Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 13 Ottobre 2017

MARCELLINARA Una squadra dei vigili del fuoco della sede centrale con ausilio di Autoscala sono al momento a lavoro sulla SS280 per distacchi di parti di intonaco dal cavalcavia posto tra le gallerie di Marcellinara. I calcinacci cadendo hanno colpito alcune auto in transito ma non risultano danni a persone. I Vigili del fuoco stanno operando con Autoscala per eliminare le ulteriori parti in pericolo di caduta. Sul posto Anas e Polizia stradale. Al momento la SS280 e completamente chiusa in ambedue le direzioni.

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  • Occhiello Parte dell'intonaco si è staccato dalla parete e ha colpito alcune auto in transito. Non risultano feriti. Sul posto i Vigili del fuoco, Anas e Polizia stradale. Strada chiusa in entrambe le direzioni

RIACE Tra i tanti interventi di persone arrivate a Riace a manifestare sostegno al "modello" incarnato da Mimmo Lucano ha suscitato reazioni contrastanti quello di Adriana Toman, compagna del governatore Mario Oliverio. Il suo incipit è "istituzionale": Toman porta la vicinanza del presidente della Regione, che si dice sicuro che presto si farà chiarezza sull'opera meritoria di Lucano. Poi Toman prosegue e specifica di parlare a titolo personale: «Quando si è insediato Oliverio ha trovato una situazione a dir poco anomala circa gli affitti pagati dalla Regione per alcune sedi. In quel caso - chiede provocatoriamente Toman - dov'era la Finanza?». Il seguito non ha bisogno di ulteriori interpretazioni: «Lucano è un capro espiatorio, ma la burocrazia non può vincere su un ideale. Ho fiducia nel tuo modello - conclude Toman rivolgendosi al sindaco di Riace - che è anche il modello del presidente Oliverio». Nella platea si notano diversi sguardi interrogativi, in alcuni casi visibilmente perplessi. Partono gli applausi, ma nella piazza riecheggiano chiaramente anche molti mugugni.

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  • Occhiello La compagna del governatore: «Dov'era la Finanza quando il presidente ha trovato irregolarità sugli affitti alla Regione? Lucano è un capro espiatorio»

COSENZA Entro la fine del 2017 la scelta del sito sarà ufficializzata ma lo studio di fattibilità lascia uno scarto di interpretazione minimo. L’area del nuovo ospedale è quella dei Vaglio Lise, sia per opportunità di costo: 370 milioni di euro, sia per i tempi di realizzazione: sei anni, da dividere in due di progettazione e quattro di realizzazione. 
I dati dello studio sono stati presentati nella sala delle conferenze dell’azienda ospedaliera di Cosenza. A guidare i tecnici che per un anno si sono cimentati nello studio il “decalogo dell’ospedale moderno” redatto da Renzo Piano. Dieci punti che variano dall’umanizzazione all’urbanità. Le slide dell’ingegnere Pasquale Giraro, dirigente della Regione Calabria per l’edilizia sanitaria scorrono celeri. 
Strisce colorate segnano gli indici dello studio. Alla voce criticità per colle Muoio sono evidenziate: rischio idrogeologico, rischio sismico, alto rischio archeologico. In sala qualcuno sghignazza «Sì, c’è Alarico». Il costo della costruzione dell’ospedale sul colle viste le criticità costerebbe 436 milioni di euro e verrebbe realizzato in sette anni. 
Il terzo sito, quello di Via degli Stadi, sarebbe realizzato in sei anni ma costerebbe 380 milioni di euro. La problematica principale dell’ospedale vicino allo stadio sarebbe l’elevata parcellizzazione dei terreni, quindi eventuali problemi con gli espropri. 
Capitolo a parte è quello dei collegamenti. Anche per questo indice a primeggiare è Vaglio Lise, con i collegamenti stradali, la vicinanza alle uscite dell’autostrada, la fermata della metro leggera e il collegamento garantito con le linee ferroviarie. L’accesso a Colle Muoio è garantito dalla sola viale della Repubblica, anche se nello studio si sono create delle alternative ed è stato considerato come la zona potesse essere servita dalla metro. «Considerate che questa struttura – dice Giraro – è un Hub, non si tratta solo di un ospedale in senso canonico. Parliamo di una zona che interessa 134mila metri quadri e dove saranno svolte anche attività di ricerca e sviluppo».

