Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Martedì, 07 Marzo 2017

REGGIO CALABRIA A 71 anni dall'introduzione del suffragio femminile in Italia, Anpi e archivio di Stato ripercorrono "la lunga marcia delle donne verso la parità" per celebrare e ricordare le storiche elezioni del 10 marzo del '46, le prime che in Italia abbiano visto le donne recarsi alle urne. Per la prima volta, con grande ritardo rispetto alle altre nazioni dovuto al periodo fascista, le donne hanno potuto partecipare ad una tornata elettorale, non solo come elettrici, ma anche come candidate. In molte sono state elette all'interno dei consigli comunali, chiamati a designare democraticamente i sindaci e, per la prima volta, le sindache. In tutta Italia, sono state dieci, due delle quali in Calabria. San Sosti, in provincia di Cosenza scelse Caterina Tufarelli Palumbo Pisani, Tropea, in provincia di Catanzaro, Lydia Toraldo Serra.
La "Lunga marcia delle donne verso la parità" sarà raccontata, alle ore 9.00 del 10 marzo 2017, nell'anniversario del voto, presso la sala Conferenze dell'Archivio di Stato (Via Casalotto, Reggio Calabria), ad alcune classi di tre Licei cittadini (Liceo Classico "T. Campanella", Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci", Liceo Scientifico "Alessandro Volta").
Protagoniste saranno, dopo gli interventi di Maria Cristina Schiavone dell'A.N.P.I. e della Direttrice dell'Archivio di Stato, Mirella Marra, due ricercatrici universitarie, Maria Vittoria Albini (Università della Tuscia) e Francesca Veltri (UNICAL), e la professoressa Giovanna Vingelli (Centro di Women's Studies, UNICAL).
All'iniziativa, programmata dall'A.N.P.I. e dall'Archivio di Stato, sono stati invitati sia i familiari delle prime due donne sindache calabresi, sia i rappresentanti delle Amministrazioni Comunali di San Sosti e di Tropea, sia, infine, le rappresentanti delle commissioni Pari Opportunità e dei movimenti femminili.
Al termine della manifestazione sarà inaugurata la mostra "2 Giugno 1946-2 giugno 2016, 70° del voto delle donne", mostra che resterà aperta e visitabile presso l'Archivio di Stato fino al 2 giugno 2017

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    Il 10 marzo, nel 71 anniversario dell'introduzione del suffragio femminile, Anpi e archivio di Stato raccontano la difficile conquista insieme ai familiari delle prime sindache calabresi

REGGIO CALABRIA È fissato per il 29 marzo l’inizio del processo con rito abbreviato per gli imputati del procedimento Gotha che ne abbiano fatto richiesta. Fra loro c’è anche l’avvocato Giorgio De Stefano, considerato il capo della direzione strategica segreta della ‘ndrangheta reggina. Reduce da oltre quattro ore di interrogatorio, De Stefano ha annunciato la decisione di affrontare il procedimento con rito abbreviato.
Il legale si aggiunge al drappello di 31 imputati che già ieri avevano annunciato di voler optare per il rito premiale. Si  tratta di l’ex vicepresidente di Fincalabra, Nuccio Idone, l’ex sindaco di Villa San Giovanni, Antonio Messina, gli imprenditori Emilio Angelo Frascati e Gaetano Tortorella, il commercialista Natale Saraceno, l’avvocato Paola Colombini, il pentito Roberto Moio, insieme a Antonio Araniti, Giovanni Cacciola, Angela Chirico, Domenico Chirico, Domenico Chirico (cl.88) Francesco Chirico, Bruno Nicolazzo, Antonio Nicolò, Lorena Franco, Roberto Franco, Pasquale Massimo Gira, Domenico Marcianò, Maria Rosa Martino, Giovanni Sebastiano Modafferi, Alessandro Nicolò, Carmelo Salvatore Nucera, Giovanni Pellicano, Giuseppe Rechichi, Saveria Saccà, Michele Serra, Giuseppe Smeriglio, Domenico Stillitano e Mario Vincenzo Stillitano.
Il gup Antonio Laganà, oggi ha stralciato le loro posizioni, dando a tutti appuntamento a fine mese, mentre in aula sono proseguiti per tutto il giorno gli interventi dei legali dei 40 imputati che hanno scelto il rito ordinario. Fra loro ci sono anche l'avvocato Paolo Romeo, considerato parte della direzione strategica della 'ndrangheta reggina, il legale Antonio Marra e il senatore Antonio Caridi. Per loro, l’udienza è stata rinviata a giovedì 9 marzo, data in cui il gup si ritirerà per decidere sulle richieste di rinvio a giudizio avanzate dalla Dda. 

a.c.

