Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Mercoledì, 30 Aprile 2014

COSENZA «L’azione intrapresa dalla commissione parlamentare Antimafia non è certo dettata dalla contingenza elettorale. Rosanna Scopelliti lo sa bene. La presidente Bindi e l’intero ufficio di presidenza sono impegnati con coerenza e profonda lealtà istituzionale». È quanto afferma in una nota Enza Bruno Bossio, parlamentare del Pd e membro della commissione Antimafia.
«Non ho dubbi – prosegue Bruno Bossio – che l’onorevole Rosanna Scopelliti è ben consapevole di quanto sia autonomo il profilo e la impostazione della iniziativa istituzionale della commissione. Deve essere, invece, il presidente Scopelliti ad evitare strumentalizzazioni. Non può sperare che generando confusione possa oscurare gli effetti dirompenti che si producono a danno della credibilità istituzionale in seguito alla incertezza che regna sulle sue dimissioni».
«Diventa ancora meno credibile il presidente Scopelliti – attacca ancora l’esponente del Pd – quando addirittura cerca pretesti con la polemica verso la Commissione che sta dando prova di efficacia  a sostegno delle forze sane e delle articolazioni dello Stato democratico che in Calabria sono concretamente impegnate nella azione di contrasto alla ’ndrangheta».
«Sarebbe forse opportuno – conclude Bruno Bossio – più che alimentare polemiche strumentali suggerire innanzitutto al presidente della giunta regionale di assumere un profilo più consono al senso del dovere e della responsabilità civica e istituzionale». (0030)

REGGIO CALABRIA Dopo ventotto giorni di reclusione si sono aperte le porte del carcere per Debora De Girolamo, titolare della nota agenzia di viaggi reggina "Sixty Seven travel", arrestata circa un mese fa dagli uomini della Guardia di finanza perché accusata di aver sistematicamente truffato i propri clienti, promettendo loro vacanze da sogno, ma limitandosi a intascare l’acconto versato. Accogliendo l’istanza dei legali della donna, Rosario Gioffré e Biagio Di Vece, che hanno sottolineato l’insussistenza del pericolo di inquinamento probatorio, come della reiterazione del reato o del pericolo di fuga, il gip Antonio Laganà ha disposto la commutazione della misura cautelare a carico della donna, concedendole i domiciliari.
Stando alle risultanze dell’inchiesta, la De Girolamo si faceva anticipare dai clienti le somme dovute per l’acquisto di pacchetti vacanza o di biglietti aerei, salvo poi non effettuare le prenotazioni e gli acquisti pattuiti, attribuendo la responsabilità della mancata partenza alle sovra-prenotazioni – il cosiddetto fenomeno dell’overbooking, che ha dato il nome all’operazione – effettuate dal tour operator o dalla compagnia aerea. Ma ai malcapitati clienti, il pagamento anticipato del sospirato viaggio non veniva mai restituito. Con una serie di scuse, promesse e pretesti, la De Girolamo abbindolava i clienti, posticipando di volta in volta la restituzione di quanto dovuto. E questa non era la cosa peggiore che potesse capitare a chi si fosse rivolto alla "SixtySeven travel". La titolare della nota agenzia era infatti solita clonare le carte di credito usate per i pagamenti per utilizzare i dati rubati agli ignari titolari per acquistare pacchetti viaggio e prenotazioni che altri clienti dell’agenzia di viaggio le pagavano in contanti. Soldi che lei prontamente incassava e faceva sparire. Un sistema di truffe a catena che alla De Girolamo – stando ai calcoli dei militari – avrebbe procurato oltre 100mila euro in cinque anni.Accuse,  all’epoca dell’ interrogatorio di garanzia respinte al mittente dalla donna, che ha sostenuto che non si trattasse di truffe, ma di ritardati o omessi pagamenti dovuti alla difficile situazione economica.
Ma a  pesare sulla posizione  della De Girolamo – e a spedirla dopo l’arresto dietro le sbarre – sono  le accuse di tentata estorsione e calunnia, rimediate dalla donna per  i goffi tentativi con cui avrebbe tentato di frenare il crollo del castello di inganni che si celava dietro gli affari dell’agenzia. Stando alle risultanze investigative infatti, la De Girolamo non avrebbe esitato a presentarsi a casa di una cliente determinata a denunciarne le malefatte, minacciando gravi ritorsioni. «O ritiri la denuncia o ti mando un amico mio di Africo e vediamo che succede», le avrebbe urlato contro la De Girolamo, stando a quanto riferito dalla spaventatissima cliente agli uomini della Finanza. Contatti su cui le indagini non hanno avuto esito, ma che dimostrano – sottolinea il comandante – «la capacità di intimidazione della donna», che non ha esitato a chiamare in causa un asserito substrato mafioso per spaventare chi pretendeva la restituzione di quanto dovuto. Allo stesso modo, la De Girolamo non avrebbe esitato a presentare una serie di denunce, scientemente false, contro alcuni clienti dell’agenzia, infuriati per il viaggio mancato, e accusati di avere danneggiato l’agenzia con insulti scritti a vernice sulle saracinesche. Accuse false – ha potuto comodamente dimostrare la guardia di finanza – che proprio in quelle ore stava ascoltando i clienti beffati e accusati di quel danneggiamento. (0030)

