Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Mercoledì, 23 Aprile 2014

CATANZARO «Il provvedimento di regolamentazione dell`erogazione dei prodotti privi di glutine ai cittadini aventi diritto (Deliberazione della giunta regionale n. 230/2013, così per come integrata dalla Deliberazione n. 509), oltre che a uniformare l`assistenza ai soggetti affetti da celiachia alla tendenziale posizione assunta già da tempo da altre Regioni, introduce la possibilità di una maggiore capillarizzazione del servizio, estendendo la possibilità di erogazione dei prodotti privi di glutine anche a soggetti diversi dalle farmacie convenzionate». Lo afferma, in una nota, il direttore sanitario dell`Asp di Catanzaro, Mario Catalano, intervenendo in merito alla questione relativa alla sospensione dell`erogazione dei prodotti privi di glutine, così come stabilito dal decreto della giunta regionale 509/2013, specificando che «l`Azienda sanitaria provinciale non ha competenza circa le problematiche sollevate da Federfarma». «Si tratta di una circostanza – aggiunge Catalano – della quale, comunque, le Asp calabresi devono prendere atto per divenire logicamente ottemperanti rispetto ad una superiore determinazione regionale. Eventuali contenziosi intrapresi da Federfarma nel merito di tale provvedimento sono evidentemente questioni che non attengono alle competenze delle Asp che, lo si ribadisce, hanno l`obbligo di rendere operativi i provvedimenti regionali».
«Analoga considerazione – prosegue il direttore sanitario – vale per le modalità di liquidazione delle prestazioni in essere, che la Regione ha voluto porre al di fuori dalle competenze dei Servizi farmaceutici delle Asp per problematiche organizzativo-gestionali che, esse pure, competono all`autonomia delle Regioni in tema di strutturazione del Servizio sanitario regionale che non possono essere messe in discussione dalle Asp né, a nostro giudizio, possono divenire motivo di sospensione di un pubblico servizio da portatori di interesse eticamente e professionalmente parte integrante dello stesso Servizio sanitario regionale». Il direttore sanitario ha spiegato poi «le attività organizzative che l`Asp di Catanzaro ha posto in essere per garantire coerenza con i provvedimenti regionali. In particolare: dal primo gennaio 2014 i prodotti privi di glutine vengono prescritti sui buoni predisposti in ottemperanza alla Dgr 230; è stato già predisposto apposito sistema informativo dedicato; è stato istituito l`ufficio che provvederà alla liquidazione delle spettanze relative all`erogazione dei prodotti privi di glutine». «In relazione alle modalità di liquidazione delle fatture – sottolinea ancora Catalano – occorre ribadire i contenuti della deliberazione dell`Asp n. 44517 del 14 aprile 2014, perfettamente coerente con le indicazioni di livello regionale, alla quale le farmacie dovranno attenersi per garantire la speditezza nelle procedure di liquidazione. Qualora anche tali modalità siano oggetto di contestazione da parte di Federfarma, è di tutta evidenza come, essendo le procedure individuate di diretta derivazione regolamentare di livello regionale, la risoluzione della problematica non può essere trovata nel confronto con la nostra Azienda, quanto piuttosto direttamente con il superiore organismo regionale».
«Si ritiene doveroso, nel prioritario interesse pubblico sotteso alla salvaguardia delle situazioni di salute – conclude Catalano – invitare Federfarma a porre fine alla protesta in atto che penalizza una categoria di cittadini fragili». (0050)

