Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Martedì, 14 Marzo 2017

CATANZARO Riunione operativa a Catanzaro alla Cittadella regionale, con il ministro per la Coesione territoriale e del Mezzogiorno Claudio De Vincenti e il presidente della Regione Mario Oliverio. L'incontro, al quale hanno partecipato anche alcuni dirigenti del Ministero e della Regione, è servito - informa l'ufficio stampa della Giunta - per fare il punto sull'attuazione del Patto per la Calabria. «Complessivamente - ha dichiarato De Vincenti - abbiamo stabilito una serie di passaggi fondamentali per accelerare le attività e avere a disposizione maggiori risorse. In particolare, abbiamo verificato che alcune cose sono già partite. Mi riferisco, ai lavori su alcune strutture idriche come, ad esempio, la diga del Menta. Sono stati avviati anche i lavori in alcune scuole per la messa in sicurezza dal rischio sismico e sono in fase di avvio bandi di gara per una serie di opere che riguarderanno le bonifiche, la riqualificazione degli edifici scolastici e il rischio idrogeologico. Nello specifico - ha annunciato il ministro - abbiamo concordato con il presidente Oliverio l'avvio di una procedura per mettere in capo al presidente stesso, come commissario del rischio idrogeologico, tutte le risorse relative a questo settore». Sul tavolo del confronto anche le questioni portuali e aeroportuali, le politiche industriali per il settore dell'agroalimentare e del turismo, la Zes (zona economia speciale) di Gioia Tauro. «Nel Patto - ha spiegato De Vincenti - sono previste le infrastrutture nodali anche sul sitema portuale e il punto chiave aeroportuale è stato in parte risolto con l'aggiudicazione della concessione per Crotone e per Reggio Calabria. Per quanto riguarda le rotte della città dei Bronzi, il presidente Oliverio e il sindaco Falcomatà hanno fortemente sensibilizzato il governo il quale è impegnato a trovare tutte le soluzioni per non far cessare un servizio necessario per lo sviluppo della città e della Calabria. Per quanto riguarda, invece, l'Agenzia per il lavoro di Gioa Tauro, posso dire, che partirà nelle prossime settimane e, comunque, necessariamente entro l'estate, per mettere in sicurezza i lavoratori. Il Patto per la Calabria - ha ricordato il ministro - prevede un impegno di spesa di quasi 5 miliardi di euro e attualmente l'attivazione viaggia intorno alla decina di milioni di euro. Naturalmente e' un programma molto impegnativo e dovremmo accelerare i tempi. Perciò ci siamo dati appuntamento per il prossimo mese di maggio per fare un'ulteriore verifica sui risultati raggiunti». «Ringrazio il ministro De Vincenti - ha esordito il presidente Oliverio - perché questo metodo di lavoro non è solo un metodo operativo ma dimostra che c'è una attenzione concreta del governo. Il ministro del Mezzogiorno sta facendo verifiche concrete, un monitoraggio che è sicuramente virtuoso per tutto il Meridione. Devo dire che De Vincenti è venuto qui il 12 gennaio, oggi ritorna, ha annunciato un altro ritorno a maggio proprio a significare che i programmi che sono stati definiti e le risorse destinate alla nostra regione sono fondi reali che vengono impegnate per l'apertura di cantieri. Abbiamo avviato, come il ministro ha evidenziato, un lavoro importante. In Calabria, in modo particolare, abbiamo costituito una cabina di regia per il monitoraggio della realizzazione delle opere previste nel Patto con le forze sociali, le organizzazioni sindacali e datoriali di lavoro. Il lavoro concertato, questa sinergia, è un fattore importante perché si aprano i cantieri, perché le opere programmate possano creare occasioni e opportunità di lavoro. Nella programmazione che è stata definita attraverso il Patto - ha concluso Oliverio - ci sono opere importanti, obiettivi importanti per la crescita e lo sviluppo della nostra regione».

