Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 10 Marzo 2017
Venerdì, 10 Marzo 2017 22:42

Calabria Lavoro, il bando è un pasticcio

CATANZARO Prendete un bando per 81 posti di lavoro a tempo determinato, affidatelo a una società in house come Calabria Lavoro. Condite il tutto che due lettere durissime del ministero del Lavoro, che sconsigliano vivamente di portare avanti quel progetto. Poi fate come la burocrazia della Regione Calabria: andate avanti come se niente fosse. Effettuate la prima parte della selezione, scegliendo qualche nome noto per coordinare tutto. Come finirà? Con un decreto di Luigi Zinno, nuovo commissario dell'ente in house, che annulla la nomina della commissione di valutazione delle domande «e gli atti conseguenti». Il burocratese non è il linguaggio più chiaro del mondo. Ma tra «gli atti conseguenti» c'è il cuore della selezione, la scelta delle «81 figure professionali a supporto delle attività relative alla realizzazione della misura 7.1 del Pon Iog». Si tratta(va) di un coordinatore di progetto, 15 referenti territoriali, 50 tutor tecnici operativi e 15 unità di segreteria operativa. Dimenticate tutto: abbiamo scherzato, è tutto da rifare, sempre ammesso che si rifaccia. E per motivi non da poco. Scrive Luigi Zinno che «è emersa la sussistenza di incompatibilità, riguardanti membri della nominata commissione e responsabili della procedura, potenzialmente lesive dei principi di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione». Non è tutto, perché «la valutazione formale di ammissibilità delle domande e dei curricula pervenuti non appare essere avvenuta» secondo quanto previsto nel bando. Ci sono, insomma, rischi «sulla regolarità della procedura» che consigliano al management di Calabria Lavoro di annullare tutto proprio a pochi giorni dalla pubblicazione delle graduatorie delle ammessi.
Facciamo un passo indietro. Il decreto annullato da Zinno è stato firmato dal suo precedessore Fortunato Varone, che ora dirige il dipartimento Lavoro, struttura che controlla Calabria Lavoro, il 26 aprile scorso. I commissari nominati all'epoca erano Francesco Crucitti, presidente, i componenti Stefania Campagna e Giovanni Suraci (che è anche segretario verbalizzante) e la supplente Giovanna Zimbato. È tra questi nomi, probabilmente, che va ricercata l'incompatibilità fatale.

IL BANDO CONTESTATO Finisce qui, almeno per il momento, la storia di un bando nato sotto una cattiva stella e pensato per realizzazione azioni di autoimpiego. Per la realizzazione di questo programma, Calabria Lavoro ha proceduto a selezionare 115 professionisti già appartenenti al bacino programma "Stage 2008 Consiglio regionale", con funzioni di animatori e accompagnatori di percorsi di autoimpiego dei giovani Neet iscritti a "Garanzia Giovani". Ma dopo questa procedura, invece di avviare il Programma in modo operativo, Azienda Calabria Lavoro ha tentato di utilizzare i fondi assegnati per assumere ben 81 professionisti, di cui 50 "tutor" non meglio specificati e 31 amministrativi. Un'idea che a Roma non è piaciuta per niente. Dal ministero del Lavoro è arrivato uno stop, contenuto in due formali comunicazioni inviate alla Regione. Il succo è questo: non è coerente prevedere la retribuzione di personale esterno con risorse finalizzate esclusivamente ad azioni dirette ai giovani Neet.
Il confronto tra ministero e Regione non ha prodotto grossi effetti. Il bando per assumere 81 persone non è stato revocato. Addirittura, sul sito di Calabria Lavoro sono state pubblicate le graduatorie.

