Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Lunedì, 13 Marzo 2017

VIBO VALENTIA Beni per oltre un milione di euro sono stati dissequestrati dal Tribunale del Riesame di Catanzaro a tre indagati vibonesi dell'operazione "Stammer" contro il narcotraffico internazionale di cocaina dal Sud America scattata il 24 gennaio scorso ad opera della Dda e della Guardia di Finanza su segnalazione del National crime agency (N.c.a.) dell'ambasciata della Gran Bretagna in Italia. Si tratta di terreni, fabbricati, un hotel, un ristorante ed un tabacchino nella disponibilità di Pasquale Grillo di San Calogero e Rocco Iannello di Mileto, entrambi arrestati e tuttora detenuti in carcere.
Per i giudici del Riesame i beni sono stati acquisiti prima della presunta commissione dei reati e da qui la mancanza di collegamento con le contestazioni relative al narcotraffico. L'inchiesta Stammer coinvolge quasi 70 indagati, e mira a far luce su importazioni di cocaina e marijuana per diverse tonnellate.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Dissequestrati terreni, fabbricati un hotel, un ristorante ed un tabacchino nella disponibilità di Pasquale Grillo di San Calogero e Rocco Iannello di Mileto. Erano finiti nell'operazione contro il narcotraffico internazionale

VIBO VALENTIA «L'Azienda sanitaria provinciale esprime la propria vicinanza e solidarietà al dott. Fortunato Carnovale, dirigente medico del dipartimento di Prevenzione, per la grave e inconsulta aggressione subita». Così la dg dell'Asp vibonese Angela Caligiuri commenta l'aggressione avvenuta oggi in un panificio a Vibo ai danni di Carnovale che si trovava sul posto per un controllo di routine.
«Lo spiacevole episodio, avvenuto stamane presso un esercizio commerciale della città capoluogo durante un normale controllo igienico-sanitario, deve far riflettere su come viene interpretato il lavoro degli operatori della sanità che, nonostante le oggettive difficoltà, cercano di dare risposte ai numerosi problemi del nostro territorio. Non è un caso – prosegue Caligiuri – che da qualche tempo si stanno ripetendo gravi e violenti episodi di intolleranza nei confronti di medici e infermieri che, oltre ad essere decisamente stigmatizzati e severamente condannati, devono indurre tutte le forze sane della società a fare fronte comune, al fine di arginare tali deprecabili fenomeni. Fenomeni – conclude la dg – che sono segno tangibile di un momento storico di profondo malessere che porta ad una assoluta mancanza di rispetto per coloro i quali quotidianamente svolgono il loro lavoro diligentemente e con abnegazione».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Vittima dell'aggressione Fortunato Carnovale, in servizio al dipartimento Prevenzione, che era sul posto per un normale controllo. La solidarietà della dg Caligiuri