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    Riunione operativa a Catanzaro alla Cittadella regionale, con il ministro per la Coesione territoriale e del Mezzogiorno e il presidente della Regione

Martedì, 14 Marzo 2017 22:24

L'Ars Enotria è Celeste

COSENZA Cambio di guardia alla presidenza dell'associazione culturale "Ars Enotria" di Rende.
Dopo oltre sedici anni dalla fondazione dell'associazione la presidente Angela Martire ha desiderato cedere il testimone alla giovane professionista Celeste Foti ritenuta persona di fiducia e adatta a proseguire con successo l'opera avviata di riscoperta e di rivalutazione della Calabria paesaggistica, artistica e culturale.
Il passaggio di consegna è avvenuto dopo la visita del nutrito gruppo dei soci dell'Ars Enotria al Castello normanno-svevo di Cosenza sotto la preziosa guida turistica dell'architetto Ida Luigia Tedesco.
La presidente uscente ha voluto «con sentimento misto di gioia, di fiducia e di orgoglio - è scritto in una nota - ringraziare tutti coloro che hanno contribuito in questi anni con la loro opera, la loro presenza, il loro impegno e la loro passione, al successo dell'Associazione la quale è diventata un importante punto di riferimento e non solo sul territorio regionale; il senso del dovere e della responsabilità civile e partecipata hanno fatto in questi sedici anni dell' "Ars Enotria" un'associazione dinamica ed efficiente, capace di proporre e realizzare progetti di rilevanza collettiva regionali, nazionali e internazionali. Angela Martire è sempre stata il volto dell'Ars Enotria rappresentandone la serenità, il garbo, l'accoglienza e la disponibilità, la gentilezza, la discrezione, l'entusiasmo , l'impegno tenace e risoluto, la determinazione delle scelte operate sempre attraverso il confronto e la condivisione».
Il direttivo della Ars Enotria - che ringrazia la dottoressa Maria Sergio che cura la comunicazione - si è insediato domenica scorsa ed è composto oltre che dalla nuova presidente Celeste Foti, dalla vicepresidente Concetta Perrone, dalla Segretaria Rosanna Chiarello, dal tesoriere Patrizia Vetere, dal direttore artistico Anna Stella Cirigliano e dall'addetto stampa Maria Sergio.
L'ultimo atto ufficiale della presidente uscente è stato quello di insignire il professor Vincenzo Ferraro dell'attestato di socio onorario per i meriti di uomo di vasta cultura, di eccellente oratore, di professore e dirigente scolastico di licei di eccellenza, di aver onorato l'Associazione della sua presenza e del suo contributo formativo, intellettuale ed umano.
«L'Ars Enotria - conclude la nota - ora ha un nuovo timoniere, Celeste Foti, la quale dovrà reggere il peso di una grande eredità e di una forte personalità, ma siamo certi che saprà con finezza, umiltà e competenza operare con efficienza e produttività, cementando le risorse presenti e accogliendo con entusiasmo quelle future. Molte già sono le iniziative in cantiere ed anche imminenti che attendono la nuova Presidente , la quale ha esposto i suoi obiettivi di insediamento ai soci confidando in sempre maggiore confronto, dialogo costruttivo e relazioni durature. Auguri e prosperità, dunque, alla neo eletta affinché possa rappresentare continuità di testimonianza, di impegno e di passione e, al contempo, sia propositiva ed energica nella innovazione progettuale a tutto tondo».

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    Cambio di guardia alla presidenza dell'associazione culturale di Rende. Dopo oltre sedici anni dalla fondazione dell'associazione la presidente Angela Martire ha desiderato cedere il testimone alla giovane professionista Celeste Foti

