Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Giovedì, 03 Aprile 2014

VIBO VALENTIA Serviranno accertamenti di tipo tossicologico per fare luce sulla morte di Domenico Lorenzo, di 38 anni, giunto privo di vita lunedì scorso nell`ospedale di Tropea. Sulla morte di Lorenzo il sostituto procuratore Gabriella Di Lauro ha avviato una inchiesta dopo la denuncia dei familiari dell`uomo. L`anatomopatologa Katiuscia Bisogni ha eseguito l`esame autoptico sul cadavere dell`uomo. E` indagato il medico curante della vittima, che avrebbe cambiato al paziente il dosaggio del trattamento farmacologico per la cura della bronchite. (0050)

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  • Occhiello Eseguita l`autopsia su Domenico Tropea. Indagato il medico curante della vittima, che avrebbe cambiato al paziente il dosaggio del trattamento farmacologico

MILANO Dal Tar del Lazio arriva un nuovo ordine al ministero dell`Interno di depositare, entro un mese, tutti gli atti che hanno portato allo scioglimento del Comune di Sedriano (Milano), il primo in Lombardia sciolto dal governo per infiltrazioni della `ndrangheta. Lo ha deciso con un`ordinanza il consigliere delegato della I sezione del Tribunale amministrativo, Anna Bottiglieri, con riferimento a un ricorso con il quale cinque ex amministratori (l`ex vicesindaco, due ex assessori e due ex consiglieri comunali, tutti del centrodestra) contestano il decreto con il quale il presidente della Repubblica, il 21 ottobre 2013, sciolse il Comune nominando una Commissione straordinaria per la gestione, nonché tutti gli atti preparatori e presupposti, ovvero la proposta del ministro dell`interno, la delibera del Consiglio dei ministri e la relazione prefettizia. Già il 16 gennaio scorso, il Tar ordinò a ministero, presidenza del Consiglio e Prefettura di consegnare tutti gli atti che hanno portato allo scioglimento. A febbraio però, il ministero dell`Interno sollevò questioni relative alle modalità di adempimento dell`ordine. Adesso, il nuovo ordine da parte dei giudici. "Ritenuto di dare atto che gli atti intervenuti nel procedimento per cui è causa, ovvero la relazione prefettizia, la relazione della commissione di indagine, il parere del Comitato per l`ordine e la sicurezza pubblica, costituiscono provvedimenti la cui conoscenza è propedeutica alla difesa in giudizio della parte ricorrente nell`ambito dell`odierna controversia" – si legge nella nuova ordinanza – e "considerato, al contempo, che i provvedimenti di cui sopra sono documenti classificati come `Riservato`", il Tar ha confermato l`ordine di produrre tutti gli atti necessari "in versione integrale", con l`avvertenza che la conservazione e il fatto di mostrarle alle altre parti in giudizio sono sottoposti alle cautele previste dalla legge, e che la loro conoscenza sarà "circoscritta allo stretto ambito processuale". (0050)

Venerdì, 04 Aprile 2014 01:46

Sequestro di beni a Filandari

FILANDARI La Dia di Catanzaro ha eseguito a Filandari un provvedimento di sequestro di due terreni su cui insistono complessivamente quattro fabbricati riconducibili alla moglie di Domenico Cichello, di 42 anni. Il sequestro rappresenta la prosecuzione degli accertamenti patrimoniali che nello scorso mese di dicembre avevano portato al sequestro, sempre da parte della Dia di Catanzaro, di un complesso di beni riconducibili a Domenico Cichello, consistenti in terreni agricoli, fabbricati e una concessionaria di auto, per un valore complessivo di un milione di euro. Cichello è ritenuto dagli investigatori vicino alle cosche della `ndrangheta di Zungri, nel Vibonese. Dopo il primo sequestro, la Dia di Catanzaro ha avuto modo di individuare beni formalmente intestati alla moglie di Cichello che, non compresi dal precedente provvedimento, sono stati segnalati al Tribunale all`esito delle ulteriori verifiche. Anche gli ultimi beni sono stati affidati ad amministratori giudiziari nominati dal Tribunale di Vibo Valentia. (0050)

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  • Occhiello Provvedimento emesso nei confronti di Domenico Cichello, ritenuto dagli investigatori vicino alle cosche della `ndrangheta di Zungri, nel Vibonese

