete come un mantra Trematerra. Che è convinto di riuscire a convincere i democrat a votare riforme «migliorabili sotto certi aspetti ma buone nel loro complesso».
Avanti col confronto, insomma. Ma senza Italia dei valori. I dipietristi non solo non hanno votato l’ordine del giorno con cui viene disposto il rinvio della riforma di Arssa e Afor ma mettono in guardia sul rischio di un compromesso che se trovato «penalizzerà soltanto i lavoratori». Sulla loro posizione ci sono pure gli esponenti di Progetto democratico. Ferdinando Aiello, sul punto, è categorico: «I testi approvati in commissione Bilancio noi non li voteremo mai».
Per i circa diecimila lavoratori dei comparti interessati sarà un’altra estate di incertezza.

Venerdì, 03 Agosto 2012 20:29

Incidente stradale nel Cosentino, un morto

AMENDOLARA Una persona è morta e altre due sono rimaste ferite in un incidente stradale avvenuto sulla statale 481 tra Oriolo e Amendolara, nel Cosentino. A causa dell`incidente il traffico automobilistico è rallentato e si transita a senso unico alternato. Il personale dell`Anas è presente sul posto per ripristinare la circolazione autostradale appena possibile, al termine dei rilievi dei carabinieri.

Venerdì, 03 Agosto 2012 19:54

ARSSA/AFOR | Slitta la riforma

L’assalto alle riforme del centrodestra si conclude con una sonora ritirata. La riorganizzazione di Arssa e Afor, dopo settimane di annunci roboanti e proclami risoluti, è stata infatti rinviata a data da destinarsi. La maggioranza in consiglio regionale non è insomma riuscita a piegare le resistenze delle opposizioni, per una volta compatte nel ribadire la propria contrarietà al testo di riforma dei due enti strumentali della Regione, che poteva essere approvato solo con il voto favorevole dei 2/3 dell’Aula. Ai 30 consiglieri di maggioranza dovevano quindi aggiungersi almeno altri tre rappresentanti della minoranza. Ma, dopo la riunione-fiume dei capigruppo che ha anticipato i lavori dell’assemblea, l’opposizione ha mantenuto la barra dritta, costringendo il centrodestra a fare dietrofront, malgrado la ferma decisione dei giorni scorsi di varare a ogni costo una riforma oltremodo contestata, anche e soprattutto dalle sigle sindacali di categoria.
La mancata intesa sulla forma da dare ai due enti sub-regionali ha però prodotto un documento - ampiamente condiviso in Consiglio – con il quale si è deciso il rinvio della riforma a partire da alcuni “paletti”. Nel testo approvato - oltre a ribadire l’ineludibile «necessità di realizzare una radicale riforma degli enti sub-regionali, a partire da quelli già posti in liquidazione» -, si ricorda come la proposta di legge riguardante l’Arssa «ha incontrato un largo consenso sulla sua qualificazione giuridica»; che la riforma dell’Afor «richiede un ulteriore confronto, a partire dalle parti sociali, senza porre pregiudiziali rispetto alla qualificazione giuridica, con l’obiettivo di garantire comunque i livelli occupazionali»;  che è necessario inoltre «ricercare un ampio consenso sui modelli organizzativi dei settori oggi di competenza di detti enti». Il provvedimento finale mira infine a «proseguire un confronto virtuoso nelle sedi istituzionali competenti, per pervenire a una efficace e complessiva riforma degli enti, in coerenza con il processo legislativo in corso di definizione in seno al Parlamento».

I VOTI CONTRARI Il documento, approvato a maggioranza, ha incontrato solo l’opposizione dei gruppi di Italia dei valori e Progetto democratico che, pur favorevoli al rinvio del provvedimento di riforma, hanno espresso riserve soprattutto sulla futura natura giuridica degli enti strumentali, sottolineando la necessità di mantenere il carattere pubblico dei due enti strumentali.

L’INTERVENTO DEL GOVERNATORE È stato il presidente Peppe Scopelliti a tracciare la linea che orienterà la discussione in programma da qui ai prossimi mesi. Il governatore ha mostrato di apprezzare la volontà di pervenire a un’ampia intesa da parte della minoranza, ma ha comunque avvertito che «la natura giuridica proposta non è negoziabile». In sostanza Scopelliti ha ribadito che sulla composizione dei due organismi quali enti pubblici di natura economica non ci sono margini di discussione. Sarebbe questa la base per «costruire un percorso che oggi è stato sottoscritto dalla maggior parte dei capigruppo. La riforma si farà da qui ai prossimi mesi, riallacciando i rapporti con il mondo sindacale» e mostrando «un segno di grande considerazione verso i lavoratori, per costruire una prospettiva seria e qualificante». «Questo – ha spiegato ancora il governatore - è uno dei temi più scottanti della regione, soprattutto quello della forestazione, che è sempre stato terreno di conforto elettorale per taluni, ma mai produttivo per il territorio. Vogliamo mettere ordine in questi comparti, seguendo il nostro senso di responsabilità. Le riforme in Calabria non sono un optional, ma indispensabili perché da qui, a partire dalla riforma di Arssa e Afor, è possibile creare una regione più efficiente, meno clientelare e in grado di dare risposte alla collettività».

L’IRA DI PRINCIPE C’è spazio anche per una piccola polemica. Al termine dell’intervento di Scopelliti, il capogruppo Pd, Sandro Principe, ha accusato il governatore di aver «travisato il testo» che sarebbe stato approvato da lì a poco dall’Aula. A scatenare l’ira dell’ex sindaco di Rende ci sarebbe l’affermazione circa la non negoziabilità della natura giuridica dei due enti. Puntualizzazione che, secondo Principe, non avrebbe trovato rappresentazione nel documento di rinvio, votato anche dai rappresentanti democrat a Palazzo Campanella.

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  • Occhiello La maggioranza non riesce a trovare i tre voti che le mancano per approvare il testo, tutto rimandato a data da definirsi. Il Pd vota per il rinvio con Pdl e Udc, poi Principe accusa Scopelliti di aver cambiato le carte
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