Politeama senza fondi, «colpa del sistema informatico». Ma è polemica

La Fondazione: «La domanda è stata presentata correttamente, chiederemo il riesame della graduatoria e siamo pronti a ricorrere al Tar». Il membro del cda Mascitti: «Estrema superficialità» Domenica, 13 Agosto 2017 11:29 Pubblicato in Cultura e spettacoli
Il teatro Politeama di Catanzaro Il teatro Politeama di Catanzaro

CATANZARO «La temporanea esclusione del progetto “Musica & Cinema. I luoghi  ritrovati” (evento storicizzato promosso dalla Fondazione Politeama) dalla graduatoria per il finanziamento di “interventi per la valorizzazione del sistema dei beni culturali e per la qualificazione e il rafforzamento dell’attuale offerta culturale presente in Calabria”, potrebbe essere stata causata da problemi sul sistema informatico che evidentemente hanno impedito l'integrale lettura del file, contenente tutta la documentazione necessaria». È quanto si legge in una nota della Fondazione Politeama, il cui progetto risulta escluso – secondo la graduatoria pubblicata sul sito della Regione – per la mancanza degli allegati progettuali.
«La domanda di partecipazione al bando regionale, redatta da uno studio  professionale esterno alla Fondazione – prosegue la nota –, contrariamente a quanto sostenuto da inutili polemisti, è stata correttamente inviata con Pec nella giornata del 19 giugno scorso alle 10.58, in un unico file, per come espressamente previsto dall'avviso pubblico. Esiste, ovviamente, documentazione che accerta il corretto invio del file, con ricevuta di accettazione e consegna».
«Avverso la decisione di momentanea esclusione, la Fondazione Politeama – si legge ancora – chiederà il riesame della pratica e della graduatoria, riservandosi anche il diritto di appellarsi al giudice amministrativo in caso di mancato accoglimento dell’istanza. La Fondazione ricorda che il progetto “Musica & Cinema. I luoghi ritrovati” è stato avviato nel 2009 e da allora ha sempre ottenuto il riconoscimento da parte della Regione Calabria».
«La Fondazione – si conclude la nota – è certa che la Regione Calabria prenderà atto delle osservazioni che saranno meglio illustrate nell'istanza di riesame e, in ragione della qualità che l’evento esprime, lo collocherà in posizione utile nella graduatoria dei progetti ammessi».

MASCITTI: TROPPA SUPERFICIALITÀ Piero Mascitti, membro del cda della Fondazione che ieri aveva polemizzato con l'ente per l'esclusione, risponde alla nota: «Prendiamo atto delle spiegazioni date dalla fondazione Politeama sul perché la richiesta avanzata alla Regione, per accedere ai fondi sugli eventi culturali, non sia stata neanche presa in considerazione. Un errore all’interno del sistema informatico nell’invio della posta certificata, questa la spiegazione data dai vertici della fondazioni. Fa specie che per le identiche motivazioni, tempo fa, Casadonte abbia perso l'incarico di direttore artistico del festival del cinema di Taormina. Corsi e ricorsi storici, verrebbe da dire», spiega Mascitti. Che continua: «Ciò che rimane, in questa amara vicenda, è l’estrema superficialità con cui opera la fondazione del più importante teatro della città. Il management culturale si fonda su tre pilastri: vision, mission e timing. Se manca anche uno solo dei tre, crolla l’intera architrave. Ci auguriamo che allo scivolone del Comune, in qualche modo si possa porre rimedio. Nel frattempo, non possiamo non augurarci che il sindaco Abramo – per scelte strategiche e decisive per il futuro di Catanzaro, come la selezione della sovrintendenza del Politeama – si affidi a criteri trasparenti e imparziali. Venuta meno l’immensa figura di Foglietti, di cui mi onoro di essere stato collaboratore, forse sarebbe stato il caso di ricorrere a un bando pubblico, che – come accaduto ad esempio alla Scala di Milano - avrebbe aperto le porte del teatro ai più grandi esperti del settore, latori di titoli, esperienze e competenze capaci di proiettare la fondazione sui più blasonati scenari internazionali. Scelte di prossimità, come nella fattispecie, non solo risultano al ribasso, quanto – purtroppo – addirittura controproducenti».