NIENTE IDEE PARTIGIANE Mario Oliverio lo ribadisce più volte. «Per me la zona di Vaglio Lise è sempre stata quella più indicata ma a chi si è aggiudicato lo studio di fattibilità non abbiamo dato nessuna indicazione. Considerate che chi si è cimentato nella valutazione del sito ha realizzato gli ospedali di Barcellona, Lisbona e l’ospedale infantile di Modena».
Un progetto unico e ambizioso per il futuro dei calabresi. «Non stiamo parlando di sogni. Ci sono i soldi del patto per la Calabria e ci sono le risorse Inail per gli interventi nel mezzo giorno. Dobbiamo solo stringere i tempi per la realizzazione». L’incontro con il primo cittadino di Cosenza, martedì scorso, sembrerebbe essere stato dunque risolutore perché se la località di colle Muoio sarà ufficialmente scartata è pronta la “cittadella della salute”.

PRENDI E DAI Mario Occhiuto non ha mai negato la volontà di creare un grande ospedale che punti a rivalutare molto l’Annunziata. Visto lo studio di fattibilità per non far saltare il banco, nel quale c’è soprattutto la metro, la contro proposta del governatore è la “cittadella della salute”. «Riqualificheremo l’Annunziata con gli 800mila euro annui che vengono spesi dall’Asp di Cosenza in fitto di immobili».
Mario Oliverio si proietta così alla nuova Annunziata. «Considerate – continua il presidente – che nel nuovo ospedale ci saranno 705 posti. Ma il nostro obbiettivo deve essere quello di evitare che i cittadini vadano lì per motivi che non sono veramente urgenti. Quindi la nuova Annunziata in questo contesto sarebbe funzionale ed estremamente utile». Non a caso per Oliverio l’importante per il momento è accettare le scelte e abbandonare gli «innamoramenti sui progetti».
Intanto Achille Gentile garantisce investimenti in macchinari per il prossimo futuro, anche perché al nuovo ospedale mancano anni e la salute dei cittadini dovrà pur essere preservata.

Michele Presta
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  • Occhiello Nella sala conferenze dell’Azienda ospedaliera di Cosenza il governatore Oliverio traccia la road map per realizzare la struttura sanitaria bruzia. Al suo fianco il dirigente Giraro che ha illustrato i dati tecnici del progetto

 

MESSINA Avrebbe ammesso parzialmente i fatti contestati, davanti al gip nel corso dell'interrogatorio di garanzia, il magistrato della Corte d'appello di Reggio Calabria Gaetano Maria Amato, 58 anni, accusato di pedopornografia. Indagato dalla procura di Messina, che ne ha chiesto e ottenuto l'arresto nelle scorse settimane, è ancora detenuto. I pm - le indagini sono coordinate dal procuratore Maurizio de Lucia - gli contestano la diffusione di materiale pedoponografico. Il reato sarebbe stato commesso a Messina, da qui la competenza della Procura della città dello Stretto. Il nome del giudice, però, è emerso nell'ambito di controlli della polizia postale di Trento che ha segnalato il caso alla magistratura messinese.

