Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 14 Aprile 2017

Scrive Gerardo Mario Oliverio, presidente della Regione Calabria, la nota che riportiamo integralmente: «Leggo in un articolo a firma del direttore Pollichieni, edito sul Corriere della Calabria del 14 aprile 2017, che, in relazione all'indagine della Procura di Lamezia Terme sulla Sacal, vi sarebbe una intercettazione, che vede tra gli interlocutori l'ex Presidente Colosimo, nella quale si parla di 10 posti di lavoro da me sollecitati. Niente di più falso e lontano dal vero».
«Non so, perché non ho contezza degli atti di indagine, se vi sia tale intercettazione e sia di questo tenore. Se fosse vera, immediatamente proporrò querela per diffamazione nei confronti di chi abbia proferito quelle parole. Se tale intercettazione non vi sia, sarò costretto a sporgere querela nei confronti di chi divulga notizie pur esse diffamatorie.
Il mio operato, non solo da quando occupo la carica di Presidente della Giunta Regionale, ma da quando ne sono stato molti anni or sono Assessore, passando per le Legislature al Parlamento nazionale, sino alla Presidenza della Provincia di Cosenza, è stato sempre improntato a rettitudine ed a lontananza siderale dai metodi della c.d. raccomandazione, giustamente vituperati».
«Il merito del lavoro, la priorità ai disoccupati, la lontananza dalle clientele, hanno sempre improntato il mio agire politico. Non consentirò a nessuno di tentare di infangare con notizie giornalistiche prive di fondamento veruno il lavoro che ho sempre portato avanti».

Stia sereno, ma solo nel senso renziano del termine, il Governatore delle Calabrie: qui, a differenza che dalle parti della Cittadella, nessuno si inventa niente e nessuno falsifica alcunché, men che meno un atto d'indagine della magistratura inquirente.
Si prepari a querelare gli intercettati della Sacal e molti suoi sodali politici, magari ci rifletta prima e si consigli con qualche avvocato. Comunque, affar suo. Quello che non gli è consentito, invece, è di insinuare che chi dirige questo giornale possa aver inventato, per poi divulgarle, "notizie false e diffamatorie". Oliverio è in perfetta, assoluta e ridicola malafede (perché non documentarsi prima di scrivere e vedere se le intercettazioni che lo riguardano esistono o no, invece di, vilmente, lasciar intendere che potrebbero essere frutto di invenzione del giornalista?) quando accenna anche solo l'ipotesi che chi dirige il Corriere della Calabria abbia potuto ricorrere a tale criminoso espediente per diffamarlo.
Oltretutto, sarebbe anche atto di grande stupidità posto che, quotidianamente, Oliverio, i suoi sodali, la ciurma di clandestini e di inquisiti che stanno a presidio del decimo piano della Cittadella, ne combinano tali e tante da rendere superfluo inventarsi alcunché, laddove la realtà quotidiana supera anche la più criminale delle fantasie. E ci risparmi il solito sermoncino sul suo impegno per i giovani, i disoccupati e la legalità. Tenga piuttosto presente quanto scrivono i magistrati sul metodo clientelare e criminoso di gestire "Garanzia Giovani": a infangare questa stagione politica non sono i giornalisti che li raccontano ma i fatti che la malapolitica produce giornalmente.

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    Replica del governatore a un servizio del Corriere della Calabria: «Falso che avrei sollecitato 10 posti di lavoro». Ma nessuno si è inventato niente: di quelle assunzioni si parla nelle intercettazioni 

