La moglie di Scopelliti indagata per riciclaggio

Avviso di garanzia e sequestro di 100mila euro per Barbara Varchetta. L'ex governatore sotto inchiesta per mancata esecuzione di un provvedimento del giudice. Lo scandalo Italcitrus inguaia (di nuovo) l'ex sindaco di Reggio e la sua famiglia. La difesa: nessun illecito

Lunedì, 09 Gennaio 2017 18:06 Pubblicato in Cronaca
Barbara Varchetta e Giuseppe Scopelliti Barbara Varchetta e Giuseppe Scopelliti

REGGIO CALABRIA L'onda lunga del guaio Italcitrus travolge anche Barbara Varchetta, la moglie dell'ex governatore ed ex sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti. Per ordine della Procura di Reggio, la Guardia di finanza le ha sequestrato 100 mila euro, notificandole contestualmente un avviso di garanzia per riciclaggio. Indagato anche Scopelliti per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice.
Tutto nasce dalla sentenza con cui la Corte dei Conti ha condannato l'ex sindaco a pagare 300 mila euro di risarcimento danni, in qualità di responsabile dell'acquisto dell'ex fabbrica per la trasformazione degli agrumi Italcitrus. Nel 2003 quell'operazione – costata 2 milioni e mezzo di euro, cioè esattamente la somma chiesta dall'imprenditore Emidio Francesco Falcone, grazie ad una perizia che stabilì che il valore dell'immobile era esattamente pari a quanto chiesto dal proprietario – venne definito necessario perché proprio lì avrebbe dovuto sorgere una fantomatica sede Rai. Ma nessuno da viale Mazzini si è mai trasferito in riva allo Stretto, tanto meno quell'immobile ormai in rovina, è mai stato destinato ad altro uso.
Con il passare degli anni, la struttura – costruita in eternit – è stata lasciata a marcire, mentre le intemperie hanno portato alla luce l'anima di cemento e amianto che – stando ai progetti all'epoca annunciati – avrebbe dovuto essere rapidamente bonificata. Un pessimo affare per l'allora giunta Scopelliti, ma soprattutto per l'allora sindaco condannato a pagare un salatissimo risarcimento danni. Ma si è sempre rifiutato di farlo. Anche il precetto inviato dal Comune è stato bellamente ignorato dall'ex sindaco, cui è stato inevitabilmente notificato poco dopo il pignoramento presso terzi, con tanto di ingiunzione ad astenersi dal sottrarre le somme depositate presso banche. Ordine ignorato da Scopelliti, che il 23 settembre e il 2 ottobre 2014 (quindi in prossimità della notifica dell'atto di pignoramento) ha richiesto e ottenuto il rimborso di una polizza vita, per l'ammontare di 15.055,48 euro e di titoli del controvalore di 80milaeuro, girando il tutto con un bonifico alla moglie, che lo stesso giorno ha investito 80mila euro in una polizza assicurativa a proprio nome. Manovre che non sono sfuggite alla Guardia di finanza, che ai coniugi ha oggi presentato il conto. Insieme ad un avviso di garanzia.

«NON HO SOTTRATTO BENI AI CREDITORI» «Con riferimento alla notizia relativa al provvedimento di sequestro eseguito a mio carico, apparsa sulle principali testate giornalistiche, ritengo doveroso precisare come la finalità della operazione bancaria eseguita non sia assolutamente da riconnettersi alla volontà di sottrarre beni alla legittima esecuzione dei creditori bensì giustificata da esigenze personali e familiari». Lo afferma, in una nota, Barbara Varchetta. «A dimostrazione di ciò, infatti - prosegue - giova precisare come l'operazione oggetto di contestazione sia stata effettuata per il tramite di operatori finanziari autorizzati - istituto di credito - con modalità che l'hanno resa perfettamente tracciabile. Ove la mia volontà fosse stata di segno opposto, ben altre sarebbero state le modalità della mia condotta e, al contempo, non sarebbero state precedentemente offerte ampie garanzie a tutela dei creditori interessati. Resto fiduciosa nell'operato della magistratura, i cui rimedi processuali sono stati già azionati dai miei legali».

Alessia Candito
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