Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Giovedì, 10 Aprile 2014
Venerdì, 11 Aprile 2014 00:39

Nonno-pirata travolge una 78enne e scappa

STEFANACONI Un pensionato ha investito con il suo Suv una donna di 78 anni, procurandole ferite, ed è scappato senza prestarle soccorso. È accaduto a Stefanaconi, in un tratto di strada che porta allo svincolo dell`A3. I carabinieri sono intervenuti sul luogo dell`incidente e, dopo alcuni accertamenti, hanno individuato il pirata della strada, che è stato successivamente rintracciato. L`uomo è stato denunciato. La donna ha riportato una frattura alla gamba destra e un trauma cranico ed è stata ricoverata nell`ospedale di Vibo Valentia. Le sue condizioni non sono gravi. (0040)

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  • Occhiello L`incidente è avvenuto a Stefanaconi. Il pensionato è stato rintracciato. Trauma cranico e fratture per la donna

CATANZARO «Ho un grandissimo ricordo di Catanzaro perché ho esordito qui nel 1978, quindi ci sono tante belle situazioni». Lo ha detto il ct della Nazionale, Cesare Prandelli, che oggi, a Catanzaro, ha ricevuto il Premio Nicola Ceravolo, giunto alla sua quinta edizione. «Un premio importante – ha detto Prandelli –, e per rendersene conto basta guardare all`Albo d`oro. Sono stato preceduto da grandissimi tecnici e grandissime personalità». Il commissario tecnico ha anche avuto modo di parlare del prossimo Mondiale in Brasile, «molto impegnativo anche dal punto di vista fisico», per cui la condizione atletica dei giocatori sarà uno degli elementi che «mi può aiutare nella scelta». Prandelli ha risposto così a chi gli chiedeva dell`eventuale convocazione di calciatori come Toni o Cassano. «Nomi – ha specificato il ct – non ne faccio». Prandelli diramerà domani la lista dei giocatori convocati per i test atletici in programma lunedì e martedì a Coverciano. (0040)

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  • Occhiello Il ct riceve il Premio Ceravolo e lascia aperte le porte della Nazionale a Toni e Cassano

REGGIO CALABRIA Gaetano Quagliariello ha motivato la sua assenza alla kermesse reggina del Nuovo centrodestra con la necessità di restare a Roma per «preparare i lavori» dell’assemblea costituente – in programma per questo weekend – del partito. Quagliarello ha poi archiviato la pratica con un comunicato nel quale dichiara di condividere «lo spirito e i contenuti della manifestazione» e rinnovando il sostegno «all`amico Peppe». Ma il forfait del coordinatore nazionale del partito non è certo passato inosservato. Così come non sono passate inosservate le assenze di Renato Schifani e Angelino Alfano. A qualunque versione si creda, è un dato di fatto che tre dei maggiori dirigenti di Ncd hanno preferito disertare l’appuntamento che doveva servire per esprimere «solidarietà e sostegno» al governatore Peppe Scopelliti dopo la condanna incassata nel “processo Fallara”. «C’è una sentenza di mezzo – confessa a fari spenti uno dei fedelissimi di Scopelliti – e Alfano, da ministro dell’Interno, deve pur sempre mantenere un profilo istituzionale». Chissà quanta verità c’è in queste parole. Di certo c’è che Scopelliti si sta ritrovando a condurre la battaglia politica più delicata della sua carriera senza l’apporto del suo leader.
Legato a questo discorso c’è quello relativo a un’eventuale candidatura del governatore alle Europee. Il ministro Lupi gli ha confermato che il partito sarebbe ben lieto di accoglierlo in lista non fosse altro perché Ncd ha bisogno di coinvolgere quanti più uomini “forti” sul territorio. Si vota con le preferenze e senza candidati radicati c’è il rischio di non superare la soglia di sbarramento fissata al 4%. Scopelliti, dal canto suo, vive un conflitto interiore di non poco conto. Da un lato vorrebbe gettarsi nella mischia e dimostrare che «anche se mi hanno azzoppato per via di una sentenza assurda, io non mollo», dall’altro è consapevole che dopo «tanto stress è necessario fermarsi un attimo e riflettere su quanto accaduto». Così si va avanti per strappi, in un’altalena di stati d’animo. Persino le persone a lui più vicine, in questo momento, non azzardano molte previsioni. È probabile che un finale a questa storia possa essere scritto nelle prossime ore a Roma. Magari a margine di quell’assemblea costituente, che tanto sta tenendo impegnati Quagliariello e Schifani. Due tra i maggiori azionisti di Ncd, che al palco e al sole primaverile della città dello Stretto hanno preferito il chiuso delle stanze capitoline. (0040)