CATANZARO «Per quanto mi riguarda non penso di dover procedere ad ogni costo: ho sempre considerato, com'è noto, decisivo il parere dei Comuni interessati. In tal senso coerenza e correttezza istituzionale imporrebbero una motivata assunzione di conseguenti atti amministrativi per giustificare la modifica delle decisioni già assunte dai consigli comunali». Lo afferma, in una nota, il presidente della Regione, Mario Oliverio, facendo riferimento alla metropolitana di Cosenza. «È estremamente grave - dice ancora Oliverio - l'atto di diserzione da parte del sindaco di Cosenza dell'incontro istituzionale con il presidente della Provincia di Cosenza e il sindaco di Rende, dopo averlo, peraltro, concordato. Dovrà essere chiara a tutti la verità sulla metropolitana di Cosenza. A questo fine ritengo giusto e opportuno un confronto con le forze sociali della città. Martedì prossimo incontrerò tutte le componenti presenti al tavolo del partenariato sociale. Non è possibile cambiare le carte in tavola assumendo posizioni ambigue e alterando volutamente la verità. Ancora peggio quando, pur non dichiarando la contrarietà alla realizzazione della metroleggera, si motiva la non sottoscrizione dell'accordo istituzionale già condiviso con i comuni di Cosenza, Rende e l'amministrazione provinciale con ragioni che nulla hanno a che fare con il merito e la validità delle opere concordate. Infatti, se ci fosse stata una contrarietà alla metro, non avrebbe avuto ragion d'essere neanche il confronto e l'accordo a cui si è pervenuti anche sulla base delle proposte avanzate dallo stesso Occhiuto. È un dato di fatto che la non sottoscrizione dell'accordo determinerà la perdita di importanti opere di modernizzazione e riqualificazione della città». A conferma di ciò è bene ricordare che, nelle settimane scorse, è stato prima di ogni altro il sindaco di Cosenza a presentare pubblicamente e con enfasi le modifiche al progetto e le altre opere contenute nell'accordo condiviso, illustrando le ragioni della sua adesione».

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    Il governatore fa sapere di voler incontrare tutte le forze presenti al tavolo del partenariato sociale: «Non è possibile cambiare le carte in tavola assumendo posizioni ambigue»

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    - Manna: «Tavolo istituzionale sulla metro leggera»

Venerdì, 14 Aprile 2017 19:25

Nicolò: «Il Def mortifica la Calabria»

REGGIO CALABRIA «Dal governo nazionale solo proclami e grande disattenzione nei confronti della Calabria. Il nuovo Piano infrastrutture, introdotto dal Documento di economia e finanza approvato dal Consiglio dei ministri mortifica i calabresi e il territorio». È quanto sostiene, in una nota, il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Alessandro Nicolò dopo le dichiarazioni del ministro Delrio sulle risorse investite con il Documento di economia e finanza. «La dimenticanza del governo Gentiloni – afferma il capogruppo azzurro - è pesantissima ed è l'ennesima legnata politica per il presidente Oliverio e la sua giunta. Il Def azzera tutte le opere infrastrutturali e si ricomincerà con un nuovo studio di fattibilità sulle possibili opzioni di collegamento verso la Calabria, con l'Alta velocità ferroviaria solo per una parte del Paese e neppure un'infrastruttura strategica prevista da Salerno in giù. La giunta Oliverio purtroppo è ferma al palo anche per gli interventi infrastrutturali necessari che avrebbero imposto uno slancio straordinario di efficienza e tempestività».
Per Nicolò, «è ora di suonare la sveglia e di rimboccarsi le maniche per recuperare il tempo perduto finora». «Alla Calabria – afferma ancora l'esponente politico - necessitano delle essenziali infrastrutture e senza un piano dei trasporti efficiente e moderno si rimane isolati, consapevoli di aver avviato un processo di impoverimento inarrestabile».
«Assistiamo a una vera e propria debacle gestionale - conclude il capogruppo di Forza Italia - di uno Stato che, con arrogante disinvoltura, continua a mortificare la Calabria e i calabresi, dimostrando ancora una volta quanto essa interessi sempre meno all'esecutivo, ed è evidente la distanza siderale tra i diversi livelli istituzionali e questo sebbene la maggioranza regionale sia omogenea allo stesso governo. Il fallimento che andiamo registrando fin dall'insediamento dell'attuale compagine governativa è su tutti i fronti e non vi sono margini di valutazione positiva o settori in cui si riscontrano percorsi virtuosi».

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    Il capogruppo di Forza Italia a Palazzo Campanella attacca l'esecutivo Gentiloni e la giunta regionale: penalizza il piano infrastrutturale calabrese

Venerdì, 14 Aprile 2017 19:17

Siamo alla Sacal, cazzu iu!

«Purtroppamente la battaglia per l’occupazione passa attraverso l’assunzione dei figli dei miei elettori», diceva uno dei personaggi meglio tratteggiati di Antonio Albanese, Cetto Laqualunque, politico calabrese assolutamente privo di scrupoli, dall'accento marcato e dall'intercalare "cazzu iu". Una carrellata di comizi, quelli di Cetto, tra i quali ce n'è uno post elettorale in cui Laqualunque redige una lunga lista per sistemare i figli degli elettori. Il suo segretario legge i nomi e lui inventa posti di lavoro senza badare ai curricula, alla preparazione, ai titoli di studio:

– Famiglia Di Leo, due maschi
– Tutti e due forestali
– Famiglia Foti due figlie femmine
– Due femmine... infermiere va...

Un personaggio estremo, grottesco, quello di Antonio Albanese, disegnato a linee grosse.
Cambiamo scena, aeroporto di Lamezia Terme, interno giorno.

– ... allora, questo è il cugino di mia moglie... figlio di un nostro dipendente
– si è laureato in scienze motorie... ma è laureato
– eh... ah... inglese ottimo...
– eh... l'inglese mi pare che lo conosce...

 Questa volta il protagonista non è Cetto Laqualunque, ma i personaggi dello scandalo Sacal, protagonisti di un assumificio non troppo raffinato.



D'altronde sono gli stessi, impegnatissimi a sistemare i "figli di", ad ammetterlo:
– Questa azienda sta prendendo tutti gli scemi...
Se non fosse grave, ed estremamente triste, il bubbone – ma i più lo considerano il segreto di Pulcinella – che è scoppiato all'interno dello scalo aeroportuale di Lamezia Terme, si potrebbe metterlo in commedia. La sceneggiatura è pronta, basta sfogliare le carte dell'inchiesta "Eumenidi", coordinata dalla Procura di Lamezia Terme. È una corsa sgangherata per poter inserire più figli di amici possibile all'interno di un aeroporto con «sei milioni di euro di debiti». Eppure c'è chi farebbe carte false pur di entrare nel programma "Garanzia giovani". Dentro ci sono tanti personaggi che nemmeno in Amarcod: i politici, il sindaco, un maresciallo e persino il vescovo. Una città di quasi 80mila abitanti diventa un paesello affamato di lavoro.
E anche i dialoghi di questa commedia non sono male:
– ... ricordi che avevamo studiato la possibilità di fare entrare questo ragazzo, lo possiamo assumere dopo anche al parcheggio...
– ... siamo che ci sta il sindacato...
E se nonostante le insistenze, le soluzioni proposte, non c'è niente da fare, l'amico del cuore non si riesce a infilarlo da nessuna parte, i toni superano qualsiasi "cazzu iu" di cettiana memoria:
– ... ma come cazzo è, ma che cazzo... ma è una caserma qua, mannaia la puttana di Eva. Qui hanno sistemato due città e adesso sono tre anni, puttana di Eva, che non riusciamo ad assumere una persona, e che cazzo è...
Antonio Albanese non ha inventato nulla. Cetto Laqualunque è vivo e organizza assunzioni. Cazzu iu!

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    di Alessia Truzzolillo

Venerdì, 14 Aprile 2017 18:31

SCANDALO SACAL | Storie d’amore e peculato

LAMEZIA TERME Le liaison clandestine sui posti di lavoro sono all'ordine del giorno. Così come i tentativi, a volte goffi, di nasconderle. E le cattiverie che le riguardano. Il guaio, alla Sacal, è che le parole (velenose) e quei comportamenti ordinari diventano fatture. E le fatture rimborsi. E i rimborsi denaro pubblico con il quale sono state pagate trasferte molto private. Al centro di queste chiacchiere, ma soprattutto di un'accusa di peculato, finiscono il presidente della Sacal Massimo Colosimo ed Ester Michienzi, responsabile dell'area Legale della società di gestione dell'aeroporto di Lamezia Terme.
Prima gli investigatori intercettano i colloqui tra dipendenti. «Adesso chissà stasera in che cena, in quale ristorante di lusso... te lo dico io», dice uno dei lavoratori. E un altro risponde: «La cosa che dispiace, che con i soldi della Sacal, se non devono fare cose di riunioni, guarda... veramente è uno spreco alla miseria». Che quelle spese siano quantomeno strane lo certificano non tanto le parole dei dipendenti, quanto il fatto che sulle specifiche «non c'è la motivazione». Si parla di un viaggio a Milano, con soggiorno nel lussuoso hotel Bulgari e spostamenti in limousine.
Due donne, in una conversazione riportata nella richiesta di misura cautelare, vanno oltre e confidano involontariamente agli inquirenti che quel modus operandi non è una novità. Succedeva «anche all'epoca in cui il presidente della Sacal era Vincenzo Speziali».
«Ma pure con Speziali partivano?», chiede una. «Sì, a Milano pure, sì. Sempre a Milano, non su Roma, perché Roma è sempre più frequentata da gente che li può conoscere». Seguono risatine. E considerazioni sul ruolo del dg Pierluigi Mancuso: «Ma il direttore generale lo ha commentato questo viaggio?». «Niente, per questo ti dico che gli tiene il sacco».
Quando intervengono gli uomini della Guardia di finanza, le risatine lasciano il posto alla preoccupazione. La perquisizione del 7 agosto 2015 segna un punto di svolta. Saltano fuori le carte dei rimborsi versati a Colosimo. Una cena da 166 euro, servizio limousine da 850. Una notte ciascuno per lui e Michienzi al costo di 830 euro più Iva. «Senza nulla farsi mancare», annotano i magistrati. «Spese come quelle oggetto di esame – riferisce una dipendente sentita dalla Guardia di finanza –, sostenute per una missione di due giorni da due persone, è la prima volta che mi accade di vederne».
Ma sono i commenti delle «due persone» a convincere i finanzieri (e la Procura di Lamezia) che si sia trattato di un viaggio di piacere. Di un week end da ricordare. «Te ne voli così, senza un bacio... – dice Colosimo –. Un harakiri faccio, io posso staccarmi da te dopo due giorni passati con te in questo modo?». «Era meglio stare là», dice Michienzi qualche minuto dopo. Là, con la cenetta, «il ritornello» e «tante cose belle». Una storia come tante. Non si fosse trasformata in rimborsi non ci si dovrebbe neppure stupire.

