Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Giovedì, 05 Gennaio 2017

COSENZA Un cardiologo, Domenico Guzzo, è rimasto ferito in modo non grave stasera a Cosenza in un tentativo di rapina messo in atto da una persona col volto coperto poco dopo che il professionista era uscito dal suo studio, nel centro cittadino. Guzzo ha reagito al tentativo di rapina, opponendo resistenza, ed è stato ferito di striscio a una gamba da uno dei due colpi di pistola sparati dal rapinatore, che si è poi dato alla fuga. Il professionista è stato portato in ospedale. Le sue condizioni, comunque, non destano preoccupazioni. Sulla tentata rapina hanno avviato indagini i carabinieri, che hanno istituito alcuni posti di blocco nel tentativo d'intercettare la fuga del rapinatore.

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  • Occhiello

    L'aggressione è avvenuta a Cosenza. La vittima è Domenico Guzzo. È stato colpito di striscio da uno dei due colpi di pistola sparati dal malvivente. Le sue condizioni non sono gravi

Giovedì, 05 Gennaio 2017 21:49

Misteri (e scassinatori) nella Cittadella

CATANZARO Un'ombra inquietante si aggira tra i corridoi della Cittadella regionale. La stessa mano – è il sospetto – che lo scorso ottobre ha fatto partire una telefonata di minacce a Giuseppe Mancini, ex capostruttura del dipartimento Lavoro – «O tuo marito mi paga o morite» – nei giorni scorsi, nel silenzio che avvolgeva il palazzo della Regione, potrebbe aver preso di mira alcuni cassetti nella stanza del funzionario, scassinandoli. Giovedì mattina l'ufficio è stato ritrovato sottosopra, con alcuni fascicoli sparsi in terra e altri mancanti. Immediato l'intervento degli investigatori, coordinati dal procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri. Immediatamente è stata isolata la stanza di Mancini, chiusa con i sigilli mentre la scientifica si è messa al lavoro alla ricerca di tracce e impronte digitali. Solo in tarda serata sono stati tolti i sigilli e gli investigatori hanno posto sotto sequestro tutti i filmati delle telecamere interne ed esterne della Cittadella a caccia di elementi utili a individuare l'intruso (o gli intrusi).

LE MINACCE Il fascicolo sulle minacce a Mancini era stato aperto già diversi mesi fa vista l'escalation di telefonate anonime che il dirigente riceveva sul suo cellulare, culminate a ottobre con la telefonata a casa: «O tuo marito mi paga o morite». Mancini si occupa di "Iniziativa occupazione giovani", il programma di politiche attive nei confronti di giovani tra i 18 e i 29 anni, delle aziende e delle agenzie accreditate (quelle in cui si svolgono i tirocini) e anche dei pagamenti. Nel corso di quelle prime chiamate, al dirigente viene intimato di pagare i tirocini, pena ritorsioni contro la propria autovettura. A luglio il livello di intimidazione si alza. L'ombra anonima prende di mira la casa di Giuseppe Mancini, minaccia di morte lui e i suoi familiari. Il nove settembre il manager denuncia tutto ai carabinieri che fanno partire le indagini per rintracciare le telefonate che continuano, puntuali, ad arrivare a casa Mancini. Quello che i militari scopriranno lascia allibiti: una telefonata è partita all'una di notte dalla Cittadella, dalla scrivania di un alto dirigente. 
La storia si intreccia col ruolo ricoperto dal manager nella macchina burocratica e con la gestione di un bando destinato ai giovani Neet, finanziato con fondi europei.

