Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Lunedì, 06 Marzo 2017
Lunedì, 06 Marzo 2017 22:22

Il capo della "cupola" rompe il silenzio

REGGIO CALABRIA Trentuno indagati all’abbreviato, quaranta decisi a sottoporsi alla decisione del gup. Dopo il rigetto di tutte le eccezioni preliminari presentate dalle difese nel corso delle prime due udienze, è partita la giostra della richiesta di rito al processo Gotha, scaturito dalla riunificazione delle inchieste dei pm  Giuseppe Lombardo, Stefano Musolino, Roberto Di Palma, Walter Ignazitto, Giulia Pantano e Luca Miceli che hanno iniziato a svelare il volto della direzione strategica della ‘ndrangheta reggina.

TRENTUNO ALL’ABBREVIATO Quasi la metà degli indagati ha anticipato di voler optare per il processo con rito premiale, che impedisce ad accusa e difesa di introdurre nuove prove – il giudice decide allo stato degli atti –  “in cambio” dello sconto di un terzo di pena. Così hanno deciso di fare l’ex vicepresidente di Fincalabra, Nuccio Idone, l’ex sindaco di Villa San Giovanni, Antonio Messina, gli imprenditori Emilio Angelo Frascati e Gaetano Tortorella, il commercialista Natale Saraceno, l’avvocato Paola Colombini, il pentito Roberto Moio, insieme a Antonio Araniti, Giovanni Cacciola, Angela Chirico, Domenico Chirico, Francesco Chirico, Bruno Nicolazzo, Antonio Nicolò, Lorena Franco, Roberto Franco, Pasquale Massimo Gira, Domenico Marcianò, Maria Rosa Martino, Giovanni Sebastiano Modafferi, Alessandro Nicolò, Carmelo Salvatore Nucera, Giovanni Pellicano, Giuseppe Rechichi, Saveria Saccà, Michele Serra, Giuseppe Smeriglio, Domenico Stillitano e Mario Vincenzo Stillitano.

«INTERROGATECI» In otto, fra cui molti dei principali imputati, si sono riservati di decidere se optare o meno per l’abbreviato, condizionando la scelta del rito, al loro esame in aula o alla requisitoria del pm. Per questo molti di loro oggi hanno chiesto di essere ascoltati dai pm. Il primo a sottoporsi ad esame e controesame è stato Giovanni Pontari, funzionario della Regione Calabria e segretario regionale Ugl, indagato per violazione della legge Anselmi aggravata dall'articolo sette. Pontari avrebbe tentato di sconfessare quanto assicurato in una serie di conversazioni intercettate, assicurando allo stesso tempo di essere – a suo dire – assolutamente inconsapevole della rete tessuta da Romeo.
 
DICHIARAZIONI SPONTANEE DI AMODEO Stessa “canzone” – riferiscono – cantata dal noto cardiologo Enzo Amodeo, per anni nel Pd quindi candidato del Centro democratico alle primarie del centrosinistra per le amministrative, che dopo Pontari ha chiesto e ottenuto di rendere dichiarazioni spontanee. Il politico ha tentato di chiarire una delle conversazioni intercettate, assicurando di essere sempre stato indipendente e poco controllabile, dunque estraneo alle accuse contestate.
 
L’EX SINDACO IN DIFFICOLTA’ Chiamato in causa per lo stranamente spedito iter autorizzativo che ha permesso alla Perla dello Stretto di aprire, l’ex sindaco di Villa San Giovanni, Antonio Messina ha tentato di scaricare tutte le responsabilità sulla conferenza dei servizi. A suo dire, quella di concedere al maxicentro commerciale tutti i documenti del caso, anche in assenza di certificati fondamentali, come quello di agibilità è stata una decisione collettiva. Tuttavia – dice chi ha assistito all’udienza – molto in difficoltà è sembrato l’ex politico di fronte alle precise contestazioni fatte dai pm anche a partire dalle dichiarazioni del neopentito Vincenzo Cristiano.
 
