Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 25 Aprile 2014

REGGIO CALABRIA «Martedì mattina a Catanzaro terrò una conferenza stampa sul tema delle dimissioni». Lo ha annunciato oggi il presidente della giunta regionale calabrese Giuseppe Scopelliti prima di inaugurare uno dei circoli di Ncd a Reggio Calabria. «In conferenza - ha aggiunto Scopelliti - spiegherò tutti i passaggi futuri, i motivi delle dimissioni e tornerò a parlare dell`accanimento di un ministro del Pd e, tra l`altro, calabrese che ha usato due pesi e due misure. Quest`ultimo è un fatto spiacevole e molto grave che dimostra che a volte le istituzioni vengono utilizzate secondo il proprio tornaconto ed è un abuso di potere che Alfano ha fatto bene a evidenziare». In riferimento alle attività del consiglio regionale, Scopelliti ha dichiarato «di avere spedito due lettere, il 7 e il 9 aprile, di richiesta di convocazione dell`Assemblea e, secondo le previsioni - ha continuato - non saremmo andati oltre il 10 maggio. Non potrò essere in consiglio a relazionare ma utilizzerò le piazze per raccontare le vicende di questi anni. Non consegnare le dimissioni avrebbe portato la legislatura al 2015 ma la mia coerenza mi spinge ad andare in questa direzione». (0090)

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  • Occhiello Il governatore annuncia un incontro con i giornalisti nel corso del quale spiegherà i motivi della decisione di fare un passo indietro

PAOLA «Martedì mattina saremo al Santuario di Polsi, uno dei luoghi più importanti della fede e della religiosità popolare calabresi. A Polsi però gli `ndranghetisti dal primo al 3 settembre si danno appuntamento per elaborare le loro strategie: noi saremo lì per capire e per chiedere che quel luogo sia "restituito" alla fede e alla pietà popolare». Lo ha detto la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, a "Coffee break" de LA 7 prima di partire alla volta di Paola dove ha partecipato alle celebrazioni per il 25 aprile.  «La religione - ha aggiunto - è un elemento importante di cui la `ndrangheta si serve per radicare la propria presenza e rafforzare il proprio consenso nel territorio. La Chiesa non può permettere che si strumentalizzi la religione in questo modo, e lo hanno ribadito di recente anche i vescovi della Calabria con un documento molto significativo in cui, tra l`altro, si prevede di avviare corsi sulla `ndrangheta nei seminari della regione».
La presidente della commissione parlamentare Antimafia intervenendo poi a Paola ha detto che «è bello e significativo che qui dalla Calabria celebriamo quella festa che è davvero il fondamento dell`Italia repubblicana e democratica. Sarebbe ingiusto dimenticare il contributo dato dal Mezzogiorno e della Calabria, in particolare alla Liberazione». «Se c`è stato - ha aggiunto - chi si è sacrificato per liberare l`Italia dal nazifascismo ci sono ancora persone che hanno dato perché non si è ancora compiuto il processo di liberazione dalla mafia, e in Calabria in maniera particolare dalla `ndrangheta. Vogliamo ripetere quella scelta di 69 anni fa e vogliamo ripeterla come popolo intero. Una scelta chiara con la quale unire e non divedere il Paese. Fare resistenza nei confronti del tentativo della mafia di usare le cose più sacre a fondamento della nostra convivenza civile: la famiglia e la religione. Ho salutato positivamente la scelta della Cec di inserire la storia della ndrangheta negli insegnamenti dei seminari». «La mafia - ha detto ancora – si batte soprattutto non negando i diritti delle persone e consentendo a ciascun calabrese di essere artefice del proprio destino. Il 70% di disoccupazione giovanile è un dato non sopportabile». La Bindi ha elogiato poi l`impegno del governo con il piano contro la `ndrangheta.  La presidente della Commissione ha inoltre evidenziato come «se dopo vent`anni siamo riusciti ad approvare un reato di voto di scambio tra la mafia e la politica, significa che anche la politica stessa vuole fare sul serio. Si è messa in mano alla magistratura una norma per colpire questo reato. Nessuna norma è perfetta ma guai a coloro che inseguendo la perfezione, hanno cercato di impedire che alla vigilia di elezioni importanti come le prossime che il nostro ordinamento non avesse questa norma. Una norma che dice una cosa semplice a tutti coloro che si candidano: i voti della `ndrangheta non li vogliamo». (0090)