"Voglio esprimere un sentito ringraziamento nei riguardi dei vertici nazionali del Partito e del gruppo regionale di Forza Italia per aver pensato a me come candidato alla prossime elezioni europee, ma ritengo opportuno continuare il mio lavoro tra i banchi di Montecitorio". Lo afferma il deputato di Forza Italia Giuseppe Galati che osserva: "Sono gratificato per la fiducia accordatami dal partito, ma ritengo necessario continuare il mio lavoro in Parlamento, sia per un senso di lealtà verso gli elettori che mi hanno nuovamente voluto tra i banchi della Camera dei deputati, incarico che reputo doveroso portare a compimento, sia perché Forza Italia, dall`opposizione, è impegnata in un processo importante di riforme che interessa la via politica e il futuro del Paese". "Sono convinto - conclude - che è un momento importante che necessita della massima attenzione e partecipazione. Desidero impegnare le mie energie, in Parlamento, in una decisiva stagione di riforme del Paese e, politicamente, quale componente del Comitato di presidenza di Forza Italia, per una forte affermazione del mio partito". (0050)

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  • Occhiello Il deputato di Forza Italia ringrazia il partito per la fiducia accordatagli ma ritiene doveroso continuare il suo lavoro tra i banchi di Montecitorio

MILANO ``Ma questo Miccichè, tu non hai rapporti? Io sì! Se vuoi possiamo interloquire con lui, eh!``. Così parlava, nell`ottobre del 2011, il consigliere comunale di Lecco, Ernesto Palermo - finito in carcere ieri per associazione mafiosa nell`inchiesta "Metastasi" sulla cosca della `ndrangheta dei Trovato - con l`ex assessore provinciale milanese Antonio Oliverio in una delle tante telefonate intercettate che dimostrerebbero l`interesse di trovare ``contatti politici`` in quelli che lo stesso Palermo definisce ``movimenti nuovi (...) che possono avere un minimo di visibilità (...) che ce la possono dare anche a noi!``. Nella parte della richiesta di custodia cautelare, firmata dai pm della Dda di Milano Claudio Gittardi e Bruna Albertini, relativa ai ``contatti con esponenti politici`` Palermo ed altri intercettati, tra cui Oliverio (non è indagato), parlano, oltre che dell`ex sottogretario e leader del "Grande Sud" Gianfranco Miccichè, anche del senatore Carlo Giovanardi, dell`ex ministro Clemente Mastella, dell`ex governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo e dell`ex governatore della Calabria, Agazio Loiero. Non ci sono intercettazioni a loro carico e non sono in alcun modo coinvolti nell`inchiesta. In una telefonata dell`11 gennaio 2012, ad esempio, Oliverio parla con Palermo dicendo, come riassumono gli investigatori, ``che c`è una grande possibilità e dovranno parlarne insieme, sempre che il Terzo polo diventi una cosa vera``. Nel marzo del 2011, tra l`altro, Palermo si sarebbe dato da fare per offrire un pacchetto di voti (``circa 2mila voti`` tra lui e Oliverio, scrivono i pm) per l`ex assessore comunale milanese Mariolina Moioli, attraverso Silvia Ghezzi ``esponente politico lecchese``. In cambio, avrebbe chiesto ``appoggio elettorale con raccolta di voti in favore della sorella Palermo Fiorella, candidata alle elezioni comunali di Cosenza`` e che poi non sarà eletta. In una telefonata del 27 aprile 2011 Palermo parla con Ghezzi e le ``chiede - scrivono i pm - se lei scende con il ministro Giovanardi`` a Cosenza e ``fa riferimento al pagamento di un aperitivo al ministro ed a 500 voti che lui può blindare".
In un`altra intercettazione del 4 maggio 2011 Ernesto rassicura la sorella Fiorella: ``Tienitelo per te, sto barattando da qua direttamente con Giovanardi!``. (0050)

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  • Occhiello Le persone intercettate parlano di Mastella, Giovanardi, Lombardo e Miccichè
Venerdì, 04 Aprile 2014 01:16