PRAIA A MARE La III sezione del Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1153/2017, depositata in data odierna, ha nuovamente accolto i ricorsi promossi dai Comuni di Praia a Mare e Tortora diretti a ottenere l'esatta ottemperanza e la corretta attuazione della sentenza n. 2576/2014 (Reg. Ric. n. 5831/2012) con cui, sempre il Consiglio di Stato, aveva annullato il decreto del Commissario al Piano di rientro della Calabria relativamente alla disposta trasformazione del presidio ospedaliero di Praia a Mare in ospedale distrettuale/Capt, con il conseguente degli atti successivi.
Con i medesimi gravami, inoltre, le amministrazioni ricorrenti avevano chiesto l'esatta ottemperanza anche della successiva sentenza n. 2968/2015, depositata in data 15 giugno 2015, con cui lo stesso Consiglio di Stato aveva già dichiarato l'obbligo del Commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del SSR Regione Calabria, «di dare esecuzione al giudicato, tenendo conto delle argomentazioni esposte nei paragrafi 2.5 e 2.6 della sentenza n. 2576/2014». Una statuizione, quest'ultima, a cui era seguita anche la nomina di un commissario ad acta, individuato nel direttore regionale per la Salute, Area Programmazione Rete Ospedaliera della Regione Lazio, che, tuttavia, aveva successivamente rinunciato all'incarico.
Con la nuova decisione resa in data odierna dal Consiglio di Stato, il Collegio, nell'accogliere nuovamente le richieste avanzate dai medesimi enti – assistiti dagli avvocati Giovanni Spataro e Giampaolo Raia, del foro di Cosenza – ha nominato un nuovo Commissario ad acta, che, in sostituzione del commissario per il Sistema sanitario regionale della Calabria, inadempiente, vada ad adottare ogni iniziativa utile per ripronunciarsi sulla trasformazione del presidio ospedaliero di Praia a mare in Ospedale Distrettuale/Capt.
Nello specifico, l'incarico è stato questa volta affidato al direttore generale della Direzione programmazione sanitaria, ministero della Salute, a cui il Collegio adito ha chiesto, nel termine di giorni 40 dalla comunicazione della decisione da parte della segreteria della Sezione, di rinnovare «la valutazione dei vari elementi conoscitivi, che nel Piano di Riordino della rete Ospedaliera (approvato con DCA n.18/2010) sono stati posti a fondamento della contestata trasformazione, tenendo conto del fatto che la sentenza da ottemperare ha annullato in parte qua tale provvedimento per difetto di istruttoria e travisamento nei limiti in cui la trasformazione dell'ospedale di Praia a mare in ospedale distrettuale/Capt era stata disposta senza considerare che la prevista collocazione del più vicino presidio ospedaliero a Cetraro, in realtà, risultava in contrasto con i parametri di distanza, di tempi di percorrenza e di ampiezza di bacino di utenza, fissati nello stesso Piano di Riordino della Rete ospedaliera e puntualmente analizzati nei paragrafi 2.5 e 2.6 della motivazione della sentenza rimasta inadempiuta (sentenza n.2968/2015, par.2.1)».
La decisione del Consiglio di Stato, inoltre, assume un'importanza fondamentale per l'ospedale di Praia a Mare, in quanto il Collegio ha dichiarato nullo, in parte qua, anche il decreto del commissario n. 30/2016 (modificato dal Dca 5 luglio 2016, n.64), con il quale il commissario Massimo Scura, nell'adottare il nuovo Piano di riordino della rete ospedaliera e dell'emergenza, aveva inserito l'ex ospedale di Praia a mare, in quanto divenuto Capt, nella categoria delle "Case della Salute".
Sempre in ordine al Dca n. 30/2016, il Consiglio di Stato ha altresì rilevato che, quanto alla rete ospedaliera dell'emergenza (Dca n.30, par.3.1.4.), lo stesso decreto richiamava il criterio organizzativo fissato dal decreto del presidente della giunta regionale n. 18/2010, che stabiliva la presenza di uno Spoke per ogni bacino di utenza pari ad almeno 150.000 abitanti oppure inferiore qualora il tempo di accesso da un ospedale alla più vicina sede di Spoke superi i 60 minuti.
Conseguentemente, anche sotto questo profilo, il contestuale inserimento dell'ex presidio ospedaliero di Praia a mare nella categoria delle "Case della Salute", è stato censurato e dichiarato nullo dal Collegio adito per violazione del giudicato formatosi sullo specifico punto.
La sentenza resa in data odierna dal Consiglio di Stato, in sostanza, rappresenta una decisione di estrema rilevanza per l'ospedale di Praia a Mare e che impone, una volte per tutte, alla Regione Calabria e al Commissario per l'attuazione del Piano di rientro di rivedere la disposta trasformazione del medesimo presidio ospedaliero, non potendo lo stesso essere più ristrettivamente identificato e strutturato come ospedale di distretto, ovvero come Casa della Salute.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Una nuova sentenza cancella la trasformazione del presidio in Casa della salute e boccia i decreti del commissario Scura

CATANZARO Avrà inizio il prossimo 27 marzo l'udienza preliminare a carico di Santo Mirarchi, Antonio Sacco, Antonio Giglio e Domenico Falcone, coinvolti nell'operazione "Fashion", messa a segno dalla procura di Catanzaro contro una serie di atti intimidatori ed estorsioni commessi a danno dei commercianti di Catanzaro Lido.
Nei confronti dei quattro indagati hanno chiesto il processo i procuratori Vincenzo Capomolla e Paolo Petrolo. L'operazione risale ad aprile scorso e prende il nome da un bar gestito da uno degli indagati, luogo di ritrovo per tutta la "banda". Il gip nell'ordinanza di custodia cautela sottolineò «l'indole minacciosa violenta e prevaricatrice; dalla manifestata pervicacia nel perseguire il fine illecito: dalla spregiudicatezza e dalla disinvoltura delle azioni delittuose e dalla loro preordinata organizzazione».
Un mese dopo l'arresto Santo Mirarchi, considerato il capo del gruppo criminale, ha manifestato la volontà di collaborare con la giustizia. Il prossimo 27 marzo gli indagati, rappresentati dai propri difensori - l'avvocato Valeria Maffia per Mirarchi, Luigi Falcone e Vittoria Aversa per Falcone, Francesco Iacopino per Giglio e Antonello Talerico per Antonio Sacco -, saranno presenti davanti al gup che deciderà chi affronterà il processo e con quale rito.