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  • Occhiello La presidente della commissione Antimafia annuncia l`arrivo della delegazione di parlamentari nel Santuario. E a Paola tuona: i voti della `ndrangheta non li vogliamo
Venerdì, 25 Aprile 2014 20:18

La “scomoda” eredità del pm Dominijanni

Pur se il plenum del Csm dovesse dare il suo ok alla nomina di Gerardo Dominijanni come nuovo procuratore aggiunto di Reggio Calabria, il nome del magistrato originario di Roccella continuerebbe a riecheggiare, e per un bel po` di tempo, nelle aule del palazzo di giustizia di Catanzaro. Il pm Dominijanni è, infatti, titolare di numerose inchieste, alcune già arrivate al vaglio della magistratura giudicante, altre che sembrano prossime alla stretta finale. Un magistrato che non fa sconti e che almeno una parte del centrodestra catanzarese (come emerso nelle intercettazioni dello scandalo “Catanzaropoli”) voleva presto lontano dalla Procura del capoluogo. Ironia della sorte proprio i membri laici di centrodestra nella commissione Incarichi del Csm hanno dato il loro voto al sostituto procuratore calabrese.
Secondo gli esperti delle vicende di Palazzo dei Marescialli, Dominijanni non dovrebbe lasciare Catanzaro prima dell`autunno. Sei mesi circa, ma con in mezzo la sospensione estiva. Ce la farà allora a portare fino alla sentenza il delicato processo per le bombe esplose nel 2010 a Reggio Calabria? Un fascicolo assai complesso arrivato sulla sua scrivania quando già aveva abbandonato la Dda dopo quasi un decennio di lotta ai clan lametini. Un`inchiesta da cui è scaturita l`indagine sull`ex sostituto procuratore generale di Reggio, Francesco Mollace.
Difficile che Dominijanni riesca a essere in aula quando verrà letta la sentenza per i due processi del “caso Sarlo”. Nel primo sono indagati l`ex presidente Giuseppe Scopelliti e l`assessore Domenico Tallini. Nel secondo deve rispondere dell`ipotesi di corruzione la stessa dg del dipartimento Controlli, Alessandra Sarlo. Il presidente del collegio, Tiziana Macrì, in apertura del dibattimento ha spiegato che non sarà possibile fare più di un`udienza al mese, i tempi per raggiungere un verdetto di primo grado appaiono, quindi, lunghi.
Poi ci sono le (tante) indagini ancora aperte. Si attende soprattutto l`esito finale del fascicolo noto come “Catanzaropoli”. Un`inchiesta nata dalle indagini sulle discusse elezioni comunali del capoluogo e che ha portato a svelare malcostumi e malaffare di alcuni esponenti dell`amministrazione guidata da Sergio Abramo. Gli atti (che sono stati depositati a conclusione delle indagini sulle firme false per la presentazione della lista “Per Catanzaro”) si fermano al luglio scorso. Il lavoro di pm e investigatori della Digos in questi mesi è proseguito senza sosta e a breve dovrebbe giungere alla conclusione.
Lunedì comunque il pm Dominijanni sarà al lavoro nel suo ufficio dove riceverà l`assessore Tallini che solo pochi giorni fa ha ricevuto un avviso a comparire nell`ambito dell`inchiesta sulla proroga dei contratti per due dirigenti esterni. Solo l`ultimo fascicolo aperto per far luce sui mille rivoli della gestione di Palazzo Alemanni nell`era Scopelliti. (0080)

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  • Occhiello Il magistrato verso l`incarico di procuratore aggiunto a Reggio Calabria con i voti dei membri laici del centrodestra
Venerdì, 25 Aprile 2014 18:21

