Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Sabato, 13 Gennaio 2018

TORINO Certe foto raccontano tutto. Quella pubblicata oggi dal corriere.it spiega ancor di più: Matteo Renzi è al Lingotto di Torino per l’apertura della campagna elettorale del Pd e viene immortalato accanto a due consiglieri regionali calabresi, Giuseppe Aieta e Mimmetto Battaglia. Solo un caso, probabilmente, una coincidenza fortunata, se non fosse che i due dem, con il passare delle ore, stanno staccando gli avversari interni nella corsa per le candidature alle prossime politiche. Aieta è in pole position per il collegio uninominale di Castrovillari per la Camera (a cui ambisce anche il socialista Luigi Incarnato), Battaglia per quello di Reggio Calabria. 
I due consiglieri del Pd erano gli unici rappresentanti istituzionali calabresi presenti alla convention torinese aperta a tutti gli amministratori locali dem. Sia Aieta, sia Battaglia, tuttavia, al momento nicchiano, evitano di esporsi e di dare qualcosa per scontato. Ma pure i dialoghi privati, in aggiunta alle foto, raccontano una loro verità.

INCONTRI Battaglia, per tutto il tempo della “leopolda” piemontese, ha avuto un fitto scambio di battute con uno dei suoi principali sponsor nel partito, il tesoriere Francesco Bonifazi. Il politico reggino, inoltre, pochi giorni fa è stato a Roma per cercare nuove sponde alla sua candidatura, forte anche dell’appoggio del suo storico mentore, l’ex sottosegretario Gigi Meduri. Battaglia può anche contare sull’endorsement di Maria Elena Boschi, sempre più accreditata – con tanto di proteste da parte di chi, come il consigliere regionale Peppe Neri, preferirebbe nomi del territorio – per una candidatura proprio nel listino proporzionale di Calabria Sud. 
Aieta, dal canto suo, ha fatto anche di più: due incontri riservati – ieri sera e stamattina – con Matteo Renzi. Massimo riserbo sui contenuti delle conversazioni, ma è più che probabile che tra gli argomenti privilegiati ci sia stato anche quello legato alle candidature in Calabria. E, in particolare, quella nel collegio di Castrovillari. 
Aieta prova a minimizzare: «Faccio parte della rete degli amministratori locali guidata a Matteo Ricci (che ieri ha aperto i lavori del Lingotto, ndr) da un anno e mezzo. Guardi, abbiamo anche una chat su Whatsapp in cui ci sono tanti sindaci: quello di Reggio Calabria, di Mantova, Faenza, Pistoia… Che vuole, nella mia testa sono sempre un sindaco». L’ex primo cittadino di Cetraro non ammette un suo impegno diretto alle prossime elezioni, ma nemmeno smentisce: «Ho incontrato Renzi, è vero, ci siamo fatti una bella chiacchierata. Tra noi due c’è un rapporto che risale nel tempo…». Di più, Aieta non dice.


(Renzi abbraccia Aieta al Lingotto di Torino)

DEROGHE L’ex premier, per quel che lo riguarda, sa bene che per tentare di limitare i danni in una regione in cui, secondo tutti i sondaggi, il Pd non sarebbe nelle condizioni di conquistare nessun collegio maggioritario, è necessario schierare uomini legati al territorio e che hanno dato prova di grandi capacità amministrative. Sembra proprio il caso di Aieta. E dunque, se avrà voglia di mettersi in gioco, Renzi sembra pronto a puntare su di lui in un collegio che, comunque, storicamente è sempre stato una roccaforte del centrodestra. Proprio il fatto di partire in svantaggio spinge il consigliere regionale a usare prudenza. In ogni caso, c’è poco tempo per riflettere: entro pochi giorni anche Aieta dovrà sciogliere definitivamente il nodo sulla sua candidatura.
Per lui e per Battaglia ci sarebbe un altro piccolo ostacolo da superare: per candidarsi, i consiglieri regionali in carica – così come i parlamentari con più di due mandati alle spalle – devono ricevere una deroga dal partito. Sarà la Direzione nazionale, già convocata per mercoledì prossimo, a concederla. Non dovrebbero esserci problemi di sorta, dal momento che la lista è molto lunga: riceveranno la deroga, tra gli altri, anche il premier Gentiloni e i ministri Minniti, Pinotti e Franceschini, oltre ai vari Giachetti, Realacci, Latorre e Zanda. La rottamazione, anche per Renzi, è un claim ormai in disuso.               

