Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Giovedì, 16 Marzo 2017

CIRÒ MARINA È stato portato in carcere Salvatore Fuscaldo, 50 anni, bracciante agricolo, sottoposto a fermo con l'accusa di omicidio pluriaggravato di Antonella Lettieri, la commessa di 42 anni uccisa con numerosi colpi alla testa ed alcune coltellate a Cirò Marina la sera dell'8 marzo e trovata il giorno dopo.
Momenti di forte tensione hanno accompagnato l'uscita di Fuscaldo dalla caserma dei carabinieri della compagnia di Cirò Marina al momento del trasferimento in carcere. La folla che si era radunata già da un po' ha cercato di farsi giustizia da sola arrivando ad infrangere il lunotto posteriore dell'auto dei carabinieri sulla quale si trovava il fermato. Il provvedimento è scattato stasera dopo l'esito delle perizie compiute dal Ris di Messina, alla presenza dei legali di parte, su alcune tracce ematiche.
Secondo quanto si è appreso tracce di sangue della vittima sarebbero state trovate sull'auto di Fuscaldo e su suoi capi di abbigliamento. Nonostante il fermo, le indagini vanno avanti per chiarire ogni aspetto del delitto. Nei giorni scorsi, oltre a Fuscaldo era stata indagata anche la moglie e la persona che frequentava ultimamente Antonella Lettieri per consentire loro di nominare propri periti. Da chiarire anche il movente, che potrebbe essere legato a questioni economiche tra la vittima ed il fermato.

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    Si tratta di un vicino di casa della vittima. L'uomo ha rischiato il linciaggio all'uscita dalla caserma di Cirò Marina. La 42enne è stata uccisa la sera dell'8 marzo

CATANZARO «Lo stop al progetto di realizzazione del terzo macrolotto della nuova statale 106, con il ritiro da parte del Ministero delle Infrastrutture della delibera Cipe con cui veniva finanziato il tratto dall'innesto con la SS 534 a Roseto Capo Spulico, la dice lunga su quanto la Calabria e il suo governatore siano tenuti in considerazione dal governo nazionale». È quanto dichiara in una nota il consigliere regionale Wanda Ferro (Gruppo misto). «Era il mese di agosto dello scorso anno e l'ufficio stampa della giunta regionale annunciava con entusiasmo il finanziamento dell'opera, riportando le dichiarazioni trionfali – prosegue Ferro – con cui l'ex premier Matteo Renzi commentava l'approvazione del progetto e la definizione del finanziamento necessario per il completamento dell'intero intervento. Oggi scopriamo che probabilmente anche la statale 106 jonica sarà interessata dall'unico intervento di cui sono capaci i governi di centrosinistra: un bel cambio di numero alla strada e la rimozione dei cartelli di lavori in corso, così come è avvenuto per la Salerno-Reggio Calabria. Per il resto nulla cambia, strada della morte era e strada delle morte resta la statale 106, con buona pace dei cittadini calabresi a cui vengono propalate promesse e impegni che durano il breve volgere di una campagna elettorale o referendaria».
«Ancora più insopportabile – dichiara ancora Ferro – è l'assoluta subalternità di un governo regionale che dimostra di non voler alzare la testa né la voce di fronte a decisioni che mortificano la Calabria e i calabresi, in particolare quelli che, come i membri del comitato "basta vittime sulla statale 106", da anni si battono in maniera seria e costruttiva affinché venga garantita soprattutto la sicurezza su una strada che ha un'importanza cruciale per lo sviluppo della regione. Oliverio dà spazio alle passerelle in Calabria di Renzi e di vari rappresentanti del governo, con loro continua a parlare di progetti e obiettivi, ai loro annunci si presta a fare da megafono, ma la realtà è che la Calabria da tutta questa cordiale ospitalità ottiene meno di un pugno di mosche». «Oggi il governatore parla di rilancio del turismo, ma i cantieri per il riammodernamento dell'autostrada sono stati fermati per sempre, gli aeroporti di Reggio e Crotone sono ancora chiusi e il progetto di completamento della nuova statale 106 torna indietro di almeno un anno, senza che vengano chiarite le reali motivazioni del ritiro della delibera Cipe e soprattutto senza che venga detto chiaramente se c'è una reale volontà politica del governo di realizzare l'opera. Dopo le interrogazioni presentate dagli onorevoli Occhiuto e Rampelli, auspico che anche i parlamentari calabresi della maggioranza e lo stesso governatore – conclude Ferro – abbiano un sussulto di orgoglio e protestino in maniera seria e credibile con il governo per difendere, una volta tanto, gli interessi dei calabresi, anziché i destini della propria parte politica».

