Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 04 Aprile 2014
Venerdì, 04 Aprile 2014 23:57

Droga e deruba automobilista, arrestata

COSENZA I carabinieri hanno arrestato a Cosenza Mihaela Lacatus, di 27 anni, romena, per rapina aggravata. Le indagini, avviate nel marzo scorso, hanno permesso di scoprire l`ennesimo episodio di una lunga serie di rapine perpetrate ai danni di uomini da parte di giovani ragazze di nazionalità romena. In particolare, la donna aveva richiamato l`attenzione di un automobilista chiedendogli di essere accompagnata in ospedale perche` non si sentiva bene. Giunti vicini al nosocomio, la donna ha detto di sentirsi meglio ed ha chiesto di assere accompagnata al centro commerciale di Zumpano. Giunti a destinazione, la donna ha acquistato una bevanda alcolica, l`ha versata in due bicchieri e l`ha offerta all`uomo.
Quest`ultimo, dopo alcuni sorsi, è caduto in uno stato di quasi incoscienza e debolezza fisica. È stato allora che la donna lo ha derubato del portafoglio con all`interno duecento euro, dandosi alla fuga. L`uomo, consapevole dell`accaduto e in stato psico-fisico di incoscienza, ha cercato di andare verso l`ospedale ma imboccando la direzione opposta, dopo qualche chilometro, ha perso i sensi schiantandosi contro un muro. L`uomo è stato soccorso dai carabinieri che erano alla sua ricerca dopo la denuncia di scomparsa dei familiari che non lo avevano visto rientrare a casa. Nell`immediatezza e nei tre giorni successivi, la vittima non è riuscito a spiegarsi dell`accaduto. Solo i successivi accertamenti dei carabinieri hanno permesso di fare luce sulla vicenda. (0030)

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  • Occhiello Una donna di 27 anni è stata arrestata a Cosenza con l`accusa di rapina aggravata

CATANZARO «L`entusiasmo esibito dal ministro Lorenzin stona con quella che è la realtà che vivono quotidianamente i cittadini che si rivolgono alla sanità calabrese». Lo afferma, in una nota, il segretario regionale del Pd, Ernesto Magorno. «Inviterei il ministro Lorenzin a parlare di sanità calabrese – prosegue Magorno – dopo aver visitato almeno una struttura della nostra martoriata regione, e non solo, come ha fatto a Reggio, dal palco del Teatro Cilea. Probabilmente l`aggettivo che ha accompagnato il suo commento all`operato del commissario ad acta Scopelliti da "strepitoso" sarebbe mutato in "disastroso". Ragionando in maniera esclusivamente ragionieristica il ministro ha snocciolato le cifre dei soldi recuperati con il Piano di rientro. Non dice però, anche perché non conosce la nostra realtà, quanto i calabresi abbiano pagato sulla loro pelle gli effetti dei tagli praticati in termini di aumento della pressione fiscale, di disagi, sacrifici e scadimento della qualità dei servizi. La inviterei a scendere dal palco, quindi, e a constatare la drammatica situazione che vivono i nostri ospedali, nei grandi centri così come nelle zone di "confine", le dotazioni di strumenti, di posti letto, i tempi di attesa per le prestazioni. Laddove, comunque, gli ospedali non sono stati chiusi o depotenziati sempre in virtù dello "strepitoso" lavoro del commissario».
«Così come chiederei al ministro – sostiene ancora Magorno – di vivere insieme a loro le vere e proprie "odissee" che gli utenti vivono nelle Asp e nelle altre strutture territoriali. Comprendo la necessità della Lorenzin di portare "soccorso" al presidente Scopelliti. Mi sarei aspettato, invece, che il ministro avesse preso atto dell`acclarato fallimento di Scopelliti, anche nella sanità, e che lo avesse invitato a dare concretezza al suo annuncio di dimissioni quale premessa di un immediato ritorno al voto. Sarebbe stata questa una notizia davvero "strepitosa" per i calabresi». (0040)

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  • Occhiello Magorno attacca la Lorenzin: non ha preso atto del fallimento del governatore
Venerdì, 04 Aprile 2014 22:05

«Più magistrati a Reggio Calabria»