Alessia Truzzolillo
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Il 27 marzo compariranno davanti al gup gli indagati coinvolti nell'operazione "Fashion" accusati di una serie di atti intimidatori a adanno dei commercianti del capoluogo

COSENZA Lo scorso 11 marzo il gruppo di lavoro incaricato della predisposizione degli atti della nuova gara d'appalto per l'affidamento del Servizio integrato di Igiene urbana della città di Cosenza, ha completato l'istruttoria dopo averne ultimato le verifiche. Il bando è dunque pronto.
E nella giornata di oggi, in applicazione delle linee guida impartite dal sindaco Mario Occhiuto in merito alla trasparenza e alla legalità, sono stati trasmessi all'Anac (Autorità nazionale anticorruzione) gli atti di gara definitivi con una lettera a firma del primo cittadino nella quale si spiega nel merito la richiesta di vigilanza collaborativa preventiva insieme alla richiesta di comunicazione preventiva di una lista di candidati ai commissari di gara. Nella domanda di supporto siglata da Occhiuto si legge: «Con riferimento all'art. 4, comma 1, del "Regolamento in materia di vigilanza e accertamenti ispettivi", richiamato dall'art 27 del "Regolamento sull'esercizio dell'attività di vigilanza in materia di contratti pubblici" del 15 febbraio 2017 e considerato operativo fino all'entrata in vigore del redigendo Regolamento di vigilanza collaborativa, il sottoscritto Sindaco del Comune di Cosenza, in qualità di legale rappresentante della stazione appaltante, chiede a codesta Autorità di svolgere un'attività di vigilanza preventiva, finalizzata a verificare la conformità degli atti di gara alla normativa di settore e all'individuazione di clausole e condizioni idonee a prevenire tentativi di infiltrazione criminale, per la procedura aperta, sopra soglia comunitaria, finalizzata all'affidamento del Servizio Integrato di Igiene urbana della città di Cosenza. Il sottoscritto precisa che la richiesta è motivata dalla necessità di prevenire possibili tentativi di infiltrazione criminale, trattandosi di appalto del valore di circa 44 milioni di euro, in una regione con ricorrenti indici di elevato rischio corruttivo. Al fine di una corretta valutazione si allega alla presente una copia del Bando di gara e del Capitolato speciale d'appalto. Il Sindaco con l'occasione preannuncia la richiesta di una lista di candidati a commissari di gara, iscritti all'Albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni giudicatrici, che sarà effettuata a codesta Autorità successivamente alla presentazione delle offerte, come previsto dalla normativa in vigore».
«Nel segno della massima trasparenza proseguiamo lungo la strada intrapresa già da diversi anni - dichiara Mario Occhiuto in relazione all'atto odierno – In merito alle gare d'appalto più importanti, basta infatti ricordare che, per quanto riguarda ad esempio gli affidamenti di piazza Bilotti, delle Cooperative sociali e dei lavori del Cimitero, ci siamo rivolti a suo tempo alla Prefettura richiedendo un supporto per la composizione delle rispettive commissioni di gara. Adesso, nel caso della gestione del ciclo dei rifiuti, ci rivolgiamo all'Anac perché tutto continui ad essere supervisionato da tale autorità scongiurando infiltrazioni e anomalie».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Trasmessi all'Autorità nazionale anticorruzione gli atti di gara definitivi. Il sindaco: «Vogliamo impedire infiltrazioni criminali su un bando da 44 milioni di euro»

