Corriere della Calabria - Corriere della Calabria - Visualizza articoli per tag: COSENZA E PROVINCIA http://www.corrieredellacalabria.it Fri, 23 Jun 2017 22:48:20 +0200 Joomla! - Open Source Content Management it-it Chiusa l'inchiesta sulla cosca Marrazzo http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/59109-chiusa-l-inchiesta-sulla-cosca-marrazzo http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/59109-chiusa-l-inchiesta-sulla-cosca-marrazzo Chiusa l'inchiesta sulla cosca Marrazzo

CATANZARO Chiuse le indagini dell’inchiesta antimafia “Six Towns” condotta dalla Dda di Catanzaro e che lo scorso 18 ottobre portò a 36 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di capi, gregari e affiliati alla cosca di 'ndrangheta facente capo alla famiglia Marrazzo, attiva nella provincia di Crotone e con ramificazioni nella provincia di Cosenza e in Lombardia.
Sono 50 le persone alle quali i magistrati Domenico Guarascio e Fabiana Rapino, sostituti della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo, hanno notificato la conclusione delle indagini. Si tratta di Francesco Adamo, Rosario Aiello, Antonio Bibiani, Domenico Bitonti, Luigi Bitonti, Saverio Bitonti, Antonio Balconà, Ignazio Bozzaotra, Luigi Buono, Cristian Decicco, Valentino De Francesco, Salvatore De Marco, Di Biase Maria Caterina, Giovanni Di Certo, Maurizio Fontana, Claudio Fortugno, Saverio Gallo, Antonio Guzzo, Davide Iannice, Mationo Iona, Fabio Lopez, Giovanni Madia, Agostino Marrazzo, Giovanni Marrazzo, Giovannino Mosca, Angelo Oliveri, Carlo Oliverio, Francesco Oliverio, Vincenzo Oliverio, Naim Ben Monji Ouni, Silvana Pagliaro, Antonio Parise, Rosario Parise, Mario Rizza, Francesco Rocca, Francesco Salerno, Antonio Serra, Giovanni Spadafora, Giovanni Spina Iaconis, Ilario Spina Ianconis, Pasquale Talarico, Pietro Tassone, Pasquale Torromino, Antonio Tursi, Benedetto William Urso, Carmine Ventrone, Giovanni Battista Lombardo.
Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, omicidio, detenzione illegale di armi da fuoco, tentata estorsione, estorsione, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. 

L'ASSOCIAZIONE MAFIOSA L’associazione mafiosa appartenente al locale di Belvedere Spinello, con le ‘ndrine distaccate di Rocca di Neto, Caccuri, Castel Silano, San Giovanni in Fiore, Cerenzia, è attiva nella Val di Neto, nel territorio Crotonese. Al vertice della cosca vi sono Agostino, Giovanni e Sabatino Marrazzo, collocati nella cosiddetta Società maggiore con la dote di “santisti”. Referente della ‘ndrina, secondo gli inquirenti, è Agostino Marrazzo che dirige anche le attività criminali degli altri sodali, un’attività che divide con Giovanni, detto “Giannino” insieme al quale si relaziona, tra le altre cose, anche per risolvere problemi territoriali legati alla sfera di influenza delle varie consorterie. Ruolo di “contabile” della cosca fino al 2010 è stato ricoperto da Sabatino Marrazzo il quale avrebbe parte attiva nelle strategie finanziarie del sodalizio grazie a conoscenze personali all’interno degli organi istituzionali. Sabatino Marrazzo si sarebbe attivato concretamente anche nelle riunioni con esponenti di altre cosche del crotonese per realizzare società destinate al controllo delle fonti di energie rinnovabili nella provincia di Crotone. 
A dare man forte alle attività finanziarie della cosca vi è Giovanni Battista Lombardo che avrebbe gestito operazioni economiche nell’interesse del gruppo criminale. 

Alessia Truzzolillo
a.truzzolillo@corrierecal.it

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s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Cronaca Fri, 23 Jun 2017 16:45:00 +0200
Amministratori minacciati, Calabria sotto assedio http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/59053-amministratori-minacciati,-calabria-sotto-assedio http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/59053-amministratori-minacciati,-calabria-sotto-assedio Amministratori minacciati, Calabria sotto assedio

LAMEZIA TERME È la Calabria la regione italiana in cui nel 2016 sono state commesse più intimidazioni ai danni di amministratori pubblici. L'ennesimo record negativo emerge dal rapporto “Amministratori sotto tiro”, un dossier – presentato oggi alla Luiss di Roma – che Avviso Pubblico redige annualmente dal 2011.
Durante lo scorso anno l'associazione che punta a mettere in rete «enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie» ha censito 454 atti intimidatori, di minaccia e violenza rivolti a sindaci, assessori, consiglieri comunali e municipali, amministratori regionali, dipendenti della pubblica amministrazione. A questi numeri si vanno ad aggiungere anche 108 casi di intimidazioni rivolte agli agenti di Polizia municipale. Il dato del 2016 è stato ottenuto attraverso il monitoraggio delle notizie di stampa locali e nazionali, delle interrogazioni parlamentari e delle segnalazioni dei coordinamenti territoriali di Avviso pubblico. «Il lieve calo del 5% registrato rispetto al 2015, quando i casi censiti sono stati 479, non deve trarre in inganno. Non c’è alcuna inversione di tendenza – si legge nel report – ma, al contrario, dai numeri emerge una sorta di radicamento patologico del fenomeno. Dal 2011, anno della prima edizione del Rapporto, quando i casi censiti furono 212, minacce ed atti intimidatori sono più che raddoppiati».

CALABRIA SOTTO ASSEDIO Il 76% degli atti intimidatori rilevati da Avviso Pubblico si concentra nella macroarea che comprende il Sud e le Isole. Si tratta di 345 casi censiti, il 4% in più rispetto al 2015. E la Calabria, come già avvenuto nel 2010-11, ha superato anche la Sicilia (record negativo nel 2014 e 2015) facendo registrare il maggior numero dei casi: 87 intimidazioni (il 19% del totale nazionale) avvenute in 51 Comuni tra il Pollino e lo Stretto. Non è un caso dunque che Avviso Pubblico abbia scelto Polistena, nel Reggino, per la “Prima Marcia Nazionale degli Amministratori sotto tiro” a cui il 24 giugno 2016 hanno partecipato oltre 100 amministratori locali provenienti da ogni parte d’Italia.

I NUMERI PROVINCIA PER PROVINCIA Con gli 87 atti intimidatori censiti in Calabria nel 2016 si registra un aumento del 70% rispetto ai 51 casi del 2015. In particolare due province, Reggio Calabria e Cosenza, sono rispettivamente al primo e al terzo posto fra quelle maggiormente colpite su tutto il territorio nazionale.
«La provincia di Reggio Calabria, notoriamente cuore pulsante della ‘ndrangheta, è la più bersagliata d’Italia – si legge nel rapporto – con i suoi 32 atti intimidatori distribuiti in 16 Comuni. Nel mirino è finito soprattutto il Comune capoluogo, il più colpito a livello nazionale, reduce da uno scioglimento per infiltrazioni mafiose decretato nel 2012». Nel dossier vengono citate le lettere minatorie indirizzate al sindaco Giuseppe Falcomatà e le intimidazioni subite dall'assessore comunale ai Lavori pubblici Angela Marcianò e dal presidente del Parco nazionale dell'Aspromonte Giuseppe Bombino.
In provincia di Cosenza, invece, sono 25 gli atti intimidatori registrati nel 2016, distribuiti in 13 Comuni. 
Al terzo posto c'è il Vibonese (settima provincia su scala nazionale), dove Avviso Pubblico ha censito 16 atti intimidatori in 11 Comuni.
Quindi la provincia di Catanzaro, dove nel 2016 si sono registrati 11 casi distribuiti in 8 Comuni. Nel dossier vengono citate le intimidazioni al consigliere regionale Arturo Bova, le lettere minatorie sinviate ai vertici della Lamezia Multiservizi e i mezzi adibiti alla raccolta rifiuti e al trasporto pubblico incendiati a Girifalco.
Fa eccezione in Calabria la provincia di Crotone, dove sono stati censiti “solo” 3 casi nell'arco dello scorso anno.