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RIACE Ci sono gli amici e i compagni. C’è la tensione che diventa commozione. Ci sono le parole di Domenico Lucano davanti a chi, in un tiepido pomeriggio di ottobre, è arrivato fino a Riace per abbracciare il sindaco e il “suo” modello di accoglienza. Non c’è nessun attacco alla magistratura, invece. E lo spiega, nell’introdurre l’intervento di Lucano, la giornalista Tiziana Barillà: «Siamo qui per testimoniare vicinanza a Lucano e ai cittadini di Riace».
L’applauso commuove Mimì Capatosta. Che cerca di raccontare – ma tutti in platea lo sanno già – cosa sia Riace: «Questa realtà – dice – ha creato una speranza. Abbiamo trasmesso il messaggio che sono possibili l’accoglienza e l’attenzione ai beni comuni». Il modello finito su Fortune è anche un antidoto alla rassegnazione che ti fa pensare che «tutto sia inutile. Io non voglio essere rappresentato come la vittima di un complotto, non voglio alibi né pietà, se ho sbagliato è giusto che paghi». Chiede ai magistrati di andare avanti, Lucano: «Più andranno fino in fondo a scoprire la verità, più sarò contento». Si è interrogato molto in questi giorni: «Ho cercato di capire dove è il problema, ho fatto tante ipotesi. Dico a voi quello che dirò in Procura, per me siete tutti giudici». Tra i “giudici” ci sono anche pezzi della politica regionale: tra gli altri il presidente della commissione Antindrangheta Arturo Bova, il consigliere regionale del Pd Sebi Romeo, l’ex sindaco di Lamezia Gianni Speranza, l’ex sindaco di Isola Capo Rizzuto Carolina Girasole, il segretario di Sinistra italiana Angelo Broccolo e Giovanni Manoccio, delegato della giunta regionale per l’accoglienza. C'è anche Adriana Toman, che porta la solidarietà del governatore Oliverio. Chi osservava quel modello vuole manifestare la propria vicinanza.
Le inadempienze burocratiche rilevate dall’attività di monitoraggio sono soltanto l’ultima parte di una storia iniziata nel 1998 con accoglienza spontanea dei curdi: «Abbiamo capito che l'accoglienza poteva essere una soluzione, anche per recuperare e valorizzare i nostri luoghi. Poi sono diventato sindaco nel 2004 e il percorso si è allargato e consolidato».
A tal punto è cresciuta quell’esperienza che Riace è diventata la «rappresentazione di un messaggio politico, quindi la relazione (quella che contiene le contestazioni, ndr) è diventata il pretesto per denigrarci a livello nazionale. Forza nuova e Fiamma tricolore sono venuti a manifestare a Riace agitando quella relazione».
«Il rapporto con la Prefettura – spiega il sindaco – rimane pieno di ombre, ancora oggi. Quello che abbiamo fatto non segue pedissequamente le linee guida dei progetti Sprar, perché noi seguiamo i principi umani dell'accoglienza. Ci sono holding che gestiscono l'accoglienza, noi invece abbiamo dato opportunità di lavoro ai ragazzi di Riace». La logica degli affidamenti diretti, per esempio, «segue la necessità dell'emergenza. Quindi se c'è stata anomalia è stata condivisa con Prefettura e Viminale». Poi ci sono i risultati: «Abbiamo coinvolto in una economia diffusa i rifugiati, gli esercenti del luogo, i proprietari delle case: abbiamo creato un percorso inverso all'abbandono dei paesi, l'accoglienza è stata una soluzione. E così è molto difficile per le mafie infiltrarsi nell'economia».
Cosa dire, poi, di altre esperienze calabresi: «Vorrei vedere le relazioni che facevano al cara di Isola Capo Rizzuto... dove non si erano accorti di niente».
Lucano parla a briglia sciolta, ripercorre gli anni in cui ha fatto crescere la sua idea di accoglienza. Mastica amaro quando ricorda una delle accuse che gli sono state mosse, quella delle troppe parentele tra i cooperanti assunti per aiutare i rifugiati: «Parentopoli a me? È umiliante... proprio la mia famiglia se n'è andata via». 
Non può non sottolineare che tra le sue parole e quelle degli ispettori c’è uno scarto evidente. Ma non si tira indietro: «Sono più innamorato della giustizia che della legalità. È strano che la relazione delle altre due ispezioni non sia mai arrivata». Insiste sulla propria onestà: «Sul mio conto ci sono 500 euro... non so dove possano essere la truffa o le altre contestazioni». Ma soprattutto «non posso accettare che per colpa mia venga mortificato un ideale. Non posso permettere che si dica "tanto sono tutti uguali", perché non è così. Voglio che tutto venga fuori e si faccia chiarezza prima possibile».
Poi torna la sua dimensione familiare: «Mia figlia mi dice: mi sono mancate tante cose in questi anni, ma leggendo un libro su di te ho visto una luce, e adesso io ti abbraccio ancora più forte». La tensione si scioglie di nuovo in lacrime. In piazza si legge un messaggio di vicinanza di padre Alex Zanotelli, infine intervengono associazioni e movimenti dalla Calabria, ma anche da Puglia e Sicilia. Tra gli interventi quello di Omar, uno dei "nuovi" cittadini di Riace, uno dei primi curdi arrivati nella Locride: «Lui (Domenico Lucano, ndr) ha condiviso i miei problemi e la mia sofferenza, ora io gli dico grazie e condivido i suoi». Interviene anche Nino Quaranta, che con la cooperativa Mani e terra lavora a un progetto di agricoltura solidale con i migranti della Piana di Gioia Tauro. Quindi Francesco Cirillo, militante storico sei movimenti antagonisti calabresi, lancia una proposta: «Creiamo un osservatorio permanente su Riace, se vogliono abbattere Mimmo devono abbattere prima tutti noi». Applausi, sostegno, l’abbraccio ideale di un piccolo popolo riunito nella Locride. Sono tempi difficili, ma Riace non si arrende.

