Pietro Bellantoni

Pietro Bellantoni

COSENZA «Un dramma per la città, per la comunità civile e per le nostre coscienze. Questo lutto ci fa capire come, a volte, la tragedia arriva dopo un annuncio di solitudine, di povertà e di abbandono e alla fine ci accorgiamo troppo tardi che c'è tutta una fascia sommersa di persone, che ha bisogno di attenzione molto prima della tragedia»: lo ha detto l'arcivescovo di Cosenza, monsignor Francesco Nolè, parlando con i giornalisti prima di celebrare in Duomo la messa in suffragio di Antonio Noce, Serafina Speranza e Roberto Golia, le vittime dell'incendio scoppiato il 18 agosto scorso in una palazzina del centro storico della città.
«Oggi piangiamo queste vittime – ha aggiunto mons. Nolè – ma dobbiamo ancor di più riflettere sulla nostra capacità di prevenire questo tipo di tragedie. C'è una povertà diffusa, ma anche l'incapacità umana di comprendere queste problematiche. Penso sia necessario che si crei una conoscenza diffusa capace di essere vicino ai più deboli. Ancora oggi non abbiamo una risposta chiara sui motivi, e su ciò che realmente è accaduto, ma di certo Antonio, Roberto e Serafina erano tra i più poveri della comunità e anche tra i più abbandonati, anche se c'era tanta generosità attorno a loro da parte della comunità cristiana che si era prodigata. Forse a loro mancava quel calore umano che ognuno di noi vorrebbe quotidianamente». 

Consiglio, corsa a tre per la commissione Riforme

Martedì, 26 Settembre 2017 19:00

REGGIO CALABRIA È corsa a tre, ma la poltrona è una sola. La gara per la presidenza della quinta commissione Riforme del consiglio regionale è, di per sé, una faccenda di quasi nessuna importanza per i destini della Calabria; tuttavia, oggi assume una valenza particolare dal punto di vista politico: è il barometro che misurerà gli equilibri interni alla maggioranza, i rapporti tra i vari consiglieri di centrosinistra e perfino lo stato di salute di alleanze trasversali mai ufficializzate. 
I nomi in lizza sono quelli del presidente uscente, l'alfaniano Baldo Esposito, del dem Mimmo Battaglia e dell'ex vicepresidente del Consiglio ed esponente del gruppo “Oliverio presidente” Francesco D'Agostino. Sono proprio le ambizioni del patron della Stocco&Stocco ad agitare le acque nella maggioranza. Il suo capogruppo, Orlandino Greco, lo ha inserito tra i componenti della Riforme (al posto del “ribelle” Vincenzo Pasqua), un chiaro indizio circa la volontà di una parte del centrosinistra di mettere in atto una sorta di putsch ai danni di Esposito. 
Per capire le ultime manovre di palazzo, però, bisogna riportare il calendario allo scorso 11 settembre, giorno in cui è stato rieletto Nicola Irto al vertice di Palazzo Campanella e rinnovato tutto l'Ufficio di presidenza. D'Agostino voleva la riconferma come vice, ma prima le pressioni di Vincenzo Ciconte (poi eletto), poi le cosiddette “ragioni di opportunità”, hanno convinto il governatore Oliverio e i suoi a escogitare un altro piano. E cioè: D'Agostino alla guida della commissione Riforme a titolo di “risarcimento”. Con tutte le contraddizioni del caso: un imputato per intestazione fittizia aggravata dall'aver favorito la 'ndrangheta (inchiesta “Alchemia”), per il quale ieri la Dda di Reggio ha chiesto 3 anni di carcere, non può rappresentare il Consiglio ma ha comunque le carte in regola per guidare una commissione regionale. 