Mercoledì, 23 Aprile 2014 21:08

Scarpelli è il nuovo segretario del Prc

LAMEZIA TERME Pino Scarpelli è il nuovo segretario regionale di Rifondazione comunista. Succede a Rocco Tassone e la sua elezione è arrivata al termine del comitato politico regionale. «Scarpelli avrà il delicato compito – si legge in una nota della federazione calabrese del Prc – della ricostruzione della nostra forza politica e della ricomposizione di una Sinistra radicale e d’alternativa nella difficile realtà territoriale calabrese. Un partito che si vuole rinnovare profondamente al suo interno, dopo anni caratterizzati dalla chiusura settaria del precedente gruppo dirigente verso ogni istanza di cambiamento e verso i movimenti sociali ed ambientali oltre che dalla sua totale subalternità al centrosinistra. E che vuole essere punto di riferimento e lievito di una costituente della sinistra che si impegna per il lavoro ed i diritti sociali, per la difesa del territorio ed i beni comuni».
In questa direzione va il progetto per le prossime elezioni europee dell’“Altra Europa con Tsipras”, che vuole essere il primo momento del percorso di costruzione di una sinistra che lotta contro le politiche neoliberiste e di austerità che accomunano centrodestra e centrosinistra. Proprio per questo, Scarpelli ha impegnato il partito regionale a partecipare alla manifestazione “Decidiamo Noi”, indetta dai comitati per il prossimo 10 maggio a Cosenza, per pretendere una diversa gestione dei rifiuti.

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  • Occhiello Rifondazione comunista elegge il successore di Tassone. La scommessa delle europee con la lista Tsipras

ROMA Il Viminale «ha realizzato un piano contro la `ndrangheta che ha come scopo quello di non dare tregua alla `ndrangheta e agli `ndranghetisti. L`obiettivo è non darle tregua, perché è l`organizzazione criminale più pericolosa». Così il ministro dell`Interno nel corso della conferenza stampa al Viminale per la presentazione del piano di azione nazionale e transnazionale contro la criminalità organizzata di tipo mafioso calabrese. «Il dato calabrese - ha aggiunto Alfano - è particolarmente significativo sul piano dei numeri: sono 160 le organizzazioni criminali censite sul territorio calabrese in base ad atti ufficiali attraverso il sistema di monitoraggio e 4.389 gli affiliati. L`intento è quello di potenziare tutto ciò che contrasta il sistema `ndranghetista».
Quello che si propone di fare il Viminale, in piena sinergia con la Dia, la procura antimafia e le procure di Reggio e Catanzaro, è una capillare vigilanza sui cantieri «perché si garantisca più libertà di impresa, la ricerca delle infiltrazioni nell`economia legale e la ricerca di beni accumulati dalle organizzazioni criminali e dei latitanti ancora in circolazione». Un lavoro che potrà contare anche sul «radicamento forte sul territorio attraverso le prefetture e che vedrà il massimo coordinamento tra diversi corpi di polizia: Polizia di Stato, carabinieri, guardia di Finanza ma anche guardia forestale».

IL CASO SCOPELLITI
Alfano ha anche risposto a una domanda sul caso della candidatura del governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti, condannato in primo grado a sei anni, alle europee. A chi gli chiede se esista una coerenza tra la sua attività di contrasto alla criminalità organizzata da ministro dell`Interno e il suo comportamento da segretario del Ncd, il ministro ha risposto: «Io sto presentando un piano di contrasto alla `ndrangheta, agli `ndranghetisti e ai loro affiliati. Questo è il mio mestiere. Il resto è il tentativo di mescolare due aspetti che non hanno nulla a che fare l`uno con l`altro».

OTTOCENTO UOMINI IN PIÙ CONTRO I CLAN
Ottocento unità interforze: 355 per il controllo del territorio; 155 per le attività investigative e 290 assegnazioni di personale per le attività investigative e di controllo del territorio. Questi i numeri che il Viminale ha deciso di mettere in campo contro la `ndrangheta. A presentare il Piano insieme con il ministro Alfano c`era anche il capo della Polizia, prefetto Alessandro Pansa. Il Piano, ha spiegato Pansa, che si svilupperà su tre livelli. Il primo «riguarderà - ha detto - il controllo del territorio, l`attività investigativa, misure di prevenzione personali e patrimoniali nonché la ricerca dei latitanti e la stretta collaborazione con i competenti uffici giudiziari. Il secondo livello, invece, riguarderà le investigazioni sulle attività economiche e l`aggressione ai patrimoni criminali con particolari approfondimenti da parte della Guardia di finanza e della direzione investigativa antimafia». Terzo e ultimo livello del piano, quello che riguarderà la dimensione nazionale e transnazionale con il potenziamento della rete degli esperti per la sicurezza all`estero che conta attualmente 50 uffici dei quali 5 di coordinamento regionale. Una rete di esperti che dovrà occuparsi della ricerca dei latitanti e della individuazione delle attività economiche criminali. Le regioni che saranno particolarmente interessate dal piano, oltre naturalmente la Calabria, saranno, è stato sempre spiegato oggi, il Lazio, l`Emilia Romagna, il Piemonte, la Lombardia e la Liguria. Il piano anti `ndrangheta metterà, è stato ancora affermato, in campo anche nuove tecnologie per la lotta al crimine quali un sistema informatico interforze, un sistema di georeferenziazione dei reati che supporterà la fase investigativa, la prevenzione e contrasto del crimine e le decisioni da assumere e il sistema Macro di suppporto investigativo che potrà mettere a disposizione una avanzata ``mappatura`` dei soggetti delle organizzazioni criminali di tipo mafioso, italiane e straniere, presenti sul territorio.