L'ELENCO DEI COMUNI Nella provincia di Reggio, oltre che nel capoluogo si sono registrati atti intimidatori anche Sant’Ilario dello Ionio, Siderno, Gioiosa Jonica, Gerace, Martone, Caulonia, Polistena, Melito Porto Salvo, San Pietro di Caridà, Palizzi, Bagaladi, Galatro, Rosarno, Bruzzano Zeffirio, Riace.
Nel Cosentino, invece, i casi censiti riguardano Cosenza, Rende, Villapiana, Fuscaldo, Cerchiara, Altomonte, Longobucco, Santa Maria del Cedro, Aiello Calabro, Cariati, Cetraro, Rossano, Crosia. In provincia di Vibo Valentia, oltre al capoluogo, sono citati nel dossier anche Zaccanopoli, San Gregorio d’Ippona, Briatico, Dinami, Soriano Calabro, Tropea, Ricadi, Stefanaconi, Zambrone, Cessaniti.
Nel Catanzarese le intimidazioni registrate si sono verificate a Catanzaro, Amaroni, Lamezia Terme, Sant'Andrea Apostolo dello Jonio, Chiaravalle Centrale, Girifalco, Motta Santa Lucia, Germaneto.
A Crotone, Isola Capo Rizzuto e Torre Melissa invece i casi registrati nel Crotonese.

NON SOLO MINACCE MAFIOSE «A minacciare – si legge nel dossier di Avviso Pubblico – non sono soltanto le organizzazioni criminali di tipo mafioso. Anzi, secondo quanto riportato nelle più recenti relazioni ufficiali degli organi preposti alla repressione, le cosche preferiscono ricorrere alla corruzione piuttosto che all’esercizio dell’intimidazione e della violenza. Strumenti certamente non scomparsi, ma che vengono utilizzati solo come extrema ratio».

s. pel.

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s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Cronaca Thu, 22 Jun 2017 14:57:00 +0200
Oliverio sospende i conferimenti alla discarica di Celico http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/58987-oliverio-sospende-i-conferimenti-alla-discarica-di-celico http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/58987-oliverio-sospende-i-conferimenti-alla-discarica-di-celico La discarica di Celico, nella Presila cosentina

Si è tenuta nel pomeriggio di oggi presso la Cittadella regionale l’annunciata riunione tra il presidente della Regione, Mario Oliverio, e i sindaci della fascia presilana per analizzare e discutere il da farsi rispetto alla presenza e alle attività della discarica di Celico.
Considerate le gravi considerazioni evidenziate dai sindaci, soprattutto per quanto riguarda le pesanti emissioni odorigene provenienti dall’impianto situato in contrada San Nicola di Celico,  che hanno creato una situazione non più sopportabile per le popolazioni interessate soprattutto in alcuni periodi dell’anno e in alcune fasce orarie della giornata, il governatore Mario Oliverio ha deciso – informa una nota dell’Ufficio stampa della giunta regionale – di sospendere i conferimenti presso l’impianto, al fine di procedere alle necessarie verifiche tecniche di rispondenza dell’impianto alle norme vigenti ed alle prescrizioni contenute nell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).
«Non siamo stati noi – ha precisato il presidente della Regione – ad autorizzare questo impianto. Sin dal nostro insediamento abbiamo avviato un’azione costante ed intransigente nel settore dello smaltimento dei rifiuti in Calabria che può essere sintetizzato nello slogan “rifiuti zero” e “zero discariche”. Abbiamo approvato il Piano regionale dei Rifiuti a cui ha dato l’ok la Commissione europea. Stiamo costantemente invitando i comuni ad una raccolta ancor più spinta della differenziata. Rispetto alla discarica di Celico abbiamo determinato una forte contrazione dei conferimenti all’impianto da 45 a 10 tonnellate. Per quanto ci riguarda siamo in forte sintonia con la domanda dei cittadini calabresi che ci chiedono di salvaguardare il nostro territorio e l’ambiente, che rappresentano due grandi risorse per lo sviluppo e la crescita della nostra terra».
«Quella odierna – ha detto il sindaco di Rovito, Felice D’Alessandro – è una bellissima giornata in cui abbiamo ottenuto un risultato importantissimo su cui abbiamo lavorato e lottato da tempo. Finalmente i rovitesi e i cittadini presilani potranno respirare l’area salubre dei nostri boschi e delle nostre colline. Ringrazio il presidente della Regione, Mario Oliverio, che ha recepito le istanze del territorio, smentendo quanti nei giorni scorsi avevano avanzato dubbi e perplessità. Ringrazio anche il mio partito e i consiglieri comunali di Rovito per aver mantenuto sempre la barra dritta non cedendo mai a provocazioni e polemiche inutili e senza sbocco».
A fargli eco il sindaco di Celico, Antonio Falcone. «Oggi – ha detto – il presidente Oliverio, ci ha regalato uno dei giorni più belli che mai potevamo immaginare. Oliverio si è messo dalla nostra parte e, mostrando grande sensibilità, ha compreso le nostre difficoltà venendoci incontro, sospendendo i conferimenti e verificando quali problemi eventualmente esistono all’interno dell’impianto. I cittadini della presila hanno il diritto di respirare aria pulita. Ringrazio anche il consigliere regionale Giudiceandrea e il mio partito per essersi impegnati fino in fondo e con coerenza per raggiungere tale risultato».
Grande soddisfazione ha espresso anche il sindaco di Spezzano della Sila, Salvatore Monaco: «È un ottimo punto di partenza di cui ringraziamo il presidente Oliverio –ha affermato- ed è una notizia rassicurante per le nostre popolazioni che in questa decisione avvertono concretamente la vicinanza delle istituzioni».

leggi anche>>>Sciopero della fame contro la discarica di Celico

 

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s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Politica Tue, 20 Jun 2017 20:33:00 +0200
“Apocalisse”, La Dda chiede di depositare i verbali di Pellicori http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/58966-“apocalisse”,-la-dda-chiede-di-depositare-i-verbali-di-pellicori http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/58966-“apocalisse”,-la-dda-chiede-di-depositare-i-verbali-di-pellicori “Apocalisse”, La Dda chiede di depositare i verbali di Pellicori