Spara alla moglie e poi si costituisce

È in prognosi riservata nel reparto di rianimazione degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria ma non in pericolo di vita Anna Maria Commisso, 45 anni, la donna alla quale il marito, Vincenzo Oppedisano (51), ha sparato stamani a Siderno per poi andare a costituirsi ai carabinieri di Marina di Gioiosa Ionica. La donna ha riportato ferite al collo e ad alla spalla destra. L`uomo, arrestato per tentato omicidio e porto abusivo d`arma da fuoco, nel pomeriggio si è presentato ai carabinieri di Marina di Gioiosa Jonica confessando di aver tentato di uccidere, in un luogo imprecisato di Siderno, la moglie, anch`essa commerciante. Commisso ha detto di avere sparato, affiancandola a bordo della sua autovettura, un numero imprecisato di colpi con una pistola 7,65, legalmente detenuta. L`uomo ha anche consegnato l`arma ai militari insieme agli ultimi 3 proiettili dei 9 consentiti dal serbatoio. Dopo l`inaspettata confessione, i carabinieri hanno iniziato le ricerche della donna che è stata trovata dai militari di Siderno intervenuti in supporto di quelli di Marina di Gioiosa Jonica. La donna è stata subito soccorsa e portata nell`Ospedale di Locri per poi essere successivamente ricoverata a Reggio Calabria. (0090)

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  • Occhiello È accaduto a Siderno, protagonista un venditore ambulante che ha esploso 4 colpi di pistola contro la coniuge, fortunamente ferita in modo non grave

MONASTERACE Chiariti i motivi del ferimento ai danni di un 18enne avvenuto nel pomeriggio di Pasquetta. Dovrebbe essere attribuibile all’incauto maneggio di una pistola, clandestina, di piccole dimensioni, Denunciate quattro persone per lesioni, porto abusivo d’arma, ricettazione e favoreggiamento. Nel tardo pomeriggio di ieri, i Carabinieri della Nucleo Operativo della Compagnia di Roccella Jonica, congiuntamente ai colleghi della Stazione di Monasterace, nell’ambito delle indagini avviate a seguito del ferimento di un 18enne di Monasterace, avvenuto il 21 aprile scorso in quel centro, hanno denunciato quattro persone di età compresa tra i 17 e i 24 anni (tra cui lo stesso ferito e un ragazzo che ha fatto perdere le proprie tracce fino a ieri mattina, quando si è presentato con il proprio avvocato di fiducia presso la stazione carabinieri di Stilo, per rendere la propria versione dei fatti).
Inoltre, i carabinieri hanno anche recuperato l’arma, una pistola calibro 6,35 con matricola punzonata in modo da essere illeggibile, 9 proiettili e un bossolo esploso. Dai primi accertamenti, sembrerebbe che i giovani stessero maneggiando l’arma nei pressi dell’abitazione della vittima, quando uno di essi, brandeggiandola, ha fatto partire accidentalmente il colpo che ha attinto il 18enne. Da qui la corsa in ospedale, e le diverse versioni fornite dagli stessi soggetti coinvolti nella disavventura, caduti più volte in contraddizione, per provare a sviare le indagini. Indagini che continuano serrate per escludere che ci siano altri, più seri motivi dietro all’episodio, che solo il caso ha permesso non si trasformasse in tragedia. (0040)

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  • Occhiello L`incidente è avvenuto mentre uno dei ragazzi stava maneggiando l`arma
Venerdì, 25 Aprile 2014 17:48

La Commissione antimafia torna in Calabria

ROMA Lunedì 28 e martedì 29 aprile una delegazione della Commissione parlamentare antimafia, guidata dalla presidente Rosy Bindi, sarà a Reggio Calabria per un aggiornamento sulle strategie di contrasto alla `ndrangheta, con particolare attenzione, oltre che al capoluogo, al porto di Gioia Tauro e alla Locride. È quanto si legge in una nota della commissione.
Lunedì mattina, alle ore 11.30, si legge ancora nel comunicato - si svolgerà una visita al porto di Gioia Tauro. Nel pomeriggio, a partire dalle 14.30, nella Prefettura di Reggio Calabria, si svolgeranno le audizioni del Prefetto e dei membri del Comitato provinciale per l`ordine e la sicurezza; dei Procuratori della Repubblica di Reggio Calabria, Palmi e Locri; e delle organizzazioni sindacali. La mattina di martedì, una delegazione della Commissione si recherà al Santuario di Polsi. Dalle ore 12.00, riprenderanno le audizioni in prefettura. Saranno ascoltati: la Commissione prefettizia del comune di Reggio Calabria, il presidente del Tribunale dei minori, il presidente dell`Autorità portuale di Gioia Tauro e i principali operatori portuali. Alle 17.00, al termine delle audizioni, è prevista la conferenza stampa conclusiva della presidente Rosy Bindi.

