Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Domenica, 05 Agosto 2012
Domenica, 05 Agosto 2012 22:27

Ancora roghi in Calabria

ROMA Sono 30 gli incendi che oggi hanno richiesto l`intervento, in supporto alle squadre di terra, di elicotteri e canadair della flotta dello Stato. Il maggior numero di richieste al Dipartimento della Protezione civile è arrivato dalla Sicilia, con nove richieste di intervento, seguita da Campania e Lazio (6), Puglia (3), Abruzzo (2), Basilicata, Calabria, Sardegna e Umbria (1). Al momento risultano spenti o sotto controllo 13 roghi mentre su altri 17 stanno lavorando undici canadair, otto fire-boss, tre elicotteri S64, un Ab412 e un CH47.

CATANZARO «ll maldestro tentativo di alcuni consiglieri regionali del Pdl di fare passare una previsione di tendenza degli italiani dove trascorrere le vacanze estive come un dato certo, è alquanto azzardato». Lo affermano, in una nota, i presidenti delle sezioni turismo di Confindustria di Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Crotone e Vibo Valentia, Daniele Rossi, Alfonso Cosentino, Giuseppe Nucera, Massimo Sposato e Giuseppe Macrì. «La domanda posta dall`indagine commissionata da Federalberghi – aggiungono – era ben chiara: se lei dovesse andare in vacanza quale regione sceglierebbe? Il 13% degli intervistati ha risposto che sarebbe venuta in Calabria. Purtroppo, per noi imprenditori turistici e per il sistema economico della Calabria, la realtà è ben diversa. Fino adesso abbiamo avuto un crollo degli arrivi sia degli italiani che dagli stranieri. I tedeschi sono scomparsi dai nostri alberghi. Come presidenti delle sezioni turismo di Confindustria Calabria, avevamo detto che nella zona di Tropea, la perla del turismo calabrese, c`è stato fino al mese di luglio un crollo del 20 per cento di arrivi e presenze. Oggi aggiungiamo che nel resto della Calabria questa percentuale è molto più alta, con punti del 30-35% in meno di presenze rispetto all`anno scorso. Speriamo che nel mese di agosto ci sia un recupero ma, in ogni caso, quello che abbiamo perso nessuno studio o dichiarazione dei politici ci potrà restituire». «Invitiamo la politica calabrese – dicono ancora i presidenti delle sezioni turismo di Confindustria – a guardare la realtà del turismo calabrese, a parlare con gli albergatori, ristoratori i gestori di stabilimenti balneari e di prendere atto del fallimento di una gestione, basata sull`improvvisazione e il pressapochismo. Ci auguriamo che Scopelliti convochi il Comitato istituzionale del turismo della Regione per un confronto su una programmazione seria per la stagione 2013, che al momento risulta completamente priva di indirizzi e contenuti. Il tanto sbandierato Piano triennale è rimasto sulla carta. La promozione e la programmazione turistica non ci sono state, ma di tutto questo parleremo a settembre, a stagione finita. Con l`augurio che, nel frattempo, la politica apra gli occhi».

REGGIO CALABRIA Il consigliere regionale Mimmo Talarico (Idv) ha inviato una lettera al presidente della giunta, Scopelliti, e all`assessore alla Caccia e Pesca, sottoscritta anche da Giampaolo Chiappetta (Pdl), Gianluca Gallo (Udc) e Mario Franchino (Pd) per chiedere di anticipare l`apertura della caccia al cinghiale nella zona del Savuto. «I consiglieri – è scritto in un comunicato – si fanno interpreti della preoccupazione espressa da numerosi sindaci, e in particolare da quelli di Aprigliano, Rogliano, Scigliano, Bianchi, Colosimi, Parenti, Pedivigliano, unitamente a moltissimi agricoltori, cittadini e associazioni agricole e venatorie, rispetto alla presenza massiccia di cinghiali nelle aree montane del Savuto, interessate negli anni passati da iniziative di ripopolamento della specie. L`animale, sostengono i consiglieri, riproducendosi rapidamente, sta causando non solo danni alle colture ma anche alle infrastrutture civili e alle specie vegetali selvatiche e scorrazzando anche nei dintorni dei centri abitati, costituiscono una minaccia all`incolumità delle persone». Agli abitanti dei centri del Savuto può capitare, a tarda sera, di vedere nei pressi delle loro case aggirarsi alcuni cinghiali.
«In attesa che gli organi competenti, Provincia di Cosenza e Atc – si afferma ancora nella nota – predispongano un piano straordinario per arginare il problema, i consiglieri regionali chiedono di derogare al calendario venatorio, consentendo la caccia agli ungulati da subito nei territori interessati dal problema».