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  • Occhiello Assenti Alfano, Quagliarello e Schifani. Tra impegni improrogabili e «opportunità istituzionali». E il governatore combatte la sua battaglia da solo
Giovedì, 10 Aprile 2014 22:48

E Scopelliti offende l`Antimafia

REGGIO CALABRIA Chi aveva immaginato un corteo numeroso scortare in massa gli uomini più in vista del Nuovo Centrodestra calabrese e no per il corso cittadino, fino al palco di piazza Duomo, è rimasto deluso. Più banalmente, il governatore “dimissionario” Giuseppe Scopelliti, il ministro Maurizio Lupi, e i capogruppo alla Camera e al Senato, Nunzia De Girolamo e Maurizio Sacconi – che con il loro ritardo rischiano di far saltare i nervi tesi di Scopelliti e dello staff ancor prima che la manifestazione inizi – arrivano nel retropalco sulle blindate di prammatica. Il coordinatore di Ncd Gaetano Quagliariello non c’è, troppo impegnato a Roma con i preparativi dell’assemblea fondativa del partito prevista dall’11 al 13 aprile ma – dice Scopelliti dal palco – ha mandato un «caloroso messaggio» per benedire l’iniziativa. Un battesimo ufficiale che forse ha o sta impegnando anche il senatore Renato Schifani – il cui nome era scappato al governatore anche se non è mai apparso nelle convocazioni ufficiali della manifestazione – e la senatrice Dorina Bianchi, anche lei rimasta nella capitale «per questioni di partito». Sul palco, ci sono invece tanti volti noti della giunta regionale, dall’ex sindaco “sciolto” per mafia Demi Arena alla vice presidente Antonella Stasi, più una pletora di personaggi più o meno in vista del Nuovo centrodestra reggino. La piazza non straripa, ma man mano si è riempita. Ci sono i crotonesi, Lamezia si fa sentire, Gioia Tauro risponde con uno striscione che inneggia alla «maglietta bagnata» evocata da Scopelliti all’indomani della condanna a sei anni di reclusione per falso in atto pubblico e abuso d’ufficio rimediata in primo grado al processo Fallara, mentre i reggini sembrano assieparsi in fondo, quasi confusi tra il passeggio del pomeriggio che sul corso principale continua indisturbato. «Il colpo d’occhio è sufficiente» commentano dallo staff del governatore, mentre risponde alle domande dei giornalisti nel retropalco. E ad almeno un’ora dall’orario ufficiale di inizio, la manifestazione “la Calabria prima di tutto” può cominciare.

SUPPORTER ISTITUZIONALI
Tocca al senatore Tonino Gentile rompere il ghiaccio, arringando la folla al grido di «Scopelliti, la tua gente è con te». Dopo il palco è tutto per  i due capogruppo dell’Ncd. Nonostante entrambi si concentrino più sugli equilibrismi di governo del Nuovo centrodestra che sui guai giudiziari del collega di partito, un passaggio su Scopelliti – per entrambi – è d’obbligo. «La mia presenza qui è una testimonianza alla Calabria e al Sud di vicinanza del nostro partito, del governo e anche delle Camere. Ovviamente è un Sud che ha bisogno di risposte, che attende da decenni equità e giustizia, che purtroppo sono temi che sono stati abbandonati dalle agende di governo da troppo tempo. Dobbiamo dare alle famiglie risposte concrete con un pacchetto di misure immediate», commenta l’ex ministro del governo Letta, appena terminato il suo intervento. Certo – le si fa notare – proprio le famiglie, quelle reggine in special modo, sono quelle che oggi stanno pagando i guasti creati dall’amministrazione guidata da Peppe Scopelliti. «Ovviamente – risponde la de Girolamo – io ho grande rispetto delle pronunce della magistratura, ma di solito commento le sentenze quando arrivano in Cassazione, dopo i tre gradi di giudizio, che consentono a un giudice di essere giudicato da un altro giudice. Io auguro a Scopelliti di dimostrare la sua innocenza e soprattutto di aver agito correttamente. Trovo nobile che lui si sia dimesso perché penso sia un segnale concreto di rispetto per le istituzioni».
Meno diplomatico è il suo omologo a Palazzo Madama, Maurizio Sacconi, ex ministro del Lavoro, della Salute e delle politiche sociali, che dopo aver magnificato gli interventi di Scopelliti quale commissario ad acta alla sanità, tuona: «Credo che il tempo sia galantuomo, ma non lo sarà per i calabresi che hanno visto interrompere un percorso di governo.  Come ha dimostrato ieri la Cassazione assolvendo Peppe Scopelliti per la vicenda Longhi Bovetto,  perché manifestamente innocente, perché il fatto che lo vedeva imputato non sussisteva, così io credo che si concluderà questa vicenda, ma nel frattempo si producono danni nei confronti di terzi che sono incolpevoli e di lui stesso. Ma noi prendiamo questa sera un impegno perché questi danni non si prolunghino e c’è un solo modo, quello di proseguire la strada che Peppe Scopelliti ha tracciato».