Il sindaco di Cosenza ha ordinato che, in occasione della Fiera di San Giuseppe, le scuole di ogni ordine e grado devono rimaner chiuse per quattro giorni per evitare i disagi che il loro pieno funzionamento potrebbe arrecare ai cittadini, perché «la chiusura al traffico di un'importante arteria stradale come Viale Mancini, ostacola l'ordinaria circolazione veicolare e rende estremamente difficoltoso raggiungere le scuole cittadine». Quattro giorni?! La chiusura di Viale Mancini?! Ritorneremo su questi argomenti fra poco, dopo aver ricapitolato i termini della vicenda.
Il sindaco Occhiuto ha voluto trasferire, dal 2012, la tradizionale Fiera di San Giuseppe lungo l’anonimo canyon di cemento, intitolato a Giacomo Mancini, dal luogo nel quale si svolgeva da secoli: i lungofiumi ed una parte del centro storico. Le motivazioni addotte erano quella riguardante la sicurezza per i visitatori e quella del mancato decoro della manifestazione che, a dire di Occhiuto, non poteva svolgersi nei vicoli angusti, sporchi e cadenti della città antica e lungo i pericolosi margini dei fiumi. Si deve rilevare che queste stesse preoccupazioni il sindaco, però, non le ha per coloro i quali abitano proprio in quel Centro storico sporco, con i palazzi caduti o a rischio di crollo tutti i giorni.
In questa occasione è, forse, utile ricordare che le Fiere rappresentano uno degli elementi costitutivi della nostra civiltà, della nostra cultura italiana ed europea: dalle “nundinae” romane (e pre-romane) fino alle fiere tipiche del mercantilismo medioevale che hanno arricchito città e regioni del nostro paese e del nostro continente sia da un punto di vista economico, sia da un punto di vista sociale, culturale e religioso. Le Fiere rappresentano uno dei caratteri fondanti della nostra identità culturale di europei, di italiani e di cosentini al pari dei Centri storici nei quali queste manifestazioni, tutte, continuano a svolgersi. Le Fiere, nelle nostre antiche città, sono fatte di calca, di sapori, di lezzo, di vocio e di suoni assordanti, di ristrettezza degli spazi, di odori improvvisi e penetranti delle spezie, di vicoli angusti e un po’ maleodoranti, di musica trash, di richiami ingannevoli dei venditori di paccottiglia, di fatica impiegata a fendere la folla, di colori squillanti e di oggetti più o meno kitsch. Le Fiere sono una memoria lontana, ma ancora vivente, del nostro modo di essere da secoli, da millenni: rappresentano, meglio di molte altre attività umane, uno dei modi migliori che noi italiani, noi meridionali, abbiamo inventato per convivere pacificamente.
Lo spostamento dal suo spazio consueto, la città storica, verso uno stradone brutto e senza alcun passato ha comportato un inevitabile snaturamento della Fiera che ora si svolge in un nonluogo, facendola diventare un altro desolato e orribile centro commerciale, all’aperto, nel quale si vende, prevalentemente, paccottiglia prodotta da sfruttatissimi operai cinesi. Un risultato davvero straordinario quello ottenuto da questa amministrazione: da plurisecolare manifestazione di devozione popolare accompagnata, come avviene dall’antichità classica, da un’occasione commerciale per i produttori locali ad archetipico “nonluogo” della globalizzazione più spaesante.
In questi ultimi anni, a Cosenza, si è progressivamente favorita l’angoscia territoriale, evocata e temuta da Ernesto De Martino, che è la prefigurazione della perdita di appartenenza di un luogo ad un gruppo umano e viceversa. Un altro elemento di perdita dell’identità e di aumento del senso di spaesamento è la ripetuta ridenominazione dei luoghi come è avvenuto, per esempio, nel caso di Piazza Luigi Fera in favore di una ricca famiglia o come nel caso di alcuni tratti dei lungofiumi per celebrare barbari invasori. Gli studiosi di scienze sociali sostengono che nominare i luoghi è una delle prime attività di orientamento, di organizzazione dell’ambiente circostante che compiono le società sin dall’antichità. Chiamare un posto per nome, con un nome, significa evocarne l’identità, mentre accettare di separarsi dai nomi dei propri luoghi significa accettare di perdere porzioni significative di identità. La frequente, e non ben motivata, ridenominazione di molti luoghi storici di Cosenza contribuisce alla perdita progressiva dell’identità. Questa nuova toponomastica insieme allo sradicamento della plurisecolare Fiera di San Giuseppe dal Centro storico, contribuiscono a far diventare il cittadino medio cosentino indifferente alla sua città, al suo territorio perché, subendo decisioni prese dall’alto, diventa solo un utente ricacciato in una condizione di costante spaesamento, di cronico fuor-di-luogo (La Cecla). 
A completare questa snaturante trasformazione viene l’ordinanza del sindaco di chiusura, per la terza o quarta volta e per quattro lunghissimi giorni, delle scuole di ogni ordine e grado per evitare disagi ai visitatori della Fiera ed agli alunni. La Fiera di San Giuseppe è l’unica manifestazione locale per la quale, in Italia e all’estero, si chiudono le scuole per così tanto tempo; neanche a Catania per la famosissima Festa di Sant’Agata, neanche a Napoli per la celeberrima Festa di San Gennaro, neanche a Monaco per l’ormai globalizzato Oktoberfest

rendering del parco lineare di viale mancini


Un’ultima, ma non per questo di minor conto, considerazione va fatta sul traffico e su Viale Mancini perché nell’ultima campagna elettorale, che lo ha visto poi vincitore con il 60 per cento dei voti, l’attuale sindaco aveva come elemento caratterizzante la ferma opposizione alla realizzazione della metropolitana leggera. Un’opera, già finanziata con 120 milioni di euro, che dovrebbe collegare il centro di Cosenza con l’Università, passando proprio dal suddetto viale. Nelle ultime settimane Occhiuto ha rivisto le sue posizioni dicendo che sarebbe stato d’accordo a far passare la metropolitana da Viale Mancini a patto che quest’ultimo venisse chiuso al traffico veicolare e trasformato nel più grande parco verde lineare d’Italia, aggiungendo che: «In tale contesto sarà possibile l’attraversamento di soli mezzi di trasporto pubblico, elettrici e non inquinanti, e con la massima permeabilità, nonché con l’esclusione di cordoli, barriere, ostacoli di qualsivoglia natura. Inoltre, è previsto l’utilizzo di materiale rotabile con minor impatto, con inderogabile esclusione, appunto, di sospensioni o cavi».
Una domanda sorge, a questo punto, spontanea: se è vero, come recita la recentissima ordinanza del sindaco, che: «La chiusura al traffico di un'importante arteria stradale come Viale Mancini, ostacola l'ordinaria circolazione veicolare e rende estremamente difficoltoso raggiungere le scuole cittadine», quanto ostacolerebbe l’ordinaria circolazione veicolare l’immaginifico progetto del Sindaco che vorrebbe, per permettere la costruzione della metro, chiudere al traffico veicolare, per sempre, il suddetto canyon di cemento, trasformandolo in un’area verde e pedonale? Una interruzione di quattro giorni di Viale Mancini, quindi, renderebbe «estremamente difficoltoso» il traffico, ma la sua definitiva chiusura, al contrario, lo agevolerebbe?