QUATTRO ORE DI INTERROGATORIO PER GIORGIO DE STEFANO Per ultimo, il “cliente” più complicato per i pm. Dopo mesi di silenzio, l’avvocato Giorgio De Stefano, considerato a capo della cupola mafiosa che governa Reggio e non solo, ha deciso di parlare. Da legale – dice chi ha assistito all’udienza –  ha mostrato di sapere quale contegno sia meglio tenere in aula e come farsi ascoltare. Per questo, per nulla intimorito si è sottoposto all’esame dei pm Lombardo e Ignazitto, senza farsi intimorire e persino lasciando cadere fra una risposta e l’altra ambigue battute – dice chi c’era – tutte da decifrare. È partito da lontano, dal 1992 l’avvocato De Stefano per affermare che – a suo dire -  nessuna delle accuse contestate risponderebbe al vero, così come pure millanterie sarebbero le dichiarazioni dei collaboratori. Allo stesso modo, buffonate sarebbero le intercettazioni che lo riguardano e assolutamente casuali le circostanze in cui è stato fotografato in compagnia di Paolo Romeo. Tutti punti su cui De Stefano è stato escusso a lungo dai pm, ma che non esauriscono il tour de force dell’udienza preliminare. La prossima è fissata per domani, perché l’orologio della scadenza termini continua a correre. 
 
Alessia Candito
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 

Informazioni aggiuntive

Lunedì, 06 Marzo 2017 21:49

Il Psi complica i piani di Ciconte

CATANZARO Si complicano i piani del Pd e di Enzo Ciconte, candidato a sindaco di Catanzaro in pectore con il mandato di allargare quanto più possibile la coalizione da opporre a Sergio Abramo alle prossime amministrative. Mentre Ncd è sempre più convinta di schierarsi a sostegno del proprio candidato Antonio De Marco, assieme all’Udc, Ciconte e il Pd devono registrare la defezione convinta del Psi. Il partito socialista coordinato da Piero Amato, infatti, non ha condiviso il metodo (leggasi l’imposizione) della candidatura di Ciconte da parte dei democratici. A farlo capire, per altro in maniera esplicita, è lo stesso coordinatore attraverso una nota stampa: «Da alcuni mesi stiamo sollecitando, anche attraverso atti ufficiali, le forze politiche del centrosinistra, che sostengono il governo di coordinarsi per creare una seria e responsabile coalizione, che gettasse le basi per un progetto di cambiamento all'attuale inadeguata amministrazione Abramo. Le nostre sollecitazioni sono rimaste inascoltate, tanto che abbiamo una frammentazione incomprensibile con la presenza di tanti candidati a sindaco della stessa area politica e una balcanizzazione del Pd, partito di maggioranza relativa. I rappresentanti del Psi, di Idv, di Adesso Catanzaro e di Programma Popolare avevano concordato, unanimemente, con le altre forze politiche del centro-sinistra, che bisognava allestire un tavolo con tutti i partiti e le organizzazioni civiche per concordare un progetto di sviluppo per la città e per individuare la più idonea personalità, che potesse guidare tale  importante ipotesi di cambiamento di Catanzaro».
«Assistiamo - prosegue la nota - a un capovolgimento degli accordi con l'indicazione da parte del Pd del candidato a sindaco, senza ancora conoscere la coalizione che avrebbe dovuto scegliere il candidato più idoneo e più condiviso e senza un accordo preventivo sul progetto di sviluppo della città. Come abbiamo sostenuto da alcuni mesi le organizzazioni sociali e le forze politiche, non possiamo accettare indicazioni che vengano, neppure unanimi, da un solo partito, che, probabilmente, dimenticando i tanti insuccessi nelle grandi, medie e piccole città, ritiene di poter imporre regole antidemocratiche».
Quindi, l’inequivocabile conclusione: «Il Psi pertanto, riconfermando la propria posizione all'unanimità, non può accettare tale metodo». Al momento, dunque, la coalizione a sostegno di Ciconte e del Pd sarà formata da Sergio Costanzo con il suo movimento “Fare per Catanzaro” e dai Socialisti e Democratici, rappresentati dai fratelli Fabio e Roberto Guerriero. Da valutare la posizione di Maurizio Mottola d’Amato: l’imprenditore che per primo aveva deciso di lanciare la propria solitaria candidatura sulla quale poi era arrivato il sostegno di Flora Sculco, starebbe pensando di ritirarsi dalla corsa a Palazzo de Nobili per confluire nella coalizione di Ciconte.
Chi dimostra invece di non avere alcuna intenzione di ritirarsi è Nicola Fiorita. Lui e il suo movimento “Cambiavento” proseguono negli incontri con i cittadini e per i prossimi giorni hanno già comunicato i vari appuntamenti pubblici, confermando con i fatti che la candidatura è in campo a tutti gli effetti. Esattamente come quella di Sergio Abramo, che al netto di voci di corridoio e riunioni infuocate di Forza Italia, rimane a tutti gli effetti il candidato del centrodestra, sostenuto da almeno due liste civiche.