SFIDA INTERNA Non c'è, però, ancora niente di stabilito. I componenti di centrosinistra della commissione (tra cui lo stesso Battaglia, Giovanni Nucera e Arturo Bova) non hanno ancora ricevuto alcuna indicazione di voto precisa dai rispettivi capigruppo. La decisione finale pare spetti a Sebi Romeo, in obbligatorio accordo con il governatore. Ma, al momento, il capogruppo del Pd non sembra aver sciolto il nodo. Anche perché Battaglia non sembra disposto a farsi indietro per agevolare l'elezione di D'Agostino. 
Ogni azione comporta una reazione, ed è chiaro che una nuova delusione per l'ex candidato alle primarie del Pd per le comunali di Reggio contribuirebbe a irrobustire il gruppone dei “dissidenti” interni. Oliverio lo sa bene ed è per questo che non ha ancora dato il suo placet definitivo per la presidenza. 
La maggioranza, in realtà, non credeva di dover affrontare questa sfida in tempi brevi. La road map iniziale prevedeva il rinnovo delle prime quattro commissioni a settembre e le altre, tra cui la Riforme, a dicembre. I dubbi circa la legittimità dell'operato degli organismi in assenza di un rinnovo dei vertici, avanzati dal centrodestra e da Mimmo Tallini in particolare, uniti ai pareri dell'ufficio legale dell'assemblea, hanno poi spinto Irto e gli altri membri della presidenza a rivedere tutti gli assetti fin da subito: per domani è infatti prevista l'elezione delle presidenze in tutt'e sette le commissioni dell'Astronave. Il centrosinistra, dunque, arriva impreparato all'appuntamento in cui si deciderà il destino (politico) di D'Agostino.
Senza contare le legittime aspettative di Esposito. Apprezzato per il suo equilibrio e per il modo in cui ha guidato la commissione nella prima parte della legislatura, il consigliere di Ap, forte dell'appoggio dell'altro neo vicepresidente dell'assemblea, il collega di partito Pino Gentile, potrebbe avere qualche asso nella manica utile a una riconferma. Il patto – mai ufficializzato – tra i fedelissimi di Oliverio e Ap, per questa via, ne uscirebbe certamente rafforzato. A scapito, però, dell'armonia interna al Pd, tanto più necessaria proprio adesso che la fronda rappresentata dai Ricostituenti (ieri a Lamezia la prima uscita ufficiale) inizia a prendere forma e sostanza in vista dei congressi di ottobre. 
Non si tratta, allora, di un semplice rinnovo in una semplice commissione. Il futuro della legislatura passa anche da qui.

IL CASO E mentre alcuni sgomitano per la poltrona, qualcun altro ci rinuncia pur avendone diritto. È il caso di Wanda Ferro, che non siederà in nessuna delle 7 commissioni. Era stata indicata dal suo gruppo, il Misto, per far parte di quella Sanità, ma avrebbe dovuto farle posto l'altro membro della minoranza presente, Francesco Cannizzaro. L'accordo non sarebbe stato infine trovato e così l'ex candidata alla presidenza ha deciso di fare un passo indietro senza peraltro indicare un'altra commissione “gradita”. Wanda ne resterà fuori, riservandosi però la partecipazione a tutti i lavori dei vari organismi, pur senza diritto di voto.

LE COMMISSIONI A parte l'eccezione Ferro e il trasferimento di D'Agostino alle Riforme, la composizione delle commissioni non presenta alcuna differenza rispetto alle prime nomine. Ecco tutti i membri: I, Affari istituzionali: Arturo Bova (Dp), Sinibaldo Esposito (Ap), Mario Magno (Misto), Michele Mirabello (Pd), Giovanni Nucera (La Sinistra), Franco Sergio (Oliverio presidente); II, Bilancio: Giuseppe Aieta (Pd), Giovanni Arruzzolo (Ap), Mauro D'Acri (Oliverio presidente), Giuseppe Neri (Dp), Fausto Orsomarso (Misto), Flora Sculco (Cir); III, Sanità: Francesco Cannizzaro (Cdl), Sinibaldo Esposito (Ap), Giuseppe Giudiceandrea (Dp), Orlandino Greco (Oliverio presidente), Michele Mirabello (Pd), Flora Sculco (Cir); IV, Ambiente: Giovanni Arruzzolo (Ap), Domenico Bevacqua (Pd), Arturo Bova (Dp), Giovanni Nucera (La Sinistra), Vincenzo Pasqua (Oliverio presidente), Mimmo Tallini (Misto); V, Riforme: Domenico Battaglia (Pd), Arturo Bova (Dp), Francesco D'Agostino (Oliverio presidente), Sinibaldo Esposito (Ap), Alessandro Nicolò (Fi), Giovanni Nucera (La Sinistra); Commissione contro la 'ndrangheta: Giovanni Arruzzolo (Ap), Domenico Battaglia (Pd), Arturo Bova (Dp), Giuseppe Ennio Morrone (Fi), Giovanni Nucera (La Sinistra), Franco Sergio (Oliverio presidente); Commissione speciale di vigilanza: Domenico Battaglia (Pd), Francesco Cannizzaro (Cdl), Giuseppe Giudiceandrea (Dp), Giuseppe Ennio Morrone (Fi), Vincenzo Pasqua (Oliverio presidente), Flora Sculco (Cir).

Pietro Bellantoni
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CROTONE Il Nucleo operativo delle Guardie ecozoofile di Fareambiente di Crotone, insieme ai carabinieri di Cutro, su delega della Procura della Repubblica, a conclusione di un'attività ispettiva finalizzata alla repressione della detenzione illegale di specie animali protette, ha denunciato G.F., di 30 anni. La denuncia è scattata dopo che si è scoperto che il trentenne custodiva in casa nove esemplari di Testudo Hermanni, specie protetta dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione. G.F. è accusato, in particolare, di detenzione illegale di specie protette e ricettazione. Gli esemplari di tartaruga, tre adulti e sei nati da pochi mesi, sono stati sequestrati e affidati alle Guardie Ecozoofile in attesa del trasferimento al Centro recupero animali selvatici.

CATANZARO I deputati del Movimento 5 stelle Dalila Nesci e Paolo Parentela hanno reso noto di avere scritto al nuovo rettore dell'Università di Catanzaro, Giovambattista De Sarro, «in merito all'obbligo di legge – è detto in un comunicato – di pervenire a un nuovo protocollo d'intesa con la Regione per il finanziamento del Policlinico universitario».
«I parlamentari 5 stelle – si aggiunge nella nota – avevano denunciato alla Procura di Catanzaro un illecito surplus di finanziamento da parte della Regione al Policlinico universitario, derivante dall'applicazione degli accordi, superati dalla legge, risalenti al protocollo d'intesa scaduto nel 2008».
«Sono nove anni – sostengono Nesci e Parentela – che la Regione Calabria corrisponde al Mater Domini cifre milionarie superiori al dovuto, nonostante la legge disponga diversamente. Questa situazione non può perdurare, per cui auspichiamo che il nuovo rettore voglia interrompere un abuso che, nel silenzio e nell'immobilismo coscienti del governatore Mario Oliverio, continua a compiersi a discapito del Servizio sanitario regionale. Ci auguriamo che il buongiorno si veda dal mattino e che, dunque, il nuovo rettore De Sarro ritenga come noi ingiustificabili le gravi lungaggini sulla pratica, che per legge non ha alcun rapporto con la discussa integrazione tra il Policlinico universitario e l'ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro». 

MILANO Con il maxi blitz di oggi contro la 'ndrangheta in Lombardia «è stata individuata una delle persone che era rimasta fuori» dagli arresti dell'operazione “Infinito” del 2010 e che partecipò n quell'anno al noto summit in un centro intitolato alla memoria di Falcone e Borsellino. Lo ha spiegato il procuratore aggiunto della Dda Ilda Boccassini in conferenza stampa precisando che un altro dei dati emersi dalle indagini «purtroppo è la violenza gratuita» manifestata dagli affiliati alle cosche. Ignoto 23 è «Fortunato Calabrò», già coinvolto nel processo "Infinito". Lo ha detto il pm, Alessandra Dolci. Anche lui partecipò al summit di Paderno Dugnano nel 2010 per decidere il sistema di potere della mafia calabrese al nord. A chi le ha chiesto se si tratti di un sistema indipendente rispetto a quello calabrese ha risposto che in realtà «dalla Calabria si continua ancora a comandare» e che l'organizzazione assomiglia piuttosto a un «franchising». La posizione di Calabrò non era stata approfondita ma grazie alla «dedizione di un ufficiale dei carabinieri e stato identificato». Su questo è intervenuto anche il procuratore aggiunto Ilda Boccassini: «Le persone che se la sono “scampata” dall'indagine Infinito hanno continuato a esser mafiosi, che agivano, che commettevano reati e quindi – dato preoccupante che va tenuto presente – si comincia, si nasce, si va avanti» all'interno della struttura mafiosa. «Solo la morte porta nella condizione di essere persone diverse. Oppure un caso di collaborazione con la giustizia che però in questo frangente non c'è».

MILIONI A SAN LUCA In un mese riuscivano a piazzare sul mercato oltre 50 chili di cocaina e a inviare un milione di euro a San Luca. Sono solo alcuni dettagli del traffico di droga gestito dagli appartenenti alla "locale" di Mariano Comense emersi nell'indagine della procura di Milano e Monza. I carabinieri hanno scoperto che i trafficanti erano per lo più originari di San Luca e custodivano armi in un appartamento di Cabiate (Como) che usavano come base logistica. «Due kalashnikov?», chiede in un'intercettazione uno degli arrestati. La risposta è semplice: «Il mitra! Li ha buttati giù nel garage. Sì ma io pensando dopo... il kalashnikov è arma da guerra, se mi trovano mi fanno il c...». Nel corso delle indagini sono stati sequestrati 7,5 chili di cocaina e 400mila euro in contanti. Questa mattina, durante una perquisizione a Carugo (Como) a casa di Giuseppe Giorgi, uno degli arrestati, i militari hanno trovato 120mila euro nascosti nell'intercapedine del pavimento. 

MANTOVANI INDAGATO L'ex vicepresidente della Lombardia, ora consigliere regionale di Forza Italia, Mario Mantovani, già arrestato due anni fa in un'altra inchiesta, è indagato per corruzione (non gli vengono contestati reati di mafia) in un filone dell'indagine che stamani ha portato a un maxi blitz contro la 'ndrangheta. Da quanto si è saputo, l'accusa riguarda i suoi rapporti con l'imprenditore Lugarà, che avrebbe assicurato anche l'appoggio di Mantovani «al fine di sponsorizzare e reperire consenso» per Edoardo Mazza poi eletto sindaco di Seregno, per ottenere dal politico, una volta diventato primo cittadino, una “speciale” variante al piano urbanistico comunale e una «risoluzione celere della pratica urbanistica» per la costruzione di un centro commerciale dell'ex area Orto che aveva una diversa destinazione d'uso nel comune della Brianza.
«Ciao Mario ti ringrazio molto per la vittoria di Seregno è anche merito tuo quando puoi ti vorrei incontrare». È il testo di un sms che Lugarà ha inviato nel giugno del 2015 a Mantovani. Dagli atti, infatti, emerge che «il giorno successivo il ballottaggio, da cui usciva vincitore Mazza», il sindaco di Seregno avvisava l'imprenditore Lugarà «della vittoria e quest'ultimo ringraziava Mantovani per il suo determinato supporto». Stando all'ordinanza, Mantovani sarebbe stato «all'epoca il politico di riferimento di Lugarà». 

ALLARME ISTITUZIONALE Ha sottolineato il «pregnante allarme istituzionale» all'interno del Comune di Seregno e in particolare nell'Ufficio Tecnico dove «le contaminazioni tra interessi pubblici e interessi privati» avrebbero coinvolto «pressoché l'intero establishment politico e amministrativo operante», il gip di Monza Pierangela Renda, nell'ordinanza di custodia cautelare che ha portato ai domiciliari, tra gli altri, Edoardo Mazza, il sindaco di Fi del Comune della Brianza accusato di corruzione e ai domiciliari il consigliere forzista Stefano Gatti. 
Nel filone di indagine coordinato dalla Procura di Monza – l'altro filone è della Dda di Milano – come evidenzia il giudice monzese, il costruttore Antonio Lugarà, anche lui in cella, «sin dal febbraio 2015 ha portato avanti in maniera sistematica una pratica di costante captazione del consenso dei pubblici ufficiali del Comune di Seregno – si legge nell'atto – di volta in volta retribuiti» con «prebende» e «utilità». 
Quanto a Mazza, ribadisce il giudice, «il supporto elettorale ricevuto nelle competizioni elettorali del giugno 2015» ha «costituito l'occasione concreta per controbilanciare il mercimonio della pubblica funzione (specificatamente consistito nell'adozione ed approvazione del piano attuativo) per altro da lui rivestita sin da prima in qualità di assessore all'edilizia».

IL SINDACO È emerso un totale asservimento del sindaco di Seregno nei confronti dell'imprenditore indagato, al quale aveva promesso l'approvazione di una variante di destinazione d'uso del piano di governo del territorio comunale, in funzione della costruzione di un supermercato». Sono le parole del pm di Monza Salvatore Bellomo sull'accordo che sarebbe intercorso tra l'imprenditore Lugarà e il sindaco di Seregno. «L'imprenditore sta nel sottobosco, utilizza la propria credibilità dal punto di vista delle conoscenze criminali, “chi deve sapere sa” – ha proseguito il magistrato titolare del fascicolo partito dalla costola di Infinito – l'imprenditore parla al sindaco come fosse il suo zerbino».
Bellomo poi spiega come «gli atti del sindaco e del Stefano Gatti, quest'ultimo eletto proprio per fare gli interessi dell'imprenditore, abbiano portato l'intera amministrazione comunale a compiere atti contrari ai doveri di ufficio». Infine il pm ha concluso: «Dirigenti e dipendenti avevano il dovere di segnalare gli illeciti, invece si prostravano al volere del sindaco senza farsi forza dei loro poteri». L'indagine, secondo Bellomo, «è arrivata a conclusione nonostante il traditore individuato nei nostri uffici».
È infatti spuntata anche una “talpa” nell'inchiesta della Procura di Monza e della Dda di Milano. L'addetto allo Sdas (sezione definizione affari semplici) della Procura di Monza Giuseppe Carello è stato messo ai domiciliari con l'accusa di favoreggiamento personale per avere, tra le altre cose, rivelato nel febbraio 2016 al costruttore Antonino Lugarà, «il quale si faceva poi parte attiva nel comunicarlo ai diretti interessati, oltre l'iscrizione nel registro degli indagati, l'esistenza di di attività di intercettazioni a loro carico, avvertendoli di prestare attenzione nel corso delle conversazioni telefoniche».

GIZZERIA È Domenico Bellantonio, 36 anni, reggino, il miglior sommelier della Calabria. Bellantonio, che è anche barman e dirige il "Piro Piro", ristorante-lounge bar sul lungomare reggino, parteciperà alla finalissima per il migliore sommelier d'Italia, a Taormina, il prossimo 29 ottobre. Il trofeo è stato assegnato a Gizzeria Lido al termine del concorso Miglior Sommelier Calabria 2017 dell'Associazione italiana sommelier che si è svolto alla presenza di un pubblico qualificato di professionisti, protagonisti e simpatizzanti del mondo del vino accorsi da tutta la regione.
Bellantonio si è imposto in finale su Domenico Metastasio, di Stilo, giovane e promettente sommelier della delegazione Ais della Locride e Francesco Gardi, sommelier e patron del ristorante Antica Locanda dal Povero Enzo di Cosenza, classificatisi secondi a pari merito.
Maria Rosaria Romano, presidente di Ais Calabria, ha espresso la soddisfazione dell'associazione per la riuscita dell'evento e per la preparazione dei partecipanti.

REGGIO CALABRIA Il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto ha convocato l’assemblea legislativa per giovedì 28 settembre 2017, alle ore 10.30, a Palazzo Campanella. All’ordine del giorno dei lavori, cinque provvedimenti amministrativi, di cui quattro di iniziativa della giunta regionale e uno dell’Ufficio di presidenza del Consiglio. I provvedimenti della giunta riguardano l’approvazione dei rendiconti finanziari dell’anno 2015 dell’Azienda Calabria Lavoro e dell’Arpacal; i bilanci di previsione 2017/2019 di Arpacal e Aterp.
Il provvedimento amministrativo dell’Ufficio di presidenza del consiglio regionale, invece, attiene la copertura del fabbisogno finanziario del Corecom per il 2018.
L’ordine del giorno dei lavori, prevede inoltre l’esame e l’eventuale approvazione di due proposte di legge di iniziativa della giunta regionale per il riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio (articolo 73 dlgs 23/06 n.118), un testo di legge abbinato in materia di alloggi di edilizia residenziale, e, infine, le nomine di competenza del consiglio regionale.

COSENZA Ammonta a 74,7 milioni di euro lo stanziamento europeo per i lavori di ammodernamento di 70 km della linea ferroviaria che collega la Calabria, a partire dalla provincia di Cosenza, alla Puglia. Il progetto, finanziato grazie al Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), è stato iniziato nel periodo di programmazione 2007-2013 e ora potrà essere completato attraverso i fondi previsti per l'attuale periodo 2014-2020. «L'ammodernamento di questo collegamento ferroviario regionale contribuirà alla crescita dell'economia locale e agevolerà il turismo e gli scambi», ha commentato la commissaria Ue alla politica regionale, Corina Cretu.
La linea fa parte della rete transeuropea di trasporto globale (Ten-T). Il progetto mira in particolare a sviluppare il trasporto intermodale delle merci dal porto di Gioia Tauro verso il nord dell'Italia, passando per le città di Taranto e Bari in Puglia. I lavori dovrebbero terminare nell'estate del 2019.

COSENZA Anas ha pubblicato oggi sulla Gazzetta ufficiale l’esito di gara per i lavori di manutenzione dei viadotti Moccone, Camigliatello I e II sulla strada statale 107 “Silana Crotonese”, esposti ad avverse condizioni metereologiche e a elevato rischio neve. Gli interventi (1° stralcio) interesseranno la statale in tratti saltuari, dal km 53,000 e il km 95,520.
I lavori sono stati aggiudicati all’impresa Mpm s.r.l. con sede a Noceto, Parma. Per l’intervento si prevede un investimento complessivo di oltre 680mila euro  e il tempo di esecuzione dei lavori è stimato in 330 giorni

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