Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Martedì, 22 Aprile 2014
Martedì, 22 Aprile 2014 22:48

Affari di famiglia, le richieste del pm

Dodici anni di reclusione e 5mila euro di multa per Luigi Musolino, medesima pena pecuniaria ma “solo” 8 anni di carcere per Salvatore Minniti e 2 anni e 8 mesi per Domenico Musolino, più 2500 euro di multa: sono queste le richieste del pm Stefano Musolino al termine della requisitoria al processo Affari di famiglia, scaturito dall’indagine che ha fatto luce sulle estorsioni imposte nei cantieri della statale 106.
Per l’accusa, i tre – considerati vicini alle cosche Ficara Latella, attiva nella zona di Pellaro, e Iamonte, “padrona” di Melito Porto Salvo - avrebbero imposto alla ditta catanese Cogip spa il pagamento dell’ormai nota “tassa di sicurezza”, il dazio pari al 4% del valore dell’appalto che i clan pretendono da chiunque si azzardi ad aprire un cantiere nella “loro” zona. E quando sulla medesimo fazzoletto di territorio, ci sono più clan a dettare legge, i proventi delle estorsioni si condividono. Un meccanismo rodato, figlio degli accordi forgiati nel tempo, su mille e affari e altrettanti cantieri, che  proprio uno degli imputati si preoccupa di spiegare – intercettato - allo sbigottito capocantiere della ditta “allora, dal chilometro 6-700, fino al chilometro di Pellaro, quella è zona mia dal semaforo di Pellaro fino al kilometro 22, la competenza è metà alla mia famiglia, metà ad altri; dal chilometro 22 fino al 31, il territorio è delle persone che avete già incontrato, e che adesso visitiamo”.
Quello che probabilmente i clan non avevano previsto era la ribellione dell’imprenditore Mimmo Costanzo, titolare della Cogip,  che ha deciso di denunciare i propri estorsori alla Dia di Catania, così come la piena collaborazione dei lavoratori che, quando l’indagine è passata a Reggio Calabria, non hanno esitato a collaborare con gli inquirenti. A inchiodare gli odierni imputati sono state infatti – anche, se non soprattutto -  le dichiarazioni del geometra Francesco Testa, il primo ad essere avvicinato dagli uomini dei Ficara Latella e degli Iamonte, che tanto nel corso delle indagini, come nel corso del dibattimento ha raccontato gli incontri con gli uomini dei clan, le loro minacce velate e le loro richieste esplicite. “Noi siamo i referenti della zona – gli si era presentato candidamente Minniti -  Per il vostro quieto vivere dovete darci il 4% dell’intero importo dei lavori relativo alla posa delle barriere e del rifacimento del manto stradale. Un’impresa come la vostra non è che mo si perde per 60.000,00 euro”. Richieste che oggi potrebbero costare ai tre una severa condanna.

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  • Occhiello La condanna più pesante, a 12 anni di reclusione, è stata chiesta per Luigi Musolino

È stato scarcerato Roberto Crocitta, 43 anni, il consulente tecnico palmese arrestato l`8 gennaio dello scorso anno e condannato, il primo aprile scorso, a tre anni e sei mesi di reclusione per favoreggiamento aggravato in favore delle cosche Pesce e Bellocco di Rosarno. Accogliendo l`istanza presentata dal difensore di Crocitta, l`avvocato Domenico Alvaro, il Tribunale di Reggio Calabria ha
revocato, per mancanza di esigenze cautelari, la misura degli arresti domiciliari che gli era stata concessa dal gip nell`aprile dello scorso anno, ripristinando la piena libertà. Contrario alla revoca della misura detentiva il pm della Dda reggina Giovanni Musarò, secondo il quale esiste tuttora il pericolo di reiterazione della condotta criminosa.

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  • Occhiello Roberto Crocitta era stato arrestato l`8 gennaio dell`anno scorso ed è stato condannato in primo grado a tre anni e sei mesi