LUPI E IL GIALLO DELLA CANDIDATURA
Così conclude l’ex ministro, lasciando spazio a chi un Dicastero lo detiene tuttora nel governo Renzi, quel Maurizio Lupi che ancor prima di salire sul palco aveva gelato molti dei supporter del governatore, che credono o sperano in una corsa di Peppe alle europee: «Dovrà decidere Scopelliti se candidarsi o meno. Se ci chiederà la candidatura, personalmente non vedo alcun tipo di problema, è una delle persone più autorevoli non solo della Calabria, ma di tutto il Paese, ma  non abbiamo ancora parlato di queste cose. Dopo l’assemblea fondativa del partito, affronteremo la questione delle liste», dice secco il titolare di una deleghe ministeriali più delicate, soprattutto in Calabria: quella alle infrastrutture. Sul punto, a margine  Scopelliti non scioglie la riserva e prosegue nel mantra «Io voglio prima di tutto chiudere questa fase e viverla con grande spensieratezza e serenità perché voglio uscire come sempre nella mia vita, e il mio maestro di sport mi ha insegnato, con la maglietta bagnata, avendo dato tutto se stesso. Poi nei prossimi giorni vedremo quali saranno le condizioni, quale sarà lo stato d’animo. Questo è quello che ho detto a tutto il gruppo dirigente che mi ha spinto e mi ha stimolato a fare eventualmente questo passo».
E Strasburgo rimane tabù anche nell’intervento dal palco di Lupi, che preferisce concentrarsi sull’operato del suo ministero. Un tasto dolente per i calabresi, spesso paralizzati dalle eterne incompiute, che però per il ministro tali non sono: «La Salerno-Reggio Calabria per anni è stata simbolo di inefficienza, ma se oggi si percorre si nota che è stata realizzata una nuova autostrada. Nel Def abbiamo approvato uno stanziamento di 360 milioni di euro per la conclusione di un altro snodo, ma non si possono negare le grandi opere, i viadotti che sono stati fatti. Tutti risultati che per Lupi sono stati raggiunti anche grazie all’impegno di Peppe Scopelliti, che si sarebbe speso anche per «un porto di eccellenza come Gioia Tauro», come sugli «aeroporti calabresi, che non si possono più considerare singolarmente ma devono essere considerati sistema». «Ci siamo impegnati con Peppe per realizzare un percorso con un obiettivo: fare la Calabria più grande di prima, fare l’Italia più grande di prima grazie a uomini come Scopelliti».