REGGIO CALABRIA «Il gruppo Pd alla Camera ha chiesto, con un`interrogazione, al ministro della Giustizia, Andrea Orlando di attivarsi per coprire i posti vacanti nel Tribunale di Reggio Calabria». A sottoscrivere la richiesta, tra gli altri, la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi e i deputati Laura Garavini, Alessia Morani, Rosa Calipari, Nicodemo Oliverio, Demetrio Battaglia e Bruno Censore. «Su 50 posti di giudicante, infatti - riporta il testo dell`interrogazione - sono scoperti ben 10 posti e due sono attualmente i magistrati assenti per motivi di salute e per maternità: il 24% dell`organico. In un Tribunale che è continuamente chiamato a giudicare su importanti processi contro la `ndrangheta e che è, ovviamente, competente per tutti gli atti che riguardano un territorio così delicato come quello di Reggio Calabria, è una carenza intollerabile che va sanata a cui si aggiunge una cronica carenza del personale di cancelleria. Lo Stato deve dare risposte efficaci non solo nell`azione della Procura, che sta riportando brillanti successi, ma anche nello svolgimento dei processi che devono essere equilibrati ma, per quanto possibile, rapidi». (0030)

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  • Occhiello Interrogazione dei deputati pd al ministro Orlando: «C`è una carenza intollerabile che va sanata al più presto»
Venerdì, 04 Aprile 2014 21:28

La parata dei big di Ncd a Reggio Calabria

REGGIO CALABRIA “La Calabria prima di tutto” è il titolo scelto per la manifestazione di piazza organizzata dal Nuovo centrodestra. A Reggio Calabria, per il pomeriggio di giovedì 10 aprile, è previsto l’arrivo del coordinatore nazionale del partito Gaetano Quagliariello, dei capigruppo di Camera e Senato rispettivamente Nunzia De Girolamo e Renato Sacconi e del ministro Maurizio Lupi. Con loro ci saranno tutti i dirigenti calabresi di Ncd guidati dal coordinatore regionale Tonino Gentile ma non il leader nazionale Angelino Alfano, che ha scelto di assuemere un profilo più istituzionale di fronte a questa vicenda. La kermesse servirà per esprimere «pieno sostegno e solidarietà» al governatore Peppe Scopelliti dopo la pesante condanna incassata al termine del “processo Fallara”.
Non è escluso che, dopo l’avvio delle procedure di sospensione previste dalla legge Severino, l’occasione non possa tornare utile per ufficializzare la candidatura di Scopelliti alle Europee. La piazza e la città scelte farebbero pensare a questo. Ma prima ci sono da vincere le resistenze interne di chi non vede di buon occhio la discesa in campo di un politico di razza ma pur sempre condannato in primo grado per abuso d’ufficio. (0030)

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  • Occhiello Quagliariello, Lupi, De Girolamo e Sacconi per ribadire stima e vicinanza al governatore. Ma nel manifesto non c`è traccia del leader del centrodestra Alfano