ale. tar.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    I socialisti negano il loro sostegno al candidato a sindaco di Catanzaro indicato dal Pd. Il consigliere regionale a caccia di alleati prima di sciogliere la riserva

Nelle mie molteplici esperienze maturate negli enti locali, nell’Anci, e nei diversi ruoli istituzionali, così come nell’impegno di natura scientifica-culturale, ho sempre sottolineato l’importanza strategica che assume il Mezzogiorno nello sviluppo generale del Paese. La lunga crisi finanziaria globale ha catapultato fette di Stati occidentali in una condizione di disagio e recessione, che ha ulteriormente acuito le problematiche delle aree maggiormente svantaggiate. 
In una recente pubblicazione, il Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz invita ad affrontare la disuguaglianza economica come una questione politica e morale, con l’obiettivo di giungere a una società più prospera e giusta. Anche l’Italia, purtroppo, ha subito un lungo periodo di difficoltà e stagnazione che non ha risparmiato il Sud. La recente delega al Mezzogiorno, unita alla Coesione territoriale, del ministro Claudio De Vincenti, stimato docente universitario e illustre economista, costituisce un messaggio forte e significativo per un’azione di rilancio delle politiche di sviluppo e sostegno al Meridione. Connota una volontà precisa che intende valorizzare le positività e promuovere investimenti su una fascia del territorio che paga ancora annosi ritardi. Un passaggio concreto che mette al centro un tema fondamentale per la crescita economica, sociale e culturale dell’intero Paese e che può essere incrementato e rafforzato in un’idea di rete e di azioni lungimiranti portate avanti a più livelli. Penso soprattutto agli investimenti che possono essere attuati con orizzonti ampi e non assistenzialistici, da spendere bene e in fretta. Il Sud deve colmare prima di tutto un gap in termini di mobilità: la chiusura dei cantieri, con relativo ammodernamento dell’autostrada Sa-Rc, deve coincidere con il potenziamento e il miglioramento dei collegamenti aerei, ferroviari e portuali, delle opere infrastrutturali, degli attrattori turistici. Le aree metropolitane e i centri virtuosi possono conquistarsi uno spazio da protagonisti nel Mediterraneo grazie ad una mission pragmatica fondata sulla cooperazione, sull’innovazione, e sulla responsabilizzazione degli enti decentrati, i quali, di proprio, non possono più perdere terreno e occasioni di progresso. La legge n.18/2017 (Interventi urgenti per la coesione sociale e territoriale, con particolare riferimento a situazioni critiche in alcune aree del Mezzogiorno) rafforza ad esempio il credito d’imposta al Sud e riordina le spese in conto capitale. 
Altro elemento nodale è quello del segmento agricolo. Gli ultimi dati annuali ci parlano di una crescita nel Mezzogiorno del 7,3%, meglio di tutti gli altri settori. L’export è cresciuto del 15,5%, mentre quello di prodotti alimentari del 7,6%. Gli investimenti hanno raggiunto i 2,2 miliardi di euro con un aumento del 9,6%. Nel 2015 il numero di persone attive nel settore agricolo ha raggiunto nel Mezzogiorno le 500.000 unità.
Lo stesso dinamismo deve influenzare le progettualità capaci di guardare all’alta formazione, al collegamento con grandi settori strategici e a quelle riforme mirate della fiscalità. Lo strumento delle Zone Economiche Speciali (Zes) potrebbe far accelerare e proliferare gli investimenti anche esteri. 
Occorre poi un’attuazione snella del Masterplan del Sud incentrata sull’accesso al credito, sull’occupazione e inclusione, sulla formazione e lo sviluppo delle competenze dei lavoratori, il sostegno alla ricerca e all’istruzione, al turismo e ai beni culturali, all’ambiente, alla legalità e ad un piano di welfare competitivo. Non certo per ultima, un’attenzione particolare deve incentrarsi sui nostri giovani che costituiscono un patrimonio straordinario ed un bagaglio di entusiasmi e di conoscenze fondamentali per il Paese, ma che devono costituire risorse di progettualità per il Mezzogiorno, all’interno dello stesso, scongiurando il processo di allontanamento di quelle professionalità, delle quali rimpiangiamo solo dopo il valore. Tutti i protagonisti di questo piano di rilancio possono offrire un contributo prezioso in grado di disegnare prospettive nei vari gangli vitali della società. In definitiva, l’Italia riparte se il Sud cresce, ed è importante che oggi sia tornata l’attenzione istituzionale su quest’area del Paese. 