CATANZARO «Adesso la campagna elettorale può partire. Se restiamo uniti possiamo farcela anche perché dall`altra parte c`è il nulla. Noi abbiamo fatto tanto, soprattutto nel campo della sanità e delle infrastrutture. Basti pensare alla realizzazione cittadella regionale di Germaneto, che la Calabria attende da anni». Tutto si può dire tranne che Peppe Scopelliti non sia un abile motivatore. È una dote che l`ha sempre accompagnato, questa. Sin dai tempi in cui il governatore era soltanto una promessa del basket calabrese. E oggi ne ha dato riprova a Catanzaro, a Palazzo Alemanni, durante il vertice di assessori e consiglieri regionali del Nuovo centrodestra e a cui erano presenti anche gli esponenti di "Insieme per la Calabria", Aurelio Chizzoniti e Giulio Serra. A loro il governatore ha affidato il compito di «impegnarsi al massimo» per sostenere la sua corsa al Parlamento europeo. L`obiettivo dichiarato è quello di raccogliere almeno 90mila preferenze, una cifra che potrebbe assicurare il seggio a Bruxelles per il prossimo quinquennio e la possibilità di restare sulla scena politica nonostante la condanna rimediata a Reggio Calabria al termine del primo grado del “processo Fallara”.
Scopelliti sa di dover fare i conti con due tipi di avversari: esterni e interni. Ed è proprio da quest`ultimi che è maggiormente preoccupato. Deve essere per questo motivo che il governatore si è soffermato sui vantaggi che potrebbero derivare dall`espressione un «voto intelligente». Dove per intelligente si intende la necessità di evitare di concedere vantaggi ai “forti” della lista Ncd-Udc come Lorenzo Cesa e Giuseppe Gargani. Sia chiaro: durante la discussione che va avanti per oltre due ore – assente solo Antonella Stasi – il loro nome non verrà mai pronunciato ma è chiaro che ogni riferimento in tal senso è diretto ai personaggi in questione.
Quanto al resto, il governatore ha confermato l`intenzione di formalizzare le dimissioni – finora soltanto annunciate – da presidente della giunta regionale perché «sono un uomo di destra» e «non intendo fare passi indietro». Ora si aspetta che la conferenza dei capigruppo, convocata per mercoledì 30, fissi la data del consiglio regionale. «Andrò in Aula – sono state le parole usate da Scopelliti – illustrerò il consuntivo di 4 anni di lavoro, dopodiché consegnerò al presidente Talarico la lettera con le mie dimissioni». Molto en passant sarebbe stato il passaggio su eventuali “aggiustamenti” dell`esecutivo, che si rendono necessari dopo il ciclone giudiziario che ha investito il governatore. È probabile che qualcosa venga rivista, magari con la promozione ad assessore di Gianpaolo Chiappetta, il capogruppo regionale di Ncd costretto al dietrofront alle Europee per fare spazio proprio a Scopelliti.
Qualche sorpresa è arrivata quando la discussione ha toccato il tema della riforma elettorale. Da Scopelliti è arrivato l`invito a premere sulla strada del collegio unico regionale. In questo modo verrebbero abolite le attuali circoscrizioni provinciali ma verrebbe però garantita all`elettore la possibilità di esprimere fino a un massimo di 3 preferenze di cui 1 di genere. Sarebbe, questa, una mossa studiata soprattutto per salvaguardare i candidati dei territori più piccoli come Crotone e Vibo Valentia, che sarebbero quelli più a rischio in caso di ritorno alle vecchie tre circoscrizioni provinciali di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria.

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  • Occhiello Vertice a Catanzaro tra il governatore e i suoi fedelissimi: «Mi dimetterò nel corso del prossimo Consiglio». E sulla legge elettorale Peppe spinge per il collegio unico regionale

COSENZA Il weekend post-pasquale è lungo, a Cosenza e dintorni. E suona nettamente black. Dopo la due giorni con il rapper Turi al B-Side di Rende e la selezione black di Macro Marco e il resident dj Rosco al Cantiere 31, la scorpacciata black iniziata giovedì sera si chiude in bellezza sabato 26: Mujina Crew porta in città (o meglio, poco fuori: più precisamente al Parco d`Arte Alt Art di via Longeni 25 bis, Arcavacata di Rende – zona Unical) la leggenda vivente Junior Kelly. Direttamente dalla Jamaica uno degli artisti più apprezzati della reggae music. Ad accompagnarlo la live band Kp Crew, dopo che Buzzurro - Dpinto - Libbera & Jah Farmer apriranno la serata con il loro show. Ciliegina sulla torta, il sound system di Mujina Sound - Onedrop Fellas. Saranno presenti durante la serata stand di artigianato locale. Inizio ore 22.
Ma già si pensa a domenica 4 maggio, quando, ancora al B-Side, si esibirà un altro monumento del reggae mondiale: Lee Scratch Perry (organizzano Mujina Crew, Seven Hills Promotion e Be-Alternative Eventi). [0070]

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  • Occhiello E inizia il conto alla rovescia per domenica 4 maggio: a Rende arriva Lee Scratch Perry, leggenda vivente del reggae
Martedì, 22 Aprile 2014 21:31