PEPPE LA COLOMBA
E il Peppe tanto evocato, alla fine guadagna il microfono. Ci prova – si vede – a tenere un profilo basso, a non alzare troppo i toni.  Si vuole mostrare uomo delle istituzioni, uno che «è stato eletto dal popolo quindi quando contro di lui viene pronunciata una sentenza in nome del popolo italiano fa un passo indietro. Perché questo – afferma – vuol dire fare politica con la “p” maiuscola. E diciamolo che in questo Paese si sono dimesse solo tre persone: Scopelliti, Nunzia De Girolamo, che non era neanche indagata, e Tonino Gentile. Questo perché se qualcuno dice che abbiamo sbagliato dobbiamo fare un passo indietro». Forte anche della sentenza di assoluzione per la discarica di Longhi Bovetto che a suo dire dimosta che «un sindaco non può essere condannato per il percolato, perché deve essere condannato il dirigente che ha sbagliato», dimentica gli attacchi ai magistrati, quanto meno frontali e i commenti velenosi sulle capacità cognitive dei pm che nell’immediatezza della sentenza di condanna si era lasciato sfuggire. Ma alla fine è più forte di lui, proprio non ce la fa. Fra una citazione nostalgica dei tempi dei “Boia  chi molla” e  la rivendicazione dei risultati raggiunti al Tavolo Massicci e con «enti subregionali Afor, Arssa e Ferrovie della Calabria che possono essere rilanciate perché noi abbiamo risanato i conti», Scopelliti sferra l’attacco.
Non solo contro il centrosinistra cui dedica un paio di passaggi al vetriolo. E se a Magorno, nuovo leader di un «centrosinistra non pervenuto», manda a dire: «mentre rilascia dichiarazioni sull`antimafia, vorrei chiedergli cosa ha fatto quando era sindaco di Diamante per combatterla»; sul ministro Lanzetta «che si presenta con gli stivali da Napolitano per firmare l’incarico» torna a pestare sul medesimo tasto già in precedenza pubblicamente toccato: «Io sono sotto processo perchè avrei truccato i bilanci, anche se la Corte dei conti non ha dichiarato il dissesto per il Comune di Reggio. Quello che è in dissesto invece è il Comune di Monasterace il cui sindaco oggi è ministro della Repubblica. È questo lo scandalo. Se la legge è uguale per tutti anche gli esponenti di centrosinistra dovrebbero prendere atto di determinati fallimenti ed andare a casa». Un passaggio che però non prende troppo tempo al governatore. Come ormai di consueto, Scopelliti preferisce concentrarsi su  nemici ai più invisibili, le ormai consuete «mafie e lobby» su cui più volte ha annunciato rivelazioni. «L’idea di difendere gli interessi dei calabresi non è piaciuta agli affaristi e alle lobby. Ma queste pressioni, la bomba in Comune nel 2004, le lettere, le buste con la polvere, l’Anonymus calabrese, non americano, calabrese, non mi hanno portato a fare un passo indietro. Io non ho paura della mafia di quella che sta nelle strade, come di quella che sta nei palazzi. La mafia non è quella con la coppola e il fucile, è quella dei colletti bianchi che in imperversano in questa città».

ATTACCO ALL’ANTIMAFIA
E deve aver cambiato idea sull’operato della Commissione antimafia, salutata nel corso della sua missione a Reggio con un comunicato astioso che aveva messo non poco in imbarazzo i membri di Ncd in commissione, se è vero che oggi a gran voce e con allusioni da trivio, ha chiesto a gran voce una convocazione alla presidente Bindi. «Aveva promesso che avrebbe convocato me e Demi Arena, ma quando Dorina Bianchi e Rosanna Scopelliti l`hanno proposto, ha detto che sarebbe stato inopportuno. Forse la Bindi ha paura che io possa dire cose che riguardano anche il suo partito. La Commissione antimafia quando era in visita a Reggio Calabria ha audito associazioni manifestatamente di sinistra, ha audito persone cui vengono dedicate tre pagine nella relazione di accesso al Comune e non noi. Bindi, ci devi convocare». Di cosa vorrebbe parlare, Scopelliti lo dice subito, ma nel dettaglio non scende: «Convocaci, Bindi. Ti potremmo spiegare delle mafie e delle lobby che da trent`anni hanno cercato di mettere le mani sulla mia città». Ma l`affondo livoroso contro i vertici dell`organismo parlamentare antimafia, non si limita ai vertici della Commissione: «Cara Bindi, tu che di mafia non capisci niente, ci devi ascoltare. Come nulla capisce il tuo vice che si chiama Fava ed è Fava di nome e di fatto. Lui conosce bene la Sicilia, ma quando parla di Calabria deve evitare di dire cose che non conosce e non capisce. Se ascoltasse noi forse avrebbe maggiore contezza».