*Docente Unical

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    di Battista Sangineto*

RENDE Si è tenuto lunedì mattina all'Università della Calabria il convegno "Efficientamento energetico dell'Unical – Strategie attuate dalla Regione Calabria attraverso i finanziamenti Ue", i cui lavori, introdotti dal rettore Gino Crisci, sono stati conclusi dal presidente della Regione Mario Oliverio. Una importante iniziativa - informa un comunicato dell'Ufficio stampa della Giunta -, che ha dettagliato gli interventi di efficientamento energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili realizzati nell'ambito dell'Ateneo, particolarmente quelli finanziati dalla Regione Calabria con il Por 2007-2013, il Pac 2007-2013 e il Por 2014-2020.
Si tratta - è stato spiegato nel corso del convegno - di interventi, per un totale di risorse pari a circa 30 milioni di euro, relativi ad un impianto fotovoltaico a concentrazione di potenza 472,5 kWp, presso l'Orto botanico (Poe Fesr 2007-2013, 1.483.485,72 euro); all'intervento di efficientamento energetico, mediante la realizzazione di impianti solari termici a servizio dei complessi residenziali per i quartieri Arcavacata, San Gennaro, Rocchi, Molicelle, insediamento B (Pac 2007-2013, 3.150.000 euro); alla realizzazione di impianti a concentrazione solare per la generazione di energia termica a servizio dei complessi residenziali "Socrates, Rocchi, S. Gennaro" (Pac 2007-2013, 3.800.000,00 euro); all' impianto di climatizzazione a pompe di calore elettrica mediante l'uso di sonde geotermiche alimentato da un campo di pannelli fotovoltaici (Pac 2007-2013, 3.500.000,00 euro); alla riqualificazione dell' impianto di illuminazione artificiale interna degli edifici dell'Università della Calabria mediante la sostituzione con corpi illuminanti a tecnologia led (Por Fesr 2014-2020, 18.113.369,15 euro).
Il primo intervento è concluso; i tre progetti finanziati con il Pac 2007-2013 sono in chiusura e per il progetto relativo all'impianto di illuminazione interna dell'Unical è in corso la procedura di finanziamento sul Por2014-2020.
Ad intervenire al convegno, moderato dall'Esperto Gestione Energia, Nadia Scordino, la dirigente del Settore Politiche Energetiche ed Efficienza energetica del Dipartimento Sviluppo economico, Lavoro, Formazione e Politiche Sociali della Regione Maria Rosaria Mesiano e quindi il responsabile della Segreteria tecnica dello stesso Dipartimento Salvatore Cangemi: per l'Università della Calabria, i contributi di Dimitrios Kaliakatsos, componente della Commissione Energia e Energy Manager dell'Unical, Pasqualino Pingenti, dell'Ufficio Energy Management e Natale Arcuri, componente della Commissione Energia.
«Questo incontro - ha detto il presidente Oliverio - ha dato il quadro di un progetto importante per l'Università, che si sta realizzando. Oggi, gli orientamenti della politica comunitaria, e più complessivamente quelli mondiali, vanno nella direzione di investire per la produzione energetica da fonti rinnovabili e soprattutto per l'efficientamento e il risparmio costante di energia. Noi - ha proseguito - abbiamo scelto una precisa linea di politica energetica che va in questo senso, ci siamo battuti, anche opposti, perché nel corso degli anni non si realizzassero investimenti per la produzione di energia utilizzando, ad esempio, il fossile. Una scelta saggia, anche in momenti in cui quegli investimenti venivano presentati come opportunità di lavoro, ricevendo apprezzamenti per questo. Nella linea che abbiamo assunto consideriamo l'Università un laboratorio».
«Ritengo - ha poi evidenziato Oliverio - che in una regione come la nostra che ha particolari condizioni, climatiche, ambientali, dobbiamo ambire ad essere modello, nel nostro Paese ed in Europa, relativamente alle fonti rinnovabili; dobbiamo spingere per sfruttare pienamente le nostre potenzialità, il che significa, ad esempio, solare, significa idroelettrico. Dobbiamo investire su ciò, e spingere per l'incentivazione di produzione di energia da fonti che abbiano il minimo impatto ambientale. Nelle scelte che abbiamo compiuto, e che adesso formalizzeremo- ha detto ancora il presidente della Regione - dobbiamo porre un alt alla produzione eolica, perché i dati ci dicono si è largamente superata la produzione di questo tipo di energia; cosa diversa è incentivare l'approvvigionamento aziendale, quello diffuso, il mini-eolico».
«Per quanto riguarda ancora l'Università - ha inoltre affermato Oliverio -, la nostra ambizione deve essere quella di realizzare opportunità nel suo ambito, per cui, ad esempio, pensiamo che il decongestionamento del campus possa essere realizzato attraverso mezzi che utilizzino l'energia. In questo quadro il progetto della realizzazione della metropolitana nell'area Cosenza-Rende-Università non solo è opportunità per rafforzare e rendere efficiente la mobilità attraverso mezzi pubblici, ma anche vantaggio dal punto di vista ambientale, in quanto si avvale dell'energia elettrica. Nell'ambito del campus dobbiamo puntare ad una mobilità che tenga fuori l'automobile; il modo, questo, per realizzare un modello ed una migliore qualità della vita. Per questo la Regione è disponibile ad investire».
«I progetti esposti oggi producono risparmi energetici notevoli e, come nel caso della tecnologia Led, dimezzamento dei costi di approvvigionamento che possono consentire di ridurre anche le difficoltà in cui operano le università, soprattutto quelle del Sud, quel Sud che cresce se si investe in formazione», ha indicato infine il presidente Oliverio che ha anche parlato di altri progetti della Regione relativi all'energia.
«Questi - ha concluso - sono investimenti collocati nella frontiera dell'innovazione, che sosteniamo. Stiamo avanzando, recuperando ritardi ed al proposito vorrei ricordare che per quanto riguarda la banda ultra-larga siamo la regione che si pone in testa in Italia. Dobbiamo ora fare in modo che le reti che si creano e si costruiscono siano utilizzate, per un ritorno per l'economia, per il sistema dei servizi, per il complesso delle attività della nostra terra. In questa direzione giochiamo la sfida vera della crescita e dello sviluppo. Le università hanno un ruolo importante in questo percorso».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    All'ateneo di Rende il convegno sulle strategie attuate dalla Regione attraverso i finanziamenti europei. Illustrati i progetti portati a termine e quelli in itinere

