In catene davanti al tribunale: «Non vedo le mie figlie da tre anni»

La protesta di un padre che chiede al procuratore di Vibo di far rimpatriare le bambine dalla Slovacchia: «Sono state rapite dalla madre»

Lunedì, 20 Marzo 2017 15:42 Pubblicato in Cronaca
Il Palazzo di Giustizia di Vibo Il Palazzo di Giustizia di Vibo

VIBO VALENTIA Un uomo, Emiliano Russo, si è incatenato questa mattina nei pressi del Tribunale di Vibo Valentia per chiedere attenzione sulla sua vicenda familiare che lo vede separato dalle sue figlie in tenera età, «rapite dalla madre - ha detto Russo - e portate in Slovacchia». Da tre anni l'uomo, che lavorava come musicista sulle navi da crociera, afferma di non riuscire più a vedere le figlie, da quando cioè lo Stato slovacco gli ha imposto di stare con loro 60 ore totali in un anno, cioè una volta ogni tre mesi, o cinque giorni in totale. «Chiedo - ha detto Russo - che mi sia consentito di fare il padre, come tutti, e di poter vivere ed educare le figlie secondo le leggi italiane e che la madre venga giudicata per il reato che ha commesso. Ringrazio la Procura di Vibo per l'operato e l'impegno che sta profondendo nella mia vicenda, ma mi auguro che la sua azione possa essere più incisiva e faccia accelerare l'iter per far rimpatriare le mie figlie, che sono orfane di un padre vivo».