IL PROGETTO Il programma parte dal dipartimento ma, quando si trasferisce a Calabria Lavoro, viene seguito da una programmazione pletorica di assunzioni. La scheda dell'avviso pubblico parla di un coordinatore di progetto, 15 referenti territoriali, 50 tutor tecnici operativi e 15 unità di segreteria operativa. Troppi, secondo il ministero del Lavoro, che interviene per dirimere le divergenze. Il problema è che «proprio la selezione del personale esterno all'azienda (le 81 figure dell'avviso, ndr), apparentemente retribuito con risorse Iog (Iniziativa occupazione giovani), non risulterebbe coerente in primis con il principio cardine per l'utilizzo delle risorse del Programma operativo di riferimento, ossia che le stesse vengano rivolte esclusivamente ad azioni dirette ai giovani Neet». Non si possono spendere in consulenze i denari riservati alla formazione. Sono così tanti i profili da trovare all'esterno che è chiara «l'assenza, in seno all'Azienda, di personale dedicato e qualificato all'erogazione dei percorsi di accompagnamento all'autoimpiego/autoimprenditorialità». E, tra l'altro, «i profili professionali oggetto di selezione non paiono garantire la necessaria esperienza per l'erogazione» degli stessi percorsi. Queste sono le «criticità» da risolvere. E non sono questioni di lana caprina. La rotta va invertita, spiegano da Roma, per «non pregiudicare, oltre all'ammissibilità delle spese dell'Avviso pubblico al Pon Iog, anche l'opportunità di offrire ai giovani Neet residenti nella Regione Calabria dei servizi di standard elevato, erogati da personale qualificato». Un disastro, insomma.

PASTROCCHIO Quando questa lettera arriva alla Regione, Antonino De Marco è il direttore generale del dipartimento Lavoro e Giuseppe Mancini ne è il capostruttura. I due sono d'accordo con l'impostazione del ministero: quell'avviso, redatto da Azienda Calabria Lavoro (Acl), non va bene e non hanno intenzione di dare sponda all'agenzia regionale per un'operazione che non condividono sul piano tecnico. Pochi mesi, però, e cambia tutto. Sulla poltrona più alta del dipartimento va Fortunato Varone. Che arriva proprio da Calabria Lavoro, dove, da commissario, aveva seguito l'avviso pubblico contestato. È lui, nelle nuove vesti di dg, a rispondere alla missiva che contesta la procedura seguita. Spiega che «l'avviso si inserisce nel quadro della più ampia programmazione di attività di Acl – la cui attuazione e rendicontazione non si esaurisce con le risorse del Programma Iog a titolarità del ministero – e costituisce un elemento delle iniziative complessivamente messe in campo dalla Regione per il sostegno all'autoimpiego e all'autoimprenditorialità». Va tutto bene, insomma, e si può procedere con la selezione. Che, in effetti, dopo il cambio di guida al dipartimento, avviene. Il guaio, però, è che la scelta dei tutor e del personale di accompagnamento mal si concilia con le disponibilità del dipartimento Lavoro, che fatica a trovare spazio per le nuove figure scelte da Acl. È il (solito) pastrocchio alla calabrese che si consuma mentre, sullo sfondo, le attività per i giovani Neet non viaggiano esattamente a tutta velocità. Ad appesantire lo schema classico degli inciampi sui fondi europei c'è l'indagine della Procura di Catanzaro. Partita da una serie di telefonate anonime, è approdata sulla scrivania di un grand commis della Regione. Ma l'episodio di giovedì è la prova che l'escalation non si è fermata. Continuano, però, anche le indagini.

Alessia Truzzolillo
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  • Occhiello

    Messa a soqquadro la stanza del dirigente che aveva già ricevuto minacce di morte. Nuovo episodio inquietante per la burocrazia regionale. Investigatori a caccia di impronte digitali. Sotto sequestro i filmati delle videocamere. Gratteri coordina l’inchiesta

  • Articoli Correlati

    - Minacce di morte dalla Cittadella

Giovedì, 05 Gennaio 2017 21:01

Scoperti arsenali ad Africo e Terranova

AFRICO Scoperti due diversi arsenali ad Africo e a Terranova Sappo Minulio, in provincia di Reggio Calabria. Ad Africo, nella frazione Casalnuovo d'Africo, i carabinieri hanno trovato, nascosti all'interno di un rudere, un fucile monocanna marca beretta calibro 12 con matricola punzonata più centinaia di cartucce di vario calibro.
L'arma è stata sottoposta a sequestro e sarà inviata al più presto ai laboratori scientifici dell'Arma per gli accertamenti tecnico/balistici del caso.
A Terranova Sappo Minulio i carabinieri della stazione di Molochio hanno denunciato in stato di libertà, per il reato di detenzione abusiva di armi, un 32enne già noto alle forze dell'ordine e residente a Rosarno. L'uomo, in seguito a una perquisizione nella sua abitazione, è stato trovato in possesso di un fucile marca Benelli, modello 121, calibro 12, con matricola abrasa e di 13 cartucce calibro 12. L'arma e le munizioni sono state sequestrate. Anche in questo caso i tecnici dell'Arma effettueranno gli accertamenti balistici.