LONGOBUCCO Domenica scorsa saliva sul podio. Oggi tutto un paese è in festa per abbracciare la sua campionessa. Rosalba Forciniti, la prima donna calabrese salita sul podio olimpico di Londra per la medaglia di bronzo nella categoria 52 Kg di judo, è rientrata ieri mattina a Longobucco, piccolo centro del Cosentino, assieme a i genitori ha abbracciato tutti i suoi concittadini e ha partecipato a una festa organizzata dall`amministrazione comunale.
A Longobucco, sua città natale, si sono radunate centinaia di persone giunte anche dai centri limitrofi. Nella piazza principale è stato allestito un grande palco sul quale Rosalba ha raccontato la sua esperienza a Londra. «È una sensazione stupenda – ha detto – e ancora oggi, a distanza di una settimana, ancora non ci credo. Non dormo e penso a quei momenti indimenticabili mentre salivo il podio e mentre ricevevo la medaglia. Il mio grazie va soprattutto all`Arma dei carabinieri, che mi ha permesso di arrivare fino al podio olimpico. Voglio ringraziare anche i miei genitori e tutto lo staff tecnico». Con Rosalba c`era il padre, Domenico Forciniti, che a stento è riuscito a trattenere le lacrime mentre stringeva la figlia. «Siamo tutti felici – ha detto – e vogliamo ringraziare i longobucchesi e tutti coloro che hanno tifato per mia figlia». La festa per il rientro di Rosalba Forciniti è proseguita fino a tarda serata, anche con uno spettacolo musicale. I festeggiamenti sono ripresi anche nella giornata di oggi. Lunedì Rosalba sarà ricevuta dal presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio.

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  • Occhiello Esattamente una settimana fa scriveva una pagina di storia: prima donna calabrese a salire sul podio olimpico. La campionessa di judo lunedì sarà ricevuta dal presidente della Provincia di Cosenza

L`anticiclone "Nerone" fa sentire i suoi effetti anche in Calabria, dove oggi si sono registrate temperature particolarmente elevate. La punta massima, secondo quanto rilevato dalla rete di monitoraggio dell`Arpacal, è stata raggiunta a Torano Castello (Cosenza), dove il termometro ha raggiunto i 40,2 gradi. Temperatura elevata anche a Cosenza, dove si è arrivati a 37,4. Clima più mite, invece, a Crotone (35,4), Catanzaro e Vibo Valentia (33,7) e Reggio Calabria (32,4).

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  • Occhiello Punta massima registrata a Torano Castello. Temperature leggermente più miti a Crotone, Catanzaro, Vibo e Reggio

MELICUCCO Un`altra domenica di sangue sulle strade calabresi. C`è anche un neonato di 50 giorni tra i sei feriti dell`incidente accaduto oggi pomeriggio lungo la strada di grande comunicazione Jonio-Tirreno, nel territorio di Melicucco, nel quale sono morte due persone. Il neonato, le cui condizioni non destano preoccupazione, è il figlio di una coppia di cittadini bulgari rimasti anche loro feriti in modo non grave. Nell`incidente è rimasto ferito anche un altro figlio di tre anni della coppia di bulgari, pure lui in modo non grave (ha riportato la frattura di un femore). Ferito anche un altro bambino di un anno e cinque mesi che viaggiava su un`altra delle auto coinvolte nell`incidente. Le sue condizioni, comunque, non destano preoccupazioni. Le due persone decedute sono Paolo Carbone, di 56 anni, di Palmi, e Giuseppe Piscionieri, di 80, di Roccella Jonica. Carbone era il conducente di una delle due Peugeot che si sono scontrate nell`incidente, mentre Piscionieri viaggiava a bordo dell`altra Peugeot condotta da un suo parente. Uno dei feriti, contrariamente a quanto si era appreso in un primo tempo, è grave. È la moglie di Carbone, Paola Loiercio, di 50 anni. È stata ricoverata, con prognosi riservata, nell`ospedale di Polistena.
Il traffico è stato momentaneamente bloccato e deviato sulla strada provinciale. La strada di grande comunicazione SS682 "Jonio-Tirreno" è stata provvisoriamente chiusa in entrambe le direzioni al km 5,400, in provincia di Reggio Calabria, e sono state predisposte le deviazioni del traffico veicolare. In direzione nord è stata predisposta l`uscita obbligatoria allo svincolo di San Fili (in provincia di Cosenza) e rientro allo svincolo di Melicucco (in provincia di Reggio Calabria). Viceversa in direzione sud: uscita obbligatoria allo svincolo di Melicucco e rientro allo svincolo di San Fili.

