Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Domenica, 05 Marzo 2017

REGGIO CALABRIA Sabato 4 marzo, nella Sala dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, si è svolto il convegno “Città metropolitana – Verso un URBAN HUB a sostegno di Innovazione, sviluppo ed occupazione: modelli a confronto”. L’evento  è stato organizzato dal Movimento “La Nuova Frontiera dei Liberi e Forti – Laboratorio di idee” con il patrocinio del Comune di Reggio Calabria e della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Andrea Casile, Portavoce del Movimento per la Provincia di Reggio Calabria, nell’introdurre i lavori ha evidenziato le ragioni e le motivazioni che hanno portato alla costituzione del Movimento in provincia di Reggio Calabria. Un Movimento ormai a dimensione regionale, che attraverso proposte concrete intende offrire il proprio contributo allo sviluppo delle nostre comunità. Uno sguardo nuovo sulla realtà. Una nuova visione sul futuro che possa offrire ragioni di speranza, creando lavoro e occupazione.

Il Sindaco Giuseppe Falcomatà, nel suo indirizzo di saluto, ha voluto porre l’accento proprio sul concetto di Città Metropolitana, una nuova e importante realtà istituzionale il cui primo e fondamentale obiettivo è quello di creare una nuova comunità formata da tutti i comuni della provincia, dove ognuno si deve sentire parte come cittadino metropolitano. La politica sarà chiamata a dar peso alle proposte delle associazioni, dei movimenti e di tutti i corpi intermedi, ha aggiunto Falcomatà, annunciando che entro il mese di marzo il comune di Reggio si inizierà a sperimentare un Urban Center con l’obiettivo proprio di sostenere le idee e offrire spazi di confronto.

Anche Domenico Battaglia, Consigliere regionale, ha evidenziato come sia necessario lavorare affinchè si arrivi ad offrire una dimensione di città metropolitana, facendo tesoro delle esperienze del passato, pur nella consapevolezza delle difficoltà che potranno essere determinate dalla nuova struttura amministrativa. In merito all’organizzazione sul territorio un cenno importante è stato fatto alla Conferenza permanente interregionale per il Coordinamento delle politiche nell’Area dello Stretto, organismo istituito con la legge di stabilità regionale, auspicando un lavoro sinergico anche con la Città Metropolitana di Messina. Ha moderato il convegno Loredana Lo Faro, la quale, nell’introdurre i relatori ha voluto evidenziare l’importanza strategica del tema del convegno soprattutto per una realtà come la Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Francesco Timpano,  Professore dell’Università Cattolica di Piacenza , ideatore dell’Urban Hub della stessa città, ha illustrato tutte le fasi che hanno portato alla realizzazione del progetto, evidenziandone soprattutto le motivazioni e gli obiettivi. Un progetto che seppure ancora in fase sperimentale, è già riuscito a creare spazi di interazione tra università, imprese, istituzioni e cittadinanza attiva, ognuno nel proprio ambito ma insieme protesi allo sviluppo del territorio.Particolarmente interessante è stata l’illustrazione, attraverso alcune slide, del sistema  adottato a Piacenza, dove attraverso la messa a disposizione di spazi fisici ben strutturati, si è  riusciti a creare un ambito di condivisione dove poter sviluppare progetti importanti con una significativa riduzione dei costi, consentendo anche  agli studenti di poter maturare sul campo un’esperienza lavorativa e fornendo alle imprese un valido supporto per superare le singole difficoltà.

Salvatore Orlando, Università della Calabria, ha portato l’esperienza di un progetto simile implementato nell’area urbana di Cosenza - Rende, evidenziando come a differenza del territorio di Piacenza, nella nostra regione manca da parte della classe politica un reale supporto anche in termini di programmazione e visione, nonostante un progetto di Urban Hub, potrebbe risultare di fondamentale importanza per lo sviluppo della nostra Regione.

Michele Buonsanti,  Università Mediterranea di Reggio Calabria, sulla base delle proprie conoscenze nel campo aeronautico ha lanciato delle idee, la cui concreta realizzazione potrebbe offrire un futuro anche all’aeroporto dello Stretto. Esperienze simili già portate avanti in altre città stanno riscontrando un notevole successo, laddove la sperimentazione di nuovi materiali e nuove tecnologie di ingegneria meccanica, hanno ridato respiro a strutture ormai in fase di dismissione.

