Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Domenica, 13 Aprile 2014
Lunedì, 14 Aprile 2014 00:50

Pd, Mario Oliverio accelera sulle Primarie

CETRARO Novità rilevanti dalla tre giorni sull’Europa che si è svolta a Cetraro, dall’11 al 13 aprile, su iniziativa dei Giovani democratici dell’alto Tirreno cosentino e della Calabria. Decisivo il contributo dei giovani che spingono per il superamento delle contrapposizioni tra componenti e rilanciano la questione strategica e decisiva dell’unità del Partito. In questa ottica si è mosso il presidente della Provincia di Cosenza, Gerardo Mario Oliverio, che nell’occasione si è fatto interprete di questa volontà unitaria e ha messo da parte le logiche correntizie in cui il Pd rischia di avvitarsi. «La mia scesa in campo alle Primarie – ha dichiarato Oliverio – è espressione di sollecitazioni vaste, che provengono da settori importanti e significativi del mondo politico, imprenditoriale e culturale calabrese. È necessario fissare subito la data delle Primarie per la scelta del candidato del centrosinistra. Un fatto questo ormai non più rinviabile, che si muove in sintonia con le direttive del vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini, che a Lamezia ha dato le indicazioni sulle Primarie come metodo democratico indispensabile».
Secondo Oliverio «la fase congressuale è ormai finita, le contrapposizioni tra le componenti devono essere superate in un’ottica unitaria che privilegi gli interessi della Calabria. Il Pd e il centrosinistra devono mettere in campo subito proposte di governo per consentire un forte rilancio sociale, intellettuale e democratico della Calabria. Occorre pertanto elaborare iniziative per sottolineare la chiusura di una fase politica segnata dal fallimento del centrodestra di Scopelliti con la finalità di aprire una nuova stagione politica e istituzionale. Apprezzo l’impostazione innovativa che il segretario nazionale Renzi ha impresso alle questioni europee con i riflettori puntati sulla necessità di costruire la nuova Europa dei diritti e dei popoli».

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  • Occhiello Il presidente della Provincia di Cosenza parla in chiusura della tre giorni di Gd a Cetraro: subito la scelta del candidato del centrosinistra, in linea con le direttive del vicesegretario nazionale Guerini
Lunedì, 14 Aprile 2014 00:00

Povera la sanità che ha bisogno di eroi

La sanità in Calabria vive un disagio che non ha eguali nel Paese. Gli ospedali scoppiano, con le corsie e i pronto soccorso pieni zeppi di “eroi” che si danno da fare per dare il loro contributo alla ressa di bisognosi che cercano ivi un riparo. Un territorio inaridito sempre di più da una assistenza che non c’è. L’esercito dei nostri anziani, buoni a garantire la paghetta ai nipoti con le loro pensioni (spesso di invalidità), abbandonati da un sistema che neppure li considera, se non da chi ha interesse economico ad istituzionalizzarli. A fronte di queste cose e di tante altre - che si evitano qui di elencare per mancata propensione per il macabro – una serie di mendaci assicurazioni.
In senso gerarchico. Di un ministro, che ringrazia una Regione per quello che sta realizzando, facendo venire il dubbio che non sappia neppure dove sia la Calabria al netto dei Bronzi di Riace. Di un governatore che declama risultati immaginari e si attribuisce qualità salvifiche sui conti dopo avere raso al suolo le finanze della Città dello Stretto. Direttori generali che, piuttosto che chiedere scusa per i colpevoli accaduti, dei quali si sono resi e si rendono ovunque responsabili, raccontano balle persino a se stessi e vantano meriti che neppure i “parenti”, a diverso titolo, hanno più il buon gusto di riconoscere loro. A fronte di questo spettacolo ci sono i medici e gli operatori tutti. Essi si dividono in due categorie.
Quelli coraggiosi a mettere la faccia nelle rivendicazioni e nella corretta pretesa di potere lavorare come “Ippocrate” comanda, nel senso di fare dignitosamente ciò che spetta loro per lenire le sofferenze altrui. Quelli che, indossata la “tuta blu” della protesta, lottano per un lavoro dignitoso e per i diritti costituzionali dei quali devono rendersi garanti. Quelli che hanno imparato (bene) a parlare in pubblico per necessità a causa del mutismo di chi, di contro, dovrebbe scendere in piazza per fare ivi le battaglie sociale dei deboli, intendendo per tali i poveri, gli ammalati, i single settuagenari e oltre, gli emigrati. Quelli che insomma stanno imparando “per bisogno” l’arte della politica, di quella di una volta. Di quella politica che il grande compagno Enrico Berlinguer ha messo addirittura prima dell’ictus che lo stava uccidendo.   
Poi ci sono gli altri. Quelli che farebbero bene a mettere la loro faccia sotto i piedi. Quelli che rimangono a casa, spesso appiccicati per tranquillizzare il potere con la loro assenza dalle “rivolte”. Quelli che hanno, soventemente, guadagnato una di quelle unità operative complesse o semplici che si regalano a tutti gli amici e che si negano agli altri a prescindere dai loro conclamati meriti. Quelli che fanno la fila nei bar per guadagnare un pacca sulla spalla da parte del politico di turno. Quelli che hanno ancora la faccia tanto tosta da mostrarla ancora in giro, nonostante le elemosine di potere che sono soventi ricevere in cambio del loro modo di concepire la missione.
I primi sono quelli che in questi giorni urlano per l’ospedale dell’Annunziata. Ma soprattutto per noi, per i nostri diritti. Gli altri? Li lasciamo immaginare ai lettori. Ai primi il nostro grazie!
A valle, i cittadini destinatari dei “non servizi”, che in pochi solidarizzano con chi si batte per loro. Anche essi (noi compresi) si dividono in categorie. Benjamin Franklin sosteneva  che gli uomini si dividessero tra quelli che sono mobili, quelli che sono immobili, e quelli che si muovono. Noi aggiungiamo la quarta; quella degli inutili persino a se stessi e ai loro figli. Quelli che le battaglie per la giustizia sociale e per i diritti non le hanno mai fatte, salvo – poi - tirare il petto fuori alla conta dei “morti”. (0040)