Catanzaro non brilla ai test di Medicina

Sul sito www.accessoprogrammato.miur.it sono disponibili da questa mattina i risultati del test di Medicina e Chirurgia e Odontoiatria dello scorso 8 aprile. Si tratta della graduatoria con i punteggi in ordine decrescente. Per la pubblicazione della graduatoria nazionale nominale bisognerà attendere il 12 maggio. Mentre il 20 maggio saranno definite le assegnazioni dei posti nelle Università e saranno aperte le immatricolazioni.
I partecipanti alla prova hanno dovuto rispondere a 60 quesiti, 90 era il punteggio massimo che si poteva ottenere, 20 quello minimo per superare il test e concorrere all`assegnazione dei 10.551 posti disponibili negli atenei statali fra Medicina e Odontoiatria. Il candidato migliore ha totalizzato 80,5 punti e ha sostenuto la prova presso l`Universita` di Torino. In linea con il “genietto” dello scorso anno: il primo classificato del 2013 ha totalizzato 80,9 punti. A Catanzaro, invece, la media più bassa.
La prova dell`8 aprile ha coinvolto 63.043 partecipanti (erano 69.073 nel 2013). Il voto medio (su 63.002 prove valide: 41 sono state annullate) è stato di 23,07 punti, contro i 27,54 del test precedente; 36.865 candidati (il 58,5% del totale) sono risultati idonei: hanno totalizzato almeno i 20 punti necessari per concorrere alla graduatoria nazionale e alla distribuzione dei posti. Fra gli idonei il punteggio medio è di 30,27. Nel 2013 ha raggiunto e superato i 20 punti minimi il 69,9% dei candidati con un punteggio medio di 33,85. La prova è risultata più selettiva rispetto alla tornata del 2013.
Le cinque percentuali più alte di studenti idonei si registrano presso le Università di Padova (71,9% con punteggio medio di 32,08), Milano Statale (71,8%; 32,01), Udine (71,7%; 31,86), Milano Bicocca (70,6%; 32,24), Modena e Reggio Emilia (70,5%; 30,47). I risultati più deboli si sono registrati a Catanzaro (36,8% di idonei con punteggio medio di 27,22), Sassari (39,3%; 27,60), Molise (40,8%; 27,41), Messina (46%; 28,42) e Foggia (46,5%; 28,79). Un quadro, quello della distribuzione geografica dei punteggi e degli idonei, che è in linea con lo scorso anno.

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  • Occhiello Il 36,8% di idonei con un punteggio medio di 27,22, il più basso d`Italia
Martedì, 22 Aprile 2014 21:08

Alfano presenta il piano anti `ndrangheta

Il ministro dell`Interno Angelino Alfano presenterà domani alle 17 in una conferenza stampa al Viminale il “Piano d`azione nazionale e transnazionale contro la criminalità organizzata di tipo mafioso calabrese”.

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  • Occhiello Domani alle 17 sarà illustrato il programma d`azione «nazionale e transnazionale contro la criminalità organizzata di tipo mafioso calabrese»
Martedì, 22 Aprile 2014 20:32

Il Pd a Rende non ha futuro

Ho dovuto prendere atto che a nulla è valsa la sollecitazione che avevo inteso fare con la lettera indirizzata ai segretari del partito affinché il Pd a Rende si sottraesse ad una gestione monocratica e favorisse un processo di partecipazione attiva dei dirigenti, iscritti ed elettori per una scelta condivisa del candidato a Sindaco e per la definizione del programma amministrativo.
La situazione è addirittura peggiorata. Di fatto è stato designato candidato Pasquale Verre su nomina di Sandro Principe.
Sono state impedite le primarie di coalizione ed in alternativa non è stata promossa neanche uno straccio di consultazione.
Insomma, a Rende ancora una volta ha primeggiato una concezione privatistica del PD e del centrosinistra. La prova sta nel fatto che in occasione della presentazione ufficiale del candidato a Sindaco non si è accennato ad alcun elemento di progetto e di programmazione amministrativa.
Verre si propone alla città come il testimone di Sandro Principe: questo è stato il criterio in base a cui viene indicato come candidato a sindaco.
Insomma, il Pd ha scelto di fare delle elezioni del 25 maggio una sorta di referendum pro o contro la continuità di quel potere assolutistico. È grave che tutto ciò avvenga dopo le dimissioni dell’avvocato Vittorio Cavalcanti e la interruzione traumatica della consiliatura. Il Pd ha scelto, dunque, che tutto resti come prima o peggio di prima. Su questa strada, però, non c’è futuro né per la città di Rende né per il Pd locale. A Rende, infatti, il Pd è la negazione del partito del presidente Matteo Renzi.
Mi sarei aspettato che alla mia lettera fosse seguita almeno una riunione perché ci si potesse confrontare sulle ragioni di un dissenso che ormai a Rende ha radici profonde ed è sempre più esteso.
Così non è stato e, pertanto, sono costretto ad autodeterminarmi: se è chiaro perché non mi candido al consiglio comunale nella lista del Pd sono tenuto a non tacere e a rendere pubbliche le ragioni che mi inducono a non essere anche candidato a sindaco di una ampia coalizione civica in competitizione con questo Pd e questo centrosinistra.
Il mio dissenso è la dimensione di una dignità politica che non può essere esposta alle minacce che il segretario Magorno ha pronunciato alla manifestazione dell’hotel San Francesco né agli anatemi di Sandro Principe.
Una scelta la cui dignità politica è fondata sulla forza della ragione e della responsabilità.
Sento così di esercitare fino in fondo con coerenza e lealtà il ruolo di dirigente politico regionale del partito. Del resto sono convinto che le questioni aperte nel Pd di Rende non trovino soluzione neanche nell’esito elettorale del 25 maggio ma impongono necessariamente un forte rinnovamento e discontinuità politica che ormai anche nel partito di Rende sono ineludibili a prescindere dal volere di che pensa di essere un uomo solo al comando.