Luigi Scopelliti, in qualità di Vicepresidente del Gruppo Giovani di Confindustria RC, ha raccontato come attraverso una nuova tecnica sperimentata dal suo team, si stia procedendo alla ricostruzione di un manufatto, ormai rudere, sito nel territorio di Bocale, che rappresentava il 38° parallelo. Particolarmente interessante è stato il dibattito, animato dai relatori e dai tecnici presenti all’incontro, offrendo, all’uditorio, interessanti spunti di approfondimento.

Pino Campisi, Presidente del Movimento, nel concludere il convegno, ha voluto ripercorrere le tappe che hanno portato alla nascita del Movimento dei Liberi e Forti, frutto di un lavoro condiviso che trae origini da un lungo percorso di ascolto e confronto sui territori, con le istituzioni, con le scuole con il mondo delle professioni e dell’impresa. Un lavoro che tende a costruire percorsi di bene comune per lo sviluppo della nostra Regione, per il lavoro e l’occupazione. Da qui anche l’attenzione alle buone pratiche già sperimentate in alcune aree del Nord del nostro Paese, con cui diventa necessario confrontarsi per poter colmare l’attuale gap che separa il nostro Sud dal resto dell’Italia.

 

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    Il sindaco Falcomatà: «La politica sarà chiamata a dar peso alle proposte delle associazioni. Entro il mese di marzo il comune inizierà a sperimentare un Urban Center»

CATANZARO «Il Pd nazionale  vuole Scura, il Pd regionale vuole Oliverio. Intanto, sul referendum prima ed ora su congressi Pd la sanità in Calabria diventa merce di scambio fra Renzi e Mario Oliverio». Lo afferma Jole Santelli, coordinatore regionale e deputato di Forza Italia. «Assistiamo a giochi di potere sulla sanità in cambio di pacchetti di voti - dice Santelli - e mentre Scura ed Oliverio litigano su chi debba gestire la sanità, che ancora viene vista come la leva del consenso clientelare, il sistema è al collasso. Il tutto avviene mentre fra servizi fatiscenti, ira e frustrazione dei medici disperazione dei cittadini, a latitare è un servizio con requisiti minimi di civiltà.
Da Scura e Oliverio non sappiamo nulla circa le procedure di stabilizzazione che scadranno a fine dicembre 2018 - insiste Santelli - ne il Governo si preoccupa di informarci su quando la Calabria potrà tornare al regime ordinario.  Abbiamo dinanzi confusione e contese che riguardano il bene più prezioso per i cittadini - aggiunge la coordinatrice - rispetto al quale le liti personali tra Oliverio e Scura non hanno alcuna incidenza.  
Questo quadro poco edificante fa capire le grandi responsabilità che pesano sul Partito Democratico calabrese e nazionale -conclude Santelli - rispetto a una gestione della sanità pubblica intesa solo come diatriba per assicurarsi il potere più bieco».

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    La coordinatrice di Fi: «Un quadro poco edificante che fa capire le grandi responsabilità che pesano sul Partito democratico calabrese e nazionale rispetto alla gestione della sanità pubblica»

LAMEZIA TERME «Oggi a Lamezia si scrive una pagina bellissima. Questa scuola oggi diventa scuola modello, scuola simbolo del Sud Italia ed anche per questa città. Amate questa terra, amate la legalità».

Così il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, nel corso della presentazione del progetto internazionale “Immagina un mondo senza corruzione” nell’ambito del quale l’Istituto di istruzione superiore (Iis) di Lamezia Terme, unica scuola del Sud Italia, è tra i finalisti con la “La vittoria di Giulia”, scritta dai ragazzi dell’Indirizzo grafica e comunicazione.

«Complimenti a tutti – ha aggiunto Mascaro - . Oggi si parla di una positività. Voi siete cittadini di una terra difficilissima ma sappiamo che questa è anche una terra stupenda». Da qui la sollecitazione: «Non autoflagelliamoci con l’esasperazione delle negatività – ha detto - ma valorizziamo le positività. Quando ho letto la notizia di questa grande positività l’ho condivisa ed è ovvio che per un sindaco ciò è motivo di orgoglio.