*Avvocato

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    di Saverio Molica*

REGGIO CALABRIA «Non si può continuare a tergiversare su un polo strategico fondamentale per i collegamenti ed il transhipment dell'intero Mezzogiorno mentre la società Medcenter che gestisce il porto di Gioia Tauro non intende arretrare sulle sue decisioni riducendo il numero degli addetti considerati esuberi, cosi come chiesto dalle organizzazioni sindacali di categoria». È quanto dichiara il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Alessandro Nicolò, che aggiunge: «E' gravissima la totale assenza e la mancata presa di posizione del governatore Oliverio che dovrebbe intervenire prospettando soluzioni autorevoli e chiare a difesa dei lavoratori».
«Ci chiediamo – continua il capogruppo di Forza Italia – cosa stia facendo e quali iniziative adotterà la giunta regionale trincerata dentro le mura della Cittadella mentre al porto di Gioia si sta trattando per salvare centinaia di posti di lavoro. Un atteggiamento che non ha scusanti in considerazione del disinteressamento del Governo centrale che non perde occasione di dimostrare come la Calabria non rientri tra le priorità dei suoi programmi e delle sue scelte politiche».
«Già qualche settimana addietro, peraltro, avevamo denunciato – prosegue Nicolò – l'esclusione del porto di Gioia, a favore degli scali di Trieste e Genova, nella trattativa economica avviata da Roma con i Paesi asiatici per l'incremento dei flussi commerciali della nuova "Via della Seta". Un accordo che vede il porto calabrese brillare per ...assenza date che se n'era persa ogni traccia nonostante le reiterate promesse di rilancio. Adesso un nuovo colpo, un altro tassello negativo che rischia di lasciare conseguenze da cui la Regione potrebbe non rialzarsi più. Intanto, infatti, Msc ha dirottato le sue navi container verso altre rotte. E tutto questo avviene con una classe dirigente assoggettata alle contorte logiche di un governo nazionale che considera, ancora una volta, la Calabria "un fastidio" e non una risorsa per il Paese, privilegiando strategie che tagliano il nostro territorio dal resto dell'Italia».
«Siamo solidali – conclude l'esponente di Forza Italia – e vicini ai lavoratori e alle famiglie dello scalo gioiese affinché possano essere scongiurati licenziamenti di massa che andrebbero ad incidere negativamente su un tessuto sociale già fragile. Continueremo a lavorare per quelle che sono le nostre competenze e, altresì, a batterci per salvaguardare le maestranze del Porto di Gioia Tauro».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale si chiede «cosa stia facendo e quali iniziative adotterà la giunta regionale trincerata dentro le mura della Cittadella mentre si sta trattando per salvare centinaia di posti di lavoro»