*docente Unical

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  • Occhiello

    di Ettore Jorio*

Le persone finite in manette dopo gli scontri di ieri durante la manifestazione di protesta nel centro di Roma provengono dalla Calabria, oltre che da Lazio (Roma e Pomezia) e Campania. I reati loro contestati vanno dalla violenza alla resistenza a pubblico ufficiale, fino alle lesioni. Domani ci sarà la richiesta di convalida dei fermi da parte del pm Eugenio Albamonte. Intanto, il movimento annuncia nuove manifestazioni in tutta Italia a partire dal primo maggio. I movimenti antagonisti rilanciano la protesta contro il governo dopo i violenti scontri di sabato in pieno centro a Roma, con decine di feriti anche tra le forze di polizia, e che hanno portato all`arresto di quattro persone ed alla denuncia a piede libero di altre due. Intanto, la polemica non si arresta, soprattutto sulle foto che ritraggono il piede di un agente in borghese sul corpo di una manifestante a terra. E si pongono interrogativi anche sulla partecipazione dei “blu bloc”, i manifestanti incappucciati venuti dal Nord, vestiti con k-way blu, che erano alla testa del corteo durante gli scontri. Gli ultimi trenta manifestanti che sabato hanno partecipato al corteo per il diritto alla casa erano ancora accampati in alcune tende in piazzale di Porta Pia, dove hanno trascorso la seconda notte consecutiva prima di andare via.

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  • Occhiello I reati contestati vanno dalla violenza alla resistenza a pubblico ufficiale, fino alle lesioni. Domani la richiesta di convalida dei fermi