Congratulazioni per l’iniziativa e per la storia: avete toccato quello che è uno dei nei assoluti della civiltà odierna ed antica. Niente è più spregevole della corruzione perché i soggetti che sono parte attiva sono colui che intende ottenere un privilegio illegalmente e colui che, invece, si arricchisce favorendolo. Sulla corruzione non deve esserci alcuna giustificazione e deve essere perseguita. Tutto il denaro che è frutto del sudore dei vostri genitori – ha affermato ancora il sindaco - che viene incassato dallo Stato attraverso la tassazione o altro si perde in rivoli, come con la corruzione, ed al traguardo arrivano i minimali. Voi dovete essere un occhio vigile contro la corruzione: il valore del denaro è un valore minimale.

Non lasciatevi ingannare dall’idea che il denaro possa dare la felicità che, invece, vi sarà data la sera quando, andando a dormire, sentirete la vostra coscienza a posto. Bisogna vere il rispetto assoluto delle regole. Continuiamo con i percorsi di legalità assoluta – ha concluso Mascaro - . Non disinteressiamoci di ciò che è davanti a noi».

Prima dell’intervento del sindaco, a portare i saluti della scuola è stata la dirigente Amelia Roberto che, nel ringraziare i presenti, ha sottolineato che «il filmato è la dimostrazione di come questa scuola sia proiettata verso la legalità perché la scuola è un baluardo della legalità. La presenza del sindaco è la dimostrazione che se la scuola esce dal territorio è il territorio che va nella scuola e ciò è la dimostrazione che ci può essere dialogo tra le Istituzioni. “La storia di Giulia” finalista al concorso parla di sanità – ha concluso - ed io vorrei che il finale positivo della storia scritta dai ragazzi fosse la quotidianità. I ragazzi hanno scritto otto storie che nella maggior parte parlavano di Sanità e questo significa che si tratta di una tematica molto sentita».

«Si tratta di una iniziativa - le fa fatto eco la professoressa Giovanna Torcasio - , così come tante altre che si realizzano in questa scuola, che evidenzia il nostro impegno concreto su tematiche belle ed interessanti e che danno qualità alla nostra offerta formativa”. Questo mentre la sua collega Angela Fazio ha ricordato che “ tre anni fa la III D vinse il concorso “vinci la corruzione” ed abbiamo lavorato per moduli».

Di “classe straordinaria, creativa, curiosa”, invece, ha parlato la docente Michela Gariano che ha sottolineato che «è stata colta la chiave di lettura: parlare di corruzione senza parlare del solito politico, ma mettendoci la faccia. Non bisogna solo parlare, ma trovare la soluzione, affrontare il problema e risolverlo. La storia – ha concluso - descrive uno spaccato della nostra società che è molto duro».

Subito dopo la presentazione del progetto, i ragazzi si sono messi all’opera insieme al regista lametino Mario Vitale al quale è stato dato l’incarico di dirigere il cortometraggio che l’Iis presenterà alla finale.

 

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    Sindaco Mascaro a Iis: «Questa scuola oggi diventa scuola simbolo del Sud Italia ed anche per questa città»

COSENZA «Diamo atto a Carlo Guccione, nella doppia qualità di consigliere regionale e comunale di Cosenza, di avere ben inteso la forza propositiva del progetto di Occhiuto su Cosenza, che va oltre l'accordo sulla metro».

Così si legge in una nota del coordinatore cittadino di Forza Italia Cosenza, Carmelo Salerno. «L'onorevole Guccione ha compreso che le richieste del nostro sindaco - continua Salerno - riguardano la sostenibilità e la crescita armoniosa di Cosenza, la sua integrazione con le periferie, il rimedio agli scempi urbanistici compiuti negli anni sessanta e settanta. Crediamo che la Giunta regionale debba seguire questa linea e mantenere le promesse fatte in termini di investimenti su Cosenza che è l'unica cosa che interessa al Sindaco.