Lunedì, 13 Marzo 2017 17:34

Lillo Foti aggredito e rapinato

REGGIO CALABRIA Due persone, rimaste ignote, hanno aggredito e rapinato l'ex presidente della Reggina calcio Lillo Foti, imprenditore nel settore dell'abbigliamento. Secondo quanto appreso, Foti aveva da poco aperto gli uffici amministrativi della sua azienda nella centralissima via Panella, quando è stato affrontato all'interno dello stabile dai due rapinatori. L'imprenditore ha tentato di difendersi ingaggiando una colluttazione ma è stato sopraffatto e costretto a consegnare ai suoi aggressori una somma di tremila euro.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    L'ex presidente della Reggina è stato affrontato nello stabile che ospita la sua azienda. È stato costretto a consegnare ai malviventi 3mila euro

COSENZA Una serie di cartoni animati in cinque puntate, una guida per gli insegnanti, un libro di avventure per bambini, incontri formativi con le maestre nei 15 Comuni che hanno aderito al progetto patrocinandolo, un evento finale nei teatri dedicato ai piccoli e ai loro genitori e uno speciale concorso tra scuole. A trainare tutte queste iniziative educazionali sono cinque super-eroi protagonisti: Cric, Memo, Scudo, Alma e Luce, che rappresentano i colori della salute legati alla frutta e alla verdura: bianco; blu/viola; giallo/arancione, rosso e verde. Saranno loro ad aiutare i pediatri e i nutrizionisti ad insegnare ai bambini italiani l'importanza di una corretta alimentazione quotidiana. Si tratta dell'obiettivo primario della campagna "Dammi il 5!", ideata e realizzata da Mati Group, società specializzata nella comunicazione dell'educazione alimentare, con il contributo scientifico dell'ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, con la collaborazione della Società Italiana di Pediatria (Sip), della Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) e dell'Associazione Italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi).
Il progetto è stato presentato in anteprima questa mattina nel salone di rappresentanza di palazzo dei Bruzi dove, davanti ai giornalisti e ai bambini di una scuola arrivati truccati con i colori dei super-eroi della campagna, riguardo all'importanza del supporto dell'Amministrazione comunale, il sindaco Mario Occhiuto ha subito sottolineato: «Siamo da sempre impegnati in prima linea sulle buone pratiche. A noi interessa la qualità della vita che combacia con l'essenza del concetto di sviluppo, formando persone più consapevoli». Il primo cittadino ha evidenziato il significato di sostenere tali iniziative pedagogiche che vanno a inserirsi nelle stesse finalità delle azioni di governo: «Il tema del benessere è diventato una delle strategie amministrative – ha aggiunto Occhiuto – Ricordo che abbiamo istituito l'assessorato al Tempo libero e, appunto, al Benessere, dedicandovi pure dei percorsi cittadini ad hoc. Inoltre abbiamo in cantiere la realizzazione di un grande parco lineare che tra le altre cose sarà un polmone di verde e un concentrato di giochi. Siamo sempre partiti dalle scuole per diffondere le buone pratiche urbane – ha concluso il Sindaco plaudendo alla campagna "Dammi il 5!" – E la Cosenza che abbiamo avuto in mente fin dall'inizio è una città a misura di bambino».
In merito all'entità del problema, ai numeri crescenti, alla diffusione sul territorio e alle cause legate prevalentemente all'alimentazione, è intervenuto Domenico Sperlì, presidente regionale Calabria della Sip (società italiana pediatria): «Un bimbo italiano su tre è in sovrappeso – ha affermato il dottor Sperlì - Sebbene si osservi una inversione di tendenza negli ultimi anni, il dato rimane ancora alto, soprattutto nelle regioni meridionali. Le cause dell'eccesso ponderale sono costituite dagli errori dietetici con un'alimentazione squilibrata e troppo ricca di grassi ed uno stile di vita non corretto basato su una diffusa sedentarietà che interessa attualmente il 16% dei giovanissimi. Sei su dieci passano troppo tempo davanti a tivù e