COSENZA «Sull’importanza, il valore aggiunto, il ruolo strategico per il comprensorio jonico e l’intero territorio regionale del futuro Aeroporto della Sibaritide è stato detto e scritto di tutto e di più in questi anni. Ad oggi, però, a causa dell’inerzia di chi poteva e doveva fare qualcosa affinché questo sogno” si trasformasse in tangibile realtà, siamo ancora alle premesse iniziali, ossia al sottolineare la validità di tale idea e l’urgenza della sua necessaria attuazione». È quanto sostiene il presidente del consiglio provinciale di Cosenza, Orlandino Greco, fondatore e leader del movimento L’Italia del Meridione. Greco, da alcuni mesi, sta infatti lavorando al radicamento di un movimento nazionale che unisca in una federazione tante realtà territoriali, rilanciando la prospettiva di un federalismo senza secessioni, diametralmente opposto a quello proposto dal nordismo leghista. In questa ottica s’inserisce la favorevole presa di posizione sul progetto dell’Aeroporto della Sibaritide e la sua attualità per il decollo del territorio, secondo l’ex sindaco di Castrolibero.
«La vasta area della provincia di Cosenza, e in particolare la Piana di Sibari, ancora oggi non ha visto concretizzarsi la realizzazione di questa a dir poco importante opera pubblica. Siamo assertori convinti – sostiene il presidente Greco – del ruolo che l’Aeroporto della Sibaritide è destinato ad assurgere quale volano di sviluppo non solo per l’area territoriale di riferimento, già di per sé ampia e articolata, bensì per l’intera Calabria. In molte altre parti del Paese esistono realtà servite da più infrastrutture del genere: in Lombardia 14, in Veneto 12, in Sicilia 8, giusto per fare qualche esempio. Non possiamo restare indietro anche su questo fronte: i calabresi meritano servizi ed opportunità di questo genere, con le inevitabile positive ricadute turistiche ripetutamente evidenziate anche da operatori di settore ed associazioni di categoria».
«Da parte nostra – prosegue il presidente Greco – non è mancato l’impegno in questa direzione. Nel 2009, il Consiglio Provinciale ha dato vita ad un Comitato istituzionale preposto, che ha contato l’adesione di più soggetti, convinti dell’accelerazione da imprimere sulla questione. In relazione all’infrastruttura sono state fatte scelte ufficiali precise, come la previsione nel Piano Regionale dei Trasporti, lo sviluppo dello studio di fattibilità, la convocazione di una seduta monotematica del Consiglio Provinciale, e tanto altro ancora. Si tratta di una serie di atti assunti nelle sedi istituzionali. A fronte di questo impegno, tuttavia, hanno fatto seguito il silenzio e le non scelte del governo regionale guidato da Scopelliti, tant’è che nel piano di riparto di 180 milioni di euro da parte della Regione non è stata contemplata la realizzazione dell’Aeroporto della Sibaritide ed ogni ulteriore passo in avanti è stato fermato dall’immobilismo e dall’assenza di interventi. Le prossime sfide elettorali – conclude Orlandino Greco – ci porteranno ad assumere impegni concreti a favore dei cittadini, dei servizi, del miglioramento della qualità della vita. L’Italia del Meridione è pronta a fare la sua parte per far sì che l’agognata realizzazione dell’Aeroporto della Sibaritide veda finalmente la luce, forte del consenso popolare su questa proposta e sulla sua indiscussa rilevanza socio-economica».

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  • Occhiello Il presidente del consiglio provinciale di Cosenza evidenzia l’importanza strategica dell’infrastruttura e denuncia l’immobilismo della Regione

L’undici di Brevi torna vittorioso dalla Puglia: un sonoro 3-0 (gol di Sabatino di testa e Germinale su rigore nel primo tempo, infine Fioretti nel secondo tempo) fa balzare il Catanzaro quota 51, al culmine di un mini-sprint che porta in dote la terza vittoria consecutiva dopo gli alti e bassi dei mesi scorsi. Da incorniciare le prestazioni di Russotto – uomo assist in occasione dell’1-0, poi colpisce anche una traversa su punizione – e Sabatino, difensore che oltre al gol trova il tempo per servire la palla del 3-0 al centravanti giallorosso.
In Seconda divisione si segnala la vittoria esterna (2 reti a 0) della Vigor Lamezia contro il Poggibonsi: il match si sblocca alla mezz’ora, quando l’arbitro fischia un penalty per i calabresi, con Del Sante che sbaglia dal dischetto e Giampà pronto a ribadire in rete. Una partita nel complesso scialba in cui l’unica cosa degna di nota sembra l’acquazzone che si abbatte sul campo toscano si sblocca ancora al minuto 30: nella ripresa Zampaglione firma il raddoppio. Biancoverdi a quota 43 e il sogno promozione che non svanisce. Ma la 32esima giornata del girone B porta anche la prima sconfitta interna per il Cosenza: al San Vito il numero 10 Corsetti va in gol al 70’ e permette ai laziali di raggiungere quota 40, superando le zone basse della classifica. Per i rossoblù un’indecorosa uscita tra i fischi. Il pienone per i cento anni del club e l’entusiasmo per la promozione sono già un ricordo.