Allargare l'asse attrezzato per il verde, ridurre l'impatto invasivo della Metro, bonificare interi quartieri ancora oggi vittima di ghettizzazione -conclude Salerno - sono progetti di grande valore sociale e urbano che Oliverio deve tutelare e la cui realizzazione consentirebbe a Cosenza di diventare, nel giro di pochi anni, la più bella città a media dimensione del Sud».

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    Il coordinatore, Carmelo Salerno: «Crediamo che la Giunta regionale debba mantenere le promesse fatte in termini di investimenti su Cosenza che è l'unica cosa che interessa al Sindaco»

REGGIO CALABRIA Sono passati esattamente cinque anni da quando Matteo Armellini, giovane rigger romano, è stato travolto e ucciso dal palco che stava montando al PalaCalafiore di Reggio Calabria per il concerto di Laura Pausini. Lavorava in altezza Matteo. «Ed era uno sveglio» dice chi lo conosceva «aveva esperienza e nel settore lavorava da anni». Ma quando l'enorme struttura  è crollata sulle gradinate, le pesanti colonne metalliche cui era agganciato lo hanno travolto e per lui non c'è stato nulla da fare.

GLI IMPUTATI L'inchiesta aperta dalla procura di Reggio Calabria ha portato al rinvio a giudizio di sette persone  fra organizzatori, progettisti e i responsabili della sicurezza per l'allestimento del palco - Sandro Scalise, Franco Faggiotto, Pasquale Aumenta, Ferdinando Salzano, Maurizio Senese, Gianfranco Perri- tutti accusati di omicidio colposo, disastro colposo e mancato rispetto della normativa sulla sicurezza. Insieme a loro c'è anche il dirigente del Comune di Reggio Calabria Marcello Cammera, oggi in carcere per i rapporti pericolosi con Paolo Romeo e la cupola mafiosa di Reggio Calabria.

IL TEMPO STA SCADENDO dice Paola Armellini, madre di Matteo, che spiega «il mio grande timore è che, dovendo affrontare tre gradi di giudizio, questo processo non vada in porto a causa della prescrizione. Siamo ancora agli interrogatori ai testimoni, la parte tecnica ancora non è stata toccata».

PROCESSO ACCIDENTATO Quasi due anni fa, indignata, ha rifiutato il sontuoso risarcimento offerto dagli imputati, arrivati alla prima udienza sventolando un assegno da 350mila euro, e il processo è stancamente iniziato. Ma complice l'enorme mole di procedimenti incardinati al monocratico, il trasferimento prima del pm che ha condotto l'indagine, Rosario Ferracane, poi del giudice cui era stato affidato il procedimento, il processo è stato di fatto azzerato.

ALLA CASELLA DI PARTENZA Su richiesta degli avvocati, di fronte al nuovo togato dovranno tornare a sfilare i testimoni che hanno già deposto, ma per una serie di difetti di notifica ben due udienze si sono concluse con un nulla di fatto o quasi. «Una è andata a vuoto – racconta con amarezza Paola Armellini - in una è stato ascoltato un solo testimone. Ci saranno ancora ritardi. La prossima udienza sarà il 10 aprile, si spera che per allora le notifiche arrivino».

LA BATTAGLIA DI PAOLA Si sente impotente Paola Armellini, sola e impossibilitata a capire chi le ha portato via il suo Matteo. Ha scritto lettere al presidente della Repubblica, ha promosso una petizione per la sicurezza sul lavoro che ha raccolto oltre 133mila firme ed è stata consegnata al ministro, «ma è stata consegnata e- dice la madre di Matteo - non so cosa è successo o cosa succederà, per ora nulla», ha scritto alla Procura. Nessuno ha risposto. Ma lei testardamente continua a chiedere giustizia. E ad attendere la prossima udienza.

