Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Mercoledì, 11 Ottobre 2017

LAMEZIA TERME Nasce il nuovo movimento "Rinascimento" dell'ex ministro del Tesoro, Giulio Tremonti e di Vittorio Sgarbi. La notizia è stata data oggi in una conferenza stampa nella quale è stato anche annunciato che il coordinatore politico nazionale dello stesso movimento è il senatore Paolo Naccarato.

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  • Occhiello Il senatore calabrese guiderà il nuovo movimento politico di Sgarbi e Tremonti

CATANZARO Trentanove anni, sindaco di Pianopoli da dodici, già vicesegretario provinciale catanzarese del Partito democratico: Gianluca Cuda arriva all’appuntamento per l’elezione a nuovo segretario provinciale della Federazione di Catanzaro dei democratici con in mano qualcosa in più rispetto alla semplice speranza di essere eletto. È lui il candidato attorno al quale il partito sembra aver fatto quadrato: difficile che dalle urne non sia lui a uscire vincitore. Ma quasi si schernisce e si nasconde dietro un sorriso imbarazzato se gli si chiede un commento da segretario in pectore: «Non mi sembra corretto nei confronti del mio avversario», dice. Il suo avversario è Ernesto Palma, ricercatore e docente dell’Università di Catanzaro, più volte accostato alla corrente loieriana del partito. 
Cuda, come si è arrivati alla sua candidatura?
«Siamo riusciti a ricucire una situazione drammatica nel nostro partito. Non voglio prendermi il merito, sono solo felice che si sia trovata una sintesi attorno al mio nome. Forse perché ho avuto la capacità di parlare un po’ con tutte le anime del partito e voglio ringraziare ognuna delle persone che ho incontrato perché ci siamo guardati negli occhi e abbiamo capito che c’è bisogno di ricominciare a lavorare dalla base».
Su che basi vuole costruire la sua segreteria?
«Dobbiamo essere un partito in grado di fare da collante tra la base e le istituzioni, affinché si possa aiutare concretamente il lavoro dei nostri eletti, sia che siano all’opposizione sia che siano al governo di un territorio. Questa è la nostra mission».
Ripartire dalla base è una ricetta probabilmente vincente, tuttavia se la base è risicata come nel capoluogo di regione, dove il Pd alle ultime amministrative è andato sotto il 6% dei voti, il lavoro si complica parecchio.
«È un paradosso quanto avvenuto a Catanzaro: basta fare un giro per la città per capire che a votare per Abramo sono stati in pochi, noi quindi abbiamo il dovere di tornare ad affrontare i temi della quotidianità affinché la politica si riavvicini alla gente».
Niente autocritica, quindi? 
«Sicuramente bisogna fare autocritica. Noi partiamo da un commissariamento nella provincia di Catanzaro. Non voglio con questo denigrare il lavoro di chi ha fatto il commissario, ma c’è stato uno scollamento reale tra le istituzioni e il popolo. Ci siamo dimenticati di essere un partito del popolo e ci siamo arroccati nei palazzi. Dobbiamo ritornare in mezzo alla gente, riprendere con noi chi ha deciso di appoggiare altri movimenti che sono riusciti a interpretare meglio di noi le esigenze della cittadinanza».
Ci sono stati degli errori da non ripetere? A posteriori, candidare a sindaco di Catanzaro Enzo Ciconte è stata la mossa giusta?
«Secondo me la candidatura di Enzo Ciconte è stata eccezionale. Lui ha dimostrato grande amore per la città perché nonostante sapesse che la sfida con Abramo fosse impari, ha accettato di mettersi a disposizione del partito e della città. Detto questo, dobbiamo anche guardare con attenzione a quanto avvenuto al di fuori del Pd: penso ad esempio alla candidatura di Fiorita, che proviene da un mondo a noi vicino. Se queste forze si fossero messe insieme, oggi saremmo qui a raccontare una storia diversa. Cerchiamo di capire perché c’è stata questa scissione tra due pezzi importanti della città».
Nel Pd, all’indomani della sconfitta elettorale alle amministrative, ci sono stati parecchi malumori e addirittura qualche dimissione in aperta contestazione con l’operato del segretario regionale Ernesto Magorno. Come si recuperano i rapporti con chi vuole andar via?
«Secondo me lasciare il partito è segno di grande debolezza per chi lo lascia. Io credo che il Pd sia una grande famiglia e quando si è in famiglia capita che ci si scontri e si discuta, ma non per questo si abbandona la propria casa. Bisogna trovare un punto di convergenza, certo, ma sia chiaro che non può essere che il partito oggi va bene e domani no. Il Pd non ha le porte girevoli». 
Se sarà eletto, con la legge elettorale che dovrebbe essere licenziata dal governo in questi giorni, da segretario provinciale avrà anche un peso nella scelta delle candidature per le elezioni politiche del 2018.
«Non penso che sarò io a decidere le candidature per le politiche, in ogni caso ciò che ho più a cuore è iniziare a lavorare sui temi dell’agenda politica del partito e non sulle candidature».
Intanto, però, tra i corridoi si vocifera di accordi già presi e funzionali al via libera alla sua candidatura.
«Io ho una storia alle spalle, non provengo da apparati di partito. Ho un consenso, nel mio territorio, che ho costruito grazie alla capacità di amministrare. Ho una caratteristica e me la riconosco: nel momento in cui non mi sento autonomo e libero nelle mie scelte, allora lascio immediatamente. Piuttosto che essere tirato dalla giacchetta, preferisco dedicare tempo alla mia famiglia. Per mantenere la mia libertà, quindi, sono pronto anche a scontrarmi con i vertici di partito se sarà necessario: il territorio ha bisogno di essere messo al primo posto nell’agire di un segretario di partito».