Pietro Bellantoni
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello I due consiglieri regionali sono stati gli unici rappresentanti calabresi alla convention del Pd. L’ex sindaco di Cetraro ha avuto due incontri privati con il segretario. Il politico dello Stretto a colloquio con Bonifazi. I collegi di Castrovillari e Reggio dovrebbero essere assegnati a loro

Riceviamo e pubblichiamo:


Egregio direttore, in riferimento all’articolo senza firma intitolato «Cariati, il PD “garantista” contro la sindaca che ha denunciato il clan», pubblicato sulle pagine de “Il Corriere della Calabria” e de “L’Altro Corriere” all’indirizzo https://www.laltrocorriere.it/cariati-pd-garantista-la-sindaca-denunciato-clan, Le chiedo espressamente, a norma della legge sul diritto di replica, di pubblicare sulla medesima testata la presente mia missiva.
Nei giorni scorsi il Partito democratico di Cariati ha dovuto contrastare, a mezzo di un comunicato stampa, illazioni diffamatorie apparse su un quotidiano locale – “La Provincia” -, di proprietà del gruppo IGreco, attraverso le quali si insinuava che le dimissioni di otto consiglieri comunali, avvenute il giorno 3 u.s., sarebbero state finalizzate ad ostacolare una pretesa azione antimafia condotta dalla sindaca decaduta, Filomena Greco.
Sin qui nulla che possa riguardare Lei o il Suo giornale.
Senonché, nella giornata di ieri, quasi a replicare al predetto comunicato del PD cariatese e con un tempismo più che sospetto, compariva nel Suo giornale l’articolo senza firma di cui è sopra riportato il titolo, anch’esso palesemente di parte e finalizzato a travisare i fatti. L’autore, profondo conoscitore della realtà cariatese e con il fine – tutt’altro che recondito – di promuovere, in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, una ben individuata parte politica, anzi un potentato politico/finanziario/mediatico di recente “resistibilissima” ascesa, cerca di dividere artatamente i cariatesi in “buoni” e “cattivi” arrogandosi l’autorità morale di distribuir loro “patenti” di onestà/disonestà.
A replicare a tale ennesimo – e per niente sorprendente – tentativo di disinformare i cittadini “elettori” penserà – se lo riterrà – il PD di Cariati.
Quel che invece è di mio interesse personale e che in alcun modo posso lasciar cadere nel silenzio è la chiusura dell’articolo in questione, ove viene inserito il mio nome accostandolo – in maniera del tutto gratuita – ad un’indagine in corso.
Nel respingere al mittente le insinuazioni di cui vengo fatto segno, confermo il mio sostegno e la mia vicinanza, umana e politica, ai tanti ristoratori calabresi che, a costo di grandi sacrifici, conducono onestamente il loro lavoro, con risultati di eccellenza unanimemente riconosciuti a livello internazionale.
A quanto mi è dato sapere, alcuni di questi ristoratori onesti sono soci dell’associazione in questione che è nata per promuovere, valorizzare e tutelare la Cucina italiana in Germania. Se la stessa sia stata o sia tutt’ora oggetto di pressioni criminali da parte della ‘ndrangheta lo verificherà la magistratura che sta procedendo. Di certo io – non essendo un ristoratore – di questa associazione non sono mai stato socio né, ad alcun titolo, ne sono stato parte.
Alla stessa magistratura e alle forze di polizia, impegnate quotidianamente in un immane sforzo d’indagine contro la malapianta del crimine organizzato che avvelena la nostra terra, come cittadino calabrese, confermo il mio massimo apprezzamento e la mia incondizionata gratitudine.
Proprio per non vanificare i sacrifici dei magistrati, degli uomini delle forze dell’ordine e di tutti coloro che nelle istituzioni o da semplici cittadini si oppongono quotidianamente alla presenza pervicace e pervasiva della mafia, ritengo che non si debba permettere ad alcuno – fazione politica, singolo avventuriero o potentato politico/finanziario/mediatico che sia – di strumentalizzare questo tema e di piegarlo ai propri interessi.
È necessario, piuttosto, che la maggioranza dei calabresi onesti – ai quali rivendico con forza la mia appartenenza - rinserrino le fila per difendere la Calabria sana, ispirata ai valori della legalità, della trasparenza e della convivenza civile e democratica.
Una Calabria che ha senz’altro bisogno di una magistratura e di forze dell’ordine che operino concretamente così come sta avvenendo con l’indagine “Stige”, ma che necessita come il pane di un confronto politico e democratico libero sia dalla pervasività della ‘ndrangheta, sia dalla sistematica disinformazione di massa posta in essere da taluni.
Mi dispiace doverlo dire, egregio Direttore, ma credo proprio che, con l’articolo in questione, il Suo giornale non abbia reso un buon servizio a questa causa.