COSENZA Il Tribunale di Cosenza ascolterà il pentito Silvio Gioia nel corso della nuova udienza del processo "Apocalisse", scaturito dall'inchiesta che il 12 novembre del 2015 ha consentito alla Dda di Catanzaro di sgominare un'organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti guidata dal clan Perna. Vennero emessi 19 provvedimenti di fermo nei confronti di altrettanti esponenti della cosca di 'ndrangheta operante a Cosenza e nell'hinterland e dedita principalmente al traffico di cocaina, hashish e marijuana. Tra gli arrestati c'era anche Marco Perna, 41enne cosentino, figlio di Franco Perna, capo dell'omonimo "gruppo criminale" attivo a Cosenza, attualmente ristretto in regime di 41 bis.
Martedì, nell'aula 9 del Tribunale di Cosenza, sono stati acquisiti i verbali resi da alcuni consulenti della Procura ed è stato conferito l'incarico al perito Nicola Zengaro per la trascrizione di alcune intercettazioni. Il pm della Dda Saverio Vertuccio ha presentato al collegio (presieduto dal giudice Enrico Di Dedda) la richiesta da parte del collega titolare del fascicolo Pierpaolo Bruni di depositare entro dieci giorni i verbali già resi dal nuovo pentito Luca Pellicori. Pellicori sta collaborando con la giustizia da alcune settimane: era ritenuto dagli inquirenti attivo nel traffico di droga e molto vicino a Marco Perna considerato il nuovo capo del clan del Cosentino. 
Nel processo, che si sta svolgendo con il rito ordinario, sul banco degli imputati ci sono Marco Perna 41 anni; Pasquale Francavilla 40 anni; Giovanni Giannone 46 anni; Andrea Minieri 34 anni; Giacinto Bruno 43 anni; Alessandro Marco Ragusa 28 anni; Giuseppe Chiappetta 32 anni; Alessandro Andrea Cairo 23 anni; Andrea D'Elia 23 anni; Ippolito Tripodi 22 anni; Bruno Francesco Calvelli 25 anni; Denis Pati 23 anni; Luca Pellicori 40 anni; Danilo Giannone 26 anni; Paolo Scarcello 24 anni; Francesco Scigliano 23 anni; Domenico Caputo 38 anni; Francesco Porco 37 anni; Giuseppe Muto, 31 anni e Alessandro Marco Ragusa, 29 anni.
Il processo è stato aggiornato al prossimo 6 luglio quando sarà ascoltato il pentito Silvio Gioia imputato nello stesso procedimento ma già condannato in abbreviato a due anni e otto mesi.

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it

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s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Cronaca Tue, 20 Jun 2017 13:34:00 +0200
«Da quel giorno viviamo nel dolore» http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/58929-«da-quel-giorno-viviamo-nel-dolore» http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/58929-«da-quel-giorno-viviamo-nel-dolore» «Da quel giorno viviamo nel dolore»

COSENZA «Dal giorno del triplice omicidio viviamo nel dolore». Lo hanno detto, nell'aula della Corte di Assise di Cosenza, la mamma, la zia e la nonna del piccolo Cocò Campolongo in corso nel Tribunale di Cosenza. Il bambino di soli tre anni è stato ucciso e bruciato in auto nel gennaio 2014, a Cassano allo Jonio, con il nonno Giuseppe Iannicelli e la compagna marocchina di questi Ibtissam Touss. Sul banco degli imputati ci sono Cosimo Donato detto "Topo" e, appunto, Faustino Campilongo detto "Panzetta". I due sono accusati di triplice omicidio. In particolare, secondo l'accusa contestata dalla Dda di Catanzaro, i due avrebbero attirato in una trappola Giuseppe Iannicelli, per conto del quale spacciavano droga, perché divenuto un personaggio scomodo per la cosca degli Abbruzzese e anche per aumentare il proprio potere criminale. Il piccolo Cocò, secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Cosenza, sarebbe stato ucciso perché il nonno lo portava sempre con sé, come uno "scudo umano", per dissuadere i malintenzionati dal colpirlo. Dopo il triplice omicidio, gli assassini bruciarono l'auto di Iannicelli con all'interno i tre corpi.
Lunedì mattina la Corte di Assise (presieduta dal giudice Giovanni Garofalo, a latere la collega Francesca De Vuono) ha acquisito i verbali delle tre donne che si sono costituite parte civile nel processo. La mamma, la zia e la nonna di Cocò - detenute per altri reati - hanno poi risposto ad alcune domande dei legali di parte civile e hanno ribadito di vivere nel dolore e nell'indigenza da quel giorno. Hanno riferito quanto a loro conoscenza anche in merito ai momenti successivi al triplice omicidio. In buona sostanza hanno confermato quanto già confermato in sede di indagini. L'udienza è stata aggiornata al prossimo 23 giugno.

mi. mo.

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s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Cronaca Mon, 19 Jun 2017 14:55:00 +0200
Sciopero della fame contro la discarica di Celico http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/58925-sciopero-della-fame-contro-la-discarica-di-celico http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/58925-sciopero-della-fame-contro-la-discarica-di-celico Sciopero della fame contro la discarica di Celico

Continuano nella Presila cosentina le proteste contro la discarica di Celico. Da lunedì mattina un attivista del Comitato Ambientale Presilano, Giovanni Peta, militante storico dei movimenti del Cosentino, ha avviato lo sciopero della fame incatenandosi di fronte al municipio di Celico. «La discarica va chiusa», è il messaggio che campeggia sui cartelloni che accompagnano la protesta dell'ambientalista. E ancora: «Sto mettendo a rischio la mia vita per salvare quella degli altri. 13 consigli comunali hanno deliberato per sospendere subito per poi chiudere la discarica». Il destinatario delle rivendicazioni degli attivisti è ancora una volta il presidente della Regione: «Mario Oliverio può e deve imporre la chiusura per rispettare le istituzioni e la popolazione stessa. I sindaci presilani devono farsi rispettare operando in maniera adeguata e conseguente». 
A dare manforte alla protesta tutto il Comitato ambientale Presilano (qui un video diffuso di recente dal sodalizio), che dalla pagina Facebook rilancia le proprie richieste e si rivolge al governatore: «Oliverio se ci sei batti un colpo! Tredici delibere comunali ignorate, incontri disertati, proteste e proposte inascoltate. Caro Presidente, MO BASTA! Noi vogliamo l'immediata sospensione dell'autorizzazione integrata ambientale della discarica di Celico, come motivatamente ed a ragion di legge richiesto. La Presila non morirà. La disobbedienza urbana si moltiplicherà. Non ci arrenderemo dinanzi al silenzio del potere, e grideremo ancora più forte. Giovanni non sei solo. Chi ha compagni non è mai solo».

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s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Cronaca Mon, 19 Jun 2017 13:48:00 +0200
Sanità, la triade di Pacenza tra obbedienza e ingratitudine http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/58848-sanità,-la-triade-di-pacenza-tra-obbedienza-e-ingratitudine http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/58848-sanità,-la-triade-di-pacenza-tra-obbedienza-e-ingratitudine Franco Pacenza

CATANZARO A Montepaone la giustificazione tirata fuori ricorre ad un vecchio modo di dire calabrese: «Il vino è poco, gli amici sono tanti». Basterà a placare il dottor Dellisola, scalpitante direttore sanitario dell'Asp di Catanzaro? L'impegno con lui era chiaro: nomina a direttore generale dell'azienda ospedaliera di Catanzaro. Invece ci è andato Peppino Panella che di quella struttura era già commissario. Così Dellisola resta direttore sanitario all'Asp catanzarese e poco importa se di fatto è lui che detta la linea operativa al direttore generale Perri. Il punto è che della triade allevata da Franco Pacenza, assessore ombra alla sanità ed al contenzioso sanitario, solo Dellisola è rimasto al palo, gli altri due, Perri e il depresso Mauro di Cosenza, continuano a prodigarsi per l'obbedienza ma restando su poltrone ben più comode.
Risultato: altro segmento del “caos sanità” che Oliverio vorrebbe circoscrivere alle responsabilità dei commissari Scura e Urbani ma che di fatto è sempre più riconducibile alla gestione Pacenza, alle prese, appunto con il problema che «il vino è poco e gli amici sono tanti».
Ci vorrebbe un miracolo tipo quello narrato nei vangeli con “Le nozze di Cana”, ma in certi ambienti il cristianesimo cede il posto al “Grande architetto universale”.
Così capita che da settimane l'asse sanitario Catanzaro (Perri)-Cosenza (Mauro) si ritrovi paralizzato nella stesura della rete provinciale delle farmacie. Il resto può attendere, atti aziendali compresi.
E in tutto questo resta l'insopportabile ingratitudine, giustamente, lamentata dal direttore sanitario Dellisola. Il quale all'obbedienza starebbe sacrificando tempo e anche interessi personali. A partire da quelli economici, visto che da direttore sanitario percepisce un compenso inferiore a quello che poteva vantare in precedenza. Va bene che secondo molti “comandare è meglio che fottere”, ma c'è un limite a tutto. Ne prenda atto Pacenza se vorrà aggiornare Gerardo Mario Oliverio su questo filone del “caos sanità”.