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  • Occhiello

    Trovati fucili con matricole abrase e centinaia di cartucce. Un uomo è stato denunciato

Giovedì, 05 Gennaio 2017 20:51

Scambio di auguri in casa Pd, c'è Minniti

Giovedì, 05 Gennaio 2017 20:40

Iacucci: «Possiamo vincere»

COSENZA «La proposta di candidare Franco Iacucci a presidente della Provincia di Cosenza, avanzata dalla segreteria provinciale del partito, è stata accolta unanimemente della coalizione civica e progressista e dall'assemblea dei sindaci e dei capogruppo del Pd». È quanto afferma, in una nota, la Federazione provinciale del Partito democratico. «All'assemblea – si aggiunge –hanno partecipato circa 70 amministratori, tra sindaci e capogruppo, rappresentanti di altrettante amministrazioni comunali. È stato espresso, inoltre, vivo apprezzamento per il progetto politico, per lo spirito unitario con cui è stato messo in campo e soprattutto per la figura di Franco Iacucci».
«Ringrazio il mio partito, il segretario provinciale Guglielmelli e il segretario regionale Magorno, i sindaci e gli amministratori – ha detto Iacucci in una dichiarazione – per le bellissime parole espresse e per l'impegno che metteranno in questa sfida. Credo che ci siano tutti i presupposti per vincere e soprattutto per mettere in campo un progetto inclusivo, capace di unire i territori della nostra vasta provincia e in grado di valorizzare tutte le amministrazioni comunali, vero avamposto dello Stato e della buona politica. Nelle prossime ore altre forze politiche e altri amministratori saranno al nostro fianco a dimostrazione dell'attrattività della nostra proposta».

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  • Occhiello

    Il candidato alla presidenza della Provincia di Cosenza ringrazia il Pd e rilancia: «In campo con un progetto inclusivo»

Giovedì, 05 Gennaio 2017 18:20

Un tributo ad Amodei al DiffèrArt

RENDE "Tito: le forme concrete dell'invisibile". È il tema della mostra ospitata da DiffèrArt dedicata alla produzione artistica del maestro Tito Amodei che inaugurerà venerdì 13 gennaio alle ore 18,30 i nuovi spazi espositivi dell'associazione culturale di via Busento a Rende. Un evento che rappresenta una sperimentazione verso il punto di incontro tra pittura e scultura, forma e spazio, significante e significato, un non luogo dove sparisce la domanda di senso e appare la presenza, l'epifania di un'immagine tautologica.

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(Spazio Forma, l'opera di Tito Amodei)

Quella di Tito è una continua ricerca verso la sintesi della forma che illumina la materia e si fa impalpabile vibrazione. Dagli anni '80 ad oggi l'artista immerge le sue strutture in spazi architettonici sempre più essenziali, quinte teatrali capaci di animare le figure dall'interno, casse di risonanza che le fanno vibrare in un gioco di riduzione e dilatazione, corrispondenza di pieni e vuoti a cui il visitatore partecipa. È la poetica della presenza.
L'esposizione contempla dieci grandi disegni a pastello del periodo Spazio-Forma di Amodei e una scultura in legno.
Il tutto arricchito dalla proiezione di una docu-intervista al maestro firmata Carolina Ielardi.
La mostra, organizzata da DiffèrArt in collaborazione con Sala 1, Centro Internazionale di Arte contemporanea-Roma e Fondazione Tito Amodei, è a cura di Sandra Leone e rimarrà in esposizione fino al 2 marzo 2017.