Alessandro Tarantino
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  • Occhiello Il candidato alla segreteria provinciale di Catanzaro traccia la rotta di un partito che ha bisogno di ripartire: «Dobbiamo riavvicinare la gente alla politica. La mia autonomia? Non mi lascio tirare dalla giacchetta». Elogi a Ciconte: «Ha dimostrato grande amore per la città». E sui dem che hanno lasciato: «Segnale di debolezza»

COSENZA È stata formalizzata oggi, a Cosenza, la nascita della filiera Confapi Nautica dove sono confluite le aziende del Consorzio Blu Calabria 37, organizzazione che rappresenta il 90% delle imprese di settore in Calabria. Lo rende noto Confapi in un comunicato. La filiera, prosegue la nota, comprende gli armatori calabresi della nautica da diporto e tutto il sistema nautico: dai maestri d'ascia, ovvero gli artigiani del settore, ai noleggi e i rimessaggi, dall'attività produttiva del comparto ittico alle associazioni di vela, i lidi, l'attività alberghiera e portuale.
Presidente di Confapi Nautica è stata eletta Innocenza Giannuzzi, già a capo del consorzio Blu Calabria 37, mentre alla vicepresidenza Giuseppe Ranieri. Del direttivo fanno parte anche Claudio Guarascio, con delega al settore Attività portuali, Luca Ranieri, rappresentante della filiera giovani, Cosimo Depinto, Michele Fabiano, Mario Barletta, Rosario Musmeci.
«La dimensione nazionale di Confapi – afferma Innocenza Giannuzzi – ci consentirà di aderire ai tavoli di concertazione a livello romano, per diventare quel supporto che serve a far decollare la nostra regione. Hanno sempre accusato noi calabresi di essere poco inclini alla collaborazione, di guardare soltanto al nostro orticello e di non essere capaci di fare rete. Con iniziative come quella di oggi dimostriamo di essere in grado di metterci insieme, creare relazioni, sinergie che possano giovare a noi imprenditori e alla nostra meravigliosa terra».
«La filiera Confapi Nautica appena costituita – afferma il presidente di Confapi Calabria Francesco Napoli – andrà ad arricchire e rinforzare la già nutrita e variegata famiglia Confapi. Si tratta per noi di una filiera importantissima perché la nautica non è solo attività cantieristica, ma comprende tutto quello che riguarda il mare. E mare significa economia, cibo, turismo, storia. Il mare è una risorsa capitale per una regione che ha una tradizione ittica come quella calabrese. Il settore nautico rappresenta quindi una parte importante dell'economia regionale con possibilità di crescita che solo in parte si possono prevedere, potenzialità che spaziano in tanti settori e ambiti diversi». Il prossimo 23 ottobre una rappresentanza del settore sarà all'ambasciata della Corea del Sud per un incontro.