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  • Occhiello Il gip Antonio Laganà ha disposto la commutazione della misura cautelare a carico della titolare di un`agenzia di viaggi di Reggio Calabria

Il ministro alle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi ha nominato oggi Giovanni Grimaldi commissario straordinario dell`Autorità Portuale di Gioia Tauro per i prossimi sei mesi. Il secondo mandato da presidente dell`ente portuale di Grimaldi era scaduto il 9 marzo scorso. A questo periodo se ne era aggiunto un altro di prorogatio di 45 giorni che erano scaduti la settimana scorsa. (0030)

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  • Occhiello La nomina del ministro Lupi avrà efficacia per i prossimi sei mesi

LAMEZIA TERME Autonomia e diritti ha sciolto le riserve, in una riunione a Lamezia, sulle indicazioni di voto per le elezioni europee. Che i loieriani si inserissero nel bacino del Pd non c`erano dubbi, ma ora c`è una traccia più precisa. E la scelta è ricaduta su Mario Maiolo, consigliere regionale democratico ed ex assessore alla Programmazione proprio nella giunta Loiero, Gianni Pittella, con il quale l`ex governatore della Calabria ha un rapporto di lunga data, e Pina Picierno, il volto nuovo scelto da Matteo Renzi per guidare la lista nella circoscrizione meridionale. Un solo calabrese – gli altri scelti dal partito a livello locale sono Mario Pirillo e Pino Arlacchi –, dunque, tra i “preferiti” del gruppo che fa riferimento a Loiero.
L`iniziativa di oggi, “Verso quale Europa”, non si è concentrata soltanto sulle candidature da sostenere, ma anche sui grandi temi elettorali. «Noi guardiamo all`Europa - ha detto Agazio Loiero - anche se in questi ultimi anni il disagio dei cittadini si è riversato sul governo nazionale ma anche su un`Europa eccessivamente burocratica e non politica. E tuttavia il ritorno alla lira, che da parte di Grillo e di altri continua a circolare nel Paese, è una follia. Intanto non sappiamo neanche se la lira potrebbe, un domani, entrare nel contesto delle monete. Anche l`idea della svalutazione per dare un impulso molto forte alle esportazioni avvantaggerebbe solo alcune regioni (Veneto, Lombardia...) e pagheremmo un prezzo troppo alto sui salari, il potere d`acquisto crollerebbe e non potremmo entrare in competizione con la Cina, che sta diventando il più grande paese produttore del mondo. Noi non possiamo immaginare un`Italia che ritorna alla lira e che resta nel contesto dei grandi Paesi europei». (0020)

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  • Occhiello Il movimento di Agazio Loiero ha scelto a Lamezia i "suoi" candidati per le europee
Mercoledì, 30 Aprile 2014 22:14

Chiusa la telenovela delle dimissioni

REGGIO CALABRIA Il giallo si chiude alle 19.07 di un mercoledì a dir poco convulso. La quadratura del cerchio viene trovata soltanto quando il fax – purtroppo le email restano sono ancora un tabù a queste latitudini – tanto atteso con la lettera di dimissioni «irrevocabili» del governatore Peppe Scopelliti (già in campagna elettorale per le europee) fa capolino nella stanza del presidente del consiglio regionale Franco Talarico. È l`atto che sancisce la fine di questa nona legislatura. Adesso parte un percorso che nessuna volontà politica potrà interrompere o modificare. Entro dieci giorni a partire da oggi il consiglio regionale dovrà essere convocato per discutere e prendere atto del passo indietro di Scopelliti. Certo è che il cortocircuito che si sviluppa sull`asse Catanzaro-Reggio Calabria fa saltare la Conferenza dei capigruppo che doveva definire l`accordo sulla legge elettorale.
Comunque la si veda, è una brutta pagina quella scritta oggi nell`Astronave calabrese. Perché si è preferito fare melina dopo che ieri Scopelliti, in pompa magna a Catanzaro, ha annunciato urbi et orbi il passo indietro? Possibile che Talarico, presente ieri nel capoluogo mentre Scopelliti firmava le sue dimissioni («gli assessori hanno fatto a gara a fotografarmi», si è lasciato scappare il diretto interessato davanti a microfoni e taccuini), ha ricevuto soltanto dopo 30 ore la comunicazione vergata dall`ormai ex governatore?
Perdono tutti, insomma. E perde anche l`opposizione di centrosinistra. A poco servono le parole di fuoco che i vari Bova, Principe e Guagliardi rivolgono all`indirizzo della maggioranza. La sostanza è che anche loro sono caduti nella trappola tesa dal duo Scopelliti-Talarico. Il risultato? Nessuno concreto, se non che i tempi per la modifica della legge elettorale, tanto necessaria dopo la riduzione a 30 dei consiglieri regionali, si allungheranno ulteriormente. «Ho già convocato per il 7 maggio – va ripetendo adesso il presidente Talarico – la Conferenza dei capigruppo. Nella stessa riunione, inoltre, procederemo quindi a definire, con rigore e puntualità, tempi e modalità per l`approvazione della legge elettorale, dello Statuto in seconda lettura e dell`assestamento di bilancio». Si corre ai ripari dopo il grande caos. Scopelliti, nel frattempo, può rallegrarsi per l`ottima riuscita dell`happening di martedì organizzato in un noto locale di Reggio Calabria per la raccolta fondi in vista della campagna elettorale. Ma la pezza, questa volta, è peggio del buco.