 

Pa. Po.

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s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Politica Fri, 16 Jun 2017 13:36:00 +0200
Un quintale di alimenti sequestrato nel Cosentino http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/58821-un-quintale-di-alimenti-sequestrato-nel-cosentino http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/58821-un-quintale-di-alimenti-sequestrato-nel-cosentino Un quintale di alimenti sequestrato nel Cosentino

COSENZA  I militari della Stazione carabinieri di Montalto, nel Cosentino, hanno nei giorni scorsi effettuato una serie di controlli agroalimentari su prodotti avente marchio di origine controllata. Tale attività ha portato al sequestro di oltre un quintale di sostanze alimentari allo stato fresco destinate al consumo umano e 6000 euro di sanzioni amministrative. I controlli su strada effettuati hanno accertato in più casi, che durante il trasporto, le sostanze alimentari erano prive delle indicazioni previste dalla normativa quale le regolari etichette che viene posta prima che i prodotti vengano immessi in commercio. Durante uno di questi controlli, i militari hanno rinvenuto alcuni prodotti, in seguito constatati anche dal competente servizio veterinario dell’Asp intervenuto su richiesta dei militari, con presenza di muffa ed in evidente stato di cattiva conservazione, pertanto non idonei al consumo umano. In questo caso oltre al sequestro cautelativo di tutto il materiale il trasportatore, dipendente della ditta, è stato deferito all’autorità giudiziaria per violazione alla normativa sulla disciplina igienica della produzione e  vendita delle sostanze alimentari.

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s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Cronaca Thu, 15 Jun 2017 16:28:00 +0200
Porto di Corigliano, Graziano: «Ci sono 12 milioni fermi» http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/58771-porto-di-corigliano,-graziano-«ci-sono-12-milioni-fermi» http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/58771-porto-di-corigliano,-graziano-«ci-sono-12-milioni-fermi» Porto di Corigliano, Graziano: «Ci sono 12 milioni fermi»

CORIGLIANO «Un terminal crociere con annessi servizi per il turismo al Porto di Corigliano non è fantascienza. C’è già il progetto e, addirittura, ci sono anche i fondi destinati (12,2 milioni di euro) fermi nelle casse della Regione Calabria e dell’Autorità portuale di Gioia Tauro. Evidentemente manca la volontà politica affinché questa idea, che risolleverebbe l’economia turistica dell’intera area della Sibaritide-Pollino e della futura città unica Corigliano-Rossano, possa prendere forma e vita». A rilanciare la questione è il consigliere regionale Giuseppe Graziano, segretario questore di Palazzo Campanella, che in merito alla realizzazione della nuova banchina nord, destinata all’attracco crocieristico, e dei servizi di accoglienza connessi – previsti per il porto di Corigliano sia nel POT 2015-2017 che nel Piano triennale delle Opere pubbliche 2016-2018 e già finanziati – ha presentato un’interrogazione al governatore Mario Oliverio per avere spiegazioni sullo stallo dei fondi destinati all’opera e sapere quando Regione ed Autorità Portuale intendano avviare il programma esecutivo degli interventi.
«A questo punto – dice Graziano – credo manchi la volontà politica per realizzare un’opera utile e strategica per il territorio ionico e della Sibaritide-Pollino, dal momento in cui non solo esiste un progetto di fattibilità quanto ci sono già i soldi disponibili. Ma di questo nessuno dice nulla, attendendo magari che prima o poi le risorse finanziarie possano essere dirottate su qualche altra opera, lontana dal nostro territorio. Si tratta di oltre 12 milioni di euro che dallo studio progettuale tecnico e dal Piano Operativo Triennale dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, competente sullo scalo coriglianese, sono necessari a realizzare un nuova banchina sul lato nord del porto con lo spiazzale retrostante ed il terminal, esclusivamente dedicato alle attività di transito crocieristico».
«Del resto – aggiunge il consigliere regionale – la struttura di Corigliano, grazie anche all’impegno di alcuni tour operator locali, è già entrata nel circuito delle grandi compagnie crocieristiche, attratte dal grande potenziale artistico, culturale, paesaggistico ed enogastronomico che offre la zona ionica. Tant’è che negli ultimi anni l’esigente cruise marketing ha fatto registrare primi ed entusiasmanti risultati, grazie all’attracco di navi. Tra le quali anche alcune tra le più grandi al mondo. E questo è sintomatico che la struttura portuale di Corigliano già di per se ha potenzialità enormi, a partire dal pescaggio per finire alla capacità di ingresso. È pur vero però – precisa ancora Graziano – che, allo stato attuale, non ci sono servizi di scalo idonei e dedicati ai turisti e questo, ovviamente, compromette ogni possibilità di crescita. Ecco allora la necessità ed il dovere di intervento delle Istituzioni. Soprattutto nella condizione in cui manca solo l’esecutività ad un piano già finanziato. Perché non lo si vuole? Perché anche nelle cose semplici nascono cavilli? E perché sempre a discapito di questo territorio? Ho chiesto al governatore Oliverio – conclude – di darci delle risposte e di determinarsi affinché la Regioni sblocchi i fondi e dia inizio a lavori di realizzazione dell’opera».

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s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Politica Wed, 14 Jun 2017 13:25:00 +0200
Riforma Madia e accesso civico, a Rende incontro della Cisl http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/58770-riforma-madia-e-accesso-civico,-a-rende-incontro-della-cisl http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/58770-riforma-madia-e-accesso-civico,-a-rende-incontro-della-cisl Riforma Madia e accesso civico, a Rende incontro della Cisl

RENDE Un’importante novità introdotta nella Pubblica amministrazione dalla riforma Madia - ovvero l’accesso civico - sarà oggetto del seminario formativo che la Cisl Scuola di Cosenza ha organizzato per il 15 giugno all'hotel Europa di Rende sul tema "La riforma Madia e il Freedom of Information Act (FOIA). Il nuovo accesso civico e l’impatto sulle procedure".
La giornata di studio – che vedrà come partecipanti dirigenti scolastici, docenti vicari e collaboratori, direttori dei servizi generali e amministrativi, assistenti amministrativi – sarà introdotta da Enzo Groccia, segretario generale della Cisl Scuola di Cosenza. I lavori – coordinati da Pina De Martino, segretaria regionale Cisl Scuola Calabria – proseguiranno con la relazione dell’avvocato Fabrizia De Cuia, dell’Ufficio legislativo centrale della Cisl Scuola, che affronterà il tema "Trasparenza e corruzione nella PA: il nuovo accesso civico". Dopo il dibattito e le attività laboratoriali, le conclusioni dell'incontro saranno affidate da Paola Serafin, segretaria nazionale della Cisl Scuola con delega alle problematiche dei dirigenti scolastici.

 

mi. mo.

