Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Domenica, 06 Aprile 2014

«Scopelliti non ha alternative, deve ratificare subito le dimissioni e far si che i calabresi già a giugno possano esprimersi con il voto, lo abbiamo detto e lo ripeteremo più e più volte fino a che questo avverrà». Lo sostiene, in una nota, il segretario regionale del Pd Ernesto Magorno. «I calabresi - prosegue - vogliono chiarezza e hanno un gran desiderio di voltare pagina. Il Pd è pronto a rendersi interprete del cambiamento attraverso la costruzione di un programma credibile e innovativo e di una grande alleanza civica e democratica». Sulle vicende calabresi, è scritto in una nota, si era espresso il vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini che in una comunicato stampa aveva dichiarato «pieno appoggio alla mobilitazione organizzata dalla segreteria calabrese del Pd per accelerare il percorso verso nuove elezioni, anticipandole al mese di giugno. Questo è il momento della chiarezza e non degli attendismi. E` indispensabile ridare al più presto voce ai cittadini calabresi in modo da permettere a un nuovo governo di mettersi al lavoro con la legittimazione necessaria a risolvere i loro problemi». Il Pd ha promosso una iniziativa pubblica, sul tema "dopo il fallimento del centrodestra", in programma domani a Lamezia Terme e che vedrà gli interventi di Magorno e Guerini. Prevista anche la partecipazione di parlamentari, consiglieri regionali, segretari di federazione e di circolo e di esponenti del partito.

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  • Occhiello Domani a Lamezia manifestazione del Pd sul tema "dopo il fallimento del centrodestra"

Il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti ha presentato i risultati della prima fase del progetto di iniziativa della Regione in collaborazione con l`ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine organizzato (Unodc). Nel corso di una tre giornate di incontro - informa una nota dell`ufficio stampa della giunta - sono state elaborate una serie di raccomandazioni che saranno oggetto di successivo sviluppo e approfondimento nel corso dei prossimi due anni di lavoro. L`intera iniziativa si basa sul lavoro già avviato dall`Unodc e dagli Stati membri dell`Onu in questo campo, con particolare attenzione alla Stolen asset recovery initiative (Star) e dalla Banca mondiale. Le linee guida definitive per tale modello sono sostenute dalla Conferenza degli stati parte della Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione. «Il lavoro avviato in questi giorni a Reggio - afferma Scopelliti - è stato finalizzato all`individuazione delle buone pratiche sulla gestione e destinazione di beni sottratti illecitamente e di derivazione criminale e alla cooperazione internazionale e giudiziaria sui beni sequestrati e confiscati. L`obiettivo principale del progetto è la produzione di linee guida che stabiliscano degli standard e contengano modelli di riferimento, così come piani d`azione nazionali generali, rapporti su buone pratiche e materiale di formazione per addetti ai lavori nella gestione, utilizzo e destinazione di beni sottratti illecitamente o di derivazione criminale». «Gli esperti - continua Scopelliti - hanno condiviso le proprie esperienze lavorative nei rispettivi sistemi nazionali e hanno descritto il modo in cui tali sistemi interagiscono tra loro, nella localizzazione e gestione dei beni, quando è richiesta cooperazione internazionale. Le fasi successive del progetto vedranno ancora Reggio Calabria protagonista di un progetto di respiro internazionale che cercherà di cambiare il circuito vizioso dell`economia criminale in circolo virtuoso di economia pulita e legalità. Ho fortemente voluto che fosse la Regione Calabria l`ente promotore di questo ambizioso progetto che, oltre ad armonizzare le buone pratiche internazionali sull`utilizzo dei beni confiscati attraverso un`unica cabina di regia, ha fatto emergere in tutto il mondo la voglia ed il bisogno di legalità che esprime questo territorio». «Questi importantissimi incontri proseguiranno nei prossimi anni - conclude Scopelliti - ed è l`ennesima dimostrazione che gli effetti delle azioni poste in essere da questa amministrazione continueranno a produrre effetti positivi anche in futuro».
Il gruppo di esperti formatosi in questi giorni a Reggio Calabria è costituito da magistrati, studiosi, funzionari governativi e professionisti coinvolti nella localizzazione e sequestro dei beni. Gli esperti provengono da enti che si occupano della gestione di beni sequestrati e confiscati. Presenti numerose delegazioni governative, i rappresentanti dello StAR (Stolen Assett recovery), della Banca Mondiale, della Financial Action Task Force (Fatf), dell`Arab Forum for Asset Recovery, delegazioni di organizzazioni quali la Camden Assets Recovery Interagency Network (Carin) e l`Asset Recovery Interagency Network Asia Pacific (Arinap); rappresentanti della Polizia Federale Belga, della Commissione contro la corruzione della Repubblica dell`Indonesia, i delegati della segreteria generale dell`Interpol ed Europol, i delegati della Commissione contro i crimini finanziari della Nigeria, l`Agenzia nazionale contro gli stupefacenti della Colombia. Presenti anche alcune associazioni del terzo settore come Libera e Avviso Pubblico. Ulteriore tema di trattazione della riunione è stata la "confisca senza condanna", prevista già in diversi Stati (Irlanda, Albania, Colombia, Liechtenstein, Thailandia, Stati Uniti, Sud Africa), strumento fondamentale per il sequestro dei proventi della corruzione, soprattutto quando il responsabile del reato non è perseguibile in quanto deceduto, latitante o immune dalla giurisdizione o quando i beni sono stati trasferiti all`estero. Tutte le indicazioni emerse nel corso dell`incontro sono state riassunte dalla relazione del professore Enzo Ciconte che ha descritto le conseguenze economiche dei nuovi mercati criminali sulla corruzione e sull`espansione delle mafie e dalle conclusioni del Procuratore Federico Cafiero de Raho.