Leonardo Trento



Rispondiamo alle contumelie di Leonardo Trento cercando di fare un po’ di chiarezza. Ci accusa, Trento, di “interventismo” politico in quel di Cariati. Accusa più che mai fuori luogo: il servizio sugli effetti politici dell’operazione “Stige” raccontava fatti. Non è certo il Corriere della Calabria a voler indirizzare il voto in quel lembo di Calabria: ci penseranno, liberamente, i cittadini. Noi abbiamo illustrato, attraverso atti giudiziari, il tentativo del clan di Cirò di ingerire nella gestione del porto. Tentativo che qualcuno ha denunciato e qualcun altro ha preferito tacere (anche questo, purtroppo, è un fatto). Riguardo alla vicinanza tra Trento e l’Armig: non serve essere profondi conoscitori della realtà di Cariati per averne notizia. Bastano un computer e una connessione a internet per leggere articoli nei quali lo stesso Trento viene individuato come membro di una “delegazione dell’Armig” con tanto di foto che lo ritraggono assieme al presidente Cristofaro Amodeo e al sindaco di Offenbach (né, d’altra parte, il Corriere ha scritto di ruoli specifici rivestiti dal politico). Tutto normale: curioso, piuttosto, che Trento prenda le distanze dal sodalizio addirittura con un “a quanto mi è dato sapere”, come se – appunto – quasi non conoscesse l’esistenza dell’associazione. Siamo, infine, d’accordo con l’ex assessore provinciale nel sostegno incondizionato alle forze dell’ordine e alla magistratura. E riportiamo un passaggio contenuto nell’ordinanza di custodia cautelare, che cita la ricostruzione firmata dai magistrati antimafia di Catanzaro rispetto alle torbide ingerenze del clan Farao nella distribuzione dei prodotti alimentari in Germania: “Mario Lavorato (ristoratore calabrese trapiantato a Stoccarda arrestato nell’operazione Stige, ndr) era stato promotore di un’associazione che riuniva più ristoratori italiani in Germania, la “Armig” (Associazione ristoratori mandatoriccesi in Germania), mediante la quale (per come si dimostrerà in seguito) avveniva la distribuzione di più prodotti e beni di imprese controllate ovvero riconducibili al “locale” di Cirò”. Giusto per chiarire che non ci siamo inventati nulla.

 



Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il politico e l’Armig: nessun ruolo diretto, c’è vicinanza con l’associazione
Sabato, 13 Gennaio 2018 18:43

Gratteri su La7 racconta l'operazione Stige

 

