Lite per 5 euro a Parenti, assolto un 20enne

Il Tribunale dei minori ha scagionato il giovane per un episodio che risale al veglione dell’Epifania del 2015 Giovedì, 20 Aprile 2017 19:30 Pubblicato in Cronaca

CATANZARO È stato assolto dalle accuse di violenza privata e minaccia il giovane L.N., oggi 20 anni ma minorenne all’epoca dei fatti. Lo ha stabilito il tribunale per i minorenni di Catanzaro accogliendo le tesi difensive dell’avvocato Chiara Penna. Il fatto risale al veglione dell’Epifania del 2015, in un locale di Parenti in provincia di Cosenza. L.N. avrebbe, secondo la denuncia sporta da C.S (oggi ventiquattrenne) spintonato e preso a calci e pugni quest’ultimo cagionandogli la lussazione del braccio sinistro, minacciandolo anche di morte e diffondendo, nei giorni successivi al fatto, la notizia di avere una pistola che avrebbe usato per impedirgli di sporgere denuncia.
Il Tribunale per i minorenni ha ritenuto non sussistente i reati contestati. Infatti, nonostante la presenza di molte persone anche al di fuori del locale nessuno aveva assistito alla dinamica dell’aggressione. E in più nel corso della deposizione, la persona offesa avrebbe riportato delle incongruenze nell’esposizione dei fatti. La difesa ha prodotto, inoltre, quale documentazione, una chat intercorsa tra i due giovani qualche giorno prima del fatto nella quale l’imputato avrebbe ricevuto delle minacce dalla persona offesa per il recupero di una somma pari a 5 euro, un debito di gioco che L.N aveva con C.S.. Una prova ritenuta dal pm assolutamente credibile. Sarebbe stato proprio un debito di 5 euro la causa della colluttazione tra i due ragazzi scoppiata alla vigilia dell’Epifania del 2015 mentre nel locale di Parenti era in corso una grossa rissa. I due, già in lite, sarebbero stati fomentati dalla baraonda che era sorta loro intorno e sarebbero venuti alle mani. Una reciproca colluttazione nella quale il denunciante ha avuto la peggio. 

ale. tru.