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  • Occhiello Formalizzata oggi a Cosenza la costituzione della nuova filiera. Innocenza Giannuzzi eletta presidente

CATANZARO «Il presidente della giunta regionale, Mario Oliverio, ha incontrato oggi, negli uffici della Cittadella di Germaneto, i consiglieri regionali della circoscrizione cosentina per la presentazione dello Studio di fattibilità finalizzato alla realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza». È quanto si legge in una nota diffusa dalla giunta regionale.
«All’incontro – continua il comunicato – hanno partecipato i consiglieri regionali Bevacqua, Giudiceandrea, Guccione, Morrone e Orsomarso. Hanno dato adesione e giustificato la loro assenza per impegni istituzionali precedentemente assunti fuori sede i consiglieri D’Acri, Gentile, Graziano, Greco e Sergio. Tutti i consiglieri presenti sono intervenuti per esprimere apprezzamento per la metodologia posta a base dello studio di fattibilità. Nel merito, è stata manifestata intesa sulle indicazioni emerse dall’esame dei fattori di studio. L’obiettivo è quello di poter realizzare una struttura moderna, accessibile e tecnologicamente avanzata per garantire la centralità del bisogno e della domanda dei pazienti».
«Una nuova struttura che – ha detto il presidente Oliverio – dovrà costituire un vero e proprio atto di riforma strutturale del sistema sanitario della Provincia di Cosenza».
«I consiglieri regionali – prosegue la nota – hanno convenuto con il presidente sulla necessità di accelerare l’iter della realizzazione, con tempi certi, del nuovo nosocomio. È stato valorizzato l’impegno della Regione a sostegno della azione di riqualificazione e di potenziamento dei livelli di sicurezza che l’Azienda Ospedaliera sta già efficacemente attuando all’Ospedale civile dell’Annunziata. È stata espressa, inoltre, adesione alla proposta del presidente Oliverio di istituire sul sito dell’attuale struttura ospedaliera dell’Annunziata la “Cittadella della Salute” che sarà organizzata per raggruppare tutti i servizi amministrativi e sanitari dell’Azienda Sanitaria Provinciale oggi disseminati nella città di Cosenza».

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  • Occhiello Il governatore incontra alla Cittadella 5 degli 11 eletti nella circoscrizione bruzia. Disco verde allo studio di fattibilità. «Struttura servirà a riformare il sistema sanitario»
Mercoledì, 11 Ottobre 2017 19:17