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  • Occhiello
    I giallorossi vincono a Barletta e i biancoverdi contro il Poggibonsi, per i rossoblù prima sconfitta interna della stagione

Se non era l’ultima chiamata per la Reggina, poco ci mancava: a Padova, nel posticipo della 34sima giornata, gli amaranto mostrano orgoglio ma non vanno oltre il 2-2. E la zona playout continua ad essere un incubo. Padroni di casa in vantaggio al 27’ con Improta che chiude al meglio una triangolazione con Melchiorri. I veneti continuano a dominare la gara fino a 5 minuti dall’intervallo: è proprio Melchiorri che, secondo l’arbitro Pinzani, commette un fallo da rigore su Lucioni. Dal dischetto, Di Michele spiazza Mazzoni dopo più di una protesta dei biancorossi.
Nella ripresa, un quarto d’ora e Padova di nuovo avanti: Rocchi calcia in rete dopo che Adejo respinge un cross sui suoi piedi. Ma a poco più di 10 minuti dal termine, l’esterno destro difensivo della Reggina si farà perdonare con un rasoterra dal limite. Paura per una traversa di Vantaggiato all’88’, poi i calabresi tirano un (mezzo) sospiro di sollievo: per due volte hanno evitato il peggio. Ora la classifica dice 28, col Padova che resta 4 punti più su, in terzultima posizione.

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  • Occhiello Gli amaranto raggiungono per due volte il Padova all’Euganeo: è 2-2

CROTONE Viaggiava in auto con 60 grammi di cocaina purissima. Pasquale Torromino, di 45 anni, cantante neomelodico, conosciuto a Crotone e provincia con il nome d`arte di Enzo Diamante, è stato arrestato dai carabinieri per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Durante un controllo a bordo della sua auto ha tentato di disfarsi della droga lanciandola in una scarpata. Diamante, oltre a tenere serate nel Crotonese, è molto seguito con i suoi video su Youtube.

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  • Occhiello Il 45enne è stato bloccato dai carabinieri di Crotone: aveva in auto 60 grammi di cocaina purissima

FRANCAVILLA MARITTIMA Sedici cani tenuti in precarie condizioni igieniche in un terreno a Francavilla Marittima sono stati sequestrati dal Corpo forestale dello Stato di Cosenza che ha denunciato una persona per "detenzione incompatibile". Gli animali erano stati collocati in ricoveri ricavati da fusti arrugginiti e usavano ciotole sporche ed infestate da alghe. I cani erano legati a delle catene ancorate a paletti di ferro posti nel terreno e venivano limitati nei movimenti.

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  • Occhiello Nel Cosentino l`operazione del Corpo forestale, che sequestra i 16 esemplari costretti in ricoveri di fortuna, tra ciotole sporche e fusti arrugginiti per cuccia
Domenica, 13 Aprile 2014 17:44

Domani l’ultimo saluto a Silvana Luppino

COSENZA Si svolgeranno domani alle 11 a Rogliano i funerali di Silvana Luppino. La direttrice del Museo nazionale e degli scavi archeologici di Sibari è morta ieri, lasciando nello sconforto non solo l’intera comunità cassanese ma anche i tanti archeologi e studiosi che l’hanno conosciuta e stimata, apprezzandone competenza e passione. Il sindaco di Cassano allo Ionio, Gianni Papasso, ha ricordato «il suo garbo, la sua cortesia, la sua immensa cultura e, in maniera particolare, l’amore infinito per l’area archeologica di Sibari. Posso testimoniare, soprattutto, il suo grandissimo dolore per la disastrosa inondazione del Crati, che ha deturpato quel sito archeologico di Sibari, al quale ella ha dedicato l’intera vita. Resta il grande rammarico di non potere, insieme a lei, continuare a lavorare in favore del sito di Sibari, per realizzare il sogno di riportare il “suo” Parco archeologico agli antichi splendori».
La sua figura di studiosa rigorosa e preparatissima aveva colpito anche Paolo Rumiz, l`inviato di Repubblica che nell`estate 2007 la intervistò all`interno del suo reportage sulle tracce di Annibale. E in uno dei primi numeri del Corriere della Calabria, quasi tre anni fa, in un`intervista aveva amaramente notato come i privati dovessero scendere in campo per tutelare l`enorme patrimonio archeologico calabrese, mai adeguatamente valorizzato. Infine la battaglia per il sito di Sibari dopo l`inondazione del gennaio 2013. Una battaglia che, purtroppo, la Luppino non ha potuto portare a termine.