IL SUPERCONSULENTE Una volta apparse le graduatorie (con un giallo: quella pubblicata sul sito dell'ente il 30 dicembre è sparita dopo pochi minuti e ne è stata ripubblicata una seconda versione il 12 gennaio), il nome del meglio piazzato per ottenere il posto di coordinatore del progetto non è passato inosservato: si tratta di Stefano Locatelli, cioè il superconsulente dell'assessora Federica Roccisano. Un tecnico che è sopravvissuto professionalmente allo "spoils system", attraversando senza problemi il passaggio dal centrodestra al centrosinistra. Oliverio si fida di lui, Roccisano si fida di lui. E nel dipartimento si muove come un direttore generale ombra. Nel suo curriculum la laurea non c'è, ma questo non gli ha impedito di arrivare primo nella selezione delle domande. Un trionfo, il suo, che qualcuno considerava annunciato. Nella selezione, però, c'era qualcosa di irregolare. Abbiamo scherzato.

Pablo Petrasso
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    Il commissario dell’ente in house annulla la nomina della commissione di valutazione: «Incompatibilità dei membri e valutazione dubbia delle domande». Le selezioni per 81 contratti erano arrivate al primo step: ora è tutto da rifare

CATANZARO È stato condannato a 3 anni e sei mesi Lucio Marrello, ex direttore amministrativo della Field, ente in house delle Regione Calabria oggi posto in liquidazione. La vicenda parte da un ammanco di 500 mila euro nelle casse dell'ente. Vicenda che portò, ad ottobre 2013, all'arresto dell'ex presidente di Field, Mimmo Barile. Secondo l'accusa, sarebbero emerse, inoltre, delle responsabilità anche per il direttore amministrativo Marrello, che non avrebbe vigilato e non avrebbe segnalato la distrazione dei fondi dal conto corrente della Field. A febbraio 2016 la corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a quattro anni per Mimmo Barile.
La Procura di Catanzaro, nell'aprile 2014, aveva chiesto il giudizio immediato per Domenico Barile e Lucio Marrello. La richiesta era stata avanzata dal sostituto procuratore Paolo Petrolo al termine dell'inchiesta sull'ammanco di 500mila euro dalla società. Successivamente, dopo una richiesta di patteggiamento a 4 anni, la posizione dell'ex manager era stata stralciata.
L'inchiesta sul buco della fondazione Field è stata avviata dopo una dettagliata denuncia del revisore dei conti, che scoprì l'ammanco e lo segnalò alla Procura della Repubblica, informando anche la giunta regionale dell'epoca (guidata da Giuseppe Scopelliti) che sospese Barile.
Venerdì il tribunale collegiale di Catanzaro ha condannato Lucio Marrello, accusato di peculato in concorso con Barile, a 3 anni e 6 mesi di reclusione.

Alessia Truzzolillo
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    Lucio Marrello punito per l'ammanco di 500mila euro dalle casse dell'ente. La vicenda portò all'arresto dell'ex presidente della società in house Mimmo Barile

ISOLA CAPO RIZZUTO Sono stati restituiti il calice sacro e la pisside, rubati un mese fa nella Chiesa di San Rocco a Isola Capo Rizzuto. Nessuna traccia invece delle ostie, contenute dentro la pisside, e delle chiavi del tabernacolo. Lo rende noto la parrocchia dell'Assunta o ad Nives. Il ritrovamento è avvenuto ieri mattina ad opera di due signore del luogo, che hanno notato una busta di plastica adagiata ai piedi di una statua della Madonna, posta sul lato esterno della chiesa. Le donne hanno subito avvertito il parroco di Isola Capo Rizzuto don Edoardo Scordio che, a sua volta, si è recato sul posto. Aprendo la busta si è subito accorto che al suo interno vi erano gli oggetti sacri rubati da ignoti lo scorso 14 febbraio. «Personalmente - ha commentato don Scordio in merito alle possibili motivazione della restituzione - ritengo plausibili due ipotesi: può darsi che i ladri non siano riusciti a vendere il materiale sacro, che non essendo in oro non ha valore economico, e quindi per questo l'abbiano riconsegnato; oppure è probabile che tutte le manifestazioni organizzate in questo periodo e la presa di posizione da parte della comunità dei fedeli abbiano indotto gli stessi ladri al pentimento».