videogiochi. Si tratta, quindi, di educare i bambini fin dal principio della loro vita ad una corretta alimentazione ed a condurre una sano stile di vita. Abbiamo perciò deciso di scendere in campo e sostenere questo innovativo progetto di prevenzione per evitare che i nostri bambini diventino giovani o adulti con patologie croniche. Questo tipo di impegno deve essere condiviso dalle istituzioni perché si tratta di interventi di tipo culturale prima ancora che scientifico e sanitario. Ci siamo resi conto che il messaggio arriva più velocemente alle famiglie quando lo facciamo arrivare direttamente ai bambini».
Per far ciò, è necessaria una linea di comunicazione costante tra le famiglie e i pediatri di famiglia. Ne ha relazionato Graziella Sapia in qualità di segretario provinciale Fimp di Cosenza (Federazione Italiana Medici Pediatri), rete che raggruppa circa 7mila pediatri: «Dammi il 5 è una splendida iniziativa che si rivolge alle scuole – ha affermato la dottoressa Sapia – Gli attori principali di un percorso congiunto sono proprio la scuola, la famiglia e i pediatri. In realtà – ha specificato – non sono i bambini che ingrassano ma sono i genitori che pensano, sbagliando, che il grasso sia bello. L'obesità è una questione di salute gravissima, per questo motivo noi pediatri di famiglia abbiamo un ruolo didattico-educativo davvero importante. Non è mai troppo presto per insegnare le regole della salute e del benessere. Un obeso ha infatti un'aspettativa di vita inferiore di dieci anni rispetto ad un normo-peso. I chili di troppo in età pediatrica favoriscono la probabilità di sviluppare una serie di malattie croniche non trasmissibili come disturbi cardiovascolari, tumori, insufficienza respiratoria, ipercolesterolemia, ipertensione e diabete».
Della prevenzione e di quanto sia fondamentale per tutti – sin da piccolissimi - nutrirsi di frutta e verdura, ha parlato, dati alla mano, la dottoressa Mirella Nicodemo, responsabile di Educazione alimentare dell'ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma.
Mentre Maria Teresa Carpino, amministratore delegato di Mati Group e ideatrice del progetto, si è occupata di entrare nei dettagli dell'iniziativa che in questa settimana verrà diffusa nelle scuole: «Educare in maniera divertente e insolita è la strategia della mia società da sempre impegnata a produrre progetti per bambini sulla sana alimentazione – ha detto poco prima della visione di uno dei cartoni animati a ritmo di rap - Il titolo è strategico ed emblematico. Sono partita da 'Dammi il 5!' come gesto che vuole rappresentare segno di soddisfazione e gratitudine. E poi sono giunta a creare 5 super eroi, che rappresentano i 5 colori della salute. Il nostro scopo è quello di suscitare nei bambini il desiderio di immedesimarsi nei nostri fantastici eroi e quindi cercare di imitarli, mangiando molta frutta e verdura per diventare come loro. Una volta fatto, potranno battersi il 5 e sentirsi soddisfatti. Tutta la campagna ha il bollino dei vertici istituzionali della pediatria e della nutrizionistica italiana e quindi i contenuti sono validi da un punto di vista scientifico. Il nostro auspicio è che, grazie ad iniziative di questo tipo, un numero in crescita di bambini e adulti percepiscano l'importanza di una sana alimentazione e di uno stile di vita corretto».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Presentato il progetto educazione che coinvolge 15 Comuni in cinque regioni d’Italia. La campagna “Dammi il 5!” fa tappa nel capoluogo bruzio

REGGIO CALABRIA Cosa ci fanno docenti, politici e magistrati, onorari e no, a un'adunata di massoni in rivolta contro le iniziative della commissione parlamentare antimafia? Spiegarlo toccherebbe all'esercito di più o meno alti papaveri delle istituzioni che sabato scorso ha risposto alla chiamata del Goi calabrese, «ferito – si legge in una nota – nell'orgoglio dell'appartenenza dopo il sequestro degli elenchi disposto dalla Commissione Parlamentare Antimafia nei giorni scorsi».

