Un'assunzione negata dietro l'intimidazione a Granata

Il processo sull'incendio dell'auto del presidente del consorzio Valle Crati. Ascoltato in Aula l'autista del deputato Aiello. A lui si sarebbe rivolto l'uomo accusato del gesto 

Giovedì, 16 Febbraio 2017 17:38 Pubblicato in Cronaca

COSENZA Francesco Pezzulli avrebbe telefonato più volte ad Amedeo Girimonte, autista dell'attuale deputato del Pd Ferdinando Aiello, affinché intercedesse con il presidente di Valle Crati per essere assunto nuovamente al Consorzio. Lo ha ribadito, nell'aula 9 del Tribunale di Cosenza, lo stesso Girimonte nel corso del processo a carico di Pezzulli, accusato di tentata estorsione ai danni di Maximiliano Granata, il presidente della Valle Crati, il consorzio che si occupa di smaltimento dei rifiuti liquidi e solidi urbani.
All'avvocato Granata (parte civile) il 5 maggio di un anno fa, è stata incendiata l'automobile, un'Audi A6, che era parcheggiata sotto la sua abitazione in via Coletta, nella città dei Bruzi. Dopo un'intensa attività di indagine, condotta dal sostituto procuratore Donatella Donato e coordinata dall'aggiunto Marisa Manzini, il lavoro degli inquirenti si è concentrato sul ruolo di Granata nel Consorzio e sul rapporto con alcune cooperative.
Secondo l'impianto accusatorio, Pezzulli – ex dipendente della cooperativa che lavorava alla vigilanza dell'impianto di Coda di Volpe – non avrebbe accettato di non essere stato riassunto da Granata perché, a un certo punto, il Consorzio non rinnovò i contratti ad alcune cooperative tra le quali anche quella in cui lavorava Pezzulli. Ma quest'ultimo avrebbe preteso da Granata di essere riassunto e a un suo diniego avrebbe cominciato a telefonarlo e assillarlo. Una serie di richieste che – per l'accusa – sarebbero poi culminate nel gesto di incendiare l'automobile del presidente. A riprova di ciò ci sarebbero diverse intercettazioni telefoniche e gli elementi forniti da un testimone che avrebbe visto quella notte una persona scendere da una automobile rossa con un contenitore di benzina e appiccare fuoco all'Audi di Granata. Gli inquirenti sono riusciti poi a risalire al proprietario di quell'auto e a identificare quella persona in Pezzulli (difeso dall'avvocato Nicola Mondelli).
Il collegio (presieduto dal giudice Enrico Di Dedda) e il pm Donatella Donato, hanno ascoltato l'autista dell'onorevole Ferdinando Aiello, che ha ribadito l'esistenza di queste telefonate e richieste insistenti di Pezzulli per essere riassunto. È stata poi ascoltata una persona che ha visto nel luogo dell'incendio un'auto uguale a quella di Pezzulli. A lui sono state mostrate diverse fotografie e l'avvocato Mondelli, difensore di Pezzulli (che era presente in aula) lo ha incalzato con diverse domande. Infine sono stati ascoltati alcuni poliziotti che hanno fatto le indagini e che hanno individuato l'automobile di Pezzulli. Il processo è stato aggiornato al prossimo 16 marzo.

mi. mo.