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  • Occhiello Progetto della Regione in collaborazione con l`ufficio delle Nazioni unite contro la droga e il crimine organizzato

La Procura di Cosenza ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di 10 persone coinvolte nella morte di Cesare Ruffolo, avvenuta nel luglio del 2013 a seguito di una trasfusione contaminata dal batterio gram-negativo "serratia marcescens". Le indagini, coordinate dai sostituti procuratori Salvatore Di Maio e Paola Izzo, sono state condotte dai carabinieri del Nas di Cosenza. Nell`inchiesta sono indagati i vertici e alcuni medici dell`Azienda ospedaliera di Cosenza.
I magistrati della Procura di Cosenza per come si legge nell’avviso di conclusione delle indagini notificato nel febbraio scorso contestano il reato di rifiuto di atti d`ufficio al direttore generale dell`azienda ospedaliera, Paolo Maria Gangemi, al direttore sanitario aziendale Francesco De Rosa e al direttore del centro trasfusionale dell`azienda ospedaliera Marcello Bossio. In particolare, la Procura ha contestato la mancata adozione di un adeguato piano di azioni correttive rispetto a 65 criticità rilevate sin dal settembre del 2012 da una struttura di controllo della Regione Calabria durante una visita ispettiva presso il servizio trasfusionale. Il reato di omessa denuncia di reato è stato ipotizzato a carico  del direttore del dipartimento sanitario di medicina, Pietro Leo, e al responsabile Ssd rischio clinico, Addolorata Vantaggiato, perché dopo la morte di Cesare Ruffolo non hanno proceduto a nessuna comunicazione all`autorità giudiziaria. I magistrati hanno mosso l`accusa di somministrazione di medicinali guasti nei confronti del direttore medico di presidio unico dell`ospedale Annunziata di Cosenza, Osvaldo Perfetti, e del direttore dell`Uoc di immunoematologia, Marcello Bossio. Secondo l`accusa i due, pur essendo a conoscenza della contaminazione delle sacche ematiche contaminate, non adottavano alcuna misura idonea ad impedirne l`utilizzo. A Bossio e Perfetti viene contestato anche il reato di morte in conseguenza di altro reato doloso. A Mario Golè e Maria Maddalena Guffanti, rispettivamente legale rappresentante e direttore di produzione tecnica della "Germo spa", si contesta il reato colposo di commercio e distribuzione di sostanze adulterate in modo pericoloso per la salute pubblica. Nei confronti di Salvatore De Paola e Luigi Rizzuto, rispettivamente direttore sanitario e dirigente medico in servizio presso il presidio ospedaliero di San Giovanni in Fiore, si contesta l`omicidio colposo. Secondo la Procura i due avrebbero permesso che la raccolta, il prelievo e la conservazione del sangue avvenissero in locali e condizioni inidonee, in violazione della normativa speciale dettata in materia. Ai due medici vengono contestate anche le lesioni personali colpose ai danni di Francesco Salvo, il quale, nel giugno del 2013, a seguito di una trasfusione di sangue contaminato, subì uno shock settico.