REGGIO CALABRIA «Domani sarò a Roma a difendere le speranze della nostra Reggio. Se non dovessi ottenere le certezze necessarie a garantire la sopravvivenza del nostro aeroporto e del suo sviluppo, non ha senso continuare. Passione e amore, così, non bastano più. Consegnerò al governo le chiavi di una città che ha alzato la testa fiera e orgogliosa, riconoscendo che senza l'aeroporto, la principale porta di accesso alla Città Metropolitana, Reggio non avrà alcun futuro». Lo afferma il sindaco Giuseppe Falcomatà in una lettera aperta ai reggini alla vigilia della riunione a Roma sul futuro dell'aeroporto della città. Per Falcomatà non c'è in gioco «il futuro personale, non le velleità politiche, non le appartenenze, non le fantomatiche mire individuali» ma «il futuro della nostra città, il futuro di una comunità, la dignità di un intero popolo. E tutto questo non si sacrifica sull'altare di nulla. In queste ore si sta consumando una storia che parla di tutti noi, una storia sbagliata che ci racconta che saremo di nuovo sconfitti se tagliati fuori. Condannati di nuovo all'isolamento, alla chiusura, alla mancanza di prospettive, alla possibilità di dire al mondo intero 'Benvenuti a Reggio' e di dire a noi stessi "Bentornati a casa". Siamo di fronte ad un passaggio di portata epocale, che va molto oltre la semplice programmazione dei voli in partenza e in arrivo al "Tito Minniti'". «In poco più di due anni di lavoro sono ormai diversi gli strumenti normativi e finanziari ottenuti per il rilancio dello sviluppo nella nostra Città Metropolitana. Mi riferisco, ad esempio, al Masterplan di investimenti del Patto per Reggio Calabria, alle nuove opere del Decreto Reggio, ai fondi previsti nel Pon Metro, al Pon Sicurezza, ai bandi per la cultura e lo sviluppo delle periferie. Tutti strumenti utili e necessari che ci hanno consentito di invertire la tendenza disastrosa che sembrava quasi ineluttabile e ridisegnare il futuro della citta' con opere importanti, alcune delle quali già avviate e altre pronte ad essere cantierate. Senza aeroporto, tuttavia, tutto questo non ha senso». «Non è accettabile e non è possibile che Alitalia, in modo autonomo, faccia scelte che non rispondono ad alcuna logica, che rendono precaria la mobilità dei cittadini calabresi, ed in parte siciliani, già in situazioni difficili, e che rischia ora di diventare inesistente, isolando il nostro territorio e lasciandolo all'abbandono». È quanto dichiara Roberto Vizzari, sindaco di San Roberto e presidente dell'Associazione dei Comuni dell'area dello Stretto a nome dei suoi colleghi. «In questo momento - aggiunge Vizzari - quello che proprio non serve è far rimbalzare le responsabilità. La politica deve fare squadra a difesa della liberta' di movimento, del diritto alla mobilità, rispetto a chi penalizza gli abitanti di questo territorio. Siamo pronti a far valere i nostri diritti in ogni sede, non faremo, assolutamente, alcun passo indietro. Questo aeroporto che per anni ha subito perdite ingenti, e che ha registrato lo sperpero di risorse pubbliche, ora deve essere potenziato. Serve un cambio di rotta, una programmazione seria, e in questa logica di sistema Alitalia deve fare l'interesse comune, e non pensare solo al proprio tornaconto. Basta compagnie che "battono cassa" a intervalli regolari». «Per questo - sostiene ancora Vizzari - attendiamo di capire gli sviluppi della vicenda, che nelle prossime ore vedranno una fase decisiva. Nel caso in cui non ci fossero le dovute garanzie per tenere in vita, e far funzionare, l'aeroporto dello Stretto, siamo pronti,con tutti i sindaci dell'Associazione, insieme a tutti gli altri primi cittadini della città metropolitana, a  "marciare" su Roma, chiedendo di essere convocati insieme all'Ad di Alitalia, dal Ministro dei Trasporti Graziano Delrio e dal presidente Paolo Gentiloni, per far valere i nostri diritti». 