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s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Politica Wed, 14 Jun 2017 13:05:00 +0200
Metroleggera, l’accordo Occhiuto-Oliverio spacca il centrosinistra http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/58763-metroleggera,-l’accordo-occhiuto-oliverio-spacca-il-centrosinistra http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/58763-metroleggera,-l’accordo-occhiuto-oliverio-spacca-il-centrosinistra Giuseppe Giudiceandrea e Orlandino Greco

COSENZA All’indomani dell’accordo sulla metroleggera Cosenza-Rende volano gli stracci nella maggioranza che sostiene Oliverio in consiglio regionale. Da una parte Orlandino Greco, capogruppo del movimento che porta proprio il nome del presidente della Regione, afferma senza mezzi termini che nei fatti è il sindaco di Cosenza a dettare la linea al governo regionale. Dall’altra Giuseppe Giudiceandrea, capogruppo dei Democratici progressisti, che rintuzza il collega di maggioranza attribuendo definendo le sue dichiarazioni come un effetto dell’afa di giugno.
«Devo ammettere con grande franchezza – è la posizione di Greco – di aver sbagliato ad oppormi al sindaco Occhiuto nella scorsa competizione amministrativa nel capoluogo bruzio. Ho sbagliato, lo ribadisco, a chiedere all’allora consigliere comunale Domenico Frammartino di assecondare il disegno di sfiducia ordito nei confronti del sindaco Occhiuto per la conclusione anticipata della consiliatura». Greco sostiene di aver sbagliato «nella convinzione che, a margine di quell’azione, il centrosinistra avesse una visione condivisa di area urbana con Cosenza, Rende e Castrolibero unite per il rilancio della Calabria. Oggi – spiega – posso solo riscontrare la debolezza di quella visione ormai superata dal sindaco Occhiuto che, giustamente in difesa della sua città, dimostra di essere un abile stratega in grado di dettare tempi e linee programmatiche al governo regionale». «Ottenere 235 milioni di euro da un’opera di 160, in un momento storico e amministrativo in cui tutti i Comuni della Calabria lamentano la penuria di risorse economiche per interventi di entità estremamente inferiori – afferma - lascia intendere che oggi sia il sindaco Occhiuto a definire le linee d’intervento della nuova programmazione europea. Il sindaco Occhiuto si dimostra l’unico vero interlocutore credibile per ciò che concerne le politiche d’investimento sugli enti locali della Regione Calabria e sento, per questo, di consigliare ai sindaci di Castrolibero, di Montalto, di Mendicino, di rivolgersi a lui per sollecitare nuovi interventi che coinvolgano e non estromettano le loro comunità». Insomma secondo Greco «aveva ragione il sindaco Occhiuto quando sosteneva che la metro si sarebbe fatta solo alle sue condizioni. In realtà – conclude il capogruppo di “Oliverio presidente” – ha fatto molto di più. È riuscito ad ottenere realizzazione di nuove strade, percorsi pedonali, riqualificazione del tracciato ferroviario, l’ovovia per il centro storico e addirittura altre opere per sedici milioni di euro al Comune di Rende. Ho già contattato il sindaco Occhiuto per complimentarmi per l’operazione messa a segno che sancisce evidentemente l’affermarsi di una nuova gerarchia politica nella nostra regione dove a lui è riservato il ruolo apicale».
Giudiceandrea replica con altrettanta ironia: «Deve esserci nell'aria afosa di questo inizio di primavera, qualcosa che rende particolarmente frizzanti gli interventi del collega Orlandino Greco su alcune azioni del governo regionale della comune parte politica. Ed in particolare c'è  da rimanere stupiti dalla di lui sortita sulla vicenda della metro leggera dell'area urbana». «Come è noto ai più, il presidente Oliverio ha su questa vicenda, come su decine altre in Calabria, volutamente e legittimamente coinvolto i sindaci dei territori interessati, concordando ed a volte anche disputando vivacemente, ogni minimo aspetto della stessa: dal tracciato (come giusto e legittimo che fosse) alle opere di contorno ed a servizio della città e dei cittadini. Lo ha fatto – argomenta il capogruppo di Dp – a Cosenza e Rende per la metro ma anche a Reggio, ieri a Cirò e ieri l'altro con i sindaci della Sibaritide. È stata e sarà sempre una caratteristica dell'opera politica del presidente, l'interlocuzione assidua, fitta e collaborativa con i sindaci ed i rappresentanti politici di ogni territorio e di ogni colore politico, fino a tre anni fa solo per la provincia di Cosenza, oggi dell'intera regione, e meraviglia non poco che Orlandino non ne serbi all'improvviso ricordo».
«Ed allora – si chiede Giudiceandrea – perché rizelarsi di un accordo non impositivo sul percorso di una metro che è giusto ed è legittimo venga discusso con chi oggi amministra Cosenza e Rende, vive sulla propria pelle le problematiche della propria città e le preoccupazioni legittime dei propri cittadini. E se è possibile prevedere opere complementari che abbelliscono e rendono meglio fruibile il sistema di trasporto dell'intera area urbana, e non solo di quella, per quale motivo - sussistendone le risorse - non si debba prevederne e concordarne da subito la realizzazione? Stiano dunque tranquilli i Sindaci di Montalto, Castrolibero e Mendicino, citati dal nostro, ed anche il futuro sindaco di Casali del Manco,  omesso dall'onorevole Greco ma ormai realtà concorrente del lato sud-est dell'area urbana Cosentina, che tante ed altre saranno le interlocuzioni con le istituzioni locali, anche al fine dell'implementazione dell'uso della metro leggera da parte dei cittadini dell'intera area vasta». «Prima però – conclude Giudiceandrea – è stato opportuno, e non possiamo che ringraziare i presidenti di Provincia e Regione per lo sforzo, portare sulle nostre posizioni (quelle che avevano caratterizzato il programma elettorale del centrosinistra a Cosenza) persino il sindaco della città capoluogo. È la politica che vince, ed è quella politica che ti rende orgoglioso di averla votata e sostenuta, nonostante ai numeri (e solo su quelli, non sulle idee, a ben vedere) fosse stata sconfitta».

 

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s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Politica Wed, 14 Jun 2017 11:17:00 +0200
AMMINISTRATIVE | Tutti i risultati provincia per provincia http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/58681-amministrative-tutti-i-risultati-provincia-per-provincia http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/58681-amministrative-tutti-i-risultati-provincia-per-provincia AMMINISTRATIVE | Tutti i risultati provincia per provincia

Ecco tutti i risultati delle amministrative nei Comuni con meno di 15mila abitanti. Si tornerà al voto a Montauro e Satriano, dove la presenza di una sola lista non ha convinto più del 50% degli elettori a recarsi alle urne. 