CINQUE HUB INTERNAZIONALI CONTRO I CLAN
«Non c`è una regione in cui il controllo non sarà rinforzato» anche se «in Lazio, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia e Piemonte il focus sarà particolarmente intenso», dal momento che le indagini «manifestano con evidenza il livello di infiltrazione criminale dentro le attività lecite». Per quel che riguarda il livello internazionale, infine, ha spiegato il ministro dell`Interno, «ci saranno 5 hub attraverso cui predisporre gli interventi di vigilanza e controllo» e saranno Parigi, Bucarest, Brasilia, New York e Teheran. Il ministro, così come ha lui stesso annunciato, firmerà e invierà oggi la direttiva che riguarda il piano di azione nazionale e transnazionale contro la criminalità organizzata di tipo mafioso calabrese a tutte le prefetture. (0020)

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  • Occhiello Alfano presenta al Viminale il piano contro le cosche: uffici anche a Parigi, New York, Bucarest, Brasilia e Teheran. La domanda sul caso Scopelliti: «Il mio mestiere è contrastare le cosche. Il resto è un tentativo di mescolare aspetti estranei tra loro»

LAMEZIA TERME Il 10 maggio non sarà un giorno qualunque. Quel giorno la Calabria scoprirà se le sue discariche saranno ancora autorizzate a ricevere i rifiuti “tal quali” – cioè senza che abbiano subìto alcun trattamento – e, allo stesso tempo, marcerà a Cosenza (il concentramento è previsto alle 16 in piazza Cappello) per chiedere una gestione pubblica e partecipata di un sistema, quello della raccolta, che negli ultimi diciassette ha arricchito i privati e mostrato inefficienze. Una marea di soldi per pochi, disagi per tutti. E adesso? Adesso la rete “Difendiamo la Calabria” dice basta e aspetta i prossimi passi della politica. Per questo, i comitati che si battono per l’ambiente hanno convocato una conferenza stampa a Lamezia Terme. Immaginando e spiegando quali sono le idee che il dipartimento Ambiente «pensa di tirare fuori dal cappello».
Il leitmotiv lo offre Francesco Noto, attivista del Cosentino: «La strategia che gli uffici regionali hanno in mente è il contrario di quanto, secondo noi, si dovrebbe fare per uscire dall’emergenza. Uno dei progetti è quello di aumentare del 50% la capacità di trattamento degli impianti di Tmb (Trattamento meccanico-biologico)». E qui entra in campo il primo paradosso: in Calabria, alcune delle società chiamate a gestire la raccolta differenziata si occupano anche dell’indifferenziato, molto più redditizio. «Perché, dunque – si chiedono gli attivisti –, dovrebbero avere a cuore il sistema che dà loro meno benefici economici». Quello che «uscirà dal cilindro andrà verso una riduzione della capacità di trattamento dell’organico, per aumentare la raccolta indifferenziata». E si parla anche di «un impianto da realizzare nel Lametino per lo stoccaggio delle ecoballe. Un sistema di cui si sono già visti gli effetti drammatici in Campania».
Davide Iuliano, che lotta contro la discarica di Pianopoli, ne profetizza un ulteriore ampliamento: «Pianopoli è il fulcro della malagestione. Viviamo quel mostro tutti i giorni sulla nostra pelle. È importante chiamare i calabresi alla mobilitazione, perché la discarica di Pianopoli è lo sfregio più grande fatto ai cittadini calabresi dopo i veleni della Pertusola». A Bisignano, invece, l’impianto non c’è ancora ma la lotta è già iniziata: «Vogliono imporci un impianto che tratterà rifiuti solidi urbani – dice Daniela Serrago –. L’idea, come al solito, non è quella di incentivare la differenziata. Vogliono continuare a trattare i rifiuti come un bene da spartirsi». Mentre, nel Cosentino, oltre ai problemi legati agli impianti, spuntano fuori ritardi nella bonifica dei siti. È Maria Fortino a sollevare il caso della discarica di Sant’Ippolito, a Cosenza: «Quello, per la Regione, non è più un sito da bonificare, mentre fino a poco tempo fa, era considerato tale. Vorremmo sapere cos’è cambiato». (0020)