LO SPAZIO MUSEALE DiffèrArt si propone come uno spazio dotato di tecnologie digitali, una piattaforma reale aperta al mercato moderno dell’arte con gallerie virtuali, collaborazioni internazionali, laboratori per le varie diversità, il tutto nutrito da un’idea di percorso espositivo autonomo, dove a parlare non è più il critico ma l’artista e la sua opera. Nel tentativo di unire energie nuove e professionalità in una rete che colleghi le attività indipendenti e le realtà no-profit con le amministrazioni e gli sponsor che gestiscono spazi pubblici e risorse economiche in modo da mettere, effettivamente, la Calabria in comunicazione col resto del mondo.  

IL PROFILO DELL’ARTISTA Ferdinando Amodei, più noto come Tito, nasce a Colli a Volturno nel 1926. Scultore, pittore, critico d'arte e religioso italiano. Tuttora in attività, opera dalla fine degli anni cinquanta prevalentemente come scultore nel campo dell'arte sacra e monumentale. Attraverso mostre, conferenze e pubblicazioni, ha promosso l'arte attraverso un dibattito aperto alle più innovative forme espressive, sebbene non scevro di controversie, portando nella pratica artistica il messaggio del concilio Vaticano II. Nel corso degli anni, Tito dissolve progressivamente le componenti figurative e concettuali presenti nelle sue opere in favore di un'astrazione geometrica elaborata dalle forme base del cilindro e del piano e dalla ricerca dell'equilibrio prospettico e luministico di pesi e volumi con lo spazio circostante. Le sue sculture più recenti sono strutture architettoniche in legno e meno frequentemente in bronzo e altri metalli, spesso di grandi dimensioni e commisurate per spazi aperti. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni private e pubbliche e nelle raccolte di prestigiosi musei del mondo, tra le quali : Albertina, Vienna; Kelvingrov Art Gallery and Museum, Glasgow (Scozia); Museo di Arte Moderna di Tel Aviv; SMAK (collezione Jan Hoet), Gand (Belgio); Musei Vaticani; Museo Stauròs d’Arte Sacra Contemporanea, Isola del Gran Sasso d’Italia (TE); Museo Bargellini, Cento (FE); Museo Nazionale della Grafica, Roma; Collezione della Farnesina - Ministero degli Affari Esteri, Roma; MUSMA- Museo della Scultura di Matera. (www.titoamodei.org)

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    Venerdì 13 l'evento inaugurerà i nuovi spazi espositivi dell'associazione culturale di Rende

Giovedì, 05 Gennaio 2017 18:19

Il grande dilemma di Occhiuto

COSENZA Sono ore di riflessione per Mario Occhiuto. Il sindaco di Cosenza non ha ancora sciolto le riserve - il tempo a disposizione non è molto, considerato che all’inizio della prossima settimana scadrà il termine per la presentazione delle liste - su un’eventuale nuova discesa in campo per la presidenza della Provincia. «Nessuna decisione - è il commento di rito affidato a fedelissimi e collaboratori - è stata presa. In tanti me lo stanno chiedendo, ma l’idea di candidatura non mi stuzzica molto. E poi parliamoci chiaro: io sono ancora il presidente di quest’ente. Dunque, per cosa dovrei ricandidarmi?». In queste ore si capirà il destino del sindaco-architetto. Una parte (consistente) di Forza Italia, che comprende anche la corrente del consigliere regionale Giuseppe Graziano, preme per un suo impegno diretto, ma altri dirigenti di primo piano non sono convinti dell’opportunità di esporre il sindaco del capoluogo ad altri impegni. «Le emergenze da affrontare a Cosenza - è il refrain di queste ore - sono già tante. Meglio concentrarsi su questo, piuttosto che buttarsi in un’avventura dagli esiti incerti».
Già, perché tentare il bis del 2014 è un’impresa non proprio semplice per il centrodestra. In quella competizione a drenare consenti al centrosinistra fu la candidatura del sindaco di Rende Marcello Manna, sostenuto dal Nuovo centrodestra e da spezzoni del Pd. Questa volta il primo cittadino non dovrebbe essere della partita: «Preferirei soffermarmi sulla richiesta di rinvio del voto (in programma per domenica 29 gennaio, e in attesa della decisione del Tar sul ricorso presentato da due consiglieri, ndr) avanzata dai capigruppo in consiglio provinciale e da quelli di maggioranza dei comuni di Cosenza e Rende, e sulla valorizzazione di alcuni progetti come l’unione dei Comuni e l’area urbana». Gira alla larga, Manna. Che rispetto a Iacucci, dice: «È una candidatura importante, la sua». Nessuno endorsement, insomma. E forse nella strategia del sindaco di Rende c’è anche la personale partita a scacchi condotta con il ras del Nuovo centrodestra Tonino Gentile, che ha già fatto sapere di sostenere il candidato del Pd e che, soprattutto, preme per spostare verso gli alfaniani la bussola dell’esecutivo di quella città.