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    Il sindaco di Reggio in una lettera aperta parla ai reggini alla vigilia della riunione a Roma sul futuro dell'aeroporto della città

COSENZA La Corte di Cassazione ha pienamente confermato l'inchiesta "Magnete", scaturita dall'omonima operazione condotta dalla squadra mobile di Cosenza e coordinata dal pm della Dda di Catanzaro Pierpaolo Bruni, che nel luglio 2013, svelò la rete di estorsioni messa in atto dalla criminalità del capoluogo bruzio ai danni di commercianti e imprenditori.
Già la Corte di Appello di Catanzaro, nel novembre del 2015, aveva confermato la sentenza di primo grado comminando sei condanne e quattro assoluzioni. Associazione per delinquere ed estorsioni aggravate dalle modalità mafiose sono le accuse che portarono, in primo grado, il 23 dicembre 2014, alla condanna di Luigi Paternuosto, 2 anni e 2 mesi; Mario Musacco, 6 anni, 5 mesi e 10 giorni; Sergio Raimondo, 6 anni, 8 mesi e 20 giorni; Armando Giannone, 4 anni, tre mesi e 10 giorni; Santo Cozza, 7 anni, 4 mesi e 20 giorni e Giuseppe Gabriele, 3 anni. Assolti Falbo Alfonsino, Marco Perna, Giulio Castiglia e Caterina Palermo.
Nella tarda serata di martedì la Suprema Corte ha confermato la sentenza di secondo grado. L'operazione era riuscita a svelare il sistema delle estorsioni che stava vessando gli imprenditori di Cosenza.  Gli imputati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Antonio Ingrosso, Cristian Cristiano, Nicola Rendace, Ernesto D'Ippolito, Filippo Cinnante.

Mirella Molinaro
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    La Suprema Corte conferma pienamente l'impianto accusatorio del primo e secondo grado di giudizio nel processo scaturito dall'operazione "Magnete" contro alcuni esponenti dei clan bruzi. L'inchiesta svelò la rete di taglieggiamenti ai danni di commercianti e imprenditori

REGGIO CALABRIA Non è il primo invito di Domenico Bevacqua alla maggioranza. Quello di oggi, però, suona come un vecchio refrain morettiano: continuiamo così, facciamoci del male. Lo spunto è la presentazione del progetto di legge teso alla riforma dei Consorzi di bonifica, presentato al consiglio regionale e firmato «dai colleghi (di Bevacqua, ndr) Mirabello e Romeo». La meraviglia per il presidente della Commissione Ambiente «non nasce di certo dall'iniziativa in sé e per sé: la funzione legislativa pertiene pienamente a ciascun consigliere». Il problema «nasce dal fatto che l'amico Romeo è capogruppo Pd e non può non sapere che proprio ieri (lunedì, ndr), nella seduta della IV Commissione da me presieduta, il referente della giunta, consigliere delegato Mauro D'Acri, ha presentato un testo sulla medesima materia che, per quanto concerne i contributi fondiari, va in direzione quantomeno diversa». Riassunto: giunta e consiglio non si parlano, non comunicano e si rischiano, come minimo, delle figuracce.
«Nella mia qualità di presidente della Commissione Ambiente – spiega Bevacqua –, unitamente e con la condivisione dei miei colleghi, sto portando avanti da diverso tempo un lavoro di approfondimento e di ascolto di tutti i soggetti interessati alla tematica e, anche sulla base del testo proveniente dall'esecutivo regionale, si era giunti a un primo punto fermo che aveva e ha la finalità di contemperare, in maniera ponderata, le diverse esigenze dei diversi attori presenti sui territori».
Il fatto che spunti una nuova proposta, per di più proveniente dalla maggioranza, evidenza una questione centrale nel rapporto tra i due poteri della Regione. «Mi sembra palese che qualcosa non funzioni – dice il presidente della commissione – nel rapporto e nella positiva dialettica fra giunta e maggioranza consiliare, perché delle due l'una: o il consigliere delegato D'Acri non rappresenta la volontà dell'esecutivo, oppure il capogruppo Romeo si muove in allegra libertà senza tenere conto dei doveri che ineriscono al suo ruolo. Comunque sia, non è mia intenzione tenere dietro alle improvvisazioni e alle acrobazie di chicchessia: atteso che ognuno di noi dovrebbe avere ben presente le più elementari norme di correttezza istituzionale, chiedo la convocazione di una riunione di maggioranza, alla presenza del presidente Oliverio, per chiarire quanto sta accadendo e dare, così, un senso alla nostra azione di governo». Sotto testo: altrimenti rischiamo di farci del male.