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    Il calice sacro e la pisside tornano nella chiesa di San Rocco. Don Scordio: «Forse la presa di posizione della comunità ha indotto i ladri al pentimento»

REGGIO CALABRIA Comune di Reggio Calabria, Città metropolitana e Regione Calabria hanno confermato la disponibilità a sostenere la proroga dell'esercizio provvisorio della Sogas, società di gestione dell'aeroporto dello Stretto, fino al prossimo 30 giugno. È questo uno degli esiti della riunione di venerdì nella Prefettura di Reggio Calabria, che era finalizzata proprio a conoscere la volontà degli enti sulla proroga dell'esercizio provvisorio, autorizzato fino al prossimo 15 marzo.
«Prosegue, inoltre, – si legge in una nota stampa –l'impegno del prefetto per il superamento della situazione dei 14 lavoratori della Sogas interessati dal licenziamento».
Martedì prossimo, insieme ai curatori e al direttore dell'Ispettorato territoriale del lavoro, lo stesso prefetto Michele di Bari incontrerà a Roma il direttore generale degli ammortizzatori sociali e degli incentivi all'occupazione presso il ministero del Lavoro.

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LAMEZIA TERME «Anche in Calabria presentiamo il nostro progetto politico. Sono venuto più volte e stiamo registrando adesioni importanti. L'obiettivo è non solo discutere il nostro programma politico nazionale ma anche dargli un taglio per entrare nella politica regionale». Così Raffaele Fitto, che oggi a Lamezia Terme per una partecipata assemblea regionale di Direzione Italia. «In Calabria - ha aggiunto - vi è una disattenzione forte del livello nazionale e l'inadeguatezza del governo regionale. Basta pensare all'utilizzo dei fondi comunitari. E lo dico da parlamentare europeo. C'è una condizione drammatica rispetto alle esigenze. Noi ci poniamo come interlocutori».



Al progetto di Fitto hanno già dato la loro adesione diverse liste che si sono presentate alle ultime amministrative in varie città calabresi, tra le quali "Lamezia Unita", "Legalità, libertà e lavoro" di Crotone e "Idea Calabria" di Reggio Calabria che fa riferimento al presidente della Provincia Giuseppe Raffa. Fitto, stamani, ha incontrato anche il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo con il quale ha affrontato vari temi quali politica, lavoro, amministrazione degli enti locali e opportunità di sviluppo garantite dai Fondi comunitari. Con il colloquio, definito «cordiale e proficuo», Abramo e Fitto, ha reso noto il Comune, «hanno avuto modo di scambiare le proprie opinioni sulla congiuntura politica del momento nell'ottica di un consolidamento del centrodestra per rilanciare il Mezzogiorno e individuare incisive azioni di opposizioni al governo nazionale di centrosinistra».

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    Il parlamentare europeo, oggi a Lamezia, per l'assemblea di Direzione Italia: «Condizioni drammatiche. Basti pensare all'utilizzo dei fondi comunitari»

CATANZARO Blitz dei carabinieri di Catanzaro, stamani, nei confronti dei parcheggiatori abusivi che stazionano nelle vicinanze dell'ospedale "Pugliese". Due le persone arrestate e una denunciata. Nel corso del servizio sono stati identificati 12 extracomunitari di origine africana dediti all'accattonaggio e all'esercizio della pratica di parcheggiatore abusivo, alcuni dei quali hanno reagito ingaggiando anche una colluttazione con i militari. Da qui l'arresto di due giovani e la denuncia di un altro per resistenza a pubblico ufficiale.
In particolare, uno degli arrestati ha morso su una mano uno dei carabinieri che stava procedendo al controllo mentre il secondo ha spintonato con violenza altri militari. Il giovane denunciato, alla vista dei militari è fuggito facendo inizialmente perdere le proprie tracce ma è stato poi rintracciato e identificato. Nella fuga ha anche smarrito 600 euro in contanti che sono stai sequestrati visto che il giovane è nullatenente e disoccupato. Gli altri extracomunitari sono risultati in regola con le norme sull'immigrazione avendo, quasi tutti, presentato domanda di protezione internazionale tuttora in corso di valutazione.