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  • Occhiello Lunedì e martedì una delegazione dell`organismo parlamentare sarà a Reggio Calabria «per un aggiornamento sulle strategie di contrasto alla `ndrangheta, con particolare attenzione, oltre che al capoluogo, al porto di Gioia Tauro e alla Locride»

CATANZARO «Il comportamento del ministro Maria Carmela Lanzetta sul cosiddetto caso Scopelliti è emblematico della incapacità di fare politica secondo le regole del confronto democratico e del necessario rispetto della verità». Lo affermano i senatori calabresi del Nuovo centrodestra Antonio Gentile, Nico D`Ascola, Piero Aiello, Antonio Caridi e Giovanni Bilardi. «Il paradosso di questa triste vicenda – proseguono i parlamentari – è costituito dalla evidente disparità di trattamento a danno di Giuseppe Scopelliti usata dal ministro Lanzetta in casi analoghi, per come si evince chiaramente dal comunicato del Viminale diffuso ieri sera, ed è fortemente indicativo dell`accanimento del quale il presidente della giunta della Regione Calabria è vittima. Tutto ciò è peraltro avvenuto in un quadro di apparente moralismo finalizzato a creare l`ennesimo falso caso di favoritismo in una vicenda nella quale, per contro, è esemplare e documentata l`imparzialità del ministro degli Interni Angelino Alfano. Emerge piuttosto la colpevole disinformazione della Lanzetta che non è riuscita nemmeno nel suo intento di creare il "caso", dal momento che, in data 22 aprile, ha di fatto accusato Alfano di inadempienza a favore di Scopelliti, clamorosamente ignorando che la fase dell`iter procedimentale della sospensione di competenza del ministro degli Interni si era già conclusa il 18 aprile 2014».
Per i parlamentari di Ncd «la vicenda è ancor più grottesca se si pensa che Scopelliti ha già inviato al consiglio regionale (chiamato a deliberare sul punto) due missive di dimissioni, che rendono pertanto superflua la procedura di sospensione. Va però rimarcato che le dimissioni di Scopelliti costituiscono un atto di vera e propria sensibilità politica ed esprimono profondo senso di dignità e di rispetto delle istituzioni. Tuttavia restano pur sempre un atto volontario, certamente non dovuto».
«Il senso di questa ultima precisazione – proseguono i senatori – è che nella vicenda in questione si è voluto colpire, con sospetti del tutto infondati e falsi, un uomo politico che ha assunto un`iniziativa poco diffusa nel triste panorama politico di quanti tendono a conservare ad ogni costo le proprie prerogative. E ciò è tanto vero sol che si pensi al fatto che se Scopelliti non avesse presentato le proprie dimissioni avrebbe consentito la prosecuzione dell`attività dell`attuale giunta regionale, da lui stesso sino a questo momento guidata. Ciò a prescindere da ogni ulteriore considerazione sulla miopia del ministro Lanzetta che non ha nemmeno percepito l`evidente interesse che la sua stessa parte politica nutre per le dimissioni del governatore della Calabria».
«Se Scopelliti fosse persona diversa da quella che è – concludono Gentile, D`Ascola, Aiello, Caridi e Bilardi – a questo punto potrebbe ritirare le proprie dimissioni e lasciare che il procedimento di sospensione si compia, facendo così prevalere il mero egoismo politico». (0040)

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  • Occhiello Secondo Gentile, D`Ascola, Aiello, Caridi e Bilardi il comportamento del ministro è indicativo dell`«accanimento» di cui sarebbe vittima il governatore. «Nessun favoritismo»