L'INCHIESTA Per chi ha condotto l'inchiesta, il quadro è chiaro. "L'omicidio bianco" di Matteo Armellini sarebbe dovuto a omissioni, imperizie e mancati controlli. Mancanze contestate in primo luogo alla F&P group srl, committente esclusiva dei lavori di allestimento del palco, poi materialmente affidati alla Italstage, uscita dal processo grazie al patteggiamento di una sanzione amministrativa di settamila euro. Discorso diverso per il suo patron, Pasquale Aumenta, alla sbarra perché la sua società avrebbe proceduto con «negligenza, imprudenza, e imperizia» alla costruzione del palco, ma soprattutto in violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni.

LE ACCUSE Insieme a lui, rispondono in sede penale delle mancanze loro attribuite, sia la F&P group, sia il suo legale rappresentante, Ferdinando Salzano, accusato di aver proceduto alla nomina di un direttore dei lavori che non «da un lato rilevato i gravi errori e le evidenti omissioni presenti nell'elaborato redatto dall'ingegnere Franco Faggiotto, dall'altro lato vigilato sulla corretta esecuzione dell'opera». Anche Faggiotto sarebbe secondo l'accusa autore di una progettazione errata e carente, perché «non teneva in considerazione la possibile presenza di forze orizzontali accidentali, l'eccessiva deformabilità della struttura metallica, non prevedeva che i piedi della struttura fossero zavorrati con blocchi di calcestruzzo, non teneva in considerazione la forte deformabilità elastica del piano di posa». In varia misura responsabili della morte di Matteo, dice la procura, sono anche il patron della Esse Emme Musica che aveva organizzato il concerto, Maurizio Senese, e il coordinatore della sicurezza per l'esecuzione dei lavori di costruzione della struttura che la società, come committente dell'intero evento, aveva nominato Sandro Scalise.

NEI GUAI ANCHE CAMMERA Alla sbarra c'è anche il dirigente Marcello Cammera, all'epoca responsabile del settore progettazione ed esecuzione dei Lavori pubblici, che per la Procura avrebbe omesso di «adottare un provvedimento di inibizione all'inizio dei lavori di costruzione della struttura metallica all'interno del palazzetto, dopo la consegna dell'impianto, di immediata sospensione dei medesimi lavori, non segnalando inoltre il pericolo grave e imminente di un crollo (poi avvenuto) della costruenda struttura metallica ai soggetti a vario titolo nell'organizzazione e realizzazione dell'evento musicale e/o alle autorità amministrative competenti». Forse l'accusa che lo preoccupa meno fra quelle che oggi gli vengono contestate in diversi procedimenti penali. Ma non manca mai di presentarsi all'udienza. «Eppure all’inizio - nota più di uno - non si è mai fatto vedere». 

Alessia Candito
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    Ripartito da zero dopo il trasferimento del giudice che lo aveva incardinato, il procedimento per la morte del giovane rigger arranca fra difetti di notifiche e udienze rarefatte. E la madre denuncia «Ho paura di non fare in tempo ad avere giustizia»

REGGIO «Esprimo la mia piena e incondizionata solidarietà nei confronti dei lavoratori del porto di Gioia Tauro che stanno vivendo sulla loro pelle e su quella delle loro famiglie la gravità di una crisi che rischia di travolgere il principale sistema economico della Calabria».

È quanto afferma Giuseppe Raffa che aggiunge: «Sto dalla parte dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali anche in merito all'incomprensibile arroccamento della società terminalista di fronte a proposte che potrebbero consentire di salvare molti occupati, se non tutti. Trovo infatti inaccettabili le motivazioni puramente formali addotte, laddove invece sono gli stessi dipendenti di Mct a manifestare la volontà di ridurre l'orario di lavoro pur di salvare i loro colleghi. Una disponibilità che dimostra lo spirito solidaristico che caratterizza le maestranze del principale porto calabrese e italiano.

Dinanzi a tutto questo - prosegue Raffa - l'aspetto più grave è l'assoluto e rumoroso silenzio della politica. Nessuno degli attuali rappresentanti dei vari governi di sinistra a tutti i livelli, dalla Città metropolitana al Governo nazionale passando per la Regione, si è degnato di prendere una posizione, di dire o fare qualcosa mentre a Gioia Tauro si sta consumando uno dei più gravi drammi occupazionali della storia recente della Calabria.