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  • Occhiello Dieci le persone che rischiano il processo per la morte di Cesare Ruffolo, avvenuta nel luglio del 2013 a seguito di una trasfusione contaminata
Domenica, 06 Aprile 2014 19:13

LEGA PRO | Sorride solo il Catanzaro

In Lega Pro sorride solo il Catanzaro che conquista un buon punto sul difficile campo di Benevento. Male invece le due calabresi di Seconda Divisione Vigor Lamezia e Cosenza. Tonfo casalingo per i biancoverdi. Succede tutto nel secondo tempo, sono proprio i padroni di casa a passare in vantaggio con Scarsela. Ma neanche il tempo di mettere la palla al centro che il Messina pareggia grazie a un autogol di Romano. In zona Cesarini arriva la beffa: i siciliani conquistano i tre punti con una rete di De Vena.
Torna sconfitto da Ischia anche il Cosenza. Dopo appena 5 minuti è Rainone a portare in vantaggio i campani. I rossoblù si lanciano all`attacco, ma senza successo. A chiudere l`incontro è Armeno che è lesto ad approfittare di un retropassaggio azzardato della difesa cosentina.
Un Catanzaro quadrato ha concesso pochissimo al Benevento. Da segnalare nel primo tempo un palo colpito dai padroni di casa con Doninelli. Risponde Madonia che da buona posizione manda a lato. Nel secondo tempo pochi pericoli per Bindi, mentre è Russotto su punizione a provocare qualche brivido ai beneventani.

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  • Occhiello I giallorossi strappano un punto a Benevento. Sconfitte Vigor Lamezia e Cosenza

Abusivismo diffuso e una legge regionale rimasta chiusa in un cassetto, in queste condizioni la Calabria affronta il pericolo terremoto. A porre l’accento sulle carenze di programmazione della regione è il geologo Carlo Tansi. «In Calabria – ha spiegato l’esperto all`Adnkronos - è stata in vigore sin dal 1994 una assurda legge regionale che ha legittimato la costruzione di edifici non conformi alle prescrizioni antisismiche dettate dalla normativa, in quanto la legge prevedeva che soltanto il due per cento dei progetti presentati al Genio civile di Cosenza venissero controllati, lasciando il restante 98 per cento privo di qualsivoglia controllo».
«Mi sono battuto per anni – racconta ancora Tansi - affinché questa legge regionale venisse cambiata, e ho duramente criticato la precedente amministrazione regionale di centrosinistra guidata da Agazio Loiero che però poi, sul finire della legislatura, dopo tante sollecitazioni, ha cambiato questa legge approvando in consiglio regionale una nuova legge sismica che impone il controllo di tutti i progetti». La situazione, tuttavia, non è stata risolta. «Questa legge - lamenta il geologo - non è mai stata applicata perché poi ci sono state le elezioni, è arrivata la nuova giunta attualmente in carica di centrodestra guidata da Giuseppe Scopelliti e anziché applicare subito una legge che considero urgente e prioritaria in modo assoluto, ne ha rinviato, a tutt`ora, l`applicazione».
Mentre la legge, da ormai cinque anni, attende di essere applicata «in Calabria sono state censite 120mila case fantasma, cioè case che non sono controllate perché costruite abusivamente, e di certo queste case non saranno in grado di resistere a terremoti un po` più violenti della media. Non si sa qual è la qualità del calcestruzzo utilizzato per queste costruzioni, perché non sono soggette a controlli, e non si può sapere se rispettano o meno la normativa antisismica».
Quanto al terremoto avvenuto ieri in Calabria, con epicentro nel mar Ionio, Tansi spiega: «Ogni terremoto o raggruppamento di terremoti (quando i terremoti sono particolarmente diffusi si parla di “sciami sismici”) è determinato da una faglia che si sta muovendo. La faglia che si è mossa è molto profonda ed è situata a mare, a pochi chilometri dalla costa ionica catanzarese (al largo di Isola Capo Rizzuto). Nonostante la magnitudo relativamente elevata (M=5.1), la scossa, di magnitudo superiore al più noto terremoto del Pollino (M=5.0), non ha fatto danni perché ha avuto ipocentro molto profondo (66 km) e, per questo, rispetto al terremoto del Pollino (con ipocentro profondo meno di 10 km), la violenza del terremoto è stata attenuata dalla notevole distanza percorsa dalle onde sismiche che hanno dissipato la loro energia». La profondità dell`ipocentro «è un parametro fondamentale per capire quanto un terremoto possa essere distruttivo: più la scossa è profonda, più le onde sismiche devono “camminare” per arrivare in superficie, e dovendo fare un percorso maggiore dissipano la loro energia, diventando meno distruttive. Inoltre più profondo è il terremoto, più ampia è l`area in cui viene avvertito. Il cosiddetto “cono sismico” si allarga quanto più è profondo il sisma, per questo la scossa delle 12.24 di ieri è stata avvertita in gran parte del Sud dalla Puglia alla Sicilia».