LAMEZIA TERME I mugugni per come Magorno sta gestendo la fase successiva alle dimissioni (solo annunciate) di Scopelliti producono i primi effetti nel Pd calabrese. A prendere posizione ufficiale contro le strategie del segretario è l`“area Canale”, che fa capo all`ex candidato alle primarie per la guida del partito regionale. La strategia attendista di Magorno sembra non convincere affatto, per questo la “corrente” che nel recente passato si è riconosciuta in Gianni Cuperlo sta predisponendo una raccolta firme per la convocazione straordinaria dell`assemblea regionale del partito.
Oggetto: «Proposta e iniziativa del Pd per fronteggiare la drammatica crisi politico-istituzionale della Regione Calabria». Che, in sostanza, è la richiesta ufficiale di un rendez vous democrat, allo scopo di affrontare la fase aperta dalla condanna penale a sei anni di reclusione rimediata da Scopelliti, che a breve farà scattare la sua sospensione dalle funzioni di governatore. Il presidente dell`assemblea regionale del Pd, Peppino Vallone, ha già ricevuto una lettera in cui vengono messe sul tappeto le questioni più urgenti che, finora, Magorno non ha inteso affrontare. «Dopo la sentenza di condanna del presidente Scopelliti e la grave situazione che si è venuta a determinare – è scritto nel documento –, non è stata convocata alcuna riunione degli organismi per consentire una riflessione collegiale attorno all`inedita e straordinaria situazione che si è venuta a creare».
Una bocciatura netta dell`operato di Magorno, insomma, a cui vengono inoltre rimproverate le «continue prese di posizione» assunte sotto la sua «esclusiva responsabilità personale». Protrarre una situazione di questo tipo – continuano i “canaliani” – potrebbe ostacolare il «pieno dispiegamento di una credibile azione politica del Pd calabrese».
L`ipotesi di elezioni regionali anticipate a giugno – così come richiesto con forza dal segretario – richiede poi «che contestualmente sia definito il programma della coalizione di governo e si pervenga rapidamente alla designazione del candidato presidente».
Qui sta il punto cruciale della questione: i più maliziosi ritengono che il temporeggiamento di Magorno sia frutto di una precisa tattica. Più passano i giorni, minore sarà il tempo a disposizione per la convocazione delle primarie per la scelta del candidato alla presidenza della Regione. E, senza consultazioni, l`attuale segretario e parlamentare potrebbe essere la soluzione naturale e obbligata per uscire dall`impasse. La prospettiva sta però scatenando molti mal di pancia, come dimostra la richiesta dell`assemblea straordinaria ufficializzata oggi.
Secondo il regolamento interno del partito, bastano le firme di un quinto dei componenti dell`assemblea, cioè 60 membri, per convocare l`assise regionale. Una volta raggiunte, Magorno potrebbe essere messo alle strette. E forse costretto a spiegare le ragioni di un immobilismo che sta alimentando parecchi sospetti in casa Pd. (0040)

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  • Occhiello L`"area Canale" scrive a Vallone e avvia la raccolta firme. Obiettivo: convocare le primarie del Pd per il candidato governatore. L`attendismo del segretario non convince i dissidenti

CATANZARO La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato, con rinvio, la condanna all`ergastolo inflitta a Domenico Cutrì, il calabrese evaso a Gallarate (Varese) nell`assalto in cui morì il fratello Antonino. L`annullamento riguarda la parte della sentenza relativa al movente per il quale Cutrì fu condannato al carcere a vita. Lo hanno reso noto i difensori di Cutrì, gli avvocati Armando e Clara Veneto. Cutrì, comunque, resta in carcere. (0050)

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  • Occhiello Decisione della Cassazione per il calabrese evaso a Gallarate nell`assalto in cui morì il fratello Antonino
Venerdì, 04 Aprile 2014 20:32

Aree inquinate, al via il controllo aereo

REGGIO CALABRIA Un elicottero AS350 B3, con un`apparecchiatura appesa a cavi d`acciaio, sta sorvolando in questi giorni i cieli di Calabria. Si tratta di un mezzo aereo della società specializzata che per conto del ministero dell`Ambiente e dell`Arpacal è impegnata nel controllo di aree sensibili del territorio calabrese. Aree, è scritto in una nota, «indagate dall`alto attraverso l`ausilio di un gradiometro, uno strumento tridirezionale dotato di sensori magnetici ai vapori di potassio a pompaggio ottico, le cui elevate prestazioni, e la particolare configurazione dei tre sensori, permettono l`identificazione con altissima precisione delle masse metalliche sepolte». «Si tratta - ha sostenuto nella nota il presidente della quarta commissione consiliare regionale Ambiente e territorio, Gianluca Gallo - di una campagna di monitoraggio di cui, nel corso di diverse sedute della Commissione e, da ultimo, anche in seduta congiunta con la Terza Commissione, avevamo sollecitato l`avvio. Confidiamo che dagli accertamenti in corso possano emergere le risposte a tanti misteri, tali o presunti tali, che negli ultimi anni hanno interessato diversi comprensori della nostra regione». L`iniziativa rientra nel progetto per la fornitura e l`individuazione di aree potenzialmente inquinate, finanziato attraverso i fondi del Pon Sicurezza. Alle aeree inizialmente selezionate per essere sottoposte allo screening aereo l`Arpacal e la Quarta commissione avevano richiesto si aggiungessero altri lembi di territorio, ed altri ancora se ne aggiungeranno nelle settimane a venire, «alla luce delle criticità emerse negli ultimi anni dall`attento lavoro dell`Arpacal stessa o da indagini giudiziarie», precisa Gallo. L`ambito delle ricerche si è così allargato: il gradiometro è al momento impegnato a passare alle lenti dei suoi sensori una ventina di aeree sparse in tutta la Calabria, di estensione pari a circa 3.000 chilometri quadrati. La più vasta, pari a poco più di 1000 kmq, si trova nel Cosentino ed interessa i comuni affacciati lungo il corso del Crati. In essa sono ricompresi anche i centri di Cassano Ionio e Cerchiara di Calabria, nel recente passato interessati dalla presenza di siti abusive di ferriti di zinco. Nell`elenco figurano inoltre l`alto Tirreno cosentino, la piana di Lamezia, alcune zone del Crotonese e del Catanzarese, diversi centri dello Ionio reggino (tra cui Monasterace e Stilo), un`ampia porzione della piana di Gioia Tauro. «Dalle ricerche in atto - conclude Gallo - ci attendiamo chiarimenti in ordine a tanti dubbi ancora irrisolti. Nei prossimi giorni, d`intesa con la Terza Commissione presieduta dal collega Pacenza e di concerto con l`assessore regionale all`ambiente Franco Pugliano, al dirigente del settore ambiente, Bruno Gualtieri, e al direttore generale dell`Arpacal, Sabrina Santagati, porteremo avanti le iniziative già programmate, procedendo a nuove audizioni affinchè tutto avvenga nella massima trasparenza e con l`impegno ad individuare le soluzioni necessarie a garantire la tutela dell`ambiente e della salute pubblica». (0090)