Catanzaro senz'acqua, esposto del Codacons

CATANZARO Anche la Procura della Repubblica dovrà occuparsi della non idoneità al consumo umano dell’acqua che sgorga dai rubinetti del popoloso quartiere di Santa Maria. 
Dopo le accuse rivolte in passato all’amministrazione comunale per la mancata segnalazione ai cittadini dei disservizio, il Codacons ha deciso di chiedere che l’Ufficio di Procura proceda per tutta una serie di reati che vanno dall’avvelenamento delle acque, all’interruzione di un servizio pubblico, dall’abuso d’ufficio fino al delitto contro la salute pubblica.
La vicenda è, purtroppo, tristemente nota ed è legata ad un oramai ben noto problema, che ritorna ciclicamente alla ribalta delle cronache: la qualità delle forniture dell’acqua nella città di Catanzaro.
«È una vera e propria indecenza - sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons - che migliaia e migliaia di cittadini siano, da troppo tempo, costretti a convivere con l’acqua sporca che sgorga dai rubinetti delle proprie case. Acqua che pagano come se fosse potabile. L’acqua è un bene essenziale ed insostituibile per la vita e pertanto la disponibilità e l’accesso all’acqua potabile per il soddisfacimento dei bisogni collettivi costituiscono un diritto inviolabile dell’uomo - prosegue Di Lieto - che si può annoverare tra quelli di cui all’articolo 2 della Carta costituzionale. Tanto premesso il D.L.vo nr. 206/2005 sancisce che “Il rapporto di utenza deve svolgersi nel rispetto di standard di qualità”, tuttavia detto principio risulta palesemente violato dalla non potabilità del liquido che sgorga dai rubinetti nonché dalle limitazioni d’uso imposte dall’amministrazione comunale attraverso l’ordinanza nr. 6 dell’11 ottobre 2017. Ciò comporta, altresì, la riduzione del valore effettivo della somministrazione, venendo a mancare un criterio fondante del servizio. Per cui - sostengono dal Codacons - il fornitore “è responsabile nei confronti del consumatore per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene” e, pertanto, “in caso di difetto di conformità, il consumatore ha diritto … ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto…”».
«Per questo motivo - afferma Di Lieto - abbiamo chiesto che il Comune di Catanzaro voglia riconoscere a tutte le utenze interessate dal drammatico problema, la riduzione delle bollette inerenti la fornitura idrica per i periodi di non potabilità, in misura non inferiore al 75%. Inoltre, per le utenze commerciali operanti nel settore alimentare lo scorporo da detto canone, dietro presentazione di fattura, del costo sostenuto per l’installazione dell’obbligatorio impianto di potabilizzazione ovvero per l’acquisto di acqua ovvero per l’approvvigionamento mediante autobotti».
Il Codacons ha chiesto l’intervento del Prefetto di Catanzaro affinché prenda atto «di tale “annosa” situazione, dell’assoluta assenza di informazione ai Cittadini e, conseguentemente, di porre in essere ogni azione in proprio potere affinché venga riconosciuto il diritto all’acqua». 
All’amministrazione comunale il Codacons chiede di approntare un servizio di approvvigionamento con autobotti dandone immediata comunicazione alle popolazioni interessate. E, nel contempo, garantisca idonea fornitura ai Commercianti soprattutto a chi opera nel settore alimentare.
«Pensiamo agli enormi disagi che deve sopportare il gestore di un bar senza la possibilità di avere l’acqua o all’impossibilità di lavorare per un parrucchiere – continua la nota del Codacons –. Il perdurare di queste condizioni e, in alcuni casi, il loro costante peggioramento è ritenuto un possibile e concreto rischio alla salute a cui la popolazione può incorrere per l’inevitabile utilizzo delle acque. Del resto è fatto notorio che in alcuni quartieri, Santa Maria in primis, d’estate l’acqua costituisca un vero e proprio miraggio e quando fuoriesce qualcosa dai rubinetti il colore e l’odore ne sconsigliano, vivamente, l’uso. Ed allora, perché pagare come se fosse limpida? Ma soprattutto, perché non andare a fondo per individuare le responsabilità di chi consente che la salute dei cittadini venga esposta a seri rischi?».
Per questi motivi il Codacons ha chiesto alla Procura di «individuare tutti coloro i quali abbiano esposto a rischi la popolazione».

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  • Occhiello L'associazione dei consumatori chiede l'intervento della Procura dopo l'ennesimo disservizio. «I cittadini non sono avvisati per tempo. E pagano per limpido anche ciò che di sporco esce dai rubinetti»
Mercoledì, 11 Ottobre 2017 19:11