La copertina del “Faccia a Faccia”, il programma di Giovanni Minoli in onda domenica su La7 alle 14, è dedicata all'operazione Stige, il maxiblitz contro la 'ndrangheta, coordinato dal procuratore capo Nicola Gratteri e condotta dai carabinieri del Ros. In esclusiva a Faccia a Faccia le immagini dell'operazione che ha fatto scattare le manette per 169 persone, quasi tutti imprenditori e amministratori locali, tra loro anche il sindaco di Cirò Marina e il presidente della Provincia di Crotone. L'ospite del Faccia a Faccia è Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro, da anni impegnato in prima linea nella lotta contro la 'ndrangheta. Alessandra Cravetto ci porta nelle aziende italiane guidate da donne. In questa puntata Matilde Bernabei, presidente della Lux Vide, società di produzione televisiva, che ha firmato alcuni dei più grandi successi televisivi: Don Matteo, L'isola di Pietro e i Medici. Giovanna Corsetti e Fabrizio Berruti ci fanno un ritratto di Carlo Verdone. Dagli inizi della carriera, con i suoi memorabili sketch televisivi, fino al debutto sul grande schermo e la consacrazione tra le stelle della commedia italiana. In chiusura, il consueto editoriale di Pietrangelo Buttafuoco "Olì Olà" dedicato a Berlusconi contro tutti.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il procuratore di Catanzaro sarà ospite del programma "Faccia a faccia" di Giovanni Minoli. Che sarà dedicato all'operazione della Dda che ha portato all'arresto di 169 persone

REGGIO CALABRIA «Mister Etruria, ovvero l'uomo che sussurra a De Benedetti, non sa quel che dice. Lo dico persino con simpatia. Lui orecchia e trasforma tutto ciò che sente in battute opportunistiche. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Fi alla Camera, a Reggio Calabria per partecipare alla convention "Forza Italia al governo. Calabriaprotagonista", in merito a quanto detto stamani dal segretario del Pd che ha definito il centrodestra «l'alleanza dello spread». «Per fortuna, gli italiani - ha aggiunto Brunetta - lo hanno capito da tempo: 60 a 40 al referendum, il Pd in precipizio in tutti i sondaggi. Forza Matteo, forza Renzi, avanti tutta così e tra qualche settimana Forza Italia ti supera anche nelle elezioni politiche. Auguri». «La riforma Fornero, approvata dal Parlamento con la pistola puntata alla tempia dalla speculazione e dal complotto anti italiani, è legge sbagliata, costosa e iniqua. Va radicalmente cambiata. Alla signora Fornero - ha aggiunto il capogruppo di Fi alla Camera - dico che non basta la sostenibilità finanziaria ma anche quella sociale. Una legge non puo' ne' far piangere chi l'ha scritta, ne' chi la subisce».

IL «CAPPOTTO» CALABRESE «In Calabria si fa cappotto, come nel Veneto. Sono venuto qui – ha detto Brunetta a margine dell'inziativa – a sancire questo gemellaggio. Nel Veneto faremo 28 a 0 nei collegi uninominali di Camera e Senato, e qui in Calabria, in questa straordinaria meravigliosa terra, si farà 12 a 0 nei collegi uninominali di Camera e Senato. Questo è il significato della mia venuta qui: un gemellaggio tra il profondo nord e il meraviglioso sud della Calabria. Ma non solo - ha aggiunto - sono qui a salutare i miei amici Jole Santelli e Roberto Occhiuto. Roberto Occhiuto, mio braccio destro alla Camera e mio vicepresidente di gruppo, e Jole Santelli, straordinaria e storica parlamentare e coordinatrice del partito». «Un partito in Calabria con il vento in poppa, c'è in poppa in tutta Italia ma in particolare nelle regioni del Sud - ha sottolineato Brunetta - perché le prossime elezioni il centrodestra, Forza Italia le vincerà al sud perché questa è l'indicazione che ci viene data da tutti i sondaggi, perché nel nord c'è l'alleanza con la Lega e si vince, ma la partita diventa difficile e il sud è con Forza Italia».

MAGORNO: DICHIARAZIONI CHE DIMOSTRANO I FALSI STORICI DI CUI SI NUTRE LA DESTRA «Le dichiarazioni rilasciate in Calabria dal capogruppo alla Camera di Forza Italia, Renato Brunetta, sono l'ennesima dimostrazione dei falsi storici di cui si nutre il centrodestra in Italia e anche in Calabria. Ci vuole coraggio e disprezzo dell'intelligenza dei calabresi e degli italiani tutti per affermare che l'armata brancaleone del centrodestra vincerà e salverà i destini di una nazione che - ed è questa la verità - è stata acciuffata per un pelo dal precipizio a cui esattamente il Governo Berlusconi l'aveva condannata. Un centrodestra mistificatore, che alla prova dei fatti ha fallito su tutta la linea e su tutto i fronti, ora ha l'ardire di presentarsi come il nuovo che avanza». Lo ha detto in una nota il segretario regionale del Pd Calabria, Ernesto Magorno. «Ci batteremo con tutte le nostre forze affinché quest'altra faccia del populismo non avanzi e invito il Pd Calabria a serrare i ranghi, a mettere da parte i personalismi per ritrovare di fronte ai fautori di una delle stagioni più buie della nostra democrazia la forza e le ragioni dello stare insieme. Questa è l'ora dell'unità – ha concluso Magorno -, è l'ora dell'impegno a pancia bassa e della dedizioni totale a servizio del nostro Paese».