Incarnato: il governo regionale è nel caos

CATANZARO "Non ci piace definirci profeti, ma l`avevamo detto che il governo regionale sarebbe entrato nel caos, e così è accaduto già dai primi sintomi". Lo afferma il segretario regionale del Psi, Luigi Incarnato. "Tra poco - aggiunge - saremo al saccheggiamento di quello che rimane, come avvenne nelle abitazioni quando ai tempi della guerra i bombardamenti costringevano le famiglie a scappare, anche se c`era ben poco da rubare nelle case di quell`epoca. Scopelliti ha dimostrato nella sua vita politica di essere interessato solo alla sua carriera ed ai suoi amici. Esempi a dire basta. L`uso del Decreto Reggio. L`uso del Comune. L`uso della Regione. L`uso delle acque, di Sorical ecc. Almeno per una volta dovrebbe fare la persona seria e responsabilmente lasciare il posto ad un voto democratico, come lui stesso ha dichiarato, da bravo attore davanti alle telecamere. Non vorremmo assistere a ricatti reciproci nella maggioranza. Questa volta speriamo di sbagliarci e speriamo di vedere per la prima volta che Scopelliti rassegni sul serio le dimissioni e che libera la Calabria dalle sue malefatte". "Ci dispiace - prosegue Incarnato - usare questi toni ma siamo profondamente preoccupati della nostra regione che diversamente sarebbe completamente abbandonata alla disperazione e assenza di una guida. Noi riteniamo che tra un pò assisteremo anche a furbizie sui ritardi ad attivare le procedure o altri giochi di prestigio. A tutto questo il centrosinistra e le forze democratiche dovranno rispondere con atteggiamenti rigorosi e lottare per mandare a casa questa compagine di governo di centrodestra, attraverso ogni atto democratico e se il caso lo ritiene, ricorrere anche a petizioni popolari da sottoporre al governo nazionale, per impedire lungaggini che non potranno in nessun caso far ripristinare la normale condizione di reintegro di Scopelliti alla sua funzione. Soprattutto evitare distingui e verginità che avvertiamo nell`aria da parte di alleati di ferro, le cui responsabilità del mal governo ci sono e alla pari". "Avvertiamo - conclude - che hanno già costruito alternative da proporre agli elettori calabresi magari uno Scopelliti con la gonna. Speriamo di non ritrovarci ancora profeti nell`aver capito cosa succederà nei prossimi giorni". (0050)

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  • Occhiello Il segretario regionale del Psi: hanno già costruito alternative da proporre agli elettori calabresi magari uno Scopelliti con la gonna

CATANZARO E` slittato al 17 aprile il processo d`appello a carico di Pietro Lamberto, 59 anni, addetto ai servizi sociali del Comune di Catanzaro, finito in manette con l`accusa di violenza sessuale aggravata perché compiuta nei confronti di una minorenne, e condannato l`11 febbraio del 2011 a cinque anni di reclusione, l`interdizione perpetua dai pubblici uffici e l`interdizione legale per la durata della pena. Oggi, infatti, la difesa dell`imputato ha chiesto l`astensione del presidente della Corte d`appello che, all`epoca dell`inchiesta, aveva presieduto il collegio che si pronunciò sulla misura di prevenzione irrogata all`uomo. (0050)

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  • Occhiello Il 59enne, che si occupava dei servizi sociali, è stato condannato in primo grado a 5 anni di reclusione, interdizione perpetua dai pubblici uffici e interdizione legale per la durata della pena

