Gioia Tauro, un’altra sconfitta per la Buona scuola

Accolto il ricorso di un’insegnante trasferita in Veneto. Era stata scavalcata da alcune colleghe che avevano un punteggio inferiore. Ma l’algoritmo ha sbagliato 

Sabato, 18 Marzo 2017 18:13 Pubblicato in Cronaca

GIOIA TAURO È stato accolto il ricorso di un'insegnante calabrese che era stata trasferita in Veneto. A darle ragione, il Tribunale di Treviso, sezione Lavoro, che ha accolto il ricorso presentato dal legale della docente, l'avvocato Renato Bellofiore del foro di Palmi, con il quale si chiedeva il riconoscimento del diritto della sua assistita ad una sede d'insegnamento vicina alla propria residenza e la dichiarazione di illegittimità dell'assegnazione a Treviso effettuata dal Miur attraverso il famoso algoritmo.
A presentare il ricorso, con il patrocinio dall'avvocato Renato Bellofiore, S. A., docente di Gioia Tauro, mandata a insegnare a migliaia di chilometri dalla propria residenza. La docente, proveniente dalle cosiddette Gae (graduatorie a esaurimento) era stata immessa in ruolo con il piano ministeriale straordinario nello scorso anno scolastico e, nonostante la preferenza per le sedi calabresi era stata trasferita direttamente in Veneto senza aver mai richiesto tale ambito.
La docente era stata, nonostante il suo punteggio nettamente superiore, scavalcata da altre docenti che avevano ottenuto sedi più vicine. La ricorrente, per il tramite del suo avvocato, ha quindi lamentato, evidenziando la criticità dell'algoritmo ministeriale, la mancata assegnazione agli ambiti da lei scelti, a vantaggio di altri docenti che avevano un punteggio nettamente inferiore.
Nel ricorso il legale aveva fatto emergere l'illogica ed illegittima condotta dell'Amministrazione scolastica che aveva errato nell'assegnare docenti con maggior punteggio in sedi distanti dal luogo di residenza, anche a 1200 chilometri, ed altri – a parità di condizioni e a parità di sedi richieste ma con punteggio inferiore erano stati assegnati in sedi vicine. In tal modo si tradiva e non si rispettava, da parte del MIUR, il principio dello scorrimento della graduatoria, fondato sul merito, espresso dal punteggio attribuito nella fase dei trasferimenti.
Così con ordinanza, il Tribunale di Treviso, Sezione Lavoro, numero nr. cronologico 1092/2017, del 16/03/2017, R. G. 1570/2016, ha accolto totalmente il ricorso ex art. 700 c.p.c. presentato contro il MIUR Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, contro l'Ufficio Scolastico Regionale del Veneto e contro l'Ufficio scolastico VI°- Ambito territoriale di Treviso, tutti difesi dall'avvocatura dello Stato. Tale ordinanza, nel dare ragione all'insegnante calabrese, ha dichiarato il suo diritto ad essere assegnata per l'anno scolastico 2016-2017 alla sede richiesta Calabria Ambito Territoriale 0011. Ha condannato, inoltre, l'amministrazione scolastica competente ad assegnare la ricorrente in organico ad una delle sedi disponibili in tale ambito o in altra sede tra quelle elencate nelle preferenze espresse in ordine gerarchico nella domanda di mobilità. Per ultimo ha condannato il MIUR convenuto a pagare in favore della ricorrente le spese di lite. Detta ordinanza immediatamente esecutiva è stata depositata in cancelleria il 16 marzo del 2017.
Il provvedimento del Giudice del lavoro di Treviso sulla mobilità 2016 arriva dopo le numerosissime proteste in tutta Italia montate nei mesi scorsi per la grande confusione e segretezza con cui sono state stilate le graduatorie ed effettuate le assegnazioni delle sedi dei docenti provenienti dalle Gae ed è particolarmente importante perché, oltre a mettere in rilievo il cattivo funzionamento dell'algoritmo con cui il Miur ha effettuato le assegnazioni delle sedi, ha messo per l'ennesima volta in crisi il Miur che dopo la legge cosiddetta della "Buona Scuola" continua a perdere cause in tantissimi tribunali italiani.