La fatica di essere single

VILLA SAN GIOVANNI Convenzione sociale vuole che una donna, per essere veramente realizzata, debba avere un marito, dei figli e una casa da gestire. Diversamente, la parola “zitella” – soprattutto…

VILLA SAN GIOVANNI Convenzione sociale vuole che una donna, per essere veramente realizzata, debba avere un marito, dei figli e una casa da gestire. Diversamente, la parola “zitella” – soprattutto con l’avanzare dell’età – salta fuori in tempi celeri. «Quando pensi di mettere la testa a posto?», oppure «Quando credi di trovare marito?», sono gli annosi quesiti che ossessionano le vite di madri, zie e sorelle già belle che sistemate. Orsetta, la protagonista di “Un cottage tutto per sé” – monologo di e con Natalia Magni, con la regia di Sonia Barbadoro, una produzione Magnitudo Nove, andato in scena in doppia replica ieri al Teatro Primo di Villa di San Giovanni -, non è esonerata da cotanto destino. Di bell’aspetto e dal viso angelico, la donna è vicina agli “anta”, sogna di vivere in un cottage in campagna, ma abita in città dove costruisce cesti personalizzati per cani. È titolare – con la socia e amica Paola – del negozio “Canestro”, calembour che poco aggrada il suo gusto estetico da architetto. Pressata da madre e relativa amica perché trovi la sua sistemazione, accetta uno speed date (incontro per single) con Gregorio che, però, le dà buca. Delusa, opta per un teatro in cui constata che per chi è nubile non è prevista una riduzione di biglietto, e incrocia Marco, suo ex, che porta a passeggio il secondogenito di casa. Ma è grazie a Filippo che trova un attimo di respiro, abbandonandosi a un eccessivo viaggio a occhi aperti. 
Le azioni di Orsetta ruotano e prendono forma grazie a uno sgabello, sistemato al centro della scena su di un grande tappeto verde. Ai lati, due piantine di tulipani e corone di fiori. Sparsi sul palcoscenico, petali variopinti di rose (lancerà in tempi diversi gli stessi dalla borsa, possibile sinonimo di un auspicato giorno nuziale). Ci viene presentato come letto, diventa sgabello, si presa come pulpito per il discorso funebre della zia Emma (che le lascia in eredità il tanto desiderato cottage), diventa protagonista del trasloco in campagna in una casa vuota, abbandonata da Filippo dopo 9 mesi di amore. 
La forma drammaturgica di questo monologo è circolare: parte dall’Asl in cui fa terapia con un “invisibile” psicologo costretta dall’amica ansiosa, e lì ritorna che di diverso ha solo il cottage. Perché se è vero che non sempre possiamo cambiare le situazioni che viviamo, è altrettanto certo che possiamo scegliere come reagire: «Dottore, ho 40 anni suonati. Non ho un marito, non ho figli e faccio un lavoro inutile. Oppure sono nel pieno della mia splendida maturità, sono libera e indipendente e riesco a sopravvivere con la mia creatività», in una versione chapliniana della vita che dichiarava: «Credo nel potere del riso e delle lacrime come antidoto all’odio e al terrore». 
È una Julie Andrews dei nostri giorni (“My Favorite Things” tratta dal musical “Tutti insieme appassionatamente” è il leitmotiv dello spettacolo, cantata da lei stessa e arrangiata in più versioni), che elenca le «cose che piacciono a me», ma nessuno la ascolta. 
Interpretato con estremo umorismo, gioco-forza di un grande talento attoriale, questo spettacolo non cade mai nell’autocommiserazione dell’essere; non vive di disperazione o di vittimismi, anzi, affronta tutte le sconfitte con la carta vincente dell’autoironia e di una “goffaggine” catartica, anche se la vita da “gattara” è lì proprio dietro l’angolo. 
Natalia Magni strappa molte risate e rilassa gli animi; arriva al vissuto di tanti perché, almeno una volta nella vita la frase: «Basta! Mi rifiuto di compiangermi per un altro amore finito male», molta gente l’ha pronunciata. 
Lo spettacolo è stato finalista al concorso “Laura Casadonte 2016” promosso dal Teatro della Maruca di Crotone, che premia la comicità come riflessione sulle contraddizioni del vivere quotidiano. 

Miriam Guinea
redazione@corrierecal.it

 

 







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto