"Radici del Sud", la Calabria fa incetta di premi

Diciotto le aziende selezionate e tre le categorie in cui la regione ha ottenuto riconoscimenti. Ai fornelli la stella Michelin di Marina di Gioiosa Jonica Riccardo Sculli

Mercoledì, 17 Giugno 2015 18:47 Pubblicato in Cultura e spettacoli

LAMEZIA TERME La Calabria vitivinicola ha fatto incetta di premi alla decima edizione di “Radici del Sud”. Ma non è tanto il medagliere a essere importante, quanto il valore che questo riconsegna ai produttori e al mondo vitivinicolo regionale. Il vino made in Calabria piace anche ai mercati stranieri e «questo – fanno sapere i promotori dell'iniziativa – dà il peso di come in pochi anni la Calabria ha saputo invertire la rotta generando aziende e vini che possono non solo competere, ma anche diventare riferimento per il mercato». Lo dice, del resto, anche la classifica di gradimento delle giurie internazionale e nazionale che per circa una settimana si sono confrontate con i territori e le aziende del Sud degustando oltre 380 etichette in concorso provenenti da circa 180 aziende di Campania, Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia.
Una intensa settimana con 35 giornalisti ospiti e operatori di settore, master of wine internazionali che, proseguono gli organizzatori, «riflette l’immagine di una sistema produttivo radicato nei suoi territori, e capace di competere con i nuovi palati dei mercati internazionali. La Calabria, rappresentata da 18 aziende (Baroni Capoano, Cantine Viola, Casa Comerci, Cataldo Calabretta Vitivoltore, Du Cropio Wines, Giuseppe Calabrese, iGreco, Ippolito 1845, La Pizzuta del principe, Librandi, Malaspina, Senatore Vini, Serracavallo, Spadafora 1915, Statti, Tenuta del Conte, Tenute Ferrocinto, Tenita Terre Nobili) ha portato a casa premi nelle categorie “Magliocco”, “Gaglioppo”, “Biologico” e “Gruppo Misto vini rosati del Sud”.
Le degustazioni del concorso hanno dimostrato l'importanza della regione e del Meridione nel comparto: i migliori rosati del Sud (tra i 57 rosati in concorso da Puglia, Campania, Basilicata, Sicilia e Calabria) per la giuria internazionale sono calabresi, e il vino biologico più votato dai giudici internazionali è anch’esso un calabrese (frutto della somma dei voti complessivi per i vini a marchio biologico). «Un chiaro segnale – fanno sapere i promotori dell'evento – di come in pochi anni la Calabria ha saputo invertire la rotta generando aziende e vini che possono non solo competere, ma anche diventare riferimento per il mercato». Alla serata finale, anche un altro pezzo di Calabria: lo chef Riccardo Sculli, stella Michelin del Gambero Rosso di Marina di Gioiosa Jonica, che ha proposto una Tartara di ricciola impreziosita da aromi, erbe e essenze calabresi. Insieme a lui altri otto chef del Sud, tutti impegnati con piatti legati ai loro vitigni del cuore.