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CROTONE Si stava sottoponendo ad un intervento all'ernia del disco quando, per cause in corso di accertamento da parte dei Carabinieri di Crotone, è deceduto. L'uomo, S.T., 52 anni di Lamezia Terme, è morto nella struttura privata del Marrelli Hospital di Crotone durante l'operazione nella giornata di ieri. I familiari hanno così denunciato il fatto ai carabinieri e il magistrato ha disposto il sequestro della cartella e l'autopsia sul corpo dell'uomo che sarà eseguita nei prossimi giorni per fare luce sulla vicenda.

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    La tragedia durante un intervento di ernia del disco. La famiglia di un 52enne di Lamezia ha sporto denuncia

COSENZA Un'intensa attività di indagine che ha portato a monitorare come avveniva il traffico illecito di rifiuti e rame. Lo hanno riferito ai giudici del Tribunale di Cosenza gli investigatori che fecero le indagini, sentiti come testimoni nel processo sul presunto traffico di rifiuti e rame all'interno dell'azienda "Euro rottamazioni", in contrada Padula a Zumpano. Qui - secondo l'accusa - confluivano vari tipi di rifiuti, oltre a ingenti quantitativi di cavi in rame prelevato furtivamente a società operanti nel settore energetico, dei trasporti e delle telecomunicazioni. Cento tonnellate di rame sono state quantificate dagli uomini del Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale del comando provinciale di Cosenza che hanno effettuato le indagini – coordinate dalla Dda di Catanzaro e dalla Procura di Cosenza – dell'operazione "Efesto", che ha portato all'adozione di misure cautelari, nei confronti di sei persone con l'accusa di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, ricettazione aggravata e associazione per delinquere. Per cinque degli indagati è stata disposta la misura cautelare dei domiciliari. Davanti al Tribunale di Cosenza (presieduto dal giudice Enrico Di Dedda), ha preso il via il processo con rito ordinario per Calina Florica Lacatas, Traian Mihai Lacatas, Sandu Lacatas, Giovanni Palma, Giuseppe Palma, Liviu Lacatas, Paler Laviniu Ciurar che sono accusati di traffico dei rifiuti, di rame e ricettazione. Il provvedimento emesso dal gip di Catanzaro aveva previsto anche il sequestro dell'azienda "Euro rottamazione" e dei beni aziendali, nonché il sequestro preventivo di un furgone utilizzato per il trasporto di cavi in rame. Il collegio (presieduto dal giudice Enrico Di Dedda) ha ascoltato l'ispettore Gianfranco Gentile dell'ex Corpo forestale dello Stato, e gli assistenti Puntillo e Cozza. Gentile ha riferito al pm Domenico Assumma in merito ad alcuni sequestri effettuati, mentre Puntillo e Cozza si sono occupati nello specifico di attività di intercettazioni. Il processo è stato aggiornato al prossimo 13 aprile per sentire altri testi dell'accusa.

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    Sono sette gli imputati nel procedimento seguito all'operazione "Efesto" che aveva portato al sequestro della "Euro rottamazioni" di Zumpano