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  • Occhiello Tragico incidente stradale lungo la grande strada di comunicazione Jonio-Tirreno. Tra i feriti anche un neonato di 50 giorni e altri bambini. Grave la moglie di una delle due vittime
Domenica, 05 Agosto 2012 19:05

Ecco Miss Terrona

In barba ai pregiudizi contro i meridionali, Miss Terrona ha incoronato la sua reginetta. Nella splendida cornice del Castello di Quassolo, in provincia di Savona, si è tenuta la finale del concorso organizzato dall`associzione "Il Ponte" e dal suo presidente, Rodolfo Mirri, cosentino doc. La più bella è stata Annamaria Bianco, diciottenne di Albenga, ma con papà calabrese e mamma siciliana. Una splendida bellezza mediterranea, a cui si sono affiancate Bianca Rosaria Parisi, di Taverna (Catanzaro) eletta Miss Cinema; Sharon Esposito, di Soverato (Catanzaro), Miss Eleganza; e Danila Licari, di Randazzo (Catania), Miss Simpatia.
Il Corriere della Calabria ha pubblicato in anteprima, lo scorso giugno (in allegato il servizio), le finaliste della prima edizione del concorso che nasce come una provocazione nei confronti di chi ha ancora pregiudizi verso i meridionali, gli emigrati sprezzantemente chiamati terroni, ma allo stesso tempo vuole risvegliare l’orgoglio di origini mai dimenticate. Alle selezioni nazionali, infatti, potevano iscriversi ragazze, di eta? compresa tra i 18 e i 28 anni, residenti al Sud o al residenti Nord ma con almeno un genitore di origini meridionali. Ha vinto anche l’idea e il messaggio che questo concorso ha voluto lanciare: le barriere tra Nord e Sud non esistono più. Rodolfo Mirri, ideatore del concorso è un calabrese “emigrato” al Nord 32 anni fa, come tanti altri, per motivi di lavoro, attivo nel sociale, nella politica e nell`amministrazione locale, carcarese con trascorsi sportivi a livello nazionale nel settore arbitrale Per Mirri, originario di Pedivigliano nel Cosentino, «definire Miss Terrona un semplice concorso di bellezza è un grosso errore. La manifestazione che metterà in primo piano la bellezza, mira soprattutto a rivalutare e fare conoscere anche al Nord parte delle tradizioni e della storia del Meridione. Un particolare ringraziamento va ai comuni di Carcare e Cosseria, due piccole realtà che hanno accolto con le loro istituzioni e la gente comune le ragazze e i loro familiari».
Nonostante la pioggia, la serata conclusiva ha regalato diverse emozioni. Hanno presentato la serata Roberta Scardola, attrice dei Cesaroni e il presentatore Roberto Colangeli. Ospite speciale della serata è stato il cantautore Pierdavide Carone che, con una straordinaria esibizione senza microfono, ha infiammato il pubblico con “Nanì”, il brano che aveva cantato assieme a Lucio Dalla all’ultimo Festival di Sanremo. Ospiti anche il ballerino Riccardo Riccio, direttamente dal talent show Amici e Jamaica Corridori vincitrice del programma di Sky “Lady Burlesque 2011”.
La vincitrice del concorso e l’organizzatore Rodolfo Mirri, riceveranno a settembre, al Campidoglio, il premio internazionale "Euromediterraneo" per aver ideato un concorso che sta ricevendo apprezzamenti a livello nazionale.