COVELLO: BRUNETTA DÀ NUMERI COME MAGO OTELMA «A Reggio Calabria aspettavano il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta e invece è arrivato il Mago Otelma. Sì, proprio così. Lì pronto a dare previsioni e numeri come da 20 anni sempre smentiti. Anni a mangiarsi il fegato. Pietanza che per lui sarà pronta il 4 marzo. Parole per venti anni di Forza Italia e i Fatti concreti il Pd». Lo dichiara in una nota la deputata dem, Stefania Covello.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il capogruppo di Forza Italia alla Camera attacca Renzi durante un'iniziativa in riva allo Stretto: «Mister Etruria non sa quel che dice. Per fortuna gli italiani lo hanno capito da tempo». La risposta di Magorno: «La destra si nutre di falsi storici». Covello: «Dà i numeri»

CROTONE Un 19enne è stato ucciso nel pomeriggio a colpi di pistola a Crotone. L'omicidio è avvenuto in via Ducarne, nel centro storico della città. Stando alle prime notizie il delitto sarebbe da ricondurre alla sfera privata. Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri. La vittima è Giuseppe Parretta, incensurato, mentre il presunto omicida è un uomo di 57 anni, Salvatore Gerace, già noto alle forze dell'ordine, che si è costituito subito dopo il delitto. L'omicidio sarebbe avvenuto al culmine di una lite sulla cui origine sono in corso accertamenti da parte della squadra mobile.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il delitto è avvenuto in via Ducarne, nel centro storico della città. Sul posto polizia e carabinieri. La vittima è Giuseppe Parretta. Il presunto omicida è un uomo di 57 anni, Salvatore Gerace, già noto alle forze dell'ordine, che si è costituito

CROTONE Casi sentinella sotto la lente di ingrandimento degli ispettori del dipartimento Sanità della Regione Calabria. Si sono alternati in tre, presso l’ospedale di Crotone, con l’obiettivo di chiarire se si siano verificate anomalie nei tre casi sospetti verificatisi presso il reparto di Chirurgia del “San Giovanni di Dio”. Hanno controllato cartelle, sentito i medici e ora dovranno redigere un verbale. L’obiettivo è quello di fare chiarezza su tre interventi realizzati dal primario di chirurgia sospeso dalla direzione dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone per un periodo di 30 giorni. All’Asp tentano di buttare acqua sul fuoco e dicono che si tratta di routine. I casi sentinella, infatti, si verificano in tutti gli ospedali italiani e la procedura è sempre la stessa: arrivano gli ispettori della Regione e aprono l’indagine. A Crotone, però, la vicenda assume un altro significato considerato che l’ispezione riguarda un primario, Giuseppe Brisinda, sospeso recentemente dal servizio. Il provvedimento era scattato in seguito ad un ammutinamento di alcuni medici del reparto di chirurgia. C’era stata un’assenza di massa di medici per malattia e l’ufficio management ha disposto un controllo, alla fine del quale la direzione strategica ha emanato il provvedimento di sospensione. All’ospedale di Crotone non era mai successo prima. La vicenda ha suscitato l’attenzione della Procura della Repubblica presso il tribunale di Crotone, che ha aperto un fascicolo. I carabinieri di Crotone hanno anche raccolto una serie di testimonianze e documenti.