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    Due arresti e una denuncia. Identificati 12 extracomunitari dediti all'accattonaggio. Alcuni hanno reagito ai controlli dei militari con morsi e spintoni

GIOIA TAURO «Una strana chiazza nera è apparsa in questi giorni, davanti la foce del fiume budello a Gioia Tauro, la chiazza nera ed uniforme è emersa proprio dov'è lo scarico del depuratore Iam, che in teoria dovrebbe scaricare a mare acqua bianca depurata, non tossica, inodore e incolore». La denuncia arriva da Valerio Romano, segretario generale della Filcams Cgil di Gioia Tauro, con tanto di foto esplicativa.
«Non si può continuare così – scrive Romano –, non si può continuare a nascondere la testa sotto la sabbia, nell'attesa che le istituzioni si muovano a tutela della salute dei cittadini e della natura che ci circonda. È chiaro che se quella chiazza, che non sembra né bianca né depurata, proviene dallo scarico della Iam c'è qualcosa che non funziona e che va rivisto al più presto».
«Non si può continuare a mettere a repentaglio la salute pubblica – dice il sindacalista –, dei bagnanti in estate e dei cittadini tutti, non si può continuare ad inquinare il nostro mare ne pagheremo tutti le conseguenze sia di salute che economiche. Spesso si sottovaluta il fatto, che il mare, il nostro mare dà lavoro a centinaia di famiglie tra pescatori e addetti al turismo ed ai pubblici esercizi. Non possono essere sempre i più deboli a pagare, i lidi e le strutture ricettive turistico balneari, della costa che a causa degli scarichi abusivi o malfunzionanti mettono a repentaglio la stagione turistica, o i pochi pescatori del territorio, come già successo lo scorso anno».
Per il segretario generale «è ora di dire basta, è ora di sostenere e di obbligare l'impianto di depurazione a garantire la salute e la sicurezza pubblica. È ora che la Regione Calabria, la Città metropolitana e il Comune di Gioia Tauro, obblighino l'azienda a rispettare le regole e le leggi. E ora di obbligare la Iam a riparare quello scarico, o quella falla, che per obbligo imposto dal Comune nell'allora autorizzazione rilasciata doveva scaricare a 300 metri dalla costa (oggi dista a poco più di 100) oppure è necessario cambiare qualcosa. È necessario infatti, che quello scarico venga messo a vista, monitorato 24 ore su 24 con web cam crepuscolare, per come proposto dall'associazione ambientale Iride, in uno degli ultimi incontri avuto con la Iam e la Regione, così da dare la possibilità ai cittadini di poter verificare da casa, ciò che quotidianamente viene scaricato dal depuratore a mare. Ci chiediamo allora cosa aspetti la magistratura ad intervenire, i carabinieri del Noe e tutti gli enti preposti, al fine di salvaguardare la salute pubblica e di evitare un possibile danno ambientale».
Infine l'invito, rivolto all'assessore regionale all'Ambiente Rizzo e ai dirigenti della Iam a un giro in barca: «Li vorremmo portare a pescare, insieme ai pescatori del luogo ed insieme ai proprietari delle strutture balneari. Andremo a farlo vicino lo scarico, con una rete o con una canna da pesca, e poi vorremmo provare a cucinarlo, anche magari fare un bagno, li dove i limiti di legge lo consentono saranno mai dei nostri?».