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  • Occhiello "Difendiamo la Calabria" annuncia una manifestazione per il 10 maggio a Cosenza: «Nessuno ha a cuore la salute dei cittadini. Ci sono troppi interessi economici»
Mercoledì, 23 Aprile 2014 18:42

Forza Italia lancia la sfida per le europee

VIBO VALENTIA Un`affollata sala consiliare della Provincia di Vibo Valentia ha ospitato la conferenza stampa di presentazione del capolista di Forza Italia alle Europee nella circoscrizione Sud, Raffaele Fitto, e di due dei candidati calabresi, Mimmo Arena e Maria Tripodi. Un appuntamento al quale hanno partecipato la coordinatrice regionale azzurra, Jole Santelli, e il deputato Pino Galati. Assente per ragioni personali il terzo rappresentante della nostra regione in lizza per il parlamento di Strasburgo, Santo Mercuri.
Un pieno di entusiasmo, quello registrato nell`incontro vibonese che è stato introdotto da Maria Limardo, componente dell`ufficio di presidenza regionale del partito, che ha evidenziato il valore politico di queste elezioni, «nelle quali votare Forza Italia vuol dire scegliere che il nostro Paese conti di più in Europa, rendendo meno centrale il ruolo di una Germania i cui interessi negli ultimi anni hanno fortemente condizionato l`azione delle istituzioni comunitarie».
«Quello europeo è un voto di estrema importanza: segna l`inizio di una lunga fase elettorale che porterà alle Regionali - ha affermato la Santelli -. La nostra sfida di partito è stata quella di rinnovare la nostra proposta politica, aprendoci alla partecipazione di energie nuove e fresche, provenienti soprattutto dalla società civile. Per questa prima presentazione abbiamo scelto Vibo - ha spiegato la coordinatrice azzurra - perché per noi tutte le città della nostra regione devono avere pari ruolo e pari dignità». Jole Santelli ha “passato in rassegna” i candidati calabresi: Maria Tripodi, «giovane militante che vive la politica con passione, impegno e competenza»; Santo Mercuri, «professionista affermato, espressione della società civile che ha dato lustro alla Calabria»; e Mimmo Arena, «imprenditore che ha guidato la Confindustria territoriale e lavora in tutta Italia senza aver mai abbandonato la sua terra».
Nel corso del suo intervento, la parlamentare azzurra ha voluto sottolineare come il capolista Fitto «abbia scelto non a caso la Calabria per la prima presentazione in campagna elettorale. Questa è una terra a cui è particolarmente legato e che a Bruxelles rappresenterà in maniera piena ed efficace. Alle Europee bisogna puntare su personalità di questo spessore; non servono i campioni delle preferenze, ma politici competenti come lui, che si siano sempre occupati di fondi strutturali, che sappiano rapportarsi con la burocrazia europea e aiutino la Calabria a ottenere i finanziamenti diretti dell`Unione».
Per Raffaele Fitto, l`appuntamento con le urne del prossimo 25 maggio è «decisivo sul piano programmatico per il Paese e sul piano politico per Forza Italia. È la prima campagna elettorale nella quale non potremo votare direttamente Silvio Berlusconi a causa della chiusura della tenaglia giudiziaria nei suoi confronti. Proprio per questo occorre una decisa mobilitazione che ci porti a moltiplicare gli sforzi. In molti hanno ottenuto benefici dalla leadership di Berlusconi - ha aggiunto Fitto -. Oggi è il momento di dare, dopo aver ricevuto tanto da lui. Coerenza e lealtà saranno le nostre parole chiave in questa battaglia. In Europa - ha concluso Fitto - dobbiamo avere il coraggio di mettere in discussione il fiscal compact e di consentire lo sforamento del 3% del rapporto deficit-pil».
Temi economici affrontati anche da Arena, secondo cui «dai limiti imposti dalle normative europee vanno escluse le spese per investimenti a favore di imprese e famiglie. Inoltre va profondamente ripensato il ruolo della Bce che, così com`è, è una banca centrale con poteri limitati». Significativo anche il contributo di Maria Tripodi secondo cui «le europee rappresentano una grande opportunità per lanciare una sfida generazionale e di genere. Abbiamo sempre seguito il presidente Berlusconi e continueremo a lavorare con lui perché crediamo nei valori di questo partito». Per Pino Galati, «è il momento di lavorare per rafforzare la leadership di Forza Italia nell`area dei moderati in Italia e in Calabria, diventando punto di riferimento per una larga parte della nostra società che non si riconosce né nel centrosinistra di Renzi, né nella protesta di Grillo. Siamo all`inizio di un processo politico lungo che si concluderà con le regionali». (0030)