«SEMPRE LA STESSA DOMANDA»
Scopelliti spiega: «Sono cose che preferirei raccontare in Commissione antimafia, anzi che dovremmo raccontare sia io sia Arena, così Rosy bindi potrebbe cominciare a comprendere qualcosa di alcuni meccanismi perversi che esistono in questi nostri territori, sarebbe un contributo che daremmo non soltanto alla nostra terra, ma al Paese intero». Un contributo – gli si fa notare  che, a quanto pare, i reggini – quanto meno per adesso – non sono abilitati a sapere o non hanno il diritto di conoscere. «I reggini lo sapranno, stia tranquilla, gliel’ho già detto l’altra volta quando mi ha fatto la stessa domanda. Lei deve stare tranquilla, serena, non dovete neanche preoccuparvi poi tantissimo, perché le cose le dirò e quando le dirò, sicuramente avranno degli obiettivi ben precisi. Qualcuno avrà sicuramente di che temere, ma saranno verità documentate. Non saranno le falsità che tante volte qualcuno ha scritto».
E alla stessa domanda, arriva sempre la stessa non risposta. (0040)

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  • Occhiello Alla manifestazione dell`Ncd a Reggio il governatore lancia strali contro i vertici della commissione parlamentare: «Bindi e Fava? Non capiscono niente»

CATANZARO «La dichiarazione della Chiesa calabrese sulla legalità come via per liberare la Calabria dalle mafie suona come un monito fortissimo per tutti, credenti e non credenti». Lo afferma, in una dichiarazione, la presidente della commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi. «Altrettanto significativa - aggiunge - è la decisione di inserire negli istituti teologici calabresi corsi sul tema Chiesa `ndrangheta. Dopo Papa Francesco e in continuità con la condanna espressa nel 1975, i vescovi calabresi sollecitano un cambiamento profondo nei comportamenti quotidiani e nelle scelte pubbliche e private, che segni la netta distanza con i metodi e la cultura mafiosi. Un cambiamento a cui deve rispondere in primo luogo la politica dimostrando che si possono tagliare le radici della `ndrangheta, mala pianta che soffoca i cuori e le menti e impedisce lo sviluppo di questa terra». «Serve una politica - conclude Rosy Bindi - che sia libera dai condizionamenti dei poteri criminali e al servizio del bene comune in modo coerente e autorevole». (0090)

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  • Occhiello La presidente della commissione parlamentare Antimafia raccoglie l`appello della Chiesa calabrese e rilancia: la politica sia libera dai condizionamenti dei poteri criminali

GIOIA TAURO Tutto pronto a bordo della Cape Ray, la nave americana che distruggerà le armi più pericolose dell`arsenale chimico siriano, che l`Ansa ha potuto visitare oggi. Attualmente la nave è ormeggiata alla base navale di Rota, nel sudovest della Spagna, ma è pronta a salpare per Gioia Tauro dove imbarcherà il carico di veleni, non appena arriverà dalla Siria. «Se i siriani completeranno il trasferimento il 27 aprile come hanno detto, saremo in Italia in 2-3 giorni e pronti per le operazioni in una decina di giorni», dicono i responsabili Usa. Sulla Cape Ray sono stati installati due Field Deployable Hydrolysis System, due reattori al titanio per la neutralizzazione di iprite e precursori di sarin attraverso idrolisi, che per la prima volta verranno usati in mare aperto. «È il sistema più innovativo, sicuro e controllato per questo tipo di operazione», assicura Michael Lohan, portavoce dell`Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. «Questo è il mio messaggio più importante: non ci saranno conseguenze per l`ambiente».  

L`AMMIRAGLIO USA: L`ITALIA GARANTIRA` LA SICUREZZA
«Dieci nazioni si sono offerte di partecipare alla forza di difesa per garantire la sicurezza della nave Cape Ray quando distruggerà le armi chimiche siriane nel Mediterraneo. I ministeri di Interni e Difesa italiani garantiranno la sicurezza nelle acque italiane e nel porto di Gioia Tauro» dove avverrà il trasbordo dei container provenienti dalla Siria. Lo ha detto l`ammiraglio Robert P. Burke, direttore delle operazioni delle Forze navali Usa in Europa e Africa. Burke, che assisterà alle prime operazioni e poi seguirà la Cape Ray da terra, non ha voluto dare dettagli sui piani di sicurezza della nave in caso di pericoli esterni. Ma, ha voluto sottolineare, «abbiamo fatto molte operazione sensibili, e sappiamo come fare». In un primo momento si era ipotizzato a Bruxelles che la sicurezza della nave potesse essere affidata a una prima missione congiunta Nato-Russia, ipotesi poi naufragata con la crisi in Ucraina. (0090)