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  • Occhiello Annamaria Bianco, diciottenne di Albenga, ma con papà calabrese e mamma siciliana, è stata eletta la più bella del concorso organizzato in provincia di Savona da un cosentino. Una provocazione per eliminare i pregiudizi contro i meridionali

ISOLA CAPO RIZZUTO I carabinieri hanno fermato a Isola Capo Rizzuto un imprenditore, Mirko Pugliese, di 24 anni, con precedenti di polizia, accusato di tentato omicidio. Pugliese, il 27 luglio scorso, aveva sparato alcuni colpi d`arma da fuoco contro un autista con il quale poco prima aveva avuto una lite per futili motivi. Il fermo dell`imprenditore è stato fatto dai carabinieri in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica di Crotone.  

Domenica, 05 Agosto 2012 16:19

Due latitanti catturati a Roggiano Gravina

ROGGIANO GRAVINA Altri due latitanti, presunti affiliati al clan Presta finiscono nella rete degli investigatori. Si tratta di Antonio e Roberto Presta, rispettivamente 49 e 35 anni, entrambi coinvolti nell’operazione “Santa Tecla”. Sono stati rintracciati entrambi a Roggiano Gravina: uno a casa propria e l’altro nell’abitazione di una donna - della quale non è stata resa nota l’identità - che è stata fermata per favoreggiamento. L’inseguimento dei carabinieri ai due uomini,considerati i reggenti della cosca da quanto il boss Franco Presta è stato catturato nell’area universitaria di Rende, andava avanti da circa due anni, quando i cugini del capoclan erano riusciti a sottrarsi all’arresto del blitz che aveva decimato le ’ndrine dello Jonio cosentino. Da allora era stata una incessante caccia all’uomo. E il 6 aprile scorso, i militari dell’Arma erano andati vicinissimi alle due primule rosse, scovando un bunker che sembrava essere stato utilizzato da poco. Solo una settimana più tardi, la polizia di Cosenza avrebbe scovato il leader del clan in una villetta di Arcavacata, a poche centinaia di metri dall’università.
Era il segnale che il cerchio si stava chiudendo anche attorno ai sodali del killer dagli occhi di ghiaccio. Mancavano all’appello proprio Antonio e Roberto, fantasmi che si muovevano (era questa l’ipotesi, rivelatasi esatta, degli inquirenti) nel loro impero: da Roggiano Gravina a Tarsia, da Spezzano Albanese a San Lorenzo del Vallo. Una latitanza lunga, nutrita dalla collaborazione di fiancheggiatori insospettabili. Una rete di protezione che ha funzionato a lungo, prima dell’incursione dei carabinieri che hanno messe le manette ai polsi dei due uomini, che sono accusati di aver avuto un ruolo di primo piano in una delle principali attività del clan di Tarsia: il narcotraffico.
Ad Antonio Presta, i magistrati della Dda di Catanzaro che hanno firmato l’ordinanza “Santa Tecla”, hanno assegnato il compito di organizzatore e promotore del traffico di stupefacenti. Roberto, invece, sempre secondo quanto risulta dalle pagine dell’accusa, sarebbe stato tra coloro i quali garantivano lo smercio della “roba” a Roggiano e nei comuni vicini.
Nei mesi scorsi era finito in manette anche il figlio di Antonio Presta, Giuseppe. Si era costituito, dopo che le accuse a suo carico (era considerato uno dei promotori del narcotraffico) erano state ridimensionate dal Tribunale della libertà di Catanzaro.

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  • Occhiello Si tratta di Antonio e Roberto Presta, cugini del boss Franco e presunti affiliati al clan di Tarsia. Erano sfuggiti agli arresti dell`operazione "Santa Tecla"

LAMEZIA TERME Un attentato è stato compiuto a Lamezia Terme contro l`abitazione di due pentiti di `ndrangheta, Rosario e Giuseppe Cappello, padre e figlio, ex affiliati alla cosca Giampà. Davanti l`ingresso della casa è stato fatto esplodere un ordigno che ha danneggiato un cancello. La casa è disabitata perché Rosario Cappello e il figlio sono stati portati da tempo in una località protetta. La stessa casa, nel maggio scorso, era stata incendiata.

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