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    Le critiche di Wanda Ferro dopo lo stop al terzo macrolotto: «Vicenda che la dice lunga su quanto la Calabria e il suo governatore siano tenuti in considerazione dal governo nazionale»

REGGIO CALABRIA Scarti di produzione e acque reflue industriali sversati nelle fogne comunali, residui di lavorazione abbandonati su terreni incolti di tutta la provincia e lì lasciati a marcire, senza sistema di impermeabilizzazione alcuno. Sono innumerevoli episodi di questo genere ad aver messo nei guai titolari e dirigenti di "Agrumaria reggina", nota azienda produttrice succhi di frutta, concentrati, materie prime (aromi, olii essenziali, puree e cellule) ed emulsioni.

PROMESSE DA AGRUMARIA Una piccola eccellenza reggina, quanto meno a fatturato. Meno in materia di rispetto delle norme ambientali. Con buona pace dei proclami con cui Agrumaria reggina sul proprio sito assicura che «essere conformi agli standard non basta, è necessario essere protagonisti attivi per tutelare e curare il nostro territorio», annunciando di aver «implementato un sistema sia per la depurazione dell'acqua che per il riutilizzo degli scarti di lavorazione per favorire la sostenibilità ambientale».

L'INCHIESTA Peccato che non sia esattamente così. O almeno, così sostengono i pm Stefano Musolino e Sara Amerio, che hanno chiesto il giudizio sia per il legale rappresentante della ditta Paolo Antonio Chirico, il direttore dello stabilimento Orazio Paolo Chirico e il responsabile di produzione, Consolato Luca Pellicanò, tutti accusati di svariati episodi di violazione di una serie di norme ambientali, per aver fatto circolare e sversato in modo inadeguato i rifiuti prodotti dall'Agrumaria reggina.

I "COMPLICI" Un modo per abbattere i costi di smaltimento, sostengono gli investigatori, che ha potuto contare sulla complicità dei titolari di diverse aziende zootecniche del circondario. Si tratta di Cosimo Chirico, Francesco Morena, Giuseppe Melissari, Giuseppa Zambelletti, Francesco Garamuglia, Vincenzino Garamuglia, Domenico Tomasello, Antonio Carmelo Fallara, Antonio Battesino Cartisano, Antonia Vadalà e Vincenzo Fortugno.

ANIMALI BULIMICI A tutti loro – quanto meno formalmente – sarebbero stati venduti gli scarti di produzione. Peccato che a detta di inquirenti e investigatori, il cosiddetto "pastazzo di agrumi" fosse di gran lunga superiore alle esigenze alimentari degli animali posseduti dalle varie aziende. Non a caso, tonnellate e tonnellate di quei rifiuti sono state rintracciate su campi e terreni sparpagliati fra Reggio Calabria, Terreti, Santo Stefano in Aspromonte e Scilla.

RIFIUTI NELLE PERLE TURISTICHE Per questo motivo nei guai sono finiti anche i proprietari che hanno offerto i propri terreni per sversare i rifiuti. Si tratta di Angela Versaci, Claudio Pagan, Maria Gioffrè, Antonio Trapani Lombardo e Domenico Ventura.
Gli scarti della "Agrumaria reggina" venivano abbandonati su campi privi di sistema di impermeabilizzazione, dove regolarmente rimanevano a marcire, appestando l'intera zona. Una "soluzione" che ha reso intere aree inavvicinabili, ma che all'azienda ha fatto guadagnare non poco. Per gli inquirenti, Agrumaria reggina ha incassato infatti un giusto profitto superiore ai 160mila euro.

Alessia Candito
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    La Procura di Reggio ha chiesto di giudicare la condotta del management della nota azienda di trasformazione. Secondo l'accusa, la società avrebbe sversato gli scarti e i reflui senza alcun trattamento