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  • Occhiello Presentati a Vibo Valentia il capolista e i candidati calabresi alle elezioni del 25 maggio per il rinnovo del Parlamento di Bruxelles e Strasburgo. E Fitto invita alla mobilitazione

CATANZARO «Non è una questione economica, ma burocratica». Così i rappresentanti delle farmacie catanzaresi e Federfarma hanno spiegato, a Catanzaro, nel corso di una conferenza stampa, il motivo per il quale hanno deciso di sospendere il servizio di erogazione gratuita dei prodotti per celiaci dietro consegna dei buoni. La sospensione del servizio, che risale al 18 aprile, è stata criticata dalla sezione calabrese dell`Associazione italiana celiachia. «Voglio precisare, in primo luogo – ha detto il presidente di Federfarma Catanzaro, Vincenzo Defilippo – che il servizio non è stato sospeso repentinamente, ma tutti i pazienti e anche Anna Cannizzaro, presidente della sezione calabrese dell`Associazione italiana celiachia, è stata avvisata in tempo utile per consentirle di protestare con chi di dovere, e cioè l`Asp e la Regione. Chiariamo, inoltre, che dopo la delibera con cui sono state disposte le nuove procedure per l`erogazione a carico del Servizio sanitario regionale dei prodotti privi di glutine a favore dei soggetti affetti da malattia celiaca residenti nella Regione Calabria, abbiamo cercato di accordarci con l`Asp per poter rendere più rapida la procedura di compilazione della scheda di ciascun celiaco. Prima dell`entrata in vigore della delibera, ogni paziente poteva usufruire dei prodotti privi di glutine presentando la ricetta rossa. Dopo, questo non è stato più possibile. La delibera regionale, di fatto, non sospende la convenzione in vigore tra farmacie e Regione, lasciando in vigore, dunque, quelle che erano le precedenti modalità di gestione, tranne l`abolizione della ricetta rossa, sostituita da un buono e dalla scheda relativa ad ogni paziente che deve essere manualmente compilata e che consta di 16 punti distinti». «Oltre al notevole dispendio di tempo per la compilazione, che in alcuni casi richiede anche dei giorni – ha detto ancora Defilippo – la questione principale è che ad oggi, non esiste un ufficio apposito, competente per ricevere queste schede compilate. Prima della sospensione eravamo riusciti a trovare un accordo con l`Asp, ed in particolare con il direttore sanitario, Mario Catalano, ma poi il commissario per l`attuazione del piano di rientro della Regione, Andrea Urbani, non ha dato seguito all`accordo, che prevedeva la digitalizzazione di questo sistema attraverso l`invio dei file, evitando la consegna a mano di faldoni di documenti». Differente la situazione nelle altre province, dove il servizio in alcuni casi, come Vibo Valentia e Crotone, è rimasto legato alle ricette rosse, mentre a Reggio Calabria e Cosenza si è trovato un sistema diverso per andare avanti. «Quel che è certo – ha concluso Defilippo – è che, anche se qui da noi abbiamo trovato un servizio farmaceutico che ci ha ostacolati, le altre province si troveranno presto nelle nostre stesse condizioni perché manca un ufficio dedicato e di conseguenza il servizio sarà sospeso in tutta la Calabria». Assieme a Defilippo, hanno partecipato alla conferenza stampa Maria Cristina Murone, rappresentante delle farmacie rurali della provincia di Catanzaro, e Vitaliano Corapi, presidente dell`Ordine provinciale dei farmacisti. «Siamo con Asp e Regione – hanno detto – purché ci diano la possibilità di operare come professionisti e purché ci venga indicato l`ufficio preposto a ricevere le nostre fatture». Fatture che non vengono rimborsate «assieme alle altre ricette mediche di gennaio. Per questo alla base della nostra protesta non c`è un motivo prettamente economico. Quelle fatture, per le quali siamo noi ad anticipare le spese nei confronti dei fornitori che paghiamo entro 30 giorni, ad oggi non sono state rimborsate dalla Regione, nonostante l`erogazione, da delibera, sia a carico del Servizio sanitario regionale. Prima, con il sistema delle ricette rosse, erano le banche ad anticipare la somma per rimborsarci. Oggi, invece, non lo fanno più e noi ci troviamo con una spesa in alcuni casi esosa da anticipare, perché il decreto prevede l`adempimento del pagamento, da parte delle Asp, entro 60 giorni». (0050)