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    La denuncia del segretario generale della Filcams Cgil: «L'impianto Iam in teoria dovrebbe scaricare acqua pulita. Così si mette a repentaglio la salute pubblica»

LAMEZIA TERME «Le notizie uscite sulla stampa, riguardo all'atteggiamento di chiusura del presidente della Sacal (Massimo Colosimo, ndr) a qualsiasi confronto istituzionale riguardante gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria, oltre a essere bizzarro, sono a dir poco preoccupanti».
È questa la reazione di Flora Sculco, consigliera regionale di Calabria in Rete.
«Quando, sin dall'inizio di questa vicenda, abbiamo chiesto una concertazione e un dialogo tra tutti i soggetti in gioco e soprattutto una regia istituzionale in capo alla Regione, il nostro intento era quello di garantire e assicurare trasparenza al percorso ed evitare qualsiasi inghippo, anzi un'azione del genere sarebbe servita ad accelerare e facilitare i percorsi di rilancio degli scali di Crotone e Reggio». Secondo la consigliera regionale occorre ora uscire da questa impasse.
«Da sempre – continua Sculco – il mio unico intento è stato quello di assicurare la ripresa dello scalo crotonese, la sua riapertura, il suo potenziamento e il suo rilancio, indipendentemente dalla società che avrebbe vinto il bando Enac. Questo è stato l'unico interesse che ha mosso le mie azioni in questa vicenda. E questo continuerà a essere il mio impegno, determinato e infaticabile, affinché questo risultato sia raggiunto nell'interesse della città di Crotone e dell'intera fascia ionica, che ritengono questa infrastruttura strategica nel rispetto del diritto inalienabile alla mobilità». Secondo la Sculco è la politica che deve riprendere le redini di questa vicenda.
«Adesso – conclude la consigliera regionale di Cir – occorre, ancora più di prima, che la Regione e il suo presidente, Mario Oliverio, in quanto titolari del piano regionale dei trasporti che prevede un assetto aeroportuale regionale basato sui tre scali di Lamezia, Reggio e Crotone, svolgano quel ruolo di regia che fino ad oggi è mancato».
Intanto il segretario generale della Filt-Cgil, Nino Costantino, alla luce dell’aggiudicazione della gara per la gestione degli scali di Reggio Calabria e Crotone, chiede la convocazione di tutte le sigle confederali di categoria «per approfondire lo start-up delle attività dei due scali, il piano industriale complessivo e per avviare la discussione sul mantenimento dei livelli occupazionali».

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    La consigliera regionale critica il presidente della società unica di gestione. Che ha imposto lo stop al confronto con tutte le istituzioni calabresi. L'appello: «Oliverio assuma la regia». La Cgil chiede la convocazione delle sigle confederali

COSENZA «Il bando pubblicato circa venti giorni fa, relativo ai servizi di eventi ed enogastronomia della fiera di San Giuseppe, che ancora non riesce ad avere un epilogo, deve essere ritirato perché palesemente illegittimo sotto diversi aspetti». È quanto affermano in una nota i consiglieri comunali del centrosinistra a Cosenza Enrico Morcavallo, Marco Ambrogio e Francesca Cassano. «Intanto è manchevole del capitolato d'asta - proseguono i tre -, delle obbligazioni e di tutti i riferimenti normativi riguardo alle leggi sull'appalto, oltre all'impegno di spesa relativo, per di più è stato dato un ampio margine di discrezionalità alla commissione giudicante, riservando una quantità di punti enorme all'idea progettuale a scapito delle esperienze pregresse, al curriculum e soprattutto all'aspetto economico (che in un periodo di particolare ristrettezze economiche per l'ente non dovrebbe essere messo in secondo ordine)».
Secondo i tre consiglieri comunali di minoranza, «già ieri mattina allertati da diversi partecipanti ci siamo recati negli uffici delle Attività produttive e dal segretario generale ma ci è stato detto che non era possibile prendere visione dell'incartamento di gara dal momento in cui, la determina di aggiudicazione non era stata ancora pubblicata».
«Stesso epilogo - concludono i tre -  quello odierno. Per tali motivi chiediamo al sindaco Mario Occhiuto di annullare quel bando per non incorrere in eventuali illeciti che non farebbero bene alla nostra amministrazione né alla nostra città».

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    Tre consiglieri comunali a Cosenza chiedono la revoca dell'atto relativo ai servizi di eventi ed enogastronomia: «È manchevole del capitolato d'asta, delle obbligazioni e di tutti i riferimenti normativi riguardo alle leggi sull'appalto»

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