an. ri.

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    Il sindaco di Cosenza rilancia: «Elezioni provinciali? Sono ancora io il presidente». Il centrodestra appeso alle sue decisioni. Manna si tira fuori: non sarò candidato alla presidenza

GUARDAVALLE I carabinieri di Guardavalle hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Catanzaro nei confronti di A. D., 44enne del posto ritenuto responsabile di maltrattamenti contro familiari e conviventi e lesioni personali aggravate.
Il provvedimento, secondo la prima ricostruzione dei fatti, ha messo fine all'escalation di violenza posta in essere dall'indagato dal 2011 a oggi nei confronti del figlio minore. 
L'uomo, facendo un uso smodato di sostanze alcoliche e lamentando la presunta mancata corresponsione di somme di denaro, ha assunto atteggiamenti aggressivi consistiti in continue minacce di morte e violenze, anche in presenza di altri familiari.
La situazione è degenerata definitivamente nel pomeriggio del 9 dicembre, quando il 44enne, dopo aver picchiato per l'ennesima volta il malcapitato figlio, lo ha inseguito per strada, tentando invano di investirlo con la sua autovettura e provocandogli delle lesioni. Solo l'intervento dei Carabinieri ha consentito di evitare guai ulteriori per la vittima.
A. D. si trova adesso agli arresti domiciliari nella propria abitazione, come disposto dal giudice per le indagini preliminari.

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    In manette un 44enne. I carabinieri fermano un'escalation di violenza che andava avanti dal 2011