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  • Occhiello La manifestazione organizzata per sostenere il sindaco Lucano è una lunga rievocazione del modello di accoglienza sperimentato nella Locride. «Non voglio alibi né pietà ma non voglio che si mortifichi un ideale. Parentopoli a me? Ma se la mia famiglia se n’è andata via»
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    - «Sempre in prima fila per difendere gli ultimi»

COSENZA #OpenCameraCosenza tra le esperienze raccontate nella conferenza internazionale “Innovation in Government: The new Normal” organizzata dall’Osservatorio Ocse sull’Innovazione nel settore pubblico il 20 e 21 novembre 2017 a Parigi. Il presidente della Camera di commercio di Cosenza, Klaus Algieri, spiegherà il senso, la direzione e i risultati raggiunti da #OpenCameraCosenza nel corso di un intervento pubblico, davanti a un parterre di esponenti di governo, funzionari pubblici, rappresentanti delle imprese e della società civile, attivi nel campo dell’innovazione nel settore pubblico, provenienti da tutto il mondo.
Un altro risultato prestigioso che conferma il riconoscimento del progetto cosentino da parte dell’Ocse (Oecd in inglese), l’Organizzazione internazionale che raggruppa 35 stati, compresi gli Usa, il Canada, il Giappone e rappresentanti della Commissione europea, nel comune obiettivo di favorire e stimolare la cooperazione e lo sviluppo internazionale.
«Alcune cose ci rendono particolarmente orgogliosi. Per me è #OpenCameraCosenza, la svolta che abbiamo impresso nella governance dell’ente camerale. Ne ho discusso a Milano durante il Salone della Csr (responsabilità sociale delle imprese) e della innovazione sociale. E tra poco più di un mese sarò impegnato in questo pubblic speach nella capitale francese. Porto con me il lavoro svolto insieme ai miei collaboratori. Mi rendo conto che non è stato facile per nessuno. I ritmi che ci siamo imposti sono stati serrati. Adesso raccogliamo i frutti di un impegno costante, in controtendenza rispetto alle cattive abitudini di un Meridione che, invece, deve cambiare rotta. Perché cambiare rotta è la mia filosofia da quando guido la Camera di commercio di Cosenza. Ho ribadito questo concetto ai ragazzi delle scuole in occasione di “Alternanza day”. A loro ho spiegato quanto sia difficile, però essenziale, percorrere una strada poco battuta. Il punto di partenza è nell’impostazione del nuovo organigramma, da verticale a orizzontale, con una evidente sburocratizzazione e semplificazione dell’azione amministrativa. Un’importanza fondamentale riveste il recupero dei patrimoni che abbiamo messo in atto. Penso alla biblioteca digitale, agli oltre tremila volumi che saranno digitalizzati grazie ai progetti di alternanza scuola-lavoro. Ho deciso di puntare molto su un sistema innovativo di organizzazione e comunicazione, nuovi media, social network, piattaforme digitali, Qrcode e realtà aumentata. #OpenCameraCosenza è una PA che inverte la sua prospettiva: non sono le imprese a dover chiedere servizi alla Camera ma è la Camera che si muove verso le imprese e si propone loro con servizi innovativi». È quanto afferma Klaus Algieri, presidente della Camera di commercio di Cosenza.
Efficienza, efficacia, qualità del servizio e soddisfazione dell’utente. Sono questi i quattro criteri in base ai quali l’Opsi (Osservatorio sull’innovazione nel settore pubblico attivato dall’Ocse nel 2014) ha valutato l’esperienza di #OpenCameraCosenza, generata esclusivamente grazie alle risorse interne e ai dipendenti della Camera di commercio guidata dal presidente Klaus Algieri. Le innovazioni incluse nella banca dati dell’Ocse hanno lo scopo di mostrarne l'impatto positivo sul funzionamento dell'amministrazione pubblica. Una nuova pratica é considerata innovativa quando ha come obiettivo (comprovato da risultati tangibili) quello di migliorare, appunto, almeno una delle seguenti aree: 1. Efficienza, 2. Efficacia, 3. Qualitá del servizio e 4. Soddisfazione del cliente.
L'Osservatorio dell’innovazione pubblica dell'Ocse, con sede a Parigi, é coordinato da un network di rappresentanti dei paesi membri. Il referente per l'Italia è il dipartimento della Funzione pubblica. Peraltro, la Camera di commercio di Cosenza partecipa attivamente all'Open government partnership, curata proprio dal dipartimento per la Funzione pubblica.

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  • Occhiello La nuova idea di Pubblica amministrazione della Camera di commercio di Cosenza sarà presentata a Parigi il 20 e 21 novembre nella conferenza internazionale sull'innovazione nel settore pubblico. Il presidente Algieri: «Impostato nuovo organigramma, sburocratizzazione e semplificazione della Pa»