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  • Occhiello La situazione non è uguale in tutte le province. A Vibo e Crotone il sistema è rimasto legato alle ricette rosse, mentre a Reggio e Cosenza si è trovata una modalità diversa

COSENZA «Finalmente si sta risolvendo il grave problema della mancanza di attrezzature e nuova tecnologia nell`Azienda sanitaria provinciale di Cosenza dove non si procedeva ad acquistare nuove strumentazioni da più di dieci anni. Questo risultato si è potuto realizzare solo e soltanto perché si è riusciti a portare il Bilancio aziendale al sostanziale parteggio». Lo sostiene, in una nota, il direttore generale dell`Azienda, Gianfranco Scarpelli.
«Infatti sono state acquistate - prosegue Scarpelli - utilizzando la procedura nazionale ministeriale della Consip e senza alcuna gara svolta dall`Asp di Cosenza, ben otto Tac e cinque Risonanze magnetiche. Ormai sono a regime avendo già effettuato più di tremila esami con notevole riduzione delle liste d`attesa le Tac istallate a Paola, Praia a Mare, Castrovillari, Acri, Trebisacce, Corigliano, Rossano ed sono in fase di ultimazione i lavori per la nuova Tac sempre a elevata tecnologia che verrà installata a Cetraro e nel Poliambulatorio di Rende. Inoltre sono state definite le procedure per effettuare i lavori necessari nel rispetto della normativa vigente per l`istallazione delle nuove cinque Risonanze magnetiche 1,5 Tesla a Cetraro, Rossano, Acri, Praia a Mare e Rende».
«Sicuramente un grande risultato - prosegue Scarpelli - dopo anni in cui si dovevano raccogliere continue lamentele su apparecchiature rotte e non utilizzabili in quanto ormai obsolete. Certamente sarà necessario che venga riconosciuto all`Asp di Cosenza un incremento del Fondo sanitario regionale che per i calcoli fatti, sulla base della popolazione dal dipartimento regionale Sanità, dovrebbe essere aumentato di circa 50-60 milioni di euro permettendo all`Azienda di programmare gli Investimenti necessari». (0020)

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  • Occhiello Il dg Scarpelli: «Risultato conseguito grazie al bilancio aziendale in pareggio. Adesso il dipartimento Sanità ci dia più risorse»
Mercoledì, 23 Aprile 2014 17:49

«Gioia, l`Europa non è contraria alla Zes»