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    Vanno all'ordinario invece l'avvocato Paolo Romeo, considerato parte della direzione strategica della 'ndrangheta reggina, il legale Antonio Marra e il senatore Antonio Caridi 

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    - Il capo della "cupola" rompe il silenzio

Martedì, 07 Marzo 2017 21:13

«I nostri conti sono in ordine»

CATANZARO «Il presunto allarme lanciato ieri dall'on. Jole Santelli sui conti della Regione, è un atto di irresponsabilità civica ed istituzionale. Non sappiamo se per dolo o per mera ignoranza, l'on. Santelli scambia lucciole per lanterne». È una risposta dura quella che dalla Giunta regionale arriva alla coordinatrice di Forza Italia, che – si legge in una nota «commenta in maniera distorcente la Relazione Annuale della Corte dei Conti per sostenere argomenti assolutamente infondati ed errati». Per la Giunta, «è grave che la parlamentare, on. Santelli, possa ignorare il fatto che tutte le leggi regionali, a cominciare dalle leggi di bilancio, sono sottoposte all'esame del Ministero dell'Economia e delle Finanze e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Tutte le leggi, a cui fa riferimento l'On. Santelli, hanno ricevuto l'approvazione, sia sotto il profilo della legittimità costituzionale, che per il rispetto delle coerenze delle norme sulla contabilità». In più, continua la nota «i rilievi tecnici che si registrano sulla tipologia delle coperture finanziarie e sulle tecniche di quantificazione degli oneri, in riferimento alle leggi approvate nel 2016, sono irrisori rispetto alle osservazioni che la Corte dei Conti formulava negli esercizi finanziari della gestione regionale degli anni precedenti». Per la Giunta, «la novità è rappresentata proprio dal fatto che oggi alla Regione Calabria è stata avviata un'opera di bonifica e di risanamento finanziario, nonostante continui ad essere esorbitante il peso della mala amministrazione del passato. L'on. Santelli, prima di parlare, farebbe bene, da ora in avanti, ad assumere le informazioni necessarie per evitare le cattive figure».

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    La Giunta regionale replica alla coordinatrice di Forza Italia Santelli, rivendicando «l'opera di bonifica e di risanamento finanziario, nonostante il peso della mala amministrazione del passato»

REGGIO CALABRIA La Regione Calabria, la Città metropolitana di Reggio Calabria e il Comune di Gioiosa Jonica si sono costituiti parte civile nell'udienza preliminare a carico delle 50 persone coinvolte nell'inchiesta della Dda di Reggio Calabria "Typographic Acero", responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, usura ed esercizio abusivo del credito, con l'aggravante del metodo mafioso. Oltre alle istituzioni il gup del Tribunale di Reggio Calabria, Nicolo' Marino ha accolto la richiesta di costituzione del testimone di giustizia Nicodemo Panetta, assistito dall'avvocato Michele Gigliotti; della Fondazione antiusura "Interesse uomo", di don Marcello Cozzi, rappresentata dall'avvocato Jose' Toscano, e della Fondazione "Paolo Borsellino" con l'avvocato Marco Cartisano.
Dodici indagati hanno chiesto e ottenuto di essere giudicati con rito abbreviato. Per loro il processo inizierà l'8 maggio. L'indagine ha preso le mosse dalla denuncia di un imprenditore del settore tipografico, ora residente assieme al suo nucleo familiare in località protetta, il quale ha delineato una complessa attività di usura posta in essere ai suoi danni da persone contigue alle cosche di 'ndrangheta operanti nei comuni della fascia ionica della Locride: gli Ursino-Macri' e Jerino' di Gioiosa Jonica; i "Rumbo-Galea-Figliomeni" di Siderno; i "Bruzzese" di Grotteria ed i "Mazzaferro" di Marina di Gioiosa Jonica.
Le successive indagini hanno permesso di ricostruire la struttura del "locale" di 'ndrangheta di Gioiosa Ionica, riconducibile alle famiglie Ursino-Macri'-Jerino', e di individuare un consistente giro di usura ai danni di oltre 50 soggetti ai quali le cosche applicavano interessi usurari oscillanti tra il 50% ed il 500% annuale.