I fondi Ue e le idee confuse di Praticò

ROMA Questa mattina il sottosegretario allo Sviluppo economico, senatore Antonio Gentile, ha incontrato il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, il presidente del consiglio comunale di Catanzaro, Marco Polimeni, e il senatore Piero Aiello per discutere della situazione economica della Calabria, e in particolare delle opportunità legate alla prossima istituzione della zona economica speciale (Zes) nell’area portuale di Gioia Tauro.
Il sottosegretario ha spiegato che l’istituzione della Zes può determinare un importante volano di crescita, ma ha riconosciuto che, per massimizzarne gli effetti, occorre individuare una traiettoria di sviluppo che faccia perno anche sulla restante parte della regione. «La Calabria deve sprigionare le proprie potenzialità – ha dichiarato Gentile al termine dell’incontro – investendo sulle proprie imprese e su una crescente interconnessione, con particolare riferimento alle filiere di eccellenza come quella dell’agroindustria e del turismo. A tal fine, la Zes deve diventare il perno di una politica di crescita, che estenda i benefici all’intero territorio regionale».
Gentile ha ascoltato con attenzione la proposta di estendere le semplificazioni burocratiche previste dalla Zes anche ad altre zone. Nel richiamare il testo del Decreto Sud, ha sottolineato l’esigenza di individuare un nesso economico-funzionale con l’area portuale, e ha dato la propria disponibilità ad approfondire il tema in modo tale da sviluppare quelle sinergie, tra territori e tra istituzioni, che sono indispensabili ad assicurare il successo dell’iniziativa. Il sindaco Abramo e il presidente Polimeni hanno dato atto al sottosegretario del suo impegno per la Calabria, mentre il senatore Aiello si è messo a disposizione per eventuali iniziative normative.
«La Calabria è stata la prima regione ad avanzare un serio progetto per l’istituzione di una Zes – ha concluso Gentile – Adesso è il momento di unire le forze e fare leva su questo strumento per favorire uno sviluppo che coinvolga l’intero territorio e lo aiuti a sprigionare le sue forze vive».

 

ABRAMO: GOVERNO PRENDA IN CONSIDERAZIONE STRAORDINARIETÀ SITUAZIONE CALABRESE «L’azione congiunta dei sindaci dell’Area centrale della Calabria in ordine all’istituzione delle Zone economiche speciali è stata molto utile per favorire una riflessione a livello governativo su questo delicato argomento. Ringrazio il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonio Gentile, per la sua disponibilità all’ascolto e soprattutto per avere individuato possibili soluzioni, ora allo studio dei tecnici del Ministero, che possano riverberarsi positivamente su tutta la Calabria». Lo ha detto il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo. «Dall’incontro con il sottosegretario Gentile è emersa la convinzione che la sola Zes di Gioia Tauro – sulla cui istituzione siamo tutti d’accordo – da sola non risolve i problemi di una terra come la Calabria, gravata da una forte crisi economica e che necessita di nuovi investimenti italiani e stranieri. Ci attendiamo – prosegue Abramo - che governo e parlamento prendano atto della straordinarietà della situazione calabrese, che rappresenta una vera e propria emergenza nazionale, estendendo a tutto il territorio regionale i benefici o comunque le semplificazioni per le aziende previsti dalle Zes».

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  • Occhiello Il sottosegretario Antonio Gentile ha incontrato il sindaco di Catanzaro, il presidente del consiglio comunale e il senatore Aiello. «La Calabria sprigioni le proprie potenzialità»

REGGIO CALABRIA «A giorni riapriremo l’aeroporto di Crotone, era un impegno che avevano preso con la città. Ci sono mie trattative riservate con una società seria. Nel mese di novembre lo riapriremo». Lo ha dichiarato Arturo De Felice, presidente della Sacal (società aeroportuale calabrese), intervenendo a Reggio Calabria nel corso della riunione del Consiglio metropolitano, convocato per discutere sulla richiesta di partecipazione a un bando di aumento di quote sociali della Sacal. L’aeroporto di Crotone, come quelli di Reggio e Lamezia, è gestito dalla Sacal, in virtù della vittoria di un bando Enac – attualmente sub iudice – per la gestione degli aeroporti calabresi.

