Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Giovedì, 09 Agosto 2012

LAMEZIA TERME L`Antitrust ha multato Fs per 300mila euro per «abuso di posizione dominante». Secondo l`Authority infatti Ferrovie dello Stato ha messo in atto «una complessa e unitaria strategia» attraverso le controllate Rete ferroviaria italiana (Rfi) e Trenitalia, per «impedire l`ingresso dell`attività della società Arenaways sul mercato del trasporto passeggeri sulla tratta Torino-Milano». Ma il gruppo guidato da Mario Moretti difende «la piena correttezza del proprio operato» e «formula la più ampia riserva di valutazione del provvedimento, incluso il ricorso». Inoltre ricorda, nel caso specifico «che la necessità di mantenere l`equilibrio economico del contratto di servizio è prevista per legge». In particolare, secondo l`Antitrust, Rfi (società che gestisce la rete ferroviaria) «ha adottato comportamenti dilatori» rispetto alla richiesta di assegnazione delle tracce avanzata da Arenaways, che hanno portato a «un ritardo di oltre 18 mesi. E per questo l`Authority ha previsto una multa di 100mila euro a gruppo Fs e Rfi.
Altri 200mila euro di sanzione sono stati comminati perché Trenitalia ha fornito all`ufficio regolatore competente una rappresentazione dei fatti «non corretta per orientarne la decisione a proprio favore», e a negare la possibilità di effettuare fermate intermedie sulla Milano-Torino. Inoltre, la stessa società ha usato «i propri treni commerciali e, in un secondo momento, anche quelli programmati nei contratti di servizio, ampliando e modulando la propria offerta in modo da sovrapporsi in parte rilevante ai servizi di Arenaways».
Nel calcolo della multa l`Antitrust ha tuttavia tenuto conto del contesto, ovvero la novità del quadro giuridico relativa alla liberalizzazione del trasporto ferroviario passeggeri, entrata in vigore proprio tra il 2009 ed il 2010. Inoltre l`Authority ha anche diffidato il gruppo Fs «dal mettere in atto in futuro comportamenti analoghi, che mettono a rischio ogni tentativo di apertura del mercato». Arenaways, piccolo operatore di Alessandria fondato nel 2006, aveva debuttato sui binari della Torino-Milano nel novembre 2010, con un servizio pendolari, dopo un percorso ad ostacoli. Nell`autunno del 2011 era fallita ed ora, nella sua “seconda vita“, opera il servizio Trenohotel, con carrozze di lusso e auto al seguito, in collaborazione con Trenitalia, sulle tratte Torino-Reggio Calabria e Torino-Bari.

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  • Occhiello Secondo l`Authority Ferrovie dello Stato ha messo in atto una «complessa e unitaria strategia»

REGGIO CALABRIA Dopo le dichiarazioni al veleno di Nicola Irto sulla gestione del depuratore di Ravagnese, arriva la pronta replica di Michele Raso, capogruppo della "Lista Scopelliti" in consiglio comunale. «Sulla dolente vicenda del depuratore - è scritto in una nota -, il consigliere del Pd Nicola Irto dovrebbe supportarci in questa battaglia per la legalità e non proseguire in una polemica stucchevole e demagogica». «Quel che sta accadendo a Ravagnese – ha continuato Raso - è certamente grave, oltre che singolare, e siamo alle soglie di un reato ambientale che va perseguito, sia al fine di ristabilire le regole che di consentire il normale funzionamento del depuratore. L’amministrazione comunale e le autorità competenti stanno lavorando proprio in questa direzione al fine di individuare il soggetto che sta sversando liquidi nel depuratore con scarichi anomali e, contestualmente, monitorare l’impianto per risolvere il grave disagio che tanti cittadini del popoloso quartiere di Ravagnese soffrono e che certamente riguardano la posizione della struttura in prossimità dell’abitato, condizione questa certamente non imputabile a scelte politiche del governo cittadino di centrodestra». «Ecco perché - ha spiegato il capogruppo - non comprendiamo le ragioni di Irto che, invece di battersi per il rispetto delle regole e la ricerca dei colpevoli, detta polemiche sterili che vorrebbero alimentare uno scontro politico che a tutto può servire tranne che a risolvere le problematiche. D’altronde, anche sulla seconda linea, l’assessore Morisani non ha parlato di ritardo ma si è limitato a notiziare per l’impegno profuso dall’Ufficio affinché i lavori proseguano e a breve siano ultimati». Dunque – ha concluso Raso - invitiamo il consigliere del Pd a supportare questa battaglia per la legalità e il rispetto delle regole, eventualmente supportando le forze dell’ordine nel lavoro non facile, presupponendo controlli sia territoriali che di analisi dei liquami, ma che potrebbe portare a serie determinazioni, tutti consapevoli che sulla salute dei cittadini non dovrebbe esserci alcun colore politico».

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  • Occhiello Il capogruppo della "Lista Scopelliti" in consiglio comunale ha replicato alle critiche dell`esponente democrat

CATANZARO «Pare che durante la conferenza stampa di Laratta e Guccione si sentisse il rumore delle unghie di chi cerca di arrampicarsi sugli specchi, in assenza di argomentazioni serie. Gli esponenti del Pd cercano, peraltro con poca furbizia, di screditare l`operato di Scopelliti nelle vesti di Commissario per l`attuazione del Piano di rientro,probabilmente perché storditi dall`invidia di chi, dopo aver creato il danno, non riesce ad ammettere che i propri avversari hanno avviato un percorso virtuoso in un settore vittima di anni di cattiva gestione». Lo sostiene, in una nota, il consigliere regionale del Pdl Mario Magno, presidente della commissione consiliare “Riforme e Decentramento“. «Non sono certo loro - aggiunge - a doverci dire che la situazione della sanità calabrese è ancora delicata. Piuttosto ci spieghino perché, quando erano al governo, le azioni della loro parte politica sono servite soltanto ad aumentare i problemi, alimentando sprechi e sperperi che l`amministrazione guidata dal presidente Scopelliti ha eliminato. Come mai sono rimasti in silenzio davanti allo scempio delle gestioni precedenti? Eppure Laratta e Guccione sono esponenti di primo piano del Pd calabrese, che ha avuto ben cinque anni per risolvere i problemi della sanità. Scopelliti, invece, ne ha impiegati solo due per riorganizzare il comparto e quantificare i debiti pregressi, come certificato dal tavolo Massicci. È inutile fare demagogia politica e cercare di bizantineggiare, perché i numeri non sono suscettibili di interpretazioni. Il verbale dell`ultima riunione ha evidenziato come, al 31 dicembre 2011, sono stati risparmiati ben 144 milioni rispetto al 2009 e che per chiudere il debito al 31 dicembre 2007 è necessaria una copertura tra 578 e 691 milioni di euro. Come mai Laratta e Guccione hanno dimenticato di dire che è stato consentito l`accesso ai fondi Fas per 578 milioni, con cui verranno soddisfatti i vari creditori che attendono da anni pagamenti dalla Regione? Senza dimenticare gli altri riconoscimenti riguardanti i notevoli miglioramenti in ambito di riorganizzazione sanitaria». «Per quanto concerne la cardiochirurgia di Reggio Calabria -dice ancora Magno - il consigliere Guccione, che dimostra grande incoerenza, dovrebbe abbandonare le logiche che mettono in contrapposizione i territori e spiegare ai cittadini che quel reparto è stato finanziato ed i lavori sono stati avviati sotto la gestione del centrosinistra, al contrario di quanto accaduto a Cosenza dove, in tal senso, nessuna opera è stata mai finanziata quando era il suo partito ad amministrare la Regione. Adesso la struttura è praticamente pronta, per cui si troverà una soluzione in coerenza con il piano di rientro e con le esigenze del territorio, al fine di fornire servizi efficienti e far diminuire la migrazione sanitaria».  «La realtà è che il percorso per normalizzare i servizi - conclude Magno - è ben avviato e finalmente c`é una visione globale di prospettiva della sanità calabrese, per garantire ai calabresi il diritto alla salute. Il resto sono solo chiacchiere che non meriterebbero neanche repliche».