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    Il gup del Tribunale di Reggio ha accolta la richiesta dell'ente regionale, della città metropolitana e del municipio di Gioisa Jonica. Il processo alle cosche della Locride inizierà l'8 maggio

CATANZARO «Si è riunito oggi, presso la sede della Cittadella, l'Osservatorio per l'applicazione della legge Delrio, composto dai presidenti delle Province, dal capo di Gabinetto e dal vicepresidente della giunta regionale, tutti accompagnati dai rispettivi dirigenti, al fine precipuo di riprendere l'azione di indirizzo e di governo per la più adeguata e funzionale attuazione, in sede regionale, delle riforme che hanno coinvolto gli assetti provinciali a seguito della legge 56 del 2014». È quanto si legge in una nota della giunta regionale che sottolinea come «l'attività dell'Osservatorio era stata in qualche misura congelata dall'approvazione parlamentare della riforma costituzionale e dallo svolgimento del referendum del 4 dicembre, i cui esiti negativi hanno confermato il ruolo delle Province come enti costitutivi della Repubblica e chiedono ora, a livello centrale, un affinamento complessivo del processo riformatore avviato da qualche anno». «Al riguardo, in apertura della seduta, il vicepresidente Viscomi – si legge ancora nella nota - ha evidenziato la complessità della situazione attuale, per il convergente effetto di una duplice circostanza: da un lato, la riduzione delle risorse disponibili, imposta dalle politiche di governo, che riguarda sia le Regioni che le Province; dall'altro lato, l'urgenza di trovare soluzioni ai bisogni dei territori tenendo conto di una distribuzione di competenze a volte poco chiara. Da qui l'esigenza espressa dal vicepresidente – aggiunge - di riprendere con immediatezza il dialogo bilaterale tra Regione e singola Provincia al fine di definire in modo condiviso lo stato dei rapporti di credito-debito relativi alle risorse finanziarie e strumentali per l'esercizio sia delle funzioni trasferite sia delle funzioni rimaste, per varie ragioni, in un limbo operativo. Tutto ciò al fine di stabilire uno scenario ordinato su cui innestare incisive azioni di riforma della geografia amministrativa regionale, tenendo conto della condizione oggettiva ma anche delle potenzialità degli enti locali. Il presidente dell'Upi e presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, ha evidenziato – prosegue la nota - lo stato di estremo disagio finanziario delle Province richiamando l'attenzione, in particolare, sull'esercizio delle funzioni c.d. residuali o non fondamentali, non ricomprese dalla legge regionale fra quelle oggetto di trasferimento alla regione e che incidono in maniera significativa sulla qualità della vita delle comunità locali. Il vicepresidente della Provincia di Vibo Valentia, Pasquale Fera, ha richiamato l'importanza di una collaborazione più stretta tra gli uffici amministrativi degli enti al fine di completare velocemente il lavoro dei tavoli bilaterali sullo stato dei rapporti di credito-debito, avanzando anche la proposta di utilizzare unità di personale proveniente dalle province e inserito nei ruoli regionali in funzione di affiancamento e supporto per gli uffici provinciali. Il presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci – è scritto nella nota - ha richiamato l'attenzione sull'urgenza che la Regione riconosca nelle Province leali collaboratori istituzionali promuovendo una significativa devoluzione a loro favore di attività progettuali, gestionali ed operative. Infine il Presidente della provincia di Crotone, Nicodemo Parrilla, ha rimarcato l'esigenza di definire con chiarezza i rapporti con la Regione anche per quanto riguarda il personale regionale ancora operante nelle sedi di pertinenza provinciale. In relazione ai temi trattati, il vicepresidente Viscomi ha condiviso l'esigenza di ragionare sempre in chiave di sistema ed in una prospettiva di leale collaborazione tra istituzioni chiamate tutte a dare risposte ai bisogni, spesso primari, dei cittadini. Ha poi rimarcato il valore strategico dei tavoli bilaterali chiamati a definire le questioni da tanti anni rimaste in sospeso – per i quali ha chiesto ai dirigenti di tutti gli enti presenti, compresa la Regione, la massima collaborazione – ma anche ad individuare e selezionare i punti reali di incertezza da risolvere sul piano politico, fermo restando che l'obiettivo da sempre espresso dal Presidente Oliverio è quello di una regione snella, di programmazione e non di gestione. Anche in questa logica, il vicepresidente ha auspicato che dall'Osservatorio stesso possa derivare un utile impulso al processo riformatore anche sul piano legislativo, atteso che le regole di gestione del bilancio impongono di percorre, per alcune questioni specifiche e soprattutto per l'attribuzione di risorse finanziarie, proprio la via dell'intervento legislativo. In questa logica – conclude la nota - i partecipanti all'Osservatorio hanno concordemente deciso di convocarsi per il prossimo quattro aprile, al fine di accelerare e monitorare l'intero processo riformatore».