L'attenzione verso il porto si è rivelata un bluff messo in piedi dall'ex premier Renzi e dai suoi referenti calabresi solo nell'imminenza delle scadenze elettorali e referendarie che poi hanno pure avuto esiti fallimentari. L'unica presenza palpabile e autorevole dello Stato in questo territorio si sta confermando quella del prefetto Di Bari che allarmato dalla gravità della situazione sta facendo tutto il possibile per uscire da questo stallo che rischia di far affondare Gioia Tauro e l'intera Calabria.

Mi domando - conclude Raffa - solo se dietro questo assordante silenzio politico ci sia un ordine di scuderia nazionale che ha come finalità, neanche troppo nascosta, quella di far morire il porto calabrese privilegiando Genova, Vado Ligure e Trieste. Una storia già vista che si ripete guarda caso quando al governo c'è la sinistra, che considera la Calabria solo una colonia da sfruttare e a cui non dare nulla. Ci opporremo con tutte le nostre forze e lotteremo al fianco dei lavoratori. Gioia Tauro è la nostra ultima speranza».

 

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    L'ex presidente della Provincia di Reggio vicino ai lavoratori: «Nessuno si è degnato di prendere posizione nei confronti di uno dei più gravi drammi occupazionali della storia recente della Calabria»

Domenica, 05 Marzo 2017 18:34

Rossano, arrestato per rapina in un negozio

ROSSANO E' entrato in un negozio di abbigliamento di proprieta' di una cittadina cinese e ha tentato di portare via diversi capi di abbigliamento nascosti sotto il giubbotto ma e' stato arrestato dai carabinieri. L'uomo, L.A., di 47 anni, gia' noto alle forze dell'ordine, e' stato bloccato alla cassa dalla proprietaria che si era accorta del furto e nel tentativo di farsi pagare quanto nascosto e' stata minacciata e percossa. La donna e', comunque, riuscita ad allertare i carabinieri che sono intervenuti immediatamente sul posto. L'uomo, trovato con vari capi d'abbigliamento occultati sotto il giubbotto, e' stato arrestato e posto ai domiciliari. 

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    L'uomo, trovato con vari capi d'abbigliamento occultati sotto il giubbotto, ha minacciato e percosso la proprietaria dell'esercizio commerciale

CROTONE Sabato 4 Marzo a margine dell'iniziativa “Italia dal basso: la legge pugliese sulla partecipazione” tenutasi al Teatro Petruzzelli di Bari con la partecipazione dello scrittore napoletano Erri De Luca, il Presidente della Regione Puglia e candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico Michele Emiliano ha accolto una delegazione di giovani del Pd crotonese guidata dal già segretario dei giovani democratici e attualmente responsabile delle politiche giovanili e dell'organizzazione del PD di Crotone, Manlio Caiazza, e da Valentina Ferraggina, già responsabile sanità del Pd provinciale.
Al termine dell'incontro a cui ha partecipato anche Domenico De Santis, coordinatore nazionale della campagna congressuale dell'ex magistrato, il giovane avvocato crotonese è stato designato quale coordinatore del comitato per Michele Emiliano segretario nazionale del PD.
Durante il colloquio sono stati affrontati diversi temi, in particolare quelli di cui il Presidente Emiliano si è fatto promotore negli ultimi anni, tra cui la gestione dei flussi di immigrazione e in particolare del CIE di Crotone, le trivellazioni nel mar Jonio, il trattamento contrattuale  degli operatori dei call center, la pianificazione dell'ammodernamento della dorsale SS106 che congiunge Calabria Jonica e Puglia, la pianificazione dello sviluppo economico nel meridione.
Forte impegno è stato chiesto da Michele Emiliano nel coinvolgimento della società civile nel percorso congressuale e nell'indicazioni di giovani, giovanissimi e donne capaci nel confronto a segretario nazionale del Partito Democratico con particolare attenzione al profilo morale dei cittadini coinvolti nel processo democratico.
Già avviata la campagna sul territorio, con il Presidente della Regione Puglia che visiterà Crotone e la Calabria nelle prossime settimane.
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    Si tratta del giovane avvocato Domenico De Santis. Il Presidente della Regione Puglia visiterà Crotone e la Calabria nelle prossime settimane
Domenica, 05 Marzo 2017 17:06