CATANZARO Fughe in avanti, rincorse e corse solitarie. La marcia di avvicinamento alle elezioni amministrative con cui Catanzaro conoscerà il nome del suo nuovo sindaco ancora non ha ancora definito tutti i partecipanti. Così mentre una parte del Pd, soprattutto l'area che fa riferimento al consigliere regionale Enzo Ciconte, si interroga sull'opportunità di sostenere Maurizio Mottola d'Amato, l'ex governatore Agazio Loiero accelera sulla proposta di una candidatura femminile allo scranno più alto di Palazzo de Nobili. Il nome sul quale l'ex governatore potrebbe convergere è quello di Saveria Cristiano, dirigente regionale e nuora di Pino Celi, già candidato a sindaco nel 2012 e oggi consigliere comunale in quota Udc. Un dettaglio non di poco conto quest'ultimo perché consentirebbe a Loiero di promuovere una candidatura in autonomia, cercando l'appoggio proprio dell'Udc e togliendo così i centristi dall'imbarazzo di appoggiare Ncd al terzo polo in una posizione di inferiorità nella coalizione a sostegno di Marco Polimeni.
Tra i movimenti di centro, però, l'unità di intenti non è di casa. Il nuovo Cdu, retto da Mario Tassone, sarà al fianco di Forza Italia e quindi di Sergio Abramo. La conferma arriva da Vito Bordino, coordinatore provinciale di Catanzaro: «A pochi mesi dalla tornata elettorale per l'elezione del sindaco e il rinnovo del Consiglio comunale di Catanzaro si pone la necessità di una comune riflessione del centrodestra. Il nostro partito infatti, nel l'intenzione, già da tempo espressa, di contribuire alla crescita della città ritiene essenziale e urgente andare nella direzione del rafforzamento del centro destra e anche di un ulteriore coinvolgimento di forze omogenee al progetto politico ed espressione della società. Tanto al fine di mirare decisamente all'affermazione elettorale e, quindi, partendo dall'accordo politico di alcuni mesi or sono, diventa improcrastinabile un incontro della coalizione per individuare assieme modalità e strategie oltre che operare un sereno confronto sui temi politici, progettuali e programmatici. Pertanto ci faremo promotori a giorni di un incontro tra le forze politiche e i movimenti di tutto il centro destra per tutte le valutazioni necessarie e per l'individuazione del percorso che ci porterà alla scadenza elettorale di primavera e quindi ritrovarci su una linea comune oltre che per Catanzaro per tutti i Comuni interessati al rinnovo».
Le carte in tavola però sono tante, soprattutto in casa dem. E in altrettanti reclamano la possibilità di giocarsi le proprie. Si registra infatti un fermento, senza alcuna legittimazione ufficiale del partito, di alcuni iscritti del Pd. Come ad esempio Giuseppe Franzè, il quale avrebbe avviato delle "consultazioni" incontrando alcuni movimenti e associazioni.
La sensazione è quindi che tra le fila dei democratici ci sia più confusione di quanta non appaia, dopo che l'annunciata candidatura del professore Unical Nicola Fiorita ha dato un'alternativa al sostegno a Mottola d'Amato.
Proprio quest'ultimo intanto prosegue la sua corsa ufficialmente solitaria. L'appoggio ancora non certificato da parte del già citato Ciconte, della sua collega crotonese Flora Sculco e del consigliere comunale Sergio Costanzo e di Fabio e Roberto Guerriero, non preoccupa l'imprenditore, determinato ad andare avanti in ogni caso.
In campo ci sarà anche una lista del Psi di Piero Amato, ma i socialisti non hanno ancora sciolto il nodo: appoggiare un candidato già in corsa o promuovere una scelta autonoma?
Quanto al Movimento 5 Stelle, il coordinamento catanzarese continua a lavorare ai tavoli tematici dai quali dovrà scaturire il nome del candidato. Non c'è dubbio alcuno, infatti, che i pentastellati non cercheranno alcun apparentamento né al primo turno né al ballottaggio. L'obiettivo è, chiaramente, quello di contarsi e magari portare in consiglio comunale almeno un rappresentante.

Alessandro Tarantino
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  • Occhiello

    Situazione ancora (molto) fluida in vista delle amministrative. L'ex governatore potrebbe scegliere Saveria Cristiano, assieme all'Udc. Cdu con Abramo mentre pezzi del Pd vanno in ordine sparso

TROPEA Effettuare immediatamente le analisi del caso sull'acqua di Tropea, al fine di fornire gli approfondimenti scientifici necessari alla comunità locale e alle diverse istituzioni, secondo le rispettive competenze e gli elementi correlati di cui già fossero in possesso. È quanto hanno chiesto, in una nota congiunta, i deputati 5 Stelle Dalila Nesci e Paolo Parentela a seguito dell'ordinanza con cui la Commissione straordinaria di Tropea ha vietato di usare e consumare l'acqua potabile della cittadina.
Secondo i due parlamentari, «è fondamentale che gli organismi preposti indaghino al più presto per stabilire da dove derivi il problema che ha portato all'ordinanza per il Comune di Tropea».
«Inoltre – aggiungono – occorre capire quanto sia diffuso il problema della non potabilità, nel territorio vibonese. La Prefettura di Vibo Valentia e la Commissione straordinaria di Tropea si sono subito attivate, prendendo in mano la situazione». «I prossimi giorni – concludono Nesci e Parentela – saranno importanti per tracciare una precisa linea di intervento per l'urgenza e per il futuro. La Regione Calabria e la Sorical dovranno dare garanzie e tempi certi, sotto la nostra costante vigilanza e pressione».

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    I due parlamentari 5 Stelle invocano chiarimenti sulla qualità del servizio idrico della cittadina: necessario comprendere da dove deriva il problema

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