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  • Occhiello Il cordoglio per la scomparsa della direttrice del Museo nazionale e degli scavi di Sibari

REGGIO CALABRIA «La Sogas, tra le società a capitale pubblico esistenti nel nostro territorio, rappresenta l’emblema del totale fallimento di un modello di gestione che noi Industriali della provincia di Reggio Calabria non siamo più disposti ad accettare. Una società che, in trent’anni, è stata saccheggiata dalla politica – tutta – e fatta oggetto di spregiudicate forme di malversazione»: Confindustria Reggio Calabria giudica negativamente «il perdurare della drammatica situazione economico-finanziaria della società, che impone un`analisi approfondita e l`assunzione di decisioni nette e dolorose. La Sogas troppo a lungo è stata considerata un serbatoio cui attingere per il soddisfacimento di interessi clientelari, mentre i componenti del consiglio di amministrazione sono stati sistematicamente selezionati in ragione dell’unico requisito della fedeltà politica.
Su queste basi, non sorprende affatto che oggi la Sogas versi in condizioni così gravi. Una società che non è mai stata gestita secondo logiche di mercato era inevitabilmente destinata a rimanere schiacciata sotto il peso dei debiti e della concorrenza di scali amministrati secondo modalità manageriali e con competenza».
Secondo gli industriali reggini, «questo spiega perché l’aeroporto di Lamezia Terme nell’arco di quindici anni ha più che triplicato il numero di passeggeri, arrivati a oltre 2 milioni e 180mila nel 2013, mentre a Reggio non va oltre il dato dei 500mila passeggeri annui. Bisogna avere l’onestà di riconoscere che questo scalo, così com’è, rappresenta solo un costo per la collettività, drena enormi risorse pubbliche e fornisce ai cittadini un servizio non degno di una città metropolitana. Da oltre un anno e mezzo sosteniamo che l’unica strada possibile sia la privatizzazione. Ma l’azienda, oggi, non può trovare nessun acquirente interessato a rilevarla. Innanzitutto, osserviamo che il mancato tempestivo adempimento delle obbligazioni da parte degli enti che fanno parte della società, in primis la Regione Calabria e la Provincia regionale di Messina, hanno causato un’esposizione finanziaria che, protratta nel tempo, rischia di diventare strutturale. Ciò determina, tra le conseguenze più gravi, un pesante squilibrio economico e l’impossibilità di una programmazione industriale fondata su una concessione di lungo periodo da parte dell’Enac, indispensabile per qualsiasi ipotesi di sviluppo del business aeroportuale. In queste condizioni, intravediamo concretamente il rischio che la Sogas si trasformi in un’altra Atam».
Per Confindustria Reggio «qualsiasi ipotesi di privatizzazione non può che partire da un’analisi accurata dei bilanci e da un radicale e necessariamente doloroso piano di ristrutturazione e razionalizzazione dei costi. Solo l’avvio di una “due diligence” e, sulla base di quest’ultima, la redazione di un serio piano industriale potranno consentire di ipotizzare nel tempo la privatizzazione della società, con l’ingresso di nuovi capitali e di soci che siano specializzati nella gestione di aeroporti. Al tempo stesso, questi sono i presupposti per poter attirare l`attenzione dell’imprenditoria reggina interessata ad avere un aeroporto che funzioni e a partecipare a una società che sia amministrata da un management competente e affidabile».
Gli industriali di Reggio Calabria rivendicano di «assolvere quotidianamente un ruolo di responsabile classe dirigente della città metropolitana, in campo economico e socio-politico, sono pronti a essere protagonisti anche di questa sfida. Chiediamo agli attuali vertici della Sogas e agli enti pubblici che li esprimono di dire con chiarezza se esiste un interesse vero, non di facciata, alla privatizzazione della società e di spiegare quali serie iniziative intendano intraprendere per far sì che il tessuto produttivo della città sia messo nelle condizioni di partecipare a un’amministrazione sana del “Tito Minniti”».

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  • Occhiello «Due diligence e piano di ristrutturazione della società di gestione del “Tito Minniti” per evitare che Sogas diventi un’altra Atam»
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