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  • Occhiello Il consigliere regionale del Pdl attacca gli esponenti democrat: invidia per chi sta lavorando bene

TROPEA Un tuffo azzardato che rischia di trasformarsi in una tragedia, evitata anche grazie al tempestivo intervento di guardia costiera e 118. Un ragazzo di 31 anni, F.M., nel pomeriggio di giovedì si è lanciato dagli scogli della Madonna dell’Isola di Tropea, in un tratto di mare dal fondale basso. Subito dopo l`entrata in acqua, però, le sue gambe hanno urtato con violenza contro il fondale. L`incauto bagnante ha immediatamente avvertito forti dolori alla zona lombare. Gli amici hanno subito chiamato i soccorsi. Ma il tratto di costa teatro dell`incidente era inaccessibile per il battello della Capitaneria di porto di Vibo Valentia, a causa di alcune barriere marine. E così i due militari in servizio hanno deciso di raggiungere il giovane a nuoto. Una volta accertate le condizioni fisiche tutto sommato non preoccupanti - il ragazzo riusciva a muovere autonomamente le gambe - il personale della Capitaneria, insieme a quello del 118, è riuscito a trasportare il bagnante a riva per mezzo di un pattino. Successivamente il giovane è stato ricoverato prima nell`ospedale di Tropea - dove gli sono state diagnosticate microfratture vertebrali - e subito dopo in quello di Catanzaro.
I militari della guardia costiera, nel periodo primaverile effettuano corsi di salvataggio e di prima assistenza sanitaria, in collaborazione con il servizio 118.

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  • Occhiello Il giovane ha riportato alcune microfratture vertebrali

ROSARNO Da latitante se ne stava al mare, in spiaggia, godendosi le "vacanze" che i carabinieri gli hanno rovinato. Roberto Matalone, una delle figure di vertice del clan Pesce di Rosarno, è stato catturato mentre piantava l`ombrellone nel pomeriggio, a Joppolo, in provincia di Vibo Valentia. L`hanno assicurato alla giustizia attraverso un`operazione congiunta i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, i militari del Ros, dello Squadrone eliportato cacciatori e del Comando provinciale vibonese. Matalone, 34 anni, era ricercato dall’aprile 2010, quando riuscì a sfuggire alla cattura assieme ad altri due pezzi da 90 della `ndrina rosarnese: i cugini Marcello e Francesco Pesce ("Testuni"). Il giovane arrestato oggi iniziava così, assieme agli altri due, una latitanza che tutt`ora, dopo l`arresto di Francesco Pesce, continua solo per Marcello Pesce, a significare che l`intensificazione dell`azione delle forze dell`ordine continua a dare buoni frutti. La cattura di Matalone è avvenuta in una spiaggia del centro tirrenico, a un tiro di schioppo da Rosarno, in una località dove evidentemente il ricercato si sentiva al sicuro, anche per poter proseguire il predominio del territorio a cui la cosca è interessata. L`arresto di Matalone, che era stato rinviato a giudizio da ultimo nell`ambito del procedimento della Dda denominato "All Inside", riveste inoltre un`importanza eccezionale anche per via del ruolo apicale da lui svolto, essendo legato da un forte vincolo di parentela con il boss Francesco Pesce, del quale ha sposato una sorella, Maria Grazia, ed è ritenuto dagli inquirenti un esponente apicale della cosca, attiva sia a Rosarno che nelle zone limitrofe e a Milano.
Le attività di pedinamento, svolte dai carabinieri, hanno permesso di concentrare l’interesse investigativo sull’area marina di Joppolo e hanno consentito di individuare l’abitazione nella quale il latitante si era stabilito con moglie e figli. La donna, anch’essa imputata nel processo “All Inside”, aveva messo in atto tutta una serie di cautele da adottare per eludere eventuali indagini in corso, utilizzando autovetture sempre diverse. Il nucleo familiare è stato individuato mentre si recava al mare e l’arresto è avvenuto in spiaggia, mentre Matalone era appena arrivato e stava piantando l’ombrellone.

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  • Occhiello Arrestato Roberto Matalone: è una delle figure di vertice del clan Pesce di Rosarno. Prendeva il sole al lido di Joppolo ma non è sfuggito al blitz dei carabinieri