RIACE «A me piace rispondere con i fatti, a volte anche superando il concetto di legalità, perché con il tempo ho capito che il concetto di giustizia ha un valore molto più alto del puro rispetto formale delle leggi». È di fronte alle prime persone che iniziano ad affollare il piccolo paese di Riace per rispondere alla chiamata che associazioni e comitati hanno fatto per una manifestazione a sostegno del sindaco Mimmo Lucano, che il primo cittadino mette sul piatto il nodo centrale della questione: da una parte c’è il formale rispetto delle procedure, dall’altra la necessità di usare quello che la burocrazia mette a disposizione per rispondere alle necessità di tanti. 
Anche su sollecitazione istituzionale. «Con la Prefettura, con il Ministero sono stati anni difficili perché sia sui bonus, sia sulle borse lavoro, sia sugli affidamenti diretti non ci siamo capiti. Io ho pensato “ma come, siete stati voi che mi avete chiamato in causa sempre per superare l’emergenza e adesso me lo contestate?”». 
Al riguardo, Lucano ricorda che «il Comune di Riace è stato sempre in prima linea per l’emergenza Lampedusa, per quella Nord Africa. Mille volte abbiamo gestito interi sbarchi senza poter neanche presentare una fattura, ma io ho sempre pensato di doverlo fare anche se per quel lavoro nessuno ci avrebbe pagato». 
Perché l’accoglienza – spiega il sindaco – non è business. «Abbiamo dato un grande contributo anche per rispettare la Costituzione italiana», aggiunge Lucano, anche se – ci tiene a precisare - «non voglio accusare nessuno, mi voglio limitare anche con amarezza a dire quello che è stato fatto». 
Un resoconto amaro perché proprio quelle pratiche divenute simbolo e modello per tanti Paesi nel mondo, adesso a Locri sono sotto indagine. «Non voglio che ci siano delle ombre  - afferma al riguardo Lucano - per rispetto a tutte le persone che ci credono. Riace è una metafora di un’idea, di un ideale e questo per me è straordinario». Se guarda indietro, a quanto negli anni è stato fatto, “Mimì capatosta” – così è chiamato il sindaco dai suoi – non può che fare un bilancio positivo. «È una cosa straordinaria che un piccolo governo locale sia riuscito a creare queste aspettative, sia riuscito a creare una realtà alternative a quello che succede negli enti locali, dove spesso si disattendono le idee legate al bene comune, alla collettività. La nostra  - spiega - è una politica che guarda agli ultimi e a questa logica rispondono le attività che abbiamo messo insieme negli ultimi anni. La gente ormai pensa che la politica sia un modo per farsi i fatti propri, invece io credo che qui sia stato dimostrato che la politica è farsi i fatti degli altri».   

a. c.

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  • Occhiello Il sindaco di Riace Mimmo Lucano difende il modus operandi adottato per accogliere i migranti nella sua città: non voglio che ci siano ombre per rispetto a quanti credono nel nostro modello
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    - Caso Riace, Lucano convocato in Procura

CROTONE Sarà il Tribunale civile di Crotone a decidere se l’assessore comunale all’Urbanistica, Salvatore (detto Rori) De Luca, è compatibile con l’incarico o dovrà essere rimosso. L’istanza al Tribunale di Crotone è stata presentata da 19 cittadini ai sensi articolo 70, comma 1 della, del decreto legislativo numero 267 del 2000. Il ricorso al Tribunale rappresenta l’ultimo atto di una discussione che ha registrato una serie di colpi di scena ed è partita lo scorso mese di luglio con la nomina conferita a De Luca dal sindaco Ugo Pugliese. A porre per primo la questione dell’incompatibilità è stato l’Ufficio legale del Comune pitagorico. L’incompatibilità è legata a una lite pendente (articolo 63, comma 1, legge 267/2000) che De Luca ha con il Comune. L’assessore all’Urbanistica, nominato dal sindaco Ugo Pugliese, al tempo in cui Peppino Vallone era primo cittadino di Crotone ha intrapreso un’azione legale, finalizzata  al conseguimento del pagamento di una parcella di circa 260mila euro per una consulenza risalente al tempo in cui la città era governata da Pasquale Senatore. Consulenza che, però, non è stata mai regolarizzata con un contratto scritto. In verità il professionista aveva assistito Senatore in una controversia legale con la società Acque potabili. Vallone, non trovando un riscontro scritto sull’incarico, non ha inteso soddisfare la richiesta di pagamento. Al momento della nomina da parte di Pugliese, quindi, l’Ufficio legale del Comune, che aveva contezza dell’attività giudiziaria messa in atto da De Luca, ha sollevato il problema della lite pendente e, quindi, dell’incompatibilità. 
Sulla incompatibilità di De Luca si è anche pronunciato due volte l’ex segretario generale del Comune, Bruno Rosaspina, nella sua qualità di massimo rappresentante dell’Anticorruzione. De Luca, dal canto suo, ha tentato di fare venire meno l’incompatibilità prima cedendo a una terza persona il credito che, a suo dire, vanterebbe con il Comune e, poi, rinunciando all’azione. Tentativi falliti perché la lite pendente restava attiva, così come prevede l’articolo 306 del codice di procedura civile: «Il processo si estingue per rinuncia agli atti del giudizio quando questa è accettata dalle parti costituite che potrebbero avere interesse alla prosecuzione». 
Tra le parti interessate vi sono anche rappresentanti della giunta Senatore, chiamati in causa da De Luca con la sua procedura, che hanno già annunciato di non recedere al giudizio. A penalizzare De Luca c’è, comunque, anche l’articolo 310 del codice civile: «L’estinzione del processo non estingue l’azione». Davanti a questa situazione e non volendo rinunciare all’apporto di De Luca, il sindaco Pugliese ha deciso di presentare un’interrogazione al ministero dell’Interno, che ha risposto, attraverso il prefetto di Crotone: l’incompatibilità c’è e va rimossa. De Luca ha continuato a restare al suo posto e a partecipare ai lavori della giunta comunale. Il 2 ottobre, il vice segretario generale del Comune, Giuseppe Vincenzo Vilone, ha sollevato, con un allegato, il problema della presenza ai lavori della giunta comunale di De Luca, ricordando che il prefetto ha posto il problema dell’esistenza di cause che impediscono all’assessore di esercitare il mandato. Toccherà, quindi, al Tribunale di Crotone scrivere la parola fine alla storia, nell’udienza già fissata per il prossimo 24 ottobre.  