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  • Occhiello La nave Usa, incaricata di distruggere le armi chimiche, dovrebbe partire a fine aprile per il porto calabrese. L`ammiraglio statunitense: l`Italia garantirà la sicurezza

COSENZA Preoccupa l`emergenza rifiuti nel Cosentino. Soprattutto in vista dell`arrivo dell`estate. Con l`incubo per amministratori locali e operatori del settore di dover far i conti con i principali centri turistici invasi dall`immondizia. Un`eventualità non affatto lontana dalla realtà visto che il sistema della raccolta dei rifiuti da sempre in Calabria si è basato sul conferimento nelle discariche e che gran parte sono chiuse o prossime alla saturazione. Da qui l`allarme lanciato dal leader degli industriali cosentini, Natale Mazzuca, soprattutto in vista della cessazione - il prossimo 8 maggio - della validità dell`ordinanza regionale che consente, in realtà contravvenendo alla normativa comunitaria, di inviare i rifiuti in alcune discariche. Per questo il presidente di Confindustria Cosenza ha chiesto «un momento di confronto teso ad affrontare e risolvere il problema avendo ben presente la necessità di predisporre un piano che sappia guardare alle emergenze di breve periodo senza perdere di vista gli aspetti e le indispensabili azioni di valenza strutturale». A questo proposito Mazzuca si è detto disponibile «a mettere in campo le competenze, le professionalità, le attrezzature, le conoscenze tecniche e gli impianti che afferiscono al sistema delle imprese locali qualificate e di comprovata esperienza e serietà nel portare a compimento lavori, anche di natura complessa».  Infine l`annuncio del presidente degli industriali bruzi di «coinvolgere in via prioritaria e doverosa sua eccellenza il signor prefetto di Cosenza Tomao, affinché dia vita ad un tavolo di responsabile confronto tra le istituzioni, i decisori politici e quanti hanno possibilità di incidere in maniera risolutiva rispetto alla rilevante problematica connessa». Un appello raccolto dal capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Ennio Morrone, che nei giorni scorsi si era fatto promotore di un piano provinciale dei rifiuti. «Ascoltiamo con attenzione le parole del presidente di Confindustria Cosenza, Natale Mazzuca, relative all’emergenza rifiuti – ha detto il leader forzista –, e molto apprezziamo la sua volontà di attivarsi mettendo in campo le competenze dell’associazione che presiede per tentare di trovare una soluzione alla problematica».  Morrone si è detto disponibile a un confronto «anche perché, insieme ai miei consulenti, come annunciato qualche giorno addietro, abbiamo già studiato un piano d’emergenza per consentire una via d’uscita all’annosa questione nella provincia di Cosenza». Per il capogruppo di Forza Italia, «molteplici sarebbero infatti i benefici previsti dall’attenta analisi avviata. Innanzitutto in termini economici, con un notevole abbattimento dei costi. La tariffazione di smaltimento infatti potrebbe essere imposta intorno ai 130 euro a tonnellata contro le 180 previste per lo stesso quantitativo da trasferire all’estero ed un conseguente risparmio di 12 milioni di euro solo per la provincia cosentina. Poi – prosegue Ennio Morrone – non trascurabile il dato tecnico del Piano approntato che prevede un basso utilizzo delle discariche. Col 65% recuperato come materie prime e combustibile e solo il 35% abbancato in discarica di cui oltre il 30% quale compost fuori specifica. Infine – ha concluso il capo dei consiglieri regionale forzisti –, ma non certo per ultima, la possibilità di creare circa 500 nuovi posti lavoro dovuti proprio alla realizzazione dello stesso Piano. Con 60/70 unità aggiuntive a supporto delle discariche e qualcosa come 400/430 unità lavorative per la forte implementazione dell’attività di raccolta differenziata». (0090)

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  • Occhiello Mazzuca: «Pronti a mettere in campo competenze e impianti». E Morrone (Fi) rilancia il suo piano

MILANO La Corte d`assise d`appello di Milano ha confermato la condanna del “boss della Comasina” Pepè Flachi, “storico” esponente della `ndrangheta in Lombardia, per associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e traffico illecito di rifiuti. Flachi oggi è stato condannato a 20 anni e tre mesi di reclusione, con la pena ridotta di un mese rispetto alla sentenza di primo grado. Il collegio giudicante, accogliendo quasi in toto le richieste del sostituto procuratore generale Tiziano Masini, ha confermato anche la condanna di altre 16 persone finite alla sbarra insieme a Pepè Flachi, con alcune lievi riduzioni di pena. La difesa aveva chiesto l`assoluzione per tutti gli imputati.