COSENZA «Ringrazio il dimissionario Vittorio Sgarbi e l'assessore uscente Fedele Bisceglia per avere profuso impegno, nelle rispettive deleghe, in questa prima parte di consiliatura che da oggi inizia una nuova fase». Il sindaco Mario Occhiuto ha congedato ufficialmente questo pomeriggio i due esponenti della giunta nominati la scorsa estate, dando contestualmente il benvenuto ai neo assessori Francesco De Cicco e Michelangelo Spataro durante la seduta dell'esecutivo a cui entrambi hanno partecipato. Occhiuto ha assegnato a De Cicco le deleghe a Partecipazione, frazioni e quartieri e Manutenzione delle strade e della rete idrica. «Giova ricordare – si legge in una notab del Comune – che per De Cicco si tratta di un ritorno, considerando la sua precedente esperienza da assessore nella prima consiliatura Occhiuto. A Spataro invece sono state assegnate le deleghe a Pianificazione urbana e mobilità sostenibile ed Edilizia privata. Contestualmente, il sindaco ha provveduto a nominare Alessandra De Rosa come consigliera comunale delegata alle Politiche sociali.
«Si tratta di un fisiologico avvicendamento – ha dichiarato Occhiuto –. Intendiamo dare una spinta propulsiva all'attività di governo, migliorando i servizi della manutenzione e implementando ad esempio lo spazzamento manuale ad opera delle Cooperative. Nel prossimo bilancio investiremo molto nella manutenzione ordinaria per offrire risposte sempre più concrete di efficienza. Tengo a esprimere un sentito grazie a padre Fedele – ha aggiunto – per come ha svolto, in maniera infaticabile e sempre al fianco degli ultimi e dei più disagiati, il ruolo di assessore per lui inedito. Tuttavia, si tratta di un ringraziamento che non corrisponde a un congedo vero e proprio, dal momento che padre Fedele continuerà a collaborare con l'Amministrazione attraverso un prossimo incarico che gli sarà conferito. Con la sua inesauribile energia non mancherà certamente di supportarci nell'opera di contrasto alle povertà, al disagio, alla miseria umana e materiale, al pregiudizio razziale e religioso, alla discriminazione sociale, così come ha fatto negli ultimi 9 mesi».
Entrano adesso in consiglio comunale i primi non eletti delle liste dei neo assessori, Pasquale Sconosciuto e Carmelo Salerno.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Il sindaco nomina assessori Francesco De Cicco e Michelangelo Spataro, sostituiscono Sgarbi e padre Fedele. Alessandra De Rosa consigliera delegata alle Politiche sociali

Lunedì, 06 Marzo 2017 17:37

Nuovi procuratori a Paola e Lamezia

PAOLA L'ormai ex sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Pierpaolo Bruni è il nuovo procuratore capo di Paola. Lo ha deciso nel primo pomeriggio di lunedì la quinta commissione del Consiglio superiore della magistratura. Bruni, in servizio dal 2010 alla Procura catanzarese, è da sempre impegnato nella lotta all' ndrangheta. Nel corso di questi anni ha condotto importanti inchieste contro i clan delle province di Vibo, Crotone e Cosenza. In precedenza era stato in forza a Crotone ma "applicato" alla distrettuale di Catanzaro. 
Bruni è stato indicato all'unanimità dalla Commissione per il conferimento degli incarichi direttivi del Csm. Subentrerà a Paola a Bruno Giordano, che domani s'insedierà come procuratore a Vibo Valentia.

CURCIO A LAMEZIA Unanimità per la designazione di Salvatore Curcio a Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme. Ad esprimerla è stata la commissione incarichi direttivi del Csm. Curcio, originario di Soverato (Catanzaro), è in magistratura dal 1989. Il suo primo incarico è stato quello di giudice istruttore e poi gip a Catanzaro. Nel 1993 è passato alla Dda. Ha coordinato alcune delle più importanti inchieste sulle cosche della 'ndrangheta, tra cui "Galassia", che nel 1995 portò all'arresto di 134 persone tra la Calabria e la Germania, e "Decollo" culminata con l'arresto di oltre 100 persone e un maxi sequestro di cocaina occultata all'interno di blocchi di marmo. Una delle sue ultime inchieste, inoltre, ha svelato l'infiltrazione della 'ndrangheta in una banca della Repubblica di San Marino.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    L'ex sostituto della Dda di Catanzaro Pierpaolo Bruni designato dal Csm alla guida della Procura del Tirreno cosentino. Prende il posto di Giordano, che domani si insedia a Vibo. Salvatore Curcio, già facente funzioni, guiderà invece gli uffici lametini