CROTONE Tre condanne all`ergastolo sono state inflitte dalla Corte d`assise di Catanzaro per gli imputati accusati della strage del campo di calcetto compiuta a Crotone nel 2009 e per l`omicidio di Michele Masucci, ucciso nel 2007. Nella strage rimase ferito Domenico Gabriele, di 11 anni morto dopo tre mesi di coma. I condannati sono Andrea Tornicchio e Vincenzo Dattolo, assolto Francesco Tornicchio. Per l`omicidio Masucci condannato Francesco Tornicchio, assolto Donatello Le Rose.
La Procura aveva chiesto il carcere a vita per tutti gli imputati accusati di essere mandanti e autori della sparatoria in cui rimase ucciso il piccolo Domenico Gabriele.
Durante la sua requisitoria il pm Salvatore Curcio aveva ricostruito movente e modalità, servendosi anche di alcuni filmati proiettati nell`aula bunker, chiedendo la condanna al carcere a vita per «un atto di vera barbarie». Il sostituto procuratore aveva chiesto alla Corte di assise di Catanzaro (presieduta dal giudice Giuseppe neri) di infliggere la pena dell`ergastolo a Francesco Tornicchio, di 31 anni, ritenuto il boss dell`omonima cosca di Crotone; al fratello Andrea, di 20 anni, e a Vincenzo Dattolo, di 26, accusati della strage; ergastolo anche per l`omicidio Masucci per Francesco Tornicchio e Donatello Le Rose. Nella strage nel campo di calcetto rimase ferito Domenico Gabriele, il bambino di undici anni morto dopo tre mesi di coma, fu ucciso all`istante Gabriele Marrazzo, di 35 anni, che era il reale obiettivo dell`agguato e rimasero ferite altre 9 persone. A scatenare quella cieca violenza sarebbero stati i contrasti per il controllo del territorio tra il clan dei Tornicchio, legato alla cosca Giglio di Strongoli, e Gabriele Marrazzo, referente della cosca di Rocca di Neto.

IL SINDACO DI CROTONE: «ABBRACCIO I GENITORI DI DODO`»
«In questo momento, al termine di una lunga giornata d`attesa, interpretando la volontà di tuttala comunità di Crotone, rinnovo un abbraccio fortissimo a Francesca e Giovanni». È il commento del sindaco di Crotone, Peppino Vallone, indirizzato ai genitori di Domenico Gabriele, ucciso dalla criminalità organizzata, dopo aver appreso della sentenza emessa dalla Corte d`assise di Catanzaro.   «Ribadisco – ha aggiunto – quello che ho espresso il giorno del funerale di Dodò: c`è un tempo per il dolore, c`è un tempo per la giustizia. Oggi è il giorno della giustizia ma non meno doloroso per i genitori di Domenico per la montagna di ricordi che avrà affollato i loro cuori. Un dolore che spero, sia stato mitigato dalla presenza di tanti cittadini, tantissimi giovani provenienti da ogni parte d`Italia, che stamattina sisono stretti accanto alla famiglia. Grazie a loro, grazie all`associazione Libera per la bella testimonianza».   L`amministrazione comunale, che si è costituita parte civile, ha voluto essere presente stamattina alle fasi conclusive del processo. A rappresentare l`ente il vicesindaco Teresa Cortese e l`assessore all`Urbanistica Vincenzo Mano.Teresa Cortese ha consegnato ai genitori di Domenico Gabriele alcuni dei tantissimi messaggi che ancora stanno pervenendo all`amministrazione, che aveva chiesto ai cittadini di testimoniare anche attraverso mail la loro vicinanza.

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  • Occhiello Carcere a vita per Andrea Tornicchio, Vincenzo Dattolo e Francesco Tornicchio, accusati della sparatoria che causò la morte del piccolo Domenico Gabriele e di Gabriele Marrazzo, il vero obiettivo dell`agguato. E dell`agguato che avvenne nel 2007