AUMENTO QUOTE «Oggi il nostro aeroporto si rilancia in un’ottica di sviluppo grazie a una gestione regionale unica degli scali. La Città metropolitana vuole fare la sua parte valutando la possibilità concreta di entrare nell’amministrazione della società Sacal, e di recitare un ruolo che possa consentire alla Città metropolitana di avere una parte determinante in quelle che possono essere le politiche di sviluppo agli aeroporti della regione. La mozione del consiglio metropolitano è indirizzata verso questo percorso». Lo ha dichiarato all’agenzia Dire il sindaco metropolitano di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, al termine della riunione del consiglio metropolitano che ha approvato una mozione relativa alla “richiesta di partecipazione al bando di aumento del capitale della Sacal Spa, che gestisce gli scali aeroportuali di Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone. La mozione del consiglio metropolitano, votata a maggioranza (9 a favore, 4 contro), «impegna il sindaco metropolitano e i settori competenti a valutare la concreta possibilità di partecipare al bando di offerta pubblica di acquisto con sottoscrizione di aumento di capitale sociale della società Sacal». Stando alle valutazioni dell’ente metropolitano, la cifra relativa la somma per l’acquisto delle quote Sacal sarà di circa due milioni di euro, con una percentuale presunta che potrebbe arrivare a circa il 10% delle quote societarie.

SCULCO: ORA MUOVERSI CON CELERITÀ «Prendiamo atto delle dichiarazioni rilasciate dal presidente Sacal, Artuto De Felice, a Reggio Calabria che ha annunciato che a novembre l’aeroporto di Crotone riaprirà e di essere in corso una trattativa con una compagnia aerea interessata a volare da e per la città pitagorica. Dichiarazioni seguite prontamente da quelle del governatore Oliverio che, commentando l’approvazione del bilancio da parte dell’assemblea dei soci di Sacal, ha sottolineato che tutti gli sforzi ora devono essere rivolti e concentrati alla riapertura dell’aeroporto di Crotone». Lo ha detto in una nota la consigliera regionale Flora Sculco di Calabria in rete. «Credo che – spiega - in questa dichiarazione e con questo obiettivo bisognerà muoversi con tutta la celerità necessaria perché sia consentita la riapertura immediata dello scalo crotonese e la conseguente riattivazione dei voli. In questo senso, più volte, ho avuto modo di manifestare preoccupazione e non mi sono risparmiata ad incalzare e sollecitare chi di dovere a porre maggiore attenzione sulla vicenda del nostro aeroporto, una vicenda avvertita con enorme preoccupazione da tutta la comunità crotonese e da quelle dell’intera fascia ionica».
«Devo ricordare, inoltre – conclude Sculco -, che lo stesso sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, anche recentemente oltre ad averlo fatto in altre e numerose circostanze, ha assicurato il suo continuo e quotidiano impegno al fine di sostenere, anche finanziariamente, la Sacal affinché questo risultato sia finalmente concretizzato e conquistato per la città di Crotone e per l’intero territorio».

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  • Occhiello Il presidente della società che gestisce gli scali calabresi assicura tempi brevi per la riattivazione del Sant'Anna. Il consiglio metropolitano di Reggio approva la mozione per l'aumento delle quote sociali. La consigliera Sculco: «Ora procedere con celerità»