Gaetano Megna
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Inviati dal dipartimento Sanità della Regione, dovranno chiarire se ci sono state anomalie nei tre casi sospetti verificatisi presso il reparto di Chirurgia del “San Giovanni di Dio”

Il presidente della Provincia di Vibo Valentia Andrea Niglia e il deputato del Partito democratico Bruno Censore hanno annunciato in maniera congiunta l’approvazione di un emendamento alla Legge di Stabilità 2018 che, stando a quanto riferito da entrambi, consentirebbe alla Provincia di Vibo di pareggiare i conti e, nel giro di qualche tempo, uscire definitivamente dal dissesto. Si tratta, nello specifico, di una ripartizione fra enti locali in condizione di dissesto o pre-dissesto di tutta Italia per un ammontare complessivo di 90 milioni di euro spalmati in 3 anni e destinati alla copertura dei costi imputabili ai servizi ordinari come quelli relativi alla viabilità, agli edifici scolastici, alle spettanze dei dipendenti e ad altre voci di bilancio.

I PUNTINI SULLE “I” L'annuncio ha scatenato la reazione della parlamentare 5 Stelle Dalila Nesci che, sul suo blog, ha provato a «mettere i puntini sulle “i”» rispetto a quelle che definisce le «balle di Niglia e Censore». Per la Nesci l'annuncio del presidente della Provincia e del deputato sarebbe stato «elettoralistico».
«Il comma citato – spiega ancora Nesci nella sua nota – recita: “Alle province che, alla data del 30 novembre 2017, hanno deliberato la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, hanno presentato il piano di riequilibrio finanziario pluriennale o ne hanno conseguito l’approvazione, o risultano in dissesto, è attribuito, per ciascuno degli anni del triennio 2018-2020, un contributo nell’importo complessivo di 30 milioni di euro annui. Il contributo di cui al periodo precedente è ripartito, con decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, secondo criteri e importi da definire, su proposta dell’UPI, previa intesa in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, da conseguire entro il 31 gennaio 2018. Qualora l’intesa non sia raggiunta, ovvero non sia stata presentata alcuna proposta, il decreto è comunque adottato, entro il 10 febbraio 2018, ripartendo il contributo stesso in proporzione alla spesa corrente per viabilità e scuole, come desunta dall’ultimo rendiconto approvato dalla provincia interessata”». Ciò, nel concreto, prosegue la deputata grillina, «significa che vanno ancora definiti i criteri di ripartizione dei 30milioni annui da attribuire alle Province interessate».
«È giusto cantare vittoria, come ha fatto Niglia insieme a Censore, in una fase di avviata campagna elettorale? No, non è giusto, perché non si conosce ancora quanto riceverà la Provincia di Vibo Valentia, al netto delle procedure previste dalla legge. Nota la cifra – continua la parlamentare del M5S –, essa andrà rapportata al bilancio della Provincia di Vibo Valantia. È corretto illudere i cittadini e i dipendenti provinciali, dicendo, come ha fatto Niglia, che per la Provincia di Vibo Valentia inizia un nuovo corso anche grazie alla possibilità di accedere a un mutuo, a parte, di 10 milioni di euro? No, perché si tratterebbe per l’ente in questione di un debito con lo Stato, che, peraltro, non si sa ancora se potrà essere contratto. Che cosa cambia, per la Provincia di Vibo Valentia, alla data del 13 gennaio 2018, il comma 843 dell’articolo 1 della Legge di Stabilità per il 2018? La risposta è che adesso non si può dire nulla, se vogliamo essere seri. Inoltre i fondi spettanti alle Province interessate arriveranno di certo dopo il 10 febbraio, senza che ancora si sappia quando e quanti. E ancora, è credibile Niglia – chiede ancora la Nesci – quando dice di attendere la ripartizione dei fondi, annuncia d’aver chiesto un’anticipazione di cassa e prevede di “tornare in equilibrio nel giro di un semestre”? La risposta è no, a meno che Niglia non abbia la sfera di cristallo, che nemmeno il Mago Orno possiede. Infine, è rispettoso e istituzionale Niglia, se si presta a simili strumentalizzazioni, magari nell’attesa che concluda i lavori la commissione d’accesso al Comune di Briatico, di cui lo stesso è sindaco? La risposta è no. E gli ricordo che la sottoscritta, insieme al Movimento 5stelle, ha lottato per tre anni, con interrogazioni, interpellanze, emendamenti, proposte di legge e anche con precise richieste al ministro dell’Interno Marco Minniti, per risollevare le casse della Provincia di Vibo Valentia, consentirne l’esercizio delle funzioni e pagare gli stipendi al personale, anche litigando con Monte dei Paschi di Siena, tesoriere della stessa Provincia».
«E, in proposito – conclude Nesci – sapete che cosa ha risposto il governo Renzi-Gentiloni, che non ha mai abolito le Province, creando confusione, danni alla comunità e ai dipendenti? Il governo ha risposto picche, ignorando le strade provinciali a pezzi, le scuole senza riscaldamenti e i dipendenti privi di stipendio. Si possono ancora confermare questi teatranti al potere pubblico? Decidete voi, in coscienza e consapevolezza».