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  • Occhiello Pepè Flachi, esponente della `ndrangheta in Lombardia, condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso assieme ad altre 16 persone

REGGIO CALABRIA Via libera alla legge che limita lo sfruttamento del suolo a favore dell`agricoltura. L`ok al provvedimento è arrivato oggi nel corso della seduta della IV commissione Ambiente. La nuova norma – presentata dai consiglieri Giordano e Gallo – «stabilisce precisi limiti nello sfruttamento del suolo a favore dell`agricoltura e dell`ambiente e contro il trend negativo dell`abbandono del suolo agricolo e dell`aumento vertiginoso delle aree edificate».
La commissione ha varato inoltre altri quattro provvedimenti. Licenziata all`unanimità anche la proposta di legge (presentata da Franchino con un maxiemendamento firmato anche da Orsomarso) per il contenimento dell`inquinamento luminoso e il risparmio energetico. Il testo punta anche al «miglioramento dell`efficienza degli impianti e della loro manutenzione con l`ottimizzazione dei costi; alla riduzione dell`affaticamento visivo ed al miglioramento della sicurezza per la circolazione stradale; e infine, alla tutela delle attività di ricerca scientifica e divulgativa degli osservatori astronomici ed astrofisici ed alla conservazione e la tutela degli equilibri ecologici».
Parere favorevole a maggioranza (con l`astensione del gruppo del Pd e con il voto contrario di Tripodi) alla deliberazione della giunta regionale sulla revisione del sistema regionale delle Zps, relativa alla conservazione degli uccelli selvatici e alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e fauna selvatiche. Le Zps sono le zone di protezione speciale poste lungo le rotte di migrazione dell`avifauna selvatica.
La Commissione ha dato il suo ok all`unanimità alla proposta di legge per l`esercizio della navigazione nel collettore artificiale di bonifica denominato Canale degli Stombi e nella portualità interna delle acque dei Laghi di Sibari. Con questo provvedimento, se approvato anche in Aula – ha spiegato, in qualità di proponente, il consigliere Gallo – «si giungerebbe alla risoluzione dell`annoso problema della navigabilità del Canale di Stombi e, quindi, del più grande porto turistico del Mediterraneo, quello dei Laghi di Sibari, bacino interno collegato al mare, unico esempio in Calabria. E, allo stesso modo, si andrebbero a disciplinare le competenze in ordine agli interventi di manutenzione, anche ai fini del mantenimento della navigabilità».
Varata a maggioranza (con il voto contrario dei consiglieri Scalzo, Tripodi e Franchino), la proposta di legge di modifica alla legge urbanistica regionale che prevede "i contratti di fiume", presentata dal presidente della II Commissione, Imbalzano. Normativa finalizzata – ha spiegato Imbalzano – «all`introduzione, sulla scorta dei risultati positivi conseguiti in altre realtà del Paese, di una governance improntata alla difesa del territorio dal rischio idro-geologico e all`adozione di strategie integrate di gestione fluviale per uno sviluppo economico sostenibile».
In apertura della seduta, l`assessore all`Ambiente Franco Pugliano è intervenuto in relazione al testo unificato dal presidente della Commissione dal titolo "Riordino del servizio di gestione rifiuti in Calabria", sottolineando «l`importanza di varare al più presto la proposta di legge». Sul punto, il presidente Gallo ha deciso, con il beneplacito degli altri componenti, «di procedere ad un breve aggiornamento per consentire un ulteriore approfondimento degli emendamenti depositati, da parte del dipartimento interessato, e di addivenire così a una rapida approvazione del testo in Commissione o in alternativa decidere, considerata l`urgenza, il richiamo in Aula del provvedimento». La stessa determinazione è stata assunta rispetto ai progetti di legge (uno d`iniziativa della giunta, l`altro, d`iniziativa popolare), in materia di "valorizzazione e razionale utilizzazione delle risorse idriche - organizzazione del servizio idrico integrato: istituzione dell`Autorità idrica calabrese". Rinviate per ulteriori approfondimenti le proposte di legge: "Modifiche e integrazioni alla legge regionale del 2 maggio 2013 numero 22 - Tutela e valorizzazione del patrimonio geologico e speleologico dei consiglieri Gallo, Franchino, Orsomarso, Scalzo, Bulzomì, Magno, Tripodi, Crinò, Mimmo Talarico e "Prevenzione e salvaguardia del rischio gas radon" a firma dei consiglieri Mimmo Talarico e Alfonso Dattolo. (0040)