CATANZARO «Il presidente della Regione Mario Oliverio ha ricevuto quest'oggi in visita, nella Cittadella regionale, l'ambasciatrice dell'Uganda in Italia Grace Akello, nell'ambito di una serie di incontri dell'alto diplomatico in varie realtà istituzionali italiane. Nel corso della visita, improntata alla cordialità, l'ambasciatrice Akello ha parlato diffusamente del paese africano, presentandone le caratteristiche e particolarmente soffermandosi sulle numerose opportunità di investimento, di mercato, commerciali che in questo sono presenti, in diversi settori». Lo comunica una nota dell'ufficio stampa della giunta regionale. «Siamo onorati della sua presenza - ha detto il presidente Oliverio all'ambasciatrice - ed interessati a stabilire rapporti con il Paese che rappresenta. Siamo la regione che è proiezione nel Mediterraneo dell'Europa e annettiamo grande importanza alle relazioni con il Sud del Mediterraneo stesso. Siamo terra di accoglienza, che è un valore, non un limite. Ci stiamo battendo perché la strategia europea sia sempre più volta a questa area del mondo, poiché in essa c'è la possibilità di determinare opportunità di crescita, per aiutare a superare squilibri che hanno determinato condizioni di difficoltà e che spesso si esprimono in movimenti migratori che vedono la nostra regione essere spesso terra di primo approdo. È importante anche per questo stringere le relazioni e la cooperazione». «Importanza delle relazioni e della cooperazione sottolineata, oltre che dal presidente della Regione anche dall'ambasciatrice Akello che per l'occasione era accompagnata dalla funzionaria dell'ambasciata d'Uganda in Italia Jackline Apio, da padre Charles Vura e Giuseppe Renato Carcea che della stessa ambasciata sono collaboratori. Erano presenti all'incontro - prosegue la nota - gli assessori Carmen Barbalace e Antonella Rizzo, il capo di Gabinetto Gaetano Pignanelli, i dirigenti regionali Paolo Praticò, Fortunato Varone, Tommaso Calabrò, Gina Aquino nonché i presidenti delle Camere di commercio di Catanzaro Giorgio Sganga, di Cosenza Klaus Algieri, di Reggio Calabria Antonino Tramontana, di Crotone Alfio Pugliese ed ancora il presidente del Parco nazionale del Pollino Domenico Pappaterra, il sindaco di Rocca Imperiale Giuseppe Ranù, alcuni imprenditori. Al termine della visita, presidente Oliverio ha donato un libro d'arte sulla Calabria all'ambasciatrice Akello che ha espresso il suo apprezzamento per l'incontro e per le prospettive che può aprire e che ha quindi invitato il presidente della Regione a compiere una visita in Uganda».

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    La rappresentate del Paese africano è stata accolta da una delegazione regionale guidata dal governatore. Oliverio: siamo interessati a stringere rapporti

REGGIO CALABRIA Prestazioni sessuali a pagamento e con ricatto finale. Era questo il remunerativo (e illecito) business messo in piedi da Emma, al secolo Giovanni Di Stefano. Nei suoi confronti, il pm Sara Amerio ha chiuso le indagini per diversi episodi di estorsione ed estorsione aggravata e adesso avrà venti giorni per farsi sentire o presentare memorie difensive. Dopo toccherà al gup decidere la sorte di Emma.
Contro di lei potrebbero costituirsi anche le cinque vittime identificate, malcapitati clienti, che dopo aver scelto di passare alcune ore in compagnia di Emma, si sono ritrovati sotto ricatto. Rivelare tutto all'ignara moglie o a conoscenti, postare foto e screenshot su Facebook o stamparli e appenderli in stazione: queste le minacce con cui Emma ha tentato di estorcere loro denaro. Ma il suo business l'ha portata in carcere.

Alessia Candito
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    Secondo l'accusa, Emma avrebbe messo in piedi un business per costringere a pagare i suoi "clienti". Sotto la minaccia di diffondere immagini osè

CATANZARO «Sarebbe una grave incongruenza che nessun magistrato in servizio nei tribunali calabresi sia stato coinvolto nella formazione della commissione che dovrà occuparsi delle risposte alle intercettazioni». Un gruppo di parlamentari calabresi del Pd (Ernesto Magorno, Demetrio Battaglia, Enza Bruno Bossio, Stefania Covello, Bruno Censore, Sebastiano Barbanti, Nicodemo Oliverio e Ferdinando Aiello) ha presentato oggi un'interrogazione a risposta in commissione al ministro alla Giustizia, Andrea Orlando, per conoscere la verità sulla imminente composizione di una commissione formata da magistrati ed esperti in diritto, che dovrà occuparsi dell'uso delle intercettazioni e di eventuali proposte di modifica della legislazione vigente. In una nota i parlamentari calabresi del Pd mettono in risalto il fatto che, «stando alle notizie riportate dai media, in maniera anomala nessun magistrato calabrese sarebbe stato preso in considerazione».
«Premesso che alcuni giorni fa è stata riportata da autorevoli quotidiani – scrivono nell'interrogazione i parlamentari Pd Calabria - la notizia in merito alla costituzione di una Commissione composta da magistrati ed esperti con la finalità di affrontare le delicate questioni attinenti al tema delle intercettazioni e di avanzare eventuali e successive proposte di modifica in riferimento alla legislazione vigente; premesso che alcuni altissimi nomi che dovrebbero far parte di suddetta Commissione sono stati riportati anche a mezzo stampa ma al tempo stesso sembrerebbe non esservi alcun coinvolgimento di magistrati in servizio presso i distretti giudiziari della Calabria».
«Si chiede di sapere – conclude l'interrogazione - se il ministro interrogato è a conoscenza di quanto riportato in premessa nonché quali sono i criteri eventualmente già individuati per la costituzione di tale Commissione e se risulta davvero sussistere il non coinvolgimento di magistrati che operano in Calabria e conseguentemente, nell'ambito, delle proprie competenze, intervenire eliminando tale palese ed incomprensibile incongruenza».