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    Nella sede dell'esecutivo si è tenuto una seduta dell'Osservatorio per l'applicazione della legge Delrio. Viscomi: «Situazione complessa»

CATANZARO Granata rimane sospeso. Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa dell'ex presidente del Consorzio "Valle Crati" di Cosenza, Maximiliano Granata, interdetto dai pubblici uffici perché indagato per corruzione elettorale dalla Procura bruzia. Assieme a lui è indagato anche l'imprenditore Francesco Gallo. Granata (difeso dagli avvocati Gianluca Garritano e Angelo Pugliese) è stato sospeso per dodici mesi dal suo incarico. La Procura, infatti, aveva chiesto una misura interdittiva per uno dei capi di imputazione contestati che è l'abuso di ufficio. I legali Garritano e Pugliese hanno evidenziato al giudice Valea l'inutilizzabilità delle intercettazioni e la totale insussistenza del reato di abuso di ufficio. Il Riesame nella serata di martedì ha depositato la decisione, rigettando il ricorso. 
Nello specifico la richiesta interdittiva riguardava il capo a in cui al presidente viene contestato di aver «compiuto atti contrari ai doveri di ufficio» procurando «a Francesco Gallo un ingiusto vantaggio patrimoniale costituito nel disporre -, a spese della pubblica amministrazione, che subiva un danno» - che i dipendenti di Ecologia Oggi procedessero allo spazzamento di luoghi privati nella disponibilità di Francesco Gallo.
Secondo l'accusa sarebbero stati eseguiti interventi di pulizia presso abitazioni private, utilizzando strutture e mezzi del "Valle Crati", in cambio di voti. Per gli inquirenti tutto ciò potrebbe essere stato messo in piedi per favorire l'elezione nel consiglio comunale di Cosenza di Vincenzo Granata, fratello del presidente del Consorzio, e candidato in una delle liste a sostegno del sindaco riconfermato Mario Occhiuto. Vincenzo Granata è stato poi effettivamente eletto. I legali di Granata presenteranno ricorso in Cassazione.

mi. mo.

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    L'ex presidente è indagato per corruzione elettorale dalla Procura di Cosenza. Il Tribunale del riesame conferma la misura