SOLIDARIETÀ DI OGNI COLORE Una risposta trasversale e bipartisan cui – informa un orgoglioso Gran Maestro Stefano Bisi – hanno risposto il deputato Daniele Capezzone, un tempo radicale, poi nel Pdl, oggi in Direzione Italia, Ferdinando Aiello, ex Sel transitato nel Pd, il segretario questore del consiglio regionale Giuseppe Graziano, il presidente della provincia di Cosenza, Francesco Iacucci e l'ex senatore Giancarlo Pittelli. Tutti quanti si sono radunati ad Aiello Calabro – Comune di scarse duemila anime del cosentino – per esprimere – informa Bisi con una sua nota – «piena e convinta solidarietà al Goi, ma in generale al diritto di associazionismo e di libero pensiero».

NODO MAGISTRATI Insieme a loro c'erano il professore dell'Università della Calabria, Giancarlo Costabile, per altro intervenuto per sottolineare che «la massoneria è la pedagogia del terzo millennio» e il giudice Romano De Grazia, Presidente onorario aggiunto della Corte suprema di Cassazione. Provocazione o scivolone?

LA PISTA DELLA COMMISSIONE Di certo, l'adunata è destinata a non passare inosservata agli occhi di senatori e deputati della Commissione antimafia, che da tempo ha messo i grembiuli nel mirino. Forte dei poteri ispettivi che gli sono propri, l'organo parlamentare nelle scorse settimane ha sequestrato le liste di tutti gli appartenenti calabresi e siciliani alle varie obbedienze conosciute. Un'iniziativa più o meno duramente criticata da muratori e confratelli, ma che per il Goi è «l'inquisizione del Terzo Millennio». Peccato che ad animare i parlamentari, bollati come novelli Torquemada, non siano state oscure ortodossie, ma gli innumerevoli spunti che la cronaca giudiziaria ha fornito sulle commistioni fra mafie e massonerie.

PERICOLO MAFIE Un tasto dolente per il Goi fin dai primi anni Novanta, a detta dell'ex Gran Maestro Giuliano Di Bernardo, andato via sbattendo la porta proprio a causa delle infiltrazioni mafiose, e tuttora non sanato, assicura un altro ex, Amerigo Minnicelli, sbattuto fuori dopo aver denunciato l'inspiegabile crescita dei massoni calabresi proprio in periodo di elezioni. Fandonie, bugie ed esagerazioni, tuona da tempo il Gran Maestro Bisi in ogni sede possibile. Il problema – si affannano a dire lui ed altri venerabili – non riguarda le obbedienze ufficiali, ma quelle non riconosciute. Nella migliore delle ipotesi, una mezza verità per la magistratura.

IL MONDO DIETRO AI GREMBIULI In realtà, i pm che da tempo esplorano i terreni di confine fra 'ndrangheta e massoneria, hanno un'altra idea. Per identificare quel mondo di potere in cui 'ndrine e logge si incontrano bisogna andare al di là delle obbedienze, senza necessariamente prescinderne. Dietro ai grembiuli, tutti, si nasconde infatti mondo stratificato, strutturalmente segreto anche a parte dei suoi adepti, che al pari dei piccotti di 'ndrangheta solo quando salgono di grado possono conoscere cariche, ruoli e strategie.

LA TERRA DI MEZZO Un mondo che all'esercito dei massoni visibili, affianca pochi reparti di uomini selezionati per essere riservati, per diventare adepti «delle massonerie interne alle massonerie stesse». Un po' come la 'ndrangheta fa nel selezionare i propri invisibili, nascosti e sconosciuti agli eserciti che rendono la 'ndrangheta stessa visibile sul territorio e rilevante in quello che più di un pentito definisce "ambito massonico". Un mondo fatto di potere puro di cui il pentito Cosimo Virgiglio ha fatto parte. E in cui ha imparato a riconoscere la presenza e il determinante peso dei selezionatissimi vertici strategici e segreti di tutte le 'ndrine, che proprio in questi ambienti occulti si confrontano da pari a pari con i rappresentanti del potere politico, economico, finanziario, giudiziario, religioso.

LA CHIAVE Di quegli ambienti Virgiglio ha aperto le porte ai magistrati e probabilmente non solo di Reggio Calabria. Perché – dice la loggia e suggeriscono diverse inchieste – per pesare la rete di potere deve essere necessariamente nazionale, se non internazionale, per contare deve permettere a domande (diverse) ed offerte (diverse) di incontrarsi ben oltre gli stretti confini di Calabria e Sicilia. «Gli accordi fra i vari poteri che in quest'ambito riservato stiamo verificando sono sempre di natura commerciale – suggerisce un investigatore – nessuno da niente per niente, nessuno fa niente per mera ideologia». Un universo basato sulla regola del do ut des, che potrebbe essere la chiave per spiegare misteri di Stato, grandi appalti, alleanze politiche, avventure economiche e imprenditoriali. Una chiave che i magistrati stanno cercando.

Alessia Candito
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Il raduno del Goi ad Aiello Calabro attira docenti, rappresentanti istituzionali e magistrati. Ma le inchieste delle Dda e della Commissione antimafia continuano. A caccia del potere puro che si nasconde nelle “logge delle logge”

Pagina 1 di 5