IL DUELLO La replica di Censore alla deputata – uno di Serra San Bruno e l'altra di Tropea, si sfideranno nel collegio elettorale che comprende la provincia di Vibo – è arrivata a strettissimo giro. E stavolta è l'esponente del Pd a lanciare il guanto di sfida: «L'on. Nesci – scrive Censore su Facebook – affronta il problema delle Province sofferenti ed in particolare quella di Vibo Valentia in maniera superficiale, derivante dal nanismo politico che affligge in generale il Movimento 5 Stelle. Non mi va di discutere del suo latitante impegno per la Calabria e la sua Provincia, ma la invito ad un confronto pubblico televisivo, salvo che la stessa non sia afflitta dalla sindrome di Di Maio, e cioè quella di sfuggire ai confronti pubblici con le altre forze politiche».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Botta e risposta su social network e blog tra il deputato del Pd e la parlamentare M5s. Al centro della polemica (dal sapore elettorale) i fondi destinati alla Provincia di Vibo

Avviata grazie alla sensibilità artistica e musicale di Andrew Carnegie, self made man divenuto ricco grazie all’acciaio, dopo 126 anni di storia la Carnegie Hall, al numero 881 della 7ª Avenue, rappresenta per New York – ancora oggi – uno dei luoghi simbolo della cultura e dell’arte nella Grande Mela. Sin dalla sua apertura nel 1891 ha ospitato più di 46.000 esibizioni ed a calcare i palcoscenici delle sue tre sale – l'Isaac Stern Auditorium (2804 posti), la Zenkel Hall (599 posti) e la Weill Recital Hall (268 posti) – sono stati personaggi di prima grandezza della musica non solo classica. Un elenco sterminato di nomi, dal jazz (Miles Davis, Billie Holiday ed Ella Fitzgerald) al pop (i Beatles, i Rolling Stones, Frank Sinatra, Bob Dylan, Josephine Baker, Stevie Wonder, David Bowie); per non parlare degli eventi “storici”, nel febbraio del 1968 Martin Luther King tenne uno dei suoi ultimi discorsi.
Il luogo, insomma, è un vero e proprio santuario di quella cultura che, come è noto, da New York è sempre in grado di avere visibilità ed eco mondiale. Chi è studioso, professionista o anche semplice appassionato di musica classica non può non averla tra le sue mete e tra le sue esperienze, ascoltando o essendo protagonista nello stesso luogo che ha ospitato, ad esempio, le esibizioni di Tchaikovsky, Rachmaninoff, Maria Callas e Luciano Pavarotti.
Ed è proprio dalla Carnegie Hall ed in particolare dalla MidAmerica Productions, agenzia di spettacoli che produce più di 100 spettacoli in tutto il mondo e a New York, che è arrivato all’indirizzo della Calabria un invito di particolare valore.
Il 29 maggio prossimo, nella Carnegie Hall, a dirigere la New England Symphonic Orchestra – nell'unico Tributo dedicato a Rossini in tutto il 2018 a New York – sarà il Maestro Filippo Arlia, direttore dell’Istituto Tchaikovsky di Nocera Terinese.
«Ricevere l’invito – ha commentato Filippo Arlia – è stata un’autentica emozione, dirigere in quel luogo è senz’altro uno straordinario onore e rappresenta, professionalmente, un riconoscimento che in questo momento voglio condividere con la Calabria e con chi in questi anni ha creduto che anche in e dalla Calabria, con passione e sacrificio, sia possibile essere protagonisti nei circuiti culturali che contano a livello internazionale. Un ringraziamento particolare alla MidAmerica Productions che ha voluto affidare proprio a me l’omaggio a Gioacchino Rossini nel centocinquantesimo anniversario della sua morte e farmi dirigere in un luogo cosi significativo per la musica classica, quella Carnegie Hall che, coincidenza che mi piace evidenziare, fu inaugurata il 5 maggio del 1891 da Tciajkovskij, l’immenso compositore russo a cui - come è noto - è intitolato il Conservatorio che dirigo a Nocera Terinese».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il direttore dell’Istituto Tchaikovsky di Nocera Terinese invitato a New York per il tributo dedicato a Rossini. Appuntamento il 29 maggio con la New England Symphonic Orchestra