Pablo Petrasso
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    Il week end milanese di Colosimo e Michienzi. Le chiacchiere negli uffici («succedeva anche all’epoca di Speziali»). E quei rimborsi «mai visti» per missioni del genere 

«Quello che è certo è che la squadra quando entra in campo deve metterci cuore e grinta, che sono nel dna del Toro. La squadra sta attraversando un buon momento fisico e mentale e abbiamo ripreso a giocare come sappiamo. Il successo di Cagliari perderebbe significato se domani non siamo in grado di vincere e dare continuità». Così il tecnico del Torino Sinisa Mihajlovic presentando in conferenza stampa l'impegno con il Crotone. «Avrà una grande motivazione e la voglia di fare risultato. Anche noi però abbiamo molti obiettivi - ha sottolineato - Fare più punti possibili, migliorare la nostra posizione in classifica, subire meno reti possibili. L'anno prossimo, con una stagione sulle spalle, sicuramente si potrà puntare a fare meglio».
Secondo l'ex allenatore del Milan i calabresi «meritano di essere tornati in corsa per la salvezza: non basterà la qualità a fare la differenza serviranno rabbia, fame e concentrazione per riuscire a vincere domani, se no si va incontro a brutte figure. Il miglioramento sulle palle inattive? Stiamo lavorando così come abbiamo fatto tutto l'anno: poi probabilmente nel corso della stagione è migliorata la convinzione e questo ha portato a fare meglio».

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    Secondo l'allenatore del Torino i calabresi «meritano di essere tornati in corsa per la salvezza: non basterà la qualità a fare la differenza»

Venerdì, 14 Aprile 2017 17:30

Italia e Grecia più vicine grazie a Confapi

RENDE Si è svolto a Rende, presso la Palestra dell'Internazionalizzazione di Confapi Calabria, un nuovo incontro di formazione rivolto ad imprenditori calabresi attivi sul fronte delle esportazioni. Ospite d'onore il segretario generale della Camera di Commercio Italo-Ellenica di Atene in questi giorni di passaggio in Calabria a capo di una delegazione ufficiale, il quale ha relazionato sullo stato dell'economia greca.
«Non si tratta di una semplice presentazione del paese - ha tenuto a precisare Panagiotis Vamvakaris - né del tipico appello rivolto agli imprenditori italiani di venire ad investire in un altro paese. Piuttosto, siamo venuti in Calabria per mostrare delle opportunità reali che in questo momento sono possibili in Grecia. Intendiamo dare risposte chiare e concrete a chi cerca informazioni altrettanto concrete. Si tratta quindi di una visita molto mirata e ben definita».
All'incontro ha partecipato un nutrito gruppo di imprenditori, rappresentanti di diversi settori dell'economia calabrese, come l'agroalimentare, il turismo, il manifatturiero di qualità, e la produzione di materiali ad alto contenuto tecnologico. «Gli imprenditori non possono permettersi di aspettare i tempi della politica - ha proseguito Panagiotis Vamvakaris - ma reagiscono anticipando le esigenze di mercato. Anche noi, come Camera di Commercio Italiana all'estero, siamo organizzati come un'azienda, con obiettivi chiari e verificabili, perché il nostro obiettivo è quello di soddisfare al meglio le esigenze degli imprenditori.
A fare gli onori di casa, il direttore della Palestra della Internazionalizzazione Giovanni Coglitore e il presidente di Confapi Calabria Francesco Napoli. Entrambi hanno sottolineato l'importanza dell'evento, che mira ad avvicinare tra loro mercati lontani ma per molti versi simili. «Rende si conferma crocevia di rapporti internazionali di prim'ordine – ha affermato il direttore Coglitore – e il nostro compito è quello di promuovere le eccellenze imprenditoriali calabresi attraverso il rafforzamento dei rapporti bilaterali con la Grecia».
«Con il Palaexport – ha dichiarato il presidente Napoli – comincia quel processo di internazionalizzazione che è l'unica strada che consente alle Piccole e medie imprese di stare sui mercati internazionali, lavorando in squadra affinché si possano ottenere risultati concreti. Questa è la nostra sfida».