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  • Occhiello Il provvedimento è stato approvato dalla IV commissione del Consiglio. Via libera anche alle disposizioni sul contenimento dell`inquinamento luminoso e per la revisione delle Zps. Pugliano sui rifiuti: «Subito la norma in Aula»

Ci sono anche Gianfranco Scarpelli e Franco Petramala tra i nove indagati per i quali la Procura di Cosenza ha chiesto il rinvio a giudizio nell`ambito dell`inchiesta sulle consulenze legali all`Asp di Cosenza. Oltre al direttore generale e al suo predecessore, la Procura ha chiesto di mandare a processo anche Franco Maria De Rose (ex commissario dell’azienda), Flavio Cedolia (ex direttore amministrativo, che avrebbe presentato, per ottenere tale incarico e ulteriori mansioni in enti della Regione, un curriculum vitae artificioso ed ingannevole con riferimento in particolare al proprio titolo di studio ed al periodo di esperienza di dirigente maturato), Gennaro Sosto, Giovanni Lauricella e Maria Rita Iannini (responsabili dell’ufficio legale), i fratelli Nicola e Dario Gaetano, gli avvocati che hanno ricevuto gli incarichi finiti al centro dell`inchiesta.
La richiesta di rinvio a giudizio è stata firmata dal Procuratore di Cosenza, Dario Granieri, dall`aggiunto, Domenico Airoma, e dal sostituto Domenico Assumma.
Intanto, stamattina si è tenuta a Catanzaro l`udienza del Tdl in cui si sarebbe dovuto discutere il ricorso presentato dagli avvocati di Scarpelli contro l`interdizione, ma i legali del dg hanno rinunciato a fare appello, probabilmente perché gli effetti del provvedimento di sospensione scadranno il prossimo 17 aprile e quindi il giorno successivo, visto che il governatore Scopelliti non ha preso nessun provvedimento in merito, il manager dovrebbe tornare in servizio.
«Il direttore generale Scarpelli – aveva scritto il gip nel provvedimento di sospensione – a fronte di una asserita carenza di organico all`interno dell`ufficio legale dell`Asp, anziché stipulare convenzioni di incarico con professionisti scelti mediante procedure di evidenza pubblica, ha designato, di fatto, Nicola Gaetano quale consulente legale di riferimento, procedendo al conferimento di innumerevoli incarichi di patrocinio legale in favore del medesimo, per attività duratura e non limitata al singolo procedimento, per un notevolissimo importo complessivo delle parcelle, senza specificazione della precipua competenza del nominato in relazione all`attività svolta, determinando la liquidazione, nel periodo di gestione Scarpelli, di compensi ingiusti per 900mila euro circa in favore del suddetto avvocato». «Le manifeste violazioni di legge e i plurimi elementi emersi in sede di indagini - aveva proseguito il gip - comprovano la doppia ingiustizia e il dolo intenzionale che caratterizzano i reati di abuso d`ufficio contestati in rubrica. Si deve certamente affermare che il conferimento di innumerevoli incarichi conferiti da Scarpelli all`avvocato Nicola Gaetano per la prestazione di servizi legali da quest`ultimo effettuati in favore dell`Asp, come riassunti nell`imputazione e documentati con l`acquisizione delle relative delibere, sia avvenuto in violazione di legge».

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  • Occhiello Consulenze all`Asp di Cosenza, la Procura chiede il rinvio a giudizio per nove persone. Nella prossima settimana scade la sospensione del dg
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