Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 17 Marzo 2017
Venerdì, 17 Marzo 2017 22:30

Taurianova non cambia mai

Torna, nella Città degli Ulivi, la brutta sensazione di ansia e preoccupazione.
Dopo la fine dell'ultimo commissariamento e l'elezione dell'attuale amministrazione, si riapre un triste capitolo che la Città conosce, purtroppo, bene.
L'ultimo sindaco eletto, prima dell'attuale, era stato Mimmo Romeo. A lui furono indirizzati più attentati e minacce. Non ultima, quell'orrenda, cruentissima, uccisione del cavallo personale. E, si sa, per chi li ama, la morte di un animale di affezione corrisponde a quella di un familiare amato.
Negli ultimi giorni - apprendiamo dai social - si sono verificati più "atti delittuosi", che qualcuno legge, di nuovo, come avvertimenti rivolti all'amministrazione, cancellando il dubbio su altre eventuali letture.

•Presso una proprietà comunale, in contrada Donna Livia, dove avrebbe dovuto prendere vita un costosissimo centro dedicato ad attività di conforto per immigrati (mai iniziata e di cui si è occupata la stampa nazionale), giorni fa sembra siano stati rubati computer e arredi di valore, in barba al servizio di videosorveglianza (mi chiedo, comunque, perché lasciare abbandonati computer e arredi costosi in un edificio che si trova in mezzo alle campagne e che non viene utilizzato).
•Ieri è stata incendiata l'autovettura di un consigliere di maggioranza.
•Oggi si aggiunge la voce – non ufficiale – che il sindaco avrebbe ricevuto lettere minatorie.

"Ici ca" (Si dice che..., NdA) tutto questo ambaradam riguarderebbe "promesse non mantenute": di chi a chi? Ci verrebbe spontaneo chiederci e chiedere. Ma preferiamo pensare che si tratti dei soliti, malevoli, ici ca paesani, e aspettiamo il risultato delle indagini.
Certo è che, fossero veri i collegamenti fra questi delitti, non sarebbe peregrina la possibilità che si arrivi a un Accesso.
Quello che ferisce, in ogni caso, è dover prendere atto che, in questa nostra terra, NON cambia molto, anzi nulla, se non si interviene alla radice. La Calabria tutta, la Piana e molte delle nostre città, dei nostri paesi, avrebbero bisogno di una rapida trasformazione. Di certe, tante menti.
Noi, ancora una volta, fiduciosi aspettiamo.

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    di Nino Spirlì

REGGIO CALABRIA Un calciatore della squadra del "Cardeto Calcio", squadra di seconda categoria calabrese, è stato sottoposto ad un Daspo per la durata di 5 anni dal questore di Reggio Calabria Raffaele Grassi. Il calciatore, G. C., di 28 anni, durante l'incontro del 12 febbraio scorso contro l'Audax Ravagnese, secondo l'accusa, ha reagito alla sua espulsione, decretata dall'arbitro per doppia ammonizione, colpendo il direttore di gara con un pugno al volto e procurandogli la rottura del timpano. Al giocatore, che è stato anche denunciato alla Procura della Repubblica, è stato prescritto anche l'obbligo di presentazione in questura per la durata di anni cinque. Il provvedimento è stato convalidato dall'autorità giudiziaria.

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    Il 28enne ha reagito con violenza all'espulsione decretata dal direttore di gara nella partita contro l'Audax Ravagnese

CATANZARO Ribaltata, rispetto a una delle posizioni più significative, la sentenza di primo grado del processo "Tela del ragno", che vedeva tra gli imputati boss e membri dei clan del Cosentino. La Corte di Appello di Catanzaro ha assolto il presunto boss degli "zingari" di Cosenza, Giovanni Abruzzese, e Mario Serpa, ritenuto uno dei personaggi più in vista dell'omonimo clan di Paola. I due erano stati condannati in primo grado rispettivamente a 15 anni e 20 anni di reclusione. Confermata l'assoluzione anche per Umile Miceli.
Per Salvatore Crivello la corte ha riformato la sentenza: dai 10 anni del primo grado, la pena è scesa a 5 anni e 6 mesi. Franco Tundis, ritenuto il reggente del clan di Fuscaldo, è stato condannato a 18 anni (erano 20 anni e 6 mesi in primo grado).
Confermata la sentenza di primo grado nei confronti di Nella Serpa (presunto vertice del clan paolano) e di suo fratello Livio: rispettivamente 18 e 10 anni. Nove anni comminati, invece, a Giuseppe Lo Piano (11 in primo grado), quattro per Ilario Pugliese (3 anni e 6 mesi in primo grado). Confermati i 3 anni per Antonio Buono e i 15 per Mario Mazza.
Assolti anche Antonio Ditto e Carmela Gioffrè (entrambi condannati a 3 anni in primo grado).
Nel collegio difensivo, tra gli altri, Giorgia Greco, Riccardo Adamo, Antonio Ingrosso, Giuseppe Bruno, Antonio Quintieri, Antonio Malagò.

L'OPERAZIONE Nell'operazione "Tela del ragno" furono eseguiti 58 arresti e il sequestro di beni per 15 milioni di euro. A finire nel mirino degli inquirenti, in particolare, furono i presunti capi e gregari del clan Perna-Cicero di Cosenza, Gentile-Africano-Besaldo di Amantea, Scofano-Martello-Rosa-Serpa di Paola, Carbone di San Lucido. Oltre alle cosche Tundis di Fuscaldo e Muto di Cetraro. Secondo la ricostruzione effettuata dalla Distrettuale, i clan –attraverso una fitta rete di connivenze – sarebbero riusciti negli anni a infiltrarsi nella ricca torta degli appalti pubblici i cui proventi illeciti sarebbero finiti in una unica "cassa" e ripartiti poi tra i vari affiliati compresi quelli della costa tirrenica. Ma quell'inchiesta permise anche di ricostruire ben dodici omicidi e tre tentati omicidi avvenuti nel Cosentino tra il 1979 e il 2008. Una tesi, in realtà, parzialmente ridimensionata poi dal Tribunale di Catanzaro. Infatti, nel rito abbreviato davanti al gup distrettuale, furono emesse nel luglio del 2013 nove assoluzioni e condanne per più di 145 anni di carcere. Allora l'accusa, rappresentata sempre dal pm Facciolla, aveva chiesto sei ergastoli e 293 anni complessivi per tutti gli imputati. I condannati ottennero una riduzione di un terzo della pena per aver scelto la procedura abbreviata. Mentre rimane pentente a Cosenza davanti alla Corte d'assise un altro filone che vede alla sbarra 17 persone. Gli stessi protagonisti dei clan dominanti nella zona e incriminati per gli omicidi che in trent'anni hanno insanguinato il capoluogo bruzio e la fascia tirrenica cosentina soprattutto nella stagione della guerra di mafia.

ale. tru.

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    Ribaltata per due delle posizioni più significative la sentenza di primo grado nel procedimento contro le cosche del Cosentino e del Tirreno. Diciotto anni per Nella Serpa, 18 per Tundis 

Con il suo rifiuto di dichiarare la decadenza di Minzolini il Senato ha indecorosamente sospeso in Italia il principio di legalità? L'ing. Scura può rivendicare il copyright.
Nel mentre la ministra Lorenzin ratifica la decisione della Regione Sardegna di chiudere il reparto di ostetricia dell'isola La Maddalena perché non raggiunge il numero minimo di 500 parti all'anno (senza peraltro minimamente preoccuparsi delle difficoltà di collegamento e dell'isolamento territoriale dell'isola e fregandosene delle proteste dei residenti e delle partorienti) per rimarcare il dovere di rispettare le linee guida in materia, in Calabria le stesse linee guida valgono e si applicano solo se e dove vuole Scura.
Il commissario, insediatosi nel 2015, sta infatti continuando a tener aperto il reparto di Ostetricia dell'ospedale di Soverato, che da tempo esegue meno di 500 parti all'anno, senza volerci fornire la benché minima motivazione. E, con una strana accondiscendenza, il direttore generale dell'Asp di Catanzaro ha inserito di nuovo quel reparto nel piano aziendale, anche lui senza dare motivazioni.
C'è, a quanto pare, una particolare attenzione verso il territorio di Soverato (che per alcuni politici è anche un bel bacino elettorale), dove è stato istituito anche un Distretto Sanitario sebbene mancava e manchi il numero minimo di residenti previsto per poterlo istituire.
La questione ci riguarda da vicino, perché Soverato è competenza dell'Asp di Catanzaro e le risorse che vengono destinate in quell'area a strutture non previste vengono in gran parte sottratte al Lametino, che rappresenta il 39% del territorio provinciale.
Per vederci più chiaro abbiamo chiesto al direttore generale di render noto ai cittadini come vengono spesi i 490 milioni di euro che ogni anno vengono assegnati all'Asp, ma finora abbiamo ricevuto risposte vaghe e inadeguate.
Di tutto questo la ministra Lorenzin è informata? Oppure nella nostra Regione, in questo come in altri casi le linee guida e gli indirizzi in materia sanitaria sono stati sospesi da parte di un commissario che, quando gli conviene, ama mostrare i denti?
Proprio in questi giorni, infatti, i medici trasfusionisti della Regione stanno rendendo noto che di recente lo stesso commissario ha radunato i direttori generali per dire che si doveva dare alle associazioni di volontariato un incarico brevi manu, senza gara e senza evidenza pubblica, per il trasporto del sangue. E sembrerebbe che, davanti alla giusta ritrosia di qualche direttore, il baldo commissario avrebbe dimostrato che si può fare, apponendo per primo la sua firma su un verbale che attestava la necessità, beninteso in attesa della gara e tenuto conto di una asserita estrema urgenza, di affidare con "scioltevolezza" un incarico che viene definito oneroso senza che si sappia per quale importo. E con ciò si torna al punto da cui siamo partiti.

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    di Nicolino Panedigrano

Ho seguito con interesse la Conferenza dei presidenti dei Parlamenti Ue, tenuta oggi a Roma, a Montecitorio. Condivido molto l'appello del presidente Romano Prodi a reagire subito per scongiurare umiliazioni ed emarginazioni di parti significative della Comunità europea e dell'Italia.
Sono convinto che «nessun paese europeo da solo possa essere protagonista della nuova globalizzazione» e che ancor di più in Italia anche le aree più forti del Nord non riescano a farcela da sole.
Dopo la crisi durissima di questi anni e la fragile ripresa appena avviata (dati Svimez), solo una prospettiva unitaria di sviluppo può far «uscire dalla solitudine sia il Nord che il Sud».
Ci sono risorse nazionali ed europee, ma è urgente selezionare le priorità d'intervento verso alcune aree di sviluppo, che facciano leva sulla sui porti e sulla logistica meridionale (Gioia Tauro, Napoli, Taranto) come dotazione strategica utile al futuro dell'Italia e dell'Europa.
È comunque prioritaria la battaglia per affermare la totale trasparenza negli appalti e nell'uso della spesa, sottraendola alle spire della mafia e dell'affarismo.
Nel 60° anniversario del Trattato istitutivo della Comunità europea, assume pertanto più rilievo la necessità di contrastare la politica clientelare ed affaristica, per qualificare le classi dirigenti, rigenerare i partiti e rivitalizzare le istituzioni.

*già sottosegretario ai Trasporti

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    di Giuseppe Soriero*

COSENZA Continua, all'interno della Fiera di San Giuseppe, l'azione repressiva e di controllo da parte del nucleo Decoro urbano della Polizia municipale nei confronti di chi vende animali non rispettando l'ordinanza sindacale del 7 marzo scorso che, appunto, ne vieta la vendita e soprattutto verso chi contravviene all'art. 727 c.p. della Legge 189/04 (contro il maltrattamento degli animali). I commercianti di animali trovati oggi in difetto hanno violato la sensibilità degli animali causando loro dolore poiché, detenuti per la vendita, non ne veniva rispettato l'habitat e le abitudini di vita.
Cosicché, questa mattina, il Nucleo coordinato dall'ispettore Luca Tavernise e coadiuvato dagli agenti Carmelo Lequoque, Lina Lucanto, Angelo Alibrando, Mauro Zangari e Francesco Cardone, ha eseguito numerosi interventi nei confronti degli espositori della fiera in corso d'opera su viale Mancini. In tale circostanza, in sinergia con gli agenti della Guardia di Finanza, ognuno per le proprie competenze, sono state anche rinvenute banconote false con la conseguente denuncia di un commerciante originario di San Giuseppe Vesuviano, responsabile del reato di falsificazione di monete. Il Nucleo della Polizia municipale diretto dal comandante Giovanni De Rose si è così occupato dei controlli di tutti i documenti inerenti la vendita del suddetto commerciante, svolgendo le indagini relative al Comune di provenienza, Ottaviano, in provincia di Napoli, e nel contempo su tutti i titoli richiesti per la vendita. Oltre al reato per cui è stato denunciato, lo stesso commerciante è risultato sprovvisto del permesso relativo all'occupazione del suolo pubblico nella Fiera di San Giuseppe e di conseguenza si è provveduto all'immediato sgombero dell'area occupata con la stesura del verbale.

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    Operazione della Polizia municipale. Sanzionati per maltrattamento di animali alcuni espositori

REGGIO CALABRIA «Abbiamo ascoltato con attenzione le sacrosante ragioni della dottoressa Cilio in rappresentanza delle mamme di Gaia (associazione che riunisce i genitori di bambini diversamente abili, ndr), esprimendo in via ufficiale il rammarico ed il severo disappunto per l'assenza del direttore generale dell'Asp di Cosenza, Raffaele Mauro, fattosi sostituire dal direttore sanitario, Francesco Giudiceandrea (cugino del consigliere regionale, ndr), pensando di mettere in imbarazzo il sottoscritto e la commissione, oltre che lo stesso direttore sanitario». È quanto afferma in una nota il capogruppo dei Democratici Progressisti in consiglio regionale e componente della commissione Sanità Giuseppe Giudiceandrea. Che aggiunge: «Così non è stato per i chiarimenti offerti dal direttore sanitario, limitati alle mere questioni di sua competenza ed alla tutela dell'Asp. Piuttosto imbarazzante e da stigmatizzare, appunto, è stata l'assenza non giustificata del direttore generale Mauro, che verrà formalmente richiamato dal presidente della commissione, che lo riconvocherà a brevissimo, sottolineando la grave mancanza di riguardo istituzionale nei confronti della commissione». 
«Presto verrà formalizzata - conclude Giudiceandrea - la convocazione del direttore generale anche dinnanzi alla commissione di Vigilanza, dinnanzi alla quale dovrà far conto anche della sua conclamata incompatibilità, oltre che di una serie di atti (compresi quelli aziendali) puntualmente impugnati e revocati dalla struttura commissariale». 

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    L'ira del capogruppo dei Dp in consiglio regionale: «Non è venuto in commissione Sanità inviando al suo posto il direttore sanitario. In Vigilanza il dg dell'Asp di Cosenza dovrà dare conto della sua incompatibilità»

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VIBO VALENTIA Contrattare il futuro agroalimentare per la persona e il lavoro. È stato questo il filo conduttore del VI Congresso Regionale della Fai Cisl Calabria tenutosi a Vibo Valentia alla presenza del Segretario Nazionale della Fai, Luigi Sbarra.
Numerosi gli ospiti intervenuti, istituzioni, regione Calabria, politici, università, aziende agroalimentari e del legno, Organizzazioni agricole e colleghi di Cgil e Uil.
Il ricco e partecipato dibattito è stato aperto da una corposa ed approfondita relazione introduttiva di Michele Sapia, segretario Regionale uscente della Fai Cisl Calabria.
Sapia ha esortato i delegati «a non cedere alla rassegnazione ed all'idea che per la Calabria non ci sia nessuna esperienza e possibilità di riscatto».
«La Fai Calabria – ha sottolineato Sapia - fa propri gli impegni del presente e del futuro: sistema Ambientale, sistema Agroalimentare, Sistema Allevatoriale e Sistema Pesca sono le sfide che abbiamo davanti e per le quali, come Fai Cisl Calabria, dobbiamo, tutti insieme, consolidare la nostra azione quotidiana e rilanciare il nostro protagonismo sindacale. Veicolando – ha evidenziato Sapia - un preciso messaggio: i giovani calabresi; è necessario infatti nutrire il cambiamento per il territorio calabrese. E dobbiamo farlo tutti assieme».
I delegati del VI congresso hanno eletto Michele Sapia Segretario regionale della Fai Cisl Calabria.

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    L'elezione del leader uscente al termine del VI congresso calabrese dell'organizzazione che si è svolto a Vibo: non cediamo alla rassegnazione dell'impossibilità del riscatto della Calabria

REGGIO CALABRIA «Il Piano di ristrutturazione delle attività di Alitalia spa ha un solo connotato certo: nessun vincolo o impegno strategico, come annunciato invece per la Sicilia e la Sardegna, per la nostra regione e per l'aeroporto di Reggio Calabria». È quanto afferma in una nota il capogruppo di Forza Italia alla Regione, Alessandro Nicolò. «Le proposte illustrate al governo - sostiene Nicolò - segnatamente ai ministri Calenda e Delrio, dall'amministratore delegato della compagnia Cramer Ball, dal vicepresidente James Hogan, alla presenza del nuovo consigliere Luigi Gubitosi e del presidente dimissionario Luca Montezemolo, confermano lo stato di precarietà finanziaria in cui naviga Alitalia e da cui, a detta del management, potrebbe riprendersi sforbiciando in maniera drastica il personale di terra ed imponendo tagli significativi dello stipendio ai piloti. E già le reazioni, con le annunciate proteste sindacali, cominciano pesantemente a sentirsi con l'indizione di scioperi da qui a qualche giorno, viste le condizioni generali della vertenza, che rischiano di complicare ulteriormente e ridurre i margini di trattativa tra le parti. In un quadro di tale incertezza rimane tutta in piedi la sorte dell'aeroporto dello Stretto e del suo rilancio dentro un'ottica che non può non tenere conto delle potenziali occasioni di irrobustimento della infrastruttura, prima tra tutte, la strategia di coinvolgimento delle istituzioni messinesi e dell'utenza di quella città».
«Negli anni scorsi il Comune di Reggio Calabria - prosegue Nicolò - d'accordo con i rappresentanti di Palazzo Zanca e l'ex compagnia di bandiera, istituirono un servizio di attraversamento celere dello Stretto con appositi mezzi dedicati e organizzati per soddisfare gli orari imposti all'utenza delle due sponde dall'Alitalia. Ricordo ancora che quel servizio, chiamato "Passator Cortese", prevedeva persino la possibilità per i cittadini di Messina di espletare nella loro città le verifiche di imbarco, ottenendo così un risparmio di costi e di tempi tutti a favore del servizio. Una soluzione, dunque, ampiamente sperimentata che andrebbe recuperata ed eventualmente aggiornata con i dettami delle nuove regole di sicurezza. Il risultato di quella iniziativa fu che una fetta importante della domanda di volo dell'utenza messinese si orientò verso il "Tito Minniti" con buoni esiti di bilancio per l'amministrazione dell'aeroporto reggino. Adesso le priorità impongono che l'operatività dell'aeroporto prosegua senza soluzione di continuità valutando, e qui è il compito di Falcomatà, Oliverio e Delrio, con la massima ponderazione i veri impegni di Alitalia almeno nell'arco di un biennio, parimenti, esperendo idonee iniziative per consentire ad altri vettori di basare su Reggio Calabria, oltre Blu Express».
«La struttura aeroportuale necessita, come più volte affermato anche dall'Anac, di profondi interventi di miglioramento tecnologico - sostiene ancora il capogruppo di Fi alla regione - circa la sicurezza lungo il così detto "sentiero di avvicinamento" all'atterraggio, e di un'altrettanto rapida innovazione dell'aerostazione, i cui lavori sono da tempo fermi per una inchiesta giudiziaria».

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    Il capogruppo di Forza Italia Nicolò si rivolge al sindaco di Reggio Falcomatà, al governatore Oliverio e al ministro Delrio: vigilate sulla reale intenzione della compagnia per lo scalo reggino

REGGIO CALABRIA Ci sono rimasti male e lo fanno sapere con una lettera aperta. Il "no" da parte della Presidenza della Camera dei deputati a far esibire in un concerto i giovani musicisti dell'orchestra giovanile "P. Ragone" di Laureana di Borrello nella Sala della Regina della Camera è duro da mandar giù. Eppure hanno suonato nei giorni scorsi a piazza San Pietro a Roma di fronte a Papa Francesco ma non hanno trovato attenzione a Montecitorio. Proprio per questo il presidente dell'associazione "P. Ragone" Francesco Fruci che ha in cura i giovani musicisti ha scritto alla stessa Boldrini per chiedere il perché di questo passo indietro.
La vicenda ha inizio nel gennaio 2017 con la richiesta di esibizione in una sala di Montecitorio, supportata da un parlamentare all'attenzione della presidente Boldrini. La richiesta di esibizione viene dapprima accolta ufficialmente, con data concordata in una lettera del 15 marzo per un concerto presso la Sala della Regina di Montecitorio. Partono i preparativi e la definizione dei repertori, l'orchestra si organizza per andare a Roma. Ma a questo punto la Presidenza ci ripensa. Il direttore d'orchestra, Maurizio Managò, riceve dalla sicurezza di Montecitorio «richieste di accertamento sui giovani che dovrebbero suonare a Montecitorio, con la motivazione che la Camera intendeva conferire un encomio. Qualche giorno dopo gli uffici comunicano che l'evento non può più aver luogo per assenza di sale disponibili da qui a fine legislatura».
Secondo l'associazione "P. Ragone" il diniego «sopravviene dopo gli accertamenti effettuati dalle forze dell'ordine, ed è facilmente verificabile che non tutte le sale sono occupate tutti i giorni per eventi a Montecitorio. I fatti messi in fila rafforzano l'ipotesi di un ripensamento dovuto a quello che altro non sembra se non un pregiudizio e una discriminazione territoriale ai danni di giovani che vivono in un contesto difficile, e impegnati meritoriamente nell'educazione musicale come strumento di crescita personale e sociale». L'orchestra giovanile è salita alla ribalta nazionale ed internazionale per via del progetto educativo/musicale avviato da diversi anni nel piccolo centro in provincia di Reggi Calabria. L'orchestra è stata diretta più volte anche dal maestro Riccardo Muti sia in Italia che all'estero. L'orchestra Giovanile di Laureana di Borrello rappresenta il fiore all'occhiello della musica per fiati della Calabria. Un progetto che include 70 strumentisti giovani e giovanissimi tra i 6 e i 20 anni, già apprezzati ed affermati nel panorama musicale nazionale. Significativo lo slogan adottato dall'orchestra: «Chi banda non sbanda», con una chiara e netta presa di posizione contro l'illegalità e la criminalità, purtroppo diffusa sul territorio di provenienza, per il contrasto alla mafia mediante lo strumento della cultura. Un progetto che ha ricevuto il plauso di numerose istituzioni territoriali, nonché di illustri personalità del panorama intellettuale e musicale di fama mondiale. Tra tutti, il maestro Riccardo Muti, che ha diretto l'orchestra in più occasioni e che ha parlato, a proposito della forte valenza sociale del progetto, di un «miracolo calabrese». L'orchestra giovanile si è esibita per prestigiose istituzioni e personalità: dal Vaticano con «la musica contro la mafia», alla Rai.

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    I giovani musicisti scrivono alla Presidenza della Camera dei deputati dopo il “no” alla loro esibizione: «Ci sembra un pregiudizio territoriale»

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