Martedì, 07 Marzo 2017 19:18

Morì d'infarto per colpa del lavoro

COSENZA Deceduto per infarto causato dal lavoro. La Corte di appello di Catanzaro ha emesso una sentenza che potrebbe fare scuola. La vicenda riguarda la morte di un operaio di un comune silano, deceduto nel 2006 nella sua abitazione a causa di un infarto. La moglie per circa due anni ha consultato patronati e sindacati alla ricerca di un sussidio per la morte del marito. Fin quando nel 2008 non si è rivolta all'avvocato Giovanni Carlo Tenuta del foro di Cosenza che consigliava alla moglie e alle figlie di procedere legalmente contro il Comune. Rappresentata dall'avvocato Tenuta, la famiglia ha nominato un medico legale che, dopo aver eseguito una consulenza, ha stabilito un nesso tra l'infarto e l'attività lavorativa. Ovvero: l'eccessivo sforzo - commesso alcune ore prima del decesso e consistito nell'aver spostato una pesante caldaia del Comune - sarebbe stato la causa del decesso, in particolare per una persona già malata di cuore. Il Tribunale di Cosenza, nel 2013, ha accolto in pieno la tesi dell'avvocato Tenuta e ha condannato il Comune a risarcire la moglie e le figlie. La sentenza di primo grado aveva affermato che si era trattato di una morte sul lavoro. Anche la Corte d'Appello ha poi riconosciuto che si è trattato di una morte causata dal mancato rispetto da parte del Comune delle note antinfortunistiche. Ora - rende noto l'avvocato Tenuta - c'è da pensare al risarcimento della famiglia e probabilmente l'ente nominerà un commissario.

mi.mo

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    Sentenza "storica" per la famiglia dell'operaio di un Comune del Cosentino deceduto nel 2006. Il giudice: ucciso dall'eccessivo sforzo

Martedì, 07 Marzo 2017 19:13

«Ad aprile Gentiloni in Calabria»

CATANZARO «Il presidente della giunta regionale, Mario Oliverio, ha incontrato questa mattina il presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, con il quale ha svolto una disamina della situazione della Calabria e, in particolare, delle maggiori emergenze economico-sociali e delle attività in corso per dare impulso allo sviluppo occupazione e produttivo della nostra regione». È quanto comunica, in una nota, il portavoce del governatore Oliverio che prosegue «tra i principali problemi affrontati una particolare sottolineatura è stata dedicata al tema del sistema degli investimenti produttivi, alle infrastrutture e al ruolo del porto e dell'area di Gioia Tauro».
«Al termine del cordiale colloquio, il presidente Oliverio – prosegue la nota - ha invitato il presidente Gentiloni a visitare la nostra regione. Un invito che il premier ha immediatamente accolto, annunciando una sua visita in Calabria per il prossimo mese di aprile».
«Il presidente Oliverio infine, ha incontrato nel pomeriggio il ministro alle Infrastrutture, Graziano Delrio – conclude il comunicato - con il quale ha affrontato i problemi connessi al superamento delle difficoltà emerse nell'iter di realizzazione del progetto relativo al Macrolotto 3 Sibari-Roseto, le problematiche del rilancio del sistema aeroportuale calabrese alla luce dell'avvenuta aggiudicazione alla Sacal delle gestioni degli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria e alla messa in attività dell'agenzia portuale di Gioia Tauro».

SS 106 OPERA STRATEGIA Sulla statale 106 «Il ministro -  si legge in una nota della Regione - ha ribadito al Presidente Oliverio l'impegno del Governo a dare priorità all'ammodernamento della Statale 106 come opera strategica del sistema infrastrutturale della Calabria e del Paese». Per questo, si legge, Delrio «ha informato il Presidente della Regione sulle iniziative poste in essere per superare le difficoltà di carattere procedurale e burocratico che sono emerse nell'ambito dell'esame delle procedure da parte della Corte dei Conti e delle osservazioni formulate. In particolare, il Ministero dei Trasporti ha attivato una serie di iniziative nei confronti del Consiglio superiore dei Lavori pubblici e dei ministeri abilitati ad esprimere pareri (Ambiente e Beni Culturali), al fine di ottenere la rapida soluzione delle problematiche insorte». 

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    Ad annunciarlo il governatore Oliverio che ha incontrato il premier a Roma. Faccia a faccia anche con Delrio che assicura «ss106 opera strategica»