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  • Occhiello Il geologo Tansi: «La giunta Scopelliti ha rinviato l`applicazione della norma predisposta da Loiero»

Poca trasparenza e rischio corruzione, questa la fotografia delle Aziende sanitarie della Calabria che emerge dallo studio di Libera e Gruppo Abele che hanno monitorato la trasperenza delle Asl nell`ambito della campagna "Riparte il futuro contro la corruzione". Ebbene, i dati non sono incoraggianti: solo 18 aziende pari al 7,4% - denuncia lo studio - hanno soddisfatto tutti i criteri. 28 le aziende ancora a quota zero. Da qui il monito di Libera e Gruppo Abele: <>.
La fotografia scattata da Libera e Gruppo Abele presenta un Paese che sul fronte della trasparenza delle aziende sanitarie ha ancora molto da fare. Soltanto 18 aziende, infatti, il 7,4% sul totale, hanno raggiunto il 100%, soddisfacendo (completamente e non solo in parte) i cinque criteri. Il 21,9% delle aziende è al 75%, il 34,3% ha raggiunto il 50% e il 24,8% è al 25%. Ventotto aziende, invece, l`11,6% sul totale, non hanno soddisfatto nessun criterio e sono ferme a quota zero. Analizzando nel dettaglio i cinque criteri, il dato migliore risulta quello relativo alle liste di attesa che, ancorché differenti nel formato e nella analiticità informativa, risultano pubblicate dal 76,86% delle strutture, con quattro regioni (Basilicata, Trentino Alto Adige, Umbria e Valle D`Aosta) al 100%. Ancora indietro Calabria al 33% e Marche al 25%, fanalino di coda il Molise con l`0%. Il criterio sulla trasparenza della pubblicazione di bandi e concorsi, sempre in base allo studio, risulta soddisfatto dal 50% delle strutture con nessuna Regione che raggiunge il 100% e con il Molise e Valle D`Aosta a quota zero. Il 31,40% delle aziende hanno soddisfatto il criterio sulla pubblicazione del bilancio con l`Umbria unica regione a livello nazionale che raggiunge il 100%, mentre sono ben sei le regioni, (Abruzzo, Campania, Calabria, Liguria, Molise e Valle D`Aosta) che sono ancora al palo a quota zero. Il 30,58% delle aziende sanitarie hanno pubblicato e aggiornato annualmente l`elenco delle strutture sanitarie private accreditate, con le migliori percentuali in Veneto (62,5%) Emilia Romagna (61%) e Umbria (50%) con quattro regioni, (Campania, Abruzzo, Molise, Valle D`Aosta) ancora a quota zero.
Il quinto e ultimo parametro riguarda l`organizzazione da parte delle Asl, almeno una volta all`anno, delle giornate della trasparenza, un evento aperto alle associazioni e alla cittadinanza per rendere pubbliche e discutere le politiche di trasparenza e anticorruzione, l`erogazione dei servizi e le spese: l`hanno organizzata solo l`1,65% delle Aziende.
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  • Occhiello Studio di Libera e Gruppo Abele, manca ancora la pubblicazione dei bilanci

La Guardia costiera ha soccorso un marittimo infortunato al largo delle coste della Calabria. L`allarme è stato lanciato dal mercantile Seyma battente bandiera maltese e diretto in Algeria che si trovava al largo di Punta Stilo. La Capitaneria di porto di Reggio Calabria ha messo in contatto la nave con il Centro internazionale radio medico ed ha disposto l`invio di una motovedetta da Roccella Ionica. Il marittimo è stato trasbordato sull`unita` militare e condotto in porto.

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  • Occhiello Ferito un marittimo che è stato trasferito su una nave militare e condotto in porto
Domenica, 06 Aprile 2014 12:08

Altre due scosse spaventano la Calabria

La Calabria continua a tremare, dopo il forte sisma di sabato altre due scosse di minore potenza sono state registrate dai sismografi. Un terremoto di magnitudo 2.4 è stato registrato questa mattina alle 7.19 nel Golfo di Sant`Eufemia, al largo delle coste tirreniche della Calabria dalla rete sismica dell`Ingv. L`evento si è verificato ad una profondità di oltre 169 chilometri. In precedenza, alle 2.15 l`Ingv ha registrato al largo della costa calabrese occidentale una scossa di magnitudo 2.7. Tra i comuni compresi nel raggio tra 10 e 20 chilometri dall`epicentro, Drapia, Joppolo, Tropea. La scossa si è verificata ad una profondità di 149 chilometri.

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  • Occhiello Questa volta i sisma hanno interessato la costa tirrenica