PROVINCIA DI COSENZA Ad Amantea (con una sola sezione ancora da scrutinare), è in netto vantaggio Mario Pizzino della Listazzaurra, con il 43,2%. Sarà lui il sindaco. A Belsito vince Antonio Giuseppe Basile di Belsito domani, con il 55,5%. A Bisignano il sindaco è Francesco Lo Giudice con il 43.02% dei voti. A Carolei vince Francesco Iannucci, che totalizza il 52,77%. A Carpanzano, con una sola lista in campo, il primo cittadino sarà Giuseppe Vigliaturo. Alessandro Adduci ottiene una vittoria bulgara a Castroregio: 96.05%. A Cellara la spunta Vincenzo Conte con il 63,22%. Fagnano: Giulio Tarsitano si aggiudica una serrata sfida. Per lui il 51,75%. Anche a Longobucco l’arrivo è al fotofinish: vince Giovanni Pirillo con il 50,56%. A Lungro Giuseppino Santoianni batte Gennaro Cortese con il 58,93% dei voti. A Luzzi il conteggio dei voti è ancora in corso ma Umberto Federico è in netto vantaggio, con il 34,77%, con il simbolo del Pd che arriva addirittura al terzo posto. Nel comune di Marzi vince Rodolfo Aiello con il 54,58%. A Mormanno Giuseppe Regina diventa sindaco con il 51,11%. Panettieri incorona Salvatore Parrotta con un netto 78,57%. Pietrapaola elegge sindaco Pietro Nigro con il 60,59% dei consensi. A Plataci la vittoria va a Francesco Tursi con il 54,75%. Praia a Mare conferma Antonio Praticò: per lui affermazione con un netto 67,92%. A San Sosti il nuovo sindaco è Vincenzo De Marco, con il 51,33%. San Vincenzo La Costa premia l’impegno di Gregorio Iannotta, che la spunta con il 53,98%. A Saracena governerà Renzo Russo, che vince con il 38,92%. Trebisacce sarà amministrata da Francesco Mundo, vittorioso con il 61,72% dei consensi. 

PROVINCIA DI CROTONE Il nuovo sindaco di Cirò è Francesco Paletta, che vince le amministrative con il 56,16%. A Roccabernarda, invece, amministrerà Nicola Bilotta, che ottiene il 44,06% e batte i due sfidanti Salvatore Bonofiglio e Francesco Coco. 

PROVINCIA DI CATANZARO A Botricello vince Michelangelo Ciurleo con il 63,84%. Caraffa di Catanzaro: il nuovo sindaco è Antonio Giuseppe Sciumbata, eletto con il 42,01% dei voti. A Cenadi la spunta Alessandro Teti con il 63,51%. Vittoria netta a Centrache per Fernando Sinopoli, con il 79,09%. Il nuovo sindaco di Cerva è Fabrizio Rizzuti, che ottiene  il 51,17% dei voti. A Isca sullo Ionio vince Vincenzo Mirarchi con il 52,86%. Primeggia a Maida Salvatore Paone con il 40,91% dei voti. Una sola lista a Montauro ma non basta: vota soltanto il 35,33% degli aventi diritto e si tornerà alle urne, 635 voti non sono sufficienti per Pasquale Clericò. A Olivadi passa Nicola Malta con il 59,85%. Il nuovo sindaco di Petrizzi sarà Domenico Mazza, per soli 11 voti (50,72%). A Platania (per nove voti) vince Michele Rizzo, con il 50,31%. Netta affermazione di Raffaele De Santis a San Pietro Apostolo: per lui il 74,61%. A San Vito sullo Ionio il primo cittadino sarà Alessandro Doria con il 50,89%. Anche Satriano dovrà tornare al voto. La bassissima percentuale di votanti – il 29% – “boccia” l’unico candidato Aldo Battaglia. A Sersale la spunta in un serrato testa a testa Salvatore Torchia, con il 50,34%. Settingiano sarà governata da Rodolfo Iozzo, che ha vinto con il 64,05% dei consensi. 

PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA Ad Antonimina il sindaco è Luciano Pelle con il 51,78% dei consensi. A Bagnara Calabra eletto sindaco Giuseppe Gregorio Frisina con il 41,71% dei voti. A Bivongi larga vittoria per Felice Valenti con il 60,04%. Vincenzo Maesano è, invece, il nuovo sindaco di Bovalino con il 40,49% delle preferenze. Un plebiscito incorona Vincenzo Romeo sindaco di Calanna: per lui l’86,38% dei voti. Alessandro Rocco Repaci è il nuovo primo cittadino di Campo Calabro con il 41,72% dei consensi. Singolare, poi, il caso di Caraffa del Bianco dove il sindaco Umberto Stefano Marrapodi è stato eletto con una percentuale del 95,91%. Serratissima la lotta a Caulonia dove l’ha spuntata Caterina Belcastro con il 50,96% dei voti sullo sfidante Francesco Cagliuso. Nel segno di un sindaco donna anche Ciminà, dove a festeggiare è Giusy Caruso, eletta con il 68,29% delle preferenze. A Ferruzzano la spunta Domenico Silvio Pizzi con il 60% dei voti. Il nuovo sindaco di Grotteria è Vincenzo Attilio Loiero con il 44,74% dei consensi. A Laganadi successo scontato per Michele Spadaro visto che era l’unico candidato in campo. Successo per Giovanni Verduci a Motta San Giovanni: per lui una percentuale del 44,67%. Antonio Condemi è il nuovo sindaco di Placanica con il 54,89%. Rocco Luglio è il primo cittadino di Portigliola con il 55,55%. A Sant’Eufemia d’Aspromonte prevale Domenico Creazzo con il 45,72%. Giovanna Pellicanò è la sindaca di Staiti con il 54,26%. Salvatore Foti vince a Terranova Sappo Minulio con il 69,33%. Orlando Fazzalari è il nuovo sindaco di Varapodio con il 57,31%. Infine, Villa San Giovanni: il sindaco eletto è Giovanni Siclari con il 33,16%.

PROVINCIA DI VIBO VALENTIA Ad Arena netta vittoria per Antonino Schinella con l’81,48%. A Brognaturo eletto sindaco Cosmo Tassone con il 55,62%. A Capistrano prevale Marco Martino con il 53,60%. Francesco Fazio è il nuovo sindaco di Fabrizia con il 56,53%. Senza storia l’elezione a Filandari dove in campo c’era solo la candidatura di Concettina Rita Fuduli. A Filogaso, invece, vince Massimo Trimmeliti con il 61,51%. Giuseppe Pizzonia è invece il primo cittadino di Francavilla Angitola con il 59,04%. A Ionadi vince Antonio Arena con il 41,79%.  Netta affermazione a Pizzo Calabro per Gianluca Callipo, che si riconferma sindaco con il 62,27%. A San Costantino Calabro vince Nicola Derito con il 97,58%. Giuseppe Condello prevale a San Nicola Da Crissa con il 97,53% dei consensi. Cosimo Damiano Piromalli è il nuovo sindaco di Spadola con il 54,11%. A Stefanaconi Salvatore Eugenio Solani vince con il 52,47%. Vincenzo Massa, infine, è il primo cittadino di Vazzano con il 50,38%.

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pablo.petrasso1@gmail.com (Pablo Petrasso) Politica Mon, 12 Jun 2017 08:00:00 +0200
Rende, è ancora allarme per i veleni dell’ex Legnochimica http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/58650-rende,-è-ancora-allarme-per-i-veleni-dell’ex-legnochimica http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/58650-rende,-è-ancora-allarme-per-i-veleni-dell’ex-legnochimica Rende, è ancora allarme per i veleni dell’ex Legnochimica

RENDE Nella zona industriale di Rende continuano senza sosta le autocombustioni delle vasche dei veleni della ex Legnochimica. Un fenomeno che si ripresenta puntuale ormai da anni con l’arrivo del caldo. Quest'anno, però, ha assunto dimensioni davvero preoccupanti.
I fumi sprigionati dopo gli incendi che giovedì scorso hanno interessato alcuni terreni dello stabilimento dismesso continuano a destare preoccupazione. Una strana nube (come si vede nella foto scattata da un'abitazione di Settimo di Montalto) ha avvolto alcune frazioni di Rende e Montalto. La scorsa notte l'aria è stata irrespirabile, molte persone nella zona hanno lamentato fastidi agli occhi e alle vie aeree.
Ancora nella mattinata di sabato continua ad essere forte l'odore acre sprigionato dai roghi. Il sindaco di Rende, Marcello Manna, ha emanato un’ordinanza che prevede il divieto, tra l’altro, di esposizione ai fumi di alimenti ed indumenti; non si possono raccogliere e consumare prodotti ortofrutticoli coltivati ed esposti alle esalazioni, così come è vietato pascolo di animali nella zona. Nell’ordinanza del Comune si raccomanda anche che i prodotti agricoli coltivati nei terreni al di fuori dell’area, ma in zone immediatamente prospicienti, prima di essere consumati siano accuratamente lavati con acqua corrente.
Tutto questo mentre per lunedì sono attesi i risultati delle analisi condotte dall'Arpacal.