Il Crotone pareggia in casa

CROTONE Meno nove dalla quartultima posizione in classifica occupata dall'Empoli, che vale la permanenza in Serie A. Il Crotone è chiamato alla vittoria. Le ultime deludenti prestazioni hanno compromesso il campionato dei pitagorici che ora sono obbligati a vincere, sperando che le altre non facciano lo stesso.
Nicola, allenatore del Crotone, lo sa bene e dopo la riconferma ottenuta dalla società decide di giocarsi il tutto per tutto.Allo Scida contro il Sassuolo, il tecnico dei calabresi schiera un offensivo 433 con Simy punta centrale e Falcinelli e Stoian a supporto. Il Sassuolo dei calabresi Berardi e Missiroli - entrambi in campo - ha raggiunto la salvezza ma vuole chiudere il campionato nel migliore dei modi.
Prima occasione per i padroni di casa, Rosi sugli sviluppi di un calcio d'angolo si avventa sul pallone ma sbaglia clamorosamente a pochi passi dalla porta difesa da Consigli.
Risponde subito il Sassuolo, che al 22esimo sfiora il vantaggio con Matri, ma è bravo Cordaz che devia in angolo il tiro dell'attaccante ex MilanGli ospiti continuano ad attaccare ed a pochi minuti dallo scadere, Berardi crossa in area e trova Politano che non riesce a dar forza al colpo di testa che viene parato da Cordaz. È l'ultima emozione della prima frazione di gioco.
Nella ripresa, le squadre si allungano. Il Sassuolo si affida sempre a Berardi ma l'esterno calabrese è ancora fuori forma dopo il lungo stop, causa infortunio. Il Crotone cerca di sfruttare la fisicità di Simy per tentare di scardinare la difesa neroverde. Ma l'attaccante nigeriano fatica a trovare spazi ed allora Nicola lo cambia e mette dentro Trotta. Cambio anche nel Sassuolo con Aquilani che prende il posto di Missiroli.
La brutta notizia per il Crotone però arriva dai cartellini, i due gialli presi da Ceccherini e Rosi costano caro: entrambi diffidati, salteranno la prossima gara contro il Napoli al San Paolo.Al 34esimo, Crotone ad un passo dal vantaggio. Sugli sviluppi di un corner Rosi di testa serve Ferrari, ma il difensore - di proprietà del Sassuolo ed in prestito al Crotone - colpisce il palo alla sinistra di ConsigliNon succede più nulla, finisce 0-0 allo Scida. Un pari che al Crotone serve poco. La salvezza resta difficilissima.

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    Finisce 0-0 allo Scida contro il Sassuolo. Un risultato che serve poco ai rossoblù. La salvezza resta difficilissima

CATANZARO È stata disposta la citazione diretta a giudizio per tre ex direttori e cinque funzionari della filiale di Catanzaro del Banco di Napoli accusati di truffa aggravata per la vendita a una società catanzarese di contratti Swap. Per gli otto indagati il processo avrà inizio il 10 aprile. Secondo il pm della Procura catanzarese Vito Valerio, che a novembre ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini, i vertici dell'istituto avrebbero «omesso di indicare la concreta natura e finalità speculativa di tali contratti derivati» e avrebbero predisposto, si legge nell'avviso di conclusione delle indagini, «condizioni contrattuali sempre complessivamente sbilanciate in favore dell'istituto di credito». In questo modo, secondo l'accusa, avrebbero indotto in errore i rappresentanti della società che hanno sottoscritto i contratti «in difetto di un consenso realmente informato e quindi artatamente indotti a confidare nella utilità e convenienza delle operazioni». L'azienda si sarebbe così trovata esposta per oltre mezzo milione di euro. Le parti offese sono rappresentate dagli avvocati Arturo Bova, Antonio Lomonaco e Giuseppe Fonte che hanno presentato denuncia anche per l'ipotesi di reato di usura bancaria.

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    Tre ex direttori e cinque funzionari della filiale di Catanzaro dovranno affrontare l'accusa di truffa aggravata per la vendita a una società catanzarese di contratti Swap

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