Sarebbe paradossale in qualsiasi regione o provincia d’Italia, dove un partito funzioni davvero a tutti i livelli, giungere a poche settimane dal voto e non intravedere neanche lontanamente la convocazione di assisi nate per discutere, siano esse assemblee o direzioni regionali o ancor meglio assemblee dei sindaci e degli amministratori.
In Calabria non lo è e neanche nessuno ormai si scandalizza di nulla dal momento che questi organismi nei cinque anni sono stati solo di facciata e convocati dopo almeno quattro rinvii senza mai avere conclusioni concrete.
Bene per alcuni, a dire il vero sempre più pochi che, garantitisi la rendita personale con la riconferma romana, non hanno alcuna intenzione di tenere informati i delegati e gli iscritti calabresi o ancor più pensare lontanamente di aprire alcuna discussione che evochi confronto proprio in Calabria.
Insomma, si continua ad emulare il modus operandi tenuto per la scelta del candidato a sindaco di Cosenza, scelto intorno al tavolo di una lussuosa cena romana tra pochi intimi.
Tuttavia analizzando i collegi non può sfuggire un dato inequivocabile che vede la stragrande maggioranza dei Comuni governati dal Pd o movimenti civici di centrosinistra.
Eppure a nessuno è passato per la testa di contattarli per coinvolgerli nelle scelte dei candidati pensando di poter imporre i soliti diktat calati dall’alto.
Ritenendo tutto ciò una forte manovra autolesionista da parte di chi non ritiene il coinvolgimento come strumento migliore di democrazia, chiederò ufficialmente al segretario regionale nella mia qualità di membro dell’assemblea nazionale e portavoce della mozione Emiliano in Calabria di convocare a stretto giro l’assemblea dei sindaci e degli amministratori del Pd che negli ultimi anni, scoraggiati e nauseati dalla gestione del partito, si sono allontanati diminuendo drasticamente. Se non si capisce che sono loro la vera forza trainante dell’elettorato, coloro i quali quotidianamente vivono le difficoltà dei territori che amministrano (e questo il segretario nazionale dovrebbe saperlo molto bene, essendo stato anche lui sindaco di una meravigliosa citta), vuol dire che si è perso realmente il contatto con la realtà reale e non quella social che molti ormai da tempo vivono come unica.

*Consigliere comunale e provinciale Pd Cosenza

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello di Marco Ambrogio*

REGGIO CALABRIA «Grazie agli errori della Sogei, ventimila reggini sono a rischio di assistenza con il medico di famiglia». Lo afferma in una nota Giovanni Bilardi, responsabile nazionale della sanità territoriale di Forza Italia. «La Sogei - prosegue - ha sbagliato per gli errori del dipartimento salute e questo è un problema che va risolto subito. Che fa il ministro Lorenzin? Sta ferma e in silenzio senza muovere un dito. Chiediamo ad Oliverio e Scura di risolvere subito il problema che penalizza medici e pazienti».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello L'allarme dell'esponente di Forza Italia riguarda i medici di famiglia: «La Sogei ha sbagliato per gli errori del dipartimento salute e questo è un problema che va risolto subito. Che fa il ministro Lorenzin?»
Pagina 1 di 3