COSENZA «L'ultimo esempio del modello Occhiuto è la mancata indizione della gara d'appalto per il servizio di spazzamento e raccolta dei rifiuti. Ecologia Oggi espleta il servizio di spazzamento e raccolta di rifiuti nel territorio di Cosenza. Il 22 di agosto 2016 è scaduto il contratto che legava la società lametina al Comune di Cosenza. Nel contratto originario è previsto il tacito prolungamento del servizio per un massimo di sei mesi in attesa del termine della nuova gara d'appalto. I sei mesi sono trascorsi. La proroga è scaduta il 28 febbraio. Giusto il tempo di prolungarla. Sempre a favore di Ecologia Oggi». È quanto si legge in una nota del gruppo del Pd nel consiglio comunale di Cosenza.
«Perché il sindaco Occhiuto, pur essendosi insediato da giugno, non ha provveduto – prosegue la nota – ad indire la gara d'appalto per il servizio di raccolta dei rifiuti? I cittadini hanno il diritto di sapere se e quali interessi ci sono dietro questa ennesima proroga e anomalia della gestione Occhiuto. La breve parentesi di governo del commissario non può essere addotta come motivo per la mancata indizione della gara d'appalto. Occhiuto governa dal 2011. Il gruppo consiliare del Partito democratico ha più volte sostenuto, nelle commissioni competenti, la necessità di mettere in campo le procedure per un nuova gara d'appalto, coinvolgendo l'Anac (Autorità nazionale anticorruzione) e la Stazione unica appaltante al fine di scongiurare eventuali episodi poco chiari o infiltrazioni mafiose. Una procedura pubblica che supera i 10 milioni di euro ha bisogno della necessaria attenzione. Così come lo stesso Occhiuto avrebbe dovuto fare attenzione ad un altro aspetto». «L'ingegnere Bartucci e l'assessore al Bilancio, Carmine Vizza, nella commissione consiliare competente avevano riferito dell'esistenza di un contenzioso di alcuni milioni di euro (mancati servizi e personale) tra Comune di Cosenza ed Ecologia Oggi. Alla luce di questo dato – conclude il gruppo consiliare del Pd – risulta alquanto strano che lo stesso Comune affidi il servizio in proroga alla stessa ditta».

LA REPLICA DI PALAZZO DEI BRUZI L’amministrazione comunale replica a quanto diffuso dal gruppo consiliare Pd a Palazzo dei Bruzi in merito alla gestione del ciclo dei rifiuti. «Relativamente a quanto asserito dagli esponenti del Partito Democratico, per dovere di una corretta informazione, è necessario precisare – rispondono dagli uffici del settore – che, proprio per la tutela del territorio, l’unica possibilità di garantire l’igiene e la salute pubblica era quella di prorogare ulteriormente l’affidamento del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti alla ditta ‘Ecologia Oggi’. Tutto ciò per una serie di motivi ben precisi, nonostante la scadenza del contratto della suddetta ditta, a cominciare dal fatto che si tratta di servizi minimi essenziali per la comunità che non si possono interrompere improvvisamente».
«Le ragioni che hanno condotto a tale situazione - prosegue la nota - sono note ma giova comunque ricordarle ai consiglieri comunali del Partito democratico. Il progetto e gli atti di gara per il nuovo affidamento del servizio erano già pronti a gennaio 2016 senonché, però, nel febbraio 2016 l’esecutivo Occhiuto venne sfiduciato, con la conseguente interruzione delle attività amministrative. Ad aprile 2016 è subentrato il nuovo codice degli appalti e dei contratti, il decreto legislativo 50/2016 che, praticamente, non ha consentito di fare la nuova gara in tempi rapidi. Si tratta di una gara dalla procedura particolarmente complessa ed articolata e che sarà pubblicata a breve, a seguito delle vicende appena riassunte. La stesura del nuovo bando è in itinere. Quando sarà pronto il capitolato preparato dagli uffici preposti, il sindaco Mario Occhiuto lo invierà all’Anac (Autorità nazionale anticorruzione)». 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Le critiche del Pd cosentino dopo la proroga ad Ecologia Oggi: «Perché il sindaco Occhiuto, pur essendosi insediato da giugno, non ha provveduto ad indire la gara d'appalto per il servizio». La replica: «Il bando è in itinere»