CATANZARO Cgil, Cisl e Uil della Calabria chiedono all`assessore regionale all`agricoltura, Michele Trematerra, un incontro finalizzato a trattare l`attuazione della programmazione fondi Psr 2007/13 e la progettazione della programmazione alla base del nuovo Psr 2014/2020. «L`assessorato nei giorni scorsi – è scritto in una nota dei sindacati – ha promosso convegni itineranti dal titolo "1 miliardo e 103 milioni di euro, verso il nuovo Psr 2014 /2020… scriviamolo insieme..." che dovrebbero avere alla base l`attivazione del confronto ai tavoli con il  partenariato economico sociale. Per quanto possa essere apprezzabile l`apertura ai territori ed al confronto, esprimiamo forti perplessità rispetto al merito delle eventuali scelte strategiche che non possono considerarsi tali se non dopo discussione e condivisione in sede di incontri partenariali, così come previsto dalla Unione europea. Va ricordato infatti che la procedura scritta va utilizzata solo per le urgenze e non può sostituire il ruolo del partenariato, come nei fatti è accaduto e sta accadendo nella realizzazione del Psr». «La Regione Calabria, dipartimento Programmazione comunitaria, ha solo di recente – prosegue la nota – ultimato e presentato la stesura definitiva del Dos, documento di orientamento strategico, teso a delineare appunto le strategie della prossima programmazione. Il Dos, come si sa, delinea gli obiettivi alla base della definizione dei prossimi programmi operativi regionali, ivi compreso il programma di sviluppo rurale. Per questi motivi è urgente la convocazione di un incontro che avvii operativamente l`iter di attivazione delle relazioni partenariali finalizzati alla stesura del prossimo programma rurale, conseguente solo oggi alla chiusura del Dos». (0050)

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  • Occhiello «Bisogna convocare con urgenza un tavolo che avvii l`iter di attivazione delle relazioni partenariali»
Venerdì, 25 Aprile 2014 17:41

Agricoltura, Fedele: massima attenzione

CATANZARO L`assessore regionale all`Internazionalizzazione Luigi Fedele - informa una nota dell`ufficio stampa della giunta - ha risposto ad una comunicazione del presidente di Coldiretti Calabria, Pietro Molinaro, in cui si annunciava una manifestazione organizzata il prossimo martedì 29 aprile a Catanzaro a sostegno del comparto agricolo calabrese. «In molte occasioni sia pubbliche che private - ha scritto l`assessore Fedele - ho avuto modo di ribadire che l`Agricoltura e, di conseguenza, l`Agroalimentare costituisce uno dei settori trainanti per l`economia della nostra regione. Non a caso, infatti, considero il comparto agricolo un settore d`eccellenza che deve essere necessariamente sostenuto e tutelato per far sì che la Calabria possa godere degli effetti benefici, non solo sulla economia ma anche sull`occupazione, derivanti da un`attività che determina gran parte del prodotto interno lordo di questa regione. Sono sempre più convinto, infatti, che occorra puntare, così come si sta facendo, sull`agroalimentare perché rappresenta realmente uno dei settori identificativi, e più redditizi, del Made in Calabria all`estero. L`industria agricola e alimentare si conferma, di fatto, strategica per l`economia della nostra regione in quanto può contare su notevoli margini di sviluppo e su un livello crescente di internazionalizzazione».  «La giunta - ha aggiunto - guidata dal presidente Scopelliti, ed in particolare l`assessorato al ramo diretto da Michele Trematerra, non hanno mai lesinato sforzi in tal senso, attuando concrete iniziative volte alla valorizzazione e alla riorganizzazione del settore agricolo calabrese. Interventi diretti che hanno prodotto risultati soddisfacenti ma che hanno anche subito le conseguenze di una crisi economica ancora in atto, fatta di ristrettezze di bilancio e di decurtazioni delle sovvenzioni statali. Una sorte comune che ha inciso pesantemente sulla quotidiana gestione anche di altri settori della regione. Basti pensare che il comparto di mia competenza, quello dei Trasporti, ha visto sfumare dal proprio bilancio circa 30 milioni di euro. Cifre e risorse indispensabili per sopperire alle varie criticità che la Calabria presenta. Alla luce di questo, sono altrettanto persuaso a sostenere ogni tipo di azione che qualsiasi associazione voglia realizzare, purché sia costruttiva, propositiva e non strumentale». «Allo stesso tempo, insieme all`assessore Trematerra - ha concluso Fedele - porremo in essere tutte quelle iniziative utili per far sì che nel prossimo assestamento di Bilancio e nella programmazione futura dei fondi comunitari ci sia una maggiore attenzione verso questo settore che merita di essere sostenuto e aiutato». (0090)