Martedì, 07 Marzo 2017 19:12

Acqua, la giunta stoppa la "fuga" di Veolia

CATANZARO "Acque di Calabria srl", società partecipata al 100% da Veolia che detiene il 46,5% di Sorical, viene stoppata dalla giunta regionale nel suo tentativo di "evadere" dalla Calabria. La storia dei guai del sistema idrico è vecchia, lo stop a questo colpo di teatro invece è recente. Ed è riassunto nella delibera approvata ieri dall'esecutivo Oliverio. Riassumiamo: la Calabria tornerà alla gestione pubblica dell'acqua, il punto è come farlo. E al di là dell'impalcatura normativa da definire, ci sono delle enormi questioni economiche in piedi. Regione e Veolia devono ancora fare i conti, cioè stabilire, nel lungo limbo della liquidazione di Sorical, se vi siano delle quote che i privati devono ancora versare al pubblico. In questo contesto, si inserisce la proposta dei francesi di Veolia, pronti a cedere le loro quote (poco meno della mettà della società che gestisce l'acqua) alla cifra simbolica di un euro. Apparentemente sembra un affare, nei fatti sarà bene approfondire le verifiche. Nel contratto che lega Veolia alla Regione Calabria sono inserite specifiche spese per investimenti. Prima dell'addio – è il senso dell'atto approvato dalla giunta – si controllerà l'effettiva realizzazione di quegli investimenti. Se sono avvenuti, bene, altrimenti l'amministrazione potrebbe chiedere al privato di versare l'equivalente dei fondi non investiti nel corso degli anni. Questo controllo incrociato, tecnicamente una due diligence, è la consegna degli assessori e del presidente per i tecnici del dipartimento "Infrastrutture e Lavori pubblici". Il dipartimento dovrà fare anche la verifica della situazione economica, finanziaria e patrimoniale della Sorical. Questo, «considerato che per riformare il servizio – si legge tra l'altro nella delibera – è necessario verificare l'opportunità e la convenienza dell'acquisto dai privati delle quote di Sorical, anche in considerazione della volontà espressa da "Acque di Calabria" di dismettere la sua partecipazione in Sorical, partecipazione che consentirebbe alla Regione di realizzare una struttura interamente pubblica». Insomma, meglio verificare prima di comprare tutte le quote a un euro.

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    Decisa una verifica sui conti in sospeso nella Sorical dopo la proposta di cessione delle quote private (al costo di un euro). La Regione potrebbe chiedere ai francesi di versare l'equivalente degli investimenti mai effettuati

CROTONE Sono stati assegnati a Roma i premi della vela 2016, in quattro categorie: barca, armatore-timoniere, club e velista dell'anno. La manifestazione organizzata da Acciari consulting, con la Federvela (partner istituzionale), il supporto di Ucina, Confindustria nautica, e Salone nautico di Genova, si è svolta a Villa Miani.
Il premio velista dell'anno è stato assegnato a Mattia Camboni, 21 anni, atleta delle Fiamme Azzurre, che ha ottenuto un vero e proprio plebiscito di voti online. È stato premiato per risultati 2016, fra i quali un primo posto nella classifica Under 21 del Campionato del mondo RS:X e un 10/o posto alle Olimpiadi di Rio. Alessandro Rombelli è stato proclamato armatore-timoniere dell'anno per i risultati internazionali 2016 nelle classi Melges 20 e 32. Rombelli è stato premiato da Marina Stella, dg Ucina Confindustria nautica. Il Cookson 50 Cippa Lippa è salito sul gradino più alto del podio come barca dell'anno: il suo armatore Guido Paolo Gamucci è stato premiato da Mauro Pelaschier.
Nella categoria club dell'anno, premio istituito in collaborazione con la Lega italiana vela, il successo è andato alla Club velico Crotone. Il riconoscimento è stato consegnato dal presidente della Liv, Roberto Emanuele De Felice, a Francesco Verri, presidente del sodalizio calabrese.

La Fiv ha premiato gli atleti Juniores che hanno conseguito risultati di rilievo internazionale nel 2016, come la vittoria al Nations trophy ad Auckland. Questi i premiati: Giorgia Speciale (RS:X-Techno 293), Gaia Bergonzini (Optimist), Francesca Russo Cirillo e Alice Linussi (420), Edoardo Tanas (Techno 293), Veronica Ferraro e Giulia Ierardi (420), Tommaso Cilli e Bruno Mantero (420), Marta Zattoni (Laser Radial), Paolo Giargia (Laser Radial), Alexandra Stalder e Silvia Speri (420), Carolina Albano (Laser Radial), Maria Ottavia Raggio e Paola Bergamaschi (49er FX), Giacomo Ferrari e Giulio Calabro' (470), Benedetta Di Salle e Alessandra Dubbini (470).

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    All'associazione sportiva è andato il riconoscimento per la migliore compagine italiana

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