«Il progetto della Zes di Gioia Tauro deve riprendere immediatamente il suo cammino nelle commissioni Finanze e Industria del Senato». Lo afferma il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, candidato alle elezioni europee per la lista Nuovo Centrodestra-Udc. «Quanto ideato per lo scalo calabrese dalla Regione Calabria - aggiunge - sarebbe infatti in regola con le direttive europee ed è questo in sintesi quanto ha spiegato il commissario Ue ai trasporti Siim Kallas rispondendo a una interrogazione. Ricordando le caratteristiche entro le quali è stato sviluppato il piano della Regione il commissario non solo ha certificato una posizione favorevole da parte dell`Europa ma ha anche ricordato i benefici che le Zes possono portare all`Ue. Se il Parlamento italiano riuscirà a breve a far approvare il nostro progetto si potrebbe aprire uno scenario importante ossia immaginare la Zes di Gioia Tauro non come un fatto locale ma come una base logistica europea con una funzione strategica di collegamento tra il resto dell`Europa e i corridoi marittimi asiatici. Il riconoscimento della Zes, non solo a livello italiano ma anche europeo, aprirebbe un concreto e strategico riposizionamento commerciale del nostro paese nella gestione dei traffici vista la centralità della penisola».
«In questo contesto - dice ancora Scopelliti - la Calabria sarebbe la piattaforma ideale dove sviluppare una importante area produttiva per tutta l`Europa ma anche con una ricaduta economica sul territorio mai immaginata prima. La strategicità della struttura calabrese è certificata anche in vista del trasbordo delle armi chimiche provenienti dalla Siria. La scelta di Gioia Tauro per questa delicata operazione non è solo geografica ma è data anche per l`alta professionalità delle sue strutture. A questo punto la creazione di un Hub europeo, e per questo mi batterò in Europa se dovessi essere eletto, sarebbe il giusto riconoscimento per la Calabria e per l`Italia, che deve diventare nel Mediterraneo il motore per il rilancio economico di tutta l`Unione». (0030)

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  • Occhiello Il governatore Scopelliti torna a chiedere provvedimenti immediati per lo scalo calabrese: «Il porto può diventare una base logistica con una funzione di collegamento tra il resto dell`Europa e i corridoi marittimi asiatici»

COSENZA Un disoccupato, M.R., di 46 anni, è stato arrestato e posto ai domiciliari dai carabinieri a Cosenza per il furto di cavi elettrici da una motrice delle Ferrovie della Calabria. I carabinieri sono intervenuti nella stazione ferroviaria di Vaglio Lise e hanno sorpreso il quarantaseienne mentre stava tagliando, con una tronchese e una cesoia, dei cavi elettrici all`interno di un locomotore in sosta delle Ferrovie della Calabria. L`uomo aveva tagliato anche alcuni cavi della stessa linea ferroviaria. I carabinieri hanno trovato e sequestrato 37 chili di rame, che sono stati consegnati ai responsabili delle Ferrovie della Calabria. (ANSA).

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  • Occhiello Un 46enne è stato arrestato dai carabinieri di Cosenza nella stazione di Vaglio Lise. Sequestrati 37 chili di rame
Mercoledì, 23 Aprile 2014 17:27

«Chiesa e `ndrangheta? Manca la coerenza»

«So della lettera e della visita in carcere, ma bisogna andare più in profondità ed essere ancora più integralisti. È determinante capire perché i mafiosi continuano a stare attorno ai preti». Con queste parole del magistrato antimafia si chiude lo scambio radiofonico tra Nicola Gratteri e Salvatore Nunnari, vescovo di Cosenza e presidente della Conferenza episcopale calabra. La chiosa del dialogo è una risposta alla domanda “La Chiesa fa abbastanza nella lotta contro la mafia?”. Ed è una risposta che permea gli ultimi quarant’anni di esternazioni pubbliche dei vescovi calabresi sulla ’ndrangheta. In un certo senso è d’accordo anche Nunnari, che a “Radio Anch’io” dice: «È dal 1975 che scriviamo lettere e messaggi, ma non basta». Il presule lo ricorda prima di sottolineare la recente presenza nelle carceri calabresi, dove ha, appunto, portato la sua lettera e avvertito forte le difficoltà dei detenuti che vogliono riscattarsi. «Uno di loro, nel carcere di Paola, mi ha detto chiaramente che ha paura di uscire, perché sua madre è ai domiciliari e suo padre è in carcere. A chi finirà in mano, una volta libero?». Questo è uno degli snodi essenziali: cosa fanno le comunità per proteggersi dalle ingerenze della ’ndrangheta?