COSENZA Condannare tutti gli imputati del processo sulla presunta allegra gestione del Consorzio di sviluppo industriale di Cosenza. È stata questa la richiesta della Procura di Cosenza per l'ex presidente Diego Tommasi, il direttore generale Stefania Frasca e il responsabile dell'area contabile Carlo Antonio Rango.
I reati contestati, a vario titolo, sono truffa, falsità documentale e abuso d'ufficio. Le indagini sono iniziate nel 2013 e i fatti contestati vanno dal 2008 al 2014. Il pubblico ministero Domenico Frascino ha chiesto la condanna a 4 anni per Frasca, 3 anni e 8 mesi per Tommasi e 2 anni per Rango. Per Stefania Frasca il pubblico ministero ha chiesto l'assoluzione per due capi di imputazione. L'accusa contesta quattordici capi di imputazione.
Secondo l'accusa, tramite false dichiarazioni, la direttrice del Consorzio si sarebbe autoassegnata un incremento dei suoi compensi e sia lei che l'ex presidente si sarebbero fatti liquidare rimborsi sulla base di una semplice autodichiarazione.
Nel corso della requisitoria il pubblico ministero ha ricostruito l'impianto accusatorio per ogni singolo capo di imputazione evidenziando come sia per Frasca che per Tommasi si sia concretizzato il falso ideologico.
Accuse che la difesa di Frasca (gli avvocati Franz Caruso ed Elena Florio) ha provato a smontare. I legali hanno sostenuto la totale estraneità di Stefania Frasca rispetto ai fatti contestati. Una tesi avvalorata da diversi documenti che sono finiti nel processo e - a dire della difesa - dai diversi "non ricordo" di alcuni dei testimoni sentiti in udienza. Articolata l'arringa dell'avvocato Florio che ha ripercorso la vicenda anche tenendo conto del ruolo avuto dalla Regione. L'avvocato Franz Caruso, nella sua discussione, ha sottolineato l'estrema professionalità e serietà dell'architetto Frasca. Nessuna responsabilità dell'allora presidente Tommasi secondo il suo avvocato Paolo Guadagnuolo, che ha motivato al collegio (presieduto dal giudice Enrico Di Dedda) la totale estraneità dell'ex assessore regionale nel periodo in cui ricopriva il ruolo di presidente del Consorzio. L'avvocato Misasi, difensore di Rango, ha evidenziato come il responsabile dell'area contabile non abbia commesso alcun illecito. Le difese hanno chiesto l'assoluzione per i tre assistiti. Il collegio ha aggiornato il processo a domani, mercoledì 15 marzo, per le repliche del pm - che ha annunciato di dover depositare alcuni documenti - e poi eventuali controrepliche. Al termine delle quali ci sarà il collegio si ritirerà in camera di consiglio per emettere la sentenza.

Mirella Molinaro
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    La richiesta dell'accusa nel processo sulla presunta allegra gestione del Consorzio di sviluppo industriale di Cosenza. I reati contestati, a vario titolo, sono truffa, falsità documentale e abuso d'ufficio

COSENZA Sono state stralciate le posizioni del giornalista Pino Nano e del professore Daniele Gambarara, imputati nel processo sui presunti falsi esami alla facoltà di Lettere dell'Unical. Sul banco degli imputati ci sono studenti, laureandi, personale amministrativo e qualche docente. Lo stralcio, chiesto dalle difese dei due imputati, è stato accolto dal nuovo giudice Urania Granata che è subentrata alla collega Angela Lucia Marletta passata alla sezione civile del Tribunale. Il collegio difensivo non ha prestato il consenso alla rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale. Quindi il processo riparte da zero. Per tutti gli altri ma non per Nano e Gambarara. Infatti, i difensori di Pino Nano e Daniele Gambarara, rispettivamente gli avvocati Amedeo Bianco e Nicola Carratelli, hanno prestato il consenso e hanno chiesto lo stralcio delle posizioni dei loro assistiti per i reati di cui devono rispondere perché per alcuni si avvicina la prescrizione già a marzo.
Lo scorso 24 novembre il Tribunale, all'esito della deposizione di una docente, aveva già assolto Pino Nano da un capo di imputazione che era quello che riguardava l'esame di Filosofia politica e altre due imputate. Martedì pomeriggio il giudice Granata ha accolto lo stralcio per Nano e Gambarara per i quali la nuova udienza è stata fissata per il prossimo 11 aprile quando ci saranno requisitoria del pm, arringhe difensive e sentenza. Per tutti gli altri invece il processo ricomincia dall'inizio il prossimo 3 aprile.

mi. mo.

