Delitti che "passione"

Presentato a Cosenza un libro sui volti della violenza nel cinema italiano d’autore di Claudio Mangolini, giornalista freelance e musicista torinese e Flaminia Bolzan, psicologa, criminologa romana Martedì, 10 Ottobre 2017 19:05 Pubblicato in Cultura e spettacoli

COSENZA É stato presentato alla libreria Ubik “Passione nera. I volti della violenza nel cinema italiano d’autore" di Claudio Mangolini, giornalista freelance e musicista torinese e Flaminia Bolzan, psicologa, criminologa e consulente per alcuni dei più noti casi di cronaca nera nazionali. Gli autori hanno rappresentato il loro lavoro come un saggio nato quasi per caso, dopo uno scambio di missive tra i due autori, il cui scopo è quello di avvicinare il lettore a due tipi di conoscenza: rispettivamente relativi al sé e alla modalità di rappresentare alcune parti umane ritenute inaccettabili trasformandole in arte. Nel libro sono riportate 32 pellicole del cinema italiano che affrontano le macro tematiche della rappresentazione della violenza e della perversione. Il lavoro, infatti, suddivide i film – le cui trame sono state magistralmente riassunte da Mangolini – in aree tematiche. Si va dal tema del serial siller, in cui troviamo pellicole autorevoli come "Evilenko", al sacro e profano, e anche il tema del rapporto tra delitto e mass media. Ogni argomento è stato analizzato dalla dottoressa Bolzan. Film d’autore come “Un borghese piccolo piccolo”, “I ragazzi della Roma violenta”, Almost blue”, hanno portato sullo schermo fobie, frustrazioni, perversione, radicandole nel tessuto sociale italiano. 
A dialogare con gli autori Alessia Truzzolillo, giornalista del Corriere della Calabria e Chiara Penna, avvocato penalista e che hanno focalizzato l’attenzione sul ruolo dei media nel processo penale e su come le figure degli esperti chiamati a vario titolo ad intervenire sui casi di cronaca possano talvolta anche condizionare la percezione dell’opinione pubblica rispetto fatti stessi. 
Durante la presentazione è intervenuto il noto criminologo Francesco Bruno che, insieme alla Bolzan, ha evidenziato il mutato ruolo della criminologia nel mondo attuale rispetto al passato.