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    Interrogazione di un gruppo di parlamentari Pd al ministro della Giustizia sull'assenza di togati dalla commissione di riforma sulle intercettazioni

ROCCA IMPERIALE Alcuni pescatori hanno trovato nelle loro reti dei resti umani. Il fatto è avvenuto nello specchio di mare antistante Rocca Imperiale, nello Ionio cosentino. Il peschereccio "Nicola Andrea", tirando a bordo le reti, ha trovato tra il pescato anche un cranio e alcune ossa che sembrerebbero appartenere ad un essere umano.
I carabinieri della compagnia di Corigliano Calabro, subito avvertiti, hanno atteso il peschereccio al rientro in porto, sequestrando quanto rinvenuto. In attesa di riscontri, si ipotizza però che i resti possano appartenere ad un uomo scomparso nell'ottobre scorso nel vicino Materano, durante una battuta di pesca.

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    I pescatori hanno rinvenuto un cranio e alcune ossa al largo della costa jonica. Indagano i carabinieri

REGGIO CALABRIA Dovranno affrontare il processo Emanuele e Francesco Quattrone, accusati di minacce e tentata estorsione, aggravate dalle modalità mafiose, nei confronti dei docenti e proprietari dell'Accademia di Musica "Pentakaris" di Reggio Calabria. Per il pm Sara Amerio, i Quattrone sono responsabili della vera e propria persecuzione subita dai coniugi Martino Parisi e Serenella Corrado, che per sei anni hanno subito una liturgia di minacce, sempre più inquietanti.
Teste di capretto infilzate sul cancello, persone armate con passamontagna che bussavano alla portafinestra con il calcio dei mitra proprio mentre la famiglia era a tavola, bombole del gas lasciate davanti all'uscio di casa, lettere, sms, messaggi Facebook che promettevano morte.
Motivo? Un presunto debito da 230mila per il completamento dei lavori alla scuola di musica, già abbondantemente saldati con 443mila euro.
Una vera e propria tangente – secondo coniugi e magistrati – cui i due docenti hanno detto no, denunciando regolarmente le piccole e grandi minacce ricevute negli anni. E a cui i vicini hanno assistito in silenzio. Parisi e Corrado hanno invece deciso di denunciare, facendo nomi e cognomi e descrivendo in dettaglio le minacce ricevute. Tutti episodi che oggi hanno portato i due Quattrone a giudizio.
Il gup si è conformato alle richieste della pubblica accusa, rinviando l'inizio del processo con rito ordinario al prossimo 17 maggio, quando a giudicare i Quattrone sarà il tribunale.

Alessia Candito
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    I fratelli Quattrone sono accusati di aver vessato per anni i titolari della "Pentakaris" di Reggio Calabria. Ora dovranno affrontare il processo