g. m.

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  • Occhiello La storia infinita dell’incompatibilità arriva davanti al Tribunale civile. Una vecchia azione legale per un risarcimento da 260mila euro potrebbe costargli il posto in giunta
Venerdì, 13 Ottobre 2017 16:39

«Fiorita deluso? Ce ne faremo una ragione»

I gruppi consiliari di Forza Italia, Catanzaro da Vivere, Catanzaro con Sergio Abramo, Officine del Sud-Fratelli d’Italia e Obiettivo Comune hanno replicato, con una nota, al consigliere comunale Nicola Fiorita:

A noi pare, con il dovuto rispetto, che l’unico a Catanzaro ad essere rimasto ancorato ad una realtà virtuale sia proprio il prof. Fiorita, con la testa ancora a quell’exit-poll – quello veramente rivelatosi virtuale – che gli ha regalato qualche minuto di notorietà.
Non avendo ancora realizzato che la sua campagna elettorale è finita (ci dicono che è diventata addirittura un film) e che Sergio Abramo è stato eletto democraticamente sindaco per altri cinque anni, fa fatica a riconoscere i meriti dell’avversario.
Lui parla dei primi cento giorni della sindacatura Abramo come un fallimento. Noi preferiamo fare parlare i fatti, quelli che i cittadini preferiscono alle vuote parole e alle “lezioni” accademiche.
Ecco, in breve sintesi, le principali cose fatte da Abramo e dalla sua amministrazione nei primi cento giorni, ricordando al prof. Fiorita che nulla piove dal cielo e che dietro ogni provvedimento o iniziativa o opera completata c’è un grande ed estenuante lavoro.
Eviteremo di parlare dell’iniziativa di richiedere l’istituzione della Zona economica speciale per l’area centrale della Calabria che appartiene alla sfera politico-istituzionale. Ed eviteremo pure di parlare dell’iniziativa di un grande Piano per il Lavoro in Calabria che ha visto riuniti attorno ad un tavolo, per la prima volta, i sindaci di Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia e Lamezia Terme, Confindustria e i sindacati.
Partiamo, solo per comodità, dall’azione di salvataggio del Catanzaro Calcio, resa possibile dal pressing operato dal sindaco sugli imprenditori cittadini che hanno risposto positivamente e unitariamente al suo appello. Basta andare allo stadio, che nel frattempo abbiamo completato e consegnato, per rendersi conto cosa significhi la società giallorossa per migliaia di catanzaresi e quale indotto essa produca.
Questi cento giorni sono stati decisivi per avviare il processo di costituzione degli Ambiti territoriali ottimali (Ato) per i rifiuti, per la metanizzazione, per il sistema idrico e per i servizi sociali. Il Comune di Catanzaro è il capofila di decine e decine di Comuni in queste organizzazioni che porteranno ad una rivoluzione dei servizi essenziali, con notevoli vantaggi per i cittadini. Gli Ato non sorgono dalle acque del mare e la loro costituzione presuppone un grande sforzo preparatorio e organizzativo.
Sul sistema idrico, che presenta indubbiamente delle criticità, non siamo stati fermi. Abbiamo avuto finanziato il cosiddetto Progetto conoscenza, per 10 milioni di euro, che permetterà di combattere la dispersione, con il censimento di tutta la rete e l’ammodernamento dei contatori. Stiamo incalzando Sorical e Regione per l’attuazione dei progetti di ammodernamento della condotta di Alli per 18 milioni di euro.
È stato completato l’iter (siamo solo in attesa della firma al Ministero) del programma di riqualificazione delle periferie sud (Corvo, Aranceto, Pistoia, Fortuna) che mobiliterà risorse per 18 milioni di euro a cui si aggiungeranno 16 milioni di euro dai privati.
Nella sanità, l’attivismo del sindaco è sotto gli occhi di tutti. La sua iniziativa sul Pronto soccorso del “Pugliese” è servita a sbloccare le assunzioni. L’idea di recuperare l’ospedale vecchio di via Acri per concentrare alcuni servizi sanitari è stata sposata dall’Asp.