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  • Occhiello Un elicottero dotato di specifiche apparecchiature di monitoraggio ambientale sta sorvolando i territori calabresi oggetto di inchieste giudiziarie. Il presidente della commissione Ambiente Gallo: permetterà di chiarire molti misteri calabresi

CATANZARO È partita la procedura che porterà alla sospensione per 18 mesi del presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, a seguito della condanna a sei anni di reclusione per abuso d`ufficio e falso inflittagli il 27 marzo scorso dal Tribunale di Reggio Calabria. Il prefetto di Catanzaro, Raffaele Cannizzaro, ha ricevuto stamattina dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria il dispositivo della sentenza di condanna e lo ha trasmesso alla presidenza del Consiglio dei ministri. Il prefetto Cannizzaro ha trasmesso il dispositivo della sentenza di condanna di Scopelliti al Dipartimento per gli Affari regionali della Presidenza del Consiglio.
In base a quanto stabilisce la legge Severino, è il presidente del Consiglio, sentiti i ministri per gli Affari regionali e dell`Interno, che adotta il provvedimento di sospensione. Lo stesso provvedimento viene poi notificato al presidente del Consiglio regionale per gli adempimenti conseguenti. Il provvedimento di sospensione di Scopelliti, secondo quanto ha affermato mercoledì scorso alla Camera dal ministro per gli Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta, rispondendo ad un`interrogazione del Movimento 5 Stelle, «sarà emanato senza indugio». L`accelerazione potrebbe spingere Scopelliti a protocollare presto le dimissioni annunciate la scorsa settimana, dopo la sentenza incassata al termine del primo grado del "processo Fallara". (0030)

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  • Occhiello Il prefetto di Catanzaro ha ricevuto il dispositivo della sentenza e lo ha trasferito a Palazzo Chigi. Ora si attende il provvedimento del Consiglio dei ministri

PAOLA (COSENZA) La Procura della Repubblica di Paola ha chiuso le indagini nei confronti di due persone indagate nell`ambito dell`inchiesta sull`aggressione subita il 14 marzo scorso dal cronista del Paolo Orofino.
Ai due indagati è stato notificato l`avviso di conclusione indagini nel quale si contestano, a vario titolo, i reati di tentata violenza privata, minacce e percosse.
Il 14 marzo scorso Orofino era con altri colleghi e si stava interessando della vicenda delle consulenze dell`Azienda sanitaria provinciale di Cosenza. Improvvisamente uno dei due indagati gli impedì di scattare una fotografia, mentre l`altro lo colpì con uno schiaffo. L`episodio fu denunciato ai carabinieri che avviarono le indagini e, dopo poche ore, identificarono le due persone responsabili dei fatti. (0020)

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  • Occhiello Due indagati a Paola. L`aggressione a Paolo Orofino risale al 14 marzo scorso
Venerdì, 04 Aprile 2014 18:41