È iniziato da Torino, dopo il grande successo anche con la data zero di Cascina (Pisa), il tour di Vinicio Capossela "Ombra. Canzoni della Cupa e altri spaventi", con cui l'artista porta nei teatri d'Italia e anche in Calabria la seconda parte del suo ultimo album "Canzoni della Cupa" e brani di repertorio legati a doppio filo all'immaginario oscuro e misterioso dell'ombra. Vinicio Capossela sarà infatti al teatro Cilea di Reggio Calabria il 12 marzo e al teatro Rendano di Cosenza il 13 marzo.
«Da molti anni, nei tour che seguono l'uscita di un disco, mi sforzo - racconta Vinicio Capossela - di mettere in scena l'immaginario dell'opera. È la grande possibilità dei concerti in teatro, realizzare la cosiddetta "sospensione dell'incredulità". In questo prossimo tour l'Ombra è la materia sostanziale, esistenziale, scenica dello spettacolo. Si tratta di abituarci al buio e finire in una specie di ipnosi a metà tra veglia e sonno che faccia affiorare in noi le creature che ci abitano. Che ci conduca nell'Ade, o nel buio di una siluette, o nel rovescio di uno specchio, o in un bosco nella notte di plenilunio, o nei riflessi di una caverna. Ci sarà un gruppo musicale dalla timbrica ombrosa, corde di violino, onde elettromagnetiche, membrane di tamburo. Nel foyer sarà anche disponibile una cabina per chi voglia farsi fotografare l'ombra dal viso, la parte evanescente di noi stessi, la più misteriosa e nostra. E soprattutto ci sarà il racconto che, sia pure in forma frammentata, genera in noi le più ampie ombre».
Intanto, Vinicio Capossela, dalla sua pagina Facebook ufficiale, ha battezzato il periodo "dell'Ombra" con un messaggio in cui invita a costruire insieme l'Almanacco dell'Ombra: «Cari tutti, oggi 1° febbraio inizia il mese in cui andremo a battezzare l'Ombra. Da oggi iniziamo a tenere un almanacco dell'Ombra. È una caccia alle ombre aperta a tutti! Ogni vostro spunto, citazione, ombrosa riflessione è gradita da condividere. Se volete scriveteci la vostra con un messaggio privato, ne faremo buon uso!».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Il cantautore sarà al teatro Cilea il 12 marzo e al Rendano il giorno successivo. Presenterà la seconda parte del suo ultimo album "Canzoni della Cupa"