REGGIO CALABRIA Da quest`anno niente più sconti per l`acquisto dei libri scolastici. Secondo quanto riferito dal Pdci di Reggio, infatti, i librai della città dello Stretto non sarebbero in grado di anticipare i soldi per l`acquisto dei volumi, a causa dei crediti non corrisposti da parte del Comune di Reggio. Da qui la decisione di non accettare più cedole e buoni per l`acquisto dei libri. Secondo il Pdci «per precisa colpa ed esclusiva responsabilità dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Arena, migliaia di famiglie reggine riceveranno, nelle prossime settimane, un nuovo pesantissimo salasso che colpirà i già magri bilanci familiari. Possiamo ufficialmente anticipare che i librai reggini non sono, oggettivamente, in grado di anticipare i capitali necessari per l’acquisto dei libri da distribuire agli scolari per conto del Comune e di conseguenza hanno deciso che per l’imminente nuovo anno scolastico non accetteranno cedole o buoni per i libri che, quindi, purtroppo, saranno venduti solo a pagamento».
Per il partito dei comunisti italiani si tratta di «una decisione causata dal vergognoso comportamento dell’amministrazione comunale reggina che, quindi, provocherà una pesante stangata e un enorme danno economico alle famiglie reggine. Per colpa di una scellerata giunta comunale viene incredibilmente cancellato il diritto costituzionalmente garantito allo studio e all’istruzione». «Questa drastica decisione - secondo il Pdci - è la logica conseguenza della turpe presa in giro che la giunta comunale ha riservato ai librai durante tutto l’anno scolastico appena terminato. A fronte di reiterate chiacchiere e promesse e, addirittura, nonostante un dettagliato protocollo d’intesa, siglato in pompa magna tra la giunta Arena e i librai reggini, gli stessi vantano un credito enorme. Debiti che, guarda caso, il Comune non ha onorato con le gravi conseguenze del caso. L’amministrazione deve ancora pagare circa 170mila euro per le cedole comunali riservate agli scolari delle scuole elementari o primarie, a cui si aggiungono, addirittura, circa 700mila euro per i buoni libro riservati agli studenti delle scuole medie e superiori. Ammonta, quindi, a un totale di circa 870mila euro il debito nei confronti di librai e agenti editoriali: una cifra gigantesca, ma relativa, esclusivamente, all’anno scolastico che si è concluso».
«Purtroppo - si legge ancora nella nota - questo cinico e indecente comportamento della giunta Arena ha provocato gravissime conseguenze alla categoria dei librai. Molti storici esercenti e numerose agenzie editoriali sono stati costretti, dopo decenni di lavoro, ad abbassare le serrande e chiudere l’attività, poiché, a fronte delle false promesse e dei ridicoli impegni della giunta Arena, sono costretti a pagare le case editoriali dopo massimo trenta giorni dalla ricezione dei libri scolastici. A Reggio Calabria accade anche questo e si tenta, unilateralmente e arbitrariamente, di cancellare un diritto fondamentale riservato e riconosciuto a tutti i cittadini del nostro Paese». Poi una promessa perentoria: «Certamente su questa vicenda non ci fermeremo e porteremo avanti ogni iniziativa finalizzata a far pagare quanto dovuto ai librai e agli agenti editoriali. Inoltre, riguardo lo scottante tema del diritto allo studio e alla gratuità dei libri siamo pronti ad investire formalmente, nelle prossime settimane, la Procura della Repubblica per verificare se si intravedono abusi in merito al mancato rispetto di quanto solennemente sancito dalla Costituzione del nostro Paese».

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  • Occhiello Secondo il Partito dei comunisti italiani dal prossimo anno scolastico gli studenti non potranno usufruire di sconti per l`acquisto dei libri, a causa del mancato rispetto degli accordi da parte di Palazzo San Giorgio

REGGIO CALABRIA «Allo stato nessuna determinazione formale è stata adottata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria in ordine ad un`eventuale riapertura delle indagini». Lo afferma in una nota il procuratore della Repubblica facente funzioni di Reggio Calabria, Ottavio Sferlazza, facendo riferimento alle «recenti e continue indiscrezioni pubblicate da organi di stampa» in merito alla riapertura delle indagini sull`omicidio del sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione Antonino Scopelliti, di cui oggi ricorre il 21/mo anniversario della morte. «Nessuna attività istruttoria, pertanto - aggiunge Sferlazza - è stata programmata, né avrebbe potuto esserlo. Ogni eventuale nuova emergenza investigativa, rispetto al quadro probatorio già valutato nel corso dei giudizi di merito definiti con sentenze irrevocabili, sarà rigorosamente vagliata da questo ufficio nella prospettiva della doverosa ricerca della verità imposta dalla legge e nel rispetto delle regole processuali». «Le imprescindibili esigenze - prosegue Sferlazza - connesse con il dovere di contribuire alla formazione di una corretta pubblica opinione su fatti oggettivamente rilevanti per la collettività, saranno adeguatamente soddisfatte nei modi, nei limiti e nei tempi previsti dalla legge e nel rispetto assolutamente prioritario del segreto investigativo».