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  • Occhiello Talarico riceve il fax da Scopelliti. Game over per la legislatura. Ma la giornata di caos fa allungare i tempi per la nuova legge elettorale. Scopelliti si consola con la raccolta fondi per la campagna elettorale

La Conferenza dei presidenti dei gruppi del consiglio regionale si é riunita oggi con all`ordine del giorno la discussione sulla legge elettorale, prima della conclusione della legislatura. In avvio dei lavori, il presidente, Francesco Talarico, ha comunicato che «non sono ancora pervenute in consiglio regionale le dimissioni del presidente Scopelliti benchè siano state già protocollate presso la segreteria della giunta regionale. Appena le dimissioni perverranno in Consiglio provvederò tempestivamente a riconvocare la Conferenza dei capigruppo per stabilire, entro dieci giorni, la data della seduta consiliare in cui si dovrà prendere atto, secondo il regolamento, delle dimissioni del presidente della giunta. Nel corso della stessa riunione della Conferenza dei capigruppo, inoltre procederemo quindi a definire, con rigore e puntualità, tempi e modalità per l`approvazione della Legge elettorale, dello Statuto in seconda lettura e dell`assestamento di bilancio».
«Quel che occorre sottolineare - ha aggiunto il presidente Talarico - è che siamo in presenza, per la prima volta, di due novità assolute: le dimissioni del presidente della giunta regionale e l`applicazione delle prescrizioni discendenti dalla legge Severino. Tutto ciò richiede molta cautela nella definizione del corretto percorso da seguire, vista la complessità della normativa vigente che si presta di per sé a molteplici interpretazioni».
Per quanto concerne la legge elettorale, nel corso della Conferenza dei capigruppo è stata illustrata la proposta della maggioranza. Tuttavia, «alla luce delle varie osservazioni avanzate dalle opposizioni e proprio per addivenire ad una legge il più ampiamente condivisa, ben sapendo che si tratta di regole che dovranno durare nel tempo e regolamentare aspetti fondativi della democrazia calabrese - ha ribadito il presidente Talarico - la proposta della maggioranza è stata ritirata in attesa di prossimi confronti che dovranno includere la preferenza di genere e la definizione delle circoscrizioni elettorali». (0030)

CASTROVILLARI Nelus Dudu, il ventiseienne romeno ritenuto responsabile dell`uccisione a Cassano allo Jonio, il 3 marzo scorso, di padre Lazzaro Longobardi, martedì prossimo 6 maggio sarà sottoposto a perizia psichiatrica. Il gip del Tribunale di Castrovillari, Annamaria Grimaldi, questa mattina nel corso dell`udienza di un incidente probatorio ha conferito l`incarico al dottor Paolo De Pasquale di valutare le capacità cognitive dell`imputato, che è difeso dagli avvocati Ugo Anelo e Carlo Salvo. E, soprattutto, se le sue condizioni sono compatibili con la detenzione carceraria o se è necessaria l`applicazione di una misura di sicurezza alternativa.
De Pasquale dovrà depositare la perizia entro l`11 luglio prossimo. (0020)

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  • Occhiello Il gip di Castrovillari ha disposto l`accertamento sul ventiseienne ritenuto responsabile dell`uccisione del parroco a Cassano

COSENZA «Rosanna invece di fare opera di squadrismo a difesa dell’ormai ex  governatore, condannato in primo grado a sei anni, dovrebbe avere meno rispetto dei politici che appartengono alla sua squadra e maggiore rispetto della memoria del padre, il giudice Scopelliti, ucciso dalla ’ndrangheta». È la dura presa di posizione di Angela Napoli nel corso della diretta streaming nella sede centrale dell’Ora della Calabria che ha replicato così al deputato del Nuovo centrodestra Rosanna Scopelliti che sull’Ansa ha criticato i comportamenti dei vertici della Commissione parlamentare antimafia. (0020)