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    Incontro a Rende nella Palestra dell'internazionalizzazione. Napoli: «È l'unica strada per consentire alle piccole e medie imprese di stare sui mercati internazionali»

RENDE «Sui grandi ed importanti interventi del nostro territorio è necessario che tutti gli attori istituzionali affrontino concretamente i problemi e individuino le soluzioni. Il progetto della metropolitana leggera, nella fase in cui si trova, merita tutta l'attenzione e sono necessarie valutazioni tecniche, amministrative e politiche». Lo afferma, in una nota, il sindaco di Rende, Marcello Manna. «Questo progetto - prosegue Manna - ha una storia amministrativa ventennale ed incide sullo sviluppo sostenibile dell'intera area urbana. Nel corso di questi ultimi mesi gli uffici tecnici si sono occupati di tutti gli aspetti relativi alla sostenibilità dell'intervento nel tentativo di ridurre tutte le criticità rilevanti. A margine di questa analisi tecnica sono previste anche altre opere relative alla mobilità sostenibile di due città che dovranno diventare un'unica entità amministrativa dove ha sede una delle più importanti università del nostro paese».
«Il tema della mobilità - sostiene ancora il sindaco di Rende - deve essere affrontato concretamente perché rappresenta una evidente criticità in tutta la nostra regione. Auspico, per come dichiarato dal presidente Mario Oliverio e dal sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, a breve, un incontro istituzionale risolutivo. Incontro istituzionale quindi che possa oltrepassare i messaggi spediti attraverso carta stampata. Queste sono le risposte che la politica deve dare affrontando i problemi e decidendo nell'interesse delle nostre comunità».

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    Il sindaco di Rende chiede la convocazione di un incontro con Oliverio e Occhiuto sul progetto dell'infrastruttura: necessario per garantire un piano organico di mobilità

CATANZARO «Dopo la Convention tenutasi presso la sede del Consorzio di bonifica Ionio Catanzarese, alla presenza di tantissime persone espressione di tutte le realtà politico-sociali-sindacali-imprenditoriali della provincia di Catanzaro (non mancava proprio nessuno), ancora una volta ho dovuto constatare la totale assenza del governo regionale». Lo sostiene Grazioso Mannio, presidente del Consorzio Ionio Catanzarese. «Ancora una volta, dopo centinaia di note, richieste e telefonate, il governatore Oliverio non risponde nemmeno con una lettera interlocutoria. Eppure, alla Convention, abbiamo posto problemi seri e abbiamo lanciato serie sfidecon un documento inviato a tutti, a cominciare dalla Regione. Quali sono le sfide? Un ruolo strategico per i Consorzi di bonifica in tema di sicurezza del territorio e quindi sul dissesto idrogeologico; mettere in piedi un vero Piani di messa in sicurezza del territorio regionale; un testo unico su Difesa del suolo e risorse idriche in modo da stabilire una volta per tutte chi fa che cosa, dove, quando, perché e con quali finanziamenti (verranno così abolite ben 49 leggi regionali che si occupano dei suddetti settori e che dicono tutto ed il contrario di tutto); approvazione immediata dei Piani di classifica (anche con le modifiche ritenute necessarie; cosa importante e determinante, il rifinanziamento del capitolo riguardante la rete di colo per poter riassumere gli operai stagionali che in passato hanno fatto un lavoro egregio nel territorio; la Diga sul Melito: la Regione dica una volta per tutte se intende (insieme al governo) realizzarla oppure no». Il presidente Manno ha anche preannunciato proteste eclatanti fino allo sciopero della fame se dovesse perdurare il silenzio della Regione.