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  • Occhiello L`assessore regionale all`Internazionalizzazione replica al presidente di Coldiretti che ha annunciato una manifestazione per chiedere maggiore sostegno al settore
Venerdì, 25 Aprile 2014 17:37

<I>L`Ora</I>: «Siamo pronti a resistere»

RENDE (CS) Come resistenti in un fortino assediato. I giornalisti dell’Ora della Calabria chiamano a una conferenza stampa nel giorno della Liberazione, per raccontare l’ultima tappa di una vicenda che pare essere rappresentata dal licenziamento di quanti nel giornale lavorano. Il grido dall’allarme e di protesta viene dal tavolo cui sono seduti il direttore Luciano Regolo, Carlo Parisi, vice segretario nazionale della Fnsi e segretario del sindacato giornalisti della Calabria e i rappresentanti del Comitato di redazione, mentre ad ascoltare attento c’era Mimmo Talarico, unico politico presente. Ed è proprio un membro del Cdr, Marco Cribari, ad aprire la discussione, facendo la sintesi dei fatti recenti, ma anche della storia stessa del giornale, «da quando si chiamava Calabria Ora». Una storia che Cribari non esita a definire «scritta anche col martirio di chi c’era e oggi non c’è più», con evidente e appassionato riferimento al collega Alessandro Bozzo.
Eppure i nodi sono venuti drammaticamente al pettine di recente, «con atti liberticidi», spiega Regolo, ripercorrendo anche egli le tappe delle ultime settimane, dalla ormai celebre telefonata dello stampatore, fino alla chiusura del giornale. E il direttore spiega che avendo assunto l’incarico da solo un mese già stava andando via, trattenuto solo dall’esser riuscito a strappare all’ex editore Alfredo Citrigno, un impegno al risanamento senza ulteriori sacrifici per i lavoratori.
Tuttavia le cose poi andarono come è noto e questa è l’occasione per i giornalisti dell’Ora di indagare su alcune anomalie tutte calabresi. Infatti Regolo svela che il contratto che lega il giornale allo stampatore De Rose costa 75mila euro al mese, «per una qualità del lavoro spesso mediocre, mentre i prezzi di mercato sono significativamente più bassi». Ed è solo una delle ragioni che spingono il direttore dell’Ora a domandarsi quali siano i motivi per cui «si trascina questo strano rapporto tra i Citrigno e De Rose».
Al suo fianco Parisi traccia la road map di quanto potrebbe accadere, perché al momento i licenziamenti sono stati annunciati, ma formalmente non notificati. Di norma si dovrebbe aprire un tavolo di negoziato col sindacato per trovare quelli ammortizzatori sociali in grado di alleviare le condizioni dei lavoratori. Ma intanto la conferenza stampa dell’Ora è l’occasione per il sindacato per rivendicare presenza e impegno, non solo al fianco dei colleghi del giornale in difficoltà, ma di tutti i giornalisti, perché quel che Parisi teme è «l’emergere di altre situazioni simili in Calabria».
Ma oltre l’aspetto propriamente sindacale restano sul tavolo le iniziative cui daranno vita i giornalisti dell’Ora di Calabria, perché come annunciato dallo stesso Regolo l’obiettivo è riconquistare voce e presenza nel raccontare i fatti, «tentando di riattivare il sito web, e comunque andando oltre la pagina di Facebook», nata per restare visibili. Una forma di resistenza contro quello che Regolo e i giornalisti considerano il male peggiore, che il giornale possa finire nelle mani di De Rose, «perché se questo dovesse accadere, non oso pensare a cosa succederebbe ai lavoratori», dice il direttore chiudendo l’incontro. (0020)

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  • Occhiello Il direttore Regolo analizza il contratto per la stampa: «Prezzi fuori dal mercato: c`è uno strano rapporto da Citrigno e De Rose». Il segretario dell`Fnsi Parisi: «Temo che emergano altre situazioni simili»
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