MILANO È terminata con la richiesta di una conferma delle condanne in primo grado di otto imputati, tra cui l`ex giudice del Tribunale di Reggio Calabria Vincenzo Giuseppe Giglio, l`ex consigliere regionale calabrese del Pdl Franco Morelli e il boss Giulio Lampada, la requisitoria del sostituto procuratore generale di Milano Laura Barbaini nel processo in appello sulle infiltrazioni del clan della `ndrangheta Valle-Lampada in Lombardia.
Per l`ex militare della guardia di finanza Luigi Mongelli, il pg ha chiesto una riduzione della pena stabilita in primo grado (da 5 anni e 3 mesi a 4 anni di reclusione). Per altri tre finanzieri, tutti assolti dall`accusa di legami con il clan, ha proposto invece una revisione della sentenza di primo grado e la condanna a 4 anni di carcere.
Vincenzo Giuseppe Giglio e Morelli - per i quali il pg aveva chiesto la conferma delle pene nella scorsa udienza - erano stati condannati rispettivamente a 4 anni e 7 mesi e 8 anni e 4 mesi. L`ex magistrato è accusato di corruzione, rivelazione del segreto d`ufficio e favoreggiamento aggravato per aver agevolato le attività del clan, mentre il politico di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione.
Tra gli altri imputati il boss Giulio Lampada, che gestiva un business di slot machine in diversi bar di Milano, era stato condannato a 16 anni di carcere. Oggi sono iniziate le arringhe dei difensori, che chiedono l`assoluzione in appello perchè, in particolare, «non emerge alcuna prova dell`appartenenza a organizzazioni mafiose». (0020)

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  • Occhiello È terminata la requisitoria del processo di Appello. Per Giglio e Morelli era stata chiesta la conferma della pena disposta in primo grado
Mercoledì, 30 Aprile 2014 19:56

Il doppio gioco del presidente Talarico

Qualcuno corra a informare Franco Talarico, presidente del consiglio regionale della Calabria, che Peppe Scopelliti si è dimesso da governatore e che le sue dimissioni sono state regolarmente protocollate là dove dovevano essere protocollate, vale a dire presso la presidenza della Regione Calabria.
Si obietterà che Talarico lo sa bene, visto che era con Scopelliti a Palazzo Alemanni quando firmava le dimissioni e visto che lo ha seguito anche all`Hotel Guglielmo assistendo alla sua conferenza stampa. Ma pare che quello fosse un sosia, il vero Talarico, l`unico, l`autentico, il sublime, l`ospite fisso de “Le jene” e l`ex abituè del Samart; insomma il presidente che tutti i consessi democratici ci invidiano, non era lì, vagava nei corridoi del consiglio regionale (che mai come in occasioni come questa è bene tornare a chiamare “l`Astronave”) in attesa che il mitico Lopez o chi per lui gli dia notizie.
Non ci credete? Pensate che questa sia solo della facile ironia? Non ha importanza, l`importante è che ci credano i capigruppo consiliari, quelli della maggioranza e quelli della co-maggioranza (chiamarla opposizione sarebbe un insulto a Machiavelli).
Già, la feroce “opposizione”. Il più inesperto dei capigruppo di minoranza ha sulle spalle sei legislature tra Regione e Parlamento. Loiero, poi, è stato anche governatore prima di Scopelliti; Principe assessore regionale, Bova addirittura presidente del consiglio regionale prima dell`avvento del “giovane scrivano lametino”. Eppure questi poveri innocenti si sono fatti gabbare da Talarico (quello vero, non il sosia che stava a Palazzo Alemanni mentre Scopelliti firmava le dimissioni) e hanno abbandonato la conferenza dei capigruppo constatando che non poteva convocarsi il consiglio regionale perché le dimissioni di Scopelliti non si trovano o meglio forse si trovano a Catanzaro ma non a Reggio, forse stanno al protocollo della Regione Calabria ma non a quello del consiglio regionale.
Alla sciatteria politico-istituzionale pare che in Calabria non vi sia limite. E nemmeno al ridicolo degli “appollayatillà”, casta resistente fino alla fusione a freddo tra il deretano e la poltrona. E così ci tocca difendere la correttezza di Scopelliti: se uno è presidente della Regione Calabria e decide di dimettersi da tale incarico, dove volete che le presenti le dimissioni se non al protocollo della Regione Calabria?
La verità è che in queste ore drammatiche (per loro), le già flebili divisioni sono saltate e ogni escamotage è buono per prolungare l`agonia di una legislatura nata male e finita peggio. (0030)

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  • Occhiello di Paolo Pollichieni
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