*Componente direzione regionale Pd

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  • Occhiello di Fabrizio Totera *

«Il momento storico di grave crisi impone di tirare la cinghia a chi prende super stipendi pubblici, un principio che deve valere anche per i dirigenti della Regione, in cui, purtroppo, si riscontra una tendenza contraria alla spending review in atto». Lo afferma, in una dichiarazione, il segretario regionale del Pd, Ernesto Magorno. «Mi unisco alle osservazioni e alle azioni annunciate dalla Fp-Cgil della Calabria - prosegue Magorno - che non ha inteso firmare i contratti integrativi dell`anno scorso denunciando come “i dirigenti superano anche la griglia del contratto nazionale e non sono rispondenti a pesature differenziate e credibili, arrivando fino a 200mila euro”».
«Appare pertanto ineludibile - sostiene ancora il segretario del Pd - un intervento nel tempo più breve possibile per l`abbattimento dei costi della burocrazia, da attuarsi attraverso la revisione delle leggi regionali che consentono ulteriori incentivi ai dirigenti. Un impegno per il quale mi attiverò presso il nostro gruppo in consiglio regionale. Occorre, infatti, dare un segnale deciso di sobrietà e risparmio ai cittadini, in linea con la decisa azione che il governo nazionale sta intraprendendo e portando avanti con incisività». (0080)

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  • Occhiello Il segretario del Pd annuncia azioni per abbatere i costi della burocrazia

«Per sei centesimi mi avevano applicato il fermo amministrativo all’auto. Ma io non lo sapevo». A dirlo all’Agi, documenti alla mano, Fabio Ferraro, 39 anni, operaio di Montalto Uffugo, la cui vettura era sotto fermo amministrativo da sette anni. Un fermo solo formale, perché in realtà la macchina era nella piena disponibilità del proprietario, che era all’oscuro di tutto. Tanto che la vicenda è stata scoperta dall’interessato solo quando ha deciso di vendere il mezzo.
«Ho fatto una cattiva figura con il mio amico concessionario – racconta – quando gli ho consegnato la macchina. Subito mi ha detto che era in fermo amministrativo. Ma a me nessuno lo aveva mai comunicato. E così – racconta l’uomo – sono subito andato agli uffici di Equitalia. E ho chiesto spiegazioni». Ferraro ha scoperto quindi che da quasi sette anni viaggiava con un’auto “bloccata”. «Gli impiegati – racconta – si guardavano tra di loro e guardavano lo schermo del computer. Io pensavo tra me e me di dover pagare chissà quale cifra mostruosa. Sudavo. Poi, ridendo, mi hanno fatto vedere che dovevo versare solo sei centesimi. In contanti!. E così  ho fatto – dice l’uomo mostrando la ricevuta- Ma ancora non so da dove si sia originato il debito. Se mi fosse capitato un incidente mentre guidavo l’auto bloccata, che guai avrei passato?».
Ferraro dovrà di nuovo immatricolare la vettura prima di venderla. «Mi toccherà spendere altri 100 euro per la reimmatricolazione», dice sconfortato. Intanto si è rivolto anche al “Movimento protesta fiscale a oltranza” per pubblicizzare quanto gli è capitato.

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  • Occhiello La singolare disavventura burocratica di un operaio di Montalto
Martedì, 22 Aprile 2014 19:35

Si capovolge il trattore, muore sessantenne

Un uomo di 61 anni, B.V., è morto schiacciato dal trattore con cui stava lavorando su un appezzamento di terreno. L`incidente è avvenuto in località “Bianchino”, a Castrovillari. Il mezzo, per cause in corso d`accertamento, si è cappottato schiacciando l`uomo. L`allarme è stato lanciato dai familiari di B.V., i quali non vedendolo rientrare si erano preoccupati. Sul posto sono intervenuti i carabinieri ed i vigili del fuoco.

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  • Occhiello L`incidente nelle campagne di Castrovillari. L`uomo ritrovato dai carabinieri dopo la denuncia dei parenti
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