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s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Cronaca Sat, 10 Jun 2017 12:34:00 +0200
Unical, assegnate 31 borse di studio a studenti svantaggiati http://www.corrieredellacalabria.it/società/item/58630-unical,-assegnate-31-borse-di-studio-a-studenti-svantaggiati http://www.corrieredellacalabria.it/società/item/58630-unical,-assegnate-31-borse-di-studio-a-studenti-svantaggiati Unical, assegnate 31 borse di studio a studenti svantaggiati

RENDE Venerdì pomeriggio, nella sala dello University Club,  la cerimonia di consegna dei contributi della Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus a studenti dell'Università della Calabria che si trovano in condizioni di svantaggio fisico, psichico, sociale, familiare o in difficoltà economica.
L’iniziativa  ha permesso l’assegnazione di 31 borse di studio per un contributo complessivo di 60mila euro. Dopo i saluti del magnifico rettore dell’Università della Calabria, prof. Gino Mirocle Crisci, e del componente del Consiglio degli Studenti, Marco Inzillo, ha preso la parola il prorettore delegato al Centro Residenziale, prof. Luigino Filice. «Bisogna fare un plauso alla Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus  per questa iniziativa che permetterà a 31 studenti di trovare quella serenità necessaria ad affrontare nel migliore dei modi la loro esperienza universitaria»,  ha dichiarato. «Si tratta di un progetto  fortemente condiviso e sostenuto dalla nostra Università – ha aggiunto –, che considera come un vero pilastro della sua attività l’ampliamento del diritto allo studio. In tale direzione, nonostante persistano alcune difficoltà, grazie alla sinergia con la Regione Calabria, possiamo dire di aver registrato negli ultimi anni significativi passi avanti. Naturalmente c’è ancora molto da fare e continueremo a lavorare alacremente per centrare risultati sempre più importanti».
Ha partecipato all’evento anche il dott. Alfonso Guido, responsabile Ceo Project Office di Intesa Sanpaolo. La sua presenza a testimonianza della sensibilità al sociale e della vicinanza al territorio del Gruppo Intesa Sanpaolo.
La cerimonia si è conclusa con l’intervento del consigliere della fondazione Dott. Aniello Auricchio, che ha voluto portare agli studenti il saluto e il pensiero del presidente Pietro Francesco Maria De Sarlo: «L’elargizione delle borse di studio rientra nella particolare sensibilità che contraddistingue la Fondazione verso le nuove generazioni e la collettività tutta. Il sostegno economico offerto agli studenti, infatti, non soltanto offre un contributo nella direzione della giustizia sostanziale, favorendo il diritto allo studio per giovani in condizioni economiche svantaggiate, ma realizza un vero e proprio investimento a favore dell’intera società, perché chi investe nello studio e nella formazione investe sul futuro. Questo è il senso con il quale intendiamo declinare il concetto di responsabilità sociale. Infine un ringraziamento particolare da parte della Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus alle “persone” dell’Università degli Studi della Calabria che,  grazie alla loro fattiva collaborazione e al loro prezioso supporto, hanno reso possibile l’iniziativa».

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s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Società Fri, 09 Jun 2017 16:15:00 +0200
Confiscati i beni agli eredi del boss di Sibari legato a Cutolo http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/58580-confiscati-i-beni-agli-eredi-del-boss-di-sibari-legato-a-cutolo http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/58580-confiscati-i-beni-agli-eredi-del-boss-di-sibari-legato-a-cutolo Confiscati i beni agli eredi del boss di Sibari legato a Cutolo

SALERNO Confisca definitiva di beni immobili e societari per il valore di cinque milioni di euro agli eredi del boss della 'ndrangheta Giuseppe Cirillo, originario del Salernitano, deceduto nel 2007 e creatore dell'organizzazione criminale "locale di Sibari", attiva in Calabria. I beni ereditati erano stati acquisiti con risorse di provenienza illecita. È quanto accertato dal Nucleo di Polizia Tributaria - Gico del capoluogo salernitano che ha fatto scattare l'ordinanza, emessa dalla Sezione Misure di Prevenzione della Corte di Appello di Salerno.
Appartenente alla "Nuova Camorra Organizzata" di Raffaele Cutolo, Giuseppe Cirillo, condannato in via definitiva per associazione di tipo mafioso nel 2005, aveva accresciuto il suo curriculum criminale in Calabria per poi essere sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per tre anni a Serra dei Conti, vicino ad Ancona continuando a seguire le vicissitudini della propria organizzazione malavitosa.

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s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Cronaca Thu, 08 Jun 2017 11:57:00 +0200
«L’uniforme sia un baluardo di sicurezza per i cittadini» http://www.corrieredellacalabria.it/società/item/58448-«l’uniforme-sia-un-baluardo-di-sicurezza-per-i-cittadini» http://www.corrieredellacalabria.it/società/item/58448-«l’uniforme-sia-un-baluardo-di-sicurezza-per-i-cittadini» «L’uniforme sia un baluardo di sicurezza per i cittadini»

COSENZA «L'uniforme deve essere un baluardo di sicurezza per i cittadini». Così il colonnello Fabio Ottaviani, comandante provinciale dei carabinieri di Cosenza, ha introdotto le celebrazioni in occasione del 203esimo annuale della fondazione dell'Arma dei carabinieri. Una cerimonia che si è svolta all'esterno della caserma Grippo alla presenza delle massime autorità istituzionali. Tra gli altri anche il procuratore capo e il procuratore aggiunto di Cosenza Mario Spagnuolo e Marisa Manzini; il procuratore capo di Castrovillari Eugenio Facciolla; il sindaco della città Mario Occhiuto; il presidente della Provincia Franco Iacucci; il rettore dell'Università della Calabria Gino Mirocle Crisci. Tantissimi i rappresentanti delle forze dell'ordine. Nel corso della cerimonia sono stati consegnati diversi riconoscimenti al valore a carabinieri che si sono distinti per il loro impegno. Tra questi anche il maggiore Michele Borrelli che ha ricevuto un riconoscimento per l'impegno profuso, assieme ad altri suoi colleghi che sono stati premiati, in operazioni di contrasto della criminalità organizzata, in particolare i recenti blitz che hanno decapitato le cosche del Tirreno cosentino. «Queste celebrazioni - ha aggiunto Ottaviani - dimostrano come dopo oltre duecento anni c'è sempre grande fiducia nell'operato dei carabinieri. I cittadini vogliono sicurezza e la cercano nell'uniforme. Per questo noi dobbiamo lavorare con grande costanza perché le risposte alle loro richieste devono arrivare subito. Altrimenti se la risposta a una richiesta di aiuto arriva dopo dieci anni, allora i cittadini sono costretti a rivolgersi altrove per chiedere protezione».
Al termine della cerimonia, in una sala della caserma è stata inaugurata una mostra sul tema “Tesori calabresi ritrovati" , organizzata in collaborazione con il Nucleo Tutela patrimonio culturale.