Date una casa a chi non ce l`ha

Tra le più evidenti conseguenze della crisi politica, economica ed occupazionale di questi anni, non possiamo non considerare il progressivo sfaldamento di quei diritti che sembravano accessibili e percorribili e che, invece, ora sono negati di fatto o, addirittura, abrogati dalle norme e dai poteri.
Nell’ultimo decennio, a Cosenza, è esplosa una vera e propria crisi abitativa, persino più grave che in altre città meridionali, perché si è realizzata mentre andava avanti una cementificazione del tutto irrazionale. A causa della crescente (e ignorata) disoccupazione e di prezzi al di fuori di ogni portata, il dramma di non avere una casa è diventato il vissuto comune di migliaia di persone.
Non avere dove stare è diventato un problema, senza distinzioni di sesso, religione, etnia e provenienza economica e sociale. Abbiamo detto basta a questo stato di cose; continueremo a dirlo sempre più forte, convinti che sia l’unico modo per affrontare e sconfiggere i disagi, i soprusi e la miseria.
A Cosenza i movimenti che si occupano del diritto alla casa hanno creato riconoscibili situazioni di condivisione, di riappropriazione di spazio pubblico e di riaffermazione della dignità  di ciascuno. Andando contro tutte le logiche profittatorie e parassitarie. Le stesse che hanno fatto moltiplicare, nell’area urbana, gli immobili colpevolmente inutilizzati e abbandonati, anche quando di proprietà pubblica e di grandi dimensioni.
Questa vitale mobilitazione sta avvenendo in un periodo difficile per il nostro Paese. Mentre si moltiplicano le iniziative di lotta, che focalizzano temi reali come la casa, l’ambiente e il reddito, viene fomentata dalla politica la pesante criminalizzazione giudiziaria di chi si impegna costantemente per i diritti sociali di tutti, soprattutto di quelli che ne sono colpevolmente e violentemente privati.
Gli sforzi di questi mesi ci consentono di reagire a un clima del genere e di affrontare seriamente l’eccesso di repressione che connota le iniziative a favore delle questioni sociali. L’inasprirsi delle sanzioni e il rifiuto di dialogare con i movimenti, come quelli degli inquilini, dei migranti e dei precari, non fanno altro che peggiorare le cose.
Per affrontare di petto la questione abitativa, sempre più grave nella nostra città, Noi, attivisti nei comitati di lotta, volontari accanto alle minoranze aggredite, giornalisti, docenti cattolici o laici, legali, esponenti del terzo settore, di tutte le fedi e di nessuna fede, ciascuno impegnato nelle proprie attività e nelle proprie rivendicazioni con amore e dedizione, accomunati solo dal bisogno di giustizia, abitanti tutti di Cosenza, chiediamo agli enti, alle associazioni, alle parrocchie, alle persone di buona volontà di ogni Chiesa o istituzione, di rendere disponibile alla fruizione collettiva quanto dei rispettivi e spesso ingenti patrimoni immobiliari sia dichiaratamente inutilizzato. Al solo scopo di alleviare le gravissime sofferenze di chi non ha un tetto sotto cui dormire, spazi per la socializzazione, nonché le minime garanzie che pure tutti, a parole, si impegnano ad assicurare.
Alle autorità, al Prefetto ed alla Procura di Cosenza, ai rappresentanti istituzionali ed alle più alte cariche ecclesiastiche chiediamo di gestire il rapporto con occupazioni di immobili come quelli delle ex Canossiane e di via Don Minzoni in continuità con quanto già avvenuto in occasione di altre situazioni di conflitto sociale avvenute in tempi recenti a Cosenza: attraverso il dialogo, i metodi democratici, cercando cioè delle soluzioni abitative concrete per le famiglie occupanti. Soprattutto, evitando sgomberi e qualsiasi altro tipo di azione coercitiva. In quei palazzi occupati abitano famiglie formate da donne, bambini, uomini onesti che non possono permettersi né il costo di un affitto, né un mutuo, né sarebbe degno di una società civile relegarli a vivere in un dormitorio pubblico o sotto i ponti della nostra città. (0070)

(seguono 39 firme, l’elenco è in costante aggiornamento)

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  • Occhiello lettera firmata
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