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  • Occhiello Il procuratore della Repubblica facente funzioni di Reggio, Sferlazza, nega alcuna riapertura del caso dell`assassinio del magistrato ucciso dalla mafia 21 anni addietro
Giovedì, 09 Agosto 2012 19:31

Frode fiscale da 15 milioni a Lamezia

LAMEZIA TERME La guardia di finanza ha scoperto, nel lametino, una frode fiscale con emissione di fatture false per oltre 15 milioni di euro sequestrando a un gruppo di sei società, collegate allo stesso imprenditore, beni per 800mila euro. Quattordici, in tutto, le persone denunciate tra amministratori e titolari di imprese coinvolte, a vario titolo, nei reati di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture false, occultamento di scritture contabili, omesso versamento dell`iva e tentata truffa ai danni dello Stato. In particolare, i finanzieri coordinati dalla Procura della Repubblica hanno riscontrato un`evasione dell`iva calcolata in tre milioni di euro e base imponibile sottratta al fisco per 3,7 milioni di euro. Le indagini hanno preso il via da una verifica fiscale nei confronti di una società che aveva emesso fatture false verso varie imprese della regione attestanto forniture di beni e servizi mai effettuati. In seguito poi è stato individuato un ulteriore giro di fatture false realizzato da un gruppo sei società tutte collegate allo stesso imprenditore. Il gruppo aveva anche chiesto agevolazioni pubbliche per quasi 9 milioni di euro che non erano stati erogati per problemi burocratici sollevati dagli enti che avrebbero dovuto liquidarli. Il sequestro preventivo dei beni è stato disposto nei confronti delle sei imprese responsabili di evasione fiscale per un ammontare corrispondente all`iva sottratta da ciascuna impresa. I finanzieri hanno apposto i sigilli ad appartamenti, terreni, quote societarie e disponibilità bancarie.

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  • Occhiello La guardia di finanza ha sequestrato beni per 800mila euro a sei società, riconducibile a un solo imprenditore. Riscontrata evasione dell`iva pari a 3,7 milioni

COSENZA «Il fatto importante è essere riusciti a colpire il senso d`impunità che spesso caratterizza i responsabili di certi reati». Il procuratore della Repubblica aggiunto di Cosenza, Domenico Airoma, ha commentato in questo modo il fermo di Riccardo Gaglianese, il giovane accusato dell`attentato incendiario contro la caserma dei carabinieri della compagnia di Cosenza. «Questa indagine - ha aggiunto - ha rappresentato negli ultimi giorni per noi una priorità perché quanto è accaduto martedì scorso è stato un fatto grave. E ancora più grave è che il giovane fermato abbia mostrato un senso d`insofferenza per la legge. Una cultura e un atteggiamento che vanno combattuti con forza perché non è concepibile che ci sia qualcuno che non rispetti le regole più elementari della convivenza civile». Airoma ha anche sottolineato «l`importanza degli strumenti della videosorveglianza, che si stanno rivelando sempre più indispensabili per il controllo e la sicurezza del territorio, consentendoci di colpire l`antistato nel mondo più rapido ed efficace». Secondo il comandante provinciale di Cosenza dei carabinieri, colonnello Francesco Ferace, quanto è accaduto martedì «é un fatto anche più grave rispetto agli episodi di criminalità organizzata perché rappresenta un gesto che dimostra insofferenza nei confronti dell`Arma. La vicinanza dei cittadini e delle istituzioni che ci è stata espressa inorgoglisce l`Arma dei carabinieri».
Sul conto di Riccardo Gaglianese, 19 anni, erano in corso accertamenti già dalla giornata di ieri. Dalle indagini è emerso che il giovane, che ha precedenti per danneggiamento e rapina, ha messo in atto l`attentato per vendicarsi del fatto che i carabinieri della compagnia di Rende gli avevano ritirato la patente perché aveva effettuato un sorpasso, lungo la statale 107, all`altezza di un semaforo superando le automobili che erano in fila. Gaglianese ha riempito una tanica di benzina che ha poi utilizzato per compiere l`attentato scegliendo come obiettivo la caserma dei carabinieri della compagnia di Cosenza, che è quella più vicina alla sua abitazione. «Per l`identificazione del responsabile dell`attentato - ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Cosenza, il colonnello Francesco Ferace - sono state determinanti le immagini registrate dalle telecamere installate all`esterno della caserma, insieme all`attività investigativa svolta dall`Arma. Ne sono emersi elementi schiaccianti a carico di Gaglianese riguardo la sua responsabilità nell`esecuzione dell`attentato».

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  • Occhiello Il procuratore aggiunto di Cosenza commenta il fermo di Riccardo Gaglianese, l`uomo accusato del danneggiamento alla "Grippo"
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