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    Il presidente dell'ente "Ionio Catanzarese" denuncia il silenzio della Regione: «Il governatore Oliverio non risponde neanche con una lettera interlocutoria»

CATANZARO Erano in tanti oggi, nella caserma "Pietro Laganà", sede del comando regionale della Guardia di finanza, per la cerimonia di avvicendamento nell'incarico di comandante del reparto di supporto tecnico, logistico e amministrativo "Calabria" tra il colonnello Giovanni Liistro e il colonnello Teodosio Marmo.
Liistro ha salutato i suoi uomini ripercorrendo i tratti salienti di una carriera nella quale ha riscosso la stima di collaboratori, magistrati, prefetti. E ha ricordato a tutti quanto conti il lavoro oscuro, magari lontano dai titoli dei giornali. Lo ha fatto (anche) con una citazione dello scrittore e presbitero francese Michel Quoist: "Ho pensato, signore, a quel povero mattone interrato nel buio, nella base del nuovo edificio: nessuno lo vede ma lui fa il suo lavoro. Non conta che io sia in cima alla casa o nelle fondamenta ma che io sia fedele al mio posto nella tua costruzione". Per Liistro, quelle parole si attagliano bene allo status dei servitori dello Stato: «Noi siamo quell'umile mattone: non potete aspettare di trovarvi sulle prime pagine dei giornali. Lì ci va chi ha fatto il sequestro o l'arresto, chi ha preso il latitante. Nessuno si sognerà mai di raccontare le nostre gesta, ma noi dobbiamo compiacerci di quello che fa il reparto operativo. Noi siamo là, nelle fondamenta, al buio. Nessuno pensa a noi ma noi ci siamo e sulle nostre spalle c'è tutto il peso di questa costruzione».
Parole che testimoniano del profondo attaccamento a una divisa «grigia, che all'altezza del bavero reca due fiammelle che raccontano duecento anni di storia».
Un legame forte, quello con la divisa della Guardia di finanza: «A margine di un Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica a Enna si scherzava sullo scioglimento del corpo e i colleghi mi chiesero quale avrei scelto poi. Risposi: "Se vogliamo scherzare vi rispondo. Ho già scelto: che volete, mi sono affezionato a questa divisa. Se il governo ha deciso è inevitabile e lo accetterò. Se devo bere questo amaro calice, quello stesso giorno avrò la fortuna di potermi congedare"». Liistro ha avvisato i colleghi: «Dovrete fare ancora di più per aumentare il prestigio della Guardia di finanza».

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La breve ma significativa cerimonia si è tenuta alla presenza del comandante regionale Calabria, generale di divisione Gianluigi Miglioli, dinanzi a una folta rappresentanza di ufficiali, ispettori, sovrintendenti, appuntati e finanzieri in servizio e di alcuni membri dell'Associazione nazionale finanzieri in congedo di Catanzaro.
Il generale Miglioli, a nome di tutte le fiamme gialle calabresi, ha ringraziato il colonnello Liistro, che lascia il servizio attivo per sopraggiunti limiti di età, per il costante impegno profuso al servizio del corpo nel quale, durante la sua ultra quarantennale carriera, è stato finanziere, sottufficiale e ufficiale ruolo in cui, come ricordato dal comandante regionale, ha ricoperto incarichi operativi ed organizzativi di primissimo piano in tutti i settori che caratterizzano l'attività della Guardia di finanza.
Al colonnello Marmo che ritorna in Calabria dopo aver rivestito l'incarico di comandante provinciale di Matera, sede raggiunta nel settembre 2015 da Crotone dove, proprio alle dipendenze del generale Miglioli, ha ricoperto l'analoga funzione di comandante provinciale, il comandante regionale ha rivolto un caloroso augurio di "buon lavoro" per il nuovo importante incarico.

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    Partecipata cerimonia nella caserma “Laganà” di Catanzaro. Dopo l’avvicendamento il comando sarà preso dal colonnello Marmo. «Nessuno si sognerà mai di raccontare le nostre gesta, ma noi dobbiamo compiacerci di quello che fa il reparto operativo»

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