CATANZARO Nel processo “Itaca Free Boat” contro le cosche Gallace e Gallelli e le ingerenze sulla gestione del porto di Badolato si è pronunciato mercoledì il tribunale collegiale di Catanzaro, presieduto da Alessandro Bravin, che ha emesso 12 condanne, tre assoluzioni e ha ordinato la confisca dei beni preventivamente sequestrati a Vincenzo Gallelli, Vincenzo Gallace, e Antonio Saraco. Per quanto riguarda le parti civili, 50mila euro vanno in risarcimento alla Provincia di Catanzaro e risarcimento, da liquidarsi in separato giudizio, è stato ordinato anche per l’imprenditore Carlo Stabellini e per la Salteg srl.
I reati contestati agli imputati vanno dall’associazione per delinquere di stampo mafioso, all’estorsione, usura, traffico di droga e reati in materia di armi. Regge l’accusa – rappresentata dal pm Vincenzo Capomolla – che nel corso della requisitoria aveva ripercorso le vicende del porto di Badolato sul quale aveva lavorato la ditta Salteg dei soci Mario Grossi e Carlo Stabellini i quali avevano condotto una seria trattativa con la ditta di Pietro Ranieri, esponente di una famiglia di armatori di Soverato, per la gestione del porto. Una trattativa che non sarebbe stata posta in essere per le ingerenze, tra gli altri, di Antonio Saraco e Antonio Ranieri (per il quale si procede separatamente) che avrebbero fatto presente a Grossi i “rischi” che correva se avesse affidato la gestione a Pietro Ranieri piuttosto che a suo fratello Antonio. Inoltre, Pietro Gregorace, direttore dei lavori e socio Salteg, avrebbe minacciato implicitamente Mario Grossi adducendo che qualora la gestione del porto fosse stata affidata a Pietro Ranieri sarebbe scoppiata un guerra di mafia a Badolato anche con l'attuazione di azioni di danneggiamento.
Nello specifico sono stati condannati Antonio Belnome, 2 anni e quattro mesi di reclusione; Alfredo Beniamono Ammiragli, 7 anni; Giuseppe Compagnone, 4 anni; Vincenzo Gallace, 4 anni; Andrea Gallelli, 2 anni e 6 mesi; Vincenzo Gallelli, 15 anni; Maurizio Gallelli, 16 anni; Gianfranco Pietro Gregorace, 8 anni; Nicola Romeo Arena, 9 anni; Antonio Saraco, 10 anni; Domenico Tedesco, 6 anni; Vittorio Tucci, 4 anni. Assolti per non aver commesso il fatto, Nicolino Galati (difeso dagli avvocati Salvatore Staiano e Vincenzo Cicino) e Cosimo Vitale. Assolto perché il fatto non sussiste Stefano Ventura (difeso dall’avvocato Vincenzo Cicino).

Alessia Truzzolillo
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  • Occhiello Il Tribunale di Catanzaro emette anche tre assoluzioni e dispone la confisca dei beni che erano stati sequestrati ai principali imputati. Regge l'impianto accusatorio dell'inchiesta sulle ingerenze delle cosche nelle vicende del porto di Badolato

La foto del Castello Normanno di Stilo ha vinto il quarto concorso fotografico indetto nell'ambito della Borsa mediterranea del Turismo archeologico, giunta alla XX edizione, in programma a Paestum dal 26 al 29 ottobre prossimi. Il castello normanno di Stilo, che risale al XII secolo, fu costruito per volontà di Re Ruggero II, che col manufatto aumentò la difesa sulla costa jonica, insieme agli altri castelli realizzati a partire dalla "Città Fortezza" di Catanzaro, seguendo a Squillace ed arrivando a Gerace. «Ritornare a Paestum, dopo che lo scorso anno, portai vincente il mosaico del Drago - ha sottolineato Giampiero Taverniti autore della foto - mi inorgoglisce perché portare questa visibilità alla vallata dello Stilaro, era un mio obiettivo e bissare è come posare un secondo mattoncino propositivo per il nostro territorio». «Promozionare, tutelare e difendere i nostri beni artistici, archeologici e storici, usando i network (facebook, twitter, istagram e canali youtube), utilizzare un blog(trasparenzacalabreseinrete) - ha proseguito Taverniti - coinvolgendo la gente e scrivere sui giornali, è un lavoro "hobby", impegnativo, ma gratificante, vedendo che alla lunga arrivano risultati benefici alla nostra terra di Calabria». «Ringrazio e condivido con tutti gli internauti dei social - ha concluso Taverniti - che hanno potuto apprezzare e ammirare la nostra foto del castello normanno di Stilo, che insieme alle svariate bellezze della ricca Stilo, sarà la Fortezza della crescita e dello sviluppo socio-economico di uno dei borghi più belli d'Italia, che dall'alto del monte Consolino, darà una speranza concreta a tanti giovani che devono scegliere di rimanere da queste parti, dimenticando di fare le valigie, evitando così di lasciare la Calabria».

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  • Occhiello La foto ha partecipato alla XX edizione del concorso fotografico della Borsa mediterranea del turismo archeologico. L'autore Giampiero Taverniti
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