REGGIO CALABRIA Si è svolta oggi, dinanzi alla commissione Vigilanza del consiglio regionale, l’audizione del vicepresidente della giunta Antonio Viscomi con riguardo alle società partecipate, al bilancio consolidato ed agli enti strumentali. «Viscomi - si legge in una nota della giunta - ha preliminarmente inteso ringraziare la commissione per l’attenzione dedicata ai temi in esame, già in parte trattati in una precedente audizione che ha avuto luogo non più tardi dello scorso mese di gennaio, ed ha poi evidenziato che, proprio in considerazione di tale attenzione e per il rispetto dovuto alla commissione, non ha inteso chiedere il differimento dell’audizione pur in presenza di una contestuale convocazione di giunta».
«Il vicepresidente - prosegue la nota - ha poi fornito una dettagliata informazione, consegnando anche le relazioni elaborate allo scopo dai dirigenti competenti, sulla situazione delle società, delle fondazioni e degli enti strumentali, sia per quanto riguarda i profili di bilancio, sia per quanto riguarda gli aspetti relativi alla governance. In particolare, ha ricordato che l’attività di redazione del bilancio consolidato non si identifica nella mera sommatoria di valori contabili di amministrazioni diverse dal momento che, la riforma dei sistemi di contabilità impone una radicale riforma della cultura di governo degli apparati amministrativi che ruotano nell’orbita della Regione, anche perché questa non può più essere considerata come una grande mamma che interviene sempre a pagare il conto delle spese scriteriate e senza giudizio dei figli. In questa prospettiva, nel rispetto dei tempi previsti dalla legge nazionale e in coerenza con essa, è stata avviata una radicale azione sugli strumenti per rafforzare e garantire le procedure di coordinamento e di controllo da parte della Regione Calabria (come amministrazione capogruppo), sia con gli atti di indirizzo adottati dalla vicepresidenza con note circolari del 19 e del 29 settembre 2016, sia poi con la delibera di giunta n. 442 del 10 novembre 2016 (che ha dettato linee guida e definite modalità e tempistiche per l’approvazione e la trasmissione dei documenti contabili e per il rafforzamento del ruolo dei dipartimenti che esercitano la vigilanza sulle attività rispetto all’operato dei soggetti controllati, soprattutto per ciò che concerne il contenimento delle spese) e la delibera di giunta n. 559 del 28 dicembre 2016 che ha definito l’insieme della amministrazioni da considerare ai fini del consolidato. A queste due delibera sta per seguire una specifica delibera, già definita dai dipartimenti competenti, per meglio distribuire e definire competenze e responsabilità all’interno dei dipartimenti: "Sapere prima chi fa cosa e perché è condizione necessaria per far funzionare il sistema, evitando la ben nota melassa del rimpallo di responsabilità"».
«Il vicepresidente - prosegue la nota - ha poi fornito le informazioni sullo stato di attuazione del piano di razionalizzazione societaria e sui commissariamenti in atto, evidenziando la costante azione di affiancamento e monitoraggio delle strutture tecniche regionali nonché l’impegno personale del presidente Oliverio nell’incontrare i commissari impegnati sui vari e difficili fronti, come talvolta emerge anche nelle cronache giornalistiche. In particolare, il vicepresidente ha evidenziato come alcune Fondazioni presentano problemi veramente complicati dal punto di vista tecnico-contabile, anche per l’esistenza di controversie giudiziarie, il più delle volte civili o lavoristiche, che rendono difficile assumere decisioni prima della relativa definizione. In conclusione, il vicepresidente non si è sottratto nell’evidenziare alcuni punti politicamente significativi toccati nell’audizione. Il primo è relativo al fatto che la galassia degli enti, delle fondazioni e delle società deve essere profondamente ristrutturata, ma questa azione di riforma necessita ora più che mai di una precisa individuazione di quella che gli esperti di organizzazione chiamano “mission aziendale” nonché di una preliminare verifica di fattibilità e di sostenibilità, anche per evitare di avere riforma belle sulla carta, ma non operative o attuabili soltanto aumentando i costi a carico dei cittadini. In questa prospettiva il Consiglio regionale è chiamato ad esercitare il ruolo ad esso proprio, tracciando, con una visione generale di sistema, ciò che è più utile per la Calabria e per i cittadini calabresi. Il secondo punto riguarda la questione dei commissariamenti degli enti subregionali».
«Sul punto - conclude la nota - il vicepresidente Viscomi ha concordato che alla fase destruens, necessaria per consentire l’acquisizione di un quadro reale ed oggettivo, è necessario che segua ora una fase construens, i cui tratti caratteristici dovranno essere la semplificazione e la professionalizzazione dei sistemi di governo e di gestione per dare risposta serie e reali al vero datore di lavoro di tutti coloro che operano nelle amministrazioni, datore di lavoro che non è – o non dovrebbe essere - chi procede alla nomina, ma sempre e soltanto i cittadini». 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello

    Il vicepresidente della giunta illustra i risultati delle riforma in commissione di Vigilanza: «Alcune Fondazioni presentano problemi veramente complicati dal punto di vista tecnico-contabile»

Pagina 1 di 4