CATANZARO "Dopo la condanna di Scopelliti, non sono mai intervenuto, pur essendomi sempre battuto, quasi in solitudine, specie nei primi anni della legislatura contro il governo di centrodestra e il "modello Reggio", e per questo sono stato oggetto di attacchi indiscriminati e violenti". Lo afferma in una nota l`ex presidente della Regione, Agazio Loiero. "Oggi - aggiunge - leggo che il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a Reggio Calabria, in un Cilea semideserto, ha detto che il risultato del Piano di rientro è strepitoso, come se un Piano di rientro che è costato tanti sacrifici e tante difficoltà ai calabresi non dovesse avere il semplice compito di far rientrare il debito. La Lorenzin addirittura ha parlato, probabilmente su suggerimento, di bilanci omerici o orali che dir si voglia. Su questo voglio ricordare che nell`intervista al Corriere della Sera di sabato 29 marzo, resa all`indomani della condanna, Scopelliti ancora una volta è tornato sui "bilanci onirici", probabilmente voleva dire omerici, ma lasciamo stare questioni di confusioni semantiche che abbiamo sentito piuttosto numerose in questi quattro anni". "Come ho già detto molte volte - prosegue Loiero - se fosse vero che i bilanci in sanità attribuibili al passato, immagino con riferimento alla mia gestione e a quella a me precedente della quale fa parte anche Scopelliti in qualità di assessore, fossero stati orali, una sola cosa c`era da fare. Il ministro della Sanità e il ministro dell`Economia avrebbero dovuto almeno licenziare in tronco i funzionari-revisori dipendenti dal proprio ministero che sono preposti alla regolarità contabile dei bilanci delle Asp regionali. In una società normale, quando un amministratore sbaglia, questo dovrebbe succedere. Tanto è vero che nel processo Fallara non è stato condannato solo Scopelliti, ma sono stati condannati anche i revisori dei conti. Ci saremmo aspettati che la Lorenzin, che è dal un bel pò al governo del Paese, in uno stato di degrado della sanità com`è in Calabria, ci dicesse qualcosa sulla drammatica situazione in cui versano gli ospedali, soprattutto sul fatto che i Livelli essenziali d`assistenza non vengono più rispettati, a fronte di un inasprimento fiscale inaccettabile". "Ci saremmo aspettati - dice ancora Loiero - almeno qualche notizia sulla realizzazione dei quattro nuovi ospedali, voluti dal governo Prodi col ministro Turco, incagliata come ho spesso ricordato in tempi non sospetti alla nota vicenda di Infrastrutture lombarde. Avremmo voluto sapere qualcosa di più sul drammatico esodo sanitario in cui versa la Calabria, sullo stato d`abbandono dei presidi ospedalieri di Catanzaro e di Cosenza, sulla Fondazione Campanella e sui due ospedali di confine di Praia a mare e Trebisacce. Abbiamo solo sentito di performances strepitose che vede solo lei. E mi sarei aspettato, se posso dirlo sommessamente, che almeno, da donna, avesse speso una parola su questa povera donna, Orsola Fallara, che comunque si è suicidata e che oggi non può più difendersi dalle mille accuse che le vengono rivolte". "Senza parlare poi - conclude - del fatto vero, e cioè dell`annuncio alla stampa nazionale e locale di dimissioni oramai imminenti di Scopelliti, salvo poi scoprire che questa era solo una mossa per cercare di ottenere la candidatura in Europa". (0050)

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  • Occhiello L`ex presidente della Regione: nel processo Fallara non è stato condannato solo Scopelliti, ma sono stati condannati anche i revisori dei conti

REGGIO CALABRIA Il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri,è stato intervistato dal vicedirettore di Panorama, Maurizio Tortorella, nell`ambito dell`iniziativa "Panorama d`Italia", in corso a Reggio Calabria su iniziativa del settimanale della Mondadori. Gratteri ha detto di "aver avuto rassicurazioni da Matteo Renzi - è scritto in una nota - di essere chiamato a fare il ministro della Giustizia fino alle 16.15 del pomeriggio del giorno dell`annuncio della composizione del governo". "Poi non so - ha detto Gratteri - cos`è successo, lo sapete forse meglio voi", ha aggiunto rivolgendosi ai giornalisti. "Se Renzi mi ha proposto di fare il ministro è perché sapeva cosa avevo in mente di fare e a quale rischio andava incontro. Avevo un programma che non era segreto, si trattava di cambiare le regole d`ingaggio, di smontare ciò che non funziona".
Gratteri ha ribadito l`importanza di una rifondazione del sistema giudiziario italiano: "Se fossero aziende private - ha detto il magistrato - i tribunali sarebbero già falliti, la giustizia è un sistema fallimentare. Se i cittadini aspettano dieci anni per una sentenza civile, è segno che il sistema non funziona. E se nel processo penale l`informatizzazione è vicina allo zero, anche. Se avessi fatto il ministro avrei cambiato le regole d`ingaggio, che non funzionano più". (0050)

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  • Occhiello Il procuratore aggiunto di Reggio Calabria è stato intervistato dal vicedirettore di Panorama Maurizio Tortorella racconta ciò che è accaduto nel giorno della composizione del governo

COSENZA Il beato Nicola Saggio da Longobardi sarà presto Santo. Dopo il riconoscimento di un miracolo da parte della commissione medica e poi da parte della commissione teologica, adesso Papa Francesco ha siglato la pratica. Questa mattina il sigillo definitivo, che ha interessato anche altri santi. Giovanni Battista Clemente Saggio, che da frate prese il nome di Nicola, seguace di San Francesco di Paola, sarà dunque santificato ed è il primo religioso dell`ordine dei Minimi ad ottenere la canonizzazione, dopo il fondatore. (0050)

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  • Occhiello Papa Bergoglio ha messo il sigillo definitivo sulla pratica che riguarda il seguace di San Francesco di Paola
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