REGGIO CALABRIA La terza Commissione consiliare, "Sanità, attività sociali, culturali e formative", presieduta dal consigliere Michele Mirabello, ha esaminato ed approvato alcuni provvedimenti e proposte di legge nel corso della seduta odierna.
La Commissione ha dato parere favorevole al disegno di legge di iniziativa della Giunta regionale che disciplina il sistema teatrale calabrese, individuando «il teatro come elemento fondamentale della cultura regionale e quale mezzo di promozione culturale, espressione artistica, di formazione e di aggregazione sociale, di sviluppo economico». La legge, tra l'altro, prevede «l'erogazione di finanziamenti per progetti finalizzati alla formazione professionale per il personale artistico e tecnico», e favorisce la produzione e circuitazione degli spettacoli.
Successivamente, la Commissione ha approvato una proposta di legge di iniziativa dello stesso presidente Mirabello e dei consiglieri Giudiceandrea, Battaglia, Irto, Bevacqua e Romeo, per «interventi di assistenza a favore di persone con disturbi autistici e dello spettro autistico dall'età evolutiva a quella adulta», la legge sulla valorizzazione della "Dieta mediterranea italiana di Riferimento di Nicotera" (proponenti, Mirabello e Greco), la nuova normativa a sostegno delle vittime della criminalità e contro l'usura (di iniziativa della Giunta regionale) e la legge per la "prevenzione ed il contrasto della criminalità organizzata e per la promozione della cultura della legalità e dell'economia responsabile", di iniziativa dei consiglieri Bova, Arruzzolo, Cannizzaro, Nicolò, Graziano, Morrone, Romeo, Giudiceandrea, Sergio, Neri e Battaglia. Su quest'ultimo argomento, è intervenuto per gli ulteriori approfondimenti il presidente della Commissione antidrangheta Arturo Bova.
«L'approvazione del progetto di legge sulla valorizzazione della Dieta Mediterranea – ha dichiarato il presidente Michele Mirabello a conclusione dei lavori – è un traguardo di assoluto valore che va, però, perfezionato rapidamente con l'approvazione finale del Consiglio regionale. La legge raccoglie e rilancia un'esperienza ultradecennale avviata dalla Camera di commercio di Vibo Valentia e diventata patrimonio dell'Unesco come bene immateriale dell'umanità, che promuove e valorizza i prodotti agroalimentari tipici di quel territorio come il formaggio pecorino del Monte Poro, i mostaccioli di Soriano, il tartufo di Pizzo, la 'nduja di Spilinga, la bottarga di tonno, rappresentative della tipicità agroalimentare calabrese».
«La Dieta Mediterranea, le cui caratteristiche nutritive ed organolettiche sono ormai ben note e sperimentate scientificamente – ha sottolineato Michele Mirabello – non solo contribuisce a limitare l'incidenza di malattie coronariche e la prevenzione di disfunzioni alimentari, quali l'obesità, ma recupera una tradizione culturale e antropologica che senza dubbio sarà una delle attrattive maggiori del territorio vibonese e della Calabria».
«Ed ancora – ha continuato Mirabello – voglio esprimere la mia soddisfazione per la decisione della Commissione di approvare la legge in favore delle persone con autismo, una patologia che colpisce sin dall'età infantile e accompagna negativamente l'evoluzione dello sviluppo dell'individuo, un vuoto che andava colmato. Infine, dopo avere audito ed apprezzato la dottoressa Debora Cilio per conto del gruppo sociale spontaneo 'Le bambine di Gaia', a nome dell'intera Commissione ho richiesto la presenza ai prossimi lavori dell'organismo del direttore generale dell'Asp di Cosenza, affinchè esponga tutte le iniziative intraprese per consentire ai genitori di bambini colpiti da patologie da psicomotricità di usufruire dei servizi e dei programmi terapeutici atti a superare le limitazioni che tali patologie impongono».
Ai lavori della Commissione hanno contribuito i consiglieri Sculco, Sergio, Nicolò, Morrone, Greco, Giudiceandrea e Bova.

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    L'organismo consiliare presieduto da Mirabello ha approvato anche altre due proposte: una per interventi di assistenza a favore di persone con autismo e l'altra sulla valorizzazione della Dieta Mediterranea

ROSSANO L'auto del segretario provinciale di Cosenza del Cosp, il Coordinamento sindacale penitenziario, è stata incendiata la notte scorsa a Rossano. Lo rende noto lo stesso sindacato in un comunicato in cui si afferma che il segretario nazionale Mimmo Mastrulli ha manifestato solidarietà a Franco Sapia, assistente capo della Polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Rossano. «Esprimo ferma condanna - afferma Mastrulli - al vile gesto a cui si unisce tutta la segreteria generale nazionale del sindacato Cosp che in Calabria rappresenta a Reggio Calabria, a Rossano, a Catanzaro e Cosenza una delle forze sindacali giovane e nascente. Onesti che tutelano i diritti dei lavoratori del comparto sicurezza e Franco Sapia lo rappresenta al meglio. Auspico che gli organi di pubblica sicurezza e la magistratura facciano luce sull'infame gesto e che assicurino, come sempre hanno fatto, tranquillità al mondo penitenziario,alle istituzioni carcerarie e alla polizia penitenziaria calabrese».

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    La solidarietà del segretario nazionale del sindacato a Franco Sapia, assistente capo della Polizia penitenziaria vittima dell'intimidazione

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