 

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it

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s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Società Mon, 05 Jun 2017 11:20:00 +0200
Blue whale, 16enne cosentino istiga una coetanea al suicidio http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/58442-blue-whale,-16enne-cosentino-istiga-una-coetanea-al-suicidio http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/58442-blue-whale,-16enne-cosentino-istiga-una-coetanea-al-suicidio Blue whale, 16enne cosentino istiga una coetanea al suicidio

CATANIA «Sei entrata nel “Blue Whale”», adesso «non puoi ritirarti» e «l'ultima prova da superare è buttarti da un edificio alto». Sono le indicazioni date a una 16enne catanese da un coetaneo della provincia di Cosenza, identificato e denunciato dalla polizia postale di Catania per istigazione al suicidio. Le indagini erano state avviate dopo la denuncia di una ragazza sulla partecipazione di una sua amica alla pratica del “Blue Whale”. Dall'esame dello smartphone della 16enne la polizia postale ha trovato la chat che istigava la ragazza al suicidio, confermandole che era entrata nel Blue Whale e che il passo successivo era togliersi la vita. Al 16enne calabrese la polizia postale ha notificato la denuncia nei suoi confronti e ha eseguito, su disposizione della Procura per i minorenni, una perquisizione e sequestrati dispositivi per accertare se ha effettuato altri “adescamenti” del genere. Il 16enne ha ammesso contatti e partecipazione al “Blue Whale”, dicendo di essere stato iniziato su Instagram. 

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s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Cronaca Mon, 05 Jun 2017 10:16:00 +0200
Speranza a Paola: superare politiche di centrodestra del Pd http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/58439-speranza-a-paola-superare-politiche-di-centrodestra-del-pd http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/58439-speranza-a-paola-superare-politiche-di-centrodestra-del-pd Speranza a Paola: superare politiche di centrodestra del Pd

PAOLA «La legge elettorale, nonostante le modifiche, continua ad avere problemi enormi». Lo ha detto il coordinatore nazionale di Articolo 1-Mdp Roberto Speranza, parlando con i giornalisti a margine di un incontro elettorale a Paola. «Dicono di aver tolto i capilista bloccati - ha aggiunto - ma in realtà ci sono le liste bloccate. Oggi è stato bocciato un nostro emendamento che chiedeva di far scegliere ai cittadini attraverso il voto di preferenza. Sembra che ci sia un patto tra Berlusconi, Renzi, Grillo e Salvini per sequestrare ai cittadini la possibilità di scegliere i propri eletti».
«Il centrosinistra esiste solo se è capace di superare le politiche fatte dal Pd in questi anni, perché sono state politiche di centrodestra - ha detto ancora Speranza -. Con Pisapia - ha aggiunto - dobbiamo costruire al più presto un campo largo alternativo alle politiche del Pd di questi anni. Penso che questo campo largo vada costruito a partire da alcuni valori di fondo come l'uguaglianza e il lavoro. Dobbiamo farlo nel più breve tempo possibile».

 

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s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Politica Sun, 04 Jun 2017 21:58:00 +0200
Legge elettorale, la rivolta della Sibaritide http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/58355-legge-elettorale,-la-rivolta-della-sibaritide http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/58355-legge-elettorale,-la-rivolta-della-sibaritide Il sindaco di Rossano Stefano Mascaro

ROSSANO Una nuova abnormità commessa ai danni della Sibaritide passa attraverso l'approvazione alla Camera dei deputati, che avverrà fra poche ore, dei nuovi collegi circoscrizionali. Con Rossano e Corigliano irrimediabilmente divise. In spregio dell'ormai avviatissimo iter di fusione e della sua ultima tappa, il referendum popolare indetto per il prossimo 22 ottobre. E per di più private, d'ora in avanti, del diritto di poter eleggere un proprio rappresentante in Parlamento. «Bisogna correre ai ripari e in fretta - ha dichiarato questa mattina il sindaco di Rossano Stefano Mascaro nel corso di una conferenza stampa convocata nella delegazione comunale dello scalo -. Abbiamo 48 ore, i tempi sono ristretti e dobbiamo giocarci la carta migliore».
A partecipare alla conferenza era stato invitato anche il sindaco di Corigliano, Giuseppe Geraci, impossibilitato a presenziare. In sua vece il vicesindaco Franco Oranges. Secondo il quale i due sindaci dovrebbero «avviare un'immediata forma di protesta per iscritto, da diffondere su vasta scala». Il primo cittadino ha messo sul piatto l'unica forma di protesta effettivamente capace di smuovere le acque. «Io e Geraci dobbiamo dimetterci, entro un'ora. Nella speranza, così, di poter sensibilizzare le coscienze sulla nuova scure in procinto di calare sul nostro territorio. E, soprattutto, su un progetto ormai in fase di avanzata su cui sono stati riposti anni di sacrifici e speranze». Una proposta affidata al vicesindaco Oranges, che riporterà a Geraci la gravità della situazione emersa. In attesa di un riscontro da parte del primo cittadino ausonico, e una nota per informare l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la stortura subita, «unica personalità - ha dichiarato Mascaro - capace, in questa fase, di porre rimedio all'ennesima ingiustizia».

 

m. f.

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s.pelaia@corrierecal.it (Sergio Pelaia) Politica Thu, 01 Jun 2017 14:02:00 +0200
Scontri al comizio di Renzi, denunciati due cosentini http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/58312-scontri-al-comizio-di-renzi,-denunciati-due-cosentini http://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/58312-scontri-al-comizio-di-renzi,-denunciati-due-cosentini Scontri al comizio di Renzi, denunciati due cosentini

CATANIA La Questura di Catania ha denunciato 39 persone, quasi tutte appartenenti a gruppi antagonisti, nell'ambito delle indagini sugli scontri avvenuti l'11 settembre 2016 di fonte la Villa Bellini dove era in corso l'intervento dell'allora premier Matteo Renzi a chiusura della Festa nazionale dell'Unità. I reati ipotizzati sono lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale aggravata, perché il fatto è stato commesso con minorenni con l'uso di armi atti ad offendere e il lancio di corpi contundenti. I denunciati, grazie a indagini dalla Digos, sono 11 militanti del locale gruppo antagonista Aleph, 4 aderenti al collettivo catanese Liberi Pensieri Studenteschi, 5 ultrà del Catania Calcio, 13 antagonisti dei centri sociali Anomalia ed ExKarcere di Palermo, 2 militanti del centro sociale Rialzo di Cosenza, 2 aderenti al centro sociale Insurgencia di Napoli, un antagonista del Collettivo Universitario Autonomo di Bologna e un militante del collettivo Marzolo Occupata di Padova del gruppo Gramigna). Secondo la ricostruzione della polizia il tentativo di sfondamento del cordone delle forze dell'ordine era stato organizzato dal gruppo Aleph, in collaborazione con gli altri collettivi e gli ultra, con l'obiettivo di entrare nella Villa. La Questura di Catania, con la divisione Anticrimine, ha anche emesso 11 avvisi orali per i principali leader di Aleph (8) e Liberi Pensieri Studenteschi (1) e nei confronti di 2 ultrà del Catania. Ha anche adottato 17 divieti di ritorno a Catania per la durata di un anno nei confronti di militanti antagonisti non etnei: 12 per appartenenti ai centri sociali ExKarcere e Anomalia di Palermo, due al Rialzo di Cosenza, un del Marzolo Occupata, uno a Insurgencia di Napoli e uno a Collettivo Universitario Autonomo di Bologna.

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pablo.petrasso1@gmail.com (Pablo Petrasso) Cronaca Wed, 31 May 2017 11:24:00 +0200