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    Il collegio difensivo non ha prestato il consenso alla rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale, quindi il processo riparte da zero per tutti tranne che per il giornalista e per il docente Gambarara

Martedì, 14 Marzo 2017 17:38

Le stoccate di Unindustria a Oliverio

COSENZA «La notizia dell'avvenuta pubblicazione della graduatoria definitiva delle imprese ammesse a beneficiare dei contributi relativi all'avviso pubblico per l'acquisizione di servizi di innovazione per le imprese esistenti, insieme al sostanziale raddoppio della dotazione finanziaria messa a disposizione degli stessi, che passa da quattro a sette milioni di euro, è sicuramente da salutare con favore».
È quanto dichiara il presidente di Unindustria Calabria Natale Mazzuca che prosegue annotando come «nella stessa misura, non si può che constatare che si tratta solo di una prima goccia del possibile oceano attivabile con l'utilizzo dei fondi programmati. Così come abbiamo espresso un giudizio positivo sugli indirizzi e sulla qualità delle scelte della nuova programmazione regionale - prosegue il presidente degli industriali calabresi - non possiamo tacere sul fatto che sono ancora assolutamente non percepibili i segnali tangibili e gli effetti attesi dai tanti programmi e dai tanti progetti più volte illustrati».
«Si continua a proseguire tra luci ed ombre - aggiunge Mazzuca - tra suggestivi momenti di accelerazione e fasi di stasi non comprensibili né giustificabili. La sensazione è che si sia in presenza di una forte dicotomia tra pensiero ed azione che finisce con il marcare una pericolosa distanza tra la regione reale fatta di giovani, cittadini e imprenditori desiderosi di fare e invertire una rotta che non si accetta come segnata e un sistema autoreferenziale che ruota intorno ai palazzi della politica e di alcuni poteri lontani dal perseguimento del bene comune e dall'affermazione del pubblico interesse».
«La positiva e massiccia adesione da parte delle imprese, dei professionisti e del mondo della ricerca rispetto ai bandi pubblicati nelle scorse settimane su azioni per l'internazionalizzazione, ricerca & sviluppo, Ict e macchinari e impianti - aggiunge il leader degli industriali calabresi - certifica quanto bisogno ci sia di azioni positive, dinamiche e innovative, così come di momenti di reale discontinuità in tutti i sensi e in tutte le direzioni.
Unindustria Calabria resta in attesa di conoscere i tempi del reale avvio dei progetti previsti dal Patto per la Calabria stipulato con il governo, la pubblicazione dei primi bandi e l'apertura dei primi cantieri, così come rimane in attesa di capire quando Fincalabra (strategica per la efficace implementazione del Por) e gli altri enti collegati potranno tornare a una gestione non più affidata a seppur validi e stimati commissari.
«Un caso a parte – aggiunge Mazzuca - riguarda il dipartimento Lavoro che, dopo quanto appreso dalla stampa, non necessita di ulteriori commenti e, ancora, la vicenda davvero sconcertante che riguarda lo strategico aeroporto di Reggio». «Al presidente Oliverio e alla giunta che presiede vorremmo suggerire di guardare con assoluta attenzione alla Calabria che si impegna e che tra mille difficoltà produce ricchezza endogena ed a quella che ancora nutre speranza nel futuro ed ha a cuore la crescita e lo sviluppo del territorio. Si ridia impulso e si imprima maggiore velocità alla realizzazione dei programmi – conclude il presidente di Unindustria Calabria - salvaguardando la legalità e la trasparenza grazie alla istituzione di una efficace ed efficiente Stazione unica appaltante, in uno con il Protocollo con il ministero dell'Interno e con l'Anac, come più volte proposto anche con le organizzazioni sindacali».

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    Il presidente Natale Mazzuca: «Si va avanti tra luci e ombre. C'è una Calabria fatta di imprenditori e giovani con voglia di fare frenata da un sistema che ruota intorno ai palazzi della politica»

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