IL “COMPROMESSO” SULLA PROCESSIONE
Proprio una comunità calabrese e un forte simbolo delle proprie tradizioni religiose sono finite al centro delle cronache alla vigilia di Pasqua. L’Affruntata di Sant’Onofrio è diventata un caso nazionale. E la proposta di affidare il trasporto della statua alla Protezione civile per sottrarla al primato delle famiglie mafiose ha stoppato, di fatto, la processione. Nunnari  dice di «capire le difficoltà di quel vescovo (si riferisce a Luigi Renzo, ndr), che ha dato segnali forti l’anno scorso, esponendosi in prima persona», poi marca un distinguo rispetto alle decisioni piovute dall’alto: «Non si tratta di imporre, ma di convertire le coscienze. Davanti a quella scelta forte da parte della Prefettura il popolo poteva essere preparato». Niente processione, dunque? Niente affatto, secondo il vescovo si poteva «far portare la statua a un gruppo di volontari più alcuni fedeli scelti dal parroco o dal vescovo».

«MANCA LA COERENZA»
Meno incline ai compromessi l’intervento di Gratteri. Domanda esplicita («Quanto è complice la Chiesa?»), come le risposte. «Ciò che manca in Calabria – esordisce il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria – è la coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa. Ho letto tutti i documenti scritti dai vescovi dal ’75 fino a oggi: l’idea che mi sono fatto è che una cosa è la predica, altro è nel concreto come ci si comporta». Il magistrato inserisce nel ragionamento anche l’atteggiamento avuto da alcuni vescovi nei confronti di”Acqua santissima”, il libro che ha dato alle stampe insieme con Antonio Nicaso: «Alcuni hanno cominciato a criticare il libro prima ancora che venisse pubblicato, segno evidente che c’erano dei nervi scoperti. Ma il nostro volume non è un attacco, semmai un atto d’amore. Bisognerebbe chiedersi, piuttosto, perché la Chiesa di Reggio Calabria ha dimenticato i primi due eroi uccisi dalla picciotteria, quando ancora la ‘ndrangheta non esisteva. Era il 1862 e due preti vennero uccisi perché avevano denunciato il boss della loro zona. La diocesi di Reggio Calabria non ha detto neppure una messa in suffragio delle prime due vittime della mafia in Italia». Ci sono eroi, ma anche dimenticanze e omissioni nella storia del rapporto tra Chiesa e clan: «Perché nella chiesa di Annà, a Melito Porto Salvo, c’è una lapide con scritto “Dono della famiglia Iamonte”? Perché nessuno ha avuto il pudore di prendere uno scalpello e toglierla?». Nunnari interviene, chiedendo di non fermarsi agli esempi negativi. E Gratteri replica: «Veramente non ne avevo ancora fatti». E continua: «Don Panizza, per decenni, non è stato creduto dal vescovo di Lamezia Terme. Gli diceva che era fissato con la ‘ndrangheta, però intanto gli sparavano e gli mettevano le bombe davanti casa, perché aveva avuto l’ardire di occupare un palazzo confiscato alla cosca Torcasio, dove non volevano andare neanche le forze dell’ordine». Una lettera, come quelle scritte dal ’75 a oggi: ma «non basta», come dice lo stesso Nunnari.

IL CASO DI DON TOMMASO SCICCHITANO
Gratteri e Nunnari non sono d’accordo neppure sul “piccolo” caso di un sacerdote cosentino. È don Tommaso Scicchitano, che si è fatto conoscere per il suo impegno per l’ambiente e le iniziative a favore della libertà di stampa. Il magistrato reggino svela un particolare. Don Tommaso, che fa parte di Libera, l’associazione che si batte contro le mafie, ha collaborato ad “Acqua santissima” e «per questo motivo – secondo il pm – non è stato accolto bene nella sua diocesi». Una valutazione alla quale il vescovo, che guida proprio quella diocesi, replica stizzito: «Di don Tommaso conosco tutto ed è meglio che non parli perché sono il suo vescovo». (0020)

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  • Occhiello Incontro-scontro tra Gratteri e Nunnari su Radio Uno. Il magistrato: «Le lettere non bastano, bisogna essere più integralisti». Il “compromesso” del vescovo sull’Affruntata: «Meglio non imporre scelte dall’alto»
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