Dopo l’alluvione torna fruibile il Parco archeologico di Sibari

Ripulita e riqualificata l'area con reperti di età romana e magnogreca che nel 2013 era stata ricoperta dal fango. Bianchi: «Un sito unico». Oliverio: «La valorizzazione di questo patrimonio è un atto di grandissima civiltà»

Sabato, 11 Febbraio 2017 17:47 Pubblicato in Cultura e spettacoli

CASSANO ALLO IONIO A 4 anni dall'alluvione che sommerse l'area, il Parco archeologico di Sibari torna fruibile. Oggi, infatti, è stato inaugurato dopo che sono stati eseguiti una serie di lavori - costati 18 milioni con fondi Pon - per pulire, riqualificare e valorizzare l'intera area - con reperti di età romana e magnogreca - e il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide. «Sono molto orgogliosa - ha detto il sottosegretario al Mibact Dorina Bianchi - della restituzione di questo importantissimo sito. È un sito unico di cui usufruiranno turisti non solo calabresi ma provenienti dall'Italia e dal mondo. La cultura, insieme al turismo, può creare un solido sviluppo non solo culturale ma soprattutto economico. Ed è questo quello su cui il Mibac sta puntando». «Qui - ha detto il presidente della Regione Mario Oliverio - c'è un patrimonio culturale che merita di essere valorizzato perché la nostra terra, attraverso realtà che hanno una proiezione internazionale, può diventare più attrattiva».
«In due anni - ha detto Dorina Bianchi . siamo riusciti a spendere 18 milioni di euro nel miglior modo possibile. Oggi è una giornata importante non soltanto per la cultura in Calabria ma per tutto un itinerario che può nascere partendo da Sibari fino a Siracusa sulla strada della Magna Grecia». Per Oliverio quella di oggi «è una bella giornata per Sibari e per la Calabria. Sicuramente - ha aggiunto - la valorizzazione di questo patrimonio è un atto di grandissima civiltà. Io ricordo le giornate buie dopo l'esondazione quando il fango aveva coperto l'intera area archeologica. Da lì è ripartito un cammino che oggi ci ha portato a questa bellissima giornata. Noi vogliamo e dobbiamo fare molto per valorizzare il nostro patrimonio culturale. Io credo che il percorso della Magna Grecia, partendo da Sibari e passando per Crotone e arrivare a Locri e a Reggio, deve essere valorizzato perché i nostri giovani possano riconquistare l'orgoglio di appartenere alla terra della Magna Grecia, una terra che ha un patrimonio culturale inestimabile e che non è delocalizzabile». «È un patrimonio - ha concluso Oliverio - che solo in Calabria può essere vissuto e può essere incontrato. Ecco perché è importante la giornata di oggi e credo che Sibari potrà e dovrà diventare il punto di riferimento di un percorso importante che dovrà aiutare la Calabria a uscire dalle difficoltà e a recuperare i ritardi per costruire una condizione di crescita e di sviluppo sostenibile».