È stata firmata dal convenzione con l’amministrazione penitenziaria per salvaguardare la presenza del Provveditorato nel Capoluogo di Regione.
In tema di mobilità e trasporti, è stato predisposto proprio in questi cento giorni un ambizioso programma legato alla metropolitana di superficie. Si tratta di un sistema di parcheggi, snodi, interventi strutturali sulle stazioni, nuovi sistemi di mobilità, destinati a rivoluzionare l’assetto urbano del Capoluogo. Il programma, che prevede interventi per oltre 36 milioni di euro, è stato trasmesso alla Regione per il finanziamento.
Se parliamo di centro storico e cultura, è stata perfezionata la consegna dell’ex Educandato all’Accademia di Belle Arti (il prossimo 24 ottobre si firmerà la convenzione), mentre con il rettore Aldo Quattrone sono stati presentati i primi corsi di specializzazione con le professioni (notai, farmacisti) che si terranno a breve al San Giovanni, unitamente ad altri 50 corsi e master.
Accademia di Belle Arti e Conservatorio formeranno il Polo delle Arti, a cui sta lavorando il sindaco assieme agli assessori alla pubblica istruzione e cultura. Sempre in ambito culturale, in questo cento giorni Catanzaro è stata protagonista di eventi che l’hanno proiettata in una dimensione nazionale e internazionale: il Magna Graecia Film Festival che ha visto la presenza di star hollywoodiane, Altrove Festival con la bellissima realizzazione dell’opera di Gonzalo Borondo sul piazzale del San Giovanni, Materia Design Festival che si è guadagnato spazi su tutte le riviste specializzate italiane e straniere.
È stato completato (e sarà ufficialmente inaugurato a fine novembre) il mural di Mimmo Rotella al palazzo delle Poste.
Le gallerie del San Giovanni, con un intenso programma di eventi fino a dicembre, continuano ad essere meta di centinaia di visitatori.
In tema di sicurezza, è stato firmato il protocollo per l’ampliamento del sistema di videosorveglianza che doterà la città di altri 140 occhi elettronici.
Infine, parliamo di opere pubbliche. È stato completato il nuovo Tribunale, sono partiti i lavori per la realizzazione del Polo Fieristico-Esposito nell’area Magna Graecia, sono stati appaltati i lavori (presto anche consegnati) del viadotto Kennedy, è stata inaugurata la passerella pedonale di Santa Maria. Ma l’elenco potrebbe continuare.
Il prof. Fiorita è deluso? Ce ne faremo una ragione. Sindaco e maggioranza, largamente eletti dai catanzaresi, continueranno a lavorare, sicuri di avere tracciato una strada e consapevoli che solo il lavoro quotidiano può servire a dire risposte.
Ci consenta il prof. Fiorita un’ultima annotazione. Non sappiamo con precisione a chi si riferisca quando parla di “morzello magico” del sindaco. Ci appare strano che un intenditore di cibi, peraltro presidente di Slow Food, utilizzi in maniera sprezzante e dispregiativa la parola morzello. Il poeta Achille Curcio sostiene che il morzello è il figlio nobile della trippa. Noi preferiamo considerarlo come la pietanza del popolo catanzarese, di cui siamo fieri.

 

 

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  • Occhiello La maggioranza replica all'ex candidato a sindaco. «Vive in una realtà virtuale ancorato agli exit-poll. Abramo è stato eletto democraticamente». Ed elencano tutto quello che è stato fatto nei primi 100 giorni: «Preferiamo i fatti alle lezioni accademiche»

CATANZARO Tre chiese, tre cori, una sola emozione: quella che soltanto la musica sa regalare. Sabato 14 ottobre è “Il giorno dei cori”, la produzione del Festival d'Autunno caratterizzata da un originale concerto itinerante che si terrà a partire dalle ore 18.

AL SANTISSIMO ROSARIO LA MUSICA SACRA DEL CORO AURORAE Si comincia dalla Chiesa del Santissimo Rosario, restituita nella sua magnificenza dopo i lavori di ristrutturazione conclusi poco più di due anni fa. Toccherà al coro polifonico “Aurorae”, diretto dal maestro Roberto Nadiani, dare il via alle esibizioni, ognuna caratterizzata da un repertorio differente. Il primo concerto prevede brani sacri e profani che coprono uno spazio temporale che va dal lontano '300 fino ai giorni nostri. In scaletta l'esecuzione di alcuni canti in lingua originale attraverso i quali ci si avvicina il più possibile alle sonorità autentiche. Tra i brani proposti quelli di alcuni dei più importanti compositori della storia della musica: da Thomas Tallis ad Anton Bruckner, a Zoltan Kodaly, solo per citarne alcuni. Un’esecuzione “a cappella” che saprà emozionare anche grazie alla suggestiva location che farà da sfondo al concerto.

I BEI SUCCESSI DELLA MUSICA POP CON IL CORO DELL’UIC Alle 19 ci si sposta nella splendida Chiesa del Monte dei Morti dove ad accogliere il pubblico sarà il Coro dell'Unione italiana ciechi. Si tratta di un sodalizio nato nel 2006 per volontà della presidente della sezione catanzarese Luciana Loprete con l'obiettivo di offrire ai soci momenti di aggregazione e un'importante attività riabilitativo funzionale. «Lo stare insieme, il sentirsi protagonisti, sapere di essere impegnati in un’attività continua e costante Molto presto il coro ha dimostrato delle notevoli qualità artistiche e diverse sono state le esibizioni in giro per l'intera Calabria. Nel loro programma canzoni pop con un occhio ai brani che hanno fatto la storia della musica italiana: da Celentano ai Nomadi, da Venditti a Renato Zero ma sempre privilegiando testi che invitano alla fratellanza, alla solidarietà, all’amore.

I BRANI CULT DELLA TRADIZIONE AFROAMERICANA NEL GOSPEL DELL’IMMACOLATA L'imponente Basilica dell'Immacolata accoglierà lo spettacolo finale, quello che sarà messo in scena alle ore 20 dal New Vision Gospel Choir.  Il Gospel, nell'immaginario collettivo, si associa erroneamente al Natale. E' invece un vero e proprio genere musicale dalle radici profonde e molto lontane nel tempo che non può essere limitato a un solo periodo dell'anno. Un genere molto amato da un pubblico trasversale grazie a una musicalità immediata che è alla portata di tutti. «Il coro, attivo sul territorio da più di un decennio è nato con l’intento di trasmettere il messaggio di fede e amore che il gospel racchiude indipendentemente dal fatto che chi lo canta e lo ascolta non abbia la stessa radice linguistica e culturale dei padri del gospel. Il concerto prevede proprio un “excursus musicale” dagli spirituals al gospel più contemporaneo e rivisita brani classici in chiave moderna ripercorrendo i lavori di autori quali Kirk Franklin, Donald Lawrence, Israel Houghton e William Mc Dowell, solo per citarne alcuni». Tra i brani che saranno proposti, classici come Hallelujah, Amen, Oh happy day e tanti altri.

UN CONCERTO PER VALORIZZARE IL CENTRO STORICO E GLI ARTISTI LOCALI «Anche in questo caso – commenta il direttore artistico del Festival Antonietta Santacroce – abbiamo inteso valorizzare gli artisti catanzaresi. Sappiamo bene quanto l'attività corale meriti impegno, passione e costanza. Tutti e tre i cori, che operano nel nostro territorio, eccellono in questo e il risultato del loro lavoro è sempre molto apprezzato dal pubblico che assiste ai concerti. Sarà così anche in questa occasione particolare in cui gli spettatori coniugheranno il piacere dell'ascolto  di cori di genere diverso con la riscoperta dei tesori artistici custoditi nelle bellissime chiese antiche del centro storico di Catanzaro». Dopo questo evento, la musica tornerà ad essere protagonista del Festival con l'appuntamento conclusivo del 17 novembre quando al Teatro Politema sarà di scena uno dei cantautori italiani più apprezzati: Vinicio Capossela. La prevdendita è già partita e i biglietti, oltre alle rivendite autorizzate, sono acquistabili sul circuito Ticketone.
Tutti gli eventi inseriti in cartellone sono consultabili sul sito ufficiale del Festival all'indirizzo www.festivaldautunno.com o sull'App scaricabile gratuitamente.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello L'esibizione vedrà alternarsi il coro polifonico “Aurorae”, dell'Unione italiana ciechi e il New Vision Gospel Choir. L'evento rientra nella produzione del Festival d'Autunno
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